Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 95 ∙ (Progetto di stato passivo e udienza di discussione)


Tutte le MassimeCassazione
Il curatore
Autorizzazione del curatore a stare in giudizio
Difesa tecnica del curatorePosizione di terzietà del curatoreEccezioni del curatoreConfessione del curatoreEccezione revocatoriaDocumenti opponibili al curatore

Il creditore
Osservazioni al progetto di stato passivo
Facoltà di sollevare eccezioniEccezioni del creditoreOnere della prova del creditore

Procedimento
Procedimento
Sospensione feriale dei terminiPrincipio dispositivoUdienza e contraddittorioEccezioni rilevabili dal giudiceDomanda riconvenzionaleCorrispondenza tra chiesto e pronunciatoProduzione di documentiTestimonianzaGiuramentoData certaProgetto di stato passivo e domande tardiveDomande di rivendicazione e ammissione con riserva



Giudizio di verificazione - Rivendica di immobili e impianti - Riserva atipica - Inammissibilità - Fondamento - Conseguenze
In sede di verificazione dello stato passivo, la domanda di rivendica di immobili e impianti non può essere oggetto di ammissione con riserva, posto che quest’ultima, in quanto atipica ed estranea alle ipotesi tassativamente indicate dall'art. 95 l.fall., anche qualora sia disposta dal giudice, va considerata come non apposta, dovendosi intendere il provvedimento giudiziale come di accoglimento pieno del diritto fatto valere. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Agosto 2017.


Fallimento – Potere del curatore – Giuramento – De scientia – Formula
Poiché il curatore è privo del potere di disporre autonomamente dei diritti della massa, e detto principio opera anche nel contesto dell’attività di accertamento del passivo, poiché non può essere a lui deferito il giuramento de veritate, al creditore deve essere conservato uno strumento di risposta, ne consegue che il giuramento decisorio nei confronti del curatore va ammesso nella formula de scientia con la seguente formula: “Io sottoscritto curatore, giuro e giurando affermo di essere a conoscenza nella suddetta qualità di curatore che il credito... mi risulta essere stato pagato”, ex art 2960 II comma cc civile. (Isabella Grassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16 Febbraio 2017.


Opposizione allo stato passivo - Onere dell'opponente di produrre la documentazione già prodotta nel corso della verifica del passivo
Nel processo di opposizione allo stato passivo del fallimento, il creditore opponente ha l’onere di produrre nel giudizio di opposizione la documentazione già prodotta nel corso della verifica del passivo, non essendo sufficiente avanzare col ricorso introduttivo istanza per la loro acquisizione (nello stesso senso, Cass. 493/2012; contra, Cass. 16101/2014). (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 15 Dicembre 2014.


Mancata comunicazione alla PEC del creditore, da parte del curatore, del progetto di stato passivo recante l’esclusione del credito – Conseguente mancato utilizzo del termine ex art. 95 co. 2 l.f. per il deposito di documentazione integrativa – Produzione di tale documentazione nel successivo giudizio di opposizione a stato passivo – Condanna del Fallimento, sebbene non costituito, alla rifusione delle spese di giudizio – Sussistenza
Qualora il curatore, pur essendo a conoscenza della PEC del creditore, non abbia trasmesso a quest’ultimo, ai sensi dell’art. 95 co. 2 prima parte l.f., il progetto di stato passivo recante l’esclusione della pretesa, tale difetto di comunicazione impedisce verosimilmente al creditore di usufruire del termine, previsto dal medesimo art. 95 co. 2 l.f., per depositare la documentazione integrativa affinché la stessa possa essere esaminata in sede di verifica dei crediti. Ne consegue che, ove tale documentazione integrativa sia depositata dal creditore nell’ambito del successivo giudizio di opposizione a stato passivo, e l’opposizione sia accolta, il difetto di comunicazione del progetto di stato passivo secondo le modalità telematiche introdotte dal d.l. 179/2012 costituisce circostanza che giustifica la condanna del Fallimento, sebbene non costituito, alla rifusione delle spese di lite. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Dicembre 2014.


Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Mancata presentazione osservazioni al progetto dello stato passivo – Ammissibilità.
Il giudizio di opposizione allo stato passivo è ammissibile anche nel caso in cui l’opponente, nel corso della procedura prefallimentare, non abbia presentato osservazioni al progetto di stato passivo depositato dal curatore, perchè la mancanza di osservazioni non comporta acquiescenza alla proposta e conseguente decadenza dalla possibilità di proporre opposizione. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 17 Marzo 2014.


Accertamento del passivo - Giudizio di opposizione allo stato passivo ex art. 98 l.f. - Eccezioni nuove - Ammissibilità.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo è consentita, in ogni caso, la formulazione da parte del curatore o commissario che dir si voglia di eccezioni non sottoposte all’esame del giudice delegato, inclusa quella di prescrizione presuntiva. (Mario Guido) (riproduzione riservata) Tribunale Arezzo, 06 Marzo 2014.


Accertamento del passivo - Opposizione - Giuramento de scientia - Deduzione - Modalità.
Il giuramento de scientia (o de notitia) è quello deferito sulla conoscenza che la parte abbia di un fatto altrui; la formula giuratoria deve puntualmente rispecchiare questo peculiare contenuto e perciò deve essere redatta, a pena di inammissibilità, in modo che il giurante, ripetendola, affermi o neghi non già un fatto, ma la conoscenza che egli ne abbia, perché soltanto questa, per l’appunto, costituisce l’oggetto del giuramento (nel caso di specie non è stato ritenuto ammissibile il giuramento rivolto ai Commissari, definito de scientia, ma impostato secondo la formula del giuramento de veritate). (Mario Guido) (riproduzione riservata) Tribunale Arezzo, 06 Marzo 2014.


Accertamento del passivo - Mancata presentazione di osservazioni al progetto di stato passivo - Decadenza dalla possibilità di proporre opposizione - Esclusione
In tema di accertamento del passivo, la mancata presentazione da parte del creditore di osservazioni al progetto di stato passivo depositato dal curatore non comporta acquiescenza alla proposta e conseguente decadenza dalla possibilità di proporre opposizione; infatti, non può trovare applicazione il disposto dell'art. 329 cod. proc. civ., rispetto ad un provvedimento giudiziale non ancora emesso, inoltre l’articolo 95, comma 2, L.F. introdotto dal D.Lgs. 12 dicembre 2007, n. 169, prevede che i creditori possano esaminare il progetto, senza porre a loro carico un onere di replica alle difese e alle eccezioni del curatore entro la prima udienza fissata per l'esame dello stato passivo; deve, pertanto, escludersi che il termine predetto sia deputato alla definitiva e non più emendabile individuazione delle questioni controverse riguardanti la domanda di ammissione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Gennaio 2014, n. 321.


Mancata formulazione di osservazioni al progetto di stato – Conseguente inammissibilità dell’opposizione allo stato passivo – Esclusione.
La mancata formulazione di osservazioni al progetto di stato passivo contro l’esclusione del credito non rende inammissibile l’opposizione allo stato passivo successivamente proposta dall’interessato, perché siffatta inammissibilità non è sancita da alcuna espressa previsione di legge e, comunque, non supererebbe il vaglio di costituzionalità sotto il profilo dell’effettività del diritto di difesa, considerati l’estrema ristrettezza del tempo tra il deposito del progetto ed il termine per la formulazione di osservazioni e la non necessità della difesa tecnica nella fase della verifica dei crediti dinanzi al Giudice Delegato. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 02 Agosto 2013.


Documenti depositati in cancelleria unitamente a ricorso per decreto ingiuntivo prima della dichiarazione di fallimento – Data certa ex art. 2704 c.c. – Opponibilità alla curatela – Sussistenza.
Devono considerarsi muniti di data certa ex art. 2704 c.c., e quindi opponibili alla curatela in sede di verifica dello stato passivo, i documenti che risultino essere stati depositati in cancelleria, prima dell’apertura del fallimento, unitamente ad un ricorso per decreto ingiuntivo. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 02 Agosto 2013.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo - In genere - Eccezioni - Proponibilità - Mancata presentazione delle osservazioni ex art. 95 legge fall. - Irrilevanza - Fondamento.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo del fallimento il creditore, il cui credito sia stato escluso o ridotto nel progetto del curatore, può proporre le eccezioni e depositare i documenti ritenuti rilevanti ancorché non abbia presentato alcuna preventiva osservazione ex art. 95, secondo comma, legge fall., dovendosi escludere che il mancato esercizio di tale facoltà comporti il prodursi di preclusioni, attesa la non equiparabilità del suddetto giudizio a quello d'appello, con conseguente inapplicabilità dell'art. 345 cod. proc. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 2013, n. 11026.


Fallimento – Accertamento dello stato passivo – Termine decadenziale per sollevare eccezioni in senso stretto da parte del curatore.
La struttura del procedimento di accertamento dello stato passivo, connotata da una prima fase di cognizione sommaria dove non è prevista la formale costituzione del curatore a mezzo di difensore tecnico, implica che il curatore stesso possa proporre le eccezioni in senso stretto, non sollevate in sede di verificazione del passivo, nel giudizio di opposizione allo stato passivo. (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Aprile 2013, n. 8246.


Accertamento del passivo - Domanda di ammissione proposta dal creditore - Posizione del curatore quale soggetto terzo rispetto agli atti compiuti dal fallito.
Ai fini della deliberazione della domanda di ammissione al passivo del fallimento proposta dal creditore, il curatore, il quale non sia successore del fallito e non abbia preso parte al rapporto giuridico posto a base della pretesa creditoria, deve essere considerato terzo rispetto agli atti compiuti dal fallito, con la conseguenza che, in sede di verifica dei crediti, in ordine alla determinazione della data certa di scritture private, trova piena applicazione il primo comma dell'articolo 2704 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Febbraio 2013.


Accertamento del passivo - Domanda di ammissione proposta dal creditore - Data certa della scrittura privata - Fatto costitutivo del credito - Esclusione - Natura di semplice fatto impeditivo.
Nell'ambito del procedimento di accertamento del passivo, l'elemento della data certa di una scrittura privata non integra un fatto costitutivo del credito, con la conseguenza che l'onere probatorio incombente sul creditore istante può ritenersi soddisfatto con la produzione della documentazione idonea a dimostrare la fondatezza della pretesa formulata, mentre l'eventuale mancanza di data certa di detta documentazione costituisce un semplice fatto impeditivo del riconoscimento del diritto fatto valere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Febbraio 2013.


Accertamento del passivo - Data certa - Eccezione in senso lato rilevabile del giudice in mancanza di specifico rilievo del curatore.
La mancanza di data certa, la quale costituisce non un elemento costitutivo del credito, ma un semplice fatto impeditivo dell'accoglimento della pretesa creditoria, costituisce eccezione in senso lato, rilevabile dal giudice anche in mancanza di specifica eccezione del curatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Febbraio 2013.


Ammissione al passivo ai sensi dell’art. 101, ultimo comma, L.F. - Onere del creditore di dedurre la causa di non imputabilità del ritardo - Omissione - Inammissibilità del ricorso.
Il creditore che intenda formulare domanda di insinuazione al passivo oltre il termine di cui all’art. 101 L.F., ha l’onere di rappresentare - e dimostrare - le circostanze da cui possa evincersi la non imputabilità del ritardo. Di tali ragioni giustificative, infatti, dovrà tenersi conto ai fini della predisposizione del progetto di stato passivo, di guisa da garantire a tutti i soggetti interessati, prima dell’udienza fissata per l’esame, di prendere adeguata posizione al riguardo. Il difetto di tale allegazione (così come previsto, simmetricamente, per l’omessa indicazione di uno dei requisiti previsti dall’art. 93 L.F.) comporta la declaratoria di inammissibilità dell’istanza, rilevabile d’ufficio anche nell’eventuale, successivo, giudizio di opposizione. (Giampiero Tronci) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 20 Dicembre 2012.


Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Curatore – Non disponibilità dei diritti della massa – Confessione – Inammissibilità.
Il Curatore non può rendere confessione in danno della massa, essendo terzo rispetto ad essa, e non potendo quindi disporre del relativo diritto (art. 2731 c.c.) e posto che la relazione è rivolta al Giudice e non alla controparte (v. art. 2735 c.c.). (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 18 Settembre 2012.


Fallimento – Stato Passivo – Opposizione – Domande riconvenzionali – Inammissibilità.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo non sono ammesse le domande riconvenzionali del curatore. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 23 Luglio 2012.


Accertamento del passivo - Conclusioni del curatore - Decisione difforme del giudice delegato - Ammissibilità.
In sede di verifica dei crediti, il curatore non ha la disponibilità del diritto controverso, non riconosce né accerta i diritti vantati nei confronti del fallito e non agisce in qualità di ausiliario del giudice delegato. Deve, pertanto, ritenersi conforme a giustizia la decisione del giudice delegato che, accogliendo la domanda del creditore volta ad ottenere l'ammissione del credito in prededuzione, abbia disatteso la richiesta di ammissione in via chirografaria formulata dal curatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 19 Luglio 2012.


Prova civile - Testimoniale - Capacità a testimoniare - Persone aventi interesse nel giudizio - Incapacità a testimoniare ex art. 246 cod. proc. civ. - Presupposti - Interesse che legittima la partecipazione al giudizio - Caratteri - Incapacità del creditore ammesso allo stato passivo a testimoniare nel giudizio di opposizione promosso da altro creditore - Sussistenza in astratto - Esclusione - Verifica in concreto - Necessità - Fondamento.
L'interesse che determina l'incapacità a testimoniare, ai sensi dell'art. 246 cod. proc. civ., è solo l'interesse giuridico, personale, concreto ed attuale, che comporta o una legittimazione principale a proporre l'azione o una legittimazione secondaria a intervenire nel giudizio proposto da altri. Pertanto, attese l'interpretazione restrittiva del divieto di testimoniare, incidente sul diritto di difesa, e la natura dell'opposizione allo stato passivo fallimentare, divenuta giudizio a trattazione singolare con la riforma di cui al d.lgs. n. 169 del 2007, deve escludersi che il creditore ammesso allo stato passivo sia, in quanto tale, incapace di testimoniare nel giudizio di opposizione allo stato passivo promosso da altro creditore, occorrendo viceversa apprezzare in concreto se l'eventuale intervento ex art. 99, comma 8, legge fall., come sostituito dal d.lgs. n. 169 citato, si correli a un interesse giuridico, personale, concreto ed attuale, alla definizione del predetto giudizio. Cassazione civile, sez. I, 24 Maggio 2012, n. 8239.


Accertamento del passivo - Mancata presentazione di osservazioni al progetto di stato passivo - Preclusione dell'opposizione - Esclusione.
La mancata presentazione di osservazioni al progetto di stato passivo depositato dal curatore non preclude la possibilità per il creditore di proporre opposizione allo stato passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08 Maggio 2012.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo del creditore privilegiato - Costituzione del Curatore nei giudizi di opposizione allo stato passivo - Autorizzazione del giudice delegato - Esclusione.
Il giudizio di opposizione, così come il suo sviluppo nella fase di legittimità, rappresenta un’ipotesi di contestazione dei crediti, per il quale la decisione di stare in giudizio è rimessa alla sola volontà del curatore. Tale autonomia deroga al disposto normativo di cui agli artt. 25 e 31, legge fallimentare, poiché è strettamente correlata all’attività di formazione dello stato passivo ad egli attribuita, e, pertanto, non necessita dell’autorizzazione del giudice delegato, al quale, a seguito della riforma del 2005, spetta esclusivamente un compito di controllo e vigilanza sulla regolarità della procedura. (Cristina Muratori) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Maggio 2012, n. 8929.


Fallimento - Accertamento del passivo - Mancata formulazione di osservazioni al progetto di stato passivo - Implicita adesione alle conclusioni del curatore - Esclusione.
La mancata presentazione da parte del creditore di osservazioni al progetto di stato passivo potrebbe tutt'al più riverberare i suoi effetti nel futuro giudizio di opposizione, precludendo all'opponente di sollevare, in tale sede, eccezioni non rilevabili d'ufficio e di allegare nuovi fatti non dedotti entro l'udienza fissata per l'esame dello stato passivo, ma giammai potrebbe essere interpretata quale comportamento concludente, al quale attribuire il significato di integrale adesione alle conclusioni del curatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Aprile 2012.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Svolgimento di difese che avrebbero potuto essere svolte in sede di verifica del passivo - Inammissibilità.
L’opposizione allo stato passivo è un giudizio impugnatorio di un provvedimento di natura giurisdizionale emesso, in primo grado, dal giudice delegato; conseguentemente, non è ammissibile che la parte ometta di sottoporre al giudice di prime cure osservazioni e documenti nel corso dell’udienza in cui la sua domanda deve essere verificata per poi proporre le proprie istanze e difese con l’opposizione ex art. 98 legge fallimentare. Al contrario, la parte che, per autonoma scelta, trascura di spiegare le proprie difese in primo grado (lasciando spirare i termini prescritti dall’art. 95, comma 2, legge fallimentare), non può pretendere di svolgere l’attività difensiva precedentemente omessa nel secondo grado (come se il primo giudizio non si fosse svolto) e l’opposizione deve, perciò, essere dichiarata inammissibile. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 23 Febbraio 2012.


Revocatoria fallimentare – Revocabilità della transazione stipulata con l’assistenza della direzione provinciale del lavoro – Azione revocatoria ordinaria – Revocatoria fallimentare.
La transazione contenuta in un verbale di conciliazione redatto davanti alla Direzione Provinciale del Lavoro può essere impugnata dalla curatela fallimentare - anche in via di eccezione in base al disposto dell'art. 95, primo comma l. fall - essendo un contratto con cui le parti si fanno reciproche concessioni, sia ai sensi dell'art. 66 l. fall, secondo le regole ordinarie del codice civile, quale atto dispositivo posto in essere dal debitore in pregiudizio delle ragioni dei creditori, sia ai sensi dell'art. 67, n. 1, l. fall, quale atto a titolo oneroso relativo a obbligazioni sproporzionate posto in essere nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 17 Febbraio 2012.


Accertamento del passivo - Eccezione revocatoria del curatore - Natura e distinzione dalla autonoma domanda di inefficacia.

Opposizione allo stato passivo - Contumacia della curatela - Mancata riproposizione dell'eccezione revocatoria fondata su rimesse effettuate su conto corrente bancario che hanno ridotto in modo consistente e durevole l'esposizione debitoria - Irrilevanza ai fini dell'esame da parte del Giudice.

Il curatore quando, in sede di accertamento del passivo, solleva l'eccezione revocatoria rispetto ad un titolo o ad una prelazione, non chiede una pronuncia di inefficacia degli stessi ma invoca un accertamento degli elementi costitutivi dell'azione all'esclusivo fine di paralizzare la pretesa creditoria; quando, pertanto, il giudice pronuncia su detta eccezione non dichiara l'inefficacia ma si limita ad escludere un credito o una prelazione a causa della revocabilità del titolo sul quale si fondano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In caso di contumacia della curatela nel giudizio di opposizione allo stato passivo, e quindi di mancata riproposizione della eccezione revocatoria fondata su rimesse bancarie che hanno ridotto in modo consistente e durevole l'esposizione debitoria, il giudice può comunque procedere all'esame della questione trattandosi di mero accertamento contabile di dare ed avere per il quale non valgono le limitazioni vigenti per la compensazione in senso tecnico. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 27 Dicembre 2011.


Opposizione lo stato passivo - Riconoscimento di un privilegio ad un credito già ammesso - Scissione dell'accertamento del credito da quello delle cause di prelazione - Esclusione.
Poiché non è possibile scindere l'accertamento del credito da quello delle cause di prelazione, il giudice dell'opposizione allo stato passivo non può modificare il provvedimento adottato dal giudice delegato allo scopo di riconoscere un privilegio non richiesto nell'ambito della verifica del passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 24 Ottobre 2011.


Conto corrente – Insinuazione nel passivo fallimentare – Deposito di tutti gli estratti conto dalla data di inizio rapporto sino alla chiusura – Necessità.
Ai fini dell’ammissione al passivo di un credito derivante da conto corrente, occorre che la banca produca la copia integrale della scheda del conto, che rappresenta tutte le movimentazioni del conto a fare data dalla nascita del rapporto e fino alla sua estinzione, tenuto conto che in un rapporto in cui le operazioni sono regolate in conto corrente il saldo finale è il frutto di tutte le movimentazioni in dare e in avere verificatesi a partire dall’apertura del conto stesso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 12 Luglio 2011.


Accertamento del passivo - Mancata presentazione di osservazioni al progetto di stato passivo - Acquiescenza - Opposizione allo stato passivo - Inammissibilità.
Alla mancata presentazione di osservazioni al progetto di stato passivo non può che attribuirsi valenza di acquiescenza alle proposte del curatore in esso contenute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 30 Marzo 2011.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari (accertamento del passivo) - Opposizione allo stato passivo - In genere - Poteri istruttori del tribunale - Acquisizione d'ufficio del fascicolo della verifica del passivo avanti al giudice delegato - Esclusione - Fondamento - Conseguenze.
Il giudizio di opposizione allo stato passivo è regolato - ai sensi dell'art.99 legge fall., novellato dal d.lgs. n. 169 del 2007 - dal principio dispositivo, come qualunque ordinario giudizio di cognizione a natura contenziosa, per cui il materiale probatorio che lo concerne è quello prodotto dalle parti o acquisito dal giudice, ai sensi degli artt. 210 e 213 cod. proc. civ., ed è solo quel materiale che ha titolo a restare nel processo; tale principio opera sin dalla fase della verifica dei crediti avanti al giudice delegato decidendo tale organo, ex art. 95 legge fall., nei limiti delle conclusioni formulate ed avuto riguardo alle eccezioni del curatore, a quelle rilevabili d'ufficio e a quelle formulate dagli altri interessati. (Affermando detto principio, la S.C. ha confermato la sentenza con cui il tribunale non aveva acquisito d'ufficio i documenti contenuti nella domanda di insinuazione al passivo e non versati dal creditore, gli uni e l'altra, nel giudizio di opposizione allo stato passivo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 08 Novembre 2010, n. 22711.


Fallimento - Accertamento del passivo avanti al giudice delegato - Produzione di documenti - Decadenza - Esclusione - Termine dell'udienza di discussione - Natura perentoria - Esclusione.
A seguito dell'abrogazione dell'art. 93, comma 7, legge fallimentare, nella fase di esame dello stato passivo dinanzi al giudice delegato non è più prevista alcuna sanzione decadenziale per l'ipotesi di inosservanza da parte del creditore dei termini per il deposito di documenti a sostegno della domanda di insinuazione. Il termine dell'udienza di discussione previsto dall'art. 95, comma 2 , legge fallimentare, non ha infatti natura perentoria, come può desumersi fra l'altro dalla circostanza che per l'ipotesi di omessa produzione incolpevole dei titoli giustificativi del credito il legislatore non prevede l'istituto della rimessione in termini ex artt. 184-bis o 153, co. 2, codice procedura civile, ma quello dell'ammissione con riserva volto ad evitare l'esperimento del giudizio di opposizione, che resta invece necessario in caso di omissione ingiustificata. (Pasquale Russolillo) (riproduzione riservata) Tribunale Marsala, 18 Ottobre 2010.


Fallimento - Revocatoria - Eccezione - Azione riconvenzionale - Cumulo - Conseguenze (art. 67 l.f.).
Qualora il fallimento abbia chiesto la revocatoria della garanzia sia in via di eccezione che in via di azione riconvenzionale, quest'ultima, atteso che il risultato pratico che i due strumenti processuali perseguono è lo stesso, vale a dire l'inefficacia della garanzia per i creditori e l'ammissione del credito in chirografo, deve essere considerata superata dall'eccezione riconvenzionale che ha ad oggetto lo stesso thema decidendum. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 05 Ottobre 2010.


Fallimento – Domande di ammissione allo stato passivo – Progetto di stato passivo – Deposito – Applicabilità della sospensione feriale dei termini – Esclusione. (05/10/2010)
Al deposito delle domande di ammissione allo stato passivo e del progetto di stato passivo non si applica la sospensione feriale dei termini di cui alla legge n. 742/69. Depongono in tal senso le seguenti considerazioni: a) per presentare la domanda non è necessaria la difesa tecnica; b) il termine per la presentazione della domanda non è un termine processuale ma di decadenza; c) esso si calcola a ritroso dall’udienza di discussione dello stato passivo, sicchè, dovendo quest’ultima tenersi a sua volta entro il termine perentorio di centoventi giorni (o, solo in casi particolari, centottanta) dalla dichiarazione di fallimento, si avrebbe una eccessiva compressione dello spazio di difesa; d) non potendo la sospensione operare per i crediti di lavoro, si avrebbe una compromissione del principio del contraddittorio incrociato ovvero una disparità di trattamento dei creditori. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 16 Settembre 2010.


Fallimento – Accertamento del passivo – Facoltà dei creditori di produrre documenti e di formulare osservazioni fino all'udienza – Facoltà del curatore di modificare le conclusioni – Sussistenza. (12/10/2010)
La norma in base alla quale, nel procedimento di accertamento del passivo che si svolge avanti al giudice delegato, i creditori ed i titolari di diritti sui beni del fallito possano presentare fino all’udienza osservazioni scritte e documenti integrativi, comporta che solo in detta sede il curatore possa prendere definitivamente posizione sulle domande in relazione alle quali siano state formulate osservazioni od integrata la documentazione probatoria; solo in quel momento potrà quindi dirsi cristallizzato il contraddittorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Settembre 2010, n. 0.


Accertamento del passivo – Osservazioni al progetto di stato passivo – Omessa presentazione – Acquiescenza alle conclusioni del curatore – Inammissibilità dell'opposizione. (12/10/2010)
La mancata presentazione di osservazioni al progetto di stato passivo predisposto dal curatore comporta acquiescenza alle conclusioni dallo stesso formulate e, nell’ipotesi in cui le richieste del curatore siano accolte dal giudice delegato, tale acquiescenza determina l’inammissibilità dell’opposizione ex artt. 98 e 99 legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Settembre 2010, n. 0.


Fallimento – Ammissione allo stato passivo – Opposizione – Mancata presentazione di osservazioni al progetto di stato passivo – Acquiescenza – Esclusione. (31/08/2010)
La mancata presentazione di osservazioni al progetto di stato passivo, depositato dal curatore, non costituisce ostacolo preclusivo alla presentazione del ricorso in opposizione, in quanto la legge non attribuisce alcun significato di acquiescenza al mancato esercizio di tale facoltà. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 21 Maggio 2010, n. 0.


Fallimento – Ammissione allo stato passivo – Opposizione – Conformità alla domanda originaria – Non contestazione – Esclusione. (31/08/2010)
Il silenzio del creditore, che mantiene ferma la sua domanda originaria, senza replicare alle conclusioni del curatore, non può essere considerato una mancata contestazione delle eccezioni e conclusioni dello stesso, posto che si potrebbe parlare di acquiescenza solo ove il creditore aderisse alle conclusioni del curatore. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 21 Maggio 2010, n. 0.


Fallimento – Ammissione allo stato passivo – Vincoli per il giudice delegato – Fatti non contestati – Inesistenza. (31/08/2010)
Il giudice delegato, nella verificazione dei crediti, non è vincolato a ritenere esistenti i fatti non contestati, ove l’inesistenza degli stessi emerga da prove legittimamente acquisite al processo. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 21 Maggio 2010, n. 0.


Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Data certa (mancanza) – Inopponibilità – Rilievo d’ufficio – Ammissibilità.
Il rilievo della mancanza di data certa di un documento non costituisce eccezione processuale in senso stretto, e può essere compiuto d’ufficio, in quanto attiene alle condizioni dell’azione, poiché l’anteriorità del credito al fallimento, essendo un fatto costitutivo della domanda, è una condizione per l’ammissione stessa al passivo. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 13 Maggio 2010.


Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Eccezioni sollevabili dal curatore – Decadenze – Limiti. (27/07/2010)
Il curatore non può incorrere in decadenze processuali prima dell’intervento del legale della procedura nel processo, poiché egli non è un organo dotato di competenze tecniche tali da poter giustificare la pesante sanzione conseguente al mancato esercizio di attività processuali, che costituiscono onere in senso tecnico per la parte. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 11 Dicembre 2009.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari (accertamento del passivo) - Opposizione allo stato passivo - In genere - Fallimento dichiarato tra il 16 luglio 2006 ed il 1° gennaio 2008 - Disciplina c.d. intermedia ex d.lgs. n. 5 del 2006 - Prova del credito - Produzione di documenti - Termine di decadenza ex art. 93, settimo comma, della legge fall. - Riferibilità alla sola fase di verificazione - Applicabilità nel giudizio di opposizione - Esclusione - Fondamento - Produzione di documenti con il ricorso introduttivo - Ammissibilità.
In tema di fallimento, qualora sia applicabile la disciplina c.d. intermedia prevista dal d.lgs. n. 5 del 2006 per le procedure apertesi nel periodo compreso tra il 16 luglio 2006 ed il 1° gennaio 2008 (data di entrata in vigore delle ulteriori modifiche apportate al r.d. 16 marzo 1942, n. 267 dal d.lgs. n. 169 del 2007), il termine di decadenza previsto dall'art. 93, settimo comma, della legge fall. per la produzione di documenti a sostegno dell'istanza di ammissione al passivo si riferisce esclusivamente al procedimento di verificazione dei crediti, caratterizzato da sommarietà della cognizione, speditezza dell'istruttoria e non obbligatorietà dell'assistenza tecnica del creditore, mentre nel successivo giudizio di opposizione, avente natura di giudizio a cognizione piena, il creditore può indicare nel ricorso introduttivo i mezzi di prova di cui intende avvalersi ed i documenti prodotti, verificandosi altrimenti una lesione del diritto di difesa del creditore, che sarebbe tenuto a produrre i documenti entro lo stesso termine fissato per il deposito dello stato passivo da parte del curatore, e non essendo applicabile la disciplina di cui all'art. 345 cod. proc. civ., in quanto l'opposizione non è qualificabile come appello. (Principio enunciato dalla S.C. ai sensi dell'art. 363, terzo comma, cod. proc. civ.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Settembre 2009, n. 19697.


Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Curatore – Facoltà di sollevare eccezioni durante ed anche oltre l’udienza di verifica del passivo – Ammissibilità. (03/08/2010)
Il curatore, essendo un organo non tecnico del rito civile, non può subire, a scapito della massa, decadenze in senso stretto, e può quindi sollevare eccezioni fino all’udienza di verifica del passivo, ed anche in sede di costituzione nel giudizio di opposizione, a mezzo di un difensore tecnico. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 11 Agosto 2009.


Ammissione al passivo fallimentare – Eccezione revocatoria – Applicabilità dell’art. 95 l.f. nel testo vigente a fallimenti dichiarati prima del 16 luglio 2006 – Esclusione.
Non può ritenersi che la regola sancita dall’art. 95, comma 1, legge fallimentare, nella sua nuova formulazione, secondo cui "il curatore può eccepire (...) l'inefficacia del titolo su cui sono fondati il credito o la prelazione, anche se è prescritta la relativa azione", abbia cristallizzato un principio già vigente nella struttura della legge fallimentare ante riforma sicché la norma, nell’attuale versione, non è applicabile ai fallimenti dichiarati prima del 16 luglio 2006 in relazione ai quali vale invece il principio secondo cui il diritto ad eccepire la revocabilità ex art. 67, comma 1 legge fallimentare della causa di prelazione del credito è soggetto a prescrizione al pari di ogni altro diritto. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 21 Luglio 2009.


Fallimento – Omessa contestazione delle conclusioni del curatore – Opposizione allo stato passivo – Inammissibilità.
La mancata presentazione di osservazioni al progetto di stato passivo predisposto dal curatore comporta acquiescenza alle conclusioni dallo stesso formulate e, nell’ipotesi in cui le richieste del curatore siano accolte dal giudice delegato, tale acquiescenza determina l’inammissibilità dell’opposizione ex artt. 98 e 99 legge fall. ove l’impugnazione non si fondi su circostanze sopravvenute all’istanza di insinuazione al passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 18 Novembre 2008.


Fallimento - Accertamento del passivo - Revocatoria di garanzia ipotecaria - Prescrizione dell'azione - Eccezione del curatore - Ammissibilità.
Anche nel regime previgente la novella fallimentare, il curatore, in sede di verifica dei crediti, poteva eccepire la revocabilità della garanzia anche nel caso in cui fosse decorso il termine di prescrizione per la proposizione in via autonoma dell’azione revocatoria. Non essendovi limiti temporali alla presentazione della domanda di ammissione al passivo, sarebbe infatti incoerente ed antieconomico ritenere che il curatore sia gravato in ogni caso dell’onere di proporre tempestivamente tutte le azioni idonee a far valere l’inefficacia di prelazioni riferibili a crediti che potrebbero anche non formare mai oggetto di domanda di ammissione al passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26 Febbraio 2007.