Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 185 ∙ (Esecuzione del concordato)




Ruolo del giudice
Controllo del tribunale
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Natura della fase esecutiva del concordato preventivo
Commissario giudizialeAttività del liquidatoreNomina del commissario liquidatoreConflitto di interessiSospensione della liquidazioneModalità di esecuzione del concordatoModalità di adempimento del concordatoTempi di adempimentoTermine per l'adempimento delle obbligazioni concordatarieRagionevole durata delle procedure liquidatorieAccertamento dei diritti dei creditori nella fase esecutivaComportamento ostruzionistico del debitoreFunzioni gestorie nella liquidazioneDomande di rivendica e di separazionePiani di ripartoChiusura della procedura

Ruolo del giudice
Controllo del tribunale
Monitoraggio della liquidazioneProvvedimenti attuativi o integrativi del giudice delegatoIstruzioni agli organi della proceduraDirettive per la corretta gestione della proceduraFunzione di sorveglianza nella liquidazioneSorveglianza del giudice delegatoEsecuzione del concordato in continuità e autorizzazioniNomina di professionistiCancellazione delle ipotechePrevisioni del piano concordatario subordinate alla valutazione discrezionale del giudice delegato

Altro
Autorizzazione al terzo contraente alla dilazione di pagamento
Assunzione di obbligazioni per il perseguimento degli obiettivi previsti dal pianoSvincolo di cauzioniOrdine di liberazione di immobileAffitto di azienda e imputazione dei canoni al pagamento del prezzoValutazione dei crediti da parte del liquidatoreImpugnazione degli atti del liquidatorePagamento pagamento di crediti con privilegio su determinati beni




Ruolo del giudice
Controllo del tribunale

Concordato preventivo - Contestazione del creditore in ordine al riconoscimento in privilegio del proprio credito - Ricorso ex articolo 36 l.f. contro il rifiuto del liquidatore - Inammissibilità - Deducibilità in autonomo giudizio ordinario
Il creditore che nella fase esecutiva di un concordato preventivo chieda il proprio credito contemplato come il chirografario venga trattato come privilegiato non può azionare la propria pretesa con il reclamo di cui all'articolo 36 legge fall. contro gli atti del liquidatore dovendo, invece, la questione essere dedotta e risolta in un autonomo giudizio ordinario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 18 Maggio 2016.


Concordato preventivo con continuità aziendale - Riacquisto da parte del debitore della disponibilità del patrimonio - Tutela dei creditori - Informazione degli stessi - Necessità
Nel concordato preventivo con continuità aziendale con l’omologazione il debitore riacquista la piena disponibilità nella gestione del suo patrimonio. Con la chiusura della procedura viene, infatti, meno il principio dello "spossessamento attenuato", compendiato, nelle fasi precedenti, dalla regola dell'art. 167 legge fall., sicché l'imprenditore può compiere qualsiasi tipo di atto senza necessità di autorizzazione, con l'unico limite di indirizzare l'attività d'impresa alla realizzazione del piano (cfr.Trib. Monza 13 febbraio 2015). In un contesto nel quale il libero esercizio dell'impresa da parte della debitrice trova un limite esclusivo nell'iniziativa giurisdizionale dei singoli creditori, assumono fondamentale risalto le specifiche esigenze informative di questi ultimi, i quali debbono essere messi in condizione di disporre di un apparato documentale ed informativo adeguato che consenta loro di richiedere, con l'opportuna tempestività e ove ne ricorrano i presupposti dí legge, la risoluzione del concordato per inadempimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Adempimento - Ruolo di sorveglianza del commissario giudiziale - Valutazione prognostica anche prima della scadenza del termine - Poteri di indagine ed informativi
Il commissario giudiziale, ai sensi dell’articolo 185, comma 1, legge fall., sorveglia l’adempimento del concordato preventivo ed è tenuto ad effettuare una valutazione prognostica sul rispetto delle previsioni del piano allo scopo di consentire ai creditori, debitamente informati, di chiedere la risoluzione del concordato anche prima della scadenza del termine previsto per l’adempimento.

Nello svolgimento di tale compito, il commissario giudiziale, il quale deve essere posto nelle condizioni di riferire al giudice ogni fatto dal quale possa derivare pregiudizio ai creditori, potrà disporre di opportuni poteri di indagine ed acquisire dagli organi dell’impresa ogni genere di atti e informazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Esecuzione - Verifica della conformità dell’atto all’interesse dei creditori e al piano omologato - Controllo preventivo - Necessità
Nella fase di esecuzione del concordato preventivo, la verifica della conformità dell'atto all'interesse dei creditori, che avviene di regola in un momento successivo rispetto al compimento dell'atto, rischia di rivelarsi intempestiva, e, quindi, scarsamente efficace; pertanto, rispetto alle attività di particolare rilievo economico e finanziario è opportuno che, ferma l'esigenza di preservare lo spazio di autonoma determinazione dell'imprenditore, i poteri di sorveglianza siano declinati in chiave "anticipatoria" nella forma del controllo preventivo, da realizzare mediante la previsione di un obbligo del debitore di sottoporre esclusivamente determinati atti di straordinaria amministrazione al parere facoltativo non vincolante del commissario giudiziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Omologazione - Effetti - Chiusura della procedura - Apertura di fase meramente esecutiva - Sorveglianza del commissario giudiziale - Modalità - Intervento del giudice delegato - Limiti
La pubblicazione del decreto di omologazione determina l'esaurimento della procedura di concordato preventivo, alla quale fa seguito l'apertura di una fase meramente esecutiva, disciplinata dagli artt. 185 e 186 l.fall., durante la quale il commissario giudiziale deve sorvegliare l'adempimento del concordato, secondo le modalità stabilite nel decreto di omologazione, e deve, se del caso, adottare le iniziative per provocare l'intervento del tribunale, ai fini dei provvedimenti di cui agli artt. 137 e 138 l.fall. richiamati dall’art. 186 comma 1 l.fall., mentre spetta al giudice delegato la determinazione delle modalità per il versamento delle somme dovute alle scadenze in esecuzione del concordato, ove tale determinazione gli sia stata rimessa nella sentenza di omologazione (cfr. Cass. 22913/2011; Cass.15699/2011). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 13 Febbraio 2015.


Concordato preventivo - Esecuzione - Funzione degli organi della procedura - Supervisione e controllo - Sorveglianza del commissario giudiziale
Nella fase esecutiva del concordato le funzioni degli organi della procedura si limitano ad un’attività di supervisione e controllo e trovano sostegno nelle specifiche istruzioni dettate dal decreto di omologazione. L'articolo 185 l.fall. attribuisce un potere di sorveglianza dell’esecuzione del concordato esclusivamente in capo al commissario giudiziale, come si evince dal fatto che il predetto articolo si limita a richiamare l’applicazione della l. fall., art. 136, in tema di concordato fallimentare solo relativamente al comma 2, che prevede il potere del giudice delegato di stabilire le modalità di deposito delle somme relative a crediti condizionati, contestati o facenti capo a soggetti irreperibili, senza richiamare, invece, il comma 1, il quale attribuisce il potere di sorveglianza in questione anche al giudice delegato. Da ciò consegue che l’intervento di quest’ultimo nella procedura risulta alquanto limitato e deve ritenersi che ogni potere inerente alla gestione effettiva spetti esclusivamente all’amministratore ove non sia stato nominato un liquidatore ai sensi dell’art. 182 l.fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 13 Febbraio 2015.


Concordato preventivo - Natura negoziale dell'accordo tra debitore e creditore - Oggetto dell'accordo - Valutazione della fattibilità del piano in sede di omologazione - Esclusione - Valutazione di fattibilità in sede di giudizio di dissoluzione del concordato.
Nel concordato preventivo, l'accordo tra il debitore ed i suoi creditori ha ad oggetto esclusivamente la proposta e non il piano, la fattibilità del quale non potrà dal tribunale essere valutata in sede di omologazione del concordato ma esclusivamente nell'eventuale giudizio di risoluzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 14 Giugno 2012.


Fallimento e procedure concorsuali - Concordato preventivo con cessione dei beni - Nomina del liquidatore giudiziale - Obbligatorietà. Potere di indicazione del debitore - Limiti - Rispetto dei requisiti soggettivi per la nomina curatore - Difetto - Potere integrativo del tribunale - Sussistenza.
Nel concordato preventivo con cessione dei beni, la fase della liquidazione avviene ad opera della procedura concorsuale tramite i suoi organi, e tra essi il liquidatore giudiziale, la cui designazione può anche costituire oggetto della proposta del debitore volta a fissare le modalità di esecuzione del piano, ai sensi dell’art. 182 legge fallim., ma nel necessario rispetto dei requisiti soggettivi – tra cui le incompatibilità di cui all’art. 28 legge fallim. – previsti per la nomina a curatore ed ivi richiamati; in difetto, la designazione sostitutiva compete al tribunale, che non può tuttavia attribuire al giudice delegato, investito di limitati poteri di controllo, altresì la facoltà di nomina dei professionisti la cui opera sia richiesta nella fase di gestione, appartenendo tale prerogativa e responsabilità al medesimo commissario liquidatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Luglio 2011.