Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 95 ∙ (Progetto di stato passivo e udienza di discussione)


Tutte le MassimeCassazione
Il curatore
Autorizzazione del curatore a stare in giudizio
Difesa tecnica del curatorePosizione di terzietà del curatoreEccezioni del curatoreConfessione del curatoreEccezione revocatoriaDocumenti opponibili al curatore

Il creditore
Osservazioni al progetto di stato passivo
Facoltà di sollevare eccezioniEccezioni del creditoreOnere della prova del creditore

Procedimento
Procedimento
Sospensione feriale dei terminiPrincipio dispositivoUdienza e contraddittorioEccezioni rilevabili dal giudiceDomanda riconvenzionaleCorrispondenza tra chiesto e pronunciatoProduzione di documentiTestimonianzaGiuramentoData certaProgetto di stato passivo e domande tardiveDomande di rivendicazione e ammissione con riserva



Giudizio di verificazione - Rivendica di immobili e impianti - Riserva atipica - Inammissibilità - Fondamento - Conseguenze
In sede di verificazione dello stato passivo, la domanda di rivendica di immobili e impianti non può essere oggetto di ammissione con riserva, posto che quest’ultima, in quanto atipica ed estranea alle ipotesi tassativamente indicate dall'art. 95 l.fall., anche qualora sia disposta dal giudice, va considerata come non apposta, dovendosi intendere il provvedimento giudiziale come di accoglimento pieno del diritto fatto valere. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Agosto 2017.


Accertamento del passivo - Mancata presentazione di osservazioni al progetto di stato passivo - Decadenza dalla possibilità di proporre opposizione - Esclusione
In tema di accertamento del passivo, la mancata presentazione da parte del creditore di osservazioni al progetto di stato passivo depositato dal curatore non comporta acquiescenza alla proposta e conseguente decadenza dalla possibilità di proporre opposizione; infatti, non può trovare applicazione il disposto dell'art. 329 cod. proc. civ., rispetto ad un provvedimento giudiziale non ancora emesso, inoltre l’articolo 95, comma 2, L.F. introdotto dal D.Lgs. 12 dicembre 2007, n. 169, prevede che i creditori possano esaminare il progetto, senza porre a loro carico un onere di replica alle difese e alle eccezioni del curatore entro la prima udienza fissata per l'esame dello stato passivo; deve, pertanto, escludersi che il termine predetto sia deputato alla definitiva e non più emendabile individuazione delle questioni controverse riguardanti la domanda di ammissione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Gennaio 2014, n. 321.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo - In genere - Eccezioni - Proponibilità - Mancata presentazione delle osservazioni ex art. 95 legge fall. - Irrilevanza - Fondamento.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo del fallimento il creditore, il cui credito sia stato escluso o ridotto nel progetto del curatore, può proporre le eccezioni e depositare i documenti ritenuti rilevanti ancorché non abbia presentato alcuna preventiva osservazione ex art. 95, secondo comma, legge fall., dovendosi escludere che il mancato esercizio di tale facoltà comporti il prodursi di preclusioni, attesa la non equiparabilità del suddetto giudizio a quello d'appello, con conseguente inapplicabilità dell'art. 345 cod. proc. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 2013, n. 11026.


Fallimento – Accertamento dello stato passivo – Termine decadenziale per sollevare eccezioni in senso stretto da parte del curatore.
La struttura del procedimento di accertamento dello stato passivo, connotata da una prima fase di cognizione sommaria dove non è prevista la formale costituzione del curatore a mezzo di difensore tecnico, implica che il curatore stesso possa proporre le eccezioni in senso stretto, non sollevate in sede di verificazione del passivo, nel giudizio di opposizione allo stato passivo. (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Aprile 2013, n. 8246.


Accertamento del passivo - Domanda di ammissione proposta dal creditore - Posizione del curatore quale soggetto terzo rispetto agli atti compiuti dal fallito.
Ai fini della deliberazione della domanda di ammissione al passivo del fallimento proposta dal creditore, il curatore, il quale non sia successore del fallito e non abbia preso parte al rapporto giuridico posto a base della pretesa creditoria, deve essere considerato terzo rispetto agli atti compiuti dal fallito, con la conseguenza che, in sede di verifica dei crediti, in ordine alla determinazione della data certa di scritture private, trova piena applicazione il primo comma dell'articolo 2704 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Febbraio 2013.


Accertamento del passivo - Domanda di ammissione proposta dal creditore - Data certa della scrittura privata - Fatto costitutivo del credito - Esclusione - Natura di semplice fatto impeditivo.
Nell'ambito del procedimento di accertamento del passivo, l'elemento della data certa di una scrittura privata non integra un fatto costitutivo del credito, con la conseguenza che l'onere probatorio incombente sul creditore istante può ritenersi soddisfatto con la produzione della documentazione idonea a dimostrare la fondatezza della pretesa formulata, mentre l'eventuale mancanza di data certa di detta documentazione costituisce un semplice fatto impeditivo del riconoscimento del diritto fatto valere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Febbraio 2013.


Accertamento del passivo - Data certa - Eccezione in senso lato rilevabile del giudice in mancanza di specifico rilievo del curatore.
La mancanza di data certa, la quale costituisce non un elemento costitutivo del credito, ma un semplice fatto impeditivo dell'accoglimento della pretesa creditoria, costituisce eccezione in senso lato, rilevabile dal giudice anche in mancanza di specifica eccezione del curatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Febbraio 2013.


Prova civile - Testimoniale - Capacità a testimoniare - Persone aventi interesse nel giudizio - Incapacità a testimoniare ex art. 246 cod. proc. civ. - Presupposti - Interesse che legittima la partecipazione al giudizio - Caratteri - Incapacità del creditore ammesso allo stato passivo a testimoniare nel giudizio di opposizione promosso da altro creditore - Sussistenza in astratto - Esclusione - Verifica in concreto - Necessità - Fondamento.
L'interesse che determina l'incapacità a testimoniare, ai sensi dell'art. 246 cod. proc. civ., è solo l'interesse giuridico, personale, concreto ed attuale, che comporta o una legittimazione principale a proporre l'azione o una legittimazione secondaria a intervenire nel giudizio proposto da altri. Pertanto, attese l'interpretazione restrittiva del divieto di testimoniare, incidente sul diritto di difesa, e la natura dell'opposizione allo stato passivo fallimentare, divenuta giudizio a trattazione singolare con la riforma di cui al d.lgs. n. 169 del 2007, deve escludersi che il creditore ammesso allo stato passivo sia, in quanto tale, incapace di testimoniare nel giudizio di opposizione allo stato passivo promosso da altro creditore, occorrendo viceversa apprezzare in concreto se l'eventuale intervento ex art. 99, comma 8, legge fall., come sostituito dal d.lgs. n. 169 citato, si correli a un interesse giuridico, personale, concreto ed attuale, alla definizione del predetto giudizio. Cassazione civile, sez. I, 24 Maggio 2012, n. 8239.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo del creditore privilegiato - Costituzione del Curatore nei giudizi di opposizione allo stato passivo - Autorizzazione del giudice delegato - Esclusione.
Il giudizio di opposizione, così come il suo sviluppo nella fase di legittimità, rappresenta un’ipotesi di contestazione dei crediti, per il quale la decisione di stare in giudizio è rimessa alla sola volontà del curatore. Tale autonomia deroga al disposto normativo di cui agli artt. 25 e 31, legge fallimentare, poiché è strettamente correlata all’attività di formazione dello stato passivo ad egli attribuita, e, pertanto, non necessita dell’autorizzazione del giudice delegato, al quale, a seguito della riforma del 2005, spetta esclusivamente un compito di controllo e vigilanza sulla regolarità della procedura. (Cristina Muratori) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Maggio 2012, n. 8929.


Fallimento - Accertamento del passivo - Mancata formulazione di osservazioni al progetto di stato passivo - Implicita adesione alle conclusioni del curatore - Esclusione.
La mancata presentazione da parte del creditore di osservazioni al progetto di stato passivo potrebbe tutt'al più riverberare i suoi effetti nel futuro giudizio di opposizione, precludendo all'opponente di sollevare, in tale sede, eccezioni non rilevabili d'ufficio e di allegare nuovi fatti non dedotti entro l'udienza fissata per l'esame dello stato passivo, ma giammai potrebbe essere interpretata quale comportamento concludente, al quale attribuire il significato di integrale adesione alle conclusioni del curatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Aprile 2012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari (accertamento del passivo) - Opposizione allo stato passivo - In genere - Poteri istruttori del tribunale - Acquisizione d'ufficio del fascicolo della verifica del passivo avanti al giudice delegato - Esclusione - Fondamento - Conseguenze.
Il giudizio di opposizione allo stato passivo è regolato - ai sensi dell'art.99 legge fall., novellato dal d.lgs. n. 169 del 2007 - dal principio dispositivo, come qualunque ordinario giudizio di cognizione a natura contenziosa, per cui il materiale probatorio che lo concerne è quello prodotto dalle parti o acquisito dal giudice, ai sensi degli artt. 210 e 213 cod. proc. civ., ed è solo quel materiale che ha titolo a restare nel processo; tale principio opera sin dalla fase della verifica dei crediti avanti al giudice delegato decidendo tale organo, ex art. 95 legge fall., nei limiti delle conclusioni formulate ed avuto riguardo alle eccezioni del curatore, a quelle rilevabili d'ufficio e a quelle formulate dagli altri interessati. (Affermando detto principio, la S.C. ha confermato la sentenza con cui il tribunale non aveva acquisito d'ufficio i documenti contenuti nella domanda di insinuazione al passivo e non versati dal creditore, gli uni e l'altra, nel giudizio di opposizione allo stato passivo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 08 Novembre 2010, n. 22711.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari (accertamento del passivo) - Opposizione allo stato passivo - In genere - Fallimento dichiarato tra il 16 luglio 2006 ed il 1° gennaio 2008 - Disciplina c.d. intermedia ex d.lgs. n. 5 del 2006 - Prova del credito - Produzione di documenti - Termine di decadenza ex art. 93, settimo comma, della legge fall. - Riferibilità alla sola fase di verificazione - Applicabilità nel giudizio di opposizione - Esclusione - Fondamento - Produzione di documenti con il ricorso introduttivo - Ammissibilità.
In tema di fallimento, qualora sia applicabile la disciplina c.d. intermedia prevista dal d.lgs. n. 5 del 2006 per le procedure apertesi nel periodo compreso tra il 16 luglio 2006 ed il 1° gennaio 2008 (data di entrata in vigore delle ulteriori modifiche apportate al r.d. 16 marzo 1942, n. 267 dal d.lgs. n. 169 del 2007), il termine di decadenza previsto dall'art. 93, settimo comma, della legge fall. per la produzione di documenti a sostegno dell'istanza di ammissione al passivo si riferisce esclusivamente al procedimento di verificazione dei crediti, caratterizzato da sommarietà della cognizione, speditezza dell'istruttoria e non obbligatorietà dell'assistenza tecnica del creditore, mentre nel successivo giudizio di opposizione, avente natura di giudizio a cognizione piena, il creditore può indicare nel ricorso introduttivo i mezzi di prova di cui intende avvalersi ed i documenti prodotti, verificandosi altrimenti una lesione del diritto di difesa del creditore, che sarebbe tenuto a produrre i documenti entro lo stesso termine fissato per il deposito dello stato passivo da parte del curatore, e non essendo applicabile la disciplina di cui all'art. 345 cod. proc. civ., in quanto l'opposizione non è qualificabile come appello. (Principio enunciato dalla S.C. ai sensi dell'art. 363, terzo comma, cod. proc. civ.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Settembre 2009, n. 19697.