Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 173 ∙ (Revoca dell'ammissione al concordato e dichiarazione del fallimento nel corso della procedura )


In generale
Informazione ai creditori
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Informazione ai creditori
Atti fraudolenti ed approvazione del concordato da parte dei creditori debitamente informati del commissario giudizialeLa meritevolezzaL'intento fraudolentoControllo del tribunaleControllo in sede di omologaTutela dell'interesse pubblicoIl commissario giudizialeProva degli atti in frodeAttestazione del professionistaAbuso del procedimentoConcordato con riservaContinuità aziendaleAccordo di ristrutturazione dei debiti

Comportamenti rilevanti
Ravvedimento postumo
Atti compiuti prima della domanda di concordatoAtti in frodeOccultamento di passivitàDissimulazione dell'attivoIrregolarità contabili pregresseAtti non adeguatamente e compiutamente esposti nella propostaOmesso doloso ribaltamento sui soci dei costi di funzionamento del consorzioFondo rischi

Atti e pagamenti non autorizzati
Indebiti prelievi dalle casse socialiPagamento di crediti anterioriPagamento di crediti postergatiPagamento dei professionistiRiduzione di capitale sociale

Formazione delle classi
Le scritture contabiliConflitto di interessiRapporti pendentiEsecuzione del concordato e comportamento ostruzionistico del debitoreAtti revocabiliAzioni di responsabilitàSottovalutazione dei cespitiEscussione di garanzie

La fattibilità
Modifica della proposta di concordatoMancanza delle condizioni di ammissibilitàIl TrustVincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c.Intestazione fiduciaria

Rilevanza penale
Utilizzo della procedura per il compimento di atti dissipativi o distrattivi del patrimonioPiano congegnato in maniera frodatoriaManipolazione della realta' aziendaleAttivazione dell'azione penale prima che sia disposta la revoca del concordato ex art. 173 l.f.

Procedimento
Il procedimento
Legittimazione del commissario giudizialeDiritto di difesa del debitoreGaranzie difensive al debitoreAdunanza dei creditoriPartecipazione dei creditoriIl pubblico ministeroIstanza di fallimento del PM e rinuncia alla domanda di concordatoRevoca del concordato e permanenza in carica degli organi fino al passaggio in giudicato del provvedimentoRinuncia alla domanda di concordatoPresentazione di nuova domanda di concordatoReclamabilità del provvedimento di revocaRicorso per cassazioneDichiarazione di fallimento


In generale
Informazione ai creditori

Concordato preventivo – Informazione ai creditori – Omissione – Atti di frode – Riduzione di capitale sociale con attribuzione di beni ai soci receduti
Costituisce atto di frode rilevante per la revoca del concordato preventivo ai sensi dell’art. 173 legge fall. la mancata dettagliata informazione ai creditori di un’operazione di riduzione del capitale sociale posta in essere in relazione logico-temporale prossima alla rappresentazione in sede giudiziale della crisi che abbia notevolmente ridotto il patrimonio della società, non avendo a tal fine alcuna rilevanza la circostanza che nessuno dei creditori abbia impugnato la delibera di riduzione ai sensi dell’art. 2482 c.c. nei novanta giorni dalla pubblicazione nel registro delle imprese. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02 Febbraio 2017, n. 2773.


Concordato preventivo - Atti di frode - Rilievo da parte del tribunale in sede di omologa - Revoca ex articolo 173 l.f. - Approvazione dei creditori resi edotti del compimento degli atti di frode - Irrilevanza - Tentativo di frode - Evento di pericolo - Accertamento degli atti in frode in funzione preventiva - Rilevanza della mera potenzialità decettiva
Ove fatti di frode, che avrebbero condotto all’apertura di un procedimento ex art. 173 l. fall., vengano portati all’attenzione del tribunale da un creditore o da un interessato opponente in sede di giudizio di omologa, gli stessi costituiscono circostanze ostative all’omologa, perché tali circostanze potrebbero in ogni caso essere oggetto di rilievo officioso da parte dell’ufficio al fine della declaratoria di inammissibilità o revoca della proposta di concordato preventivo.

L'accertamento di atti di occultamento o di dissimulazione dell'attivo, della dolosa omissione della denuncia di uno o più crediti, dell'esposizione di passività insussistenti o della commissione di altri atti di frode da parte del debitore determina la revoca dell'ammissione al concordato, a norma dell'art. 173 l. fall., e ciò indipendentemente dal voto espresso dai creditori in adunanza e, quindi, anche nell'ipotesi in cui questi ultimi siano stati resi edotti di quell'accertamento.

Ciò che a tal fine rileva è il tentativo di frode posto in essere dall’imprenditore posto in essere all’atto del deposito della proposta di concordato, indipendentemente dal fatto che la stessa sia stata successivamente emendata da una integrazione con integrale disvelamento degli atti sottaciuti. Il tentativo di frode nei confronti dei creditori opera, infatti, alla stregua di una sorta di evento di pericolo, che colpisce anticipatamente l’imprenditore concordante indipendentemente dalla successiva rimozione delle circostanze che avrebbero condotto alla revoca della proposta.

Ne consegue che l’esistenza o l’accertamento di atti in frode da parte del commissario giudiziale non vale a eliminare la loro valenza potenzialmente decettiva, negli stessi termini della consumazione di un reato o evento di “pericolo” (se non di “attentato”), ovvero con funzione “generalpreventiva” e questo ancorché i creditori abbiano votato favorevolmente la proposta medesima; la soglia di attenzione dell’ordinamento per gli atti in frode è, pertanto, anticipata a un momento anche di mera potenziale decettività, e può essere rilevata dal tribunale indipendentemente dall’avvenuta approvazione del concordato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Appello avverso la dichiarazione di fallimento – Inammissibilità concordato preventivo – Norme sull’applicazione della prelazione insistente sui beni di un terzo coobligato del debitore concordatario – Regole in tema di legittimità informativa e fattibilità giuridica del piano – Mancata efficacia di giudicato della mera reiezione del concordato preventivo
Le lesione delle regole che attengono alla legittimità informativa verso i creditori e alla strutturazione giuridica della proposta ex art. 160 legge fall. costituiscono aspetto inerente la fattibilità giuridica della procedura concorsuale e sono rimesse alla cognizione e valutazione del tribunale fallimentare. (Gianni Tognoni) (riproduzione riservata) Appello Genova, 05 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Informazione dei creditori - Rilevanza - Modalità e momenti di espressione nell'ambito del procedimento di concordato
L'informazione dei creditori, la quale assume nella costruzione generale dell'istituto concordatario valore essenziale, giacché il voto dei creditori è idoneo a condizionare la minoranza dissenziente, può valere quale pilastro dello strumento a condizione che si tratti di un voto informato, trova plurime sedi di espressione nel procedimento di concordato; essa viene in primo luogo fornita dal proponente ed attuata mediante la trasmissione della proposta ai creditori da parte del commissario giudiziale secondo le indicazioni fornite dal tribunale quando pronuncia il provvedimento di ammissione; una successiva informazione "terza" viene poi assicurata dal commissario giudiziale nella relazione ex articolo 172 legge fall. ed una ulteriore informazione dei creditori può aver luogo in sede di adunanza ex articolo 175 legge fall., alla quale il proponente deve obbligatoriamente presenziare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 12 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Informazione dei creditori - Modalità - Chiarezza dell'esposizione - Semplice consegna della contabilità e di documentazione - Insufficienza
In tema di atti in frode ai creditori rilevanti per la revoca del concordato preventivo ai sensi dell'articolo 173 legge fall., va precisato che l'obbligo di disclosure grava sul proponente il concordato e non sull'attestatore e che tale obbligo non può ritenersi assolto semplicemente perché la circostanza emerge dalla documentazione contabile della società, in quanto l'informazione dovuta ai creditori si basa su una chiara esposizione in ordine a circostanze rilevanti e non può di certo essere affidata alla semplice consegna delle scritture contabili e di documentazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 12 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Atti di frode ex articolo 173 legge fall. - Pagamento di un credito postergato del socio di un significativo credito di società partecipata - Mancanza di adeguata disclosure al fine di consentire l'espressione di un voto informato - Rilevanza
Il pagamento di crediti (nella specie, di un credito postergato del socio e di un significativo credito di società partecipata) nell'imminenza del deposito della domanda di concordato preventivo, che non siano adeguatamente giustificati alla luce della situazione economico finanziaria della debitrice nè dalla controprestazione, che non siano stati oggetto di adeguata disclosure da parte della debitrice al momento della presentazione della domanda di concordato o della formulazione della proposta ai creditori, costituiscono atti in frode ai creditori rilevanti ai sensi dell'articolo 173 legge fall., norma che sanziona non la meritevolezza del debitore, bensì l'abuso informativo, consistente nel non avere questi messo a disposizione dei creditori i dati che essi avrebbero potuto valutare ai fini dell'espressione del voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 30 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Revoca - Omissioni informative dolose - Fattispecie
Va revocata l'ammissione al concordato preventivo ai sensi dell'articolo 173 legge fall. nell'ipotesi in cui la proposta si presti a gravi censure sotto il profilo delle informazioni dovute ai creditori, soprattutto nel caso in cui i fatti idonei ad influire sul loro giudizio siano stati scoperti dal commissario giudiziale e la condotta omissiva presenti forti elementi indiziari di intenzionalità. (Nel caso di specie, le omissioni informative oggetto di indagine hanno riguardato: stipula di patti parasociali e conseguenti obblighi di indennizzo, impegno all'acquisto di pacchetto azionario, pignoramento di quote di partecipazioni societarie, l'accordo tra i soci di conversione dei finanziamenti in capitale sociale, modifiche al piano industriale). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 30 Ottobre 2015.


Concordato preventivo – Omessa informativa ai creditori dell’esistenza di causa passiva di usucapione avente ad oggetto un bene immobile di modesto valore economico – Qualificazione come atto in frode ex art. 173 l. fall. – Esclusione
Non integra atto in frode ex art. 173 l. fall., volto a condurre alla revoca dell’ammissione alla procedura di concordato, l’omessa informativa ai creditori dell’esistenza di un contenzioso civile avente ad oggetto la richiesta di pronuncia costitutiva di usucapione di un terreno di modesto valore economico, essendo detta omissione inidonea ad influire sulla genuina formazione del consenso dei creditori, sotto il profilo delle reali prospettive di soddisfacimento. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 17 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Atti in frode - Mancata indicazione di un credito successivamente prescritto - Irrilevanza - Fattispecie
Deve escludersi che sia ravvisabile un atto in frode, rilevante per la revoca del concordato ai sensi dell'articolo 173 legge fall., nella mancata indicazione da parte degli amministratori di un credito qualora la condotta da loro posta in essere non avrebbe potuto avere alcuna incidenza sulla esigenza di garantire ai creditori una scelta consapevole di adesione alla proposta di concordato, sia perché, laddove non prescritto, il credito sarebbe comunque rientrato nell’attivo oggetto di cessione secondo la proposta, sia perché, essendosi comunque detto credito prescritto prima della concreta possibilità di dichiarare il fallimento, esso non avrebbe potuto essere riscosso ed entrare a far parte della massa attiva. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 17 Giugno 2015.


Concordato preventivo - Carenze informative - Esposizione di dati sulla correttezza delle precedenti gestioni - Esistenza di atti di frode - Compito dell'attestatore - Limiti
Con riferimento ad eventuali carenze informative nella predisposizione della domanda di concordato e del piano, va precisato che non spetta all'attestatore predisporre dati sulla correttezza delle precedenti gestioni, sull'esistenza di atti di frode rilevanti ai sensi dell'articolo 173 L.F. o su eventuali azioni revocatorie o risarcitorie esercitabili, a meno che le stesse non siano esposte come parte integrante del piano. Tali aspetti dovranno, infatti, essere oggetto delle indagini del commissario giudiziale e della sua relazione ex articolo 172 L.F., onde consentire ai creditori di valutare quali possono essere gli scenari alternativi all'approvazione del concordato ed i loro effetti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 23 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Attestazione del professionista sulla fattibilità della proposta - Controllo di legittimità del giudice - Sussistenza - Controllo giudiziale di merito sulle probabilità di successo del piano e sui rischi inerenti - Insussistenza - Spettanza ai creditori - Controllo del giudice sulla completezza e correttezza dell'informazione dei creditori ai fini del voto - Sussistenza
Il dovere del giudice di esercitare il controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato non resta escluso dall'attestazione del professionista, mentre rimane riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito di detto giudizio, che ha ad oggetto la probabilità di successo economico del piano e la sua convenienza, tenuto conto dei rischi inerenti. A tal fine il giudice è però chiamato a verificare la completezza ed affidabilità dei dati informativi forniti dal debitore ai creditori, con la proposta di concordato ed i documenti ad essa allegati, per assicurare una consapevole espressione del loro voto. (Nel caso di specie, la Suprema Corte ha ritenuto manifestamente inadeguata la relazione del professionista che non consentiva di individuare l'attivo ricavabile in caso di liquidazione, a causa di una estrema prudenza nelle valutazioni, di una stima solo atomistica dei beni, piuttosto che del complesso aziendale funzionante, ed infine della mancanza di qualsivoglia riferimento alla possibilità di esperire eventuali azioni risarcitorie o revocatorie). (Paola Vella) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Marzo 2015.


Concordato preventivo - Informazioni ai creditori - Entità e natura del passivo - Documentazione allegata alla proposta - Relazione del commissario giudiziale - Ammissione provvisoria dei crediti ai fini del voto
L’informazione ai creditori sull’entità e natura del passivo è affidata alla documentazione allegata alla proposta di concordato nonché alla relazione del commissario giudiziale sulla scorta della verifica dei crediti ed è completata, senza necessità di ulteriori comunicazione, dai risultati dell’ammissione provvisoria dei crediti ai fini del voto. (Dario Finardi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Atti di frode - Inganno portato a conoscenza dei creditori - Irrilevanza - Potere-dovere del giudice di revocare il concordato indipendentemente dalla presa di posizione dei creditori
La rilevanza, ai fini e per gli effetti di cui all’articolo 173 LF, della natura fraudolenta degli atti posti in essere dal debitore e potenzialmente decettivi nei riguardi dei creditori, è ravvisabile anche nell’ipotesi in cui l’inganno effettivamente realizzato sia stato reso noto ai creditori prima del voto. Se, infatti, così non fosse, se cioè l’accertamento degli atti fraudolenti ad opera del commissario potesse essere superato dal voto dei creditori che, informati della frode, siano ugualmente disposti ad approvare la proposta concordataria, non si capirebbe perché il legislatore ricollega, invece, immediatamente alla scoperta degli atti in frode il potere-dovere del giudice di revocare l’ammissione al concordato e ciò senza la necessità di alcuna presa di posizione sul punto da parte dei creditori. Questo significa che il legislatore ha inteso sbarrare la via del concordato al debitore il quale abbia posto dolosamente in essere gli atti contemplati dal citato articolo 173, individuando in essi una ragione di radicale non affidabilità del debitore medesimo e, quindi, nel loro accertamento, un ostacolo obiettivo ed insuperabile alla prosecuzione della procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 Giugno 2014.


Concordato preventivo - Atti di frode - Revoca del concordato - Voto favorevole dei creditori - Irrilevanza
L’accertamento, ad opera del commissario giudiziale, di atti di occultamento o dissimulazione dell’attivo, della dolosa omissione della denuncia di uno o più creditori, dell’esposizione di passività insussistenti o della commissione di altri atti di frode da parte del debitore, determina la revoca dell’ammissione al concordato, a norma dell’articolo 173 L.F., indipendentemente dal voto espresso dai creditori in adunanza e quindi anche nell’ipotesi in cui i creditori medesimi siano stati resi edotti di quell’accertamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 Giugno 2014.


Concordato preventivo - Rilevanza del compimento di atti di frode indipendentemente dalla disponibilità dei creditori ad approvare il concordato - Reintroduzione del giudizio di meritevolezza
Il fatto che l’accertamento da parte del commissario di atti di frode possa determinare la revoca dell’ammissione al concordato preventivo, a norma dell’articolo 173 L.F., indipendentemente dalla circostanza che i creditori, debitamente informati di tali atti di frode, abbiano espresso voto favorevole, non vale ad reintrodurre il giudizio di meritevolezza che la riforma della legge fallimentare ha espunto dal novero dei presupposti per l’ammissione al concordato preventivo. La meritevolezza era, infatti, un requisito positivo di carattere generale, che implicava la necessità di un apprezzamento favorevole della pregressa condotta dell’imprenditore (sfortunato, ma onesto), nell’ottica di una procedura prevalentemente concepita come beneficio premiale. Era, quindi, nozione ben più ampia dell’assenza di atti di frode, non solo genericamente pregiudizievoli, ma che devono essere direttamente finalizzati, in esecuzione di un disegno preordinato, a trarre in inganno i creditori in vista dell’accesso alla procedura concordataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 Giugno 2014.


Concordato preventivo - Comportamento ingannevole del proponente - Omessa illustrazione ai creditori di fatti rilevanti per l’azione di responsabilità
Costituisce comportamento ingannevole, rilevante ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 173 L.F., l’aver omesso di illustrare ai creditori circostanze relative a condotte tenute anteriormente alla presentazione della domanda di concordato idonee a giustificare un’azione di responsabilità nei confronti degli organi sociali e quindi una possibile diversa configurazione dell’attivo. (Nel caso di specie, la società aveva omesso di svalutare crediti vantati nei confronti di soggetti dichiarati falliti, aveva illegittimamente rivalutato un immobile e non si era attivata per il recupero di un credito). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 14 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Continuità mediante affitto cessione dell'azienda - Obblighi informativi relativi alla affidabilità del contraente - Necessità
Nel concordato in continuità in cui il piano concordatario prevede l'esercizio dell'attività mediante affitto d'azienda e successiva cessione dell'azienda medesima, gli obblighi informativi di cui all'art.186-bis II co. lett. a) l.f. non possono riguardare solo la posizione del ricorrente, i costi e ricavi attesi non possono essere solo quelli derivati dal pendente contratto di affitto e dal corrispettivo della cessione, attesa la necessità che siano fornite ai creditori tutte le informazioni utili per considerare affidabile il contraente - prescelto dalla società proponente - nell'adempimento degli obblighi che si assume. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Omessa informazione circa aspetti rilevanti del piano ai fini del voto - Applicazione dell'articolo 173 L.F.
Rientra nella previsione di cui al terzo comma dell'art.173 l.f., il comportamento del proponente il concordato che omette di informare i creditori circa aspetti rilevanti del piano concordatario, significativi per l'espressione di un voto consapevole da parte dei creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08 Maggio 2014.


Continuità aziendale - Omesso aggiornamento del piano concordatario circa l'effettivo utile di esercizio della società che prosegue l'attività di impresa per l'anno in corso al momento della domanda di concordato - Rilevanza
Costituisce grave difetto informativo in un concordato con continuità aziendale l'omesso aggiornamento del piano concordatario e la mancata indicazione dell'effettivo utile di esercizio della società che prosegue l'attività d'impresa per l'anno in corso al momento della proposizione della domanda, quando notevolmente inferiore (nella specie del 98%) rispetto allo stimato nel piano concordatario. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Informazioni circa azioni di responsabilità a carico degli amministratori - Procedimenti penali in corso e i possibili risvolti fiscali - Rilevanza ai fini della valutazione della convenienza della proposta
E' dovere del proponente il concordato rappresentare ai creditori la sussistenza di azioni di responsabilità a carico degli amministratori e sindaci, di procedimenti penali in corso e di possibili risvolti fiscali dei comportamenti contestati agli ex amministratori quand'anche si tratti di contenzioso riferito a soggetti diversi dalla società proponente, poiché sono tematiche strettamente connesse alla realtà economica e finanziaria della società e/o del gruppo, tali da incidere nella valutazione da parte dei creditori della bontà e convenienza della proposta concordataria, soprattutto per le conseguenze economiche e finanziarie che dall'attività accertativa in corso - sia in ambito civile, penale e tributario - potrebbero sorgere a carico della proponente. L'omissione informativa rileva ex art.173 III co l.f.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08 Maggio 2014.


Continuità aziendale - Attestazione del professionista - Verifica del budget relativo all'anno in corso in cui l'attestazione è effettuata - Necessità
L'attestazione del professionista nel concordato con continuità aziendale non è assolutamente adeguata a fornire una corretta informativa ai creditori se il professionista non ha verificato la tenuta del budget dell'anno in corso in cui l'attestazione è effettuata, rispetto al risultato d'esercizio che sta maturando ed attesta un piano industriale superato, smentito proprio nell'esercizio sociale in cui è redatto, senza dare in alcun modo conto delle dinamiche economiche e finanziarie effettivamente intervenute. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Atti in frode ai creditori - Nozione - Atti che carpiscono il consenso dei creditori prospettando una situazione non veritiera.
Gli "altri atti di frode" previsti dell'articolo 173, L.F. non sono necessariamente quelli da ritenersi tali da un punto di vista civilistico (contratti in frode alla legge, con causa o motivo illecito, simulati ovvero soggetti a revocatoria) o da un punto di vista penalistico (ipotesi previste dagli articoli 216 e seguenti L.F.) bensì quelli che, per quanto dotati di una portata interna alla procedura concorsuale, siano nondimeno finalizzati a frodare le ragioni del ceto creditorio, nel senso di inficiare il percorso formativo del consenso che i creditori sono chiamati ad esprimere sulla proposta. Si tratta, in sostanza, di quegli atti che consentono di prospettare ai creditori, al fine di ottenerne il consenso, una surrettizia, incongrua ed errata rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell'impresa debitrice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 20 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Esposizione di credito contestato in misura inferiore a quella pretesa e senza il privilegio richiesto - Disamina della doglianza in sede di adunanza dei creditori - Corretta informazione del ceto creditorio.
La disamina, in sede di adunanza dei creditori, delle doglianze esposte da chi lamenti l'esposizione del proprio credito in misura inferiore a quella pretesa e senza riconoscimento del privilegio, è idonea a soddisfare le esigenze di corretta informazione del ceto creditorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 18 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Informazione ai creditori - Omessa informazione su poste attive e passive della società - Atti di frode - Rilevanza in ordine all'adeguatezza e fattibilità del piano - Necessità.
Nel concordato preventivo se le omesse informazioni nelle poste attive e passive della società, evidenziate dal commissario con relazione ex art. 173 l.f., non sono qualificabili come atti di frode e non sono di rilevanza tale da incidere sull'adeguatezza del piano, in quanto riguardano aspetti non fondamentali, non potrà essere disposta la revoca dell’ammissione al concordato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12 Luglio 2012.


Concordato preventivo - Atti di frode - Atti accertati dal commissario - Individuazione - Pregiudizio alla formazione del consenso dei creditori.
Per fatti "accertati" dal commissario, ossia non resi "noti" dal proponente, si intendono anche quelle operazioni (quali pagamenti preferenziali o atti di distrazione a favore di terzi) che, pur risultando annotate nelle scritture contabili - peraltro non depositate - non sono state rappresentate nella domanda dal proponente, così consapevolmente e volontariamente pregiudicando la formazione di un consenso informato dei creditori, in violazione di un "obbligo di informazione" che, nello spirito del nuovo concordato, deve ritenersi posto a carico dell'imprenditore. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 30 Settembre 2011.


Concordato preventivo - Atti di frode - Definizione ed individuazione - Attitudine ad ingannare i creditori sulle reali prospettive di soddisfacimento in caso di liquidazione - Comportamenti volti a pregiudicare la valutazione di competenza dei creditori - Alterazione della percezione della reale situazione del debitore.
Il minimo comune denominatore dei comportamenti indicati dall'art. 173, comma 1, legge fallimentare, ai fini della revoca dell'ammissione al concordato e della dichiarazione di fallimento nel corso della procedura, è dato dalla loro attitudine ad ingannare i creditori sulle reali prospettive di soddisfacimento in caso di liquidazione, sottacendo l'esistenza di parte dell'attivo o aumentando artatamente il passivo in modo da far apparire la proposta maggiormente conveniente rispetto alla liquidazione fallimentare. Si tratta, in sostanza, di comportamenti volti a pregiudicare la possibilità che i creditori possano compiere le valutazioni di loro competenza avendo presente l'effettiva consistenza e la reale situazione giuridica degli elementi attivi e passivi del patrimonio dell'impresa. Questa è, quindi, la connotazione tutti gli altri indefiniti comportamenti dell'imprenditore per poter essere definiti atti di frode. E', allora, possibile concludere affermando che nessun intervento sul patrimonio del debitore è di per sé qualificabile come atto di frode ma solo l'attività del proponente il concordato volta ad occultarlo in modo da poter alterare la percezione dei creditori circa la reale situazione del debitore influenzando il loro giudizio. Ogni diversa interpretazione della norma in esame non farebbe altro che reintrodurre il requisito della meritevolezza apertamente ripudiato dal legislatore della riforma. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Giugno 2011.