Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 178 ∙ (Adesioni alla proposta di concordato)


Principio di non modificabilità del voto
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Principio di non modificabilità del votoVoto, termine perentorio per la manifestazioneVoto trasmesso al commissario giudizialeVoto preventivo o successivo all'adunanzaVoto espresso prima del deposito della relazione del commissario giudizialeRatifica del voto successiva alla scadenza del termineVoto del cessionario del creditoRinuncia al privilegio successiva all'adunanza e votoAdesione successiva sulla base del credito ammesso in via provvisoriaAdesione alla transazione fiscale e rettifica del votoSilenzio assenso dell'Agenzia delle entrateGruppo di impreseComputo delle maggioranzeComputo della maggioranza delle classiSindacato del tribunaleRinuncia alla domanda di concordatoRegime transitorio


Principio di non modificabilità del voto

Concordato preventivo – Voto – Voto ante adunanza – Non modificabilità post adunanza – Principio di non modificabilità del voto
Deve desumersi dal disposto dell’art. 178, co. IV, legge fall., come modificato dalla Legge 6 agosto 2015, n. 132, che attribuisce facoltà di esprimere il voto successivamente alla adunanza soltanto a quei creditori che in detta sede non abbiano votato, il principio di non modificabilità del voto. (Paola Strazzer) (riproduzione riservata) Tribunale Belluno, 17 Febbraio 2017.


Concordato preventivo - Espressione del voto - Principio di non modificabilità del voto precedentemente espresso - Possibilità di esprimere un voto favorevole successivamente all’adunanza - Eccezioni
La modifica apportata dalla legge 6 agosto 2015 n. 132 all’art. 178, comma 4, legge fall. da una parte comporta l’impossibilità di computare le adesioni al concordato di coloro che hanno modificato il voto negativo dato precedentemente e, dall’altra parte, consente di esprimere per la prima volta un voto sfavorevole dopo la chiusura del verbale relativo all’adunanza dei creditori.

In tal modo, è stato introdotto il principio della non modificabilità del voto, il quale subisce come unica eccezione quella conseguente all’applicazione dell’articolo 179, comma 2, legge fall. (così come modificato dalla novella del 2012) per l’ipotesi che nel lasso di tempo che va dall’approvazione del concordato all’omologa vengano a mutare le condizioni di fattibilità del piano e quindi di adempimento della proposta, mutamento a fronte del quale il commissario giudiziale ha l’onere di avvisare i creditori, i quali hanno la possibilità di modificare il voto precedentemente espresso costituendosi nel giudizio di omologa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 04 Novembre 2016.