Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 176 ∙ (Ammissione provvisoria dei crediti contestati)


Accertamento della legittimazione al voto
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Accertamento della legittimazione al votoCreditori contestati, votoCreditori contestati, classiCreditori contestati, accantonamentoCreditori esclusiCreditori esclusi, onere di contestazioneCreditori esclusi, opposizioneCreditori dissenzienti, legittimazione all'opposizioneFideiussoreCalcolo delle maggioranzeInformazione ai creditoriRiesame del collegio dei provvedimenti del giudice delegatoAccertamento dei crediti nel concordato preventivoAdesione successiva sulla base del credito ammesso in via provvisoriaContratti pendenti, quantificazione dell'indennizzo e opposizione


Accertamento della legittimazione al voto

Concordato preventivo - Legittimazione del creditore al voto - Accertamento - Procedimento - Adunanza dei creditori
La legittimazione al voto viene accertata secondo un procedimento che si esaurisce con l'adunanza dei creditori ed i cui momenti salienti sono: a) la presentazione, da parte del debitore, dell'elenco dei creditori (art. 161, 3^ co., l. fall.); b) la verifica, da parte del commissario giudiziale, di tale elenco sulla base delle scritture contabili e l'adozione, da parte dello stesso commissario, delle necessarie rettifiche (art. 171, 1^ co., l. fall.); c) la risoluzione delle contestazioni da parte del giudice delegato (art. 176, 1^ co., l. fall.) con una decisione che ha carattere definitivo, ai fini del voto e del calcolo delle maggioranze, salva la possibilità di una ulteriore valutazione del tribunale solo nel caso previsto dall'art. 176, 2^ co., l. fall.. Pertanto, nella fase delle adesioni, che ai sensi dell'art. 178 l. fall., possono pervenire nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale dell'adunanza dei creditori, non possono risolversi contestazioni. Ai fini del voto i crediti restano accertati, nella loro natura e consistenza, così come indicati dal debitore nell'elenco, in caso di mancanza di rettifiche o contestazioni; ovvero così come rettificati dal commissario giudiziale, in caso di mancanza di contestazioni; ovvero, infine, così come accertati dal giudice delegato, risolvendo le contestazioni sorte in sede di adunanza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Roma, 24 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - Adunanza dei creditori - Ammissione provvisoria dei creditori contestati - Adunanza dei creditori - Provvedimenti adottati dal giudice delegato - Funzione - Individuazione della spettanza e dei limiti del diritto di voto - Conseguenze - Mancata approvazione del concordato e dichiarazione di fallimento - Formazione del passivo - Autonoma valutazione circa la sussistenza di un credito incluso fra quelli aventi diritto di prelazione - Possibilità
I provvedimenti adottati dal giudice delegato, in sede di discussione del concordato preventivo, riguardo alla sussistenza ed al rango dei vari crediti hanno la sola funzione di stabilire se ed in quali limiti spetti il diritto di voto ai fini dell'approvazione del concordato stesso, sicchè non pregiudicano le pronunce definitive sulla esistenza dei crediti medesimi. Pertanto, l'inclusione di un credito, nell'adunanza di cui all'art 174 l.fall., tra quelli aventi diritto di prelazione e, come tali, privi del diritto di voto, non preclude, in sede di accertamento del passivo del fallimento dichiarato per la mancata approvazione del concordato, la possibilità di un'autonoma valutazione circa la sussistenza e la natura del credito relativo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Aprile 2016, n. 7972.