Crisi d'Impresa e Insolvenza


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 34638 - pubb. 22/04/2026

Le sopravvenienze da esdebitamento sono integralmente non imponibili se assorbite dalle perdite, anche quando non sono eccedenti

Cassazione civile, sez. V, tributaria, 20 Marzo 2026, n. 6763. Pres. De Rosa. Est. Tartaglione.


Sopravvenienze attive – Accordo di ristrutturazione – Regime fiscale – Sopravvenienze da esdebitamento – Perdite pregresse – Assorbimento – Sopravvenienze da esdebitamento – Eccedenza rispetto alle perdite – Sopravvenienze attive – Duplicazione d’imposta – Esclusione – IRAP – Plusvalenze immobiliari – Beni strumentali



Ai sensi dell’art. 88, comma 4-ter, TUIR, la riduzione dei debiti derivante da accordi di ristrutturazione non costituisce sopravvenienza attiva imponibile.


Le sopravvenienze attive derivanti dalla riduzione dei debiti devono essere previamente compensate con le perdite pregresse e di periodo, computate integralmente, e, se pari o inferiori a queste, risultano integralmente assorbite e non imponibili.


Qualora le sopravvenienze eccedano le perdite pregresse e di periodo, anche la parte eccedente non costituisce sopravvenienza attiva imponibile.


L’interpretazione dell’art. 88, comma 4-ter, TUIR deve evitare una duplicazione di imposizione sul medesimo componente positivo, che si verificherebbe qualora le sopravvenienze fossero sia utilizzate per ridurre le perdite sia assoggettate a tassazione.


Le plusvalenze derivanti dalla cessione di immobili strumentali non concorrono alla formazione del valore della produzione ai sensi dell’art. 5, comma 3, d.lgs. n. 446/1997.


Questo il principio di diritto enunciato dal Corte:
"Ai sensi dell’art. 88, comma 4 ter, TUIR, deve escludersi che costituisca sopravvenienza attiva tassabile non solo l’eccedenza dei debiti stralciati per effetto della ristrutturazione prevista dall’art. 182 bis L. fall. (oggi art. 58 CCII) rispetto alle perdite, di periodo e pregresse, calcolate nel loro valore integrale, agli interessi passivi ed agli oneri assimilati, ma anche, nella diversa ipotesi in cui i debiti stralciati siano pari o inferiori alle dette perdite, agli interessi passivi ed agli oneri assimilati, l’importo dei detti debiti, dovendo ritenersi (in tutto o in parte) assorbiti nel monte delle perdite." (Franco Benassi) (riproduzione riservata)


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