Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 182-bis ∙ (Accordi di ristrutturazione dei debiti)


Protezione cautelare del patrimonio del debitore
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Natura dell'accordo di ristrutturazione
PresuppostiRequisiti soggettiviAdesione e consenso dei creditoriTacita adesione all'accordo di ristruttutazioneTermine per l'esecuzioneEffetti dell'accordo di ristrutturazioneRisoluzione dell'accordo di ristrutturazioneInadempimento all'accordo di ristrutturazione e presentazione di ricorso per concordato con riservaContenuto dell'accordoContinuazione dell'attivitàRapporti pendentiContratti pendentiCrediti contestatiEsenzione da revocatoria

Procedimento
Sindacato del tribunale
ProcedimentoTermine per l'integrazioneTermine per il deposito della documentazioneTransazione fiscaleRegistro impresePubblicazione nel registro delle impreseRelazione del professionistaNomina di un consulente del tribunaleRapporti con il procedimento per dichiarazione di fallimentoRapporti con il procedimento di concordato preventivoRapporti con il procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamentoRicorso per cassazione

Opposizione e reclamo
Legittimazione e interesse
Intervento del pubblico ministeroCostituzione personale della parteDiniego di omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti

Altro
Protezione preventiva del patrimonio del debitore
Prededuzione dei finanziamentiProtezione cautelare del patrimonio del debitoreGruppi di impresePluralità di accordi di ristrutturazioneFusione societariaCondizione sospensivaFideiussione ai promissari acquirenti ex L. 122/2005Interessi di moraTrustAttività preparatoria del consulente aziendaleFinanziamentiSGR e fondi comuni di investimentoSoggetto esercente attività d'intermediazione finanziariaOscuramento di dati o documenti a tutela dell'attività di liquidazione


Protezione cautelare del patrimonio del debitore

Accordo di ristrutturazione dei debiti - Subprocedimento finalizzato all'ottenimento di misure protettive - Natura cautelare - Decreto emesso dalla corte di appello in sede di reclamo - Ricorso straordinario per cassazione - Inammissibilità
In tema di accordi di ristrutturazione dei debiti, il subprocedimento di cui all'art. 182 bis, commi 6 e 7, l. fall., essendo finalizzato ad ottenere misure protettive, quali la sospensione di eventuali azioni cautelari ed esecutive in funzione dell'esito delle trattative in corso, destinate a culminare nella formalizzazione dell'accordo, ha natura cautelare, sicché è inammissibile il ricorso per cassazione contro la decisione assunta dalla corte di appello in sede di reclamo avverso il provvedimento del tribunale, non essendo in grado di incidere con efficacia di giudicato su situazioni soggettive di natura sostanziale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Giugno 2018, n. 16161.


Società di gestione del risparmio - SGR - Fondi comuni di investimento immobiliari di tipo chiuso - Stato di crisi - Accordo di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare e proseguire azioni esecutive o cautelari ex articolo 182-bis, comma 6 e 7, l.f.
La disciplina degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182-bis legge fall. è applicabile alla società di gestione del risparmio con riferimento allo stato di crisi dei fondi di investimento immobiliari di tipo chiuso dalla stessa gestiti. (Nel caso di specie, il tribunale ha disposto il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari ex articolo 182 bis, commi 6 e 7, legge fall.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03 Dicembre 2015.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Automatc stay - Modificabilità della proposta di accordo nel corso delle trattative - Ammissibilità.

Accordi di ristrutturazione dei debiti - Automatc stay - Presenza di eventuali aspetti problematici contenuti nella proposta - Impedimento all'accoglimento della istanza di inibitoria - Esclusione.

La facoltà, riconosciuta dal sesto comma dell'articolo 182 bis, legge fallimentare al debitore che intende presentare un accordo di ristrutturazione, di ottenere l'inibitoria delle azioni cautelari o esecutive per il tempo necessario allo svolgimento delle trattative e prima della formalizzazione dell'accordo, presuppone l'esistenza di trattative che devono essere in fase avanzata e dotate di un apprezzabile grado di serietà, ma non esclude a priori l'eventualità che possano essere apportate modifiche o integrazioni all'accordo. Il testo della citata norma non pone, pertanto, alcun vincolo all'imprenditore in ordine al contenuto della proposta di accordo rispetto all'accordo definitivo raggiunto con le maggioranze previste nel termine assegnato dal tribunale e del quale richieda l'omologa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La presenza di eventuali profili problematici contenuti della proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare non precludono l'accoglimento dell'istanza di inibitoria delle azioni cautelari o esecutive formulata ai sensi del sesto comma della citata norma, potendo tali aspetti essere emendati con la presentazione dell'accordo definitivo. (Nel caso di specie, la Corte d'appello ha accolto l'istanza di inibitoria in primo grado negata dal tribunale, il quale aveva ritenuto che la transazione fiscale inserita nell'accordo non potesse escludere i crediti oggetto di contenzioso). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 08 Febbraio 2013.


Domanda di concordato con riserva – Contemporanea pendenza di procedimento cautelare ex art. 182 bis, comma 6, L.F. – Inammissibilità.
Deve ritenersi inammissibile la domanda di concordato con riserva ai sensi dell’articolo 161, comma 6, L.F. qualora sia pendente il procedimento cautelare di cui all’articolo 182 bis, comma 6, L.F. ed il debitore abbia dichiarato di perseguire in via primaria l’obiettivo della conclusione di un accordo di ristrutturazione dei debiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 04 Febbraio 2013.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Ricorso in bianco - Inammissibilità.
E' inammissibile il ricorso ex art. 182 bis l.f. proposto "in bianco" con richiesta di termine per il deposito della domanda di omologazione di accordo di ristrutturazione dei debiti e della sospensione delle azioni esecutive in corso da parte dei creditori, poiché, per questo istituto, in via preventiva è prevista unicamente la proposizione dello specifico ricorso di cui all’art. 182 bis l.f.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 27 Settembre 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Richiesta di inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive - Verifica da parte del tribunale dell'effettiva sussistenza dei presupposti per pervenire all'accordo - Esclusione - Comunicazione ai creditori della documentazione per consentire una loro valutazione della proposta.
Nell'ambito del procedimento di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, volto ad ottenere la inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive, il tribunale non deve verificare l'effettiva sussistenza dei presupposti per pervenire ad un accordo di ristrutturazione, ma, una volta verificata la competenza della documentazione, deve disporne la comunicazione ai creditori al fine di consentire loro di valutare la proposta di accordo e rendere eventualmente palese la volontà di negare la disponibilità a trattare e far emergere la eventuale esistenza di una diversa maggioranza dei creditori con i quali sono in corso trattative. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 23 Luglio 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Richiesta di inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive - Prova della pendenza delle trattative con il 60% dei crediti - Esclusione.
Nell'ambito procedimento di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, volto ad ottenere la inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive, l'imprenditore non deve fornire la prova in ordine alla pendenza di trattative con creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti dovendo egli solo produrre una propria dichiarazione, con valore di autocertificazione, attestante tale circostanza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 23 Luglio 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Istanza ex articolo 18 bis, comma 6, l.f. - Dichiarazione del professionista - Esplicita dichiarazione in ordine alla sussistenza delle condizioni per il pagamento dei creditori estranei - Necessità - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Necessità.
La dichiarazione del professionista contenuta nell'istanza di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, volta ad ottenere il divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive durante le trattative e prima della formalizzazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, deve riguardare espressamente la sussistenza delle condizioni per assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei alle trattative e non può risolversi in un mero rinvio alle pagine del piano dalle quali è possibile evincere la modalità per il raggiungimento dello scopo. Detta dichiarazione non può, inoltre, prescindere da una contestuale attestazione della veridicità dei dati aziendali come emergenti dalla documentazione allegata dal proponente ai sensi dell'articolo 161, comma 2, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 07 Maggio 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni cautelari o esecutive - Istanza ex articolo 182 bis, comma 6, L.F. - Allegazione della proposta di accordo - Giudizio del tribunale di natura prognostica.
Con l'istanza ex art. 182 bis, co. 6, volta ad ottenere il divieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari o esecutive, il debitore deve allegare non solo la prova della pendenza delle trattative e gli altri documenti richiesti dalla norma, ma anche la "proposta di accordo" che intende sottoporre ai creditori e quindi l'accordo di ristrutturazione dei debiti completo in tutti i suoi elementi, corredato dalla sua autocertificazione e dalla relazione del professionista che attesti l'idoneità della stessa proposta a rimuovere lo stato di insolvenza o di crisi e la veridicità dei dati aziendali, sulla cui base ha instaurato le trattative con il ceto creditorio, dovendo in tale fase mancare solamente la formalizzazione dell'accordo con i creditori, essendo pendenti le relative trattative, al fine di consentire al tribunale un giudizio se pur necessariamente sommario di natura prognostica sulla sua idoneità a dare esecuzione alle intese e rimuovere lo stato di dissesto, assicurando nel contempo l'integrale pagamento dei creditori non aderenti al piano. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 27 Aprile 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni cautelari o esecutive - Istanza ex articolo 182 bis, comma 6, L.F. - Relazione del professionista - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Necessità.
Nel contesto dell'istanza ex art. 182 bis, co. 6., l.f. assume particolare rilevanza la relazione del professionista, il quale è tenuto ad attestare, oltre alla fattibilità del piano e la sua idoneità al pagamento dei creditori estranei, anche la veridicità dei dati aziendali, nonostante tale attestazione non sia espressamente richiamata dalla norma citata, in quanto il controllo e la conseguente assunzione di responsabilità dell'attestatore in ordine alla veridicità dei dati contabili costituisce il presupposto logico e fattuale indefettibile della successiva valutazione di attuabilità o di fattibilità del piano, anche perché la natura cautelare del procedimento volto ad ottenere l'inibitoria di cui all'articolo 182 bis, co. 6, l.f., e, quindi, la celerità che lo contraddistingue, appaiono difficilmente conciliabili con eventuali supplementi istruttori in ordine ai requisiti di fattibilità dell'accordo. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 27 Aprile 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni esecutive e cautelari - Presupposti - Specificazione di determinate posizioni debitorie in sede di accordo definitivo - Ammissibilità.

Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni cautelari ed esecutive - Decorrenza - Saldatura con il successivo periodo della durata di 60 giorni decorrenti dalla pubblicazione dell'accordo - Mancata omologazione - Decadenza ex tunc degli effetti protettivi.

La richiesta di inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 7, L.F. non postula l'esistenza di un accordo di ristrutturazione già formalizzato (cioè definitivo) bensì l'esistenza dei presupposti che esso si possa formare nel termine assegnato dal tribunale, sicché è possibile che il debitore si riservi di dettagliare e specificare determinati debiti in sede di accordo definitivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'effetto protettivo previsto dall'articolo 182 bis, comma 7, L.F. decorre dalla data di pubblicazione della relativa istanza nel registro delle imprese e si salda con quello successivo, della durata di 60 giorni, decorrente dalla data di pubblicazione dell'accordo  già formalizzato nel registro delle imprese. La saldatura determinata dal successivo decreto di omologazione acquista valore di ratifica ex tunc dell'anticipato effetto preclusivo del divieto di azioni esecutive e cautelari, così che in caso di mancata omologazione si determina la caducazione, sempre con effetto ex tunc, di entrambi gli effetti preclusivi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 16 Aprile 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Ricorso per sospensione delle azioni esecutive e cautelari - Allegazione dell'accordo - Necessità.
Già con l'istanza ex art. 182 bis, comma 6, volta ad ottenere l'inibitoria ( e in particolare in modo ancor più pregnante quando pendano istanze di fallimento) il debitore deve allegare non solo la prova della pendenza delle trattative e gli altri documenti richiesti dalla norma, ma anche la "proposta di accordo" che intende sottoporre ai creditori e quindi l'accordo di ristrutturazione dei debiti completo in tutti i suoi elementi, corredato dalla sua autocertificazione e dalla relazione del professionista che attesti l'idoneità della stessa proposta a rimuovere lo stato di insolvenza o di crisi e la veridicità dei dati aziendali, sulla cui base ha instaurato le trattative con il ceto creditorio, dovendo in tale fase mancare solamente la formalizzazione dell'accordo con i creditori, essendo pendenti le relative trattative, al fine di consentire al Tribunale un giudizio se pur necessariamente sommario di natura prognostica sulla sua idoneità a rimuovere lo stato di dissesto, non potendo certamente il tribunale basarsi su dati incompleti o parziali, sospendendo la decisione sulle istanze di fallimento in attesa che il piano prenda forma compiuta. (Francesco Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 30 Marzo 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Istanza di inibitoria delle azioni esecutive e cautelari - Pendenza di procedimento per dichiarazione di fallimento - Sospensione.
La presentazione dell'istanza di inibitoria delle azioni esecutive e cautelari di cui all'articolo 182 bis, comma 6, L.F. comporta la sospensione del procedimento per dichiarazione di fallimento eventualmente pendente, in questo caso assimilabile alle azioni esecutive individuali, in quanto tendente alla medesima finalità di soddisfazione coattiva dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 27 Marzo 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel corso delle trattative - Potere di controllo del tribunale - Verifica di carattere sostanziale sulla ricorrenza dei presupposti richiesti dalla norma - Sussistenza.
La inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, pur essendo un provvedimento cautelare emesso all'esito di un giudizio a carattere sommario e di natura prognostica, non può fondarsi su un controllo esclusivamente formale in ordine alla sussistenza della documentazione richiesta; il tribunale deve, pertanto, procedere ad una verifica anche di carattere sostanziale della ricorrenza dei presupposti per pervenire ad un accordo di ristrutturazione con le maggioranze richieste ed altresì della ricorrenza delle condizioni per assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Marzo 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel corso delle trattative - Relazione del professionista - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Necessità - Assunzione di responsabilità del professionista - Necessità.
Nell'ambito del procedimento volto ad ottenere l'inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, assume rilevanza decisiva la relazione del professionista, il quale è tenuto ad attestare la veridicità dei dati aziendali nonostante tale attestazione non sia espressamente richiamata dalla norma citata. Il controllo e la conseguente assunzione di responsabilità dell'attestatore in ordine alla veridicità dei dati contabili costituisce il presupposto logico e fattuale indefettibile della successiva valutazione di attuabilità o di fattibilità del piano e comporta, pertanto, la responsabilità dell'attestatore per l'eventuale colposa erroneità della verifica stessa o per la dolosa falsificazione dei relativi dati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Marzo 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel corso delle trattative - Natura cautelare del procedimento - Celerità - Supplementi istruttori in ordine ai requisiti di fattibilità - Esclusione.
La natura cautelare del procedimento volto ad ottenere l'inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, e, quindi, la celerità che lo contraddistingue, appaiono difficilmente conciliabili con eventuali supplementi istruttori in ordine ai requisiti di fattibilità dell'accordo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Marzo 2012.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Automatic stay - Controllo del tribunale - Natura - Verifica sulla ricorrenza dei presupposti previsti dalla legge.
Il procedimento di cui all'articolo 182 bis, comma 6, L.F., il quale consente di ottenere il divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel periodo necessario alla formalizzazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, richiede al tribunale un controllo non solo formale sulla documentazione richiesta dalla norma bensì una vera e propria verifica sulla ricorrenza dei presupposti per pervenire ad un accordo di ristrutturazione e delle condizioni per il pagamento regolare dei creditori con i quali non sono in corso trattative e che non hanno intenzione di trattare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Gennaio 2012.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Automatic stay - Contenuto della dichiarazione del professionista - Indicazione di elementi utili per garantire la posizione dei creditori estranei - Attestazione della veridicità dei dati contabili.
La dichiarazione del professionista prevista dall'articolo 182 bis, comma 6, L.F. da allegare alla richiesta volta ad ottenere il divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive nel periodo necessario alla formalizzazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, non ha natura meramente certificativa, ma deve fornire elementi sostanziali utili allo scopo di garantire la posizione dei creditori estranei e deve, altresì, attestare la veridicità dei dati contabili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Gennaio 2012.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Inibitoria delle azioni esecutive - Finalità - Applicazione del principio della par condicio creditorum - Esclusione - Tutela dell'impresa durante la fase delle trattative.
Il blocco delle azioni esecutive previsto dall'istituto degli accordi di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare non è funzionale allo scopo perseguito dall'articolo 168, legge fallimentare di evitare la concorrenza tra azioni esecutive individuali e collettive e di assicurare ai creditori il mantenimento delle condizioni di parità del concorso, ma è molto più semplicemente volto a favorire il buon esito degli accordi finalizzati al salvataggio dell'impresa, impedendo nella fase più delicata la confusa azione dei cd. free riders, azione che, nell'esperienza dei tentativi di composizione stragiudiziale della crisi d'impresa, ha sempre costituito uno dei maggiori fattori di rischio. (Franco Benassi - riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17 Novembre 2011.


Accordo di ristrutturazione dei debiti - Divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive anche nel corso delle trattative - Indagine del tribunale - Natura sostanziale in ordine ai presupposti - Sussistenza.
L'inibitoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare - pur essendo un provvedimento cautelare emesso all'esito di un giudizio a carattere sommario e di natura prognostica - non può essere evidentemente affidata ad un controllo solo formale sulla sussistenza della documentazione richiesta dovendo, invece, il giudice effettuare una verifica anche sostanziale sulla ricorrenza "dei presupposti per pervenire a un accordo di ristrutturazione dei debiti con le maggioranze di cui al primo comma" nonché "delle condizioni per il regolare pagamento dei creditori con i quali non sono in corso trattative o che hanno comunque negato la propria disponibilità a trattare". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Novembre 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti - Situazione patrimoniale precedente alla formulazione della proposta che non preveda debiti sorti successivamente - Istanza per ottenere il divieto di azioni cautelari o esecutive - Condizioni.
Poiché l'accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare può essere omologato solo se prevede il regolare pagamento dei creditori estranei, non è di ostacolo all'accoglimento dell'istanza di cui al comma 6 della citata norma (volta ad ottenere il divieto di iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive) la circostanza che la proposta di accordo faccia riferimento ad una situazione patrimoniale che non tenga conto di eventuali debiti sorti successivamente alla formulazione della proposta stessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 05 Maggio 2011.


Provvedimenti cautelari ex articolo 15 l.f. - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese - Fumus boni iuris - Finalità di conservazione del patrimonio dell'impresa mediante prosecuzione dell'attività - Predisposizione di un piano di risanamento ex articolo 182 bis l.f..
Il fumus boni iuris per la concessione dei provvedimenti cautelari di cui all'articolo 15, comma 8, legge fall. nell'ambito della procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi deve essere valutato con riferimento al carattere non irreversibile della crisi e nella finalità perseguita da detta procedura di conservazione del patrimonio produttivo dell'impresa insolvente mediante la prosecuzione, la riattivazione e la riconversione dell'attività imprenditoriale. Il fumus può pertanto essere ravvisato nella oggettiva situazione di tensione finanziaria e nella predisposizione di un piano di risanamento dell'impresa mediante la procedura di cui all'articolo 182 bis, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 04 Febbraio 2011.


Provvedimenti cautelari ex articolo 15 l.f. - Contenuto - Inibitoria delle azioni esecutive individuali - Esclusione - Nomina di amministratore giudiziario con potere di gestione ordinaria e straordinaria - Finalità di conservazione del patrimonio aziendale.
Il contenuto dei provvedimenti cautelari di cui all'articolo 15, comma 8, legge fall., non delineato dal legislatore, deve essere determinato in modo coerente alla funzione attribuita tali a provvedimenti, che è quella di garantire la conservazione del patrimonio del debitore in vista della dichiarazione di insolvenza. In quest'ottica, non può essere disposta l'inibitoria delle azioni esecutive e cautelari di carattere individuale, misura, questa, che si sostanzia in una anticipazione degli effetti della dichiarazione di fallimento o degli effetti ricollegati all'attuazione di determinati incombenti stabiliti dalla legge (articoli 168 e 182 bis, legge fallimentare) qualora gli stessi non risultino ancora eseguiti neppure nella forma provvisoria di cui all'articolo 182 bis, comma 6, legge fallimentare, e ciò tenuto anche conto del fatto che la inibitoria in questione sacrificherebbe eccessivamente i diritti dei creditori che verrebbero ad essere privati del proprio diritto di azione. Nell'ambito di tali misure cautelari, potrà invece essere adottato un provvedimento con contenuto analogo a quello previsto dall'articolo 2409 c.c., avente natura cautelare provvisoria, che preveda la nomina di un amministratore giudiziale con il compito di salvaguardare i valori aziendali nell'interesse dei creditori fino alla conclusione dell'eventuale procedimento ex articolo 182 bis, legge fallimentare, o della dichiarazione di insolvenza. La nomina dell'amministratore giudiziale dovrà essere preceduta dalla sospensione del corrispondente potere dell'organo amministrativo, potere che non potranno essere limitato alle attività connesse alla realizzazione del piano di ristrutturazione ed alle operazioni all'uopo necessarie, ma che, tenuto conto anche del possibile diverso esito del procedimento verso la dichiarazione di insolvenza, in funzione della quali provvedimenti cautelari devono ritenersi ammissibile, dovranno estendersi alla gestione ed amministrazione ordinaria e straordinaria con la finalità di conservare l'integrità del patrimonio aziendale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 04 Febbraio 2011.