Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 84 ∙ (Dei sigilli)


Decreti di acquisizione del giudice delegato
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Decreti di acquisizione del giudice delegato

Fallimento – Apposizione dei sigilli – Beni detenuti da terzi – Diritto del terzo incompatibile con l’acquisizione – Applicabilità della disciplina prevista dal codice di rito – Esclusione. (07/09/2010)
Secondo le norme dettate dal codice di procedura civile agli artt. 752 e ss., l’apposizione dei sigilli deve avvenire esclusivamente sui beni in una situazione - esteriormente palese - di disponibilità del debitore, in applicazione analogica della presunzione di cui all’art. 513 codice procedura civile. Nei casi, invece,  di beni detenuti da terzi, che ne rivendichino la proprietà o comunque che si oppongano all’acquisizione all’attivo fallimentare, non è possibile  procedere né alla loro sigillatura, né, tantomeno, alla loro inventariazione o alla loro acquisizione con i c. d decreti di acquisizione del giudice delegato, la cui legittimità è ora esplicitamente esclusa nell’ipotesi in cui i terzi rivendichino un proprio diritto incompatibile con l’acquisizione. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 26 Marzo 2010, n. 0.