TITOLO III - Del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione
Capo IV - Della deliberazione del concordato preventivo

Art. 178

Adesioni alla proposta di concordato
Testo a fronte Mass. ragionato
TESTO A FRONTE

I. Nel processo verbale dell'adunanza dei creditori sono inseriti i voti favorevoli e contrari dei creditori con l'indicazione nominativa dei votanti e dell'ammontare dei rispettivi crediti. È altresì inserita l'indicazione nominativa dei creditori che non hanno esercitato il voto e dell'ammontare dei loro crediti.

II. Il processo verbale è sottoscritto dal giudice delegato, dal commissario e dal cancelliere.

III. Se nel giorno stabilito non è possibile compiere tutte le operazioni, la loro continuazione viene rimessa dal giudice ad un'udienza prossima, non oltre otto giorni, dandone comunicazione agli assenti.

IV. I creditori che non hanno esercitato il voto possono far pervenire lo stesso per telegramma o per lettera o per telefax o per posta elettronica nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale. Le manifestazioni di voto sono annotate dal cancelliere in calce al verbale. (1)


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(1) Comma sostituito dall'art. 4, comma 1, del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 in sede di conversione dalla L. 6 agosto 2015 n. 132. La modifica si applica ai procedimenti di concordato preventivo introdotti successivamente alla data del 21 agosto 2015 di entrata in vigore della citata legge di conversione.

GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo - Computo delle maggioranze - Voti pervenuti prima della relazione del commissario giudiziale - Validità.
I voti espressi prima del deposito della relazione del commissario giudiziale di cui all’articolo 172 L.F. devono considerarsi validi ai fini del computo delle maggioranze e ciò in considerazione della natura prevalentemente negoziale che il legislatore ha impresso all’attuale procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 18 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Voto dei creditori espresso prima del deposito della relazione del commissario giudiziale - Validità - Esistenza della proposta concordataria definitiva - Necessità.
E' valido il voto espresso dai creditori anche prima del deposito della relazione del commissario giudiziale di cui all’articolo 172 L.F. purché abbiano avuto la possibilità di conoscere la proposta concordataria nella sua formulazione definitiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Trieste, 17 Luglio 2014.


Concordato di gruppo - Unicità della procedura, del piano e della adunanza dei creditori - Computo delle maggioranze riferito non ad ogni singola impresa ma all'unico programma concordatario.
Nel concordato di gruppo, i rapporti che legano le varie imprese del gruppo giustificano e legittimano sia una valutazione sostanziale che una trattazione a livello procedurale unitaria del piano concordatario e quindi una gestione integralmente unitaria della procedura concorsuale, con unica adunanza dei creditori e un computo delle maggioranze riferito non già ad ogni singola d'impresa bensì all'unico programma concordatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 04 Giugno 2014.


Concordato preventivo - Manifestazione del voto in epoca anteriore al deposito della relazione del commissario giudiziale e all'adunanza - Ammissibilità..
È valido il voto di dissenso espresso dal creditore in qualunque momento, anteriore o posteriore al deposito del piano o all'adunanza dei creditori. Benché, infatti, l'attività del commissario giudiziale sia funzionale alla espressione di un voto informato, l'acquisizione di adeguate informazioni non è un obbligo ma un diritto del creditore e l'attività del commissario non è l'unica fonte di informazioni, potendo il creditore ritenersi in grado di valutare autonomamente la fattibilità e la convenienza del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 10 Aprile 2014.


Concordato preventivo - Silenzio dell'Agenzia delle entrate in ordine all'approvazione della proposta concordataria - Voto favorevole - Accettazione delle dichiarazioni di debito contenute nella documentazione del proponente - Esclusione..
Nel concordato preventivo, il silenzio dell'Agenzia delle entrate in ordine alla proposta equivale ad un voto favorevole, così come previsto dall'articolo 178 L.F.; questo, tuttavia, non significa che tale silenzio comporti anche l'accettazione delle dichiarazioni di debito contenute nella documentazione del proponente, dichiarazioni che l'amministrazione finanziaria avrà comunque facoltà di contestare nelle sedi competenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 14 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Approvazione - Voto - Adesioni alla proposta - Raggiungimento delle maggioranze - Termine perentorio di venti giorni dalla chiusura del verbale dell'adunanza - Modalità di voto - Dichiarazione trasmessa al commissario giudiziale - Rilevanza - Fondamento.
L'approvazione del concordato preventivo da parte dei creditori si fonda sul raggiungimento delle maggioranze entro il termine, da ritenersi perentorio, di venti giorni dalla chiusura del verbale dell'adunanza, di cui all'art. 178, quarto comma, legge fall., il cui accertamento è rimesso al prudente apprezzamento del giudice del merito, che, nel computo dei voti, deve tenere conto anche delle dichiarazioni trasmesse dai creditori al commissario giudiziale, sia perché la menzionata norma - diversamente dall'art. 125, secondo comma, legge fall. in materia di concordato fallimentare - non fornisce alcuna indicazione sul luogo in cui tali dichiarazioni debbono pervenire, non essendo decisiva nel senso del deposito in cancelleria la previsione della loro annotazione in calce al verbale da parte del cancelliere, sia alla stregua dei criteri ispiratori della disciplina del concordato preventivo, che sono informati all'esigenza di mantenere in attività la struttura produttiva in precarie condizioni economiche e di evitare il fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03 Febbraio 2014, n. 2326.


Concordato preventivo - Procedimento - Rinuncia alla domanda prima del termine per le dichiarazioni di voto - Estinzione..
La rinuncia intervenuta prima della scadenza del termine fissato per la comunicazione delle dichiarazioni di voto comporta l’estinzione del procedimento di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 15 Gennaio 2014.


Concordato preventivo - Rilascio del DURC – Fattispecie di cui al D.M. (Lavoro) 24 ottobre 2007, art. 5, co. 2, lett. b..
Nel concordato preventivo, il divieto di cui all'articolo 168, legge fallimentare di pagare i creditori anteriori integra la fattispecie di cui al comma 2, lett. b, art. 5 D.M. (Lavoro) 24 ottobre 2007, il quale consente il rilascio del "durc" anche in "caso di sospensione dei pagamenti (contributivi) a seguito di disposizioni legislative. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 19 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Voti pervenuti successivamente all'adunanza - Validità..
Non esiste alcuna ragione logica per ritenere che i voti pervenuti post adunanza siano non computabili ai fini del raggiungimento della maggioranza delle classi, essendo la mancata menzione delle classi nel disposto dell’art. 178, comma 4, l.f. dovuto a mero difetto di coordinamento con la normativa preesistente che non prevedeva la formazione delle classi. (Massimo Gaballo) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 29 Novembre 2012.


Concordato preventivo - Creditore postergato volontario - Diritto al voto - Sussistenza..
Non può escludersi dall’ammissione al voto il creditore postergato volontario, non avendo quest’ultimo rinunciato al proprio credito e potendo trarre, almeno in linea teorica, una certa qual soddisfazione. (Massimo Gaballo) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 29 Novembre 2012.


Concordato preventivo – Omologa – Assenza di opposizioni da parte dei creditori – Parere sfavorevole del commissario giudiziale ex art. 180 l. f. – Potere di sindacato del tribunale – Art. 173 l. f. – Fattibilità del piano di concordato – Rigetto della richiesta di omologa..
Il Tribunale può rigettare la richiesta di omologa del concordato preventivo, anche in assenza di formali opposizioni da parte dei creditori, laddove venga riscontrata in questa fase la mancata persistenza dei presupposti e dei requisiti di ammissibilità alla procedura, sulla base dell’attività di verifica condotta dal commissariogiudiziale, espressa nel parere ex art. 180, secondo comma. Deve negarsi, pertanto, che in sede di omologazione il controllo giudiziale si risolva in un mero riscontro dell’esito delle votazioni, ma si ammette anzi la legittimità del potere di sindacato del Tribunale sul requisito di fattibilità del piano di concordato, pur in assenza di opposizioni all’omologazione, anche alla luce del disposto di cui all’art. 173 l. fall.. (Valentina Pettirossi) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 26 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Poteva del tribunale di verifica della legittimità del procedimento - Genuinità del consenso prestato dai creditori - Rilevanza.

Concordato preventivo - Omologa - Verifica della effettività del consenso dei creditori - Corretta informazione offerta dal proponente - Necessità.

Concordato preventivo - Omessa informazione ai creditori in ordine all'esistenza di ipoteca a garanzia di  debito di terzo - Diniego dell'omologa.
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Nel giudizio di omologa del concordato preventivo il tribunale è chiamato ad una verifica della legittimità del procedimento e, all'interno di questo accertamento, risulta centrale il controllo circa la genuinità del consenso prestato dai creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Nel riscontro effettuato dal tribunale in sede di omologa del concordato preventivo circa l'effettività del consenso dei creditori sulla proposta assume fondamentale importanza la verifica della corretta informazione offerta dal proponente ai creditori con riguardo alle poste attive e passive dell'impresa, essendo la rappresentazione offerta dall’imprenditore essenziale per una corretta valutazione della proposta. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Non può essere omologato un concordato preventivo in cui sia stata omessa l’informativa ai creditori – tanto dal proponente quanto dall’attestatore e pure dal commissario giudiziale – circa la sussistenza di un’ipoteca di primo grado a garanzia di un debito di un terzo sul principale immobile messo a disposizione dei creditori dall’imprenditore, trattandosi di circostanza di estremo rilievo nella valutazione del piano concordatario da parte dei creditori, in quanto potenzialmente idonea ad aumentare in maniera significativa il passivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 28 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Opposizione all'omologazione - Legittimazione del creditore che non abbia espresso il voto - Esclusione..
Nel concordato preventivo, il creditore che non abbia espresso il proprio voto sulla proposta concordataria non è legittimato ad opporsi all'omologazione deducendo la errata inclusione del proprio credito in una piuttosto che in altra classe. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 29 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Approvazione - Adesioni pervenute in cancelleria nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale di adunanza - Indicazione nella proposta del termine finale - Natura perentoria nel termine indicato dall'articolo 178, comma 4, l.f. - Orario di chiusura della cancelleria - Irrilevanza..
Nel concordato preventivo il termine di venti giorni stabilito dall’art. 178, comma 4, legge fallimentare, entro il quale devono pervenire in cancelleria le adesioni alla proposta concordataria è perentorio e scade alle ore 24 del ventesimo giorno, senza che rilevi l’orario di chiusura della cancelleria fallimentare. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 17 Novembre 2011.


Concordato preventivo - Omologazione - Transazione fiscale ex art. 182-ter legge fall. - Voto condizionato del fisco espresso nell'adunanza dei creditori - Voto favorevole successivo - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie.
In tema di omologazione del concordato preventivo, proposto con transazione fiscale ai sensi dell'art. 182-ter legge fall., il fisco, che esprima, nell'adunanza dei creditori, un voto contrario (o, come nella specie, irritualmente espresso come condizionato e dunque ritenuto viziato dal tribunale) alla proposta di concordato, ben può in data successiva, ma anteriore al giudizio di omologazione, manifestare la propria adesione alla transazione fiscale stessa; ne consegue che l'omologazione del concordato, in assenza di opposizioni e alla luce del parere favorevole del commissario giudiziale, è subordinata solo alla verifica della regolarità della procedura e dell'esito della votazione. (Principio espresso dalla S.C. con riguardo a fattispecie in cui la maggioranza di capitale dei creditori, pur detraendo l'originario voto del fisco, già risultava in sede di adunanza e in cui l'adesione alla transazione fiscale da parte dell'Amministrazione finanziaria era sopraggiunta, sia pure successivamente all'adunanza dei creditori). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Ottobre 2011, n. 21659.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Approvazione - Voto - Adesioni alla proposta - In genere - Creditore non partecipante all'adunanza ex art. 174 legge fall. - Sua ammissione provvisoria come chirografario per l'intero credito - Adesione successiva alla proposta di concordato - Limitazione del proprio voto alla parte di credito da lui ritenuta chirografaria - Ammissibilità - Esclusione - Conseguenze - Estensione dell'adesione all'intero ammontare del credito ammesso. .
Nella procedura di concordato preventivo, ai creditori che non abbiano partecipato all'adunanza prevista dagli artt. 174 ss legge fall. (sede preposta "naturaliter" alla risoluzione delle eventuali contestazioni) è consentita, ex art. 178 quarto comma stessa legge, l'adesione successiva, ma soltanto in relazione al credito risultante dalla delibazione sommaria effettuata dal giudice delegato ai fini dell'ammissione provvisoria. Ne consegue che il creditore ammesso come chirografario per l'intero suo credito ha piena legittimazione, anche se si ritenga invece creditore in tutto o in parte privilegiato, ad esprimere la sua adesione, che andrà comunque considerata relativa all'intero ammontare del credito riconosciutogli e provvisoriamente ammesso, senza che spieghi influenza ne' l'eventuale dichiarazione di limitare il proprio voto alla sola parte di credito da lui ritenuto chirografario, ne' l'eventuale rinuncia parziale alla prelazione, ove egli ritenga il proprio credito "tout court" privilegiato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Ottobre 2000, n. 13282.


Concordato preventivo - Approvazione - Possibilità per il debitore di migliorare le proprie offerte - Esclusione.
In tema di concordato preventivo, dopo la manifestazione di voto da parte dei creditori ai sensi dell'art. 175 legge fallimentare, e in caso di mancata approvazione della proposta di concordato, il debitore non ha più la possibilità di formulare proposte migliorative della originaria offerta, dovendosi definitivamente escludere ogni ulteriore sviluppo della procedura concordataria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Dicembre 1999, n. 13582.