Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi

Articolo 204-205-206 ∙ (articoli: 204 (Commissario liquidatore); 205 (Relazione del commissario); 206 (Poteri del commissario))


Natura confessoria delle affermazioni dal commissario liquidatore
Tutte le MassimeCassazione
Natura amministrativa dell'attività svolta dal Commissario liquidatorePoteri del commissario liquidatoreOmissioni o ritardi nella formazione e nel deposito dello stato passivoImpugnazione degli Atti del Commissario e giurisdizione di legittimità del giudice amministrativoRevoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività assicurativa e legittimazione sostanziale e processuale del commissario liquidatoreLegittimazione sostanziale e processuale del commissario liquidatoreNatura confessoria delle affermazioni dal commissario liquidatoreRisoluzione automatica dei rapporti di lavoro col personale dipendenteAzione cambiaria ed azione causale e data certa anterioreAzione revocatoria e autorizzazione dell'autorità di vigilanzaAzione sociale di responsabilità promossa contro pluralità di convenutiAzione di responsabilità


Natura confessoria delle affermazioni dal commissario liquidatore

Liquidazione coatta amministrativa - Liquidazione - Organi - Commissario liquidatore - Operazioni, poteri e responsabilità - Poteri - Azione di responsabilità contro amministratori e sindaci - Appello avverso la sentenza del tribunale - Autorizzazione dell'autorità amministrativa che vigila sulla liquidazione - Necessità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie
In tema di poteri in materia giudiziale del commissario liquidatore nella procedura di liquidazione coatta amministrativa, non si applica, neppure in via analogica, l'art. 31, secondo comma, legge fall., che impone l'autorizzazione del giudice delegato perché il curatore fallimentare possa stare in giudizio, atteso che il legislatore, mentre ha attribuito al detto commissario gli stessi poteri che competono al curatore (art. 201 legge fall.), ha regolato l'esercizio dei poteri del primo non con un rinvio generalizzato alla disciplina dell'esercizio dei poteri da parte del secondo, ma con un rinvio specifico da ritenersi perciò esaustivo (art. 206 legge fall.); ne consegue che i predetti poteri vanno integrati dall'autorizzazione dell'autorità amministrativa di vigilanza solo se si tratta di promuovere l'azione di responsabilità di cui agli artt. 2393 e 2394 cod. civ. e di compiere gli atti di cui all'art. 35 legge fall., nonché quelli necessari per la continuazione dell'esercizio dell'impresa, e non anche nel caso di proposizione di impugnazioni (nella specie, la S.C., in applicazione del suddetto principio, ha giudicato ammissibile, l'appello proposto dal commissario non munito di specifica autorizzazione dell'autorità di vigilanza, avverso la sentenza in materia di azione di responsabilità degli amministratori e dei sindaci). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Ottobre 2008, n. 24908.


Liquidazione coatta amministrativa - Commissario liquidatore - Affermazioni ed ammissioni compiute in giudizio - Efficacia probatoria - Insussistenza
Il commissario liquidatore, al pari del curatore del fallimento, non dispone dei diritti della massa dei creditori della società in liquidazione coatta amministrativa, così che, alle affermazioni da lui compiute in sede giudiziale, non può attribuirsi il valore di ammissione di fatti, di natura confessoria, idonea a sollevare la controparte dall'onere della prova in ordine alla sussistenza delle condizioni richieste dalla legge per l'opponibilità alla procedura di determinati atti o negozi giuridici. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 12 Maggio 1998, n. 4774.