Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 180 ∙ (Giudizio di omologazione )


Convenienza e la fattibilità economica della proposta
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Gruppo di imprese
Commissario giudizialeAttestazione del professionistaGraduazione delle cause di prelazionePercentuale di soddisfacimento dei creditoriPercentuale minima di soddisfazioneContratti in corso di esecuzioneModifica della propostaMutamento delle condizioni di fattibilità del pianoTempi della liquidazioneDichiarazione di fallimento

Valutazione del tribunale
Controllo di legittimità del giudice
Regolarità della documentazioneTerzietà e imparzialità del giudiceContraddittorioInterpretazione della domanda di concordatoModifica del pianoConvenienza e la fattibilità economica della propostaCausa (concreta) del concordatoAbuso del dirittoInammissibilità del concordatoRevoca del concordato ex articolo 173 L.FAtti di frodeAlternativa della liquidazione fallimentareAlternative concretamente praticabiliValutazione degli immobiliClassiCram downCrediti contestatiAccertamento dei crediti

Procedimento
Omologa, procedimento
Competenza per territorioNotifica del decreto di fissazione dell'udienza di omologazioneOmologa, termine per la costituzione in giudizioRiesame dei provvedimenti del giudice delegato

Nomina liquidatore
Sospensione della nomina del liquidatoreNomina comitato dei creditoriNomina di procuratore per la vendita dei beniSvincolo delle somme accantonate

Omologazione di concordato con continuità aziendale e cancellazione di iscrizioni nel registro imprese
Omologazione, monitoraggio della gestioneOmologazione, disposizioni sulla esecuzione del concordatoOmologazione, provvisoria esecutorietàOmologazione, segnalazione in Centrale rischiOmologazione, passaggio in giudicatoRigetto dell'omologa

Reclamo, legittimazione
Reclamo avverso il decreto di omologaOpposizione all'omologa, legittimazioneRicorso per cassazione

Voto
Consenso informato dei creditori
VotoVoto e rinuncia al privilegioVoto e conflitto di interessiVoto e prova di resistenzaVoto nullo e nuova espressione del voto

Opposizioni
Opposizione, procedimento
Opposizione, termine per la costituzioneOpposizione, difesa tecnicaOpposizione, legittimazione del liquidatoreOpposizione, legittimazione di qualunque interessatoOpposizione, sindacato del tribunaleOpposizione, motiviOpposizione, motivi e scissione post omologazione

Altro
Scissione
Erogazione di nuova finanza per il completamento dei cantieri in corsoFinanza esterna fornita dai soci illimitatanente responsabiliClausola di esdebitazionePagamento di creditori anterioriLiquidazione anteriore alla omologaApporto di terziPrededuzioneTrustFideiussoriAccantonamentiCrediti esclusiCrediti postergatiIndividuazione del momento di avvio del piano concordatario


Convenienza e la fattibilità economica della proposta

Concordato preventivo – Omologazione – Valutazione del tribunale – Soddisfacimento dei creditori – Comparazione tra il piano di concordato presentato dal debitore e qualsiasi altra ipotetica modalità di soluzione della crisi – Esclusione – Eventualità del fallimento come elemento di comparazione
Il tribunale non è quindi chiamato ad omologare soltanto quel piano che assicuri in astratto la più alta percentuale di soddisfacimento dei creditori, poiché il giudizio di omologazione non ha soltanto tale obiettivo, ma deve anche assicurare, almeno in prospettiva, un effettivo superamento della situazione di crisi del debitore, nonché la fattibilità del piano nel suo insieme.

Neppure è corretto, come sempre preteso dall'opponente, effettuare in sede di omologa del piano una comparazione tra il piano di concordato concretamente presentato dal debitore e qualsiasi altra ipotetica o astratta modalità di soluzione negoziata della crisi (magari aggiungendo o sottraendo alcune poste di attivo patrimoniale, come arbitrariamente preteso dall'opponente), poiché i parametri (alternativi) di riferimento ai quali ancorare la valutazione in esame sono rappresentati dal fallimento del proponente ovvero dalla concreta fattibilità di altri piani concorrenti ex art. 163-bis L.F., nel caso in esame non presentati.

Oltre a ciò, va ricordato che spetta unicamente al debitore la formulazione della proposta di concordato e dunque l'individuazione del contenuto e delle modalità del piano concordatario, laddove i creditori sono liberi di approvare o meno tale proposta, in base ad una loro individuale valutazione di convenienza, mentre al tribunale è sottratto ogni sindacato sul merito della scelta imprenditoriale attraverso cui il debitore intende soddisfare le pretese creditorie in armonia con le esigenze di continuità aziendale, fatta sempre salva la dimostrazione che il piano predisposto sia ispirato da volontà fraudolenta delle ragioni dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 22 Ottobre 2019.


Concordato preventivo - Controllo demandato al Tribunale in sede di omologazione - Valutazione della realizzabilità della causa concreta della proposta concordataria in tempi ragionevolmente contenuti - Inclusione - Valutazione dei termini di adempimento e dei rischi temporali connessi - Spettanza al ceto creditorio - Fattispecie
In sede di omologa del concordato preventivo, rientra nell'alveo del giudizio di fattibilità giuridica demandato al tribunale, la valutazione dell'effettiva realizzabilità della causa concreta della proposta concordataria attraverso la previsione di una soddisfazione in tempi di realizzazione ragionevolmente contenuti; viceversa, sono rimessi all'apprezzamento dei creditori la verosimiglianza dei termini di adempimento prospettati e i rischi temporali connessi alla liquidazione dell'attivo, trattandosi di aspetti concernenti la mera convenienza economica. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di rigetto del reclamo avverso il provvedimento con cui il giudice, nel dichiarare l'inammissibilità di un concordato preventivo liquidatorio, aveva valorizzato - ritenendolo incluso nel quadro delle valutazioni giuridiche consentite al collegio – l'aspetto dell'incompatibilità tra il tipo di procedura concordataria prescelto e la programmata persistenza di un contratto d'affitto di azienda alberghiera per ulteriori sei anni al cui spirare era procrastinata la dismissione del complesso di beni). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Agosto 2018, n. 21175.


Concordato preventivo - Sindacato sulla fattibilità del giudice di merito - Estensione oltre la verifica della idoneità della proposta concordataria a realizzare la "causa concreta" - Esclusione - Accertamento di una sia pur minimale soddisfazione dei creditori chirografari
Quantunque in sede di omologazione del concordato preventivo le corti di merito siano chiamate a verificare la fattibilità del concordato, il sindacato su tale punto, nei casi in cui si discuta della fattibilità economica, non può essere esteso oltre la verifica della idoneità della proposta concordataria a realizzare la "causa concreta" della procedura concorsuale, la quale si estrinseca nella finalità di assicurare il superamento della crisi attraverso "una sia pur minimale soddisfazione dei creditori chirografari " (Cass. S.U. n. 1521/2013; Cass. 11497/2014; Cass. 11423/2014; Cass. 6332/2016). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Giugno 2017.


Concordato preventivo – Modifiche di cui al DL 83 del 2015 – Sindacato del tribunale – Fattibilità economica – Sussistenza
A seguito dell’introduzione, nel concordato liquidatorio, della percentuale minima di pagamento del venti per cento dell’ammontare complessivo dei creditori chirografari (art. 160, comma 4, legge fall.) e, con riferimento a tutti i tipi di concordato, dell’obbligo di assicurare un’utilità specifica ed economicamente valutabile (art. 161, comma 2, lett. e), la valutazione del giudice in ordine alla fattibilità del concordato preventivo  non è più limitata alla verifica della incompatibilità del piano con norme inderogabili (cd. fattibilità giuridica) od alla assoluta e manifesta inettitudine dello stesso a raggiungere gli obiettivi prefissati (cd. fattibilità economica); con le modifiche di cui al decreto legge n. 83 del 2015, sono stati, infatti, attribuiti al tribunale più penetranti poteri di indagine tra i quali, quello di verificare la fattibilità tout court del piano valutando tutti gli elementi a disposizione, senza alcun vincolo che non sia quello del canone del prudente apprezzamento di cui all’art. 116 c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 26 Aprile 2017.


Concordato preventivo – Oggetto della proposta – Regolazione della crisi – Indicazione delle modalità di soddisfacimento dei crediti – Necessità – Valutazione dei creditori – Informazione – Necessità
La proposta di concordato preventivo deve necessariamente avere ad oggetto la regolazione della crisi, la quale a sua volta può assumere concretezza soltanto attraverso le indicazioni delle modalità di soddisfacimento dei crediti (in esse comprese quindi le relative percentuali ed i tempi di adempimento), rispetto alla quale la relativa valutazione (sotto i diversi aspetti della verosimiglianza dell'esito e della sua convenienza) è rimessa al giudizio dei creditori, in quanto diretti interessati. Giudizio che presuppone che i creditori ricevano una puntuale informazione circa i dati, le verifiche interne e le connesse valutazioni, incombenti che assumono un ruolo centrale nello svolgimento della procedura in questione ed al cui soddisfacimento sono per l'appunto deputati a provvedere dapprima il professionista attestatore, in funzione dell'ammissibilità al concordato (art. 161 l.f.), e quindi il commissario giudiziale prima dell'adunanza per il voto (art. 172 l.f.). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 14 Settembre 2016.


Reclamo avverso sentenza dichiarativa di fallimento - Mancata omologazione di concordato preventivo per difetto di causa - Dichiarazione di fallimento
L'art. 180 l.f. prevede che il Tribunale debba controllare definitivamente i requisiti di ammissibilità già delibati a norma dell'art. 162 l.f. in fase di ammissione, ivi compreso il profilo della «fattibilità del piano» di cui all'art. 161 l.f. e non vi è dubbio che a tale espressione non possa non essere attribuito quantomeno il significato di controllo circa l'effettiva realizzabilità della proposta concordataria, tale non essendo necessariamente ogni proposta che venga approvata dalla maggioranza dei creditori.

Il Tribunale, investito del giudizio di omologa ex art. 180 l.f., in presenza di espressa opposizione all'omologazione da parte di un creditore dissenziente, è legittimato a rivedere ha rivisto in senso negativo i requisiti di ammissibilità del piano concordatario, tra cui è prevista dall'art. 161 l.f. la sua concreta fattibilità, in quanto nella fattispecie concreta non si poneva tanto la questione di poter pagare i creditori chirografari solo nella misura del 3,10% del loro credito anziché nella misura del 15% promessa nel piano, ma appunto di non poterli pagare affatto: ciò innegabilmente confligge in modo insuperabile con la causa concreta dell'istituto giuridico del concordato preventivo prevista dalla legge. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 11 Luglio 2016.


Concordato preventivo – Valutazione della proposta – Fattibilità giuridica e fattibilità economica – Significato – Attribuzione
La fattibilità della proposta di concordato non afferisce alla convenienza, ma alla probabilità basilare del suo adempimento.

Avendo tolto all’ufficio la valutazione di meritevolezza e di convenienza, il legislatore ha scelto di lasciare al giudice un controllo sulla fattibilità della definizione dell’insolvenza proposta dal debitore, che potrà essere in sé più o meno conveniente, come giudicheranno i creditori in piena coerenza con la fisionomia negoziale dell’operazione concordataria, ma che comunque non deve andare avanti se non è concretamente fattibile.

Tenere nelle mani del Tribunale la valutazione della fattibilità economica non significa introdurre una surrettizia valutazione di convenienza, di cui restano padroni i creditori, ma significa salvaguardare lo scopo essenziale della procedura. In assenza di una seria prospettiva di adempimento del concordato, la crisi d’impresa non viene definita, ma soltanto procrastinata e questo non si può ammettere. E per questa ragione il giudice, privato del ruolo di garante della convenienza, deve restare garante della fattibilità, intesa come nucleo essenziale della prognosi di adempimento. (Carlo Di Nanni) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 14 Ottobre 2015.


Concordato preventivo – Giudizio di omologazione – Opposizione c.d. semplice – Comparazione tra le procedure della tempistica di liquidazione – Convenienza della proposta – Sindacato da parte del Tribunale – Inammissibilità
Nel giudizio di omologazione, in assenza di opposizione “qualificata” dei creditori ex art. 180 quarto comma l. fall. va escluso il sindacato del Tribunale in merito alla questione se la procedura concordataria consenta tempi di liquidazione più solleciti di quelli di una procedura fallimentare, attenendo detta questione al giudizio di convenienza del concordato. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 01 Ottobre 2015.


Concordato preventivo – Giudizio di omologazione – Fattibilità economica della proposta – Sindacato da parte del Tribunale – Inammissibilità – Capacità di adempimento del terzo in favore della società concordataria – Giudizio probabilistico spettante esclusivamente al ceto creditorio
Anche in presenza di opposizione all’omologazione, non sussiste alcuno spazio del tribunale per sindacare la fattibilità economica del concordato, al pari di quanto avviene nelle fasi dell’ammissione e della revoca, e ciò anche in ipotesi di opposizione “qualificata” ex art. 180 quarto comma l. fall. (cfr. Cass. 2014/15345).

Attiene al giudizio di fattibilità economica della proposta demandato esclusivamente al ceto creditorio la valutazione della capacità di adempimento del terzo in favore della società concordataria, ove i creditori siano stati edotti con la relazione ex art. 172 l. fall. del Commissario Giudiziale, per cui deve ritenersi che non sia nei poteri dell’organo giurisdizionale quello di sovrapporre e superare l’informata valutazione dei creditori. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 10 Settembre 2015.


Concordato preventivo – Giudizio di omologazione – Opposizione “qualificata” all’omologa – Convenienza della proposta – Sindacato da parte del Tribunale – Ammissibilità
Nel giudizio di omologazione, in ipotesi di opposizione “qualificata” dei creditori, non è escluso il sindacato del Tribunale in ordine alla convenienza della proposta di concordato preventivo, a condizione che sussistano i presupposti previsti dal novellato art. 180, comma 4, l. fall. per cui - in presenza di opposizione di un creditore appartenente ad una classe dissenziente ovvero, nell'ipotesi di mancata formazione delle classi, ove i creditori dissenzienti rappresentino il venti per cento dei crediti ammessi al voto - l’omologa può essere accordata qualora il Tribunale ritenga che “il credito possa risultare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili”. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 10 Settembre 2015.


Concordato preventivo - Finanza terza - Vincolo di destinazione - Revocatoria dell'atto istitutivo del vincolo - Irrealizzabilità della proposta
È irrealizzabile e, quindi, non fattibile, la proposta di concordato preventivo di una società a responsabilità limitata che si fondi anche sulla finanza esterna fornita dai soci mediante vincolo di destinazione dei propri beni qualora il creditore particolare dei soci abbia manifestato l'intenzione di proporre azione revocatoria dell'atto istitutivo del vincolo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Accertamento tecnico eseguito dal c.t.u. nominato dal giudice delegato - Prognosi di impossibilità di soddisfacimento dei creditori chirografari - Questione attinente la fattibilità giuridica del concordato
Qualora, sulla base di un accertamento tecnico eseguito da un consulente tecnico d'ufficio nominato dal giudice delegato, sia possibile esprimere una prognosi di impossibilità di soddisfacimento dei creditori chirografari, il tema del valore dei beni ceduti alla massa dei creditori incide direttamente sulla cosiddetta fattibilità giuridica del concordato e, come tale, rientra nella sfera di cognizione del tribunale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Effetti nei confronti dei soci illimitatamente responsabili - Valutazione di convenienza riservata ai creditori
In considerazione della disposizione di cui all’articolo 184, comma 2, L.F., secondo la quale il concordato della società ha effetto nei confronti dei soci illimitatamente responsabili anche nel caso in cui il patrimonio di questi rimanga estraneo alla procedura, si deve ritenere che sia riservata ai creditori la valutazione di convenienza della proposta rispetto alla liquidazione fallimentare e ciò anche nel caso in cui quest’ultima possa apparire più conveniente, in quanto assoggetta alla liquidazione anche il patrimonio dei soci illimitatamente responsabili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 08 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Omologa - Fattibilità giuridica - Limiti al sindacato del tribunale

Concordato preventivo - Sindacato del giudice sulla convenienza della proposta - Limiti - Concordato con classi e dissenso di una o più classi

L’art. 180, comma 5, L.F. nella formulazione dettata dal d.l. n. 35/05 estende il sindacato del giudice alla convenienza della proposta, indipendentemente dalla proposizione di opposizioni, soltanto nell’ipotesi di concordato con classi e di dissenso di una o più classi. (Dario Finardi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Omologazione - Sindacato del tribunale o della corte d’appello - Verifica delle probabilità di successo del concordato - Esclusione
In sede di omologazione il sindacato del tribunale e della corte d’appello in sede di reclamo non può estendersi attraverso una verifica istruttoria alla probabilità di successo del concordato approvato dai creditori e l’omologazione non può essere negata neppure quando, a giudizio del tribunale o della corte d’appello, sia prevedibile l’inadempimento del concordato. (Dario Finardi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Luglio 2014.


Fattibilità economica del piano - Valutazione officiosa del tribunale - Esclusione - Fattispecie - Incapacità del proponente di formalizzare l'acquisto di cespiti immobiliari, mancata formalizzazione delle garanzie promesse, inattendibilità della valutazione degli immobili - Valutazioni di esclusiva competenza dei creditori.
Non sono oggetto del sindacato officioso del giudice eventuali ragioni di irrealizzabilità in concreto del piano di concordato preventivo, le quali rientrano nella nozione di fattibilità economica riservata esclusivamente alla valutazione dei creditori. L'incapacità del proponente di formalizzare l'acquisto di cespiti immobiliari, la mancata formalizzazione delle garanzie promesse da terzi e la ritenuta inattendibilità della valutazione degli immobili quali ragioni dell'eventuale insuccesso del concordato costituiscono elementi che devono essere valutati in via esclusiva dai creditori, sempre che non sia posta in discussione la loro compiuta informazione e che i citati elementi non integrino una assoluta, manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati di soddisfazione dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Maggio 2014, n. 11497.


Concordato preventivo - Valutazione prognostica in ordine alla possibilità di incassare determinati crediti - Valutazione riservata esclusivamente ai creditori - Corretta informazione - Necessità.
La questione relativa alla possibilità di incassare determinati crediti nel termine e nella misura indicati nella proposta non rientra nell'ambito del controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità di competenza del tribunale. La valutazione in ordine alle effettive e concrete probabilità di incasso dei crediti rientra, infatti, in una valutazione di carattere economico e di merito della fattibilità del piano rimessa esclusivamente ai creditori. Il giudice, in sostanza, non può esercitare un controllo sulla prognosi di realizzabilità dell'attivo nei termini indicati dall'imprenditore, esulando detta prognosi dalla causa del concordato ed essendo rimessa alla valutazione dei creditori quali diretti interessati, una volta assicurata la corretta trasmissione dei dati ed acquisite le indicazioni del commissario giudiziale, nell'esercizio delle funzioni di controllo e di consulenza da lui svolte nella veste di ausiliario del giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Tempi previsti per l'adempimento - Aspetto che attiene alla convenienza del concordato - Valutazione riservata ai creditori.
Quello dei tempi previsti per l'adempimento è un aspetto che, lambendo il profilo della convenienza del concordato, va rimesso alla valutazione pacificamente riservata ai creditori, fatto salvo il caso limite di una dilatazione temporale non solo consistente, ma anche avulsa da una specifica progettualità economica del piano concordatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 07 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Distinzione tra fattibilità economica e fattibilità giuridica - Aspetti valutativi distinti rispettivamente di convenienza e di legalità - Contenuto del controllo giudiziale in sede di omologa del concordato.
La scissione del concetto di fattibilità (già di per sé riconducibile al genus del merito, piuttosto che della legittimità) nelle due categorie della fattibilità economica e giuridica, può risultare fuorviante - attenendo le due nuove species a profili valutativi nettamente distinti, l'uno di convenienza (spettante ai creditori), l'altro di legalità (di competenza del giudice) - ed in fondo anche superflua, avendo comunque la stessa Corte di cassazione (SS.UU. 23 gennaio 2013, n. 1521) chiaramente delineato i tre momenti del controllo giudiziale in sede di omologa del concordato: 1) controllo sulla completezza e regolarità degli atti, in esse comprese la logicità e coerenza delle attestazioni; 2) controllo sulla legittimità degli atti, intesa come rispetto delle norme di legge, di carattere generale o speciale; 3) controllo (di merito) sulla idoneità degli atti, intesa come conformità alla causa concreta del concordato, con riferimento alla astratta capacità della proposta (e del piano) di assolvere la sua funzione di regolazione della crisi di impresa, con soddisfazione dei creditori non apparente e - quantomeno secondo le SS.UU. - anche in tempi non irragionevoli, sebbene quest'ultimo profilo appaia piuttosto da ricondurre, insieme al grado di soddisfacimento conseguibile, alla valutazione (anche comparativa) di convenienza della proposta, che è pacificamente di esclusivo appannaggio del ceto creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 07 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Controllo del tribunale sulla fattibilità - Limiti - Valutazione di convenienza intesa come probabilità di successo economico del piano e dei rischi inerenti - Inammissibilità.
Il Tribunale non può entrare nel merito del giudizio di convenienza (ovvero della probabilità di successo economico del piano e dei rischi inerenti); detto giudizio è infatti riservato alla sola valutazione dei creditori. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 07 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Giudizio di omologazione - Sindacato del giudice sulla fattibilità economica - Limiti - Sindacato esteso a rilievi di carattere valutativo e prognostico - Esclusione.
In sede di giudizio di omologazione del concordato preventivo, il sindacato del giudice è limitato alla verifica della sussistenza o meno di un’assoluta e manifesta non attitudine del piano di concordato a raggiungere gli obiettivi prefissati. Pertanto il sindacato del giudice non si estende alla fattibilità economica quando la sua analisi comporti rilievi di carattere prognostico, per loro natura opinabili e suscettibili di errore. È dunque di esclusiva competenza dei creditori la valutazione circa la probabilità che si realizzino o meno eventi determinanti per il successo del piano di soluzione della crisi. (Margherita Falagiani) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Fattibilità - Sindacato del giudice - Verifica diretta del presupposto - Distinzione tra fattibilità giuridica e fattibilità economica.
La fattibilità, intesa come prognosi di concreta realizzabilità del piano concordatario, è presupposto di ammissibilità del concordato, sul quale il giudice deve pronunciarsi esercitando un sindacato che non è "di secondo grado", che non si esercita, cioè, sulla sola completezza e congruità logica dell'attestazione del professionista di cui all’articolo 161, comma 3, L.F., ma consiste nella verifica diretta del presupposto stesso, con la precisazione che la fattibilità si distingue in fattibilità giuridica, intesa come non incompatibilità del piano con norme inderogabili, e fattibilità economica, intesa come realizzabilità nei fatti del medesimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Sindacato sulla fattibilità giuridica - Natura sostanzialmente illimitata - Fattibilità economica - Natura prognostica e opinabile con margini di errore - Sindacato riservato ai creditori.
Mentre il sindacato del giudice sulla fattibilità giuridica non ha particolari limiti, quello sulla fattibilità economica richiede, invece, valutazioni prognostiche fisiologicamente opinabili e comportanti un margine di errore, nel che è insito anche un margine di rischio del quale è ragionevole siano arbitri i soli creditori, in coerenza con l'impianto generale prevalentemente contrattualistico dell'istituto del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Profilo della fattibilità economica riservato al giudice - Assoluta e manifesta non attitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati - Realizzazione della causa concreta del concordato.
Con riferimento alla fattibilità economica, è individuabile un solo profilo su cui si esercita il sindacato officioso dal giudice (fermo, ovviamente, il controllo della completezza e correttezza dei dati informativi forniti dal debitore ai creditori, con la proposta di concordato e i documenti allegati, ai fini della consapevole espressione del loro voto): quello della verifica della sussistenza o meno di un’assoluta, manifesta non attitudine del piano presentato dal debitore a raggiungere gli obbiettivi prefissati, ossia a realizzare la causa concreta del concordato, individuabile caso per caso in riferimento alle specifiche modalità indicate dal proponente per superare la crisi mediante una sia pur minimale soddisfazione dei creditori chirografari in un tempo ragionevole (causa in astratto). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Fattibilità economica - Catalogo di elementi prognostici e valutativi riservati ai creditori.
Nell'ambito del concordato preventivo, appartengono al profilo della fattibilità economica e sono, quindi, sottratti al sindacato del giudice in ragione del carattere valutativo e prognostico aspetti quali: a) la mancanza di impegni cogenti da parte delle banche per l'apporto di nuova finanza dopo l'omologazione; b) il forte deficit patrimoniale che ha comportato la totale perdita del capitale in itinere; c) la mancanza di garanzie circa le previste dismissioni di determinati beni immobili; d) la mancanza di copertura del fabbisogno concordatario per un determinato periodo mediante le risorse previste nel piano. Il carattere valutativo dei rilievi sub a) e c) è, infatti, evidente, non comportando la mancanza di impegni cogenti o la mancanza di garanzie necessariamente l'esclusione in futuro dell'apporto della nuova finanza o della vendita degli immobili al prezzo sperato; ma anche i rilievi sub b) e d) si sostanziano nella prognosi di un andamento negativo della futura attività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Opposizione all'omologazione - Valutazione della convenienza del creditore ad aderire al concordato - Irrilevanza ai fini della decisione - Valutazione demandata esclusivamente al creditore.
Le doglianze relative ad una non corretta valutazione, da parte del creditore che proponga opposizione all'omologa del concordato preventivo, della propria convenienza ad aderire al concordato, non rilevano ai fini della decisione, essendo nel nuovo quadro normativo esclusivamente demandata al creditore ogni valutazione del proprio interesse, opportunità e convenienza della proposta concordataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 13 Settembre 2013.


Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - In genere - Controllo demandato al tribunale - Oggetto - Controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato - Ammissibilità - Contenuto e limiti - Accertamento della convenienza della proposta - Esclusione.
In tema di concordato preventivo, il controllo del tribunale va effettuato sia verificando l'idoneità della documentazione prodotta (per la sua completezza e regolarità) a corrispondere alla funzione che le è propria, consistente nel fornire elementi di giudizio ai creditori, sia accertando la fattibilità giuridica della proposta, sia, infine, valutando l'effettiva idoneità di quest'ultima ad assicurare il soddisfacimento della causa della procedura. Rientrano, dunque, nell'ambito di detto controllo, la correttezza e la coerenza delle argomentazioni svolte e delle motivazioni addotte dal professionista a sostegno del formulato giudizio di fattibilità del piano; l'eventuale impossibilità giuridica di dare esecuzione, sia pure parziale, alla proposta di concordato; l'eventuale inidoneità della proposta, se emergente "prima facie", a soddisfare in qualche misura i diversi crediti rappresentati. Resta, invece, riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito di detto giudizio, che ha ad oggetto la fattibilità del piano e la sua convenienza economica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 2013, n. 13083.


Concordato preventivo - Giudizio di fattibilità economica del piano riservato ai creditori.
Nel concordato preventivo pertiene esclusivamente ai creditori il giudizio di fattibilità economica del piano, inteso quale l'opinabile giudizio prognostico circa la realizzabilità in concreto dell'attivo prospettato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 07 Marzo 2013.


Concordato preventivo - Controllo del giudice sulla fattibilità della proposta di concordato - Controllo nelle diverse fasi del procedimento - Contenuto della proposta - Verifica dell'effettiva realizzabilità della causa concreta - Significato - Finalità della procedura.
Il principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite Civili della Corte di cassazione:
Il giudice ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato, non restando tale giudizio escluso dall’attestazione del professionista, mentre resta riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito del detto giudizio, che ha ad oggetto la probabilità di successo economico del piano ed i rischi inerenti. Il controllo di legittimità del giudice si realizza facendo applicazione di un unico e medesimo parametro nelle diverse fasi di ammissibilità, revoca ed omologazione in cui si articola la procedura di concordato preventivo, verificando l'effettiva realizzabilità della causa concreta della procedura di concordato; quest'ultima, la quale deve essere intesa come obiettivo specifico perseguito dal procedimento, non ha contenuto fisso e predeterminabile, essendo dipendente dal tipo di proposta formulata, ma deve comunque essere finalizzata, da un lato, al superamento della situazione di crisi dell'imprenditore e, dall'altro, all'assicurazione di un soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Valutazione del professionista attestatore - Controllo del giudice - Prevalenza - Potere del giudice di discostarsi dal giudizio espresso dal professionista - Sussistenza.
Benché, nel concordato preventivo, al professionista attestatore sia demandato il compito di certificare la veridicità dei dati forniti dall'imprenditore e di esprimere una valutazione in ordine alla fattibilità del piano dallo stesso proposto, occorre precisare che il controllo del giudice su questi aspetti non è di secondo grado, destinato cioè a realizzarsi soltanto sulla completezza e congruità logica della motivazione offerta dal professionista anche sotto il profilo del collegamento effettivo tra i dati riscontrati ed il giudizio espresso; il giudice può, infatti, discostarsi dal giudizio espresso dal professionista, così come potrebbe fare a fronte di non condivise valutazioni di un suo ausiliario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Fattibilità del piano - Convenienza della proposta - Distinzione - Fattibilità giuridica e fattibilità economica - Distinzione e contenuti - Giudizio di fattibilità giuridica riservato al giudice - Giudizio di fattibilità economica riservato ai creditori.
Premesso che la fattibilità del piano di concordato non deve essere confusa con la convenienza della proposta (vale a dire con il giudizio di merito certamente sottratto al tribunale e riservato ai creditori), occorre precisare che la fattibilità, intesa come una prognosi circa la possibilità di realizzazione della proposta nei termini prospettati, implica una ulteriore distinzione tra fattibilità giuridica e fattibilità economica. La verifica della fattibilità giuridica spetta sicuramente al giudice, il quale dovrà esprimere un giudizio negativo sull'ammissibilità della proposta quando le sue modalità attuative risultino incompatibili con norme inderogabili. È, invece, di competenza esclusiva dei creditori il giudizio in ordine alla fattibilità economica del concordato, posto che questa valutazione consiste in un giudizio prognostico che comporta margini di opinabilità e possibilità di errore che si traducono inevitabilmente in un fattore di rischio per i soggetti interessati; è quindi ragionevole, in coerenza con l'impianto generale dell'istituto del concordato preventivo, che di tale rischio si facciano esclusivo carico i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo con cessione dei beni - Giudizio di fattibilità esercitabili dal giudice - Correttezza della indicazione della misura della percentuale offerta ai creditori - Esclusione impegno a mettere a disposizione dei creditori i beni dell'imprenditore liberi da vincoli che ne impediscono la liquidazione o ne alterino il valore.
Nel concordato preventivo con cessione dei beni, non rientra nell'ambito del giudizio di fattibilità esercitabile dal giudice un sindacato sull'aspetto pratico ed economico della proposta e, quindi, sulla correttezza della indicazione della misura di soddisfacimento percentuale offerta ai creditori. In questo tipo di concordato, infatti, la percentuale di pagamento eventualmente prospettata non è vincolante, non essendo prescritta da alcuna disposizione ed essendo al contrario sufficiente l'impegno a mettere a disposizione dei creditori i beni dell'imprenditore liberi da vincoli ignoti che ne impediscono la liquidazione o ne alterino apprezzabilmente il valore, fatta ovviamente salva la possibilità che il debitore assuma una specifica obbligazione in tal senso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Convenienza economica - Giudizio riservato ai creditori - Necessità di una puntuale informazione - Oggetto - Compito del professionista attestatore e del commissario giudiziale.
Affinché i creditori possano esprimere il giudizio loro riservato sulla convenienza economica della proposta di concordato, concorrendo così a garantire il giusto esito della procedura, è necessario che essi ricevano una puntuale informazione circa i dati, le verifiche interne e le connesse valutazioni, incombenti, questi, che assumono un ruolo centrale nello svolgimento della procedura ed ai quali debbono provvedere dapprima il professionista attestatore (rispetto al quale il d.l. 83 del 2012, oltre a sottolinearne la necessaria indipendenza, ha introdotto pesanti sanzioni nel caso di falsità nelle attestazioni o nelle relazioni), in funzione dell'ammissibilità al concordato, e successivamente il commissario giudiziale prima dell'adunanza dei creditori ai fini del voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Convenienza della proposta - Valutazione riservata ai creditori.
La valutazione in ordine alla convenienza della proposta di concordato preventivo è riservata ai creditori e non è valutabile dal tribunale nemmeno in sede di opposizione all'omologa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Interessi pubblicistici alla risoluzione corretta ed ordinata dell'insolvenza - Sussistenza - Potere interdittivo del tribunale sulla fattibilità giuridica ed economica del piano - Sussistenza in fase di ammissione al concordato - Finalità di consentire il voto ai creditori alle sole soluzioni contrattuali dotate di plausibilità giuridica ed economica.
Se è vero che nella regolazione dell'insolvenza e della crisi d’impresa intervengono, unitamente agli interessi privatistici dei creditori, anche rilevanti interessi pubblicistici dello Stato alla risoluzione corretta ed ordinata dell'insolvenza, anche attraverso il ricorso a soluzioni negoziali rimesse all'autonomia privata del debitore e dei creditori, allora è necessario riconoscere al tribunale, già in sede di giudizio di ammissione al concordato, un potere interdittivo in ordine alla verifica di fattibilità giuridica ed economica del piano, così da fare in modo che siano sottoposte alla volontà negoziale dei creditori solo quelle soluzioni contrattuali dell’insolvenza e della crisi di impresa che siano dotate di plausibilità giuridica ed economica e tali da consentire ai creditori una corretta valutazione della convenienza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 18 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Natura prodromica, rispetto al giudizio riservato ai creditori, del potere del tribunale di controllo sulla fattibilità giuridica ed economica del piano.
Il potere del tribunale di controllo sulla fattibilità giuridica ed economica del piano di concordato preventivo è prodromico rispetto al giudizio di convenienza riservato ai creditori, i quali vengono così posti in condizione di esprimere un consenso informato sui citati aspetti di fattibilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 18 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Potere del tribunale di valutarne la fattibilità - Distinzione tra proposta e piano - Conseguenze.
Nel procedimento di concordato preventivo, il potere del tribunale di valutare la fattibilità dell'accordo non può avere ad oggetto la fattibilità del piano, il quale che deve essere tenuto distinto dalla proposta che costituisce l'oggetto dell'incontro delle volontà del debitore e dei creditori. Al piano non potranno, pertanto, essere riferiti eventuali vizi genetici del negozio concordatario in quanto esso altro non è che lo strumento per l'adempimento del concordato la sua fattibilità potrà avere rilievo esclusivamente nell'ambito dell'eventuale giudizio di risoluzione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 29 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - In genere - Controllo demandato al tribunale - Oggetto - Accertamento della fattibilità dell'accordo intervenuto tra debitore e creditori - Esclusione - Verifica delle condizioni di ammissibilità della procedura e dell'assenza dei fatti o atti idonei a dare impulso al procedimento di revoca ex art. 173 legge fall. - Doverosità - Fondamento.
In tema di giudizio di omologazione del concordato preventivo, nel perimetro di controllo (di legittimità anche sostanziale) demandato al tribunale non rientra il potere-dovere di accertare la fattibilità dell'accordo intervenuto tra il debitore proponente ed i creditori, in quanto essi, se informati, sin dall'inizio e durante le fasi successive, in modo veritiero e trasparente sulla situazione aziendale e sulle ragioni di sostegno del piano concordatario, ben possono accordare a quest'ultimo preferenza, rispetto alla liquidazione concorsuale; ne consegue che di tale scelta consapevole il tribunale, verificando la persistenza delle stesse condizioni di ammissibilità della procedura e l'assenza di fatti di revoca ex art. 173 legge fall., deve limitarsi a prendere atto. (Nella specie il commissario giudiziale, costituendosi senza però svolgere rituale opposizione, aveva evidenziato, nel suo parere motivato, il "deficit" del fabbisogno concordatario ed il tribunale, su tale rilievo, aveva respinto la proposta). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Settembre 2011.


Concordato preventivo - Omologazione del concordato - Regime conseguente alla nuova legge fallimentare - Vizi genetici della proposta concordataria - Radicale e manifesta inadeguatezza del piano di risanamento - Possibilità di accertamento da parte del giudice - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie.
In tema di omologazione del concordato preventivo, sebbene, nel regime conseguente all'entrata in vigore del d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, al giudice sia precluso il giudizio sulla convenienza economica della proposta, non per questo gli è affidata una mera funzione di controllo della regolarità formale della procedura, dovendo, invece, egli intervenire, anche d'ufficio ed in difetto di opposizione ex art. 180 legge fall., sollevando le eccezioni di merito, quale quella di nullità, ex art. 1421 cod. civ.; in particolare, se è vero che l'apprezzamento della realizzabilità della proposta, come mera prognosi di adempimento, compete ai soli creditori, ove sussista, invece, un vero e proprio vizio genetico della causa, accertabile in via preventiva in ragione della totale ed evidente inadeguatezza del piano, non rilevata nella relazione del professionista attestatore, il giudice deve procedere ad un controllo di legittimità sostanziale, trattandosi di vizio non sanabile dal consenso dei creditori e così svolgendo il predetto giudice una funzione di tutela dell'interesse pubblico, evitando forme di abuso del diritto nella utilizzazione impropria della procedura. (Nella specie, la sentenza impugnata, confermata dalla S.C., aveva ritenuto che l'omessa considerazione, nella proposta di concordato, di un ingente credito privilegiato, di radice causale anteriore alla detta proposta, operasse come causa di impossibilità dell'oggetto, così alterando l'ipotesi prospettata di soddisfacimento delle obbligazioni sociali, su cui confidava il consenso del ceto creditorio, dovendosi perciò rigettare la domanda di omologazione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Settembre 2011, n. 18864.


Concordato preventivo - Procedimento di revoca del concordato ai sensi dell'articolo 173, legge fallimentare - Potere del giudice di valutare la fattibilità del piano - Esclusione valutazione del commissario giudiziale - Rilevanza per i creditori al fine di esprimere un giudizio di convenienza sulla proposta.
Il principio secondo il quale, nell'ambito del concordato preventivo, il giudice, nel valutare la relazione del professionista che attesta la fattibilità del piano, si deve astenere da un'indagine di merito, salvo il caso in cui siano proposte opposizioni e con i limiti di cui all'art. 180 legge fallimentare, è applicabile anche in sede di riesame della proposta ex art. 173 legge fallimentare e ciò anche se, in questo caso, il tribunale dispone del conforto dell'apporto conoscitivo e valutativo del commissario giudiziale. Tale apporto, infatti, non è destinato al giudice ma alla platea dei creditori che possono così comparare la proposta e le valutazioni dell'esperto attestatore con la relazione di un organo investito di una pubblica funzione. Resta, infatti, insuperabile il rilievo secondo cui il tribunale è privo del potere di valutare d'ufficio il merito della proposta, in quanto tale potere appartiene solo ai creditori così che solo in caso di dissidio tra i medesimi in ordine alla fattibilità, denunciabile attraverso l'opposizione alla omologazione, il tribunale, preposto per sua natura alla soluzione dei conflitti, può intervenire risolvendo il contrasto con una valutazione di merito in esito ad un giudizio, quale è quello di omologazione, in cui le parti contrapposte possono esercitare appieno il loro diritto di difesa del tutto inattuabile, invece e per quanto concerne i creditori, nell'ambito del procedimento di cui all'art. 173, legge fallimentare di cui si discute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Giugno 2011.


Concordato preventivo – Controllo del tribunale in sede di omologazione – Fattibilità del piano – Possibile scostamento dalle percentuali promesse – Alea accettata dai creditori.
In sede di omologazione del concordato preventivo, il tribunale ha il compito di verificare la fattibilità del piano attraverso un controllo formale e sostanziale di coerenza tra le premesse e le conclusioni della specifica proposta alla luce delle risultanze successive alla ammissione. Escluso il controllo sulla convenienza della proposta, in ordine alla quale si sono già espressi i creditori con il loro voto, il tribunale verificherà se l’attivo indicato dalla ricorrente sia esistente ed astrattamente capiente rispetto al fabbisogno concordatario, tenendo presente che lo scostamento dalle percentuali promesse, laddove opportunamente evidenziato dal commissario giudiziale nella relazione ex art. 172 legge fallimentare, costituisce alea consapevolmente accettata dai creditori stessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Fermo, 24 Novembre 2009.