Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 121 ∙ (Casi di riapertura del fallimento)


Tutte le MassimeCassazione
In generale
Natura
Ipotesi di riapertura del fallimentoDecorrenza del termine quinquennalePossibilità di pagare almeno il dieci per cento a tutti i creditori

Procedimento
Riapertura del fallimento e comparizione del debitore
Riapertura del fallimento e instaurazione del contraddittorioRiapertura del fallimento e modificabilità delle statuizioni sull'ammissione dei crediti al passivo intervenute prima della chiusura del fallimentoRisoluzione del concordato fallimentare e reviviscenza dell'originario procedimento concorsualeNon impugnabilità della sentenza di riapertura del fallimentoNullità della sentenza dichiarativa di fallimento e chiusura della proceduraCancellazione della trascrizione del pignoramentoRigetto dell'istanza di riapertura del fallimento e ricorso per cassazioneRicorso per cassazione

Altro
Creditore munito di titolo anteriore alla dichiarazione di fallimento e riapertura del fallimento
Riapertura del fallimento e inefficacia del debito assunto dal fallito in costanza della fase iniziale del suo fallimentoRiapertura del fallimento di società con soci a responsabilità illimitataRiapertura del fallimento a seguito di risoluzione del concordatoRiapertura del fallimento e compenso del curatore



Fallimento - Cessazione - Chiusura del fallimento - Riapertura del fallimento - Instaurazione di un nuovo procedimento concorsuale - Esclusione - Prosecuzione e reviviscenza della procedura originaria - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze rispetto ai creditori
La riapertura del fallimento costituisce un fenomeno di reviviscenza, ovvero di prosecuzione nel segno dell’unitarietà, della procedura originaria, atteso che la riapertura prescinde dall’accertamento dell’attuale sussistenza dei presupposti del fallimento, senza che in proposito rilevi la dimensione temporale stabilita dall’art. 10 l.fall., e il debito assunto dal fallito in costanza della fase iniziale del suo fallimento rimane inefficace, ex art. 44 l.fall., rispetto ai creditori anche nella fase successiva, essendo il disposto dell’art. 122 l.fall. riferibile ai soli crediti sorti per l’attività del debitore successiva alla chiusura del suo fallimento, come pure anteriore alla riapertura del medesimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Settembre 2017, n. 21219.


Fallimento - Chiusura - Istanza di riapertura - Diniego - Reclamo alla corte d'appello - Decreto di conferma del rigetto - Ricorribilità per cassazione ex art. 111 Cost. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Conseguenze
Il decreto con cui la corte d'appello, in sede di reclamo avverso il provvedimento di rigetto dell'istanza del creditore di riapertura del fallimento, conferma il predetto diniego, non è impugnabile con ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., poichè tale provvedimento non incide in via sostanziale e definitiva sul diritto del creditore stesso, il quale può riproporre la propria istanza ovvero anche agire in sede ordinaria, con azione di accertamento o di condanna. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Giugno 2008, n. 16656.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Cessazione - Chiusura del fallimento - Riapertura del fallimento - In genere - Rigetto dell'istanza per la riapertura del fallimento - Reclamo - Decreto della corte di appello di accoglimento del reclamo proposto dal creditore - Remissione degli atti al tribunale per la dichiarazione di fallimento - Effetti meramente processuali - Ricorribilità in cassazione - Esclusione
Il decreto camerale, con il quale la corte d'appello, a norma dell'art 22, secondo comma, della legge fall., accoglie il reclamo avverso il decreto del tribunale di rigetto dell'istanza di riapertura del fallimento e dispone la rimessione degli atti al tribunale per la relativa pronuncia, non è autonomamente impugnabile con ricorso per cassazione ai sensi dell'art 111 della Costituzione (che, se proposto, va dichiarato inammissibile), trattandosi di provvedimento non definitivo ma ordinatorio, in quanto produttivo di effetti interinali meramente processuali, che si inserisce in un procedimento complesso il cui momento conclusivo è rappresentato dalla sentenza di riapertura di fallimento, non soggetta a gravame, secondo quanto disposto dall'art. 121 legge fall., ma ricorribile per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Dicembre 2006, n. 26831.


Riapertura del fallimento - Provvedimento di riapertura - Natura - Sentenza - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Proponibilità
Il provvedimento con il quale il tribunale, ai sensi dell'art. 121 del r.d. 16 marzo 1942, n. 267, dispone la riapertura del fallimento ha forma e natura sostanziale di sentenza e, come tale, non essendo soggetto a gravame né revocabile, è impugnabile con ricorso per cassazione, a norma dell'art 111 della Costituzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Dicembre 2006, n. 26688.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Cessazione - Concordato fallimentare - Riapertura del fallimento - Risoluzione del concordato - Instaurazione di un nuovo procedimento concorsuale - Esclusione - Conseguenza - Unicità del compenso del curatore.

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Organi preposti al fallimento - Curatore - Compenso - Risoluzione del concordato fallimentare - Instaurazione di un nuovo procedimento concorsuale - Esclusione - Conseguenza - Unicità del compenso del curatore.

La riapertura del fallimento conseguente alla risoluzione del concordato fallimentare produce la reviviscenza dell'originario procedimento concorsuale e non un nuovo, autonomo procedimento; con la conseguenza che il compenso del curatore, richiamato in ufficio (artt. 121, secondo comma, n. 1, e 139 legge fallim.), è unico e riferito alla unitaria procedura. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Ottobre 2006, n. 22380.


Sentenza di riapertura - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Proponibilità - Censure di nullità del procedimento per omessa convocazione del debitore e degli altri soggetti tenuti a risentire gli effetti della riapertura - Ammissibilità - Fondamento - Idoneità della pronunzia di riapertura a pregiudicare la posizione del debitore rispetto al provvedimento di chiusura - Conseguenze - Convocazione del debitore - Necessità
L'esplicita previsione di non impugnabilità della sentenza di riapertura del fallimento , contenuta nell'art. 121 della legge fallimentare, posta in relazione alla qualificazione formale dell'atto e alla sua idoneità a produrre in via definitiva, attesane la non revocabilità, riflessi pregiudizievoli per il debitore e per gli altri soggetti tenuti a risentirne gli effetti, rende ammissibile il ricorso straordinario contro la stessa, a norma dell'art. 111 Cost., derivando inoltre dalla detta idoneità pregiudizievole che i soggetti nei cui confronti la riapertura venga disposta debbano essere, pena la nullità del procedimento, preventivamente informati della relativa istanza e posti in condizione di esercitare il loro diritto di difesa mediante l'instaurazione del contraddittorio , non rilevando, in contrario, la mancanza di una espressa previsione normativa circa l'obbligatoria convocazione dei soggetti sopraindicati, tenuto conto per un verso delle indicazioni della giurisprudenza costituzionale riguardo agli articoli 15 e 147 della stessa legge fallimentare, e per altro verso, direttamente, del diritto di difesa garantito dall'art. 24 Cost.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Agosto 1997, n. 8172.


Riapertura del fallimento - Comparizione del debitore - Necessità
Perché sia legittima la riapertura del fallimento ai sensi dell'art. 121 della legge fallimentare, è necessario che sia stata disposta la comparizione del debitore, in modo da metterlo in condizione di esercitare il diritto di difesa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Marzo 1982, n. 1635.


Riapertura del fallimento o nuova dichiarazione di fallimento su iniziativa di creditore munito di titolo anteriore alla precedente dichiarazione di fallimento
Il provvedimento di chiusura del fallimento per la mancata proposizione nei termini di domande di ammissione al passivo, ai sensi dell'art 118 n 1 del RD 16 marzo 1942 n 267, che sia divenuto definitivo per difetto d'impugnazione, preclude, al creditore munito di titolo anteriore alla dichiarazione di fallimento, tanto la possibilita di conseguire una riapertura del fallimento medesimo, come espressamente previsto dall'art 121 del citato decreto, quanto la possibilita di ottenere una nuova dichiarazione di fallimento in relazione allo stesso dissesto, tenuto conto che i suoi diritti sono stati integralmente coinvolti dalla pregressa procedura concorsuale, e solo in essa erano azionabili. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Marzo 1981, n. 1239.


Riapertura del fallimento - Natura - Impugnabilità in Cassazione - Soggetti legittimati - Termine - Decorrenza
Il provvedimento con il quale il tribunale, ai sensi dell'art 121 del RD 16 marzo 1942 n 267, dispone la riapertura del fallimento, ha Forma e natura sostanziale di sentenza, e, come tale, non essendo ne soggetto a gravame ne revocabile, e impugnabile con ricorso per Cassazione , a norma dell'art 111 della Costituzione. Questo ricorso, al quale devono ritenersi legittimati non solo i soggetti abilitati all'istanza di riapertura, ma ogni altro interessato, analogamente a quanto previsto dall'art 18 del citato decreto in tema di opposizione alla dichiarazione di fallimento, va proposto nel termine di sessanta giorni con decorso dalla pubblicazione per affissione della sentenza di riapertura (terzo comma del menzionato art 121, in relazione allo art 17 della stessa legge). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 11 Ottobre 1978, n. 4509.


Fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - Chiusura del fallimento - Configurabilità - Esclusione
Qualora la sentenza dichiarativa del fallimento, in esito al giudizio di opposizione, venga dichiarata nulla, ovvero revocata, per difetto dei presupposti formali o sostanziali, gli effetti della sentenza medesima vengono travolti ex tunc, e, quindi, non si verifica una ipotesi di chiusura del fallimento, la quale presuppone la validita della sua dichiarazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Marzo 1977, n. 1221.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Cessazione - Concordato fallimentare - Riapertura del fallimento - Risoluzione del concordato - Effetti - Ammissione al passivo - Relative decisioni - Immodificabilità
La procedura concorsuale, nelle sue diverse fasi dell'apertura, della chiusura e della riapertura del fallimento, conserva carattere di unitarieta ; talche annullamento e risoluzione del concordato vanno considerati quali mezzi di tutela dei creditori, i quali tendono a riaprire il fallimento gia chiuso, senza tuttavia escludere le conseguenze favorevoli del concordato medesimo. Ne consegue che, in caso di riapertura, restano immodificabili le statuizioni sull'ammissione dei crediti al passivo, intervenute prima della chiusura del fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Novembre 1974, n. 3769.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Cessazione - Concordato fallimentare - Riapertura del fallimento - Risoluzione del concordato - Statuizioni sull'ammissione dei crediti al passivo - Immodificabilità - Conseguenze in tema di cancellazione della trascrizione del pignoramento immobiliare anteriore all'iscrizione ipotecaria eseguita da altro creditore
Nel caso di riapertura del fallimento a seguito di risoluzione del concordato restano immodificabili le statuizioni sull'ammissione dei crediti al passivo, intervenute prima della chiusura del fallimento. Di conseguenza la cancellazione della trascrizione del pignoramento immobiliare, la cui anteriorità - rispetto all'iscrizione di ipoteca invocata dal creditore del fallito a sostegno della sua domanda di insinuazione con prelazione - abbia determinato a norma dell'art 2916 cod civ la pronunzia di inefficacia dell'ipoteca che assista un credito da insinuare, non puo esser fatta valere dopo la riapertura del fallimento per ottenere l'ammissione dello stesso credito al passivo, come credito assistito da prelazione ipotecaria. In detta ipotesi gli effetti della trascrizione del pignoramento immobiliare gia eseguita alla data di dichiarazione del fallimento, una volta verificatisi a favore di tutti i creditori in conseguenza del subentro del curatore nella procedura eseguita siti in favore dei creditori stessi, e non possono venir meno con la cancellazione del pignoramento per l'avvenuto soddisfacimento del diritto del creditore procedente. Fra tali effetti rientra quello dell'inefficacia dell'ipoteca giudiziale iscritta posteriormente che, accertato con sentenza passata in giudicato emessa in Sede di opposizione allo stato passivo, puo essere modificato, ove ne ricorrano i presupposti, con il solo rimedio della revocazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 1973, n. 715.


Fallimento - Riapertura del fallimento - Condizione - Portata della locuzione "Quando risulta che nel patrimonio del fallito esistano attività" - Sopravvenienza o scoperta di nuovi cespiti precedentemente sconosciuti
In tema di riapertura del fallimento, con l'espressione 'quando risulta che nel patrimonio del fallito esistano attivita', l'art 121 della legge fallimentare ha voluto riassumere le due ipotesi della sopravvenienza di nuove attivita e della scoperta di attivita gia esistenti ma in precedenza ignorate, ipotesi che, nella legislazione anteriore, erano tenute distinte, dando luogo rispettivamente alla riapertura del fallimento   (art 815 cod comm) ed alla 'revocazione' della sentenza che aveva dichiarato la cessazione del fallimento (art 818 cod comm). Anche la scoperta di attivita prima ignorate realizza quindi l'ipotesi prevista dall'art 121 legge fallimentarè e certo, tuttavia, che la riapertura del fallimento non puo essere in alcun caso ordinata in base a diversa valutazione della stessa situazione di fatto che ha determinato la chiusura del fallimento, ma occorre che l'esistenza delle attivita sia stata ignorata al momento della chiusura del fallimento e la loro scoperta sia avvenuta in un momento successivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Aprile 1962.


Riapertura del fallimento - Condizioni - Scoperta o sopravvenienza di nuovi cespiti - Offerta di soddisfare tutti i creditori nella misura del dieci per cento - Autonomia delle due ipotesi
Rettamente interpretando l'art 121 della legge fallimentare, deve ritenersi che esso contempla due ipotesi diverse nelle quali e ammessa la riapertura del fallimento, e cioe che il fallito offra di pagare almeno il dieci per cento ai creditori vecchi e nuovi, oppure che risulti la esistenza di attivita   in misura tale da rendere utile il provvedimento di riapertura. Le due ipotesi devono essere tenute distinte l'una dall'altra, potendosi verificare dei casi in cui puo ritenersi utile la riapertura della procedura concorsuale anche se non vi sia possibilita di pagare almeno il dieci per cento a tutti i creditori  , compresi i chirografari. Non occorre, infatti, che la utilita di cui alla seconda ipotesi sia considerata in confronto di tutti i creditori, compresi i chirografari, essendo, invece, sufficiente che essa nel caso concreto si verifichi nei confronti di alcuni dei creditori stessi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Aprile 1962.


Fallimento - Riapertura del fallimento - Di società di persone - Condizioni - Sussistenza di ulteriori attività nel patrimonio dei soci a responsabilità illimitata
Se, in tema di fallimento di societa con soci a responsabilita illimitata   (societa di fatto), i creditori sociali non soddisfatti hanno diritto a partecipare alla ripartizione dell'attivo del singolo socio, ne consegue necessariamente che la condizione prevista dall'art 121 legge fallimentare per la riapertura del fallimento della societa (utilita della riapertura, con evidente riferimento ad una ulteriore possibilita di ripartizione dell'attivo) deve intendersi verificata anche quando le attivita ulteriori esistono nel patrimonio personale di un socio illimitatamente responsabile, perche su quelle attivita hanno possibilita di soddisfarsi i creditori sociali (insinuati di diritto anche al passivo del fallimento personale del socio), il che concreta l'utilita per la riapertura del fallimento delle societa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Aprile 1962.


Riapertura del fallimento - Provvedimento - Natura di sentenza
Il provvedimento di riapertura del fallimento (art 121 legge fallimentare) ha indubbiamente carattere decisorio, ha cioe natura e contenuto di sentenza anche in senso sostanzialè esso non e modificabile ne revocabile (ed e quindi atto ad acquistare efficacia di giudicato) e costituisce Esercizio di giurisdizione contenziosà ed e tale che una sua ipotetica ingiustizia avrebbe per effetto (ove non fosse ammesso il ricorso per Cassazione   ex art 111 Costituzione) un danno irreparabile per il debitore, condotto di nuovo, per effetto della riapertura del fallimento, a quello status di minorata capacita che e proprio del fallito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Aprile 1962.


Riapertura del fallimento - Ricorribilità per Cassazione
Contro la sentenza che ordina la riapertura del fallimento ex art 121 della legge fallimentare, sentenza non soggetta ad alcun altro mezzo di impugnazione, e ammissibile il ricorso per Cassazione   ai sensi dell'art 111 della Costituzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Aprile 1962.


Riapertura del fallimento - Ricorso per Cassazione - Provvedimenti dei giudici
Quando il legislatore ha attribuito ad un provvedimento la Forma solenne della sentenza, cioe la Forma propria dei provvedimenti di natura decisoria, non e possibile indagare il carattere sostanziale del provvedimento stesso, allo scopo di escludere quella suprema garanzia giurisdizionale del ricorso per Cassazione   che l'art 111 della Costituzione ha inteso assicurare alle parti. (applicazione in tema di sentenza di riapertura del fallimento, ex art 121 legge fallimentare). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Aprile 1962.