Diritto Civile
Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 35396 - pubb. 10/09/2024
Decorrenza della prescrizione del risarcimento del danno da ingiusto coinvolgimento in un processo penale
Cassazione civile, sez. III, 23 Febbraio 2023, n. 5650. Pres. Spirito. Est. Cricenti.
Fatto illecito - Prescrizione - Art. 2947 c.c. - Decorrenza - Percezione del danno e della sua addebitabilità, anche sotto il profilo soggettivo - Ordinaria diligenza
Danno da ingiusto coinvolgimento in un processo penale - Danneggiato imputato e danneggiante parte civile - Prescrizione - Dies a quo - Rinvio a giudizio - Esclusione - Sentenza di assoluzione - Giudicato - Irrilevanza
Prescrizione dell’azione civile - Autonomia del giudizio civile da quello penale - Irrilevanza ai fini dell’individuazione del dies a quo
La prescrizione del diritto al risarcimento del danno decorre dal momento in cui il danneggiato ha percepito, in modo reale e concreto, l’esistenza e la gravità del danno e la sua addebitabilità a un determinato soggetto, o avrebbe potuto percepirle con l’ordinaria diligenza. Il danneggiato deve sapere che il danno è riferibile a quell’autore non solo sul piano causale, ma anche sotto il profilo del dolo o della colpa.
Il danneggiato può essere stato imputato in un processo penale in cui l’autore dell’illecito si è costituito parte civile. In tal caso la prescrizione non decorre dal suo rinvio a giudizio, dal quale non può trarre consapevolezza dell’ingiustizia dell’accusa. Può decorrere dalla sentenza di assoluzione, anche se non passata in giudicato. (Nella specie, si trattava di un commercialista assolto dopo misura cautelare e rinvio a giudizio.)
L’autonomia del giudizio civile da quello penale riguarda solo il rapporto tra i due procedimenti. Non consente di desumere che un determinato atto del processo penale, come il rinvio a giudizio, segni l’inizio della prescrizione dell’azione civile. Il dies a quo si individua con criteri esclusivamente civilistici. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
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