Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 184 ∙ (Effetti del concordato per i creditori)


Tutte le MassimeCassazione
Obbligatorietà del concordato per tutti i creditoriValutazione di convenienzaPar condicio creditorumEffetto nei confronti dei creditori anterioriAzione esecutiva per crediti maturati successivamente alla omologazioneAzione di responsabilitàPermanenza degli effetti della falcidia concordataria nel fallimento successivoEsdebitazione nel concordato di gruppoEsdebitazione e limitazione degli impegni dell'assuntore ai soli crediti ammessiPatrimonio dei soci illimitatamente responsabiliEsdebitazione dei soci illimitatamente responsabiliEsdebitazione e garanzia ipotecaria dei soci illimitatamente responsabiliTerzo datore di ipotecaEsdebitazione dei soci illimitatamente responsabili e consecuzione delle procedureEsdebitazione e costituzione di società in nome collettivoTrasformazione della societàFinanza esterna fornita dai soci illimitatanente responsabiliPagamenti effettuati in esecuzione del concordatoDiritto del fideiussoreSoci fideiussoriVoto dei fideiussoriAccertamento di crediti tributariRegolarità contributiva, DURCDichiarazione di fallimento



Concordato preventivo – Decreto di omologa – Modifica del contenuto del piano – Esclusione

Concordato preventivo con cessione dei beni – Azione sociale di responsabilità – Automatica inclusione nell’attivo concordatario – esclusione

Concordato preventivo con cessione dei beni – Legittimazione ad esperire l’azione sociale di responsabilità – Attribuzione ai liquidatori giudiziali – Esclusione

Concordato preventivo con cessione dei beni – Legittimazione ad esperire l’azione sociale di responsabilità – Attribuzione ai liquidatori sociali – Esclusione

Il decreto che omologa la proposta di concordato preventivo non può modificare il contenuto del piano, con la conseguenza che non si possono ritenere ceduti crediti non menzionati nel piano concordatario omologato.

Il diritto al risarcimento tutelabile con l’azione di responsabilità non è “naturalmente” compreso tra i crediti ceduti, ancorché non esplicitamente menzionato, come componente dell’intero attivo patrimoniale.

Nelle società di capitali il diritto ad esercitare l’azione sociale di responsabilità è un diritto esclusivo dei soci sul quale gli amministratori non hanno potere dispositivo; ne consegue che considerare l’azione automaticamente compresa nel piano di concordato, oltre che ostacolare la sua presentazione (posto che gli stessi amministratori possono essere destinatari dell’azione di responsabilità) significa spogliare i soci del diritto di esercitarla o di rinunciarvi trasferendo lo stesso diritto a soggetti (amministratori, liquidatore giudiziale) che non hanno alcun potere di rappresentarli né hanno titolo per subentrare nelle loro facoltà.

È esclusa la legittimazione attiva dei liquidatori sociali ad esercitare l’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori in difetto di una delibera autorizzativa dell’assemblea dei soci. (Vittorio Bologni) (Federico Guidi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 03 Ottobre 2019.


Società - Attivo concordatario - Apporto di beni personali dei soci illimitatamente responsabili - Neutralità rispetto all'attivo - Esclusione - Conseguenze
In tema di concordato preventivo, i beni personali dei soci illimitatamente responsabili (nella specie, di una s.a.s.) non entrano automaticamente nell'attivo concordatario; tuttavia, qualora i detti soci apportino i loro beni personali, questi non possono più essere considerati in modo neutrale rispetto all'attivo patrimoniale, specie ove provengano dalla liquidazione di beni sui quali grava un vincolo in favore di taluni creditori sociali, sicché il ricavato della loro liquidazione deve essere destinato al soddisfacimento dei creditori prelatizi, secondo il giudizio comparativo richiesto dall'art. 160, comma 2, l. fall.  (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Maggio 2019, n. 13391.


Procedure concorsuali – Concordato preventivo – Presenza di contributi INPS e Inail non pagati – Diritto al DURC regolare – Esclusione
La pendenza di una procedura di concordato preventivo non può considerarsi alla stregua di una disposizione legislativa che consenta di sospendere il pagamento di contributi previdenziali, e ciò per la ragione che le limitazioni ad effettuare i pagamenti conseguenti alla domanda presentata dal debitore devono in definitiva ascriversi ad un atto volontario del debitore non a una disposizione legislativa.

[Il Tribunale ha rigettato la domanda della società diretta ad ottenere dagli enti previdenziali il rilascio di Durc regolare, nonostante il mancato pagamento di obbligazioni contributive antecedenti al deposito del ricorso per l'ammissione al concordato preventivo.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Maggio 2019.


Concordato preventivo - Accertamento da parte dell'Amministrazione di crediti tributari pregressi all'apertura ed irrogazione di sanzioni - Ammissibilità - Fondamento
L'apertura di una procedura di concordato preventivo non è ostativa né all'accertamento di crediti tributari pregressi mediante iscrizione a ruolo ed emissione della cartella, né all'irrogazione di sanzioni pecuniarie ed accessori, maturati fino a tale momento, poiché, per un verso, l'accertamento del credito da parte dell'Amministrazione finanziaria è condizione per la partecipazione della stessa alla procedura concorsuale e, per un altro, le sanzioni pecuniarie danno luogo ad un credito del Fisco per il fatto stesso che si sia verificata la violazione della legge tributaria, senza che assuma rilevanza l'assoggettamento dell'impresa ad una procedura concorsuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 04 Aprile 2019, n. 9440.


Concordato preventivo società di persone - Coinvolgimento del patrimonio personale del socio illimitatamente responsabile - Efficacia obbligatoria dell'omologazione - Inammissibilità dell'azione esecutiva del creditore sociale sul patrimonio del socio
Nel caso di concordato preventivo presentato da una società di persone con coinvolgimento, ex art. 184, comma 2, legge fallimentare, del patrimonio dei soci illimitatamente responsabili, l'ottenuta omologazione rende obbligatorio il piano e la proposta a tutti i creditori anteriori.
Ciò implica che, per tutto il tempo previsto per l'esecuzione del piano, sia i beni sociali che quelli personali dei soci coinvolti non possono essere aggrediti con esecuzione individuale da parte dei creditori sociali fino a che il concordato non sia stato risolto.
[Nella fattispecie, il socio illimitatamente responsabile, che aveva destinato alcuni immobili di sua proprietà alle finalità del piano concordatario liquidatorio, si era opposto ex art. 615 c.p.c. all'iniziativa individuale promossa nei suoi confronti da una banca creditrice sociale nella fase esecutiva del concordato.] (Paolo Bortoluzzi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 25 Gennaio 2019.


Concordato preventivo - Attivo concordatario - Apporto di beni personali dei soci illimitatamente responsabili - Neutralità rispetto all'attivo - Esclusione - Conseguenze
In tema di concordato preventivo, i beni personali dei soci illimitatamente responsabili (nella specie, di una s.a.s.) non entrano automaticamente nell'attivo concordatario; tuttavia, qualora i detti soci apportino i loro beni personali, questi non possono più essere considerati in modo neutrale rispetto all'attivo patrimoniale, specie ove provengano dalla liquidazione di beni sui quali grava un vincolo in favore di taluni creditori sociali, sicché il ricavato della loro liquidazione deve essere destinato al soddisfacimento dei creditori prelatizi, secondo il giudizio comparativo richiesto dall'art. 160, comma 2, l. fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Gennaio 2019, n. 13391.


Concordato preventivo – Fallimento – Scadenza dei termini per la risoluzione del concordato – Permanenza degli effetti della falcidia – Esclusione
Nel caso in cui al concordato preventivo segua il fallimento e siano scaduti i termini per chiedere la risoluzione del concordato ai sensi dell’art. 186 l. fall., i crediti debbono essere ammessi al passivo nella misura falcidiata prevista nel provvedimento di omologazione.

I creditori non sono invece tenuti a sopportare gli effetti esdebitatori e definitivi del concordato omologato, a norma della L. Fall., art. 184, nell’ipotesi in cui il fallimento venga dichiarato omisso medio, quando ancora sia possibile far dichiarare la risoluzione della prima procedura, in quanto l'attuazione del piano è resa impossibile per l'intervento medio tempore di un evento come il fallimento che, sovrapponendosi al concordato, inevitabilmente lo rende irrealizzabile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 17 Ottobre 2018, n. 26002.


Concordato preventivo - Concordato preventivo con riserva - Sospensione dei pagamenti - DURC - Rilascio DURC regolare - Ammissione Procedimento per dichiarazione di fallimento - Provvedimenti cautelari o conservativi - Norme del modello cautelare uniforme - Applicabilità
Dalla presentazione della domanda di concordato, anche con riserva ex art. 161, comma 6 L. Fall., opera la fattispecie della “sospensione dei pagamenti” per cui dovrà essere attesta la regolarità contributiva della società preponente mediante il rilascio di DURC regolare.

Gli effetti della presentazione di una domanda di concordato ex art. 161, comma 6, c.p.c. (almeno sino alla scadenza dei termini concessi ed all’eventuale dichiarazione di inammissibilità), sono, dal punto di vista della “sospensione dei pagamenti” del tutto assimilabili alle domande di concordato complete di proposta, piano ed ulteriore documentazione. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 16 Ottobre 2018.


Concordato preventivo – Continuità aziendale – Relazione del professionista – Valorizzazione della azione di responsabilità proponibile nei confronti degli amministratori – Omissione – Inammissibilità della proposta
Non soddisfa il requisito di cui all’art. 186 bis, comma 2, lett. b, l.f., con conseguente inammissibilità del concordato preventivo con continuità aziendale, la relazione del professionista che, attestando la funzionalità della prosecuzione dell’attività di impresa al miglior soddisfacimento dei creditori, non valorizza adeguatamente l’esito dell’azione di responsabilità proponibile nei confronti degli amministratori della società proponente nella alternativa liquidatoria fallimentare. (Marco Spadaro) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 27 Giugno 2018.


Concordato preventivo - Dichiarazione di fallimento - Sorte dei pagamenti effettuati in esecuzione del concordato ma violativi del principio della “par condicio creditorum” - Ripetibilità dei pagamenti - Limiti - Fattispecie
I pagamenti effettuati in seno al concordato preventivo sono ripetibili nella successiva procedura fallimentare se abbiano violato il principio della "par condicio creditorum", allorché emergano crediti di grado uguale o poziore nella procedura fallimentare, secondo una valutazione da parametrare ai canoni del soddisfacimento concordatario avuto riguardo, in primo luogo, alle regole fissate dal decreto di omologazione e, per gli aspetti ivi eventualmente non disciplinati, alle regole legali, prime fra tutte quelle riguardanti il rispetto dell'ordine delle cause di prelazione. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza che, senza verificare la violazione del principio della "par condicio creditorum", aveva ritenuto ripetibile il pagamento effettuato durante la vigenza di un concordato preventivo sorto anteriormente all'entrata in vigore del d.l. n. 35 del 2005, conv., con modif., dalla l. n. 80 del 2005). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Giugno 2018, n. 15495.


Società di capitali – Azione di responsabilità – Rapporto con l’art. 184 l.f. – Effetto esdebitatorio per i creditori – Iniziativa del creditore concordatario fondata su differente titolo e finalizzata al risarcimento nei confronti di un soggetto diverso – Creditore concordatario con facoltà di agire nei riguardi di coobbligati o fideiussori
In tema di azione di responsabilità nei confronti degli organi sociali, va precisato che, se è vero che l’art. 184 l. fall. sancisce il principio della natura vincolante del concordato preventivo concluso, affermando l’effetto esdebitatorio per i creditori della procedura medesima e la conseguente operatività del concordato alla stregua di un pactum de non petendo di natura privatistica ovvero, secondo alcuni, con una permanente natura anche pubblicistica (con le sole eccezioni ricomprese nella medesima disposizione con riferimento alla posizione dei coobbligati, dei fideiussori e degli obbligati in via di regresso), è però anche vero che l’efficacia vincolante indicata, idonea a rendere inesigibile l’originario maggior credito, senza peraltro novarlo, non possa essere utilmente invocata qualora l’iniziativa assunta dal creditore concordatario si fondi su un differente titolo e sia finalizzata al risarcimento, non già nei riguardi della stessa società in concordato preventivo, ma nei confronti di un soggetto diverso da essa, quale è il singolo amministratore, che è del tutto estraneo rispetto ai soggetti tra i quali è intervenuto l’accordo concordatario.

Né pare prospettabile l’assunto secondo il quale, a seguito del concordato, sia venuta meno la qualità di creditore in capo al soggetto che agisca ai sensi della previsione di cui all’art. 2394 c.c., con conseguente carenza di legittimazione sul punto, dato che il creditore concordatario conserva la sua qualità di creditore al di fuori dell’ambito concorsuale che non estingue il credito originario, come ben si desume dalla previsione dell’ultima parte dell’art. 184 l. fall. che sancisce il diritto del medesimo di agire, comunque, per l’intero, in quanto creditore, nei riguardi dei coobbligati ovvero dei fideiussori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 28 Marzo 2018.


Concordato preventivo - Inadempimento ai debiti falcidiati - Istanza di fallimento - Ammissibilità
Non vi sono preclusioni alla dichiarazione di fallimento di società con concordato preventivo omologato ove si faccia questione dell'inadempimento di debiti già sussistenti alla data del ricorso per concordato che con l'omologazione siano stati modificati, dovendosi comunque verificare all'epoca della decisione così sollecitata i presupposti di cui agli artt. 1 e 5 l.fall.

In tal caso, l'azione esperita dal creditore costituisce legittimo esercizio della propria autonoma iniziativa ex art. 6 l.fall., non condizionata dal precetto di cui all'art. 184 l.fall. e dunque a prescindere dalla risoluzione del concordato preventivo, il cui procedimento andrebbe attivato solo se l'istante facesse valere non il credito nella misura ristrutturata (e dunque falcidiata) ma in quella originaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 11 Dicembre 2017.


Concordato preventivo - Inadempimento - Istanza di fallimento - Eccezione opponibile dal debitore
Al creditore che chieda il fallimento del debitore ammesso a concordato concordato preventivo omologato, è possibile opporre la pendenza dell'esecuzione dello stesso e che dunque l'inadempimento di una o più obbligazioni concordatarie si giustifica con la sequenza dei pagamenti previsti nel piano.

Quando tuttavia possa considerarsi cessata la fase esecutiva con esaurimento dell'attivo o sia dimostrata l'inidoneità delle attività al rispetto degli obblighi assunti con il concordato, è possibile provocare il giudizio sulla solvibilità dell'impresa ai sensi degli artt. 6, 7 e 15 l.fall. assumendo, ove necessario, come fatto sopravvenuto ogni circostanza successiva alla omologazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 11 Dicembre 2017.


Concordato preventivo - Inadempimento - Istanza di fallimento - Ammissibilità - Decorso dell'anno di cui all'art. 184 l.f. - Irrilevanza - Istanza proponibile anche dal PM e dai nuovi creditori
Una volta che sia stato omologato il concordato preventivo e sia scaduto il termine per la sua risoluzione (o rigettata la relativa domanda), il debitore continua ad essere obbligato agli obblighi di adempimento, per cui si riapre lo scenario comune delle possibili iniziative dirette a farne accertare l'insolvenza, con possibilità di proporre istanza di fallimento non solo per i creditori già concorsuali nella misura falcidiata, ma anche dal P.M. e dallo stesso debitore, oltre che dai nuovi creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 11 Dicembre 2017.


Concordato preventivo – Omologazione – Chiusura della procedura e cancellazione della menzione “in concordato preventivo”
Il decreto di omologa comporta la chiusura della procedura ed il ritorno in bonis della società con conseguente diritto di libera amministrazione del proprio patrimonio, ferma restando la vigilanza degli organi della procedura.

La cancellazione della menzione “In concordato preventivo” dal certificato camerale, consegue alla omologazione della procedura. (Marcello Catacchini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 16 Novembre 2017.


Credito per spese legali - Titolo Esecutivo - Concordato preventivo - Sentenza successiva all’omologa - Obbligatorietà del concordato preventivo - Credito per causa anteriore al concordato
Il titolo esecutivo, ottenuto successivamente all’omologazione del concordato preventivo, vantato in relazione alla pronuncia relativa alle spese di lite ed ex 96, comma 3, c.p.c. trova fondamento in un fatto costitutivo anteriore alla presentazione della domanda di concordato, incontra un limite nelle previsioni del concordato omologato e non consente quindi l'esercizio di azioni esecutive individuali. (Andrea Olivieri) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 04 Agosto 2017.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Gruppo di imprese - Nozione
Nell'ambito del codice civile, il "gruppo di società" costituisce oggetto di un riconoscimento solo indiretto, senza formule definitorie, insito nell'art. 2497 c.c. e segg., ove si rinviene la disciplina della responsabilità da direzione e coordinamento.

All'atto della crisi d'impresa, il riferimento al "gruppo" può pertanto ritenersi fondato in quanto correlato all'istituto desumibile dalla suddetta disciplina - della direzione e del coordinamento tra società -, per modo da potersi propriamente discorrere di "gruppo" in quelle (sole) dinamiche in cui una di tali società (la capogruppo) esercita la propria attività d'impresa dirigendo e coordinando le altre, ne consegue che il (vero) concordato di gruppo non corrisponde alla fattispecie nella quale l'unitarietà della proposta e del piano sia intervenuta all'interno di una situazione di crisi gestita da parte di singole società, mediante forme di aggregazione di distinto segno sostanzialmente limitate a (meri) conferimenti di beni e all'accollo di debiti.

["Nell'ambito del codice civile, il "gruppo di società" costituisce oggetto di un riconoscimento solo indiretto, senza formule definitorie. Tale riconoscimento è insito nell'art. 2497 c.c. e segg., ove si rinviene la disciplina della responsabilità da direzione e coordinamento.
All'atto della crisi d'impresa, il riferimento al "gruppo" è legittimo in quanto correlato all'istituto desumibile dalla suddetta disciplina - della direzione e del coordinamento tra società -, per modo da potersi propriamente discorrere di "gruppo" in quelle (sole) dinamiche in cui una di tali società (la capogruppo) esercita la propria attività d'impresa dirigendo e coordinando le altre.
Pertanto, il (vero) concordato di gruppo non corrisponde alla fattispecie di cui dà atto l'impugnata sentenza, nella quale l'unitarietà della proposta e del piano era intervenuta all'interno di una situazione di crisi gestita da parte di singole società, mediante forme di aggregazione di distinto segno sostanzialmente limitate a (meri) conferimenti di beni e all'accollo di debiti.
Situazioni analoghe a queste la prassi ha nel tempo delineato nel contesto di tecniche di redazione di domande o proposte di concordato caratterizzate dalla costituzione di nuove società alle quali conferire i beni di altre, per modo di accedere al concordato su iniziativa della conferitaria - e/o (secondo i casi) della conferente legittimata dalla condizione di titolarità della massa attiva e passiva.
E può aggiungersi che la non corrispondenza tra i concetti puntualmente messa in luce da una parte della dottrina nella contrapposizione tra una nozione "forte" (o propria) e una "debole" (o impropria) del concordato di gruppo - è oggi viepiù confortata dal progetto di riforma organica della disciplina della crisi d'impresa e dell'insolvenza, culminato nello schema di disegno di legge attualmente all'esame del Parlamento.
Tale schema prospetta invero di inserire la afferente procedura di concordato preventivo nel contesto di disciplina teso alla definizione del gruppo di imprese, e di modellare codesta definizione sull'insieme delle "società o imprese sottoposte alla direzione e coordinamento di cui all'art. 2497 e ss., nonché art. 2545-septies c.c.", corredata dalla presunzione semplice di assoggettamento in presenza di un rapporto di controllo ai sensi dell'art. 2359 c.c. Sicché a tanto affida il presupposto affinché la procedura di concordato preventivo del gruppo di imprese venga poi disciplinata, consentendo che più società o imprese, appartenenti al medesimo gruppo e sottoposte alla giurisdizione dello Stato, abbiano a proporre "con un unico ricorso domanda di ammissione ad una procedura di concordato preventivo unitaria, fondata su un unico piano, o su piani reciprocamente collegati e interferenti ferma restando in ogni caso l'autonomia delle rispettive masse attive e passive".
Nel caso di specie, non risulta che sia stato neppure dedotto che le società in questione fossero state assoggettate - magari solo di fatto - a eterodirezione o a controllo.
7. L'anzidetta sottolineatura consente al collegio di puntualizzare che la sezione si è di recente determinata nel senso della attuale non proponibilità del concordato di gruppo in mancanza di una disciplina positiva che si occupi di regolare la competenza del tribunale, le forme del ricorso, la nomina degli organi, nonché la formazione delle classi e delle masse. Donde ha affermato che, in base alla disciplina vigente, il concordato preventivo può essere proposto unicamente da ciascuna delle società appartenenti al gruppo davanti al tribunale territorialmente competente per ogni singola procedura, senza possibilità di confusione delle masse attive e passive, per essere, quindi, approvato da maggioranze calcolate con riferimento alle posizioni debitorie di ogni singola impresa (v. Cass. n. 20559-15).
Nella fattispecie in esame, nella quale non viene in questione un profilo di competenza, neppure è il caso di maggiormente indugiare su quanto emergente dalla citata pronuncia.
Essendosi dinanzi a una forma di aggregazione diversa dal gruppo societario propriamente inteso, evocare la questione circa l'ammissibilità o meno di un concordato di gruppo è poco conferente. Quel che unicamente rileva è difatti questo: che la commistione delle masse, debitamente accertata dal giudice del merito e ostativa finanche al vero concordato di gruppo, impedisce di ravvisare il presupposto di ammissibilità di ogni prospettazione concordataria che rifluisca su soggetti distinti.
8. Ferma allora la considerazione previa in ordine al profilo involto dal sintagma "concordato di gruppo", può osservarsi che in tutti i casi di aggregazione diversa dal gruppo, ove vi siano proposte concordatarie tra loro coordinate in prospettiva di conferimenti e accolli tra le singole società di cui si tratta, elemento imprescindibile resta l'autonomia delle masse attive e passive e la conseguente votazione separata sulle proposte da parte dei creditori di ciascuna società o impresa. Mentre la corte d'appello ha accertato che la proposta in esame era unica ed era stata caratterizzata da una confusione di masse tra loro non coincidenti, essendo mancato il conferimento integrale dei beni in (*) ed essendo risultata questa società priva di impianto contabile onde potersi apprezzare la dedotta (e in sè oltre tutto inverosimile) inesistenza di obbligazioni proprie, medio tempore contratte."] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2017, n. 19014.


Concordato preventivo omologato – Azioni esecutive sul patrimonio del debitore sottoposto a procedura concorsuale – Spese processuali distratte in favore del difensore del creditore in giudizio iniziato prima e conclusosi in pendenza della procedura concorsuale
Una volta che il concordato preventivo sia stato omologato con provvedimento definitivo, nessuna norma impedisce che il patrimonio del debitore venga assoggettato ad esecuzione forzata per crediti maturati successivamente.

Nel caso di specie, il credito era costituito da spese di lite (distratte a favore del difensore) riconosciute in sentenza pronunciata successivamente alla omologazione del concordato. (Gilberto Casalino) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 18 Luglio 2017.


Concordato preventivo omologato – Azione risarcitoria ex art. 2394 c.c. promossa dal terzo a carico degli amministratori della società concordataria – Operatività dell’art. 184 l. fall. – Esclusione – Falcidia concordataria sul credito risarcitorio – Sussistenza
Il disposto normativo di cui all’art. 184 l. fall., primo comma, secondo periodo, secondo il quale ‘i creditori conservano impregiudicati i diritti contro i coobbligati, i fideiussori e gli obbligati in via di regresso’, non è invocabile in riferimento all’azione di responsabilità promossa dal terzo a carico degli amministratori della società concordataria - e dunque al credito da risarcimento ex art. 2394 c.c. – per cui detta pretesa risarcitoria subisce anch’essa la falcidia concordataria determinata dalla intervenuta omologazione del concordato preventivo. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 05 Giugno 2017.


Concordato società di persone - Blocco delle azioni esecutive sul patrimonio dei soci illimitatamente responsabili - Ammissibilità dell’esecuzione dei creditori particolari del socio
Il blocco delle azioni esecutive previsto dall’art. 168 l. fall. non si estende al patrimonio dei soci illimitatamente responsabili che rimane assoggettabile alle iniziative dei creditori.

I creditori particolari del socio rimangono estranei alla procedura di concordato intrapreso dalla società, nella quale non hanno diritto di voto e pertanto non possono essere pregiudicati dal concorso. (Fabio Cesare) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 19 Dicembre 2016.


Concordato preventivo – Società di persone – Omologazione – Efficacia esdebitatoria del concordato – Socio garante ed illimitatamente responsabile – Assenza di ragioni ostative alla formazione del titolo
L’intervenuta omologazione del concordato preventivo di una società di persone non osta alla formazione del titolo nei confronti del socio illimitatamente responsabile che sia al contempo garante della società, dal momento che l’effetto del concordato omologato cui allude l’art. 184 legge fall. – che si estende pure al socio garante - non può che essere quello esdebitatorio nel contenuto assegnatogli dalla giurisprudenza di legittimità, vale a dire di “riduzione del credito alla sola percentuale offerta” in sede concordataria. (Carlo Calandra Buonaura) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 21 Marzo 2016.


Concordato preventivo – Società di persone – Omologazione – Efficacia esdebitatoria del concordato – Socio garante ed illimitatamente responsabile – Profilo attinente alla fase esecutiva
Per il socio garante ed illimitatamente responsabile la riduzione del debito nella percentuale concordataria non riverbera alcun effetto in relazione al titolo originariamente azionato, trattandosi di questione attinente alla fase esecutiva. (Carlo Calandra Buonaura) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 21 Marzo 2016.


Concordato preventivo – Società di persone – Efficacia esdebitatoria del concordato – Socio garante ed illimitatamente responsabile – Contratto autonomo di garanzia
L’estensione degli effetti del concordato di una società di persone nei confronti del socio fideiussore vale anche nei confronti del socio garante autonomo, dal momento che la responsabilità di quest’ultimo trova titolo, nel concordato come nel fallimento, proprio nella sua qualità di socio “in via assorbente rispetto ad eventuali diverse fonti di responsabilità per i medesimi debiti sociali”, ivi compresi dunque i contratti autonomi di garanzia, se è vero che le norme che disciplinano le procedure concorsuali devono essere “sistematicamente intese secondo la logica propria di esse ispirata a superiori esigenze pubblicistiche, con l'obbligo per tutti (creditori e debitori) di rispettare la par condicio creditorum, di sottostare a concorso nonché agli effetti del concordato preventivo”. (Carlo Calandra Buonaura) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 21 Marzo 2016.


Concordato preventivo – Partecipazione al voto dei fideiussori non ancora escussi – Esclusione – Rischio di duplicazione di voti in relazione allo stesso credito
Nonostante il riconoscimento della qualità di creditore condizionale al fideiussore non escusso, va esclusa la possibilità che partecipi al voto in sede di concordato poiché è prevalente l’esigenza di scongiurare il rischio di incremento del passivo ai fini del voto e della conseguente alterazione delle maggioranze, non ostando a tale opzione ermeneutica l’ammissione al passivo dei crediti contestati (art. 176 legge fall.), perché subordinata alla valutazione prognostica del giudice delegato e comunque ispirata dalla ratio tendente a garantire che i votanti coincidano con coloro che poi costituiranno il passivo definitivo. (Antonino Di Somma) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 11 Febbraio 2016.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Distinzione delle singole masse - Partecipazione di imprese con sede nel circondario dello stesso tribunale - Ammissibilità - Fattispecie - Conferimento delle aziende in società in accomandita semplice
La problematica in ordine all'ammissibilità del concordato di gruppo deve ritenersi limitata agli aspetti procedurali, con particolare riferimento alla conformazione del voto in sede di adunanza dei creditori ed alla competenza territoriale del tribunale; deve, pertanto, ritenersi ammissibile il concordato di un gruppo di imprese dove vengano tenute distinte le attività e le passività di ogni singola impresa del gruppo, così da consentire ad ogni creditore di verificare la propria posizione creditoria e l'impatto della proposta sul soddisfacimento della stessa, e dove le società proponenti abbiano tutte sede nel circondario dello stesso tribunale e risultino altresì in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1, comma 2, legge fall.

Nel caso di specie, le società proponenti il concordato hanno conferito le proprie aziende in una società in accomandita semplice costituita allo scopo di presentare un ricorso per concordato preventivo con conservazione e continuità dell'attività delle singole imprese; la costituzione di detta società è stata sottoposta alla condizione risolutiva della mancata definitiva omologazione del concordato e l'atto di conferimento di ogni azienda prevede espressamente il mantenimento dell'autonomia organizzativa e contabile di ciascuna di esse nonché l'acquisizione della partecipazione nella conferitaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 05 Gennaio 2016.


Concordato preventivo - Società con soci illimitatamente responsabili - Soci fideiussori - Efficacia esdebitatoria del concordato
La disposizione di cui all'articolo 184, comma 2, legge fall., ai sensi della quale il concordato di una società di persone ha efficacia esdebitatoria dei debiti sociali anche nei confronti dei soci illimitatamente responsabili, opera anche quando per tali debiti i soci abbiano prestato fideiussione, in quanto la previsione secondo cui i creditori anteriori conservano i propri diritti contro i fideiussioni si riferisce a fideiussori terzi e non a fideiussori che siano anche soci, i quali invece soggiacciono alla responsabilità diretta, ancorché sussidiaria, per i debiti sociali.

Deve quindi ritenersi principio consolidato quello con secondo cui l'articolo 184, comma 2, legge fall., ai sensi del quale il concordato della società ha efficacia relativamente ai debiti sociali nei confronti dei soci illimitatamente responsabili opera anche quando per tali debiti i soci abbiano prestato fideiussione, con la precisazione che tale regola non può che riguardare tutti indistintamente coloro che rimangono soggetti agli effetti di un concordato preventivo omologato, nella duplice concorrente veste di socio illimitatamente responsabile e di fideiussore, nè rileva il momento (anteriore o posteriore) alla assunzione della posizione di socio in cui sia stata contratta la garanzia fideiussoria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Dicembre 2015.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Inammissibilità - Ragioni - Fattispecie
Allo stato attuale della legislazione, non può ritenersi ammissibile il concordato di un gruppo di imprese, posto che: i) la competenza territoriale del tribunale fallimentare stabilita dagli articoli 9, 161 e 195 L.F. ha natura inderogabile; ii) il concordato deve riguardare individualmente le singole società del gruppo; iii) il concordato preventivo della società non si estende ai soci illimitatamente responsabili, i quali beneficiano soltanto dell'effetto esdebitatorio, ai sensi dell'articolo 184, comma 2, L.F. unicamente per i debiti sociali, non per quelli personali di ciascuno di loro; iv) in presenza di un concordato di diverse società legate da rapporti di controllo, anche ove soggette a direzione unitaria, occorre tenere distinte le masse attive e passive, le quali conservano la loro autonomia giuridica, dovendo restare separate le posizioni debitorie e creditorie delle singole società; v) sul piano procedimentale, le maggioranze per l'approvazione del concordato devono essere calcolate in riferimento alle singole imprese del gruppo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Ottobre 2015, n. 20559.


Concordato preventivo - Terzo datore di ipoteca - Esdebitazione ex articolo 184 l.f. - Esclusione
In virtù del principio di applicazione estensiva delle norme aventi la medesima ratio, il disposto di cui all'articolo 184 legge fall., il quale esclude l'effetto esdebitatorio ai terzi che si sono direttamente obbligati con i creditori del debitore ammesso alla procedura di concordato preventivo, è applicabile anche alla fattispecie della costituzione di ipoteca da parte del terzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 12 Ottobre 2015.


Concordato preventivo - Rilascio del DURC - Regolare pagamento dei contributi successivi alla domanda
Deve avere essere lasciato il DURC attestante la regolarità contributiva, qualora siano stati regolarmente pagati i contributi successivi alla presentazione della domanda di concordato ma non quelli precedenti per effetto del divieto di cui all'articolo 168 legge fall.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 01 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Rilascio del DURC - Rifiuto da parte dell'Inps a causa del pagamento non integrale del credito previdenziale - Illegittimità
L'Inps non può rifiutarsi di rilasciare il DURC adducendo la mancata previsione, nel piano di concordato con continuità aziendale, dell'integrale pagamento dei crediti previdenziali, posto che di essi è ammissibile di pagamento non integrale ai sensi degli articoli 160, comma 2, e 186 bis, comma 2, legge fall.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 01 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Credito del fideiussore - Interpretazione dell'articolo 184 L.F. - Falcidia del credito del fideiussore e del coobbligato di regresso
Con riferimento al credito del fideiussore, l'articolo 184 L.F. deve essere interpretato nel senso che il fideiussore ed il coobbligato di regresso subiscono la falcidia del proprio credito nei confronti del debitore garantito ovvero del coobbligato ammesso al concordato omologato, ancorché siano tenuti a pagare l’intero di quanto dovuto a favore del creditore principale (garantito), il quale fa salve le proprie ragioni verso i primi che risultano terzi rispetto al rapporto principale e, perciò, ai sensi appunto dell’art. 184 citato, insensibili al concordato omologato (Cass. 3816/94). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 18 Giugno 2015.


Concordato preventivo – Soci illimitatamente responsabili – Efficacia remissoria del concordato con riferimento ai soli debiti sociali – Sussistenza – Apporto al concordato di beni immobili personali dei soci – Estraneità dei soci alla procedura – Qualificazione come finanza esterna – Ammissibilità
In relazione ad una proposta di concordato presentata da società in nome collettivo, l’apporto di liquidità ottenibile dalla vendita di immobili messi a disposizione dei soci illimitatamente responsabili deve intendersi come ‘finanza esterna’, considerato che l’art. 184 l. fall. - che estende a detti soci l’efficacia remissoria del concordato preventivo – si riferisce ai debiti sociali, nel senso che il pagamento della percentuale concordataria ha effetto liberatorio nei loro confronti, senza con ciò determinare l’estensione della procedura al patrimonio dei soci, che resta estraneo ad essa (v. Tribunale di Rovigo 8 luglio 2014; Cass. 30 agosto 2001 n. 11343). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 18 Giugno 2015.


Concordato preventivo - Azione di responsabilità sociale - Occultamento del potenziale attivo che ne potrebbe derivare - Occultamento - Esclusione
L'attivo potenziale che potrebbe derivare dall'esercizio dell'azione di responsabilità sociale non può essere oggetto di occultamento, considerata l'assenza del previo accertamento di un danno effettivo che ne determini profili di concretezza di cui qualsiasi attivo, per essere oggetto di occultamento, deve essere connotato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 30 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Azione di responsabilità - Accertamento del commissario giudiziale - Valutazione di convenienza riservata ai creditori
Rientra fra i compiti primari e fondamentali del commissario giudiziale quello di evidenziare in modo analitico e chiaro le eventuali responsabilità in capo ad amministratori, sindaci e revisori della società in concordato per violazione di norme inerenti le rispettive cariche; ciò al fine di rendere edotti i creditori di tutti i fatti rilevanti per consentire loro l'espressione di un voto consapevole, anche con riferimento alle diverse discipline che regolano le azioni di responsabilità verso gli organi sociali nel concordato preventivo da un lato e nel fallimento dall'altro. Ne consegue che il mancato avvio di una azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, o la semplice omissione di notizie su possibili loro responsabilità, non costituisce, una legittima causa di interruzione della procedura ai sensi dell'articolo 173 L.F., in quanto spetterà ai creditori esprimersi sulla convenienza della proposta formulata dal debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 30 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Divieto di pagamento di crediti anteriori - Rilascio del documento attestante la regolarità contributiva (DURC) - Impedimento - Esclusione
La sospensione dei pagamenti derivanti dal divieto di pagamento dei crediti concorsuali con data anteriore alla presentazione della domanda di concordato non impedisce il rilascio del documento attestante la regolarità contributiva (DURC), in quanto il mancato pagamento delle somme in questione è dovuto ad un divieto normativo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 23 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Società di persone - Coinvolgimento del patrimonio personale del socio - Esclusione - Partecipazione del socio al concordato - Limiti
Il concordato preventivo della società di persone non riguarda il patrimonio personale del socio illimitatamente responsabile, il quale, non rivestendo la qualità di imprenditore, partecipa al concordato solo in relazione ai debiti sociali ma non per debiti propri o per debiti contratti quale socio di altre società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 03 Marzo 2015.


Concordato preventivo - Società di persone - Adempimento del concordato del socio illimitatamente responsabile - Limiti ed effetti
Anche il socio illimitatamente responsabile è tenuto all'adempimento del concordato della società, in quanto l'adempimento del concordato da parte della società libera, in relazione alle sole obbligazioni sociali, anche i soci illimitatamente responsabili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 03 Marzo 2015.


Concordato preventivo - Esclusione dei rapporti contrattuali stipulati dai creditori con i terzi - Esclusione delle garanzie anche a carattere reale
La ratio alla base dell'articolo 184, comma 1, ultima parte, L.F. (così come anche quella dell'articolo 135, comma 2, L.F.) è quella per cui i rapporti contrattuali stipulati dai creditori della società con soggetti terzi estranei alla società stessa che comportano obbligazioni a carico di questi ultimi restano al di fuori del concordato e dei suoi effetti, con la precisazione che tale ratio ricomprende necessariamente non solo i rapporti obbligatori a carattere personale, ma anche quelli a carattere reale, quali quelli derivanti dalla concessione di ipoteca pegno e, in alcuni casi, di privilegio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 16 Febbraio 2015.


Concordato preventivo - Effetto esdebitatorio - Estinzione dell'obbligazione principale - Estinzione delle garanzie personali anche a carattere reale - Estinzione della garanzia prestata dal terzo datore di ipoteca
Come i rapporti obbligatori a carattere personale si estinguono per effetto del pagamento del debito garantito, allo stesso modo l'effetto esdebitatorio del concordato preventivo sul debito principale comporterà l'estinzione delle garanzie personali prestate da terzi, ivi compresa quella del terzo datore di ipoteca. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 16 Febbraio 2015.


Società - Socio illimitatamente responsabile - Posizione di terzo rispetto alla società - Esclusione - Concordato preventivo - Estinzione della garanzia reale prestata per debiti della società - Esclusione
Il socio illimitatamente responsabile di società di persone è obbligato con la società nei confronti dei creditori e, come tale, non può considerarsi terzo rispetto ad essa, ma debitore per il solo fatto di essere socio tenuto a rispondere senza limitazioni dei debiti sociali. L'atto con cui il socio accomandatario rilascia garanzia ipotecaria per un debito della società non può, quindi, essere considerato costitutivo di garanzia per un'obbligazione altrui, ma va qualificato quale atto di costituzione di garanzia per un'obbligazione propria, con la conseguenza che il creditore dovrà essere pagato integralmente anche in sede concordataria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 16 Febbraio 2015.


Azione di responsabilità promossa dal creditore nei confronti degli amministratori e dei sindaci di società sottoposta a concordato preventivo con cessione dei beni - Ammissibilità - Natura giuridica autonoma e non surrogatoria dell’azione - Legittimazione attiva del creditore sociale e non del Commissario giudiziale o del Liquidatore

Rito societario - Mutamento in rito ordinario a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n 71 del 2008 - Preclusioni e decadenze già maturate interpretazione

Non è improcedibile o inammissibile l’azione di responsabilità promossa dal singolo creditore di una società ammessa alla procedura concorsuale del concordato preventivo con cessione dei beni non essendo di ciò impeditiva la previsione di cui all’art 184 L.Fall. che disciplina l’effetto vincolante esdebitatorio del concordato preventivo nei confronti di tutti i creditori. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)

L’azione di responsabilità non altera la par condicio creditorum in quanto ha finalità risarcitorie solo nei riguardi del singolo amministratore soggetto distinto dalla società e privo di poteri di rivalsa nei confronti della stessa. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)

L’ammissione della società alla procedura di concordato preventivo non implica un giudizio di meritevolezza dell’operato dei singoli amministratori come si desume anche dalla previsione di cui all’art 173 L.Fall. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)

Il vincolo derivante dal concordato preventivo non fa venir meno la qualità di creditore della società del singolo creditore come si desume dalla previsione dell’ultima parte dell’art 184 L.Fall. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)

L’azione di cui all’art 2394 c.c. ha natura autonoma e non surrogatoria rispetto all’azione prevista dagli artt 2392 e 2393 c.c. e pertanto, l’instaurazione della procedura di concordato preventivo non determina la carenza di interesse in capo al singolo creditore;
L’azione di responsabilità di cui all’art 2394 c.c. può essere esperita dal singolo creditore ai sensi della previsione di cui all’art 2394 bis c.c. non comportando la procedura la perdita della capacità processuale in capo agli organi sociali in favore del Commissario Giudiziale ovvero del Liquidatore. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)

A seguito della pronuncia della sentenza n 71 del 2008 della Corte Costituzionale in presenza di cause connesse ordinarie con altre sottoposte al rito societario il procedimento prosegue per tutte nelle forme del rito ordinario salve le decadenze e le preclusioni maturate, intendendosi per tali quelle già verificatesi con riguardo al giudizio nel quale prosegue il procedimento. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata)

Nell’ipotesi di sentenza non definitiva che abbia deciso rigettandole solo questioni preliminari senza concessione dei termini di cui all’art 183 comma VI c.p.c. il Giudice al quale viene rimesso il giudizio ha l’obbligo e non la facoltà di concederli se richiesto dalle parti ancora all’udienza di precisazione delle conclusioni. (Gabriella Schiaffino) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 12 Febbraio 2015.


Concordato preventivo - Rilascio del DURC - Pagamento del debito previdenziale preesistente - Esclusione
La società in concordato preventivo, anche con riserva, non ha la necessità di procedere all’integrale pagamento del debito previdenziale ed assistenziale maturato ante apertura del concorso, al fine di ottenere il rilascio del DURC positivo. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 29 Dicembre 2014.


Sovraindebitamento - Creditori garantiti da fideiussione di soci di società di persone che abbia presentato domanda di concordato preventivo - Formazione di autonoma classe senza diritto di voto
I creditori garantiti da fideiussione rilasciata da soci di una società di persone che abbia presentato domanda di concordato preventivo, nell'ambito della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento riguardante i singoli soci possono essere raggruppati in apposita classe senza diritto di voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 19 Novembre 2014.


Concordato preventivo - Pagamento dei creditori privilegiati - Regola generale - Privilegio su determinati beni - Rinvenimento del bene
Nell'ambito del concordato preventivo, i crediti privilegiati debbono sempre essere pagati per intero, a meno che il proponente non si sia avvalso della facoltà di cui all'articolo 160, comma 2, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 07 Ottobre 2014.


Concordato preventivo in continuità con riserva - Rilascio del DURC -  Fattispecie di cui al D.M. (Lavoro) 24 ottobre 2007, art. 5, co. 2, lett. b
Il divieto di pagamento di crediti anteriori disposto dall’art. 168 l.fall. costituisce un caso di “sospensione dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative” di cui al comma 2, lett. b, art. 5, D.M. 24 ottobre 2007 che non impedisce il rilascio del DURC anche qualora constino obbligazioni contributive inadempiute in epoca antecedente al deposito della domanda con riserva di concordato preventivo. Pertanto, il tribunale può dare il proprio nulla osta al rilascio del DURC da parte degli istituti previdenziali, e ciò anche nella fase che precede l’omologazione del concordato preventivo in continuità aziendale, con la precisazione che il tribunale deve essere messo in grado di valutare l’effettiva coerenza del provvedimento di rilascio del DURC con le finalità di risanamento e continuità aziendali, e che, a tal fine, non è sufficiente il solo deposito del ricorso per concordato in bianco non ancora integrato dal deposito del piano. (1) (Pier Giorgio Cecchini) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 24 Settembre 2014.


Concordato preventivo - Effetti nei confronti dei soci illimitatamente responsabili - Valutazione di convenienza riservata ai creditori
In considerazione della disposizione di cui all’articolo 184, comma 2, L.F., secondo la quale il concordato della società ha effetto nei confronti dei soci illimitatamente responsabili anche nel caso in cui il patrimonio di questi rimanga estraneo alla procedura, si deve ritenere che sia riservata ai creditori la valutazione di convenienza della proposta rispetto alla liquidazione fallimentare e ciò anche nel caso in cui quest’ultima possa apparire più conveniente, in quanto assoggetta alla liquidazione anche il patrimonio dei soci illimitatamente responsabili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 08 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Trasformazione di società di capitali in società di persone - Fideiussore che assume la qualità di socio - Applicazione dell’articolo 184 L.F. - Momento della prestazione della fideiussione - Irrilevanza
La trasformazione di una società di capitali in società di persone ove il fideiussore divenga socio illimitatamente responsabile della stessa, comporta l’applicazione dell’articolo 184, comma 2, L.F., il quale prevede che il concordato della società, salvo patto contrario, abbia efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili, a nulla rilevando che l’assunzione della qualità di socio sia intervenuta in un momento successivo a quello in cui il soggetto, quale socio della società di capitali, ha prestato la fideiussione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 07 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Società di persone - Effetto esdebitatorio dei soci illimitatamente responsabili - Effetti nei confronti del socio fideiussore - Sussistenza.
Salvo patto contrario da stipularsi con tutti i creditori e coevamente al concordato, l'efficacia remissoria in favore dei soci illimitatamente responsabili si produce anche qualora gli stessi rivestano altresì la qualità di fideiussori della società, in quanto il primo comma dell'articolo 184, il quale lascia impregiudicati i diritti dei creditori contro i coobbligati, i fideiussori dei debitori e gli obbligati in via di regresso, si riferisce ai terzi garanti coobbligati che non siano soci, con la precisazione che l'effetto esdebitatorio suddetto è indipendente dalla circostanza che il socio rivestisse tale qualità al momento in cui ha prestato la garanzia, purché sia tale al momento dell'omologazione del concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 08 Aprile 2014.


Concordato preventivo - Società di persone - Effetto esdebitatorio dei soci illimitatamente responsabili - Delibera di trasformazione subordinata alla omologazione del concordato.
L'effetto esdebitatorio previsto dal secondo comma dell'articolo 184 L.F. a favore dei soci illimitatamente responsabili si produce anche nei confronti di coloro che assumano tale qualità per effetto di delibera di trasformazione di società a responsabilità limitata in società in nome collettivo i cui effetti siano subordinati alla omologazione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 08 Aprile 2014.


Concordato preventivo – Facoltà di voto dei fideiussori – Sussistenza.
Poiché i fideiussori hanno facoltà di rivalersi nei confronti del debitore di quanto pagato ai creditori, essi debbono essere ammessi al voto nell’ambito del concordato di quest’ultimo del quale subiscono gli effetti esdebitatori. Tribunale Bergamo, 20 Febbraio 2014.


Fallimento e procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ipoteca rilasciata su propri beni da socio illimitatamente responsabile - Effetto esdebitatorio - (In)sussistenza - Rimessione alle S.U..
La Sezione Prima civile ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, oggetto di contrasto e ritenuta di particolare importanza, se l’effetto esdebitatorio del concordato preventivo si estenda alla garanzia ipotecaria, prestata su propri beni dal socio illimitatamente responsabile di società personale per i debiti di quest’ultima, e se, in caso di risposta negativa, il creditore ipotecario conservi la garanzia per la parte di credito non coperta dalla percentuale concordataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12 Febbraio 2014, n. 3163.


Concordato preventivo - Attestazione di regolarità contributiva (D.U.R.C.) - Sospensione dei pagamenti in violazione della par condicio creditorum - Legittimità.
La regolarità contributiva ai fini dell'attestazione rilasciata dagli istituti previdenziali (D.U.R.C.) sussiste anche nel caso di "sospensione dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative" e, quindi, anche per effetto della sospensione derivante dall'applicazione del divieto di pagamenti lesivi della par condicio creditorum previsto dagli articoli 167, 168 e 184 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 02 Ottobre 2013.


Fideiussore del debitore richiedente il concordato – Diritto di voto – Sussistenza.
Il fideiussore del debitore che abbia domandato il concordato preventivo ha diritto, oltre che di partecipare all'adunanza dei creditori, anche di esprimere il voto sulla proposta concordataria, posto che il suo debito deve ritenersi scaduto - al pari di quello del debitore principale - per effetto del combinato disposto degli artt. 169 e 55 l.f., restando però sottratto agli effetti del concordato a norma dell'art. 184 l.f., con la conseguenza che egli potrà essere costretto a soddisfare per l'intero il creditore garantito, anche ove quest'ultimo venga parzialmente soddisfatto dal debitore principale. (Mario Porcaro) (riproduzione riservata) Tribunale Ariano Irpino, 24 Aprile 2013.


Concordato preventivo - Pagamento dilazionato dei creditori privilegiati - Partecipazione al voto - Modalità.
La proposta di concordato preventivo può prevedere il pagamento dilazionato dei creditori muniti di causa di prelazione consentendo loro una partecipazione al voto secondo i meccanismi maggioritari, salva la previsione di apposite classi per evitare che detti creditori privilegiati restino vincolati, ai sensi dell'articolo 184 L.F., ad una proposta concordataria approvata in forza della volontà maggioritaria di creditori ad essi posposti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 02 Aprile 2013.


Concordato preventivo - Omologazione - Efficacia dei titoli esecutivi ottenuti nei confronti del debitore - Esperibilità di azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Ammissibilità - Limiti imposti dal concordato omologato.
Nei confronti di soggetto ammesso alla procedura di concordato preventivo è possibile proporre in giudizio azioni di condanna e, volta che il concordato sia stato omologato, i titoli esecutivi ottenuti dai creditori conservano la loro efficacia, con la conseguenza che sulla base di detti titoli è possibile dar corso ad azioni esecutive nei confronti del debitore a condizione che vengano esercitate nei limiti indicati dalle previsioni del concordato omologato, il quale, a norma dell'articolo 184 L.F., è obbligatorio per tutti i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Dicembre 2012.


Concordato preventivo - Risoluzione - Gravità dell'inadempimento - Dimensione superiore a quella relativa alla posizione di chi chiede la risoluzione - Natura collettiva della volizione espressa da i creditori - Rilevanza del pregiudizio che riguardi la generalità dei creditori.
La gravità dell'inadempimento, ai fini della risoluzione del concordato preventivo, implica una dimensione superiore a quella relativa al singolo rapporto debito-credito facente capo all’istante. La natura contrattuale che è alla base del meccanismo concordatario non esclude, infatti, la natura collettiva della volizione espressa dai creditori con il metodo del voto e della conseguente conformazione delle obbligazioni che derivano dall’accettazione della proposta di concordato da parte dei creditori, significativamente vincolati da un meccanismo di maggioranza. Al medesimo tempo, la natura contrattuale non esclude una componente procedimentale a tutela dell’interesse collettivo e più generale di quello dei singoli creditori, componente che traspare da numerose disposizioni (si pensi all’ amministrazione vigilata del patrimonio di cui all’art. 167, legge fallimentare, agli effetti di cui all’art. 168, al meccanismo di voto di cui all’art. 177, agli effetti per tutti i creditori anteriori anche se in ipotesi dissenzienti di cui all’art. 184). Tutto questo va evidentemente nella direzione di far rilevare quale causa di risoluzione non il pregiudizio che riguardi un singolo creditore ricorrente, bensì la generalità dei creditori o comunque degli appartenenti alla classe dei chirografari, che sono poi quelli che in precedenza erano stati chiamati ad esprimere il consenso alla proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 07 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Effetto esdebitatorio - Indicazione di una percentuale di soddisfazione dei crediti - Necessità.
L'effetto esdebitatorio del concordato preventivo con cessione dei beni non consegue alla semplice messa a disposizione dei beni bensì all'effettivo pagamento della percentuale dei crediti che la proposta prevede di pagare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 09 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Estensione dell'effetto esdebitativo ai soci illimitatamente responsabili - Concordato di gruppo - Esplicita formale richiesta delle imprese del gruppo di richiedere in proprio l'effetto esdebitativo del concordato - Effetti.
L'effetto esdebitativo previsto dall'articolo 184, comma 2, legge fallimentare in ordine alla estensione automatica del concordato preventivo di società di persone ai soci illimitatamente responsabili deve intendersi limitato alle obbligazioni sociali e non a quelle che riguardano i singoli soci, i creditori dei quali conservano, pertanto, impregiudicati i propri diritti nei loro confronti. L'effetto esdebitatorio in questione potrà, tuttavia, estendersi ai soci della società di persone nell'ipotesi di cosiddetto "concordato di gruppo" nel quale detti soci siano a loro volta imprese, le quali, nella domanda di concordato, non si siano limitate ad invocare l'effetto esdebitatorio parziale di cui al citato secondo comma dell'articolo 184, ma abbiano dichiarato di agire anche "in proprio" e non solo nella qualità di soci illimitatamente responsabili ed abbiano altresì chiesto di essere "tutti" ammesse alla procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 23 Dicembre 2011.


Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Concordato di società in nome collettivo costituita al fine di presentare il concordato di gruppo - Ammissibilità.
In considerazione della meritevolezza giuridica che deve riconosciuta al tentativo di superamento della crisi d'impresa attraverso l'esdebitazione dell'imprenditore insolvente per deliberazione dei creditori concorsuali, deve ritenersi ammissibile il concordato preventivo di una società in nome collettivo risultante dal conferimento in essa dei complessi aziendali delle altre società appartenenti al gruppo e ciò anche nell'ipotesi in cui detta società sia stata costituita allo scopo specifico di presentare un concordato preventivo di gruppo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 23 Dicembre 2011.


Concordato preventivo - Transazione fiscale - Obbligatorietà - Esclusione.
Nell'ambito del concordato preventivo, la falcidia del credito fiscale può aver luogo anche in presenza di voto contrario dell'amministrazione finanziaria. A tale conclusione è possibile pervenire in forza della disposizione contenuta nell'articolo 184, legge fallimentare, la quale, enunciando gli effetti del concordato, sancisce che "il concordato omologato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori al decreto di apertura della procedura". La tassatività di tale disposizione porta, infatti, a ritenere che l'assetto dei crediti che emerge dalla proposta omologata obbliga tutti i creditori indipendentemente non solo dal loro voto favorevole o contrario ma dalla loro stessa partecipazione al procedimento. Deve quindi escludersi l'esistenza di un particolare statuto per il fisco, posto che una eventuale eccezione al suddetto principio sarebbe stata espressamente contenuta nella disposizione che regola questa materia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Ottobre 2011.


Concordato preventivo - Operazione straordinaria - Costituzione di nuova s.n.c. attraverso conferimenti d'azienda delle società di capitali in crisi - Presentazione di un'unica domanda di concordato a cura della s.n.c. - Ammissibilità.
Alla luce del novellato art. 160, legge fallimentare, deve ritenersi ammissibile un concordato preventivo, che, pur formalmente non di gruppo, permetta comunque un'articolata gestione della crisi d'impresa attraverso la costituzione di una società in nome collettivo il cui patrimonio sia il risultato dei conferimenti aziendali delle società di capitali in crisi, le quali, divenendo soci illimitatamente responsabili, fruiscono anch'esse, ai sensi dell'art. 184, comma 2, legge fallimentare, dell'efficacia del concordato preventivo che, a completamento dell'operazione straordinaria in esame, la neo costituita società in nome collettivo presenterà. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 02 Maggio 2011.


Società di persone – Concordato preventivo – Successiva dichiarazione di fallimento – Debiti personali dei soci – Principio della consecuzione processuale – Inapplicabilità – Conseguenze – Ipoteca giudiziale a carico del socio – Opponibilità al fallimento – Decorrenza – Interessi passivi – Opponibilità al fallimento – Decorrenza – Dalla data della dichiarazione di fallimento – Fondamento. (29/06/2010)
Il principio della consecuzione processuale tra le procedure di concordato preventivo e di fallimento non può essere applicato con riferimento ai creditori personali dei soci illimitatamente responsabili di società di persone, in quanto l'efficacia del concordato preventivo della società nei confronti dei soci illimitatamente responsabili riguarda esclusivamente i debiti sociali. Ne consegue che ai fini dell'opponibilità di eventuali ipoteche al fallimento o del computo degli interessi sui crediti vantati nei confronti dei singoli soci, non rileva la data di ammissione della società di persone al concordato preventivo, ma quella della successiva dichiarazione di fallimento, ai sensi dell'art. 147 della legge fall., dei soci illimitatamente responsabili. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, 26 Marzo 2010, n. 7273.


Fallimento ed altre procedura concorsuali - Concordato preventivo - Limitazione degli impegni dell’assuntore ai creditori ammessi - Esclusione - Applicazione della responsabilità del debitore ai creditori che non hanno preso parte alla procedura - Ammissibilità.
Nel concordato preventivo, non essendo prevista una verifica giudiziale dei crediti e dello stato passivo, non vi è, come nel concordato fallimentare, la possibilità per l’assuntore di limitare i propri impegni ai soli creditori ammessi al passivo anche provvisoriamente ed a quelli che hanno proposto opposizione o domanda tardiva al tempo della proposta. Ciò nonostante la previsione dell’ultima parte dell’art. 124 legge fallimentare, secondo la quale, in caso di limitazione degli impegni dell’assuntore, “verso gli altri creditori continua a rispondere il fallito” può essere applicata al concordato preventivo al fine di escludere gli effetti esdebitativi di cui all’art. 184 legge fallimentare nei confronti di quei creditori che non abbiano preso parte alla procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Febbraio 2009, n. 2706.


Concordato preventivo - Disposizione ex art. 74, secondo comma, legge fall. - Applicabilità alla procedura di concordato preventivo - Esclusione - Credito del somministrante per prestazioni eseguite prima dell'ammissione del debitore al concordato - Soggezione al concorso ex art. 184 legge fall. - Necessità - Fondamento
Il credito del somministrante per il prezzo delle somministrazioni eseguite prima dell'ammissione del debitore al concordato preventivo è soggetto al concorso, ai sensi dell'art. 184 legge fall., non essendo estensibile al concordato il disposto del secondo comma dell'art. 74 legge fall., dettato in ragione delle specifiche finalità del fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Maggio 2005, n. 10429.


Concordato preventivo - Società di persone con soci illimitatamente responsabili - Richiesta di concordato preventivo - Estensione degli effetti agli atti posti in essere dai soci dispositivi del loro patrimonio individuale - Esclusione
La disposizione contenuta nell'art. 184 legge fall., che estende ai soci illimitatamente responsabili di società di persone l'efficacia remissoria del concordato preventivo, si riferisce ai debiti sociali, nel senso che il pagamento della percentuale concordataria ha effetto liberatorio anche nei loro confronti, senza con ciò determinare l'estensione della procedura al patrimonio dei soci, che resta estraneo ad essa. Agli atti di disposizione del socio non può, pertanto, essere estesa la disciplina dettata dall'art. 167 legge fall. che prevede l'inopponibilità, ai creditori sociali anteriori alla procedura, degli atti di disposizione posti in essere dal debitore ammesso alla procedura, che va identificato nella sola società. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Agosto 2001, n. 11343.


Concordato preventivo - Disposizione ex art. 74, secondo comma, legge fall. - Applicabilità alla procedura di concordato preventivo - Esclusione - Credito del somministrante per prestazioni eseguite prima dell'ammissione del debitore al concordato - Soggezione al concorso ex art. 184 legge fall. - Necessità - Credito del somministrante per prestazioni eseguite dopo l'ammissione al concordato - Prededuzione - Ammissibilità
Il credito del somministrante per il prezzo delle somministrazioni eseguite prima dell'ammissione del debitore somministrato al concordato preventivo è soggetto al concorso a norma dell'art. 184 legge fall., al pari degli altri crediti anteriori al decreto di apertura della procedura, ed è, perciò, pagato nella percentuale concordataria, anche se il rapporto prosegua in costanza della procedura, non essendo estensibile al concordato il disposto del secondo comma dell'art. 74 legge fall., dettato in ragione delle specifiche finalità del fallimento. Deve essere, invece, soddisfatto per intero il credito relativo alle prestazioni di somministrazione eseguite dopo il decreto di ammissione al concordato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Gennaio 1997, n. 968.


Concordato preventivo - Effetti - In genere - Concordato della società - Efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili per i debiti sociali - Fideiussione per questi ultimi prestata da detti soci - Irrilevanza.
L'art. 184 secondo comma della legge fallimentare, ai sensi del quale il concordato della società, salvo patto contrario (da stipularsi con tutti i creditori e coevamente al concordato stesso), ha efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili, relativamente ai debiti sociali, opera anche quando, per tali debiti, i soci abbiano prestato fideiussione, considerato che il primo comma di detto articolo, nello stabilire che i creditori, soggetti alla obbligatorietà del concordato, conservano impregiudicati i diritti contro i fideiussori (nonché i coobbligati e gli obbligati in via di regresso), si riferisce ai terzi diversi dai soci, trovando titolo la responsabilità di questi ultimi, nel concordato come nel fallimento, proprio nella loro qualità di soci, in via assorbente rispetto ad eventuali diverse fonti di responsabilità per i medesimi debiti sociali. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 24 Agosto 1989, n. 3749.