Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 182-bis ∙ (Accordi di ristrutturazione dei debiti)




Procedimento
Sindacato del tribunale
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Natura dell'accordo di ristrutturazione
PresuppostiRequisiti soggettiviAdesione e consenso dei creditoriTacita adesione all'accordo di ristruttutazioneTermine per l'esecuzioneEffetti dell'accordo di ristrutturazioneRisoluzione dell'accordo di ristrutturazioneInadempimento all'accordo di ristrutturazione e presentazione di ricorso per concordato con riservaContenuto dell'accordoContinuazione dell'attivitàRapporti pendentiContratti pendentiCrediti contestatiEsenzione da revocatoria

Procedimento
Sindacato del tribunale
ProcedimentoTermine per l'integrazioneTermine per il deposito della documentazioneTransazione fiscaleRegistro impresePubblicazione nel registro delle impreseRelazione del professionistaNomina di un consulente del tribunaleRapporti con il procedimento per dichiarazione di fallimentoRicorso per cassazione

Opposizione e reclamo
Legittimazione e interesse
Intervento del pubblico ministeroCostituzione personale della parteDiniego di omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti

Altro
Protezione preventiva del patrimonio del debitore
Prededuzione dei finanziamentiProtezione cautelare del patrimonio del debitoreGruppi di impresePluralità di accordi di ristrutturazioneFusione societariaCondizione sospensivaFideiussione ai promissari acquirenti ex L. 122/2005Interessi di moraTrustAttività preparatoria del consulente aziendaleFinanziamentiSGR e fondi comuni di investimentoSoggetto esercente attività d'intermediazione finanziariaOscuramento di dati o documenti a tutela dell'attività di liquidazione




Procedimento
Sindacato del tribunale

Accordo di ristrutturazione dei debiti - Controllo del tribunale - Verifica degli aspetti di legalità sostanziale - Modalità esecutive - Funzione informativa sull’attuabilità dell’accordo - Idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nei termini di legge - Causa concreta di ristrutturazione ed uscita dallo stato di crisi

Accordo di ristrutturazione dei debiti - Natura - Atti di autonomia privata - Rilevanza pubblicistica del relativo procedimento di omologa

Accordo di ristrutturazione dei debiti - Accordo in continuità aziendale - Relazione del professionista - Oggetto - Veridicità dei dati aziendali - Attuabilità dell’accordo - Prove di resistenza - Worst case e Best case

Come nel concordato preventivo, anche nell'accordo di ristrutturazione dei debiti, la verifica del tribunale, ferma l’impossibilità di valutarne la convenienza economica, riguarda le modalità esecutive al fine di evitare che si pongano in contrasto con norme imperative, nonché la relazione del professionista, per accertare che assicuri la funzione informativa sull’attuabilità dell’accordo (con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nei termini di legge), in tal modo perseguendo la causa concreta di ristrutturazione ed uscita dallo stato di crisi dell'impresa.

In sede di omologa degli accordi di ristrutturazione dei debiti, il potere del giudice non è dunque limitato alla sola verifica della regolarità formale degli adempimenti procedurali, ma si estende alla verifica degli aspetti di legalità sostanziale e, in particolare, tra questi, che i soggetti terzi estranei al piano di ristrutturazione godano della effettiva e reale sicurezza circa il pagamento dei loro crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La configurazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti, quali atti di autonomia privata, non può far trascurare la rilevanza pubblicistica del procedimento di omologa, il quale comporta la sospensione delle azioni cautelari ed esecutive e implica deroghe molto rilevanti, in caso di successivo fallimento, al regime generale dell’insolvenza ed al principio della par condicio creditorum. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La relazione del professionista in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, terzo comma, lett. d l.fall. ha ad oggetto la veridicità dei dati aziendali nonché l’attuabilità dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, con particolare riferimento all’idoneità ad assicurare l’integrale e tempestivo pagamento dei crediti estranei.

Detta verifica passa attraverso l’assoggettamento del piano a prove di resistenza consistenti nella modifica in senso peggiorativo delle variabili critiche esposte ai rischi di avveramento individuati attraverso l’anamnesi dell’impresa, al fine di riscontrare la sostanziale coerenza dell’accordo con i fabbisogni di piano, nonché la valutazione del piano di tesoreria mediante stress test nel quale sia previsto il pagamento dei creditori non aderenti entro il termine di 120 giorni previsto dall’art. 182 bis, comma 1, lett. a), l. fall.

[Nel caso di specie, la relazione del professionista ha accertato la tenuta delle valutazioni economiche fatte lungo tutto l’arco di durata del piano attraverso rigorosi stress test ricondotti alla cd. “situazione base”, considerato sia nell’ottica peggiorativa del cd. “worst case” (volumi di vendita al di sotto di quelli previsti, incremento del prezzo di acquisito delle materie prime, ecc.) , sia nell’ottica migliorativa del cd. “best case” (volumi di vendita superiori rispetto a quelli previsti, contrattazione decisamente favorevole degli acquisti delle materie prime o dei costi per servizi, ecc.). Detti test hanno condotto l’attestatore a ritenere che la società ricorrente potesse ragionevolmente generare un surplus dalla continuità aziendale e quindi attenersi all’impegno di pagamenti proposto per la ristrutturazione del debito nell'arco di cinque esercizi.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 13 Marzo 2018.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Controllo del tribunale - Verifica degli aspetti di legalità sostanziale - Modalità esecutive - Funzione informativa sull’attuabilità dell’accordo - Idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nei termini di legge - Causa concreta di ristrutturazione ed uscita dallo stato di crisi
Come nel concordato preventivo, anche nell'accordo di ristrutturazione dei debiti, la verifica del tribunale, ferma l’impossibilità di valutarne la convenienza economica, riguarda le modalità esecutive al fine di evitare che si pongano in contrasto con norme imperative, nonché la relazione del professionista, per accertare che assicuri la funzione informativa sull’attuabilità dell’accordo (con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nei termini di legge), in tal modo perseguendo la causa concreta di ristrutturazione ed uscita dallo stato di crisi dell'impresa.

In sede di omologa degli accordi di ristrutturazione dei debiti, il potere del giudice non è dunque limitato alla sola verifica della regolarità formale degli adempimenti procedurali, ma si estende alla verifica degli aspetti di legalità sostanziale e, in particolare, tra questi, che i soggetti terzi estranei al piano di ristrutturazione godano della effettiva e reale sicurezza circa il pagamento dei loro crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 13 Marzo 2018.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Omologazione – Sindacato del giudice – Creditori estranei – Concreta idoneità della proposta ad assicurare il loro integrale pagamento
I presupposti per l'omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti, previsti dall'art. 182-bis l.fall., non coincidono con i presupposti per l'omologazione del concordato preventivo. Con riferimento ai creditori estranei, il giudice deve valutare non tanto la fattibilità giuridica e/o economica degli accordi, bensì la concreta idoneità della proposta ad assicurare il loro integrale pagamento, sì che l'indicazione di un prezzo di realizzo assolutamente irrealistico rispetto al mercato per un bene del debitore dalla cui vendita deriverebbe la provvista per quei pagamenti induce a escludere detta idoneità senza in alcun modo involgere il profilo della fattibilità". (Vittorio Gaeta) (riproduzione riservata) Appello Bari, 09 Ottobre 2017.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Sindacato del tribunale - Presentazione o meno di opposizioni - Verifica della chiarezza e completezza della relazione del professionista - Esame nel merito delle censure e verifica sulla concreta attuabilità dell’accordo
La valutazione che il tribunale è chiamato a svolgere in relazione alla fattibilità degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis legge fall. e alla loro idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei è di diversa intensità a seconda che siano state presentate o meno opposizioni da parte dei soggetti interessati con particolare riferimento ai creditori non aderenti.

In mancanza di opposizioni il tribunale è, infatti, chiamato a verificare, in via generale ed astratta, la chiarezza espositiva e la completezza della relazione del professionista, accertando che le valutazioni effettuate dall'esperto siano accurate, logiche, coerenti ed esaustive, laddove, invece, in presenza di opposizioni, dovrebbe esaminare nel merito le specifiche censure svolte dai creditori contrari all'omologa e verificarne ogni possibile ricaduta sulla concreta attuabilità dell'accordo e sulla sua capacità di assicurare il pieno soddisfacimento dei ereditari estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 31 Dicembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Sindacato del tribunale - Convenienza - Esclusione - Controllo formale di regolarità - Controllo sostanziale sulla idoneità del piano ad assicurare il pagamento dei creditori non aderenti
Il giudizio di omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182-bis legge fall. non riguarda la convenienza, la cui valutazione è rimessa ai creditori; per l'A.D.R. non è, infatti, previsto il cram down tipico del concordato preventivo, tanto che il tribunale non potrà procedere al sindacato di convenienza neppure in presenza di opposizioni, dovendosi limitare ad un controllo formale di regolarità e ad un controllo di legittimità sostanziale riguardante l’idoneità del piano sottostante ad assicurare il regolare pagamento dei creditori non aderenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Sindacato del tribunale - Verifica della capacità del piano di assicurare il pagamento dei creditori non aderenti e il superamento della crisi - Rilevanza della relazione dell’esperto - Verifica di esaustività, analiticità, adeguatezza motivazionale, logica e argomentativa
Nell’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’articolo 182-bis legge fall., il tribunale, in sede di omologazione, non può limitarsi a verificare, con funzione meramente certificativa, che sia stata depositata la relazione prevista dalla citata disposizione, ma dovrà sondare attuabilità e idoneità del piano, dovendosi intendere come attuabilità la verifica della capacità del piano di liberare quelle risorse, soprattutto di cassa, che consentano, da un lato il regolare pagamento dei creditori non aderenti e, dall'altro lato, la progressiva anche se non repentina uscita dell’impresa dalla situazione di crisi.

Il controllo di attuabilità deve assumere la relazione dell'esperto come dato di partenza, senza tuttavia arrestarsi alla sola constatazione della presenza di essa, ma verificando la esaustività ed analiticità della relazione medesima la quale, esattamente come nel caso dell'attestazione predisposta per il concordato preventivo, dovrà presentare i caratteri di precisione, puntualità, esaustività, approfondimento, adeguatezza motivazionale, coerenza logica e argomentativa, potendosi pertanto disattendere quest'ultima per procedere ad una valutazione negativa da parte del tribunale qualora le considerazioni dell'esperto risultino scarsamente motivate, contraddittorie, prive di riferimenti a dati concreti o generiche. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Sindacato del tribunale - Completezza e puntualità descrittiva dell'accordo
Nell’accordo di ristrutturazione dei debiti, il sindacato del tribunale si estende alla completezza e puntualità descrittiva dell'accordo, in quanto detti caratteri sono fondamentali per verificare la conformità all'accordo degli atti successivi che ne costituiscano attuazione e che beneficiano dell’esonero dall’azione revocatoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Sindacato del tribunale - Attendibilità dei dati contabili dell’impresa - Attestazione del professionista
Nell’accordo di ristrutturazione dei debiti, la coerenza e completezza, secondo parametri logico-giuridici, delle motivazioni poste a base dell'attestazione rilasciata dall'esperto, transiteranno attraverso un controllo preliminare di attendibilità dei dati contabili dell'impresa, con la precisazione che tale controllo non dovrà tradursi necessariamente in una formale attestazione di veridicità ma dovrà comunque sostanzialmente emergere dal contenuto della relazione del professionista quale suo imprescindibile passaggio logico. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Piani industriali a sviluppo poliennale - Aleatorietà - Valutazione in termini di certezza - Esclusione - Caratteristiche del vaglio di attuabilità
Nel caso di accordi di ristrutturazione dei debiti basati su piani industriali a sviluppo poliennale, l'inevitabile aleatorietà che caratterizza alcuni aspetti prognostici su cui si vengono a basare i piani medesimi (spesso collegati a fluttuazioni di settore o di mercato) rendono impossibile una valutazione in termini di certezza, quasi certezza o elevata probabilità, con la conseguenza che il vaglio di attuabilità deve inevitabilmente essere operato rebus sic stantibus e deve essere tanto più rigoroso quanto più prossimi sono gli sviluppi oggetto di valutazione, mentre diverrà progressivamente meno minuzioso e stringente quanto più remoti nel futuro sono gli eventi su cui si basa l'analisi, con la conseguenza che anche la relazione del professionista sotto tale profilo dovrà essere particolarmente severa nell'analisi dei dati di partenza, mentre, man mano che procede con la ricostruzione degli sviluppi futuri, si dovrà concentrare maggiormente sulla ragionevolezza delle premesse assunte, pur nella consapevolezza della crescente aleatorietà delle conseguenze che da tali premesse si intendono dedurre. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10 Novembre 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Effetti sui rapporti pendenti - Esclusione - Effetti limitati ai creditori aderenti fatta eccezione per il termine generale di moratoria - Autonomia privata - Valutazione del giudice - Oggetto - Superamento della crisi d'impresa
Gli effetti dell'accordo di ristrutturazione dei debiti non incidono sui rapporti pendenti e non coinvolgono la massa dei creditori in quanto tale, ovvero non si riverberano erga omnes, ma restano limitati ai creditori aderenti, fatta eccezione per la previsione di un modesto termine generale di moratoria: in particolare, siccome l'accordo deve consentire il pagamento integrale dei creditori estranei entro un certo termine, la legge inibisce momentaneamente le azioni cautelari ed esecutive, sospende il decorso delle prescrizioni ed evita le decadenze che si sarebbero nel frattempo verificate. Vigente il principio dell'autonomia privata, questo è l'unico aspetto coinvolgente i terzi di cui dovrebbe preoccuparsi il giudice nel concedere l'omologazione, mentre, negandola, egli impedisce l'esplicarsi degli effetti negoziali in capo a coloro che li hanno sottoscritti. La profonda asimmetria che viene in tal modo a manifestarsi sui fronti contrapposti degli interessi in gioco non può che indurre a guardare con estremo favore l'omologazione degli accordi di ristrutturazione, non tanto per acritico ossequio al dogma della volontà negoziale, quanto perché lo strumento, evitando in radice l'impiego di costosi rimedi concorsuali, porta in dote un risultato di grande importanza collettiva: il superamento della crisi d'impresa, se non addirittura la rimozione dello stato d'insolvenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 Aprile 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Pubblicazione nel registro delle imprese in data anteriore alla domanda di omologazione - Controllo del giudice
Appare preferibile l'interpretazione secondo la quale l'accordo di ristrutturazione dei debiti debba essere pubblicato nel registro delle imprese prima della presentazione della domanda di omologazione, potendo in ogni caso il giudice verificare la coincidenza dell'accordo di cui si chiede l'omologazione con quello pubblicato e della relativa documentazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 Aprile 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Valutazione del tribunale - Convenienza per i creditori aderenti - Esclusione
Se i creditori, com'è ormai assodato dalla giurisprudenza di legittimità, sono sovrani nel valutare la convenienza di qualunque proposta concordataria, non si vede perché mai il giudice dovrebbe porre un freno alla volontà negoziale che si manifesti analogamente in via stragiudiziale, quando, nel caso di un accordo di ristrutturazione dei debiti, vi sia l'assenso della stragrande maggioranza dei creditori interessati, i quali, in misura nella fattispecie nettamente superiore a quella minima del 60% prevista dalla legge, si siano spontaneamente offerti, postergando le proprie ragioni e mantenendo l'operatività delle linee di credito in vigore, di creare le condizioni per consentire il pagamento integrale della minoranza rimasta estranea all'accordo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 07 Aprile 2016.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Finalità - Verifica della attuabilità dell'accordo - Idoneità ad assicurare il pagamento dei creditori non aderenti
Sulla base del combinato disposto del secondo del quarto comma dell'articolo 182-bis legge fall., si desume che la finalità ultima dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti attiene alla verifica dell'attuabilità dell'accordo stesso e della sua idoneità ad assicurare il pagamento dei creditori non aderenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 03 Agosto 2015.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Sindacato del tribunale - Applicazione dei principi enunciati da Cass. Sez. Un. 1521/2013 - Distinzione fra fattibilità giuridica e fattibilità economica - Giudizio riservato ai creditori - Ruolo del tribunale
Poiché l'articolo 182-bis legge fall. non indica quale sia il perimetro di valutazione del tribunale chiamato ad omologare l'accordo di ristrutturazione dei debiti, si dovrà far ricorso ai principi elaborati in tema di concordato preventivo dalle Sezioni unite della Corte di cassazione con la sentenza del 23 gennaio 2013, n. 1521 e, quindi, alla distinzione tra fattibilità giuridica e fattibilità economica, quest'ultima legata ad un giudizio prognostico di per sé opinabile e, quindi, tale da comportare un margine di rischio di cui debbono farsi esclusivo carico dei creditori. Al tribunale è, invece, demandata: la delibazione in ordine alla correttezza delle argomentazioni svolte e delle motivazioni addotte dal professionista a sostegno del formulato giudizio di fattibilità del piano, la valutazione delle eventuali impossibilità sul piano giuridico di dare esecuzione alla proposta di concordato, la rilevazione del dato, se emergente prima facie, da cui poter desumere l'inidoneità assoluta e manifesta della proposta a soddisfare in qualche misura i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 03 Agosto 2015.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Giudizio di omologazione - Sindacato dell'autorità giudiziaria - Distinzione a seconda della presenza o meno di opposizioni
Il giudizio di omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis L.F. si atteggia in maniera diversa a seconda che siano state o meno proposte opposizioni. Nel primo caso, in giudizio è strutturato come un giudizio pieno di merito avente ad oggetto la idoneità dell'accordo ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei; nel secondo caso, in assenza di opposizioni, il giudizio dell'autorità giudiziaria resta limitato alla verifica degli adempimenti prescritti dalla legge e alla adeguatezza e coerenza logica dell'iter argomentativo seguito dal professionista attestatore, al quale compete di accertare la fattibilità economica del piano di risanamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 01 Dicembre 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Giudizio di omologazione – Assenza di opposizioni – Controllo del tribunale
Negli accordi di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis L.fall. in ordine al tipo di controllo che il Tribunale è chiamato a compiere – in particolare sull’attuabilità dell’accordo e sull’idoneità al pagamento dei creditori estranei – in assenza di opposizioni, si ritiene di aderire alla tesi secondo la quale trattasi di controllo non meramente formale, bensì sostanziale e non limitato alla mera verifica di completezza, coerenza e ragionevolezza della relazione dell’esperto, che pure costituisce punto di riferimento necessario per tale valutazione. (Filippo Casini) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19 Novembre 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Controllo del tribunale in sede di omologazione – Tutela dei creditori estranei – Inidoneità in astratto della facoltà di opposizione a tutelare i creditori estranei
Il tribunale in sede di omologa deve garantire i creditori estranei (ed i terzi) rispetto agli effetti che si producono nei loro confronti, primo tra tutti l’esenzione da revocatoria degli atti, delle garanzie e dei pagamenti posti in essere in esecuzione dell’accordo, tenuto conto dell’assenza di un loro coinvolgimento negoziale (seppure in forme proceduralizzate attraverso il voto o il principio maggioritario, come avviene nel concordato preventivo); si ritiene infatti che, a fronte della mancanza - negli accordi di ristrutturazione - di una procedura che importi comunicazione effettiva ai creditori e possibilità di esprimere un consenso realmente informato, il mero rimedio dell’opposizione potrebbe risultare insufficiente per la tutela dei propri interessi laddove non fosse possibile al tribunale esercitare comunque un vaglio di merito sull’idoneità dell’accordo a consentire il superamento della crisi ed il pagamento dei creditori estranei alla ristrutturazione. (Filippo Casini) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19 Novembre 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Controllo del Tribunale in sede di omologazione – Esclusa valutazione di convenienza economica dell’accordo per i creditori – Verifica dell’attuabilità dell’accordo
Al tribunale resta preclusa solo la valutazione di convenienza economica dell’accordo per i creditori, dovendo invece verificare la concrete prospettive di attuabilità dell’accordo di ristrutturazione del debito con gli aderenti nonché, più in generale, del piano per il superamento della crisi e, in particolare, la realizzabilità delle entrate previste e la loro idoneità a consentire il pagamento integrale dei creditori estranei nella tempistica indicata dalla norma. (Filippo Casini) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19 Novembre 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Giudizio di omologazione – Accertamento dell’adesione di almeno il 60% dei crediti
Quanto al necessario raggiungimento del 60% dei crediti aderenti all’accordo rispetto all’indebitamento complessivo dell’imprenditore posto che non vi è in dottrina e in giurisprudenza concordia sul momento in cui tale soglia deve essere raggiunta (e se abbiano rilievo i fatti successivi fino all’omologa in termini di nuove adesioni o di modifica dell’indebitamento), deve ritenersi necessario che le adesioni pari a tale percentuale siano presenti alla data di deposito del ricorso ex art. 182 bis l.fall.. (Filippo Casini) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19 Novembre 2014.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Controllo del Tribunale in assenza di opposizioni – Valutazione della coerenza dell’attestazione – Necessità
In assenza di opposizioni, il controllo riservato al Tribunale concerne la verifica della logicità del piano, nonché della coerenza e della  persuasività della relazione redatta dall’attestatore con riferimento alla attuabilità/fattibilità del piano stesso. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Avellino, 12 Novembre 2014.


I poteri di indagine del Tribunale in caso di adr non opposti e criteri di calcolo ed individuazione, in caso di società non ancora incorporata all'atto della pubblicazione degli adr depositati dall'incorporante
Qualora gli accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182bis l.fall. non risultino opposti, l'ambito di indagine del Tribunale in sede di omologa deve concernere la regolarità e conformità a legge del procedimento, nonché la congruità ed idoneità dell'attestazione, non essendo prevista un'indagine sull'attuabilità del piano ulteriore a quella contenuta nella relazione del professionista ex art. 67 lett. "d" l.fall.. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 31 Luglio 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti – Giudizio di omologazione – Verifica degli aspetti di legalità sostanziale – Necessità
In sede di omologa degli accordi di ristrutturazione dei debiti, il potere del giudice non è limitato alla sola verifica della regolarità formale degli adempimenti procedurali, ma si estende alla verifica degli aspetti di legalità sostanziale e, in particolare, tra questi, che i soggetti terzi estranei al piano di ristrutturazione godano della effettiva e reale sicurezza circa il pagamento dei loro crediti. La configurazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti, infatti, quali atti di autonomia privata, non può far trascurare la rilevanza pubblicistica del relativo procedimento di omologa, che comporta la sospensione delle azioni cautelari ed esecutive e produce delle deroghe molto rilevanti, in caso di successivo fallimento, al regime generale dell’insolvenza e in particolare al principio della par condicio creditorum. (Francesco Palanza) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 25 Giugno 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Verifica di merito sulla concreta attuabilità del piano - Vaglio di coerenza, correttezza e logicità dell'asseverazione del professionista - Necessità
Nel giudizio di omologazione il Tribunale, con un giudizio prognostico ex ante, deve valutare l’attuabilità dell’accordo tenuto conto del fatto che il successivo inadempimento del debitore cristallizzerebbe - con l’esenzione da revocatoria prevista dall’art. 67, 3°comma, lett. e) L.F. degli atti, dei pagamenti e delle garanzie posti in essere in esecuzione, dell’accordo omologato - una situazione non più rimediabile, a scapito dei creditori estranei, pur se privilegiati. In tale prospettiva il tribunale deve quindi, in ogni caso, valutare il merito del ricorso con particolare attenzione alla concreta attuabilità del piano, alle concrete prospettive di realizzo prospettate e alla sussistenza di una ragionevole liquidità, tale da consentire il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo medesimo. (Elena Grigò e Matteo Bascelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 20 Marzo 2014.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Omologazione - Valutazione da parte del tribunale di scelte discrezionali dell'imprenditore - Esclusione - Verifica della regolarità del procedimento e dell'assenza di profili di nullità e dell'attualità dell'accordo - Vaglio di coerenza e logicità dell'asseverazione del professionista - Necessità.
In sede di omologazione dell'accordo non è consentito all'organo giudiziario la valutazione della discrezionalità imprenditoriale e, quindi, del quomodo del piano attraverso il quale il debitore, con l'accordo dei suoi creditori principali, si propone di compiere la ristrutturazione del debito e garantire la propria sopravvivenza, ma è limitato alla verifica della regolarità del procedimento, all'assenza di profili di nullità ed all'attuabilità dell'accordo stesso, come desumibile attraverso un vaglio di coerenza e logicità dell'asseverazione compiuta dal professionista. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 10 Ottobre 2013.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Richiesta di inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive - Poteri del tribunale - Verifica della regolarità incompletezza della documentazione.
Nella fase iniziale del procedimento di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, volto ad ottenere la inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive, il controllo del tribunale è limitato alla verifica della regolarità e completezza della documentazione allegata alla domanda ed alla valutazione della corrispondenza del contenuto della relazione del professionista al tipo richiesto dal legislatore ovvero la idoneità della proposta di accordo, se accettata, ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 23 Luglio 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Richiesta di inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive - Verifica da parte del tribunale dell'effettiva sussistenza dei presupposti per pervenire all'accordo - Esclusione - Comunicazione ai creditori della documentazione per consentire una loro valutazione della proposta.
Nell'ambito del procedimento di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, volto ad ottenere la inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive, il tribunale non deve verificare l'effettiva sussistenza dei presupposti per pervenire ad un accordo di ristrutturazione, ma, una volta verificata la competenza della documentazione, deve disporne la comunicazione ai creditori al fine di consentire loro di valutare la proposta di accordo e rendere eventualmente palese la volontà di negare la disponibilità a trattare e far emergere la eventuale esistenza di una diversa maggioranza dei creditori con i quali sono in corso trattative. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 23 Luglio 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel corso delle trattative - Potere di controllo del tribunale - Verifica di carattere sostanziale sulla ricorrenza dei presupposti richiesti dalla norma - Sussistenza.
La inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, pur essendo un provvedimento cautelare emesso all'esito di un giudizio a carattere sommario e di natura prognostica, non può fondarsi su un controllo esclusivamente formale in ordine alla sussistenza della documentazione richiesta; il tribunale deve, pertanto, procedere ad una verifica anche di carattere sostanziale della ricorrenza dei presupposti per pervenire ad un accordo di ristrutturazione con le maggioranze richieste ed altresì della ricorrenza delle condizioni per assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Marzo 2012.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Automatic stay - Controllo del tribunale - Natura - Verifica sulla ricorrenza dei presupposti previsti dalla legge.
Il procedimento di cui all'articolo 182 bis, comma 6, L.F., il quale consente di ottenere il divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel periodo necessario alla formalizzazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, richiede al tribunale un controllo non solo formale sulla documentazione richiesta dalla norma bensì una vera e propria verifica sulla ricorrenza dei presupposti per pervenire ad un accordo di ristrutturazione e delle condizioni per il pagamento regolare dei creditori con i quali non sono in corso trattative e che non hanno intenzione di trattare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Gennaio 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Opposizione alla omologazione - Legittimazione - Questioni deducibili dagli opponenti - Rilevanza ai fini della omologazione - Distinzione dei presupposti per il riconoscimento della legittimazione dall'oggetto della valutazione del tribunale.
In tema di legittimazione a proporre opposizione alla omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182 bis, legge fallimentare, occorre tenere distinto il piano della legittimazione, che assicura un'ampia partecipazione alla fase dell'omologazione ai creditori ma anche ai portatori di interessi concretamente perseguibili attraverso l'opposizione, da quello dell'oggetto della valutazione del tribunale, il quale non può vagliare questioni che non attengono ai presupposti di accesso della procedura, quali la documentazione da allegare, le caratteristiche ed i vizi della relazione dell'esperto, l'adesione del 60% dei crediti e la attuabilità dell'accordo con riferimento alla idoneità ad assicurare il pagamento dei creditori estranei. Non potrà, invece, il giudice dell'omologa prendere in considerazione profili di merito delle opzioni che le parti hanno trasfuso nel negozio o nei negozi costruiti a fini ristrutturativi e che, come detto, non si riflettono sul proprium valutativo del tribunale chiamato ad omologare e cioè la capacità di quel piano di garantire il superamento della crisi attraverso il pagamento dei creditori estranei. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Raggiungimento della soglia del 60% dei creditori - Computo dei crediti contestati - Esclusione.
Al fine di valutare se l'accordo di ristrutturazione dei debiti abbia ottenuto l'adesione da parte del 60% dei creditori del proponente, non si deve tener conto dei crediti contestati, a meno che le contestazioni non risultino ictu oculi talmente infondate da apparire dilatorie e strumentali proprio al raggiungimento di quella soglia. Infatti, in mancanza di un accertamento ed in presenza di una contestazione non meramente formale, il credito non solo non è esigibile nell'attualità ma è, soprattutto, incerto nella esistenza, prima ancora che nel suo ammontare. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Produzione di una relazione sulla situazione patrimoniale aggiornata - Assenza di precise indicazioni normative in ordine al grado di aggiornamento - Requisito rimesso alla valutazione discrezionale del giudice - Rilevanza delle caratteristiche della fattispecie concreta.
In mancanza di una qualsiasi indicazione normativa in ordine al grado di aggiornamento della relazione sulla situazione patrimoniale aggiornata che deve essere prodotta a corredo della richiesta di omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, si deve ritenere che la valutazione di detto requisito e della adeguatezza della relazione ad assolvere la propria funzione di rappresentare fedelmente la situazione patrimoniale dell'impresa, debba essere rimessa alla valutazione discrezionale del giudice e che tale valutazione sia fortemente condizionata dalle specifiche caratteristiche della fattispecie concreta, di modo che anche una situazione patrimoniale risalente nel tempo potrà essere ritenuta sufficiente alle esigenze rappresentative di società inattive. (Nel caso di specie, in presenza di società che aveva da tempo improntato la propria gestione a criteri liquidativi, è stata ritenuta sufficiente la produzione delle situazioni contabili, dei bilanci nonché dell'andamento degli incassi fino alla data in cui è stata redatta la relazione del professionista sull'attuabilità dell'accordo di ristrutturazione). (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Controllo del tribunale sulla attuabilità del piano - Rilevanza della relazione dell'esperto - Irrilevanza della esistenza o meno di opposizioni.
Nell'ambito del procedimento di omologazione degli accordi di ristrutturazione di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, il controllo del tribunale sulla attuabilità del piano - mediato dalla relazione dell'esperto attestatore le cui analisi e valutazioni dovranno essere accurate, logiche, esaustive e coerenti - è del tutto indipendente dalla proposizione di eventuali opposizioni ed è diretto a verificare se la serietà del piano, avuto riguardo alle risorse liberate dagli accordi, lo renda idoneo, in un giudizio prognostico, al superamento della crisi, posto che questa è l'unica ragione che giustifica l'accettazione del rischio che il patrimonio dell'insolvente subisca riduzioni non più ripristinabili (per effetto della esenzione dalla revocatoria che consegue all'omologa) nel caso in cui quel piano, contrariamente alle previsioni, non riuscisse a realizzare il salvataggio dell'impresa. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis legge fall. – Potere del tribunale di valutare le scelte di merito e di convenienza adottate dal proponente - Esclusione.
Nell'ambito del giudizio di omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare, il tribunale non può in alcun modo valutare le scelte di merito e di convenienza attraverso le quali il proponente ha inteso perseguire il risanamento dell'impresa, a meno che dette scelte non incidano sulla idoneità del piano ad assicurare il pagamento dei creditori estranei e, più in generale, a risolvere la situazione di crisi o di insolvenza. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive anche nel corso delle trattative - Indagine del tribunale - Natura sostanziale in ordine ai presupposti - Sussistenza.
L'inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare - pur essendo un provvedimento cautelare emesso all'esito di un giudizio a carattere sommario e di natura prognostica - non può essere evidentemente affidata ad un controllo solo formale sulla sussistenza della documentazione richiesta dovendo, invece, il giudice effettuare una verifica anche sostanziale sulla ricorrenza "dei presupposti per pervenire a un accordo di ristrutturazione dei debiti con le maggioranze di cui al primo comma" nonché "delle condizioni per il regolare pagamento dei creditori con i quali non sono in corso trattative o che hanno comunque negato la propria disponibilità a trattare". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Novembre 2011.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Richiesta di inibitoria delle azioni cautelari o esecutive nel corso delle trattative - Produzione della relazione del professionista - Necessità.
Nonostante l'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare non preveda espressamente la produzione di una relazione del professionista sull'attuabilità dell'accordo, si deve ritenere che il tribunale debba essere messo in condizione di effettuare un controllo di tipo sostanziale in ordine alla capacità del piano e dell'accordo di garantire la posizione dei creditori estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione - Attestazione dell'esperto - Controllo di legalità del tribunale - Valutazione della convenienza - Esclusione - Controllo della funzione della relazione - Conferma della veridicità dei dati aziendali - Elaborazione di elementi idonei alla valutazione dell'attuabilità dell'accordo.
Il Tribunale nell’esercitare il controllo di legalità sulla relazione che attesta l’attuabilità dell’accordo di ristrutturazione ex art.182 bis. l.f., deve prescindere da ogni considerazione sulla convenienza dell’accordo medesimo o sul merito del piano, limitandosi a valutare se nella relazione siano presenti e rinvenibili gli elementi necessari affinchè la relazione possa assolvere alla funzione ad essa attribuita dalla legge di fornire ai creditori ed ai terzi interessati la conferma della veridicità dei dati aziendali e di sottoporre al loro giudizio utili elementi di valutazione sull’attuabilità dell’accordo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 02 Marzo 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Modifiche del piano oggetto di voto e della attestazione di fattibilità - Integrazione della relazione - Necessità.
Qualora all'accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 182 bis, legge fallimentare) vengano apportate significative variazioni rispetto ai contenuti sui quali i creditori hanno prestato il loro consenso ed altresì rispetto a quanto abbia formato oggetto della relazione del professionista, il tribunale dovrà richiedere la produzione di una attestazione integrativa del professionista incaricato in ordine alla persistente attuabilità dell'accordo, alla sua coerenza con gli impegni assunti nei confronti dei creditori che lo hanno sottoscritto ed alla idoneità ad assicurare il regolare pagamento di quelli estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 13 Dicembre 2010.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Controllo del tribunale – Oggetto – Natura privatistica dell’istituto – Rilevanza della valutazione della relazione del professionista – Omessa indicazione di determinati elementi – Irrilevanza. (15/06/2010)
L’accertamento che il tribunale, in considerazione della natura privatistica dell’istituto, deve effettuare in sede di omologa di un accordo di ristrutturazione dei debiti è un controllo di legittimità teso a verificare il rispetto delle condizioni di omologazione, ovverosia il coinvolgimento di creditori rappresentanti almeno il 60% dei debiti nonché, per il tramite della relazione del professionista, l’attuabilità dell’accordo al fine di assicurare il regolare pagamento dei creditori che non vi hanno aderito. (Nel caso di specie, la Corte ha riformato la decisione del Tribunale che non aveva omologato l’accordo a causa della mancata conoscenza dei dettagli delle condizioni di un finanziamento previsto dal piano). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Roma, 01 Giugno 2010.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Requisiti – Oggetto del controllo del tribunale. (15/06/2010)
Con riferimento ad un accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, l’indagine del tribunale avrà ad oggetto i seguenti aspetti: -il ricorso per l’omologazione dell’accordo deve essere presentato da un imprenditore in stato di crisi o di insolvenza e che superi le soglie di cui all’art. 1, posto che la protezione dei terzi e dei creditori dall’azione revocatoria si realizza solo nell’ipotesi di successivo fallimento; -il ricorso deve essere depositato presso il registro delle imprese; -deve essere presentata la documentazione prevista dall’art. 161; -deve altresì essere presente la relazione di un professionista con i requisiti di cui all’art. 67, comma 3, lett. d) che attesti la regolarità dell’accordo con particolare riferimento alla possibilità di pagare regolarmente (ossia per intero ed alle scadenze pattuite) i creditori estranei e che attesti altresì la veridicità dei dati contabili al fine di supportare il giudizio di fattibilità; -la conclusione di accordi di ristrutturazione del debito con creditori che rappresentino almeno il sessanta per cento del monte crediti di cui l’imprenditore deve rispondere, senza che, a tal fine, possa avere rilievo alcuno la distinzione tra creditori privilegiati e chirografari; -l’autenticazione della sottoscrizione degli accordi ai sensi dell’art. 11 del d.p.r. 7 dicembre 1995, n. 581 (l’autenticazione della firma, necessaria per procedere alla pubblicazione nel Registro delle Imprese, costituisce, pertanto, un requisito di ammissibilità dell’accordo); -l’esistenza, a pena di inammissibilità del ricorso, di un piano finanziario e/o industriale all’interno del quale si collochino le rinegoziazioni dei debiti concordate con i creditori aderenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Maggio 2010, n. 0.


Accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis legge fall. – Controllo del tribunale – Presenza di opposizioni – Controllo di legittimità – Profilo della logicità del piano e valutazione della relazione del professionista – Presenza di opposizioni – Distinzione – Controllo di merito sui profili oggetto di contestazione. (27/04/2010)
Nell’ambito del procedimento di omologazione degli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis, legge fallimentare, la natura del controllo del tribunale è diversa a seconda che vi siano o meno opposizioni. Nella prima ipotesi, il controllo è di mera legittimità ed il profilo della attuabilità/fattibilità del piano deve essere valutato sotto il profilo della logicità del piano stesso e della coerenza e persuasività della relazione redatta dal professionista attestatore. Qualora vi siano invece opposizioni, il thema decidendum del giudizio di omologazione subisce una inevitabile estensione cognitoria, potendo il tribunale investigare gli specifici aspetti di fattibilità del piano nei limiti delle contestazioni mosse dagli opponenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Marzo 2010, n. 0.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Verifica del pagamento dei creditori estranei – Poteri del tribunale di richiedere l’integrazione della documentazione – Sussistenza.
Al fine di verificare che l’accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis legge fall. assicuri il pagamento dei creditori estranei, il tribunale ha facoltà di richiedere all’imprenditore la documentazione che consenta di esprimere la valutazione in questione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Novembre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Poteri di verifica del tribunale – Controllo di legalità – Verifica dell’idoneità della documentazione – Necessità.
L’autonomia negoziale riconosciuta al debitore e ai creditori nell’ambito delle c.d. soluzioni negoziali della crisi d’impresa, fondate su piani aziendali attuati da accordi oppure oggetto di proposte di concordato, non esclude il persistente dovere del tribunale di svolgere un preliminare controllo di legalità; spetta pertanto a tale giudice di verificare non solo che sia stata depositata tutta la documentazione richiesta dalla legge, ma anche che tale documentazione sia effettivamente idonea allo scopo per il quale è richiesta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Novembre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Relazione del professionista – Contenuto – Veridicità dei dati – Attuabilità del piano.
L’attestazione del professionista in ordine alla attuabilità dell’accordo di ristrutturazione di cui all’art. 182-bis legge fall. si compone di una attestazione in senso stretto concernente la veridicità dei dati aziendali indicati nel piano di ristrutturazione e di una attestazione in senso lato circa l’attuabilità del piano e dell’accordo con particolare riferimento alla idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Novembre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Poteri di verifica del tribunale – Convenienza dell’accordo – Esclusione – Verifica del contenuto della relazione del professionista – Verifica della coerenza logica delle argomentazioni – Sussistenza.
Nell’esercitare il controllo di legalità sulla relazione che attesta l’attuabilità dell’accordo di ristrutturazione, il giudice deve i) prescindere da ogni considerazione sulla convenienza dell’accordo medesimo o sul merito del piano; ii) valutare se nella relazione siano presenti e rinvenibili gli elementi necessari affinchè la relazione possa assolvere alla funzione ad essa attribuita dalla legge di fornire ai creditori ed ai terzi interessati la conferma della veridicità dei dati aziendali e di sottoporre al loro giudizio utili elementi di valutazione sull’attuabilità dell’accordo; iii) valutare la coerenza e la completezza logico-argomentativa del discorso asseverativo dell’attestatore discorso che dovrà essere immune da vizi logici tali da pregiudicare elementi rilevanti ai fini di cui si è detto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05 Novembre 2009, n. 0.


Accordi di ristrutturazione – Fattibilità degli accordi – Valutazione del tribunale – Oggetto – Presenza di opposizioni – Esame delle censure dei creditori – Effetti sulla fattibilità dell’accordo.
La valutazione che il tribunale è chiamato a compiere in ordine alla fattibilità degli accordi di ristrutturazione è intensità diversa, a seconda che vi siano o meno opposizioni di creditori non aderenti. In mancanza di opposizioni il tribunale deve procedere alla disamina della chiarezza espositiva e della completezza della relazione del professionista, verificando che le analisi e le valutazioni svolte dall’esperto siano accurate, logiche, coerenti ed esaustive. Il profilo della fattibilità è quindi scrutinato su un piano astratto, strettamente ancorato alla razionalità argomentativa della relazione. Laddove, invece, vi siano opposizioni, il controllo assume un’estensione e una concretezza maggiori, immediatamente correlate alle doglianze che sono svolte dai creditori opponenti con facoltà di esaminare nel merito le censure svolte dai creditori contrari all’omologa e di verificarne ogni possibile ricaduta sulla concreta attuabilità dell’accordo e/o sulla sua capacità di assicurare il pieno soddisfacimento ai creditori estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15 Ottobre 2009, n. 0.


Accordo di ristrutturazione dei debiti con transazione fiscale – Oggetto del giudizio del tribunale – Fattibilità dell’accordo – Sufficiente liquidità per il pagamento dei creditori estranei – Sussistenza.
In tema di accordi di ristrutturazione ex art. 182 ter legge fall., il tribunale deve esprimere un giudizio l’attuabilità dell’accordo tenendo conto che il successivo inadempimento del debitore – per effetto dell’esenzione da revocatoria degli atti esecutivi dell’accordo medesimo – una situazione cui i creditori rimasti estranei non potrebbero, pur se privilegiati, porre rimedio. Il tribunale dovrà quindi valutare la fattibilità del piano in rapporto alle concrete prospettive di realizzo prospettate ed alla sussistenza di una liquidità che consenta il pagamento dei creditori rimasti estranei (nella specie, l’accordo di ristrutturazione si fonda su una transazione fiscale con l’Agenzia entrate, il cui credito costituisce oltre il 98% dei debiti dell’impresa). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 12 Novembre 2008.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Poteri di controllo dell’autorità giudiziaria – Estensione al merito ed alla concreta attuabilità del piano – Sussistenza.
Nella fase giudiziale dell’omologa, unica devoluta alla Autorità Giudiziaria, il controllo non deve limitarsi alla mera constatazione asettica dell’intervenuta approvazione del piano, ma deve anche concretamente entrare nel merito del ricorso e soffermarsi con attenzione sulla concreta attuabilità del piano, intesa come il rispetto coerente degli accordi prospettati sulla base delle concrete prospettive di realizzo, basandosi su un ragionevole grado di monetizzazione, con particolare attenzione alla posizione dei creditori estranei all’accordo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24 Gennaio 2007.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Nuovo concordato preventivo – Ruolo del giudice ed autonomia privata.
La previsione dell’istituto degli accordi di ristrutturazione di cui all’art. 182 bis l.f. indica il tentativo del legislatore di attenuare i profili officiosi delle procedure concorsuali privilegiando quelli pattizi. Agli organi giurisdizionali non è più richiesto di tutelare in via principale gli interessi dei soggetti coinvolti nella crisi d’impresa ricercando profili di insolvenza a carico degli imprenditori al fine di rendere “sano” il mercato e di dirigere e vigilare sul buon andamento della gestione delle procedure, bensì di ergersi a garanti del rispetto delle regole prescelte dai soggetti privati decidendone gli eventuali conflitti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16 Ottobre 2006.