Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 95 ∙ (Progetto di stato passivo e udienza di discussione)


Produzione di documenti
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Il curatore
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Il creditore
Osservazioni al progetto di stato passivo
Facoltà di sollevare eccezioniEccezioni del creditoreOnere della prova del creditore

Procedimento
Procedimento
Sospensione feriale dei terminiPrincipio dispositivoUdienza e contraddittorioEccezioni rilevabili dal giudiceDomanda riconvenzionaleCorrispondenza tra chiesto e pronunciatoProduzione di documentiTestimonianzaGiuramentoData certaProgetto di stato passivo e domande tardiveDomande di rivendicazione e ammissione con riserva


Produzione di documenti

Mancata comunicazione alla PEC del creditore, da parte del curatore, del progetto di stato passivo recante l’esclusione del credito – Conseguente mancato utilizzo del termine ex art. 95 co. 2 l.f. per il deposito di documentazione integrativa – Produzione di tale documentazione nel successivo giudizio di opposizione a stato passivo – Condanna del Fallimento, sebbene non costituito, alla rifusione delle spese di giudizio – Sussistenza
Qualora il curatore, pur essendo a conoscenza della PEC del creditore, non abbia trasmesso a quest’ultimo, ai sensi dell’art. 95 co. 2 prima parte l.f., il progetto di stato passivo recante l’esclusione della pretesa, tale difetto di comunicazione impedisce verosimilmente al creditore di usufruire del termine, previsto dal medesimo art. 95 co. 2 l.f., per depositare la documentazione integrativa affinché la stessa possa essere esaminata in sede di verifica dei crediti. Ne consegue che, ove tale documentazione integrativa sia depositata dal creditore nell’ambito del successivo giudizio di opposizione a stato passivo, e l’opposizione sia accolta, il difetto di comunicazione del progetto di stato passivo secondo le modalità telematiche introdotte dal d.l. 179/2012 costituisce circostanza che giustifica la condanna del Fallimento, sebbene non costituito, alla rifusione delle spese di lite. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Dicembre 2014.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo - In genere - Eccezioni - Proponibilità - Mancata presentazione delle osservazioni ex art. 95 legge fall. - Irrilevanza - Fondamento.
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo del fallimento il creditore, il cui credito sia stato escluso o ridotto nel progetto del curatore, può proporre le eccezioni e depositare i documenti ritenuti rilevanti ancorché non abbia presentato alcuna preventiva osservazione ex art. 95, secondo comma, legge fall., dovendosi escludere che il mancato esercizio di tale facoltà comporti il prodursi di preclusioni, attesa la non equiparabilità del suddetto giudizio a quello d'appello, con conseguente inapplicabilità dell'art. 345 cod. proc. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 2013, n. 11026.


Accertamento del passivo - Domanda di ammissione proposta dal creditore - Data certa della scrittura privata - Fatto costitutivo del credito - Esclusione - Natura di semplice fatto impeditivo.
Nell'ambito del procedimento di accertamento del passivo, l'elemento della data certa di una scrittura privata non integra un fatto costitutivo del credito, con la conseguenza che l'onere probatorio incombente sul creditore istante può ritenersi soddisfatto con la produzione della documentazione idonea a dimostrare la fondatezza della pretesa formulata, mentre l'eventuale mancanza di data certa di detta documentazione costituisce un semplice fatto impeditivo del riconoscimento del diritto fatto valere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Febbraio 2013.


Conto corrente – Insinuazione nel passivo fallimentare – Deposito di tutti gli estratti conto dalla data di inizio rapporto sino alla chiusura – Necessità.
Ai fini dell’ammissione al passivo di un credito derivante da conto corrente, occorre che la banca produca la copia integrale della scheda del conto, che rappresenta tutte le movimentazioni del conto a fare data dalla nascita del rapporto e fino alla sua estinzione, tenuto conto che in un rapporto in cui le operazioni sono regolate in conto corrente il saldo finale è il frutto di tutte le movimentazioni in dare e in avere verificatesi a partire dall’apertura del conto stesso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 12 Luglio 2011.


Fallimento - Accertamento del passivo avanti al giudice delegato - Produzione di documenti - Decadenza - Esclusione - Termine dell'udienza di discussione - Natura perentoria - Esclusione.
A seguito dell'abrogazione dell'art. 93, comma 7, legge fallimentare, nella fase di esame dello stato passivo dinanzi al giudice delegato non è più prevista alcuna sanzione decadenziale per l'ipotesi di inosservanza da parte del creditore dei termini per il deposito di documenti a sostegno della domanda di insinuazione. Il termine dell'udienza di discussione previsto dall'art. 95, comma 2 , legge fallimentare, non ha infatti natura perentoria, come può desumersi fra l'altro dalla circostanza che per l'ipotesi di omessa produzione incolpevole dei titoli giustificativi del credito il legislatore non prevede l'istituto della rimessione in termini ex artt. 184-bis o 153, co. 2, codice procedura civile, ma quello dell'ammissione con riserva volto ad evitare l'esperimento del giudizio di opposizione, che resta invece necessario in caso di omissione ingiustificata. (Pasquale Russolillo) (riproduzione riservata) Tribunale Marsala, 18 Ottobre 2010.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari (accertamento del passivo) - Opposizione allo stato passivo - In genere - Fallimento dichiarato tra il 16 luglio 2006 ed il 1° gennaio 2008 - Disciplina c.d. intermedia ex d.lgs. n. 5 del 2006 - Prova del credito - Produzione di documenti - Termine di decadenza ex art. 93, settimo comma, della legge fall. - Riferibilità alla sola fase di verificazione - Applicabilità nel giudizio di opposizione - Esclusione - Fondamento - Produzione di documenti con il ricorso introduttivo - Ammissibilità.
In tema di fallimento, qualora sia applicabile la disciplina c.d. intermedia prevista dal d.lgs. n. 5 del 2006 per le procedure apertesi nel periodo compreso tra il 16 luglio 2006 ed il 1° gennaio 2008 (data di entrata in vigore delle ulteriori modifiche apportate al r.d. 16 marzo 1942, n. 267 dal d.lgs. n. 169 del 2007), il termine di decadenza previsto dall'art. 93, settimo comma, della legge fall. per la produzione di documenti a sostegno dell'istanza di ammissione al passivo si riferisce esclusivamente al procedimento di verificazione dei crediti, caratterizzato da sommarietà della cognizione, speditezza dell'istruttoria e non obbligatorietà dell'assistenza tecnica del creditore, mentre nel successivo giudizio di opposizione, avente natura di giudizio a cognizione piena, il creditore può indicare nel ricorso introduttivo i mezzi di prova di cui intende avvalersi ed i documenti prodotti, verificandosi altrimenti una lesione del diritto di difesa del creditore, che sarebbe tenuto a produrre i documenti entro lo stesso termine fissato per il deposito dello stato passivo da parte del curatore, e non essendo applicabile la disciplina di cui all'art. 345 cod. proc. civ., in quanto l'opposizione non è qualificabile come appello. (Principio enunciato dalla S.C. ai sensi dell'art. 363, terzo comma, cod. proc. civ.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Settembre 2009, n. 19697.