Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 185 ∙ (Esecuzione del concordato)


Esecuzione del concordato in continuità e autorizzazioni
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Natura della fase esecutiva del concordato preventivo
Commissario giudizialeAttività del liquidatoreNomina del commissario liquidatoreConflitto di interessiSospensione della liquidazioneModalità di esecuzione del concordatoModalità di adempimento del concordatoTempi di adempimentoTermine per l'adempimento delle obbligazioni concordatarieRagionevole durata delle procedure liquidatorieAccertamento dei diritti dei creditori nella fase esecutivaComportamento ostruzionistico del debitoreFunzioni gestorie nella liquidazioneDomande di rivendica e di separazionePiani di ripartoChiusura della procedura

Ruolo del giudice
Controllo del tribunale
Monitoraggio della liquidazioneProvvedimenti attuativi o integrativi del giudice delegatoIstruzioni agli organi della proceduraDirettive per la corretta gestione della proceduraFunzione di sorveglianza nella liquidazioneSorveglianza del giudice delegatoEsecuzione del concordato in continuità e autorizzazioniNomina di professionistiCancellazione delle ipotechePrevisioni del piano concordatario subordinate alla valutazione discrezionale del giudice delegato

Altro
Autorizzazione al terzo contraente alla dilazione di pagamento
Assunzione di obbligazioni per il perseguimento degli obiettivi previsti dal pianoSvincolo di cauzioniOrdine di liberazione di immobileAffitto di azienda e imputazione dei canoni al pagamento del prezzoValutazione dei crediti da parte del liquidatoreImpugnazione degli atti del liquidatorePagamento pagamento di crediti con privilegio su determinati beni


Esecuzione del concordato in continuità e autorizzazioni

Concordato preventivo con continuità aziendale - Riacquisto da parte del debitore della disponibilità del patrimonio - Tutela dei creditori - Informazione degli stessi - Necessità
Nel concordato preventivo con continuità aziendale con l’omologazione il debitore riacquista la piena disponibilità nella gestione del suo patrimonio. Con la chiusura della procedura viene, infatti, meno il principio dello "spossessamento attenuato", compendiato, nelle fasi precedenti, dalla regola dell'art. 167 legge fall., sicché l'imprenditore può compiere qualsiasi tipo di atto senza necessità di autorizzazione, con l'unico limite di indirizzare l'attività d'impresa alla realizzazione del piano (cfr.Trib. Monza 13 febbraio 2015). In un contesto nel quale il libero esercizio dell'impresa da parte della debitrice trova un limite esclusivo nell'iniziativa giurisdizionale dei singoli creditori, assumono fondamentale risalto le specifiche esigenze informative di questi ultimi, i quali debbono essere messi in condizione di disporre di un apparato documentale ed informativo adeguato che consenta loro di richiedere, con l'opportuna tempestività e ove ne ricorrano i presupposti dí legge, la risoluzione del concordato per inadempimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Adempimento - Ruolo di sorveglianza del commissario giudiziale - Valutazione prognostica anche prima della scadenza del termine - Poteri di indagine ed informativi
Il commissario giudiziale, ai sensi dell’articolo 185, comma 1, legge fall., sorveglia l’adempimento del concordato preventivo ed è tenuto ad effettuare una valutazione prognostica sul rispetto delle previsioni del piano allo scopo di consentire ai creditori, debitamente informati, di chiedere la risoluzione del concordato anche prima della scadenza del termine previsto per l’adempimento.

Nello svolgimento di tale compito, il commissario giudiziale, il quale deve essere posto nelle condizioni di riferire al giudice ogni fatto dal quale possa derivare pregiudizio ai creditori, potrà disporre di opportuni poteri di indagine ed acquisire dagli organi dell’impresa ogni genere di atti e informazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Esecuzione - Verifica della conformità dell’atto all’interesse dei creditori e al piano omologato - Controllo preventivo - Necessità
Nella fase di esecuzione del concordato preventivo, la verifica della conformità dell'atto all'interesse dei creditori, che avviene di regola in un momento successivo rispetto al compimento dell'atto, rischia di rivelarsi intempestiva, e, quindi, scarsamente efficace; pertanto, rispetto alle attività di particolare rilievo economico e finanziario è opportuno che, ferma l'esigenza di preservare lo spazio di autonoma determinazione dell'imprenditore, i poteri di sorveglianza siano declinati in chiave "anticipatoria" nella forma del controllo preventivo, da realizzare mediante la previsione di un obbligo del debitore di sottoporre esclusivamente determinati atti di straordinaria amministrazione al parere facoltativo non vincolante del commissario giudiziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Aprile 2016.


Concordato con continuità aziendale diretta - Esecuzione - Riacquisto del debitore della disponibilità e gestione del patrimonio - Autorizzazione del giudice delegato - Esclusione
Dopo l’omologa (tranne che nell’ipotesi di concordato con cessione di beni), con il venir meno della procedura ai sensi dell’art. 181 l.fall., viene meno ogni limitazione, ed il debitore riacquista la piena disponibilità nella gestione del suo patrimonio. Tale effetto si coglie appieno proprio nei concordati con continuità aziendale diretta, ove l’attività continua sotto la direzione e il controllo dello stesso imprenditore, il quale può compiere qualsiasi tipo di atto senza necessità di autorizzazione, con l’unico limite di indirizzare l’attività d’impresa alla realizzazione del piano. Da ciò deriva la carenza di legittimazione del giudice delegato a pronunciarsi sul merito della richiesta di autorizzazione al compimento dei vari atti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 13 Febbraio 2015.


Concordato con continuità aziendale - Conduzione dell'impresa successivamente alla omologazione - Atti conformi al piano - Autorizzazione - Esclusione
Una volta omologato il concordato con continuità aziendale, la conduzione dell'impresa è restituita all'organo gestorio, il quale deve operare nel rispetto del piano, con la conseguenza che gli atti di natura ordinaria o straordinaria che rispettino il piano non necessitano di autorizzazione da parte del tribunale, a differenza di quelli che se ne discostano, i quali non sono comunque suscettibili di autorizzazione in quanto contrari alla proposta approvata dai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 11 Dicembre 2014.