Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 98 ∙ (Impugnazioni )


L'opposizione
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L'opposizioneAmmissione con riservaOpposizione e azione revocatoriaOpposizione e impugnazione incidentale del curatoreRapporto con giudizio di accertamento promosso dal curatoreOpposizione proposta dal curatoreOggetto dell'opposizioneReformatio in peiusLimiti al potere di impugnazione del curatoreLegittimazione del fideiussoreConsumazione del potere di impugnazioneL'impugnazioneImpugnazione e onere di contestazioneLa revocazioneRevocazione, presuppostiRevocazione, errore di fattoRevocazione, rinvenimento di documenti decisivi


L'opposizione

Fallimento - Stato passivo - Formazione - Decreto di esecutività - Completamento dell’esame di tutte le domande - Necessità - Unicità del provvedimento impugnabile
La formazione dello stato passivo e il decreto di esecutività dello stesso presuppongono che sia stato completato l'esame di tutte le domande, restando escluso che, in relazione alle domande man mano esaminate nella prima udienza e nelle successive udienze di rinvio, possano essere adottati altrettanti decreti di esecutività, unico essendo il provvedimento contro il quale sono ammesse le impugnazioni di cui all’art. 98 legge fall. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 11 Luglio 2016.


Fallimento - Accertamento del passivo - Chiusura del procedimento - Esame di tutte le domande di formazione dello stato passivo - Necessità
La procedura di accertamento del passivo è destinata a chiudersi e ad acquistare giuridica rilevanza solo con il decreto di esecutività emesso dopo l'esame di tutte le domande e la formazione dello stesso passivo, decreto a seguito del quale il curatore, a norma dell’art. 97 legge fall., comunica immediatamente "a ciascun creditore l'esito della domanda e l'avvenuto deposito in cancelleria dello stato passivo, affinché possa essere esaminato da tutti coloro che hanno presentato domanda ai sensi dell'art. 93, informando il creditore del diritto di proporre opposizione in caso di mancato accoglimento della domanda". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 11 Luglio 2016.


Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Possibilità di far valere un proprio diritto nell'ambito dell'opposizione proposta da altro soggetto - Esclusione - Distinzione fra opposizione e impugnazione
Nell'ambito del giudizio di opposizione allo stato passivo, deve escludersi la possibilità di far valere un proprio diritto nel contesto dell'impugnazione proposta da altro soggetto, dovendosi distinguere l'opposizione del creditore escluso anche parzialmente dall'impugnazione del credito ammesso, posto che con l'opposizione, proposta nei confronti del curatore, il creditore o il titolare di diritti su beni mobili o immobili contesta che la propria domanda sia stata accolta in parte o sia stata respinta, mentre con l'impugnazione del credito ammesso, rivolta nei confronti del creditore concorrente, si contesta che la sua domanda sia stata accolta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11 Maggio 2016.


Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Natura impugnatoria.
Il giudizio di opposizione allo stato passivo disciplinato dall’art. 98 della legge fallimentare si atteggia a giudizio di carattere impugnatorio non del progetto di stato passivo depositato dal curatore (o dal commissario giudiziale) ma del provvedimento del giudice delegato, per cui l’opponente deve censurare quest’ultimo e non il progetto. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 17 Marzo 2014.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Natura impugnatoria del giudizio - Immutabilità della domanda.
Il giudizio di opposizione allo stato passivo ha natura impugnatoria ed è quindi caratterizzato dal principio di immutabilità della domanda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 26 Luglio 2012.


Opposizione allo stato passivo - Procedimento - Mancato deposito del provvedimento impugnato - Inammissibilità del gravame - Esclusione - Inapplicabilità delle norme sull'appello all'opposizione allo stato passivo.
Il mancato deposito del provvedimento impugnato con l'opposizione allo stato passivo non è causa di improcedibilità né di inammissibilità del gravame poiché le cause di definizione in rito del procedimento hanno carattere tassativo e le norme dettate dal codice di procedura civile in tema di appello non sono applicabili in via analogica allo speciale procedimento di opposizione allo stato passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 20 Luglio 2012.


Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Svolgimento di difese che avrebbero potuto essere svolte in sede di verifica del passivo - Inammissibilità.
L’opposizione allo stato passivo è un giudizio impugnatorio di un provvedimento di natura giurisdizionale emesso, in primo grado, dal giudice delegato; conseguentemente, non è ammissibile che la parte ometta di sottoporre al giudice di prime cure osservazioni e documenti nel corso dell’udienza in cui la sua domanda deve essere verificata per poi proporre le proprie istanze e difese con l’opposizione ex art. 98 legge fallimentare. Al contrario, la parte che, per autonoma scelta, trascura di spiegare le proprie difese in primo grado (lasciando spirare i termini prescritti dall’art. 95, comma 2, legge fallimentare), non può pretendere di svolgere l’attività difensiva precedentemente omessa nel secondo grado (come se il primo giudizio non si fosse svolto) e l’opposizione deve, perciò, essere dichiarata inammissibile. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 23 Febbraio 2012.


Accertamento del passivo - Domanda di ammissione di credito fondata su titoli diversi ed alternativi - Ammissibilità.
E' del tutto legittimo che il ricorrente in opposizione allo stato passivo prospetti a fondamento della pretesa svolta nei confronti della curatela diversi titoli, tra loro alternativi; è, pertanto, infondata la eccezione di nullità che deduca l’incertezza della domanda così proposta. (Irma Giovanna Antonini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 14 Luglio 2011.


Fallimento - Accertamento del passivo - Obbligo di motivazione in sede di verifica tempestiva - Non sussiste (artt. 96, 98 l.f.).
Il difetto di motivazione del giudice delegato, quand'anche la motivazione sia del tutto omessa o inconferente, non determina vizio del provvedimento di esclusione del credito, tale da comportarne l'ammissione in sede di opposizione allo stato passivo, sia perché è il tribunale che fornisce la motivazione definitiva a seguito di accertamento pieno, sia perché non è concepibile l'ammissione al passivo soltanto a causa di pretesi vizi della motivazione del provvedimento del giudice delegato, attese le necessarie sommarietà e non definitività dell'accertamento del credito compiuto nella verifica tempestiva. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 05 Ottobre 2010.


Fallimento – Giudizio di opposizione allo stato passivo – Regime giuridico successivo al d.lgs. n. 5 del 2006 ed anteriore al d.lgs. n. 169 del 2007 – Documenti nuovi – Produzione – Autorizzazione del tribunale – Condizioni – Indispensabilità e impossibilità della tempestiva produzione – Fondamento – Mancato esercizio – Sindacabilità in Cassazione – Esclusione. (28/09/2010)
Nel giudizio di opposizione allo stato passivo - che, nella disciplina introdotta con il d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, ha natura impugnatoria ed è fondato sul principio dispositivo, nonché sulle ordinarie regole di ripartizione dell'onere della prova - il potere del tribunale di autorizzare la produzione di ulteriori documenti, diversi da quelli prodotti con il ricorso in opposizione, secondo quanto previsto dall'art. 99, ottavo comma, della legge fall., nel testo stabilito dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, anteriormente alle modifiche apportate dall'art. 6, quarto comma, del d.lgs. 12 settembre 2007 n. 169, è funzionale alla loro eventuale indispensabilità per la decisione, e può trovare giustificazione solo nella precedente provata impossibilità di produrli, non potendo essere invocato dalla parte per supplire alla decadenza derivante dal proprio precedente comportamento omissivo. Ne consegue che, di regola, è insindacabile, in sede di legittimità, il mancato esercizio da parte del tribunale del potere officioso di autorizzare la produzione di nuovi documenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, 18 Marzo 2010, n. 6621.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari (accertamento del passivo) - Formazione dello stato passivo - Esecutività dello stato passivo - Credito di lavoro - Ammissione al passivo in via privilegiata - Estensione del privilegio agli interessi legali sul capitale e alla rivalutazione monetaria maturati dopo il fallimento - Omesso riconoscimento nel decreto di ammissione al passivo - Rimedio - Opposizione allo stato passivo - Esclusività - Conseguenze - Deduzione come vizio del decreto di esecutività del piano di riparto - Inammissibilità - Fondamento.
Nella ripartizione dell'attivo del fallimento, le osservazioni dei creditori possono investire soltanto la graduazione dei privilegi e la collocazione di ciascun credito rispetto a quelli concorrenti, posto che il decreto di approvazione dello stato passivo, di cui all'art.96 della legge fall., se non impugnato, preclude ogni questione relativa all'esistenza del credito, alla sua entità, all'efficacia del titolo da cui deriva e all'esistenza di cause di prelazione. Pertanto, nel caso in cui il giudice delegato non abbia provveduto d'ufficio al riconoscimento in privilegio della rivalutazione monetaria e degli interessi postfallimentari sui crediti di lavoro (dovuto, ai sensi dell'art.54 della legge fall., a seguito della sentenza della Corte costituzionale 28 maggio 2001, n.162), e tale vizio non sia stato fatto valere con l'opposizione allo stato passivo ex art.98 della legge fall., il creditore non può più far valere tali pretese in sede di reclamo avverso il decreto di esecutività del piano di riparto, predisposto in conformità alle risultanze del predetto stato passivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Agosto 2009, n. 18105.