Crisi d'Impresa e Insolvenza


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 35239 - pubb. 09/10/2026

Custode giudiziario dell’azienda: responsabilità per omessa conservazione del compendio e perdita del suo valore economico

Appello Firenze, 31 Luglio 2026. Pres., est. Santese.


Custode giudiziario - Azienda sottoposta a sequestro - Doveri - Conservazione del valore aziendale - Responsabilità civile


Custode giudiziario - Azienda sottoposta a sequestro - Obblighi di vigilanza - Perdita di beni essenziali all’attività - Nesso causale


Custode giudiziario - Responsabilità - Perdita di valore dell’azienda - Risarcimento del danno - Quantificazione - Prezzo di precedente vendita - Insufficienza



Il custode giudiziario, quale ausiliario del giudice e gestore autonomo dei beni sequestrati, è tenuto, ai sensi dell’art. 67 c.p.c., ad adempiere ai propri doveri con la diligenza del buon padre di famiglia e risponde, ai sensi dell’art. 2043 c.c., dei danni derivanti dall’inosservanza degli obblighi di conservazione e buona amministrazione; quando oggetto della custodia sia un’azienda, tali obblighi comprendono le attività necessarie a preservare il patrimonio aziendale e il suo valore economico.


Il custode giudiziario dell’azienda non adempie ai propri doveri limitandosi alla tenuta della contabilità e alla redazione dei rendiconti, ma deve esercitare un’effettiva attività di amministrazione e vigilanza diretta a preservare gli elementi essenziali del complesso aziendale; sussiste pertanto la sua responsabilità quando le omissioni nell’attività di controllo siano causalmente riconducibili alla perdita di beni o situazioni giuridiche essenziali per l’esercizio dell’impresa e alla conseguente perdita di valore dell’azienda.


Il danno derivante dalla perdita di valore dell’azienda per fatto imputabile al custode giudiziario non può essere automaticamente determinato in misura pari al prezzo pattuito per una precedente vendita dell’azienda, dovendo il valore del compendio essere accertato con riferimento alla sua effettiva consistenza patrimoniale al momento rilevante, anche mediante consulenza tecnica d’ufficio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)




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