TITOLO III - Del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione
Capo V - Dell'omologazione e dell'esecuzione del concordato preventivo. Degli accordi di ristrutturazione dei debiti (1)

Art. 179

Mancata approvazione del concordato.
Testo a fronte Mass. ragionato
TESTO A FRONTE

I. Se nei termini stabiliti non si raggiungono le maggioranze richieste dal primo comma dell’articolo 177, il giudice delegato ne riferisce immediatamente al tribunale, che deve provvedere a norma dell'art. 162, secondo comma.

II. Quando il commissario giudiziario rileva, dopo l'approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilità del piano, ne dà avviso ai creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all'udienza di cui all'articolo 180 per modificare il voto. (1)

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(1) Comma aggiunto dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, che ha convertito, con modificazioni, il d.l. 22 giugno 2012, n. 83. La modifica di applica dal 11 settembre 2012 (art. 33, comma 3, d.l. 83/2012 cit.).

GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo - Computo delle maggioranze - Voti pervenuti prima della relazione del commissario giudiziale - Validità.
I voti espressi prima del deposito della relazione del commissario giudiziale di cui all’articolo 172 L.F. devono considerarsi validi ai fini del computo delle maggioranze e ciò in considerazione della natura prevalentemente negoziale che il legislatore ha impresso all’attuale procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 18 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Approvazione - Mutamento delle condizioni di fattibilità - Facoltà del creditore di modificare il proprio voto.
La nuova formulazione dell'art. 179, comma 2, l.f. porta ad escludere l'esigenza di procedere a nuove votazioni ma affida alla responsabilità ed alla volizione di ciascun creditore la decisione se modificare o meno il proprio voto. Si tratta di un diritto personale ed individuale, non surrogabile, che non può consentire a chi aveva già votato in senso negativo (così mostrando in realtà di ritenere irrilevante il fatto sopravvenuto) di imporre agli altri votanti la propria volontà. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Revoca dell'ammissione - Impugnabilità - Reclamo - Ammissibilità - Esclusione - Ricorso straordinario per cassazione - Ammissibilità - Condizioni e limiti.
Il decreto di revoca dell'ammissione al concordato preventivo non è reclamabile - in analogia con quanto previsto, rispettivamente, dagli artt. 162, secondo comma, in caso di mancata ammissione alla procedura, e 179, primo comma, legge fall., per la mancata approvazione del concordato da parte dei creditori - ma può essere, impugnato con ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost. quando, essendo fondato sull'insussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi per l'accesso alla procedura o sul difetto di giurisdizione, abbia carattere decisorio. Il predetto ricorso è, invece, inammissibile quando il decreto di revoca è inscindibilmente connesso ad una successiva e conseguenziale sentenza dichiarativa di fallimento, anche non contestuale, giacché, in tal caso, i vizi del decreto debbono essere fatti valere mediante l'impugnazione della sentenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Maggio 2014, n. 9998.


Concordato preventivo - Manifestazione del voto in epoca anteriore al deposito della relazione del commissario giudiziale e all'adunanza - Ammissibilità..
È valido il voto di dissenso espresso dal creditore in qualunque momento, anteriore o posteriore al deposito del piano o all'adunanza dei creditori. Benché, infatti, l'attività del commissario giudiziale sia funzionale alla espressione di un voto informato, l'acquisizione di adeguate informazioni non è un obbligo ma un diritto del creditore e l'attività del commissario non è l'unica fonte di informazioni, potendo il creditore ritenersi in grado di valutare autonomamente la fattibilità e la convenienza del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 10 Aprile 2014.


Concordato preventivo - Radicale mutamento della proposta per effetto di comportamento consapevole del debitore - Venir meno della fattibilità giuridica - Inammissibilità..
L'emersione di costi in prededuzione (derivanti, nel caso di specie, dalla mancata comunicazione al terzo contraente dello scioglimento di un contratto in corso di esecuzione ex articolo 169 bis L.F.) che assorbano completamente le risorse destinate ai creditori chirografari, comporta un radicale cambiamento di identità della proposta causato da un comportamento consapevole dell'imprenditore e che si pone in contrasto con la volontà negoziale manifestata con il ricorso. In tale situazione, il tribunale, non ricorrendo i presupposti di cui all'articolo 179 L.F., constatato il venir meno della fattibilità giuridica della proposta, rigetta la domanda di omologa del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 07 Aprile 2014.


Concordato preventivo - Mutamento delle condizioni di fattibilità del piano - Avviso ai creditori ex articolo 179, comma 2, L.F. - Applicazione anche nel caso di modificazioni migliorative della proposta..
Il secondo comma dell'articolo 179 L.F., secondo il quale "Quando il commissario rileva, dopo l'approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilità del piano, ne da avviso al creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all'udienza di cui all'articolo 180 per modificare il voto." introduce la possibilità di esaminare e sottoporre ai creditori non solo modifiche peggiorative, ma anche migliorative. Deve, pertanto, considerarsi corretto il comportamento del commissario giudiziale che abbia ritenuto di sottoporre eventuali miglioramenti alla proposta ai creditori dissenzienti, per consentire loro di rimeditare la scelta di voto in funzione delle migliorie introdotte al piano, ovvero alle sue condizioni di fattibilità, come la citata norma testualmente recita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Mutamento delle condizioni di fattibilità del piano - Previsione del secondo comma dell'articolo 179 L.F. - Informazione al tribunale del mutamento delle condizioni - Esclusione - Interpretazione della disposizione - Effetti..
Il secondo comma dell'articolo 179 L.F., secondo il quale "Quando il commissario rileva, dopo l'approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilità del piano, ne da avviso al creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all'udienza di cui all'articolo 180 per modificare il voto." esclude che il tribunale debba avere notizia dell'eventuale mutamento delle condizioni di fattibilità del piano, il che lascia implicitamente intendere che l'organo giudiziario di tali aspetti non debba occuparsene nemmeno in precedenza, solo così potendosi giustificare la sua indifferenza rispetto al mutamento di dati altrimenti potenzialmente rilevanti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Modifiche di carattere migliorativo alla proposta - Nuova attestazione - Necessità - Esclusione..
Qualora alla proposta di concordato vengano apportate modifiche di carattere migliorativo, in tal senso valutate dal commissario giudiziale, non è necessario produrre una seconda relazione di attestazione ex articolo 161, comma 3, ultima parte L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Valutazione prognostica in ordine alla possibilità di incassare determinati crediti - Valutazione riservata esclusivamente ai creditori - Corretta informazione - Necessità..
La questione relativa alla possibilità di incassare determinati crediti nel termine e nella misura indicati nella proposta non rientra nell'ambito del controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità di competenza del tribunale. La valutazione in ordine alle effettive e concrete probabilità di incasso dei crediti rientra, infatti, in una valutazione di carattere economico e di merito della fattibilità del piano rimessa esclusivamente ai creditori. Il giudice, in sostanza, non può esercitare un controllo sulla prognosi di realizzabilità dell'attivo nei termini indicati dall'imprenditore, esulando detta prognosi dalla causa del concordato ed essendo rimessa alla valutazione dei creditori quali diretti interessati, una volta assicurata la corretta trasmissione dei dati ed acquisite le indicazioni del commissario giudiziale, nell'esercizio delle funzioni di controllo e di consulenza da lui svolte nella veste di ausiliario del giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Previsione di una clausola di esdebitazione - Assunzione del rischio di inadempimento alle percentuali promesse..
La previsione, nella proposta di concordato, di una clausola di esdebitazione comporta l'assunzione a carico del debitore del rischio del mancato rilevante adempimento alla proposta nelle percentuali promesse ai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Approvazione - Voto - Adesioni alla proposta - Raggiungimento delle maggioranze - Termine perentorio di venti giorni dalla chiusura del verbale dell'adunanza - Modalità di voto - Dichiarazione trasmessa al commissario giudiziale - Rilevanza - Fondamento.
L'approvazione del concordato preventivo da parte dei creditori si fonda sul raggiungimento delle maggioranze entro il termine, da ritenersi perentorio, di venti giorni dalla chiusura del verbale dell'adunanza, di cui all'art. 178, quarto comma, legge fall., il cui accertamento è rimesso al prudente apprezzamento del giudice del merito, che, nel computo dei voti, deve tenere conto anche delle dichiarazioni trasmesse dai creditori al commissario giudiziale, sia perché la menzionata norma - diversamente dall'art. 125, secondo comma, legge fall. in materia di concordato fallimentare - non fornisce alcuna indicazione sul luogo in cui tali dichiarazioni debbono pervenire, non essendo decisiva nel senso del deposito in cancelleria la previsione della loro annotazione in calce al verbale da parte del cancelliere, sia alla stregua dei criteri ispiratori della disciplina del concordato preventivo, che sono informati all'esigenza di mantenere in attività la struttura produttiva in precarie condizioni economiche e di evitare il fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03 Febbraio 2014, n. 2326.


Concordato preventivo - Procedimento - Rinuncia alla domanda prima del termine per le dichiarazioni di voto - Estinzione..
La rinuncia intervenuta prima della scadenza del termine fissato per la comunicazione delle dichiarazioni di voto comporta l’estinzione del procedimento di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 15 Gennaio 2014.


Concordato preventivo - Mancata approvazione - Per mancato raggiungimento delle prescritte maggioranze - Constatazione del relativo profilo da parte del giudice delegato - Facoltà di interloquire del debitore - Esclusione.
L'art. 179 l. fall. non prevede che, prima della dichiarazione di fallimento quale effetto del mancato raggiungimento delle maggioranze richieste per l'approvazione del concordato preventivo, il debitore sia chiamato ad interloquire anche nei riguardi del provvedimento del giudice delegato che di quel mancato raggiungimento dà atto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Dicembre 2013, n. 18629.


Concordato preventivo - Abuso del diritto - Presentazione di domanda di pre-concordato dopo il mancato raggiungimento delle maggioranze in ordine a precedente domanda di concordato o nel corso del procedimento ex art. 173 L.F. - Illegittimità..
Deve essere qualificato come illegittimo, e se attuato attraverso il ricorso ad uno strumento previsto dalla legge, quale abuso del diritto, qualsiasi condotta che tende ad impedire che un procedimento di concordato preventivo si concluda secondo le modalità previste dalla legge fallimentare, ovvero con una sentenza dichiarativa di fallimento che, in presenza di istanze provenienti dai creditori o dal pubblico ministero, faccia seguito al decreto di revoca. Tale deve essere considerata la presentazione di una domanda di pre-concordato (implicante revoca della precedente domanda di concordato) proposta subito dopo il mancato raggiungimento delle maggioranze, oppure nel corso del procedimento instaurato ai sensi dell'articolo 173 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 01 Febbraio 2013.


Concordato preventivo – Convocazione del debitore per la declaratoria di inammissibilità e la eventuale dichiarazione di fallimento – Richiesta di un termine per la presentazione della domanda di concordato con riserva – Inammissibilità..
La richiesta di termine per presentare domanda di pre-concordato, avanzata all’udienza collegiale fissata per l’eventuale declaratoria di inammissibilità della originaria domanda di concordato e nella quale il debitore è stato convocato per rendere conto dei profili di inammissibilità (eventualmente modificando la proposta) e per l’eventuale e conseguente declaratoria di fallimento, integra uno sviamento dell’iter processuale idoneo a paralizzare ad libitum, in assenza delle condizioni di ammissibilità del concordato originariamente proposto, un eventuale istanza di fallimento del creditore, con conseguente ingiustificato pregiudizio della massa creditoria. (Nella fattispecie, la domanda di concordato era stata presentata nel periodo antecedente all’entrata in vigore del D. L. 83/2012 (cd. Decreto Sviluppo), il quale ha introdotto rilevanti novità nella disciplina del concordato preventivo, tra cui la possibilità per il debitore di presentare la domanda di ammissione “con riserva” e di depositare successivamente il piano e la proposta). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 15 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Modifiche introdotte dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 - Indipendenza dell’attestatore - Previsione di sua autonoma responsabilità penale - Accentuazione dell'aspetto contrattualistico..
L'aspetto contrattualistico del concordato preventivo appare accentuato dalle modifiche apportate dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, la quale ha ribadito l’indipendenza dell’attestatore anche con la previsione di una sua autonoma responsabilità penale (articolo 236 bis), ed ha modificato l'articolo 179, con la previsione, al secondo comma, di un nuovo voto dei creditori nell'ipotesi in cui, tra l'approvazione e l'omologa del concordato, vengano a mutare le condizioni di fattibilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 26 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Unica domanda di concordato - Previsione di un'unica massa attiva - Approvazione del concordato mediante distinte e separate adunanze e maggioranze - Necessità..
Qualora con riferimento ad un gruppo di imprese venga presentata un'unica domanda di concordato, con previsione di un'unica massa attiva da ripartire tra i creditori di tutte le società, l'approvazione del concordato da parte dei creditori dovrà aver luogo in adunanze separate e votazioni distinte per ciascuna società con conseguenti, rispettive e distinte maggioranze. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 18 Gennaio 2012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - Sentenza di omologazione - Impugnazioni - Appello - Instaurazione del giudizio di omologazione dopo l'approvazione della proposta concordataria - Rinnovazione delle votazioni dell'adunanza dei creditori - Mancato raggiungimento delle maggioranze - Dichiarazione di fallimento - Portata - Mancato accoglimento della domanda di concordato - Configurabilità - Conseguenze - Impugnazione - Appello ex art. 183 legge fall. - Ammissibilità - Fattispecie..
La sentenza con cui il tribunale dichiara il fallimento del debitore, dopo l'instaurazione del giudizio di omologazione del concordato preventivo, non è suscettibile di opposizione ex art. 18 legge fall. (possibile unicamente prima di tale fase), ma unicamente dell'appello preveduto dall'art. 183 legge fall. (nel testo vigente prima del d.lgs. n. 5 del 2006), anche se, come nella specie, essa sia fondata sul sopravvenuto diniego del voto favorevole da parte della maggioranza dei creditori, nuovamente chiamati a votare in una seconda adunanza; la predetta dichiarazione di fallimento, infatti, non può che ritenersi emessa all'esito e per effetto del mancato accoglimento della domanda di omologazione del concordato, a nulla rilevando la natura del predetto vizio, attenendo esso ad un controllo generale che comunque compete al tribunale, ai sensi dell'art.181 legge fallim., ed il cui riscontro non può che risolversi nella mancata omologazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Dicembre 2010, n. 26212.


Concordato preventivo – Chiusura della procedura per mancato raggiungimento delle maggioranze – Dichiarazione di fallimento d’ufficio – Esclusione..
Il Tribunale, in caso di mancata approvazione da parte dei creditori della proposta di concordato preventivo, non può dichiarare il fallimento del debitore, dovendosi ritenere implicitamente abrogate le disposizioni di cui agli artt. 179 e 162 ultimo comma L.F. a seguito della novella degli articoli 6 e 7 che ha soppresso l’iniziativa d’ufficio nella dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 09 Febbraio 2007.


Concordato preventivo - Approvazione - Possibilità per il debitore di migliorare le proprie offerte - Esclusione.
In tema di concordato preventivo, dopo la manifestazione di voto da parte dei creditori ai sensi dell'art. 175 legge fallimentare, e in caso di mancata approvazione della proposta di concordato, il debitore non ha più la possibilità di formulare proposte migliorative della originaria offerta, dovendosi definitivamente escludere ogni ulteriore sviluppo della procedura concordataria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Dicembre 1999, n. 13582.