TITOLO III - Del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione
Capo V - Dell'omologazione e dell'esecuzione del concordato preventivo. Degli accordi di ristrutturazione dei debiti

Art. 180

Giudizio di omologazione

Testo a fronte Mass. ragionato
TESTO A FRONTE

I. Se il concordato è stato approvato a norma del primo comma dell’articolo 177, il giudice delegato riferisce al tribunale il quale fissa un'udienza in camera di consiglio per la comparizione delle parti e del commissario giudiziale, disponendo che il provvedimento venga pubblicato a norma dell’articolo 17 e notificato, a cura del debitore, al commissario giudiziale e agli eventuali creditori dissenzienti.

II. Il debitore, il commissario giudiziale, gli eventuali creditori dissenzienti e qualsiasi interessato devono costituirsi almeno dieci giorni prima dell'udienza fissata. Nel medesimo termine il commissario giudiziale deve depositare il proprio motivato parere.

III. Se non sono proposte opposizioni, il tribunale, verificata la regolarità della procedura e l'esito della votazione, omologa il concordato con decreto motivato non soggetto a gravame.

IV. Se sono state proposte opposizioni, il Tribunale assume i mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti di ufficio, anche delegando uno dei componenti del collegio. Nell’ipotesi di cui al secondo periodo del primo comma dell’articolo 177 se un creditore appartenente ad una classe dissenziente ovvero, nell'ipotesi di mancata formazione delle classi, i creditori dissenzienti che rappresentano il venti per cento dei crediti ammessi al voto, contestano (1) la convenienza della proposta, il tribunale può omologare il concordato qualora ritenga che il credito possa risultare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili.

V. Il tribunale provvede con decreto motivato comunicato al debitore e al commissario giudiziale, che provvede a darne notizia ai creditori. Il decreto è pubblicato a norma dell'articolo 17 ed è provvisoriamente esecutivo.

VI. Le somme spettanti ai creditori contestati, condizionali o irreperibili sono depositate nei modi stabiliti dal tribunale, che fissa altresì le condizioni e le modalità per lo svincolo.

VII. Il tribunale, se respinge il concordato, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, accertati i presupposti di cui gli articoli 1 e 5, dichiara il fallimento del debitore, con separata sentenza, emessa contestualmente al decreto.

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(1) La legge 7 agosto 2012, n. 134, che ha convertito, con modificazioni, il d.l. 22 giugno 2012, n. 83, ha sostituito la parola «contesta» con le parole «ovvero, nell'ipotesi di mancata formazione delle classi, i creditori dissenzienti che rappresentano il venti per cento dei crediti ammessi al voto, contestano». La modifica di applica dal 11 settembre 2012 (art. 33, comma 3, d.l. 83/2012 cit.).

GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - In genere - Opposizione - Sindacato del tribunale - Convenienza della proposta - Sussistenza - Condizioni - Estensione del sindacato alla fattibilità economica - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie.
In tema di omologazione del concordato preventivo, la proposizione di opposizioni estende il sindacato del tribunale - in presenza delle ulteriori condizioni previste dalla legge (contestazione del creditore appartenente ad una classe dissenziente, ovvero, nell'ipotesi di mancata formazione delle classi, dei creditori che rappresentino almeno il venti per cento dei crediti ammessi al voto) - unicamente alla convenienza della proposta concordataria, da valutarsi nel confronto fra il soddisfacimento raggiungibile dai creditori con il concordato e quello possibile attraverso le alternative concretamente praticabili, ma non anche alla fattibilità economica della proposta medesima. (Nella specie, la S.C. ha cassato il decreto con il quale la corte d'appello aveva negato l'omologazione di un concordato preventivo in ragione della maggiore attendibilità della stima del valore di un immobile operata dal commissario giudiziale rispetto a quella eseguita dall'attestatore, le cui conclusioni non erano peraltro mai state poste in dubbio sotto il profilo della correttezza argomentativa). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 23 Novembre 2016, n. 23882.


Concordato preventivo – Chiusura – A seguito dell’omologa definitiva – In assenza di integrale esecuzione degli obblighi concordatari – Esclusione – Annotazione nel registro delle imprese – Esclusione.
La fase giudiziale (intesa come il complesso di attività processuali da compiersi tra il decreto di ammissione ed il provvedimento che omologa la proposta approvata dai creditori) e la fase di esecuzione del concordato, rappresentata dall’insieme degli atti negoziali o dei procedimenti liquidatori finalizzati alla ristrutturazione dei debiti ed alla soddisfazione dei crediti, vanno a comporre l’unitario procedimento di concordato preventivo che, come tale non potrà dirsi concluso fino al quando non sarà stato esattamente adempiuto da parte del proponente.
L’art.136, comma 4, L.F. prevede l’iscrizione nel registro delle imprese unicamente del provvedimento che accerta la completa esecuzione del concordato, norma da ritenere suscettibile di applicazione analogica anche nel concordato preventivo, stante l’evidente identità di ratio. In materia di iscrizione degli atti nel registro delle imprese vige il principio di tassatività, con la conseguenza che iscrizioni diverse da quelle consentite dalla legge non sono ammesse e restano prive di effetti qualora siano compiute. [Sulla base dei suesposti principi, il Tribunale ha rigettato la domanda di declaratoria e di annotazione nel registro delle imprese dalla chiusura del concordato preventivo a seguito dell’intervenuta omologa.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Arezzo, 28 Settembre 2016.


Reclamo avverso sentenza dichiarativa di fallimento - Mancata omologazione di concordato preventivo per difetto di causa - Dichiarazione di fallimento.
L'art. 180 l.f. prevede che il Tribunale debba controllare definitivamente i requisiti di ammissibilità già delibati a norma dell'art. 162 l.f. in fase di ammissione, ivi compreso il profilo della «fattibilità del piano» di cui all'art. 161 l.f. e non vi è dubbio che a tale espressione non possa non essere attribuito quantomeno il significato di controllo circa l'effettiva realizzabilità della proposta concordataria, tale non essendo necessariamente ogni proposta che venga approvata dalla maggioranza dei creditori.

Il Tribunale, investito del giudizio di omologa ex art. 180 l.f., in presenza di espressa opposizione all'omologazione da parte di un creditore dissenziente, è legittimato a rivedere ha rivisto in senso negativo i requisiti di ammissibilità del piano concordatario, tra cui è prevista dall'art. 161 l.f. la sua concreta fattibilità, in quanto nella fattispecie concreta non si poneva tanto la questione di poter pagare i creditori chirografari solo nella misura del 3,10% del loro credito anziché nella misura del 15% promessa nel piano, ma appunto di non poterli pagare affatto: ciò innegabilmente confligge in modo insuperabile con la causa concreta dell'istituto giuridico del concordato preventivo prevista dalla legge. (Tiziana Merlini) (riproduzione riservata)
Appello Firenze, 11 Luglio 2016.


Concordato preventivo - Valutazione del tribunale sulla causa concreta - Valutazione di fatto, anche economica - Vizio di legittimità giuridica.
La valutazione del tribunale sulla causa concreta del concordato preventivo si risolve in un vaglio di compatibilità della proposta con il soddisfacimento delle ragioni creditorie in tempi ragionevoli nella quale è implicata una valutazione di fatto, anche economica, che può tradursi in un vizio di legittimità giuridica. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 25 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Legittimazione al voto - Creditori dissenzienti inclusi nell’elenco approvato ai sensi dell’articolo 176 L.F. - Categoria degli interessati - Creditori non convocati o non ammessi al voto - Prospettazione di un interesse diretto ed attuale alla opposizione in riferimento al trattamento loro riservato

Concordato preventivo - Omologazione - Valutazione della convenienza della proposta - Conflitto - Valutazione di merito del tribunale
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Tra i creditori inclusi nell’elenco approvato dal giudice delegato ai sensi dell’articolo 176 L.F., la legittimazione a partecipare al giudizio di opposizione all’omologazione compete esclusivamente a coloro che non hanno approvato la proposta di concordato, in quanto i creditori che, pur avendone la facoltà, non hanno esercitato il diritto di voto sono ritenuti consenzienti ai sensi dell’articolo 178 L.F. Sono, inoltre, legittimati a partecipare al giudizio di opposizione, in quanto facenti parte della categoria degli “interessati”, i creditori non convocati all’adunanza o non ammessi al voto, i quali intendano contrastare l’omologazione, prospettando l’interesse diretto ed attuale al giudizio in riferimento al trattamento loro riservato dalla proposta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) 

Al tribunale non compete il potere di valutare d’ufficio il merito, la convenienza della proposta, in quanto tale facoltà appartiene esclusivamente ai creditori. Tuttavia, qualora tra i creditori vi sia dissidio in ordine alla fattibilità della proposta stessa, dissidio denunciabile attraverso l’opposizione all’omologazione, il tribunale, preposto per sua natura alla soluzione dei conflitti, può intervenire risolvendo il contrasto con una valutazione di merito in esito ad un giudizio, quale è quello di omologazione, in cui le parti contrapposte possono esercitare appieno il loro diritto di difesa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 11 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Effetti nei confronti dei soci illimitatamente responsabili - Valutazione di convenienza riservata ai creditori.
In considerazione della disposizione di cui all’articolo 184, comma 2, L.F., secondo la quale il concordato della società ha effetto nei confronti dei soci illimitatamente responsabili anche nel caso in cui il patrimonio di questi rimanga estraneo alla procedura, si deve ritenere che sia riservata ai creditori la valutazione di convenienza della proposta rispetto alla liquidazione fallimentare e ciò anche nel caso in cui quest’ultima possa apparire più conveniente, in quanto assoggetta alla liquidazione anche il patrimonio dei soci illimitatamente responsabili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 08 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Omologa - Fattibilità giuridica - Limiti al sindacato del tribunale

Concordato preventivo - Sindacato del giudice sulla convenienza della proposta - Limiti - Concordato con classi e dissenso di una o più classi

Concordato preventivo - Informazioni ai creditori - Entità e natura del passivo - Documentazione allegata alla proposta - Relazione del commissario giudiziale - Ammissione provvisoria dei crediti ai fini del voto

Concordato preventivo - Omologazione - Sindacato del tribunale o della corte d’appello - Verifica delle probabilità di successo del concordato - Esclusione
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L’art. 180, comma 5, L.F. nella formulazione dettata dal d.l. n. 35/05 estende il sindacato del giudice alla convenienza della proposta, indipendentemente dalla proposizione di opposizioni, soltanto nell’ipotesi di concordato con classi e di dissenso di una o più classi. (Dario Finardi) (riproduzione riservata)

L’informazione ai creditori sull’entità e natura del passivo è affidata alla documentazione allegata alla proposta di concordato nonché alla relazione del commissario giudiziale sulla scorta della verifica dei crediti ed è completata, senza necessità di ulteriori comunicazione, dai risultati dell’ammissione provvisoria dei crediti ai fini del voto. (Dario Finardi) (riproduzione riservata)

In sede di omologazione il sindacato del tribunale e della corte d’appello in sede di reclamo non può estendersi attraverso una verifica istruttoria alla probabilità di successo del concordato approvato dai creditori e l’omologazione non può essere negata neppure quando, a giudizio del tribunale o della corte d’appello, sia prevedibile l’inadempimento del concordato. (Dario Finardi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 04 Luglio 2014, n. 15345.


Giudizio di omologazione del concordato preventivo – Opposizione – Valutazione di convenienza.
Non sono oggetto del sindacato officioso del giudice eventuali ragioni di irrealizzabilità in concreto del piano di concordato preventivo, le quali rientrano nella nozione di fattibilità economica riservata esclusivamente alla valutazione dei creditori. L'incapacità del proponente di formalizzare l'acquisto di cespiti immobiliari, la mancata formalizzazione delle garanzie promesse da terzi e la ritenuta inattendibilità della valutazione degli immobili quali ragioni dell'eventuale insuccesso del concordato costituiscono elementi che devono essere valutati in via esclusiva dai creditori, sempre che non sia posta in discussione la loro compiuta informazione e che i citati elementi non integrino una assoluta, manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati di soddisfazione dei creditori (Cass. n. 11497/2014). (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 06 Giugno 2014.


Giudizio di omologazione del concordato preventivo – Opposizione – Valutazione di convenienza da parte del tribunale – Contemperamento tra assenza di garanzie e conservazione dei valori aziendali.
Nel giudizio di omologazione di concordato preventivo, a fronte di opposizione in cui si deduca l’assenza di garanzie da parte dell’affittuario e promittente acquirente dell’azienda, il Tribunale, al fine di verificare la convenienza della procedura concordataria rispetto all’alternativa fallimentare, deve tener conto del principio di fondo che sottende al concordato, teso a privilegiare la conservazione dei valori aziendali rispetto all’ipotesi del fallimento, soprattutto quando in relazione a quest’ultimo non si prospettino maggiori vantaggi per il ceto creditizio. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 06 Giugno 2014.


Giudizio di omologazione del concordato preventivo – Opposizione – Valutazione di convenienza da parte del tribunale – Prospettazione di minor valore dei cespiti – Identia’ di situazione rispetto al fallimento.
Nel giudizio di omologazione di concordato preventivo, a fronte di opposizione in cui si deduca un minor valore dei cespiti messi a disposizione rispetto alle stime effettuate, il Tribunale, al fine di verificare la convenienza della procedura concordataria rispetto all’alternativa fallimentare, non può non considerare che l’ipotesi del  fallimento non porterebbe ad un maggior risultato non trattandosi tanto di una questione di prezzo, quanto di mancanza di domanda nell’attuale crisi generale del settore. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 06 Giugno 2014.


Concordato preventivo - Atti di frode - Potere di accertamento del tribunale in mancanza di opposizioni - Sussistenza

Concordato preventivo - Atti di frode commessi anteriormente alla procedura - Rilevanza ai fini della revoca o del diniego dell'omologazione - Requisiti - Situazioni idonee ad influire sul giudizio dei creditori scoperte dal commissario giudiziale - Fattispecie

Concordato preventivo - Atti di frode commessi anteriormente all'inizio della procedura - Comportamenti depauperativi finalizzati all'utilizzo dello strumento concordatario - Rilevanza ex articolo 173 L.F.
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Il tribunale può negare l'omologazione del concordato preventivo, anche qualora non siano state proposte opposizioni, ove emergano circostanze, quali, per esempio, la commissione di atti in frode ai creditori, che ai sensi dell'articolo 173 L.F. avrebbero comportato la revoca dell'ammissione. Il potere in questione è, infatti, espressione del doveroso controllo sulla regolarità della procedura, non limitato ai soli dati formali, ed espressione dei poteri officiosi del tribunale nelle tre fasi dell'ammissione, dell'eventuale revoca e dell'omologazione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La nozione di atto di frode commesso anteriormente alla procedura di concordato preventivo esige che la condotta del debitore sia stata volta ad occultare situazioni di fatto idonee ad influire sul giudizio dei creditori, tali cioè che, se conosciute, avrebbero presumibilmente comportato una valutazione diversa e negativa della proposta e, dunque, situazioni che siano state accertate dal commissario giudiziale, cioè da lui scoperte, essendo prima ignorate dagli organi della procedura o dai creditori. (Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che non siano da considerarsi atti di frode, ma semplici irregolarità contabili, non ostative, di per sé stesse, alla ammissione ed alla omologazione del concordato e delle quali non è stata evidenziata in modo puntuale una valenza decettiva per il ceto creditorio, comportamenti quali: l'intestazione del 99% delle quote ad una signora mai interessatasi dell'azienda; il ritardato deposito dei bilanci relativi agli anni di crisi dell'impresa; l'irregolare tenuta dei registri Iva, del registro degli acquisti, del registro dei corrispettivi e del registro riepilogativo; la vendita all'ingrosso sottocosto delle rimanenze di magazzino senza fatturazione e senza autorizzazione ex articolo 15 decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114; la mancata adozione di provvedimenti conseguenti alla riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Anche se espressamente dichiarate dal proponente, possono assumere rilievo quali atti di frode idonei per la revoca del concordato o il diniego della omologazione, i comportamenti depauperati del patrimonio posti in essere dal debitore con la prospettiva e la finalità di avvalersi dello strumento del concordato, ponendo i creditori di fronte ad una situazione di pregiudicate o insussistenti garanzie patrimoniali, così da indurli ad accettare una proposta comunque migliore della prospettiva liquidatoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 04 Giugno 2014, n. 12533.


Concordato di gruppo - Modesta percentuale di soddisfazione dei creditori - Valutazione dell'alternativa liquidazione fallimentare.
Deve ritenersi legittima una modesta percentuale di soddisfacimento (nella specie del 3%) dei creditori chirografari e dei privilegiati in tutto od in parte incapienti laddove il patrimonio venga destinato al soddisfacimento dei rispettivi creditori privilegiati nei limiti della capienza dei beni oggetto della garanzia, sia rispettato l'ordine legale delle cause di prelazione e qualora i creditori chirografari e quelli privilegiati in tutto o in parte incapienti non riceverebbero soddisfacimento alcuno nell'ipotesi della liquidazione fallimentare. (Fattispecie di concordato di gruppo). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 04 Giugno 2014.


Concordato preventivo - Sindacato del tribunale - Valutazione della congruità e della motivazione delle relazione dell’attestatore - Acquisto di azienda

Concordato preventivo - Causa concreta del concordato - Impossibilità di pagare alcuni creditori neppure in percentuale minima

Concordato preventivo - Giudizio di omologa - Opposizione avente ad oggetto la fattibilità anche economica e la convenienza della proposta - Valutazione del tribunale limitatamente alla classe di appartenenza dei creditori opponenti

Concordato preventivo - Ripresentazione di precedente proposta non omologata - Mancata rimozione degli atti illegittimi - Abuso
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Rientra tra i poteri del tribunale valutare la congruità e la motivazione della relazione dell'attestatore in ordine alla proposta concordataria di acquisto della azienda. (Nel caso di specie, in ragione delle difficoltà finanziarie manifestate dal cessionario della azienda, il progetto concordatario presentato dall'imprenditore ed attestato dal professionista ex art. 161 legge fallimentare risultava manifestamente irrealizzabile). (Arturo Pardi) (riproduzione riservata)

Difetta la causa giuridica del concordato allorquando emerga prima facie che la proposta concordataria non è in grado di soddisfare neppure in percentuale minima alcuni creditori. (Arturo Pardi) (riproduzione riservata)

Il tribunale, in sede di giudizio di omologa, può valutare nel merito la proposta di concordato, risolvendo i dissidi tra creditori e debitore circa la fattibilità anche economica e la convenienza della proposta, limitatamente alla classe di appartenenza dei creditori opponenti. (Redazione Il CASO.it) (riproduzione riservata)

Risulta in contrasto con norme imperative la mera ripresentazione di precedente proposta non omologata dal tribunale senza che vi sia stata rimozione degli atti che il tribunale aveva ritenuto illegittimi. (L’imprenditore aveva ripresentato la medesima proposta concordataria che non era stata omologata per violazione del divieto di pagamento non autorizzato di crediti pregressi). (Arturo Pardi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pesaro, 29 Maggio 2014.


Fattibilità economica del piano - Valutazione officiosa del tribunale - Esclusione - Fattispecie - Incapacità del proponente di formalizzare l'acquisto di cespiti immobiliari, mancata formalizzazione delle garanzie promesse, inattendibilità della valutazione degli immobili - Valutazioni di esclusiva competenza dei creditori..
Non sono oggetto del sindacato officioso del giudice eventuali ragioni di irrealizzabilità in concreto del piano di concordato preventivo, le quali rientrano nella nozione di fattibilità economica riservata esclusivamente alla valutazione dei creditori. L'incapacità del proponente di formalizzare l'acquisto di cespiti immobiliari, la mancata formalizzazione delle garanzie promesse da terzi e la ritenuta inattendibilità della valutazione degli immobili quali ragioni dell'eventuale insuccesso del concordato costituiscono elementi che devono essere valutati in via esclusiva dai creditori, sempre che non sia posta in discussione la loro compiuta informazione e che i citati elementi non integrino una assoluta, manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati di soddisfazione dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Maggio 2014, n. 11497.


Concordato preventivo - Fattibilità del piano - Informazione ai creditori - Formazione di un consenso informato - Mancata indicazione delle modalità di liquidazione di beni gravati da ipoteche e azioni revocatorie - Inammissibilità.
Non consente la formazione del consenso informato dei creditori sulla proposta di concordato la relazione del professionista che non chiarisca in quale modo dalla vendita degli immobili di proprietà dell'amministratore e di terzi fideiussori, l'uno gravato da un'ipoteca giudiziale di importo maggiore al suo valore e gli altri oggetto di azioni revocatorie, possano ricavarsi le liquidità necessaria all'attuazione del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Maggio 2014, n. 11496.


Concordato preventivo - Opposizione all’omologazione - Contestazione del trattamento chirografario e non privilegiato del proprio credito - Inammissibilità.
E’ inammissibile l’opposizione all’omologazione con la quale si contesti unicamente il diverso trattamento (chirografario e non privilegiato) del proprio credito: da un lato il concordato preventivo non prevede una fase di verifica dei crediti analoga alla procedura fallimentare, dall’altro – in concreto – nessuna influenza ha la questione in relazione all’esito delle votazioni. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Approvazione - Mutamento delle condizioni di fattibilità - Facoltà del creditore di modificare il proprio voto.
La nuova formulazione dell'art. 179, comma 2, l.f. porta ad escludere l'esigenza di procedere a nuove votazioni ma affida alla responsabilità ed alla volizione di ciascun creditore la decisione se modificare o meno il proprio voto. Si tratta di un diritto personale ed individuale, non surrogabile, che non può consentire a chi aveva già votato in senso negativo (così mostrando in realtà di ritenere irrilevante il fatto sopravvenuto) di imporre agli altri votanti la propria volontà. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Giudizio di omologazione - Verifica di eventuali atti di frode - Necessità - Mancato avvio del procedimento previsto dall'articolo 173 L.F. - Irrilevanza.
Il tribunale è tenuto a verificare l'esistenza di atti di frode anche in sede di omologazione del concordato preventivo e ciò indipendentemente dal fatto che sia stato avviato il procedimento previsto dall'articolo 173 L.F. Il controllo di legittimità spettante al giudice si realizza, infatti, facendo applicazione di un unico e medesimo parametro nelle diverse fasi di ammissibilità, revoca e omologazione nelle quali si articola la procedura di concordato preventivo, ove il conferimento dell'efficacia giuridica al consenso espresso dai creditori richiede la verifica della persistenza fino all'omologa delle stesse condizioni di ammissibilità della procedura, seppure già scrutinate nella fase iniziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16 Maggio 2014, n. 10778.


Concordato preventivo - Modifica della proposta - Introduzione di un'ipotesi di fusione subordinata all'omologa del concordato - Inammissibilità.

Concordato di gruppo - Voto dei creditori e ripartizione in classi riferita ad ogni singola società - Necessità.
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Costituisce una modifica inammissibile della proposta concordataria originaria la previsione della fusione per incorporazione della società ricorrente con le società del gruppo di cui la stessa fa parte, sottoposta a condizione sospensiva della definitiva omologa del concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nell'ambito del concordato cosiddetto di gruppo, il voto dei creditori e la ripartizione in classi deve essere riferita ad ogni singola società debitrice, pur potendo essere unico il decreto di ammissione alla procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Ferrara, 08 Aprile 2014.


Concordato preventivo - Radicale mutamento della proposta per effetto di comportamento consapevole del debitore - Venir meno della fattibilità giuridica - Inammissibilità..
L'emersione di costi in prededuzione (derivanti, nel caso di specie, dalla mancata comunicazione al terzo contraente dello scioglimento di un contratto in corso di esecuzione ex articolo 169 bis L.F.) che assorbano completamente le risorse destinate ai creditori chirografari, comporta un radicale cambiamento di identità della proposta causato da un comportamento consapevole dell'imprenditore e che si pone in contrasto con la volontà negoziale manifestata con il ricorso. In tale situazione, il tribunale, non ricorrendo i presupposti di cui all'articolo 179 L.F., constatato il venir meno della fattibilità giuridica della proposta, rigetta la domanda di omologa del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 07 Aprile 2014.


Concordato preventivo - Omologazione - Giudizio di reclamo - Omessa notifica dell'atto introduttivo nel domicilio eletto dal reclamato - Conseguenze - Nullità degli atti successivi e del decreto.
Nel giudizio di reclamo avverso il decreto di omologazione del concordato preventivo, l'omessa notifica dell'atto introduttivo nel domicilio eletto dal reclamato determina la nullità di tutti i successivi atti del processo, ivi compreso il decreto di revoca dell'omologazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Marzo 2014, n. 7398.


Concordato preventivo - Causa concreta - Percentuale minima di soddisfazione - Fattispecie.
L’offerta a creditori chirografari di pagamenti parziali nella misura del 4,08% e dell’1% dei loro crediti non consente di ritenere realizzata la causa concreta del concordato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 06 Marzo 2014.


Concordato preventivo – Facoltà di voto dei fideiussori – Sussistenza..
Poiché i fideiussori hanno facoltà di rivalersi nei confronti del debitore di quanto pagato ai creditori, essi debbono essere ammessi al voto nell’ambito del concordato di quest’ultimo del quale subiscono gli effetti esdebitatori. Tribunale Bergamo, 20 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Mutamento delle condizioni di fattibilità del piano - Avviso ai creditori ex articolo 179, comma 2, L.F. - Applicazione anche nel caso di modificazioni migliorative della proposta..
Il secondo comma dell'articolo 179 L.F., secondo il quale "Quando il commissario rileva, dopo l'approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilità del piano, ne da avviso al creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all'udienza di cui all'articolo 180 per modificare il voto." introduce la possibilità di esaminare e sottoporre ai creditori non solo modifiche peggiorative, ma anche migliorative. Deve, pertanto, considerarsi corretto il comportamento del commissario giudiziale che abbia ritenuto di sottoporre eventuali miglioramenti alla proposta ai creditori dissenzienti, per consentire loro di rimeditare la scelta di voto in funzione delle migliorie introdotte al piano, ovvero alle sue condizioni di fattibilità, come la citata norma testualmente recita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Mutamento delle condizioni di fattibilità del piano - Previsione del secondo comma dell'articolo 179 L.F. - Informazione al tribunale del mutamento delle condizioni - Esclusione - Interpretazione della disposizione - Effetti..
Il secondo comma dell'articolo 179 L.F., secondo il quale "Quando il commissario rileva, dopo l'approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilità del piano, ne da avviso al creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all'udienza di cui all'articolo 180 per modificare il voto." esclude che il tribunale debba avere notizia dell'eventuale mutamento delle condizioni di fattibilità del piano, il che lascia implicitamente intendere che l'organo giudiziario di tali aspetti non debba occuparsene nemmeno in precedenza, solo così potendosi giustificare la sua indifferenza rispetto al mutamento di dati altrimenti potenzialmente rilevanti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Modifiche di carattere migliorativo alla proposta - Nuova attestazione - Necessità - Esclusione..
Qualora alla proposta di concordato vengano apportate modifiche di carattere migliorativo, in tal senso valutate dal commissario giudiziale, non è necessario produrre una seconda relazione di attestazione ex articolo 161, comma 3, ultima parte L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Valutazione prognostica in ordine alla possibilità di incassare determinati crediti - Valutazione riservata esclusivamente ai creditori - Corretta informazione - Necessità..
La questione relativa alla possibilità di incassare determinati crediti nel termine e nella misura indicati nella proposta non rientra nell'ambito del controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità di competenza del tribunale. La valutazione in ordine alle effettive e concrete probabilità di incasso dei crediti rientra, infatti, in una valutazione di carattere economico e di merito della fattibilità del piano rimessa esclusivamente ai creditori. Il giudice, in sostanza, non può esercitare un controllo sulla prognosi di realizzabilità dell'attivo nei termini indicati dall'imprenditore, esulando detta prognosi dalla causa del concordato ed essendo rimessa alla valutazione dei creditori quali diretti interessati, una volta assicurata la corretta trasmissione dei dati ed acquisite le indicazioni del commissario giudiziale, nell'esercizio delle funzioni di controllo e di consulenza da lui svolte nella veste di ausiliario del giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Previsione di una clausola di esdebitazione - Assunzione del rischio di inadempimento alle percentuali promesse..
La previsione, nella proposta di concordato, di una clausola di esdebitazione comporta l'assunzione a carico del debitore del rischio del mancato rilevante adempimento alla proposta nelle percentuali promesse ai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Ammissione - Condizioni - Controllo del tribunale - Veridicità dei dati aziendali - Controllo sull'attendibilità delle scritture contabili - Esclusione - Documenti allegati al ricorso - Rilevanza - Sindacato giudiziale sulla stima degli elementi patrimoniali - Limiti.
Nella valutazione delle condizioni prescritte per l'ammissibilità del concordato preventivo, qualunque sia la sede in cui avvenga (ammissione ex art. 162, secondo comma; revoca ex art. 173, terzo comma; omologazione ex art. 180, terzo comma, legge fall.), al tribunale non è consentito il controllo sulla regolarità ed attendibilità delle scritture contabili, ma è permesso il sindacato sulla veridicità dei dati aziendali esposti nei documenti prodotti unitamente al ricorso (art. 161, secondo comma, lett. a, b, c, e d, legge fall.), sotto il profilo della loro effettiva consistenza materiale e giuridica, al fine di consentire ai creditori di valutare, sulla base di dati reali, la convenienza della proposta e la stessa fattibilità del piano. Resta, invece, precluso ogni sindacato sulla stima del valore degli elementi patrimoniali effettuata dal professionista attestatore, salvo il caso di incongruenza o illogicità della motivazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 Gennaio 2014.


Concordato preventivo - Controllo sulla fattibilità giuridica - Esame degli atti che mettono a disposizione gli apporti dei terzi - Necessità..
Nel giudizio di omologa del concordato preventivo spetta al Tribunale il controllo sulla “fattibilità giuridica” del piano concordatario: tale verifica si realizza (anche) esaminando gli atti coi quali gli apporti dei terzi sono messi a disposizione degli organi della procedura per la loro liquidazione. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Gennaio 2014.


Concordato preventivo - Fattibilità della proposta - Controllo del tribunale - Contenuto.

Concordato preventivo - Revoca del concordato ex articolo 173 L.F. - Attività di gran lunga superiori al fabbisogno concordatario - Irrilevanza di condotte omissive in ordine a voci del passivo e della eventuale erronea informazione dei creditori.

Concordato preventivo - Fattibilità giuridica della proposta - Compatibilità con norme inderogabili - Valutazione in concreto caso per caso.

Concordato preventivo - Trust - Compatibilità - Attività messe a disposizione da un terzo.
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In tema di fattibilità della proposta di concordato preventivo, rientrano nell'ambito del controllo riservato al tribunale la correttezza e la coerenza delle argomentazioni svolte e delle motivazioni addotte dal professionista a sostegno del giudizio di fattibilità del piano, l'eventuale impossibilità giuridica di dare esecuzione, sia pure parziale, alla proposta di concordato, nonché l'eventuale inidoneità della medesima, se emergente prima facie, a soddisfare in qualche misura i crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora il valore delle attività messe a disposizione della procedura di concordato preventivo (nel caso di specie da un terzo) sia nettamente superiore al fabbisogno concordatario, deve essere esclusa la possibilità di ritenere che le condotte omissive poste in essere dal debitore possano portare ad una erronea informazione dei creditori o integrare la fattispecie della dolosa pretermissione di voci del passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La fattibilità giuridica della proposta deve essere intesa nel senso della compatibilità della medesima a norme giuridiche inderogabili, da valutarsi tenendo conto del contenuto della proposta stessa e delle finalità perseguite; i margini di intervento del giudice chiamato alla verifica in questione non sono, pertanto, identificabili a priori ed in astratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora la proposta di concordato preventivo si fondi anche sul ricavato dalla liquidazione di beni costituiti in trust di proprietà di un terzo, non si pongono i problemi di compatibilità dell'istituto del trust con la clausola di salvaguardia di cui all'articolo 15, lettera e) della convenzione dell'Aja 1 luglio 1985 e quindi di sottrazione agli organi della procedura concorsuale dei beni che costituiscono la garanzia patrimoniale del debitore. (Nel caso di specie la proposta destinava alla soddisfazione dei creditori concordatari il 15% del ricavato dalla liquidazione dei beni costituiti in trust da un terzo). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara, 17 Gennaio 2014.


Concordato preventivo - Opposizione all'omologazione - Questioni relative alla natura prededotta di determinati crediti - Facoltà del giudice di esaminare ogni possibile profilo di violazione delle norme relative alla prededuzione..
Qualora, in sede di opposizione alla omologazione del concordato preventivo, venga posta la questione del riconoscimento della natura prodotta di determinati crediti, il giudice ha il potere di esaminare ogni possibile profilo di violazione delle norme che riconoscono tale particolare regime di soddisfacimento dei crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 09 Gennaio 2014.


Concordato preventivo - Prededuzione - Errata attribuzione - Inammissibilità della domanda..
Costituisce ragione d’inammissibilità della domanda di concordato preventivo l'errata attribuzione della prededuzione a determinati crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 09 Gennaio 2014.


Concordato preventivo – Impossibilità di pagare una minima percentuale ai creditori chirografari – Impossibilità di soddisfare la causa concreta della proposta – Inammissibilità..
Nel concordato preventivo, l’impossibilità di soddisfare anche solo in una percentuale minima il ceto creditorio chirografario impedisce di operare una valutazione positiva sulla fattibilità economica del piano concordatario, ovvero la idoneità a soddisfarne la causa concreta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 03 Dicembre 2013.


Concordato preventivo - Esistenza di crediti contestati - Necessaria indicazione della proposta - Informazione dei creditori..
La sussistenza di crediti oggetto di contestazione giudiziale impone alla società proponente il concordato preventivo - anche quando ritenga le relative pretese prive di fondamento - di farne espressa menzione nella proposta (eventualmente istituendo apposita classe ad essi riservata), assolvendo tale adempimento, sul quale il tribunale deve svolgere il controllo critico ai fini della regolarità della procedura e della valutazione dell’ammissibilità della proposta, ad una fondamentale esigenza di informazione dell’intero ceto creditorio. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 21 Novembre 2013.


Concordato preventivo in continuità aziendale – Affitto d’azienda di imminente scadenza ed inalienabilità dell’ “accreditamento regionale” della struttura sanitaria proponente: Irrealizzabilità della causa concreta e declaratoria di inammissibilità – Conseguente rigetto dell’omologa..
Il controllo di legittimità del Tribunale, dopo la pronuncia delle S.U. n. 1521 del 23 gennaio 2013, è limitato al controllo sulla causa contrattuale. Nei casi di accertata impossibilità della causa concreta, che nel caso di specie emerge tanto con riferimento alla inalienabilità dell’accreditamento che alla inutilizzabilità a brevissimo termine di quel complesso immobiliare sulla cui continuativa ed ininterrotta gestione poggia l’attuazione del piano aziendale, il Tribunale non può che constatare la non fattibilità della proposta, non omologando il concordato. L’imminente indisponibilità dell’elemento logistico (immobile) che tiene in piedi la “continuità aziendale” è aspetto infatti che, lungi dal consegnarsi ad una valutazione di mera convenienza economica, assorbe il profilo causale della procedura, disallineandone aprioristicamente gli esiti ipotizzabili dall’obiettivo specifico del piano, che sta nel superamento della crisi e, in uno ad esso, nel soddisfacimento appropriato dei creditori. Come pure, una proposta che ambisca a “monetizzare” un accreditamento regionale (nello specifico, sanitario) frutto dell’esercizio ponderato della discrezionalità amministrativa del soggetto pubblico titolare dell’esercizio del potere è ipotesi priva delle precondizioni normative necessarie a sottometterla al vaglio di convenienza dei creditori. Sussiste dunque una ipotesi concordataria che è “ab origine” radicalmente priva di praticabilità giuridica, per l’incongruità dei meccanismi e degli strumenti all’uopo prescelti. (Vittoria Fiume) (riproduzione riservata)   Tribunale Siracusa, 15 Novembre 2013.


Omologazione del concordato preventivo - Provvisoria esecutività - Sospensione - Esclusione..
La provvisoria esecutività che, ai sensi dell'articolo 180, comma 5, L.F. assiste il decreto di omologa del concordato preventivo non è suscettibile di sospensione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 14 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Verifica dei crediti - Esclusione - Facoltà del liquidatore di modificare le proprie valutazioni in ordine alla consistenza e al rango chirografario o privilegiato dei crediti - Sussistenza..
Le norme che disciplinano il concordato preventivo non prevedono, diversamente da quanto accade nel fallimento, una procedura di verificazione dei crediti concorsuali. E' quindi sempre possibile per il liquidatore modificare le proprie valutazioni in ordine all'esistenza, alla consistenza e al rango chirografario o privilegiato dei singoli crediti (Cass. 6859/1995) e il creditore che non concordi con le valutazioni del liquidatore può rivolgersi nelle forme ordinarie all'autorità giudiziaria per far accertare il proprio credito in contradittorio con la procedura concorsuale. Per ragioni di ordine e di vigilanza sulla procedura, la distribuzione dell'attivo concordatario potrà, pertanto, avvenire mediante formali piani di riparto, ma senza che il relativo decreto di approvazione abbia alcuna valenza decisoria. (
Tribunale Bassano del Grappa, 28 maggio 2013). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 08 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Tempi previsti per l'adempimento - Aspetto che attiene alla convenienza del concordato - Valutazione riservata ai creditori..
Quello dei tempi previsti per l'adempimento è un aspetto che, lambendo il profilo della convenienza del concordato, va rimesso alla valutazione pacificamente riservata ai creditori, fatto salvo il caso limite di una dilatazione temporale non solo consistente, ma anche avulsa da una specifica progettualità economica del piano concordatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 07 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Distinzione tra fattibilità economica e fattibilità giuridica - Aspetti valutativi distinti rispettivamente di convenienza e di legalità - Contenuto del controllo giudiziale in sede di omologa del concordato..
La scissione del concetto di fattibilità (già di per sé riconducibile al genus del merito, piuttosto che della legittimità) nelle due categorie della fattibilità economica e giuridica, può risultare fuorviante - attenendo le due nuove species a profili valutativi nettamente distinti, l'uno di convenienza (spettante ai creditori), l'altro di legalità (di competenza del giudice) - ed in fondo anche superflua, avendo comunque la stessa Corte di cassazione (SS.UU. 23 gennaio 2013, n. 1521) chiaramente delineato i tre momenti del controllo giudiziale in sede di omologa del concordato: 1) controllo sulla completezza e regolarità degli atti, in esse comprese la logicità e coerenza delle attestazioni; 2) controllo sulla legittimità degli atti, intesa come rispetto delle norme di legge, di carattere generale o speciale; 3) controllo (di merito) sulla idoneità degli atti, intesa come conformità alla causa concreta del concordato, con riferimento alla astratta capacità della proposta (e del piano) di assolvere la sua funzione di regolazione della crisi di impresa, con soddisfazione dei creditori non apparente e - quantomeno secondo le SS.UU. - anche in tempi non irragionevoli, sebbene quest'ultimo profilo appaia piuttosto da ricondurre, insieme al grado di soddisfacimento conseguibile, alla valutazione (anche comparativa) di convenienza della proposta, che è pacificamente di esclusivo appannaggio del ceto creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 07 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Creditori contestati - Valutazione dell'influenza del loro dovuto sulla formazione delle maggioranze - Non configurabilità del pregiudizio al consenso informato degli altri creditori in ipotesi di incidenza quantitativa minima del voto..
Se è vero che i creditori contestati hanno diritto di partecipare al voto e di essere classati all'interno della proposta concordataria, è anche vero che la regola da applicare in caso di esclusione dal voto è quella del secondo comma dell'articolo 176 L.F., in base al quale i creditori esclusi possono opporsi alla esclusione in sede di omologazione del concordato solo nel caso in cui la loro ammissione avrebbe avuto influenza sulla formazione delle maggioranze. Da ciò consegue che ove il voto del creditore escluso che ha proposto opposizione abbia un’incidenza quantitativa minima sulla formazione delle maggioranze, non è configurabile alcun pregiudizio al consenso informato degli altri creditori, le cui valutazioni prognostiche non sono state apprezzabilmente incise. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 07 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Valutazione del tribunale di elementi relativi alla fattibilità del piano - Violazione del limite del controllo di legalità sulla fattibilità giuridica della causa concreta del negozio - Inammissibilità.

Concordato preventivo - Controllo del tribunale sulla fattibilità - Limiti - Valutazione di convenienza intesa come probabilità di successo economico del piano e dei rischi inerenti - Inammissibilità.

Concordato preventivo - Epoca dell'adempimento dei creditori chirografari - Mancata indicazione nella proposta - Elemento ricavabile dal complesso delle altre determinazioni offerte ai creditori.
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Deve essere revocata la sentenza dichiarativa del fallimento -  impugnata unitamente al decreto che ha dichiarato l’inammissibilità del concordato - nel caso in cui il tribunale abbia erroneamente valutato elementi inerenti la fattibilità del piano oltrepassando il controllo di legalità sulla fattibilità giuridica della causa concreta del “negozio” concordatario (costituita dal superamento della situazione di crisi e dal soddisfacimento dei creditori, sia pure ipoteticamente modesto e parziale. (Nel caso di specie, la sentenza impugnata aveva ritenuto che non vi fossero ragionevoli possibilità di conclusione di un contratto di affitto di azienda con impegno all'acquisto, sottoposto alla condizione sospensiva della conclusione di un accordo sindacale ai sensi dell'articolo 47 della legge n. 428 del 1990 e dei successivi accordi individuali, trascurando, tra l'altro, la possibilità alternativa di vendita frazionata del complesso aziendale per un valore pressoché analogo espressamente prospettata nella domanda di concordato e nel piano ed altresì supportata da apposite perizia di stima). (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)

Il Tribunale non può entrare nel merito del giudizio di convenienza (ovvero della probabilità di successo economico del piano e dei rischi inerenti); detto giudizio è infatti riservato alla sola valutazione dei creditori. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)

L’epoca dell’adempimento dei creditori chirografari, benché non specificata espressamente nella proposta, può ricavarsi dal complesso delle altre determinazioni offerte al vaglio dei creditori. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata)
Appello Bologna, 07 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Giudizio di omologazione - Sindacato del giudice sulla fattibilità economica - Limiti - Sindacato esteso a rilievi di carattere valutativo e prognostico - Esclusione..
In sede di giudizio di omologazione del concordato preventivo, il sindacato del giudice è limitato alla verifica della sussistenza o meno di un’assoluta e manifesta non attitudine del piano di concordato a raggiungere gli obiettivi prefissati. Pertanto il sindacato del giudice non si estende alla fattibilità economica quando la sua analisi comporti rilievi di carattere prognostico, per loro natura opinabili e suscettibili di errore. È dunque di esclusiva competenza dei creditori la valutazione circa la probabilità che si realizzino o meno eventi determinanti per il successo del piano di soluzione della crisi. (Margherita Falagiani) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Fattibilità - Sindacato del giudice - Verifica diretta del presupposto - Distinzione tra fattibilità giuridica e fattibilità economica..
La fattibilità, intesa come prognosi di concreta realizzabilità del piano concordatario, è presupposto di ammissibilità del concordato, sul quale il giudice deve pronunciarsi esercitando un sindacato che non è "di secondo grado", che non si esercita, cioè, sulla sola completezza e congruità logica dell'attestazione del professionista di cui all’articolo 161, comma 3, L.F., ma consiste nella verifica diretta del presupposto stesso, con la precisazione che la fattibilità si distingue in fattibilità giuridica, intesa come non incompatibilità del piano con norme inderogabili, e fattibilità economica, intesa come realizzabilità nei fatti del medesimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Sindacato sulla fattibilità giuridica - Natura sostanzialmente illimitata - Fattibilità economica - Natura prognostica e opinabile con margini di errore - Sindacato riservato ai creditori..
Mentre il sindacato del giudice sulla fattibilità giuridica non ha particolari limiti, quello sulla fattibilità economica richiede, invece, valutazioni prognostiche fisiologicamente opinabili e comportanti un margine di errore, nel che è insito anche un margine di rischio del quale è ragionevole siano arbitri i soli creditori, in coerenza con l'impianto generale prevalentemente contrattualistico dell'istituto del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Profilo della fattibilità economica riservato al giudice - Assoluta e manifesta non attitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati - Realizzazione della causa concreta del concordato..
Con riferimento alla fattibilità economica, è individuabile un solo profilo su cui si esercita il sindacato officioso dal giudice (fermo, ovviamente, il controllo della completezza e correttezza dei dati informativi forniti dal debitore ai creditori, con la proposta di concordato e i documenti allegati, ai fini della consapevole espressione del loro voto): quello della verifica della sussistenza o meno di un’assoluta, manifesta non attitudine del piano presentato dal debitore a raggiungere gli obbiettivi prefissati, ossia a realizzare la causa concreta del concordato, individuabile caso per caso in riferimento alle specifiche modalità indicate dal proponente per superare la crisi mediante una sia pur minimale soddisfazione dei creditori chirografari in un tempo ragionevole (causa in astratto). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Fattibilità economica - Catalogo di elementi prognostici e valutativi riservati ai creditori..
Nell'ambito del concordato preventivo, appartengono al profilo della fattibilità economica e sono, quindi, sottratti al sindacato del giudice in ragione del carattere valutativo e prognostico aspetti quali: a) la mancanza di impegni cogenti da parte delle banche per l'apporto di nuova finanza dopo l'omologazione; b) il forte deficit patrimoniale che ha comportato la totale perdita del capitale in itinere; c) la mancanza di garanzie circa le previste dismissioni di determinati beni immobili; d) la mancanza di copertura del fabbisogno concordatario per un determinato periodo mediante le risorse previste nel piano. Il carattere valutativo dei rilievi sub a) e c) è, infatti, evidente, non comportando la mancanza di impegni cogenti o la mancanza di garanzie necessariamente l'esclusione in futuro dell'apporto della nuova finanza o della vendita degli immobili al prezzo sperato; ma anche i rilievi sub b) e d) si sostanziano nella prognosi di un andamento negativo della futura attività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Opposizione alla omologazione - Legittimazione di qualunque interessato - Legittimazione di soggetti aventi interesse diretto e attuale a contrastare il giudizio di omologazione..
Legittimato all'opposizione di cui all'articolo 180, comma 2, L.F. non è soltanto il creditore ma anche "qualunque interessato", locuzione, questa, riferibile non soltanto a soggetti diversi dai creditori, ma anche a creditori non dissenzienti come coloro che non abbiano votato favorevolmente alla proposta per non aver preso parte all'adunanza fissata per il voto, o perché non convocati o perché non ammessi al voto o, infine, perché astenuti: tali soggetti, infatti, prospettano l'interesse diretto e attuale al giudizio per contrastare l'omologazione, in riferimento al trattamento loro riservato, al di là e in aggiunta a chiunque altro, a qualunque titolo, abbia interesse ad opporsi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Proposta che preveda la semplice conversione in denaro di assetti patrimoniali - Nomina del commissario liquidatore - Esclusione..
Qualora la proposta di concordato non preveda la cessione di beni ai creditori ma la conversione in denaro di assetti patrimoniali attivi, la liquidazione dovrà essere affidata al debitore sotto il controllo del commissario giudiziale, esclusa la nomina del comitato dei creditori e di commissari liquidatori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 15 Ottobre 2013.


Concordato con continuità aziendale - Nomina del commissario liquidatore - Esclusione - Prosecuzione dell'attività in capo agli amministratori sotto il controllo del commissario giudiziale e del giudice delegato..
Poiché l'articolo 186 bis L.F. non contiene alcuna specifica disciplina dell'esecuzione del concordato con continuità aziendale, si deve ritenere che, in questo tipo di concordato, non sia necessaria la nomina di un liquidatore giudiziale e che l'attività debba proseguire, anche relativamente alla liquidazione, in capo agli amministratori e sotto il controllo del commissario giudiziale e del giudice delegato, i quali vigileranno affinché non siano compiute operazioni straordinarie non previste dal piano o che possano pregiudicare il pagamento dei creditori concorsuali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 15 Ottobre 2013.


Concordato preventivo - Modesta soddisfazione dei creditori - Alternativa preferibile rispetto liquidazione fallimentare - Venir meno della causa concreta del concordato - Esclusione.

Concordato preventivo - Trasformazione di società in accomandita semplice in società in nome collettivo - Venir meno delle garanzie dei soci accomandanti - Motivo di opposizione all’omologa - Esclusione.
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L'attribuzione ai creditori di una modesta percentuale di soddisfacimento (nella specie pari all'1%) non determina il venir meno della causa tipica del concordato che è quella di garantire, seppure in maniera talvolta minimale, una percentuale di soddisfacimento ai creditori che si prospetti come alternativa migliore rispetto alla liquidazione fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'operazione, subordinata all'omologa del concordato, di trasformazione di una società in accomandita semplice in società in nome collettivo che abbia la conseguenza di far venir meno le garanzie fideiussorie prestate dai soci accomandanti divenuti soci illimitatamente responsabili della società in nome collettivo non può costituire motivo di opposizione all'omologa del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale La Spezia, 19 Settembre 2013.


Concordato preventivo - Opposizione al giudizio di omologazione - Legittimazione di qualunque interessato - Interpretazione - Legittimazione dei creditori non dissenzienti - Sussistenza..
L'articolo 180, comma 2, L.F. riconosce a "qualunque interessato" la legittimazione a proporre opposizione al giudizio di omologazione del concordato preventivo. Non solo, pertanto, detta legittimazione spetta a soggetti diversi dai creditori ma anche a tutti coloro che non abbiano votato favorevolmente all'omologa del concordato ed anche ai creditori non dissenzienti, quali coloro che non abbiano votato favorevolmente alla proposta per non aver preso parte all'adunanza fissata per il voto o perché non convocati o, ancora, perché non ammessi al voto o, infine, perché astenuti; tali soggetti, infatti, prospettano un interesse diretto e attuale al giudizio per contrastare l'omologazione, in riferimento al trattamento loro riservato, al di là ed in aggiunta a qualunque altro, a qualunque titolo, abbia interesse ad opporsi all'omologazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 13 Settembre 2013.


Opposizione all'omologazione - Valutazione della convenienza del creditore ad aderire al concordato - Irrilevanza ai fini della decisione - Valutazione demandata esclusivamente al creditore..
Le doglianze relative ad una non corretta valutazione, da parte del creditore che proponga opposizione all'omologa del concordato preventivo, della propria convenienza ad aderire al concordato, non rilevano ai fini della decisione, essendo nel nuovo quadro normativo esclusivamente demandata al creditore ogni valutazione del proprio interesse, opportunità e convenienza della proposta concordataria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 13 Settembre 2013.


Concordato preventivo - Pagamento non autorizzato di crediti anteriori al deposito della domanda - Violazione rientrante nelle fattispecie di cui all'articolo 173 L.F. - Omologazione - Esclusione..
Non è omologabile il concordato preventivo laddove siano stati effettuati pagamenti di crediti anteriori alla presentazione della domanda senza l'autorizzazione del tribunale o del giudice delegato. La violazione in questione rientra nelle previsioni di cui all'articolo 173 L.F., norma che sanziona una serie di condotte accomunate dall'abuso del diritto da parte dell'imprenditore, posto che il pagamento dei crediti anteriori alla presentazione della domanda costituisce un atto idoneo a frodare le ragioni della massa soddisfacendo alcuni creditori a discapito di altri, con conseguente "uso abusivo e distorto degli effetti protettivi del deposito della domanda di cui all'articolo 161, comma 6, L.F., in quanto il divieto di azioni esecutive e cautelari per il tempo necessario per la preparazione di un piano ragionevole e fattibile viene in realtà asservito allo scopo di consentire all'imprenditore di scegliere a suo piacimento quali creditori soddisfare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 26 Luglio 2013.


Concordato preventivo - Approvazione - Omologazione - In genere - Legittimazione all'opposizione - Qualunque interessato - Nozione - Riferibilità ai soli creditori dissenzienti - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie..
In tema di legittimazione alla opposizione nel giudizio di omologazione del concordato preventivo, la locuzione "qualunque interessato", prevista dall'art. 180, secondo comma, legge fall., non è necessariamente riferibile soltanto a soggetti diversi dai creditori, essendo invece suscettibile di comprendere i creditori non dissenzienti, quali coloro che non abbiano votato favorevolmente alla proposta per non aver preso parte all'adunanza fissata per il voto, o perché non convocati o, ancora, perché non ammessi al voto o, infine, perché astenuti; tali soggetti, infatti, prospettano l'interesse diretto e attuale al giudizio per contrastare l'omologazione, in riferimento al trattamento loro riservato, al di là e in aggiunta a chiunque altro, a qualunque titolo, abbia interesse ad opporsi all'omologazione. (Fattispecie relativa ai creditori fiscali astenuti all'adunanza dei creditori e successivamente autori di dichiarazione contraria alla transazione fiscale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Luglio 2013.


Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - In genere - Controllo demandato al tribunale - Oggetto - Controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato - Ammissibilità - Contenuto e limiti - Accertamento della convenienza della proposta - Esclusione..
In tema di concordato preventivo, il controllo del tribunale va effettuato sia verificando l'idoneità della documentazione prodotta (per la sua completezza e regolarità) a corrispondere alla funzione che le è propria, consistente nel fornire elementi di giudizio ai creditori, sia accertando la fattibilità giuridica della proposta, sia, infine, valutando l'effettiva idoneità di quest'ultima ad assicurare il soddisfacimento della causa della procedura. Rientrano, dunque, nell'ambito di detto controllo, la correttezza e la coerenza delle argomentazioni svolte e delle motivazioni addotte dal professionista a sostegno del formulato giudizio di fattibilità del piano; l'eventuale impossibilità giuridica di dare esecuzione, sia pure parziale, alla proposta di concordato; l'eventuale inidoneità della proposta, se emergente "prima facie", a soddisfare in qualche misura i diversi crediti rappresentati. Resta, invece, riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito di detto giudizio, che ha ad oggetto la fattibilità del piano e la sua convenienza economica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 2013, n. 13083.


Concordato preventivo - Trust - Compatibilità del modello contrattuale del trust con le norme imperative in materia concorsuale - Giudizio di fattibilità giuridica del tribunale.

Concordato preventivo - Apporto di beni esterni al patrimonio del debitore - Utilizzo del trust - Ammissibilità.

Concordato preventivo - Apporto di beni di terzi tramite trust - Creditori concordatari garantiti dai beni dei terzi - Nomina del commissario giudiziale in funzione di protector - Attribuzione al giudice delegato del compito di dirimere il contrasto fra protector e trustee.
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L’intersezione fra il modello contrattuale del trust con le disposizioni imperative che l’ordinamento giuridico italiano detta in materia concorsuale impongono particolari cautele ed una valutazione di compatibilità che nell'ipotesi di concordato preventivo si traduce in una valutazione di fattibilità giuridica affidata al tribunale, valutazione, questa, che è espressamente prevista dall’art. 15 della Convenzione dell’Aja 1 luglio 1985, resa esecutiva con legge 16 ottobre 1989, n. 364, secondo cui “La Convenzione non ostacolerà l'applicazione delle disposizioni di legge previste dalle regole di conflitto del foro, allorchè non si possa derogare a dette disposizioni mediante una manifestazione della volontà, in particolare nelle seguenti materie: […] e) la protezione di creditori in casi di insolvibilità”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il trust può essere utilizzato nel concordato preventivo per consentire l'apporto di beni esterni al patrimonio del debitore allo scopo di rendere fattibile e di garantire i risultati prospettati ai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora il concordato preventivo preveda, tramite l'istituzione di un trust, l'apporto di beni di un terzo e alcuni creditori concordatari siano garantiti dal patrimonio del terzo, è opportuno che il nominando commissario giudiziale possa assumere la funzione di protector e che il trustee acquisisca il suo parere prima di procedere agli atti di alienazione dei beni; al giudice delegato potrà essere attribuito il compito di dirimere eventuali contrasti tra protector e trustee. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Ravenna, 04 Aprile 2013.


Concordato preventivo - Giudizio di fattibilità economica del piano riservato ai creditori..
Nel concordato preventivo pertiene esclusivamente ai creditori il giudizio di fattibilità economica del piano, inteso quale l'opinabile giudizio prognostico circa la realizzabilità in concreto dell'attivo prospettato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 07 Marzo 2013.


Concordato preventivo di gruppo - Presupposti..
Deve ritenersi ammissibile la proposta concordataria relativa ad un gruppo di imprese a condizione che siano rispettate le regole della competenza territoriale del tribunale che su di essa dovrà pronunciarsi, che siano tenute distinte le masse attive e passive e che il calcolo delle maggioranze venga effettuato con riferimento ad ogni singola società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Roma, 05 Marzo 2013.


Concordato preventivo di gruppo - Cessione parziale dei beni - Inammissibilità - Violazione dell'articolo 2740 c.c...
Non è ammissibile, per violazione dell'articolo 2740 c.c., la proposta concordataria riguardante un gruppo di imprese che abbia natura meramente liquidatoria e che preveda, con riferimento ad alcune società del gruppo, la cessione ai creditori di parte soltanto del patrimonio per destinare la rimanente ai creditori di altre società del gruppo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Roma, 05 Marzo 2013.


Concordato preventivo con cessione di beni - Nomina - Commissario giudiziale - Commissario liquidatore - Conflitto di interessi - Funzioni - Sorveglianza esecuzione concordato..
A seguito della recente decisione della Suprema Corte (Cass. N. 1237 del 18.01.2013) non può più essere nominato il liquidatore nella medesima persona del già nominato commissario giudiziale, in considerazione della potenziale situazione di conflitto di interessi tra la funzione gestoria e quella di sorveglianza dell'adempimento del concordato di cui all'art. 185, comma 1, L.F.. (Anna Serafini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 28 Febbraio 2013.


Concordato preventivo - Controllo del giudice sulla fattibilità della proposta di concordato - Controllo nelle diverse fasi del procedimento - Contenuto della proposta - Verifica dell'effettiva realizzabilità della causa concreta - Significato - Finalità della procedura..
Il principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite Civili della Corte di cassazione:
Il giudice ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato, non restando tale giudizio escluso dall’attestazione del professionista, mentre resta riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito del detto giudizio, che ha ad oggetto la probabilità di successo economico del piano ed i rischi inerenti. Il controllo di legittimità del giudice si realizza facendo applicazione di un unico e medesimo parametro nelle diverse fasi di ammissibilità, revoca ed omologazione in cui si articola la procedura di concordato preventivo, verificando l'effettiva realizzabilità della causa concreta della procedura di concordato; quest'ultima, la quale deve essere intesa come obiettivo specifico perseguito dal procedimento, non ha contenuto fisso e predeterminabile, essendo dipendente dal tipo di proposta formulata, ma deve comunque essere finalizzata, da un lato, al superamento della situazione di crisi dell'imprenditore e, dall'altro, all'assicurazione di un soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori. (massima ufficiale)
Cassazione civile, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Valutazione del professionista attestatore - Controllo del giudice - Prevalenza - Potere del giudice di discostarsi dal giudizio espresso dal professionista - Sussistenza..
Benché, nel concordato preventivo, al professionista attestatore sia demandato il compito di certificare la veridicità dei dati forniti dall'imprenditore e di esprimere una valutazione in ordine alla fattibilità del piano dallo stesso proposto, occorre precisare che il controllo del giudice su questi aspetti non è di secondo grado, destinato cioè a realizzarsi soltanto sulla completezza e congruità logica della motivazione offerta dal professionista anche sotto il profilo del collegamento effettivo tra i dati riscontrati ed il giudizio espresso; il giudice può, infatti, discostarsi dal giudizio espresso dal professionista, così come potrebbe fare a fronte di non condivise valutazioni di un suo ausiliario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Fattibilità del piano - Convenienza della proposta - Distinzione - Fattibilità giuridica e fattibilità economica - Distinzione e contenuti - Giudizio di fattibilità giuridica riservato al giudice - Giudizio di fattibilità economica riservato ai creditori..
Premesso che la fattibilità del piano di concordato non deve essere confusa con la convenienza della proposta (vale a dire con il giudizio di merito certamente sottratto al tribunale e riservato ai creditori), occorre precisare che la fattibilità, intesa come una prognosi circa la possibilità di realizzazione della proposta nei termini prospettati, implica una ulteriore distinzione tra fattibilità giuridica e fattibilità economica. La verifica della fattibilità giuridica spetta sicuramente al giudice, il quale dovrà esprimere un giudizio negativo sull'ammissibilità della proposta quando le sue modalità attuative risultino incompatibili con norme inderogabili. È, invece, di competenza esclusiva dei creditori il giudizio in ordine alla fattibilità economica del concordato, posto che questa valutazione consiste in un giudizio prognostico che comporta margini di opinabilità e possibilità di errore che si traducono inevitabilmente in un fattore di rischio per i soggetti interessati; è quindi ragionevole, in coerenza con l'impianto generale dell'istituto del concordato preventivo, che di tale rischio si facciano esclusivo carico i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Individuazione dei margini di intervento del giudice - Causa concreta del concordato - Variabilità del contenuto della proposta - Valutazione delle concrete modalità proposte dal debitore - Contenuto necessario della proposta - Superamento della crisi e soddisfazione dei creditori..
Allo scopo di individuare i margini di intervento del giudice nell'ambito a lui riservato della valutazione della fattibilità giuridica del concordato, occorre individuare la causa concreta del procedimento di concordato sottoposto al suo esame, intendendosi per causa concreta le modalità attraverso le quali, per effetto ed in attuazione della proposta del debitore, le parti del procedimento intendono realizzare la composizione dei rispettivi interessi. Poiché, tuttavia, il legislatore non ha inteso predeterminare il contenuto della proposta e non è, quindi, possibile stabilire con una previsione generale ed astratta i margini dell'intervento del giudice, si dovrà tener conto delle concrete modalità proposte dal debitore per la composizione della propria esposizione debitoria, fermo restando che la proposta di concordato deve necessariamente avere ad oggetto il superamento della crisi e la soddisfazione in qualche misura dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Controllo del giudice sulla fattibilità - Completezza e regolarità della documentazione - Scopo dell'informazione ai creditori - Accertamento della fattibilità giuridica della proposta - Valutazione della effettiva idoneità alla regolazione della crisi ed alla soddisfazione dei creditori - Termini di adempimento della proposta - Rilevanza ai fini del giudizio di fattibilità del concordato..
Nel concordato preventivo, il controllo del giudice sulla fattibilità del concordato deve essere effettuato verificando l'idoneità della documentazione prodotta (per la sua completezza e regolarità) a corrispondere alla funzione che le è propria di fornire elementi di giudizio ai creditori, sia accertando la fattibilità giuridica della proposta (si pensi, a titolo esemplificativo, alla cessione di beni altrui), sia infine valutando l'effettiva idoneità di quest'ultima ad assicurare il soddisfacimento della causa della procedura consistente nella regolazione della crisi e nella soddisfazione almeno parziale dei creditori nel rispetto dei termini di adempimento previsti, profilo, quest'ultimo, che incide sulla valutazione della proposta nel suo complesso e di conseguenza sul giudizio di fattibilità del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo con cessione dei beni - Giudizio di fattibilità esercitabili dal giudice - Correttezza della indicazione della misura della percentuale offerta ai creditori - Esclusione impegno a mettere a disposizione dei creditori i beni dell'imprenditore liberi da vincoli che ne impediscono la liquidazione o ne alterino il valore..
Nel concordato preventivo con cessione dei beni, non rientra nell'ambito del giudizio di fattibilità esercitabile dal giudice un sindacato sull'aspetto pratico ed economico della proposta e, quindi, sulla correttezza della indicazione della misura di soddisfacimento percentuale offerta ai creditori. In questo tipo di concordato, infatti, la percentuale di pagamento eventualmente prospettata non è vincolante, non essendo prescritta da alcuna disposizione ed essendo al contrario sufficiente l'impegno a mettere a disposizione dei creditori i beni dell'imprenditore liberi da vincoli ignoti che ne impediscono la liquidazione o ne alterino apprezzabilmente il valore, fatta ovviamente salva la possibilità che il debitore assuma una specifica obbligazione in tal senso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Convenienza economica - Giudizio riservato ai creditori - Necessità di una puntuale informazione - Oggetto - Compito del professionista attestatore e del commissario giudiziale..
Affinché i creditori possano esprimere il giudizio loro riservato sulla convenienza economica della proposta di concordato, concorrendo così a garantire il giusto esito della procedura, è necessario che essi ricevano una puntuale informazione circa i dati, le verifiche interne e le connesse valutazioni, incombenti, questi, che assumono un ruolo centrale nello svolgimento della procedura ed ai quali debbono provvedere dapprima il professionista attestatore (rispetto al quale il d.l. 83 del 2012, oltre a sottolinearne la necessaria indipendenza, ha introdotto pesanti sanzioni nel caso di falsità nelle attestazioni o nelle relazioni), in funzione dell'ammissibilità al concordato, e successivamente il commissario giudiziale prima dell'adunanza dei creditori ai fini del voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Provvedimento di omologazione - Reclamo alla corte d'appello contro il provvedimento che respinge l'omologa o che la accolga in presenza di opposizioni - Mancanza di opposizioni - Ricorso immediato per cassazione ai sensi dell'articolo 111, comma 7, Cost...
Nei confronti del provvedimento che omologa il concordato preventivo, può proporsi reclamo alla corte d'appello allorché l'omologazione sia respinta, ovvero sia accolta nonostante la presenza di opposizioni; mentre, se nessun creditore abbia proposto opposizione, deve ritenersi esperibile il ricorso immediato per cassazione ai sensi dell'articolo 111, comma 7, della Costituzione, trattandosi di decreto dotato dei caratteri della decisorietà e della definitività, in quanto obbligatorio per i creditori rispetto ai quali determina una riduzione delle rispettive posizioni creditorie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Opposizione all'omologa - Questioni attinenti alla fattibilità del piano - Valutazione del tribunale - Ammissibilità - Fattispecie..
Qualora venga proposta opposizione alla omologa del concordato preventivo e l'opponente lamenti illegittimità che afferiscono non solo alla regolarità della procedura, ma anche al contenuto sostanziale della proposta di concordato, il tribunale potrà vagliare, oltre che la sussistenza dei requisiti di regolarità della procedura, anche il contenuto della proposta con riferimento alla lamentata sostanziale non fattibilità del piano. (Nel caso di specie l'opponente aveva criticato la stima di alcuni beni immobili e il Tribunale ha respinto le censure, affermando che le conclusioni del commissario giudiziale, sorrette dalle valutazioni di un perito appositamente nominato, apparivano corrette sotto il profilo tecnico e logico e supportate da idonea documentazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Convenienza della proposta - Valutazione riservata ai creditori..
La valutazione in ordine alla convenienza della proposta di concordato preventivo è riservata ai creditori e non è valutabile dal tribunale nemmeno in sede di opposizione all'omologa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Questioni attinenti al merito delle pretese dei creditori - Valutazione in sede di opposizione alla omologa del concordato - Esclusione - Valutazione nelle competenti sedi di cognizione ordinaria - Necessità..
In sede di opposizione alla omologazione del concordato preventivo, il creditore non può dedurre questioni attinenti al merito della propria pretesa, riservate alle competenti sedi di cognizione ordinaria, ma unicamente questioni che possono avere un qualche rilievo ai fini del voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Giudizio di cram down - Criteri - Modificazioni intervenute successivamente all'omologa..
Il tribunale nello svolgimento del giudizio di cram down deve fare riferimento alla situazione oggettiva al momento dell’omologa, tenendo conto delle modificazioni intervenute nell’intervallo temporale che va dalla fase dell’ammissione alla procedura fino all’omologa (nel caso di specie, le vendite poste in essere nel periodo antecedente all’omologa, avevano spostato la convenienza della procedura, che in fase di ammissione era per il concordato, verso l’alternativa fallimentare, che appariva maggiormente soddisfacente per il creditore ipotecario opponente). (Massimo Gaballo) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 29 Novembre 2012.


Concordato preventivo - Modifiche introdotte dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 - Legittimazione all'opposizione da parte dei creditori dissenzienti - Attribuzione ai creditori del diritto di verificare non solo la convenienza ma anche la perdurante fattibilità del concordato..
La modifica normativa apportata all'articolo 180, legge fallimentare dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, la quale ha previsto la possibilità per il creditore dissenziente di proporre opposizione anche nell'ipotesi in cui non siano state formate le classi dei creditori, ha riconosciuto la piena legittimazione all'opposizione da parte dei creditori dissenzienti ed attribuito loro il diritto di verificare non solo la convenienza ma anche la perdurante fattibilità del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 26 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Modifiche introdotte dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 - Potere di controllo d'ufficio del tribunale sulla fattibilità - Istanza di parte - Necessità - Conseguenze..
Le modifiche apportate alla disciplina del concordato preventivo dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, inducono a ritenere che il potere di controllo d’ufficio del tribunale sulla fattibilità del concordato possa aver luogo solo su istanza di parte e che, conseguentemente, in presenza del voto favorevole della maggioranza dei crediti e delle classi ed in mancanza di opposizioni, devono ritenersi sussistenti i presupposti di legge per l'omologa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 26 Ottobre 2012.


Concordato preventivo – Omologa – Assenza di opposizioni da parte dei creditori – Parere sfavorevole del commissario giudiziale ex art. 180 l. f. – Potere di sindacato del tribunale – Art. 173 l. f. – Fattibilità del piano di concordato – Rigetto della richiesta di omologa..
Il Tribunale può rigettare la richiesta di omologa del concordato preventivo, anche in assenza di formali opposizioni da parte dei creditori, laddove venga riscontrata in questa fase la mancata persistenza dei presupposti e dei requisiti di ammissibilità alla procedura, sulla base dell’attività di verifica condotta dal commissariogiudiziale, espressa nel parere ex art. 180, secondo comma. Deve negarsi, pertanto, che in sede di omologazione il controllo giudiziale si risolva in un mero riscontro dell’esito delle votazioni, ma si ammette anzi la legittimità del potere di sindacato del Tribunale sul requisito di fattibilità del piano di concordato, pur in assenza di opposizioni all’omologazione, anche alla luce del disposto di cui all’art. 173 l. fall.. (Valentina Pettirossi) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 26 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Interessi pubblicistici alla risoluzione corretta ed ordinata dell'insolvenza - Sussistenza - Potere interdittivo del tribunale sulla fattibilità giuridica ed economica del piano - Sussistenza in fase di ammissione al concordato - Finalità di consentire il voto ai creditori alle sole soluzioni contrattuali dotate di plausibilità giuridica ed economica.

Concordato preventivo - Natura prodromica, rispetto al giudizio riservato ai creditori, del potere del tribunale di controllo sulla fattibilità giuridica ed economica del piano.

Concordato preventivo - Potere del tribunale di controllo sulla fattibilità giuridica ed economica del piano - Giudizio di omologazione - Assenza di opposizioni - Sussistenza.

Concordato preventivo - Giudizio di fattibilità del piano riservato al professionista attestatore ed all'approvazione dei creditori - Rischio di manovre fraudolente o truffaldine.
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Se è vero che nella regolazione dell'insolvenza e della crisi d’impresa intervengono, unitamente agli interessi privatistici dei creditori, anche rilevanti interessi pubblicistici dello Stato alla risoluzione corretta ed ordinata dell'insolvenza, anche attraverso il ricorso a soluzioni negoziali rimesse all'autonomia privata del debitore e dei creditori, allora è necessario riconoscere al tribunale, già in sede di giudizio di ammissione al concordato, un potere interdittivo in ordine alla verifica di fattibilità giuridica ed economica del piano, così da fare in modo che siano sottoposte alla volontà negoziale dei creditori solo quelle soluzioni contrattuali dell’insolvenza e della crisi di impresa che siano dotate di plausibilità giuridica ed economica e tali da consentire ai creditori una corretta valutazione della convenienza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il potere del tribunale di controllo sulla fattibilità giuridica ed economica del piano di concordato preventivo è prodromico rispetto al giudizio di convenienza riservato ai creditori, i quali vengono così posti in condizione di esprimere un consenso informato sui citati aspetti di fattibilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il potere di controllo della fattibilità giuridica ed economica del piano deve essere riconosciuto al tribunale non solo nella fase di ammissione alla procedura di concordato preventivo ma anche in quella di omologa ed anche in assenza di opposizioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La soluzione interpretativa che, nel concordato preventivo, vorrebbe demandare il giudizio sulla fattibilità del piano esclusivamente al professionista attestatore ed all'approvazione dei creditori comporta il rischio che la maggioranza del ceto creditorio avalli manovre fraudolente o truffaldine dell'imprenditore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Latina, 18 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Approvazione - Omologazione - In genere - Controllo sulla regolarità della procedura - Assenza di violazioni di legge - Indagine del tribunale - Doverosità - Crediti oggetto di contestazione giudiziale - Inserimento di tali crediti in apposita classe - Funzione informativa essenziale per l'intero ceto creditorio - Configurabilità - Ragioni - Fattispecie..
In tema di concordato preventivo, la sussistenza di crediti oggetto di contestazione giudiziale non preclude il loro doveroso inserimento in una delle classi omogenee previste dalla proposta, ovvero in apposita classe ad essi riservata, assolvendo tale adempimento , ricadente sul debitore ed oggetto di controllo critico sulla regolarità della procedura assolto direttamente dal tribunale, ad una fondamentale esigenza di informazione dell'intero ceto creditorio: da un lato, infatti, tale omissione pregiudicherebbe gli interessi di coloro che al momento non dispongono ancora dell'accertamento definitivo dei propri diritti (ma che possono essere ammessi al voto, ex art. 176 legge fall., con previsione di specifico trattamento per l'ipotesi che le pretese siano confermate o modificate in sede giurisdizionale), e, dall'altro, essa altererebbe le previsioni del piano di soddisfacimento degli altri creditori certi, non consentendo loro di esprimere valutazioni prognostiche corrette e di atteggiarsi in modo pienamente informato circa il proprio voto. (Fattispecie relativa a crediti erariali, oggetto di contestazione giudiziale e relativi a proposta di transazione fiscale non oggetto di adesione nel concordato preventivo da parte del creditore). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Luglio 2012.


Concordato preventivo - Poteri del tribunale - Valutazione della convenienza della proposta - Esclusione - Valutazione della persistenza delle condizioni di ammissibilità della procedura e della fattibilità del piano - Sussistenza - Esercizio ex officio di detti poteri in sede di omologa..
Se, dopo l'emanazione del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, deve ritenersi precluso al tribunale il sindacato sulla convenienza della proposta di concordato preventivo - valutazione che ora spetta esclusivamente ai creditori - al tribunale compete invece la verifica delle condizioni di ammissibilità della procedura, ivi compresa la fattibilità del piano e la mancanza di gravi fatti fraudolenti i quali, anche in assenza di opposizione, ne possono comportare la revoca. Detti poteri di controllo possono essere esercitati in qualunque momento e quindi anche nella fase di omologa, con la precisazione che, per quanto riguarda i fatti indicati dall'articolo 173, legge fallimentare (condotte fraudolente, mancanza di condizioni di ammissibilità, ivi compresa la fattibilità), la cognitio causae del tribunale è di natura officiosa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 10 Luglio 2012.


Concordato preventivo - Poteva del tribunale di verifica della legittimità del procedimento - Genuinità del consenso prestato dai creditori - Rilevanza.

Concordato preventivo - Omologa - Verifica della effettività del consenso dei creditori - Corretta informazione offerta dal proponente - Necessità.

Concordato preventivo - Omessa informazione ai creditori in ordine all'esistenza di ipoteca a garanzia di  debito di terzo - Diniego dell'omologa.
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Nel giudizio di omologa del concordato preventivo il tribunale è chiamato ad una verifica della legittimità del procedimento e, all'interno di questo accertamento, risulta centrale il controllo circa la genuinità del consenso prestato dai creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Nel riscontro effettuato dal tribunale in sede di omologa del concordato preventivo circa l'effettività del consenso dei creditori sulla proposta assume fondamentale importanza la verifica della corretta informazione offerta dal proponente ai creditori con riguardo alle poste attive e passive dell'impresa, essendo la rappresentazione offerta dall’imprenditore essenziale per una corretta valutazione della proposta. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Non può essere omologato un concordato preventivo in cui sia stata omessa l’informativa ai creditori – tanto dal proponente quanto dall’attestatore e pure dal commissario giudiziale – circa la sussistenza di un’ipoteca di primo grado a garanzia di un debito di un terzo sul principale immobile messo a disposizione dei creditori dall’imprenditore, trattandosi di circostanza di estremo rilievo nella valutazione del piano concordatario da parte dei creditori, in quanto potenzialmente idonea ad aumentare in maniera significativa il passivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 28 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Approvazione - Creditore che non abbia espresso il proprio voto - Legittimazione ad impugnare - Esclusione..
Il creditore che non abbia espresso il proprio voto in ordine alla proposta concordataria non può essere considerato creditore dissenziente e non è, quindi, legittimato a proporre opposizione deducendo un'errata inclusione del proprio credito in una piuttosto che in altra classe chirografaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 14 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Natura negoziale dell'accordo tra debitore e creditore - Oggetto dell'accordo - Valutazione della fattibilità del piano in sede di omologazione - Esclusione - Valutazione di fattibilità in sede di giudizio di dissoluzione del concordato..
Nel concordato preventivo, l'accordo tra il debitore ed i suoi creditori ha ad oggetto esclusivamente la proposta e non il piano, la fattibilità del quale non potrà dal tribunale essere valutata in sede di omologazione del concordato ma esclusivamente nell'eventuale giudizio di risoluzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 14 Giugno 2012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ammissione - Condizioni - Divieto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione - Apporto del terzo - Esenzione dal divieto - Condizioni - Neutralità patrimoniale - Necessità..
Ai fini dell'ammissibilità della proposta di concordato preventivo, l'art. 160, secondo comma, legge fall. (nel testo sostituito dall'art. 2 del d.l. n. 35 del 2005, conv. in legge n. 80 del 2005) deve essere interpretato nel senso che l'apporto del terzo si sottrae al divieto di alterazione della graduazione dei crediti privilegiati solo allorché risulti neutrale rispetto allo stato patrimoniale della società debitrice, non comportando né un incremento dell'attivo, sul quale i crediti privilegiati dovrebbero in ogni caso essere collocati secondo il loro grado, né un aggravio del passivo della medesima, con il riconoscimento di ragioni di credito a favore del terzo, indipendentemente dalla circostanza che tale credito sia stato o no postergato. Cassazione civile, sez. I, 08 Giugno 2012, n. 9373.


Concordato preventivo - Opposizione all'omologazione - Legittimazione del creditore che non abbia espresso il voto - Esclusione..
Nel concordato preventivo, il creditore che non abbia espresso il proprio voto sulla proposta concordataria non è legittimato ad opporsi all'omologazione deducendo la errata inclusione del proprio credito in una piuttosto che in altra classe. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 29 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Potere del tribunale di valutarne la fattibilità - Distinzione tra proposta e piano - Conseguenze..
Nel procedimento di concordato preventivo, il potere del tribunale di valutare la fattibilità dell'accordo non può avere ad oggetto la fattibilità del piano, il quale che deve essere tenuto distinto dalla proposta che costituisce l'oggetto dell'incontro delle volontà del debitore e dei creditori. Al piano non potranno, pertanto, essere riferiti eventuali vizi genetici del negozio concordatario in quanto esso altro non è che lo strumento per l'adempimento del concordato la sua fattibilità potrà avere rilievo esclusivamente nell'ambito dell'eventuale giudizio di risoluzione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 29 Maggio 2012.


Reclamo – Proposto da soggetto interessato, diverso dal debitore, avverso il decreto che omologa il concordato preventivo – Decorrenza del termine – Mancanza di espressa previsione da parte dell'articolo 183 L.F. – Applicazione analogica dell’art. 18 L.F. – Dall’iscrizione nel registro delle imprese..
In materia di reclamo proposto da soggetto interessato, diverso dal debitore, avverso il decreto che omologa il concordato preventivo, pur in mancanza di espressa previsione da parte dell'articolo 183, legge fallimentare del termine entro il quale impugnare il decreto di omologa, o del momento dal quale esso inizia a decorrere, deve trovare applicazione, (in base ad una lettura sistematica delle norme e alla loro identica ratio) la disciplina prevista dall'art 18 L.F. per la proposizione del reclamo avverso la sentenza dichiarativa del fallimento (laddove stabilisce che il termine di 30 giorni per proporre reclamo, decorre per il debitore dalla data di notificazione della sentenza a norma dell'articolo 17 e per  tutti gli altri interessati "dalla data della iscrizione nel Registro delle Imprese ai sensi del medesimo articolo"). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Appello Milano, 23 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Sindacato del tribunale sulla convenienza e fattibilità della proposta - Esclusione - Controllo del parere dell'esperto in relazione ai requisiti richiesti dalla legge - Corretta informazione dei creditori..
Nonostante la giurisprudenza sul punto non sia concorde, è preferibile ritenere che il tribunale - esclusa la sindacabilità della convenienza e fattibilità della proposta - mantenga un potere di controllo non tanto della legittimità sostanziale del piano proposto, quanto della rispondenza del parere espresso dall'esperto ai requisiti voluti dalla legge, essendo volto alla tutela della corretta informazione dei creditori. (Irma Giovanna Antonini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 18 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Omologazione - Opposizione - Natura contenziosa - Assistenza tecnica - Necessità..
L'opposizione alla omologazione del concordato preventivo è un giudizio di carattere contenzioso che, come tale, richiede l'assistenza di un difensore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 09 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Omologazione - Opposizione - Contestazioni relative alla natura privilegiata del credito - Limiti - Valutazione in sede di liquidazione - Proposizione di giudizio ordinario..
In sede di opposizione all'omologazione del concordato preventivo, devono ritenersi inammissibili contestazioni volte ad ottenere la appostazione in privilegio piuttosto che in chirografo di determinati crediti; dette questioni sono infatti decise dal giudice delegato esclusivamente ai fini del voto, posto che la natura privilegiata o meno del credito ai fini della sua effettiva soddisfazione deve essere valutata dal liquidatore ed eventualmente trattata in apposito giudizio avanti al giudice ordinario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 09 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Credito del professionista attestatore - Prededuzione ex articolo 182 quater L.F. - Riconoscimento da parte del tribunale nel provvedimento di omologazione..
Il potere del tribunale di disporre la prededuzione prevista dall'articolo 182 quater, legge fallimentare per il credito del professionista attestatore (avente ad oggetto un giudizio prognostico di idoneità della attestazione ad accertare la veridicità dei dati contabili e la fattibilità del piano) può essere esercitato anche in sede di omologazione del concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 09 Maggio 2012.


Concordato preventivo con cessione dei beni - Nomina del liquidatore - Competenza del tribunale..
Nel concordato preventivo con cessione dei beni, compete al tribunale la nomina del commissario liquidatore e ciò anche quando il debitore abbia indicato un soggetto rispondente ai requisiti di cui all'articolo 28, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 09 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Opposizione all'omologazione - Oggetto del giudizio - Accertamento dell'esistenza ed entità dei crediti - Questioni relative alla natura privilegiata del credito - Esclusione..
Nel giudizio di opposizione del concordato preventivo possono essere fatti valere esclusivamente motivi che evidenziano l'assenza delle condizioni di ammissibilità del concordato e non possono essere proposte domande aventi ad oggetto l'accertamento dell'esistenza e dell'entità dei crediti o la loro natura privilegiata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Opposizione all'omologazione - Legittimazione - Creditori dissenzienti - Legittimazione dei creditori astenuti - Esclusione..
Legittimati a proporre opposizione all'omologa del concordato preventivo sono esclusivamente i creditori dissenzienti e non i creditori astenuti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Esercizio della facoltà di voto - Rinuncia al privilegio - Esclusione..
Nel concordato preventivo, l'esercizio della facoltà di voto non implica necessariamente la rinuncia al privilegio, posto che la valutazione dei crediti effettuata dal giudice delegato esplica i suoi effetti soltanto ai fini del voto e non pregiudica un eventuale successivo accertamento giudiziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Giudizio di opposizione all'omologazione - Questioni relative alla natura privilegiata o meno di un credito - Esclusione..
La contestazione in ordine alla natura privilegiata o meno di un credito non può essere svolta in sede di opposizione al giudizio di omologazione del concordato preventivo, nell'ambito del quale possono essere dedotte soltanto questioni relative all'omogeneità delle posizioni giuridiche e degli interessi economici dei creditori inseriti nelle varie classi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Omologazione - Potere del tribunale di verifica delle condizioni di ammissibilità - Sussistenza - Verifica della fattibilità - Verifica dei presupposti sostanziali e della manifesta infondatezza delle valutazioni del professionista attestatore..
Il tribunale, in sede di omologa del concordato preventivo, non deve solo verificare nuovamente la sussistenza di tutte le condizioni di ammissibilità del concordato, già preliminarmente scrutinate con l'apertura della procedura, ma anche tener conto degli elementi sopravvenuti o comunque tali da incidere sul giudizio positivo che la sorreggeva. In questa fase, infatti, il controllo del tribunale non è meramente formale e documentale, ma esteso alla sussistenza dei presupposti sostanziali e della rispondenza della proposta allo schema legale ed ai fini tipici dell'istituto, compresa perciò la verifica in ordine alla non manifesta inadeguatezza delle valutazioni espresse dal professionista attestatore in punto di fattibilità, e ciò anche in assenza di opposizioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 26 Aprile 2012.


Società per azioni - Applicazione dell'articolo 2467, comma 1, c.c. - Postergazione dei finanziamenti infragruppo..
L'articolo 2467, comma 1, c.c., laddove prevede che il rimborso dei finanziamenti dei soci (o della società controllante) a favore della società controllata è postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori e, se avvenuto nell'anno precedente dichiarazione di fallimento della società, deve essere restituito, è applicabile anche alle società per azioni limitatamente all'ipotesi dei finanziamenti cosiddetti infragruppo ma non anche ai finanziamenti effettuati dai singoli soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 26 Aprile 2012.


Concordato preventivo - Formazione delle classi - Inclusione nell'unica classe dei creditori chirografari dei creditori postergati ex articolo 2467 c.c. - Illegittimità..
Non è conforme ai criteri di corretta formazione delle classi l'inclusione del credito da finanziamento della società controllante all'interno dell'unica classe dei creditori chirografari, non potendo il tribunale valutare se i restanti creditori chirografari, una volta resi edotti della presenza di crediti postergati ex articolo 2467 c.c., ne abbiano accettato il trattamento in misura pari al proprio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 26 Aprile 2012.


Concordato preventivo - Omologazione - Disposizioni circa le modalità di esecuzione - Concordato con cessione dei beni - Nomina dei liquidatori e del comitato dei creditori - Modalità di adempimento contenute nel provvedimento di omologa..
L'art. 181, legge fallimentare non prevede più che in sede di omologazione siano impartite disposizioni circa le modalità di esecuzione del concordato; tuttavia, con specifico riferimento al concordato con cessione dei beni, l'articolo 182, legge fallimentare continua a prevedere la nomina di uno o più liquidatori e del comitato dei creditori, così come l'articolo 185 continua a fare riferimento alle modalità di adempimento stabilite col provvedimento di omologazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 26 Aprile 2012.


Concordato preventivo - Proposta di nomina del liquidatore giudiziale - Requisiti di cui all'articolo 28 L.F. - Necessità..
Può a cogliersi la proposta di nomina a liquidatore giudiziale del liquidatore civilistico della società qualora lo stesso sia in possesso dei requisiti di cui all'articolo 28, legge fallimentare, espressamente richiamato dall'articolo 182, comma 2. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 26 Aprile 2012.


Concordato preventivo - Provvedimento di omologa - Reclamo - Legittimazione - Legittimazione di coloro che non siano stati parte sostanziale nel procedimento di omologa o interessati ex articolo 180, comma 2, L.F. - Esclusione..
La legittimazione a proporre il reclamo di cui all'articolo 183, legge fallimentare, avverso il provvedimento di omologa del concordato preventivo, deve essere riconosciuta solamente a coloro che nel giudizio di omologazione abbiano rivestito la qualità di parte in senso formale e che si siano, quindi, costituiti nel giudizio di omologazione per aderire all'omologazione stessa o per opporvisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 23 Dicembre 2011.


Concordato preventivo - Controllo del tribunale sulla fattibilità - Esclusione..
Nell'ambito del procedimento di concordato preventivo, deve escludersi che il sindacato del tribunale, in sede di omologa, debba estendersi anche alla fattibilità del piano attraverso la verifica dell'iter logico con il quale il professionista, nella relazione ex articolo 161, legge fallimentare, è giunto ad affermare tale fattibilità, al fine di verificare la serietà delle garanzie offerte dal debitore con la sufficienza dei beni ceduti per la realizzazione del piano, essendo un siffatto controllo in contrasto con il dettato normativo dal quale si ricava che il legislatore ha inteso dare una netta prevalenza alla natura contrattuale e privatistica del concordato, la quale dà decisivo rilievo al consenso dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 23 Dicembre 2011.


Concordato preventivo - Adesioni successive all'adunanza dei creditori - Utilizzabilità ai fini del raggiungimento della maggioranza dei crediti e delle classi - Modifica successiva all'adunanza dei creditori di un voto dissenziente - Ammissibilità - Modifica di un voto favorevole - Esclusione..
Nel concordato preventivo, il termine di 20 giorni successivo alla adunanza di cui all'articolo 178, legge fallimentare può essere utilizzato per raggiungere sia la maggioranza dei crediti sia quella delle classi attraverso il sopraggiungere di voti adesivi ed anche attraverso la modifica di un voto negativo precedentemente espresso; non si ritiene, invece, che detto termine possa essere utilizzato per ritrattare un voto positivo già espresso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 22 Dicembre 2011.


Concordato preventivo – Omologazione – Valutazione di fattibilità del Commissario – Rigetto – Limiti del controllo – Opportunità di rimessione alle S.U...
La legittimità della valutazione negativa dei Giudici di merito in ordine alla fattibilità del piano concordatario sulla previsione di fattibilità di un concordato con cessione integrale dei beni pone in rilievo l’orientamento prevalente contrario alla sindacabilità nel merito della proposta rispetto ad un orientamento che ha inteso ridimensionare la valenza contrattuale dell’adesione dei creditori ritenendo prevalente il rilievo d’ufficio di una causa di nullità assoluta. Valutando che tale causa di nullità assoluta si configura come impossibilità dell’oggetto e quindi rientra nell’ambito della stessa fattibilità e risulta dissonante rispetto alla precedente linea giurisprudenziale, emerge l’opportunità di vagliare l’ipotesi di rimessione dell’esame alle S.U. (1) (Biancamaria Sparano) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15 Dicembre 2011.


Concordato preventivo - Controllo del tribunale - Fattibilità del piano - Sussistenza - Controllo attraverso l'attività di verifica del commissario giudiziale - Contenuto del controllo sulla fattibilità del piano..
Nell'ambito del concordato preventivo, il tribunale mantiene, anche nella fase di omologazione, un potere di controllo finalizzato all'accertamento della perduranza di tutte le condizioni di ammissibilità del concordato, controllo condotto non più sulla base della documentazione prodotta dalla ricorrente, bensì di tutta l'attività di verifica compiuta su impulso del commissario giudiziale dopo la presentazione del ricorso ed a seguito del decreto di ammissione alla procedura. Il tribunale, in particolare, conserva un potere di controllo sulla fattibilità del piano, il quale deve essere coerente con la proposta, serio e concretamente realizzabile sulla base delle risorse presenti nel patrimonio aziendale e di quelle realizzabili un'attività liquidatoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 11 Novembre 2011.


Concordato preventivo - Voto espresso dal creditore controllato dal proponente - Abuso di voto - Violazione dei principi di correttezza e buona fede..
Nell'ambito del concordato preventivo, il voto espresso da un creditore totalmente controllato dalla società proponente ed altresì ammesso ad un concordato preventivo subordinato all'omologa di quello della società controllante, rappresenta una forma di abuso di voto in violazione dei principi di correttezza e buona fede che, ai sensi degli articoli 1175 e 1375 c.c., disciplinano ogni esplicazione dell'autonomia dei privati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 02 Novembre 2011.


Concordato preventivo - Voto dei creditori - Conflitto di interessi - Formazione di una classe costituita dal creditore in conflitto - Incidenza sulla formazione della maggioranza delle classi - Aggravamento del conflitto..
Nel concordato preventivo, il conflitto di interessi che riguardi i creditori aventi diritto al voto non può essere eliminato mediante la creazione di apposite classi costituite dai singoli creditori in conflitto; questa soluzione, infatti, non fa altro che aggravare il conflitto di interessi perché consente a tali creditori di incidere sull'esito del concordato concorrendo alla formazione della maggioranza per classi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 02 Novembre 2011.


Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - In genere - Commissario giudiziale - Parte processuale nel giudizio di opposizione - Condizioni - Costituzione rituale - Necessità - Deposito di mero parere motivato - Insufficienza - Fondamento..
In tema di giudizio di omologazione del concordato preventivo, il commissario giudiziale assume la veste di parte del relativo procedimento, solo in quanto provveda alla propria formale costituzione, munendosi, ex art. 82, terzo comma, cod. proc. civ., della rappresentanza tecnica, nonché al deposito di memoria, con cui manifesti la volontà di opporsi all'omologa; pertanto, la costituzione del commissario giudiziale, al solo fine di depositare il proprio parere motivato, nel quale - come nella specie - lo stesso si limiti ad illustrare le carenze della previsione di realizzo del concordato, non ha la funzione tipica dell'opposizione all'omologazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Settembre 2011.


Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - In genere - Controllo demandato al tribunale - Oggetto - Accertamento della fattibilità dell'accordo intervenuto tra debitore e creditori - Esclusione - Verifica delle condizioni di ammissibilità della procedura e dell'assenza dei fatti o atti idonei a dare impulso al procedimento di revoca ex art. 173 legge fall. - Doverosità - Fondamento..
In tema di giudizio di omologazione del concordato preventivo, nel perimetro di controllo (di legittimità anche sostanziale) demandato al tribunale non rientra il potere-dovere di accertare la fattibilità dell'accordo intervenuto tra il debitore proponente ed i creditori, in quanto essi, se informati, sin dall'inizio e durante le fasi successive, in modo veritiero e trasparente sulla situazione aziendale e sulle ragioni di sostegno del piano concordatario, ben possono accordare a quest'ultimo preferenza, rispetto alla liquidazione concorsuale; ne consegue che di tale scelta consapevole il tribunale, verificando la persistenza delle stesse condizioni di ammissibilità della procedura e l'assenza di fatti di revoca ex art. 173 legge fall., deve limitarsi a prendere atto. (Nella specie il commissario giudiziale, costituendosi senza però svolgere rituale opposizione, aveva evidenziato, nel suo parere motivato, il "deficit" del fabbisogno concordatario ed il tribunale, su tale rilievo, aveva respinto la proposta). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Settembre 2011.


Concordato preventivo - Omologazione del concordato - Regime conseguente alla nuova legge fallimentare - Vizi genetici della proposta concordataria - Radicale e manifesta inadeguatezza del piano di risanamento - Possibilità di accertamento da parte del giudice - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie..
In tema di omologazione del concordato preventivo, sebbene, nel regime conseguente all'entrata in vigore del d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, al giudice sia precluso il giudizio sulla convenienza economica della proposta, non per questo gli è affidata una mera funzione di controllo della regolarità formale della procedura, dovendo, invece, egli intervenire, anche d'ufficio ed in difetto di opposizione ex art. 180 legge fall., sollevando le eccezioni di merito, quale quella di nullità, ex art. 1421 cod. civ.; in particolare, se è vero che l'apprezzamento della realizzabilità della proposta, come mera prognosi di adempimento, compete ai soli creditori, ove sussista, invece, un vero e proprio vizio genetico della causa, accertabile in via preventiva in ragione della totale ed evidente inadeguatezza del piano, non rilevata nella relazione del professionista attestatore, il giudice deve procedere ad un controllo di legittimità sostanziale, trattandosi di vizio non sanabile dal consenso dei creditori e così svolgendo il predetto giudice una funzione di tutela dell'interesse pubblico, evitando forme di abuso del diritto nella utilizzazione impropria della procedura. (Nella specie, la sentenza impugnata, confermata dalla S.C., aveva ritenuto che l'omessa considerazione, nella proposta di concordato, di un ingente credito privilegiato, di radice causale anteriore alla detta proposta, operasse come causa di impossibilità dell'oggetto, così alterando l'ipotesi prospettata di soddisfacimento delle obbligazioni sociali, su cui confidava il consenso del ceto creditorio, dovendosi perciò rigettare la domanda di omologazione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Settembre 2011, n. 18864.


Concordato preventivo - Procedimento ex articolo 173, legge fallimentare per la revoca dell'ammissione - Diritto di difesa del debitore - Indicazione che il procedimento è volto all'accertamento dei presupposti per la dichiarazione di fallimento - Necessità - Apertura di procedimento distinto - Esclusione.

Concordato preventivo - Cessione dei beni - Indicazione della percentuale di soddisfacimento dei creditori - Non necessità - Funzione chiarificatrice del presumibile risultato del completamento del piano - Indicazione ai creditori delle prospettive plausibili - Accettazione da parte dei creditori del rischio di un diverso esito della liquidazione.

Concordato preventivo - Ammissione - Condizioni - Ricorso depositato nella vigenza del d.lgs. n. 169 del 2007 - Relazione sulla veridicità dei dati contabili e la fattibilità del piano - Controllo del giudice - Oggetto - Completezza e regolarità della documentazione - Sufficienza - Adeguatezza nel merito - Esclusione - Fondamento - Prevalente natura privatistica del concordato - Conseguenze - Decreto di "rigetto" del ricorso - Ricorribilità in cassazione ex art. 111 Cost. - Ammissibilità.

Concordato preventivo - Procedimento di revoca del concordato ai sensi dell'articolo 173, legge fallimentare - Potere del giudice di valutare la fattibilità del piano - Esclusione valutazione del commissario giudiziale - Rilevanza per i creditori al fine di esprimere un giudizio di convenienza sulla proposta.

Concordato preventivo - Atti di frode - Definizione ed individuazione - Attitudine ad ingannare i creditori sulle reali prospettive di soddisfacimento in caso di liquidazione - Comportamenti volti a pregiudicare la valutazione di competenza dei creditori - Alterazione della percezione della reale situazione del debitore.

Concordato preventivo - Abuso del diritto - Abuso dello strumento concordatario - Garanzie inesistenti - Inammissibilità del concordato.
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Nell'ambito del procedimento di cui all'art. 173, legge fallimentare, la formale conoscenza da parte del debitore dell'esistenza di un'iniziativa per la dichiarazione di fallimento è sufficiente ad integrare la "indicazione che il procedimento è volto all'accertamento dei presupposti per la dichiarazione di fallimento" richiesta dall'articolo 15, comma 4, legge fallimentare quale monito in ordine al possibile esito della procedura e invito ad esercitare il diritto di difesa, posto che dal tenore del secondo comma dell'articolo 173 emerge chiaramente che alla conclusione del procedimento di revoca dell'ammissione viene emessa, se ne sussistano i presupposti processuali e sostanziali, sentenza di fallimento, senza ulteriori adempimenti procedurali. Non è dunque corretta la tesi secondo la quale la presenza di iniziative per la dichiarazione di fallimento comporta che debba farsi luogo a procedimenti distinti; è vero invece che l'accertamento del tribunale e correlativamente l'ambito della difesa del debitore attengono ad una fattispecie più complessa nella quale uno dei presupposti per la dichiarazione di fallimento è la revocabilità dell'ammissione al concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo con cessione dei beni, il debitore non ha l'onere di indicare la percentuale di soddisfacimento che, in esito alla liquidazione, i creditori otterranno, anche se è condivisibile l'opinione secondo la quale tale indicazione, come quella relativa ai possibili tempi della liquidazione, sono necessarie al fine della determinatezza e piena intelligibilità della proposta di concordato. Questo, tuttavia, non significa che, in mancanza di esplicita assunzione di un'obbligazione in tal senso, detta percentuale costituisca oggetto dell'obbligazione che il proponente si assume, in quanto ciò equivarrebbe a ritenere sempre necessario che il concordato assuma quanto meno la forma del concordato misto nel quale la cessione dei beni è accompagnata dall'impegno a garantire ai creditori una percentuale minima di soddisfacimento. In realtà, oggetto dell'obbligazione può essere, e tale è in difetto di diversa ed inequivoca assunzione di responsabilità, unicamente l'impegno a mettere a disposizione dei creditori i beni dell'imprenditore liberi da vincoli ignoti che ne impediscano la liquidazione o ne alterino apprezzabilmente il valore, assumendo l'indicazione della percentuale unicamente una funzione chiarificatrice del presumibile risultato del completamento del piano di concordato. In altri termini, il proponente, ovviamente sulla base di dati concretamente apprezzabili, indica ai creditori la prospettiva che ritiene plausibile e questi, approvando la proposta, condividono la valutazione e quindi accettano il rischio di un diverso esito della liquidazione comparandone la complessiva convenienza con riferimento alle alternative praticabili (esecuzione singolare o collettiva in sede fallimentare). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In tema di concordato preventivo, nel regime conseguente all'entrata in vigore del d.lgs. n.169 del 2007 che è caratterizzato da una prevalente natura contrattuale, e dal decisivo rilievo della volontà dei creditori e del loro consenso informato, il controllo del tribunale nella fase di ammissibilità della proposta, ai sensi degli artt. 162 e 163 legge fall., ha per oggetto solo la completezza e la regolarità della documentazione allegata alla domanda, senza che possa essere svolta una valutazione relativa all'adeguatezza sotto il profilo del merito; ne consegue che, quanto all'attestazione del professionista circa la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano, il giudice si deve limitare al riscontro di quegli elementi necessari a far sì che detta relazione - inquadrabile nel tipo effettivo richiesto dal legislatore, dunque aggiornata e con la motivazione delle verifiche effettuate, della metodologia e dei criteri seguiti - possa corrispondere alla funzione, che le è propria, di fornire elementi di valutazione per i creditori, dovendo il giudice astenersi da un'indagine di merito, in quanto riservata, da un lato, alla fase successiva ed ai compiti del commissario giudiziale e, dall'altro, ai poteri di cui è investito lo stesso tribunale, nella fase dell'omologazione, in presenza di un'opposizione, alle condizioni di cui all'art. 180 legge fall. (Principio affermato dalla S.C. in sede di cassazione, con rinvio, del decreto con cui il tribunale aveva "rigettato" la domanda di ammissione alla procedura di concordato, in realtà pronunciandone l'inammissibilità, con valutazioni sul merito della fattibilità del piano concordatario e con modalità decisorie, dalle quali è conseguita l'ammissibilità del ricorso ex art. 111 Cost.). (conf. Cass. 21860/2010) (massima ufficiale)

Il principio secondo il quale, nell'ambito del concordato preventivo, il giudice, nel valutare la relazione del professionista che attesta la fattibilità del piano, si deve astenere da un'indagine di merito, salvo il caso in cui siano proposte opposizioni e con i limiti di cui all'art. 180 legge fallimentare, è applicabile anche in sede di riesame della proposta ex art. 173 legge fallimentare e ciò anche se, in questo caso, il tribunale dispone del conforto dell'apporto conoscitivo e valutativo del commissario giudiziale. Tale apporto, infatti, non è destinato al giudice ma alla platea dei creditori che possono così comparare la proposta e le valutazioni dell'esperto attestatore con la relazione di un organo investito di una pubblica funzione. Resta, infatti, insuperabile il rilievo secondo cui il tribunale è privo del potere di valutare d'ufficio il merito della proposta, in quanto tale potere appartiene solo ai creditori così che solo in caso di dissidio tra i medesimi in ordine alla fattibilità, denunciabile attraverso l'opposizione alla omologazione, il tribunale, preposto per sua natura alla soluzione dei conflitti, può intervenire risolvendo il contrasto con una valutazione di merito in esito ad un giudizio, quale è quello di omologazione, in cui le parti contrapposte possono esercitare appieno il loro diritto di difesa del tutto inattuabile, invece e per quanto concerne i creditori, nell'ambito del procedimento di cui all'art. 173, legge fallimentare di cui si discute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il minimo comune denominatore dei comportamenti indicati dall'art. 173, comma 1, legge fallimentare, ai fini della revoca dell'ammissione al concordato e della dichiarazione di fallimento nel corso della procedura, è dato dalla loro attitudine ad ingannare i creditori sulle reali prospettive di soddisfacimento in caso di liquidazione, sottacendo l'esistenza di parte dell'attivo o aumentando artatamente il passivo in modo da far apparire la proposta maggiormente conveniente rispetto alla liquidazione fallimentare. Si tratta, in sostanza, di comportamenti volti a pregiudicare la possibilità che i creditori possano compiere le valutazioni di loro competenza avendo presente l'effettiva consistenza e la reale situazione giuridica degli elementi attivi e passivi del patrimonio dell'impresa. Questa è, quindi, la connotazione tutti gli altri indefiniti comportamenti dell'imprenditore per poter essere definiti atti di frode. E', allora, possibile concludere affermando che nessun intervento sul patrimonio del debitore è di per sé qualificabile come atto di frode ma solo l'attività del proponente il concordato volta ad occultarlo in modo da poter alterare la percezione dei creditori circa la reale situazione del debitore influenzando il loro giudizio. Ogni diversa interpretazione della norma in esame non farebbe altro che reintrodurre il requisito della meritevolezza apertamente ripudiato dal legislatore della riforma. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Vi è abuso dello strumento concordatario in violazione del principio di buona fede laddove emerga la prova che determinati comportamenti depauperativi del patrimonio siano stati posti in essere con la prospettiva e la finalità di avvalersi dello strumento del concordato preventivo, ponendo i creditori di fronte ad una situazione di pregiudicate o insussistenti garanzie patrimoniali, in modo da indurli ad accettare una proposta comunque migliore della prospettiva liquidatoria. In presenza di una tale condotta, il concordato non è ammissibile in quanto rappresenterebbe il risultato utile della preordinata attività contraria al richiamato principio della buona fede. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 23 Giugno 2011, n. 13818.


Concordato preventivo - Giudizio di omologazione - Controllo del tribunale sulla fattibilità del piano - Subprocedimento previsto dall'articolo 173, legge fallimentare - Ammissibilità..
Poiché è pacifico che il procedimento previsto dall'articolo 173, legge fallimentare può essere instaurato nel corso di tutta la procedura di concordato, ivi compreso il giudizio di omologa, e che è altresì evidente il fatto che detto procedimento ha anche ad oggetto il caso in cui "in qualunque momento risulta che manchino le condizioni prescritte per l'ammissibilità del concordato", è allora possibile affermare che il tribunale può esercitare un controllo d'ufficio sull'attuabilità del piano anche in sede di omologa nell'ambito e per le motivazioni previste dal citato articolo 173. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 06 Giugno 2011.


Concordato preventivo - Giudizio di omologazione - Mancanza di opposizioni - Poteri di controllo del tribunale - Riesame dei provvedimenti del giudice delegato in ordine all'ammissione dei crediti contestati - Controllo delle operazioni di voto - Accertamento della formazione delle maggioranze - Ammissibilità - Verifica della correttezza dei criteri di formazione delle classi - Esclusione..
Nel giudizio di omologa "semplificato", ove ciò è non siano state proposte opposizioni, la verifica del tribunale non può limitarsi ad una mera operazione contabile, ma deve estendersi al riesame dei provvedimenti adottati dal giudice delegato in merito all'ammissione dei crediti contestati, al controllo dell'operazioni di voto ed all'accertamento della formazione delle maggioranze. È invece escluso che il tribunale, in detta sede, abbia il potere di verificare la correttezza dei criteri di formazione delle classi, in primo luogo perché tale potere è già stato esercitato in sede di ammissione alla domanda di concordato e, in secondo luogo, in quanto, ragionando diversamente, si incorrerebbe nel rischio di consentire a detto organo un sindacato di merito che il legislatore ha evidentemente voluto escludere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 06 Giugno 2011.


Concordato preventivo - Operazione straordinaria - Costituzione di nuova s.n.c. attraverso conferimenti d'azienda delle società di capitali in crisi - Presentazione di un'unica domanda di concordato a cura della s.n.c. - Ammissibilità.

Accantonamento delle somme spettanti ai creditori contestati - Termine prestabilito sulla base della medesima ratio di altro accantonamento legislativamente previsto - Ammissibilità.
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Alla luce del novellato art. 160, legge fallimentare, deve ritenersi ammissibile un concordato preventivo, che, pur formalmente non di gruppo, permetta comunque un'articolata gestione della crisi d'impresa attraverso la costituzione di una società in nome collettivo il cui patrimonio sia il risultato dei conferimenti aziendali delle società di capitali in crisi, le quali, divenendo soci illimitatamente responsabili, fruiscono anch'esse, ai sensi dell'art. 184, comma 2, legge fallimentare, dell'efficacia del concordato preventivo che, a completamento dell'operazione straordinaria in esame, la neo costituita società in nome collettivo presenterà. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata)

Considerata l'analoga ratio posta a base della previsione temporale di 3 anni di cui all'art. 510, c.p.c., ben può ritenersi congruo un medesimo termine fissato dal giudice dell'omologa rispetto alla durata massima degli accantonamenti inerenti i crediti contestati ed entro il quale i creditori dovranno far accertare i crediti non riconosciuti dal debitore. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata)
Tribunale La Spezia, 02 Maggio 2011.


Concordato preventivo - Giudizio del tribunale sulla fattibilità del piano - Esclusione..
Non compete al Tribunale un giudizio di fattibilità del piano concordatario, né in sede di ammissione né in sede di omologazione, riguardando la praticabilità del piano e l’attuazione della proposta formulata dall’imprenditore un giudizio riservato esclusivamente ai creditori, come si evince dalla previsione dell’art. 186, legge fallimentare che attribuisce esclusivamente ai creditori il diritto di chiedere la risoluzione del concordato per inadempimento. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 17 Febbraio 2011.


Concordato preventivo – Variazione del piano – Mutamento intervenuto dopo il voto dei creditori – Rilevanza – Omologazione del concordato – Esclusione..
Una significativa variazione del piano concordatario - inteso come l'insieme delle operazioni previste dal proponente il concordato preventivo per la positiva realizzazione della proposta - intervenuta dopo la votazione dei creditori non può consentire l'omologa del concordato, attesa la stretta connessione che sussiste tra piano e proposta, tale da ritenere che il voto dei creditori sia stato espresso sulla proposta ma in ragione della prospettazione di una determinata strategia di realizzazione dell'attivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 09 Dicembre 2010.


Concordato preventivo – Variazione del piano intervenuta dopo il voto dei creditori – Mutamento relativo alla realizzazione di alcuni assets – Equivalenza dei flussi finanziari assicurati da nuovi contratti – Omologazione del concordato – Ammissibilità..
La modificazione del piano concordatario - inteso come l'insieme delle operazioni previste dal proponente il concordato preventivo per la positiva realizzazione della proposta - intervenuta dopo la votazione dei creditori che riguardi solo la realizzazione di alcuni determinati assets non impedisce l'omologazione del concordato ove possa essere stimata non determinante per i creditori in ragione dell'equivalenza in termini economici e finanziari dei nuovi contratti conclusi rispetto a quelli inizialmente previsti e quindi in ragione della sostanziale equipollenza dei flussi di entrata previsti rispetto a quelli originari. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 09 Dicembre 2010.


Concordato preventivo - Controllo del giudice - Controllo sulla fattibilità del piano anche in sede di omologa - Assenza di opposizioni - Sussistenza..
Nel procedimento di concordato preventivo, il controllo del giudice può avere ad oggetto la verifica della fattibilità del piano e ciò sia nella fase di apertura del procedimento sia in quella di omologazione, ove il controllo sulla fattibilità del piano da parte del tribunale può aver luogo anche in assenza di opposizioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sulmona, 02 Novembre 2010.


Concordato preventivo - Assenza di classi - Potere del tribunale di esprimersi sulla necessità di formazione di classi - Limiti - Presenza di opposizioni - Necessità..
Nel caso in cui, nel concordato preventivo, la mancata previsione di classi ponga sullo stesso piano creditori con interessi tra loro non omogenei, il tribunale potrà esprimersi sulla necessità della formazione di classi distinte solo ed esclusivamente in presenza di opposizioni. (Fattispecie di proposta senza previsioni di classi e presenza di creditori forti muniti di garanzie collaterali). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 05 Agosto 2010.


Concordato preventivo - Cram down - Comparazione con l'istituto previsto dalla legge statunitense - Distinzione - Interesse del creditore dissenziente appartenente alla classe dissenziente - Conseguimento di una percentuale più alta rispetto alla liquidazione fallimentare..
Il cram down previsto dalla legge statunitense si distingue da quello introdotto dalla riforma della legge fallimentare (art. 180, comma 4), perché il primo consente al giudice di imporre la soluzione concordataria al creditore dissenziente qualora ritenga che l'intera procedura corrisponda all'interesse generale, mentre il secondo, quello italiano, permette al giudice di ignorare l'opposizione introdotta esclusivamente da un creditore dissenziente appartenente ad una classe dissenziente ove sia possibile dimostrare che la soluzione satisfattiva proposta dal concordato sia per tale creditore almeno uguale a quella che gli deriverebbe dalla liquidazione fallimentare. Da ciò consegue che l'interesse giuridico concreto che il creditore opponente può tutelare mediante il cram down consiste unicamente nella possibilità di ottenere una percentuale più alta e non certamente quello di rimuovere le conseguenze che gli derivano dalla presenza della procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 05 Agosto 2010.


Concordato preventivo di risanamento – Prosecuzione dell’attività aziendale – Monitoraggio dell’andamento della gestione aziendale – Necessità – Compatibilità con gli impegni di pagamento – Costante verifica – Necessità. (27/07/2010).
In sede di omologa di concordato preventivo di risanamento è necessario prevedere un rigoroso e frequente monitoraggio dell’andamento della gestione aziendale al fine di accertare che il processo di formazione del flusso monetario della gestione operativa sia idoneo, nella quantità e nei tempi, a soddisfare gli impegni di pagamento che il debitore si è assunto nei confronti del ceto creditorio. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 22 Luglio 2010.


Concordato preventivo – Poteri di controllo del tribunale – Controllo della fattibilità del piano – Sussistenza. (15/06/2010).
Nel concordato preventivo il tribunale ha il potere di verificare la fattibilità del piano proposto nel senso della idoneità della proposta a realizzare le complesse ipotesi di cui all’art. 160, legge fallimentare attraverso strumenti astrattamente idonei e giuridicamente leciti: si tratta di un vaglio che deve essere fatto la prima volta con l’ammissione alla procedura e successivamente in sede di omologa. L’unico elemento di valutazione che, con la recente riforma, è stato sottratto al tribunale è costituito dal requisito della convenienza, valutazione che ora rientra nella discrezionalità del ceto creditorio che la esprime attraverso la votazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 26 Maggio 2010.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Oggetto del giudizio del tribunale – Certificazione della fattibilità dell’accordo e del piano – Esclusione. (15/06/2010).
Qualora non vi siano opposizioni alla omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis, legge fallimentare, il tribunale non valuterà la bontà del giudizio espresso dal professionista, bensì la coerenza e completezza dell’iter procedimentale ed argomentativo del professionista attestatore, con la conseguenza che l’omologazione dell’accordo non potrà mai essere ritenuta una certificazione giudiziale della sua fattibilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Maggio 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Controllo del tribunale in sede di omologazione – Fattibilità del piano – Possibile scostamento dalle percentuali promesse – Alea accettata dai creditori..
In sede di omologazione del concordato preventivo, il tribunale ha il compito di verificare la fattibilità del piano attraverso un controllo formale e sostanziale di coerenza tra le premesse e le conclusioni della specifica proposta alla luce delle risultanze successive alla ammissione. Escluso il controllo sulla convenienza della proposta, in ordine alla quale si sono già espressi i creditori con il loro voto, il tribunale verificherà se l’attivo indicato dalla ricorrente sia esistente ed astrattamente capiente rispetto al fabbisogno concordatario, tenendo presente che lo scostamento dalle percentuali promesse, laddove opportunamente evidenziato dal commissario giudiziale nella relazione ex art. 172 legge fallimentare, costituisce alea consapevolmente accettata dai creditori stessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Fermo, 24 Novembre 2009.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Apertura (dichiarazione) di fallimento - Iniziativa - Istanza del P.M. - Art. 7, legge fall. - Interpretazione alla luce dell'art. 111 Cost. - Conseguenze - Iniziativa del P.M. in esito a segnalazione del tribunale fallimentare - Esclusione - Fondamento - Fattispecie..
In tema di fallimento, l'esigenza di assicurare la terzietà e l'imparzialità del tribunale fallimentare, emergente da un'interpretazione sistematica della legge fallimentare (così come modificata dal d.lgs. 9 gennaio 2009, n. 5) ed in particolare degli artt. 6 e 7, letti alla luce del novellato art. 111 Cost., porta ad escludere che l'iniziativa del P.M. ai fini della dichiarazione di fallimento possa essere assunta in base ad una segnalazione proveniente dallo stesso tribunale fallimentare, in tal senso deponendo, oltre alla soppressione del potere di aprire d'ufficio il fallimento ed alla riduzione dei margini d'intervento del giudice nel corso della procedura, anche il n. 2 dell'art. 7 cit., che limita il potere di segnalazione del giudice civile all'ipotesi in cui l'insolvenza risulti, nei riguardi di soggetti diversi da quelli destinatari dell'iniziativa, in un procedimento diverso da quello rivolto alla dichiarazione di fallimento, nonché dagli interventi correttivi del d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, che hanno reso totalmente estranea al sistema l'ingerenza dell'organo giudicante sulla nascita o l'ultrattività della procedura. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, con cui era stata dichiarata nulla la dichiarazione di fallimento intervenuta ad iniziativa del P.M., al quale il tribunale fallimentare aveva trasmesso gli atti a seguito della desistenza del creditore dalla propria istanza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Febbraio 2009, n. 4632.


Concordato preventivo – Giudizio di omologazione – Mancanza di opposizioni – Ambito del giudizio del tribunale – Persistenza dei presupposti di ammissibilità e di fattibilità del piano..
Nel giudizio di omologazione del concordato preventivo, l’ambito del giudizio di valutazione del tribunale si estende alla sussistenza delle condizioni di ammissibilità, ivi compresa la fattibilità del piano, anche nel caso in cui non siano state proposte opposizioni; pertanto, qualora dagli atti della procedura o dal parere conclusivo del commissario emergano fatti non valutati in sede di apertura, il tribunale non potrà esimersi dal valutare la loro possibile incidenza sull’ammissibilità del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 16 Ottobre 2008, n. 0.


Fallimento – Concordato preventivo – Commissario giudiziale – Parere ex art. 180 legge fall. – Funzione..
Il parere del commissario giudiziale ha la funzione di informare il Tribunale, a prescindere dalla presentazione di specifiche opposizioni od eccezioni, non solo in relazione all’eventuale compimento di atti di frode o di atti non autorizzati da parte del debitore, ma anche su tutti gli aspetti che possono assumere qualche rilevanza ai fini della omologazione del concordato preventivo, specialmente se emersi dopo la votazione dei creditori, al fine di verificare la permanenza di tutte le condizioni di ammissibilità del concordato, tra le quali la stessa fattibilità. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 19 Giugno 2008.


Concordato preventivo – Dissenso di una o più classi – Giudizio di fattibilità e di convenienza – Distinzione – Effetti e portata.

Concordato preventivo – Prestazione di garanzia – Valutazione sulla fattibilità del piano – Rilevanza.
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In tema di concordato preventivo con suddivisione in classi, il giudizio del tribunale previsto dall’art. 180 l.f. in presenza del dissenso di una o più classi presuppone una verifica positiva della fattibilità del piano di ristrutturazione proposto. E’ infatti evidente che, dovendosi esprimere una valutazione del piano rispetto ad altre vie praticabili, la proposta che non presenti serie prospettive di realizzazione non può essere ritenuta conveniente, proprio perché la sua stessa realizzazione non è ipotizzabile con sufficiente grado di certezza e questo impedisce ogni giudizio comparativo. In sostanza, l’accertamento della maggiore utilità del concordato per la classe dissenziente rispetto ad altre soluzioni presuppone necessariamente un piano di ristrutturazione prevedibilmente attuabile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La prestazione di garanzia non costituisce più un elemento tipico della proposta di concordato preventivo (come accadeva in passato secondo il disposto dell’art. 160, n. 1 l.f.), tuttavia la sua mancanza può rendere maggiormente difficoltosa una valutazione positiva di fattibilità, soprattutto quando la società proponente il concordato non risulti particolarmente affidabile quanto a solidità in rapporto agli obblighi assunti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Bologna, 27 Giugno 2007.


Concordato preventivo – Fattibilità del piano – Potere di controllo del tribunale – Sussistenza.

Concordato preventivo – Giudizio sulla fattibilità del piano – Differenza tra percentuale promessa ai creditori chirografari e quella concretamente realizzabile – Condizioni per l’omologa – Sussistenza.
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E’ connaturato al sistema del nuovo concordato preventivo un potere di controllo del tribunale finalizzato all’accertamento della persistenza di tutte le condizioni di ammissibilità del concordato, condotto non più sulla base della documentazione prodotta dal ricorrente bensì di tutta l’attività di verifica compiuta su impulso del commissario giudiziale dopo la presentazione del ricorso ed a seguito del decreto di ammissione alla procedura. Il tribunale conserva in particolare un potere di controllo sulla fattibilità del piano che deve essere coerente con la proposta, serio e concretamente realizzabile sulla base delle risorse presenti nel patrimonio aziendale e di quelle realizzabili con l’attività liquidatoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il concordato preventivo con cessione dei beni è costituito da un accordo tra il debitore e i creditori e, a differenza che nel concordato per garanzia, non ha ad oggetto il pagamento di una determinata somma ma la suddivisione percentuale di ciò che si ricaverà effettivamente dalla liquidazione. Esso si basa pertanto su una liquidazione prognostica che i creditori compiono principalmente sulla base della relazione del commissario giudiziale e che si perfeziona prima dell’omologa. Da ciò consegue che non potrà ritenersi il debitore inadempiente quando la liquidazione sarà meno favorevole del previsto. Se pertanto l’offerta ai creditori chirografari non costituisce condizione di ammissibilità del concordato e se lo stesso non si risolve allorquando non venga raggiunta la percentuale promessa, ne deriva che i poteri del tribunale non potranno giungere a negare l’omologa allorquando la differenza tra percentuale offerta e percentuale concretamente realizzabile sia già stata portata all’attenzione dei creditori e questi abbiano ciò nonostante dato il loro consenso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Perugia, 30 Maggio 2007.


Concordato preventivo – Partecipazione di qualsiasi interessato al giudizio di omologazione – Individuazione dei soggetti legittimati. .
L’art. 180 della legge fallimentare, ove prevede che “qualsiasi interessato” possa partecipare al giudizio di omologazione del concordato preventivo, intende riferirsi a chiunque possa subire un pregiudizio immediato e diretto dalla pronuncia, indipendentemente dal fatto che tale soggetto sia anche legittimato a proporre opposizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 01 Marzo 2007, n. 0.


Concordato preventivo – Potere del tribunale di accertare la validità dei voti espressi con riguardo alla legittimazione dei votanti ed alla esistenza dei crediti – Sussistenza..
L’art. 180 della legge fallimentare rimette senz’altro al tribunale, anche in difetto di opposizioni, il compito di verificare il raggiungimento della maggioranza di cui al primo comma dell’art. 177 e tale verifica non può limitarsi ad un mero controllo formale e contabile della correttezza dei calcoli effettuati dal giudice delegato all’esito dell’adunanza dei creditori, ma deve estendersi anche ad accertare la validità dei voti espressi, sia con riferimento alla legittimazione di chi ha votato, sia con riguardo alla sussistenza dei crediti, non potendosi seriamente dubitare che un eventuale vizio del negozio dal quale trae origine il credito debba riflettersi anche sulla validità del voto espresso dal creditore o che possa dirsi validamente esercitato il diritto di voto da chi per legge aveva il divieto di votare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 01 Marzo 2007, n. 0.


Concordato preventivo – Piano fattibile – Contestazioni dei dissenzienti o nuovi elementi di valutazione - Sindacato del tribunale – Doverosità (artt. 160, 161, 180 l.f.).

Concordato preventivo – Percentuale offerta ai creditori – Rettifica in pejus da parte del Commissario – Piano ritenuto comunque fattibile – Omologazione (artt. 160, 161, 180 l.f.).

Concordato preventivo – Natura negoziale – Piano fattibile – Misura della percentuale di pagamento – Necessità – Ai fini dell’approvazione - Non essenzialità (artt. 160, 161, 180 l.f.).
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Il Tribunale deve sindacare la fattibilità del piano nel giudizio di omologazione nel caso in cui costituisca l’oggetto delle contestazioni dei creditori dissenzienti, e dunque integri il thema decidendum sul quale deve pronunciare, così come nel caso in cui, anche dalla relazione o dal parere del commissario, emergano nuovi o diversi elementi di valutazione. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

Deve essere omologato il concordato proposto con percentuale N, rettificata in pejus dal C.G. (e comunque votato dai creditori), senza incidere sulla fattibilità del piano, il quale non riposi essenzialmente sulla percentuale offerta. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

La natura contrattualistica a contenuto non tipizzato del concordato preventivo consente di ritenere non essenziale la percentuale offerta ai creditori, secondo la concreta prospettazione del piano concordatario, anche in relazione ai tempi di pagamento, benché il concordato debba comunque essere presentato mediante un indice, un valore che ne permetta la commensurabilità. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 15 Febbraio 2007.