Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 180 ∙ (Giudizio di omologazione )




Valutazione del tribunale
Controllo di legittimità del giudice
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Gruppo di imprese
Commissario giudizialeAttestazione del professionistaGraduazione delle cause di prelazionePercentuale di soddisfacimento dei creditoriPercentuale minima di soddisfazioneContratti in corso di esecuzioneModifica della propostaMutamento delle condizioni di fattibilità del pianoTempi della liquidazioneDichiarazione di fallimento

Valutazione del tribunale
Controllo di legittimità del giudice
Regolarità della documentazioneTerzietà e imparzialità del giudiceInterpretazione della domanda di concordatoConvenienza e la fattibilità economica della propostaCausa (concreta) del concordatoAbuso del dirittoInammissibilità del concordatoRevoca del concordato ex articolo 173 L.FAtti di frodeAlternativa della liquidazione fallimentareAlternative concretamente praticabiliValutazione degli immobiliClassiCram downCrediti contestatiAccertamento dei crediti

Procedimento
Omologa, procedimento
Competenza per territorioNotifica del decreto di fissazione dell'udienza di omologazioneOmologa, termine per la costituzione in giudizioRiesame dei provvedimenti del giudice delegato

Nomina liquidatore
Nomina comitato dei creditoriNomina di procuratore per la vendita dei beniSvincolo delle somme accantonate

Omologazione di concordato con continuità aziendale e cancellazione di iscrizioni nel registro imprese
Omologazione, monitoraggio della gestioneOmologazione, disposizioni sulla esecuzione del concordatoOmologazione, provvisoria esecutorietàOmologazione, segnalazione in Centrale rischiOmologazione, passaggio in giudicatoRigetto dell'omologa

Reclamo, legittimazione
Reclamo avverso il decreto di omologaOpposizione all'omologa, legittimazioneRicorso per cassazione

Voto
Consenso informato dei creditori
VotoVoto e rinuncia al privilegioVoto e conflitto di interessiVoto e prova di resistenzaVoto nullo e nuova espressione del voto

Opposizioni
Opposizione, procedimento
Opposizione, termine per la costituzioneOpposizione, difesa tecnicaOpposizione, legittimazione di qualunque interessatoOpposizione, sindacato del tribunaleOpposizione, motiviOpposizione, motivi e scissione post omologazione

Altro
Scissione
Erogazione di nuova finanza per il completamento dei cantieri in corsoFinanza esterna fornita dai soci illimitatanente responsabiliClausola di esdebitazionePagamento di creditori anterioriLiquidazione anteriore alla omologaApporto di terziPrededuzioneTrustFideiussoriAccantonamentiCrediti esclusiCrediti postergatiIndividuazione del momento di avvio del piano concordatario




Valutazione del tribunale
Controllo di legittimità del giudice

Appello avverso la dichiarazione di fallimento – Inammissibilità concordato preventivo – Norme sull’applicazione della prelazione insistente sui beni di un terzo coobligato del debitore concordatario – Regole in tema di legittimità informativa e fattibilità giuridica del piano – Mancata efficacia di giudicato della mera reiezione del concordato preventivo
I vizi della domanda di concordato sulla cui base è stata dichiarata l’inammissibilità di una proposta possono essere rilevati anche nel caso in cui siano già contenuti in una precedente prima proposta di concordato, dichiarata inammissibile per altri motivi, poiché non è prevista dall’ordinamento alcuna preclusione in tal senso, né tale ipotesi può essere ricondotta agli effetti di un ipotetico giudicato, formandosi il giudicato di rigetto sulle sole ragioni che hanno fondato la pronuncia o su quanto con essa risulta assolutamente incompatibile. (Gianni Tognoni) (riproduzione riservata) Appello Genova, 05 Maggio 2016.


Appello avverso la dichiarazione di fallimento – Inammissibilità concordato preventivo – Norme sull’applicazione della prelazione insistente sui beni di un terzo coobligato del debitore concordatario – Regole in tema di legittimità informativa e fattibilità giuridica del piano – Mancata efficacia di giudicato della mera reiezione del concordato preventivo
Le lesione delle regole che attengono alla legittimità informativa verso i creditori e alla strutturazione giuridica della proposta ex art. 160 legge fall. costituiscono aspetto inerente la fattibilità giuridica della procedura concorsuale e sono rimesse alla cognizione e valutazione del tribunale fallimentare. (Gianni Tognoni) (riproduzione riservata) Appello Genova, 05 Maggio 2016.


Concordato preventivo - Concordato misto - Scissione parziale - Esdebitazione totale della società scissa che prosegue l'attività - Violazione dell'articolo 2506-quater c.c. - Sussistenza
Costituisce violazione dell'articolo 2506-quater c.c., ed è quindi carente del requisito della fattibilità giuridica, la proposta di concordato misto che preveda, da una parte, la liquidazione di determinati beni mediante attribuzione di essi alla società scissionaria e, dall'altra parte, il ritorno in bonis e la totale esdebitazione, quale immediato effetto della scissione, della società scissa in capo alla quale sia prevista la continuità aziendale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 08 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Scissione - Esdebitazione totale della società scissa in continuità - Violazione dell'articolo 2740 c.c. - Sussistenza
Viola l'art. 2740 c.c. una proposta concordataria che preveda l'esdebitazione totale a favore della società scissa, in capo alla quale sia prevista la continuità aziendale, ed il ritorno in bonis della stessa sin dal momento della conclusione dell'operazione di scissione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 08 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Concordato misto - Devoluzione ai creditori solo di una parte dei proventi della continuità aziendale - Violazione del requisito della fattibilità giuridica - Sussistenza
Viola il requisito requisito della fattibilità giuridica la proposta di concordato misto che preveda la devoluzione in favore della procedura e, dunque, dei creditori, solo di una parte dei proventi derivanti dalla continuità aziendale, dal momento che una tale previsione contrasta con la ratio stessa dell'istituto, finalizzato, da un lato, a consentire il superamento della situazione di crisi dell'imprenditore e, dall'altro, il soddisfacimento dei creditori, come emerge dalla necessità che la relazione del professionista incaricato attesti che la prosecuzione dell'attività sia funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori rispetto alla alternativa liquidatoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 08 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Scissione parziale post omologa - Ammissibilità - Oggetto della verifica del tribunale - Migliore soddisfazione dei creditori - Deroga all'articolo 2740 c.c. - Concorso della disciplina concorsuale e di quella societaria - Inammissibilità - Accoglimento della domanda subordinata di prosecuzione diretta dell'attività da parte dell'imprenditore
In linea di principio non vi è incompatibilità fra procedura concorsuale concordataria e operazione straordinaria di scissione societaria parziale da attuarsi successivamente alla omologazione.

Un tale piano, che preveda la prosecuzione dell’attività direttamente da parte dell'imprenditore sino alla omologazione e, successivamente, al verificarsi della ipotizzata scissione parziale, in capo alla società scissa, rientra, infatti, nell’ambito di applicazione dell’art. 186 bis l.f.

In tale ipotesi, spetta al tribunale verificare, in concreto, se il piano e la connessa attestazione dimostrino quella funzionalità alla migliore soddisfazione dei creditori che costituisce ragione giustificativa della scelta concordataria con continuità aziendale.

L’operazione di scissione parziale proporzionale inserita nel piano di concordato preventivo rappresenta una evidente deroga all’art. 2740 c.c. che non comporta semplicemente la prevalenza della disciplina concorsuale su quella societaria, ma un concorso integrativo fra le due discipline, con particolare riferimento alla responsabilità solidale sussidiaria proporzionale di cui all’art. 2506-quater c.c. ed a quella delle opposizioni dei creditori di cui all’art. 2503 c.c. (richiamato dall’art. 2506-ter c.c.), non potendosi ritenere assorbite dalla diversa – quanto a finalità e presupposti - opposizione endoconcorsuale di cui all’art. 180 l.f.

La dichiarazione di inammissibilità della proposta concordataria formulata in via principale e fondata su di una continuità mediante scissione societaria post omologa (mirante di fatto alla creazione di una società beneficiaria “di liquidazione” separata dalla società scissa destinata a proseguire il core business aziendale) non impedisce l’ammissione alla procedura concordataria avanzata in via subordinata e fondata sulla prosecuzione diretta della medesima attività da parte della debitrice, purchè di essa sia comunque prodotto il relativo business plan e sia fornita autonoma asseverazione. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 29 Ottobre 2015.


Concordato preventivo – Giudizio di omologazione – Fattibilità economica della proposta – Sindacato da parte del Tribunale – Inammissibilità – Capacità di adempimento del terzo in favore della società concordataria – Giudizio probabilistico spettante esclusivamente al ceto creditorio
Anche in presenza di opposizione all’omologazione, non sussiste alcuno spazio del tribunale per sindacare la fattibilità economica del concordato, al pari di quanto avviene nelle fasi dell’ammissione e della revoca, e ciò anche in ipotesi di opposizione “qualificata” ex art. 180 quarto comma l. fall. (cfr. Cass. 2014/15345).

Attiene al giudizio di fattibilità economica della proposta demandato esclusivamente al ceto creditorio la valutazione della capacità di adempimento del terzo in favore della società concordataria, ove i creditori siano stati edotti con la relazione ex art. 172 l. fall. del Commissario Giudiziale, per cui deve ritenersi che non sia nei poteri dell’organo giurisdizionale quello di sovrapporre e superare l’informata valutazione dei creditori. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 10 Settembre 2015.


Concordato preventivo – Giudizio di omologazione – Opposizione “qualificata” all’omologa – Convenienza della proposta – Sindacato da parte del Tribunale – Ammissibilità
Nel giudizio di omologazione, in ipotesi di opposizione “qualificata” dei creditori, non è escluso il sindacato del Tribunale in ordine alla convenienza della proposta di concordato preventivo, a condizione che sussistano i presupposti previsti dal novellato art. 180, comma 4, l. fall. per cui - in presenza di opposizione di un creditore appartenente ad una classe dissenziente ovvero, nell'ipotesi di mancata formazione delle classi, ove i creditori dissenzienti rappresentino il venti per cento dei crediti ammessi al voto - l’omologa può essere accordata qualora il Tribunale ritenga che “il credito possa risultare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili”. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 10 Settembre 2015.


Concordato preventivo - Prevenzione del fallimento con soluzioni alternative della crisi - Accentuazione del carattere negoziale - Ridimensionamento del connotati pubblicistici - Informazione dei creditori - Valutazione di convenienza della proposta e della fattibilità economica del piano - Fattibilità giuridica - Idoneità ad assicurare il soddisfacimento della causa della procedura
Dopo la riforma, il concordato preventivo non solo ha mantenuto la funzione di prevenire il fallimento attraverso una soluzione alternativa della crisi, ma tale funzione viene svolta con un accentuato carattere negoziale dell'istituto e con un ridimensionamento dei connotati pubblicistici: è affidata perciò soltanto ai creditori, sia pure sulla base di un'informazione la cui correttezza e completezza è controllata dal tribunale, la valutazione di convenienza della proposta di concordato e della fattibilità economica del relativo piano, restando consentita al tribunale solo la valutazione della fattibilità giuridica, anche sotto il profilo della idoneità ad assicurare il soddisfacimento della causa della procedura. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 15 Maggio 2015, n. 9935.


Concordato preventivo - Finanza terza - Vincolo di destinazione - Revocatoria dell'atto istitutivo del vincolo - Irrealizzabilità della proposta
È irrealizzabile e, quindi, non fattibile, la proposta di concordato preventivo di una società a responsabilità limitata che si fondi anche sulla finanza esterna fornita dai soci mediante vincolo di destinazione dei propri beni qualora il creditore particolare dei soci abbia manifestato l'intenzione di proporre azione revocatoria dell'atto istitutivo del vincolo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Aprile 2015.


Concordato preventivo - Accertamento tecnico eseguito dal c.t.u. nominato dal giudice delegato - Prognosi di impossibilità di soddisfacimento dei creditori chirografari - Questione attinente la fattibilità giuridica del concordato
Qualora, sulla base di un accertamento tecnico eseguito da un consulente tecnico d'ufficio nominato dal giudice delegato, sia possibile esprimere una prognosi di impossibilità di soddisfacimento dei creditori chirografari, il tema del valore dei beni ceduti alla massa dei creditori incide direttamente sulla cosiddetta fattibilità giuridica del concordato e, come tale, rientra nella sfera di cognizione del tribunale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Aprile 2015.


Concordato preventivo – Giudizio di omologazione – Legittimazione alla verifica delle condizioni di ammissibilità – Sussistenza
Alla luce della recente giurisprudenza di legittimità e di merito, l'autorità giudiziaria è tenuta ad effettuare il giudizio di ammissibilità della proposta in tutte le fasi salienti della procedura, dal deposito del ricorso fino all'omologazione compresa. Pertanto, anche nella fase di omologazione, il tribunale è legittimato a verificare la sussistenza e/o la persistenza delle condizioni di ammissibilità della procedura, nei limiti dei suoi poteri, afferenti esclusivamente alla valutazione della regolarità formale della domanda, nonché alla effettiva realizzabilità della causa concreta della procedura. (Antonio d’Onofrio) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 22 Ottobre 2014.


Concordato preventivo – Giudizio di omologazione – Verifica della legittimità del procedimento e della genuinità del consenso prestato dai creditori
In sede di giudizio di omologa il tribunale è chiamato, oltre che a vagliare la proponibilità e fondatezza delle contestazioni mosse con opposizione, ad una verifica della legittimità del procedimento e della genuinità del consenso prestato, al fine di riscontrare la validità dell’accordo raggiunto con il ceto creditorio. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 09 Ottobre 2014.


Concordato preventivo – Giudizio di omologazione – Possibilità di rilievo d’ufficio della carenza di informazione dei creditori con riguardo ad aspetti rilevanti del piano concordatario e dell’inadeguatezza dell’attestazione – Sindacato che non eccede i confini del sindacato di legittimità
La carenza di informazione dei creditori con riguardo ad aspetti rilevanti del piano concordatario e l’inadeguatezza dell’attestazione ben possono essere rilevati anche d'ufficio dal tribunale nel giudizio di omologazione, trattandosi di valutazione che non eccede i confini del sindacato di legittimità, non riguardando né l'area economica del piano né la prognosi di adempimento. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 09 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Omologa - Fattibilità giuridica - Limiti al sindacato del tribunale

Concordato preventivo - Sindacato del giudice sulla convenienza della proposta - Limiti - Concordato con classi e dissenso di una o più classi

L’art. 180, comma 5, L.F. nella formulazione dettata dal d.l. n. 35/05 estende il sindacato del giudice alla convenienza della proposta, indipendentemente dalla proposizione di opposizioni, soltanto nell’ipotesi di concordato con classi e di dissenso di una o più classi. (Dario Finardi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Omologazione - Sindacato del tribunale o della corte d’appello - Verifica delle probabilità di successo del concordato - Esclusione
In sede di omologazione il sindacato del tribunale e della corte d’appello in sede di reclamo non può estendersi attraverso una verifica istruttoria alla probabilità di successo del concordato approvato dai creditori e l’omologazione non può essere negata neppure quando, a giudizio del tribunale o della corte d’appello, sia prevedibile l’inadempimento del concordato. (Dario Finardi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Luglio 2014.


Giudizio di omologazione del concordato preventivo – Opposizione – Valutazione di convenienza
Non sono oggetto del sindacato officioso del giudice eventuali ragioni di irrealizzabilità in concreto del piano di concordato preventivo, le quali rientrano nella nozione di fattibilità economica riservata esclusivamente alla valutazione dei creditori. L'incapacità del proponente di formalizzare l'acquisto di cespiti immobiliari, la mancata formalizzazione delle garanzie promesse da terzi e la ritenuta inattendibilità della valutazione degli immobili quali ragioni dell'eventuale insuccesso del concordato costituiscono elementi che devono essere valutati in via esclusiva dai creditori, sempre che non sia posta in discussione la loro compiuta informazione e che i citati elementi non integrino una assoluta, manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati di soddisfazione dei creditori (Cass. n. 11497/2014). (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 06 Giugno 2014.


Concordato preventivo - Giudizio di omologa - Opposizione avente ad oggetto la fattibilità anche economica e la convenienza della proposta - Valutazione del tribunale limitatamente alla classe di appartenenza dei creditori opponenti
Il tribunale, in sede di giudizio di omologa, può valutare nel merito la proposta di concordato, risolvendo i dissidi tra creditori e debitore circa la fattibilità anche economica e la convenienza della proposta, limitatamente alla classe di appartenenza dei creditori opponenti. (Redazione Il CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 29 Maggio 2014.


Concordato preventivo - Giudizio di omologazione - Verifica di eventuali atti di frode - Necessità - Mancato avvio del procedimento previsto dall'articolo 173 L.F. - Irrilevanza
Il tribunale è tenuto a verificare l'esistenza di atti di frode anche in sede di omologazione del concordato preventivo e ciò indipendentemente dal fatto che sia stato avviato il procedimento previsto dall'articolo 173 L.F. Il controllo di legittimità spettante al giudice si realizza, infatti, facendo applicazione di un unico e medesimo parametro nelle diverse fasi di ammissibilità, revoca e omologazione nelle quali si articola la procedura di concordato preventivo, ove il conferimento dell'efficacia giuridica al consenso espresso dai creditori richiede la verifica della persistenza fino all'omologa delle stesse condizioni di ammissibilità della procedura, seppure già scrutinate nella fase iniziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 16 Maggio 2014, n. 10778.


Concordato preventivo - Valutazione prognostica in ordine alla possibilità di incassare determinati crediti - Valutazione riservata esclusivamente ai creditori - Corretta informazione - Necessità.
La questione relativa alla possibilità di incassare determinati crediti nel termine e nella misura indicati nella proposta non rientra nell'ambito del controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità di competenza del tribunale. La valutazione in ordine alle effettive e concrete probabilità di incasso dei crediti rientra, infatti, in una valutazione di carattere economico e di merito della fattibilità del piano rimessa esclusivamente ai creditori. Il giudice, in sostanza, non può esercitare un controllo sulla prognosi di realizzabilità dell'attivo nei termini indicati dall'imprenditore, esulando detta prognosi dalla causa del concordato ed essendo rimessa alla valutazione dei creditori quali diretti interessati, una volta assicurata la corretta trasmissione dei dati ed acquisite le indicazioni del commissario giudiziale, nell'esercizio delle funzioni di controllo e di consulenza da lui svolte nella veste di ausiliario del giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 10 Febbraio 2014.


Concordato preventivo - Controllo sulla fattibilità giuridica - Esame degli atti che mettono a disposizione gli apporti dei terzi - Necessità.
Nel giudizio di omologa del concordato preventivo spetta al Tribunale il controllo sulla “fattibilità giuridica” del piano concordatario: tale verifica si realizza (anche) esaminando gli atti coi quali gli apporti dei terzi sono messi a disposizione degli organi della procedura per la loro liquidazione. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 27 Gennaio 2014.


Concordato preventivo - Fattibilità della proposta - Controllo del tribunale - Contenuto.
In tema di fattibilità della proposta di concordato preventivo, rientrano nell'ambito del controllo riservato al tribunale la correttezza e la coerenza delle argomentazioni svolte e delle motivazioni addotte dal professionista a sostegno del giudizio di fattibilità del piano, l'eventuale impossibilità giuridica di dare esecuzione, sia pure parziale, alla proposta di concordato, nonché l'eventuale inidoneità della medesima, se emergente prima facie, a soddisfare in qualche misura i crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 17 Gennaio 2014.


Concordato preventivo in continuità aziendale – Affitto d’azienda di imminente scadenza ed inalienabilità dell’ “accreditamento regionale” della struttura sanitaria proponente: Irrealizzabilità della causa concreta e declaratoria di inammissibilità – Conseguente rigetto dell’omologa.
Il controllo di legittimità del Tribunale, dopo la pronuncia delle S.U. n. 1521 del 23 gennaio 2013, è limitato al controllo sulla causa contrattuale. Nei casi di accertata impossibilità della causa concreta, che nel caso di specie emerge tanto con riferimento alla inalienabilità dell’accreditamento che alla inutilizzabilità a brevissimo termine di quel complesso immobiliare sulla cui continuativa ed ininterrotta gestione poggia l’attuazione del piano aziendale, il Tribunale non può che constatare la non fattibilità della proposta, non omologando il concordato. L’imminente indisponibilità dell’elemento logistico (immobile) che tiene in piedi la “continuità aziendale” è aspetto infatti che, lungi dal consegnarsi ad una valutazione di mera convenienza economica, assorbe il profilo causale della procedura, disallineandone aprioristicamente gli esiti ipotizzabili dall’obiettivo specifico del piano, che sta nel superamento della crisi e, in uno ad esso, nel soddisfacimento appropriato dei creditori. Come pure, una proposta che ambisca a “monetizzare” un accreditamento regionale (nello specifico, sanitario) frutto dell’esercizio ponderato della discrezionalità amministrativa del soggetto pubblico titolare dell’esercizio del potere è ipotesi priva delle precondizioni normative necessarie a sottometterla al vaglio di convenienza dei creditori. Sussiste dunque una ipotesi concordataria che è “ab origine” radicalmente priva di praticabilità giuridica, per l’incongruità dei meccanismi e degli strumenti all’uopo prescelti. (Vittoria Fiume) (riproduzione riservata)   Tribunale Siracusa, 15 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Distinzione tra fattibilità economica e fattibilità giuridica - Aspetti valutativi distinti rispettivamente di convenienza e di legalità - Contenuto del controllo giudiziale in sede di omologa del concordato.
La scissione del concetto di fattibilità (già di per sé riconducibile al genus del merito, piuttosto che della legittimità) nelle due categorie della fattibilità economica e giuridica, può risultare fuorviante - attenendo le due nuove species a profili valutativi nettamente distinti, l'uno di convenienza (spettante ai creditori), l'altro di legalità (di competenza del giudice) - ed in fondo anche superflua, avendo comunque la stessa Corte di cassazione (SS.UU. 23 gennaio 2013, n. 1521) chiaramente delineato i tre momenti del controllo giudiziale in sede di omologa del concordato: 1) controllo sulla completezza e regolarità degli atti, in esse comprese la logicità e coerenza delle attestazioni; 2) controllo sulla legittimità degli atti, intesa come rispetto delle norme di legge, di carattere generale o speciale; 3) controllo (di merito) sulla idoneità degli atti, intesa come conformità alla causa concreta del concordato, con riferimento alla astratta capacità della proposta (e del piano) di assolvere la sua funzione di regolazione della crisi di impresa, con soddisfazione dei creditori non apparente e - quantomeno secondo le SS.UU. - anche in tempi non irragionevoli, sebbene quest'ultimo profilo appaia piuttosto da ricondurre, insieme al grado di soddisfacimento conseguibile, alla valutazione (anche comparativa) di convenienza della proposta, che è pacificamente di esclusivo appannaggio del ceto creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 07 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Valutazione del tribunale di elementi relativi alla fattibilità del piano - Violazione del limite del controllo di legalità sulla fattibilità giuridica della causa concreta del negozio - Inammissibilità.
Deve essere revocata la sentenza dichiarativa del fallimento -  impugnata unitamente al decreto che ha dichiarato l’inammissibilità del concordato - nel caso in cui il tribunale abbia erroneamente valutato elementi inerenti la fattibilità del piano oltrepassando il controllo di legalità sulla fattibilità giuridica della causa concreta del “negozio” concordatario (costituita dal superamento della situazione di crisi e dal soddisfacimento dei creditori, sia pure ipoteticamente modesto e parziale. (Nel caso di specie, la sentenza impugnata aveva ritenuto che non vi fossero ragionevoli possibilità di conclusione di un contratto di affitto di azienda con impegno all'acquisto, sottoposto alla condizione sospensiva della conclusione di un accordo sindacale ai sensi dell'articolo 47 della legge n. 428 del 1990 e dei successivi accordi individuali, trascurando, tra l'altro, la possibilità alternativa di vendita frazionata del complesso aziendale per un valore pressoché analogo espressamente prospettata nella domanda di concordato e nel piano ed altresì supportata da apposite perizia di stima). (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 07 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Giudizio di omologazione - Sindacato del giudice sulla fattibilità economica - Limiti - Sindacato esteso a rilievi di carattere valutativo e prognostico - Esclusione.
In sede di giudizio di omologazione del concordato preventivo, il sindacato del giudice è limitato alla verifica della sussistenza o meno di un’assoluta e manifesta non attitudine del piano di concordato a raggiungere gli obiettivi prefissati. Pertanto il sindacato del giudice non si estende alla fattibilità economica quando la sua analisi comporti rilievi di carattere prognostico, per loro natura opinabili e suscettibili di errore. È dunque di esclusiva competenza dei creditori la valutazione circa la probabilità che si realizzino o meno eventi determinanti per il successo del piano di soluzione della crisi. (Margherita Falagiani) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Fattibilità - Sindacato del giudice - Verifica diretta del presupposto - Distinzione tra fattibilità giuridica e fattibilità economica.
La fattibilità, intesa come prognosi di concreta realizzabilità del piano concordatario, è presupposto di ammissibilità del concordato, sul quale il giudice deve pronunciarsi esercitando un sindacato che non è "di secondo grado", che non si esercita, cioè, sulla sola completezza e congruità logica dell'attestazione del professionista di cui all’articolo 161, comma 3, L.F., ma consiste nella verifica diretta del presupposto stesso, con la precisazione che la fattibilità si distingue in fattibilità giuridica, intesa come non incompatibilità del piano con norme inderogabili, e fattibilità economica, intesa come realizzabilità nei fatti del medesimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Sindacato sulla fattibilità giuridica - Natura sostanzialmente illimitata - Fattibilità economica - Natura prognostica e opinabile con margini di errore - Sindacato riservato ai creditori.
Mentre il sindacato del giudice sulla fattibilità giuridica non ha particolari limiti, quello sulla fattibilità economica richiede, invece, valutazioni prognostiche fisiologicamente opinabili e comportanti un margine di errore, nel che è insito anche un margine di rischio del quale è ragionevole siano arbitri i soli creditori, in coerenza con l'impianto generale prevalentemente contrattualistico dell'istituto del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Profilo della fattibilità economica riservato al giudice - Assoluta e manifesta non attitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati - Realizzazione della causa concreta del concordato.
Con riferimento alla fattibilità economica, è individuabile un solo profilo su cui si esercita il sindacato officioso dal giudice (fermo, ovviamente, il controllo della completezza e correttezza dei dati informativi forniti dal debitore ai creditori, con la proposta di concordato e i documenti allegati, ai fini della consapevole espressione del loro voto): quello della verifica della sussistenza o meno di un’assoluta, manifesta non attitudine del piano presentato dal debitore a raggiungere gli obbiettivi prefissati, ossia a realizzare la causa concreta del concordato, individuabile caso per caso in riferimento alle specifiche modalità indicate dal proponente per superare la crisi mediante una sia pur minimale soddisfazione dei creditori chirografari in un tempo ragionevole (causa in astratto). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Fattibilità economica - Catalogo di elementi prognostici e valutativi riservati ai creditori.
Nell'ambito del concordato preventivo, appartengono al profilo della fattibilità economica e sono, quindi, sottratti al sindacato del giudice in ragione del carattere valutativo e prognostico aspetti quali: a) la mancanza di impegni cogenti da parte delle banche per l'apporto di nuova finanza dopo l'omologazione; b) il forte deficit patrimoniale che ha comportato la totale perdita del capitale in itinere; c) la mancanza di garanzie circa le previste dismissioni di determinati beni immobili; d) la mancanza di copertura del fabbisogno concordatario per un determinato periodo mediante le risorse previste nel piano. Il carattere valutativo dei rilievi sub a) e c) è, infatti, evidente, non comportando la mancanza di impegni cogenti o la mancanza di garanzie necessariamente l'esclusione in futuro dell'apporto della nuova finanza o della vendita degli immobili al prezzo sperato; ma anche i rilievi sub b) e d) si sostanziano nella prognosi di un andamento negativo della futura attività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - In genere - Controllo demandato al tribunale - Oggetto - Controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato - Ammissibilità - Contenuto e limiti - Accertamento della convenienza della proposta - Esclusione.
In tema di concordato preventivo, il controllo del tribunale va effettuato sia verificando l'idoneità della documentazione prodotta (per la sua completezza e regolarità) a corrispondere alla funzione che le è propria, consistente nel fornire elementi di giudizio ai creditori, sia accertando la fattibilità giuridica della proposta, sia, infine, valutando l'effettiva idoneità di quest'ultima ad assicurare il soddisfacimento della causa della procedura. Rientrano, dunque, nell'ambito di detto controllo, la correttezza e la coerenza delle argomentazioni svolte e delle motivazioni addotte dal professionista a sostegno del formulato giudizio di fattibilità del piano; l'eventuale impossibilità giuridica di dare esecuzione, sia pure parziale, alla proposta di concordato; l'eventuale inidoneità della proposta, se emergente "prima facie", a soddisfare in qualche misura i diversi crediti rappresentati. Resta, invece, riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito di detto giudizio, che ha ad oggetto la fattibilità del piano e la sua convenienza economica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 2013, n. 13083.


Concordato preventivo - Trust - Compatibilità del modello contrattuale del trust con le norme imperative in materia concorsuale - Giudizio di fattibilità giuridica del tribunale.
L’intersezione fra il modello contrattuale del trust con le disposizioni imperative che l’ordinamento giuridico italiano detta in materia concorsuale impongono particolari cautele ed una valutazione di compatibilità che nell'ipotesi di concordato preventivo si traduce in una valutazione di fattibilità giuridica affidata al tribunale, valutazione, questa, che è espressamente prevista dall’art. 15 della Convenzione dell’Aja 1 luglio 1985, resa esecutiva con legge 16 ottobre 1989, n. 364, secondo cui “La Convenzione non ostacolerà l'applicazione delle disposizioni di legge previste dalle regole di conflitto del foro, allorchè non si possa derogare a dette disposizioni mediante una manifestazione della volontà, in particolare nelle seguenti materie: […] e) la protezione di creditori in casi di insolvibilità”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 04 Aprile 2013.


Concordato preventivo - Controllo del giudice sulla fattibilità della proposta di concordato - Controllo nelle diverse fasi del procedimento - Contenuto della proposta - Verifica dell'effettiva realizzabilità della causa concreta - Significato - Finalità della procedura.
Il principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite Civili della Corte di cassazione:
Il giudice ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato, non restando tale giudizio escluso dall’attestazione del professionista, mentre resta riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito del detto giudizio, che ha ad oggetto la probabilità di successo economico del piano ed i rischi inerenti. Il controllo di legittimità del giudice si realizza facendo applicazione di un unico e medesimo parametro nelle diverse fasi di ammissibilità, revoca ed omologazione in cui si articola la procedura di concordato preventivo, verificando l'effettiva realizzabilità della causa concreta della procedura di concordato; quest'ultima, la quale deve essere intesa come obiettivo specifico perseguito dal procedimento, non ha contenuto fisso e predeterminabile, essendo dipendente dal tipo di proposta formulata, ma deve comunque essere finalizzata, da un lato, al superamento della situazione di crisi dell'imprenditore e, dall'altro, all'assicurazione di un soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Fattibilità del piano - Convenienza della proposta - Distinzione - Fattibilità giuridica e fattibilità economica - Distinzione e contenuti - Giudizio di fattibilità giuridica riservato al giudice - Giudizio di fattibilità economica riservato ai creditori.
Premesso che la fattibilità del piano di concordato non deve essere confusa con la convenienza della proposta (vale a dire con il giudizio di merito certamente sottratto al tribunale e riservato ai creditori), occorre precisare che la fattibilità, intesa come una prognosi circa la possibilità di realizzazione della proposta nei termini prospettati, implica una ulteriore distinzione tra fattibilità giuridica e fattibilità economica. La verifica della fattibilità giuridica spetta sicuramente al giudice, il quale dovrà esprimere un giudizio negativo sull'ammissibilità della proposta quando le sue modalità attuative risultino incompatibili con norme inderogabili. È, invece, di competenza esclusiva dei creditori il giudizio in ordine alla fattibilità economica del concordato, posto che questa valutazione consiste in un giudizio prognostico che comporta margini di opinabilità e possibilità di errore che si traducono inevitabilmente in un fattore di rischio per i soggetti interessati; è quindi ragionevole, in coerenza con l'impianto generale dell'istituto del concordato preventivo, che di tale rischio si facciano esclusivo carico i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Controllo del giudice sulla fattibilità - Completezza e regolarità della documentazione - Scopo dell'informazione ai creditori - Accertamento della fattibilità giuridica della proposta - Valutazione della effettiva idoneità alla regolazione della crisi ed alla soddisfazione dei creditori - Termini di adempimento della proposta - Rilevanza ai fini del giudizio di fattibilità del concordato.
Nel concordato preventivo, il controllo del giudice sulla fattibilità del concordato deve essere effettuato verificando l'idoneità della documentazione prodotta (per la sua completezza e regolarità) a corrispondere alla funzione che le è propria di fornire elementi di giudizio ai creditori, sia accertando la fattibilità giuridica della proposta (si pensi, a titolo esemplificativo, alla cessione di beni altrui), sia infine valutando l'effettiva idoneità di quest'ultima ad assicurare il soddisfacimento della causa della procedura consistente nella regolazione della crisi e nella soddisfazione almeno parziale dei creditori nel rispetto dei termini di adempimento previsti, profilo, quest'ultimo, che incide sulla valutazione della proposta nel suo complesso e di conseguenza sul giudizio di fattibilità del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Gennaio 2013.


Concordato preventivo - Modifiche introdotte dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 - Legittimazione all'opposizione da parte dei creditori dissenzienti - Attribuzione ai creditori del diritto di verificare non solo la convenienza ma anche la perdurante fattibilità del concordato.
La modifica normativa apportata all'articolo 180, legge fallimentare dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, la quale ha previsto la possibilità per il creditore dissenziente di proporre opposizione anche nell'ipotesi in cui non siano state formate le classi dei creditori, ha riconosciuto la piena legittimazione all'opposizione da parte dei creditori dissenzienti ed attribuito loro il diritto di verificare non solo la convenienza ma anche la perdurante fattibilità del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 26 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Modifiche introdotte dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 - Potere di controllo d'ufficio del tribunale sulla fattibilità - Istanza di parte - Necessità - Conseguenze.
Le modifiche apportate alla disciplina del concordato preventivo dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, inducono a ritenere che il potere di controllo d’ufficio del tribunale sulla fattibilità del concordato possa aver luogo solo su istanza di parte e che, conseguentemente, in presenza del voto favorevole della maggioranza dei crediti e delle classi ed in mancanza di opposizioni, devono ritenersi sussistenti i presupposti di legge per l'omologa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 26 Ottobre 2012.


Concordato preventivo – Omologa – Assenza di opposizioni da parte dei creditori – Parere sfavorevole del commissario giudiziale ex art. 180 l. f. – Potere di sindacato del tribunale – Art. 173 l. f. – Fattibilità del piano di concordato – Rigetto della richiesta di omologa.
Il Tribunale può rigettare la richiesta di omologa del concordato preventivo, anche in assenza di formali opposizioni da parte dei creditori, laddove venga riscontrata in questa fase la mancata persistenza dei presupposti e dei requisiti di ammissibilità alla procedura, sulla base dell’attività di verifica condotta dal commissariogiudiziale, espressa nel parere ex art. 180, secondo comma. Deve negarsi, pertanto, che in sede di omologazione il controllo giudiziale si risolva in un mero riscontro dell’esito delle votazioni, ma si ammette anzi la legittimità del potere di sindacato del Tribunale sul requisito di fattibilità del piano di concordato, pur in assenza di opposizioni all’omologazione, anche alla luce del disposto di cui all’art. 173 l. fall.. (Valentina Pettirossi) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 26 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Interessi pubblicistici alla risoluzione corretta ed ordinata dell'insolvenza - Sussistenza - Potere interdittivo del tribunale sulla fattibilità giuridica ed economica del piano - Sussistenza in fase di ammissione al concordato - Finalità di consentire il voto ai creditori alle sole soluzioni contrattuali dotate di plausibilità giuridica ed economica.
Se è vero che nella regolazione dell'insolvenza e della crisi d’impresa intervengono, unitamente agli interessi privatistici dei creditori, anche rilevanti interessi pubblicistici dello Stato alla risoluzione corretta ed ordinata dell'insolvenza, anche attraverso il ricorso a soluzioni negoziali rimesse all'autonomia privata del debitore e dei creditori, allora è necessario riconoscere al tribunale, già in sede di giudizio di ammissione al concordato, un potere interdittivo in ordine alla verifica di fattibilità giuridica ed economica del piano, così da fare in modo che siano sottoposte alla volontà negoziale dei creditori solo quelle soluzioni contrattuali dell’insolvenza e della crisi di impresa che siano dotate di plausibilità giuridica ed economica e tali da consentire ai creditori una corretta valutazione della convenienza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 18 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Potere del tribunale di controllo sulla fattibilità giuridica ed economica del piano - Giudizio di omologazione - Assenza di opposizioni - Sussistenza.
Il potere di controllo della fattibilità giuridica ed economica del piano deve essere riconosciuto al tribunale non solo nella fase di ammissione alla procedura di concordato preventivo ma anche in quella di omologa ed anche in assenza di opposizioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 18 Ottobre 2012.


Concordato preventivo - Poteri del tribunale - Valutazione della convenienza della proposta - Esclusione - Valutazione della persistenza delle condizioni di ammissibilità della procedura e della fattibilità del piano - Sussistenza - Esercizio ex officio di detti poteri in sede di omologa.
Se, dopo l'emanazione del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169, deve ritenersi precluso al tribunale il sindacato sulla convenienza della proposta di concordato preventivo - valutazione che ora spetta esclusivamente ai creditori - al tribunale compete invece la verifica delle condizioni di ammissibilità della procedura, ivi compresa la fattibilità del piano e la mancanza di gravi fatti fraudolenti i quali, anche in assenza di opposizione, ne possono comportare la revoca. Detti poteri di controllo possono essere esercitati in qualunque momento e quindi anche nella fase di omologa, con la precisazione che, per quanto riguarda i fatti indicati dall'articolo 173, legge fallimentare (condotte fraudolente, mancanza di condizioni di ammissibilità, ivi compresa la fattibilità), la cognitio causae del tribunale è di natura officiosa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 10 Luglio 2012.


Concordato preventivo - Poteva del tribunale di verifica della legittimità del procedimento - Genuinità del consenso prestato dai creditori - Rilevanza.
Nel giudizio di omologa del concordato preventivo il tribunale è chiamato ad una verifica della legittimità del procedimento e, all'interno di questo accertamento, risulta centrale il controllo circa la genuinità del consenso prestato dai creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Omologa - Verifica della effettività del consenso dei creditori - Corretta informazione offerta dal proponente - Necessità.
Nel riscontro effettuato dal tribunale in sede di omologa del concordato preventivo circa l'effettività del consenso dei creditori sulla proposta assume fondamentale importanza la verifica della corretta informazione offerta dal proponente ai creditori con riguardo alle poste attive e passive dell'impresa, essendo la rappresentazione offerta dall’imprenditore essenziale per una corretta valutazione della proposta. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Omessa informazione ai creditori in ordine all'esistenza di ipoteca a garanzia di  debito di terzo - Diniego dell'omologa.
Non può essere omologato un concordato preventivo in cui sia stata omessa l’informativa ai creditori – tanto dal proponente quanto dall’attestatore e pure dal commissario giudiziale – circa la sussistenza di un’ipoteca di primo grado a garanzia di un debito di un terzo sul principale immobile messo a disposizione dei creditori dall’imprenditore, trattandosi di circostanza di estremo rilievo nella valutazione del piano concordatario da parte dei creditori, in quanto potenzialmente idonea ad aumentare in maniera significativa il passivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 28 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Natura negoziale dell'accordo tra debitore e creditore - Oggetto dell'accordo - Valutazione della fattibilità del piano in sede di omologazione - Esclusione - Valutazione di fattibilità in sede di giudizio di dissoluzione del concordato.
Nel concordato preventivo, l'accordo tra il debitore ed i suoi creditori ha ad oggetto esclusivamente la proposta e non il piano, la fattibilità del quale non potrà dal tribunale essere valutata in sede di omologazione del concordato ma esclusivamente nell'eventuale giudizio di risoluzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 14 Giugno 2012.


Concordato preventivo - Sindacato del tribunale sulla convenienza e fattibilità della proposta - Esclusione - Controllo del parere dell'esperto in relazione ai requisiti richiesti dalla legge - Corretta informazione dei creditori.
Nonostante la giurisprudenza sul punto non sia concorde, è preferibile ritenere che il tribunale - esclusa la sindacabilità della convenienza e fattibilità della proposta - mantenga un potere di controllo non tanto della legittimità sostanziale del piano proposto, quanto della rispondenza del parere espresso dall'esperto ai requisiti voluti dalla legge, essendo volto alla tutela della corretta informazione dei creditori. (Irma Giovanna Antonini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 18 Maggio 2012.


Concordato preventivo - Omologazione - Potere del tribunale di verifica delle condizioni di ammissibilità - Sussistenza - Verifica della fattibilità - Verifica dei presupposti sostanziali e della manifesta infondatezza delle valutazioni del professionista attestatore.
Il tribunale, in sede di omologa del concordato preventivo, non deve solo verificare nuovamente la sussistenza di tutte le condizioni di ammissibilità del concordato, già preliminarmente scrutinate con l'apertura della procedura, ma anche tener conto degli elementi sopravvenuti o comunque tali da incidere sul giudizio positivo che la sorreggeva. In questa fase, infatti, il controllo del tribunale non è meramente formale e documentale, ma esteso alla sussistenza dei presupposti sostanziali e della rispondenza della proposta allo schema legale ed ai fini tipici dell'istituto, compresa perciò la verifica in ordine alla non manifesta inadeguatezza delle valutazioni espresse dal professionista attestatore in punto di fattibilità, e ciò anche in assenza di opposizioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni, 26 Aprile 2012.


Concordato preventivo - Controllo del tribunale sulla fattibilità - Esclusione.
Nell'ambito del procedimento di concordato preventivo, deve escludersi che il sindacato del tribunale, in sede di omologa, debba estendersi anche alla fattibilità del piano attraverso la verifica dell'iter logico con il quale il professionista, nella relazione ex articolo 161, legge fallimentare, è giunto ad affermare tale fattibilità, al fine di verificare la serietà delle garanzie offerte dal debitore con la sufficienza dei beni ceduti per la realizzazione del piano, essendo un siffatto controllo in contrasto con il dettato normativo dal quale si ricava che il legislatore ha inteso dare una netta prevalenza alla natura contrattuale e privatistica del concordato, la quale dà decisivo rilievo al consenso dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova, 23 Dicembre 2011.


Concordato preventivo - Controllo del tribunale - Fattibilità del piano - Sussistenza - Controllo attraverso l'attività di verifica del commissario giudiziale - Contenuto del controllo sulla fattibilità del piano.
Nell'ambito del concordato preventivo, il tribunale mantiene, anche nella fase di omologazione, un potere di controllo finalizzato all'accertamento della perduranza di tutte le condizioni di ammissibilità del concordato, controllo condotto non più sulla base della documentazione prodotta dalla ricorrente, bensì di tutta l'attività di verifica compiuta su impulso del commissario giudiziale dopo la presentazione del ricorso ed a seguito del decreto di ammissione alla procedura. Il tribunale, in particolare, conserva un potere di controllo sulla fattibilità del piano, il quale deve essere coerente con la proposta, serio e concretamente realizzabile sulla base delle risorse presenti nel patrimonio aziendale e di quelle realizzabili un'attività liquidatoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 11 Novembre 2011.


Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - In genere - Controllo demandato al tribunale - Oggetto - Accertamento della fattibilità dell'accordo intervenuto tra debitore e creditori - Esclusione - Verifica delle condizioni di ammissibilità della procedura e dell'assenza dei fatti o atti idonei a dare impulso al procedimento di revoca ex art. 173 legge fall. - Doverosità - Fondamento.
In tema di giudizio di omologazione del concordato preventivo, nel perimetro di controllo (di legittimità anche sostanziale) demandato al tribunale non rientra il potere-dovere di accertare la fattibilità dell'accordo intervenuto tra il debitore proponente ed i creditori, in quanto essi, se informati, sin dall'inizio e durante le fasi successive, in modo veritiero e trasparente sulla situazione aziendale e sulle ragioni di sostegno del piano concordatario, ben possono accordare a quest'ultimo preferenza, rispetto alla liquidazione concorsuale; ne consegue che di tale scelta consapevole il tribunale, verificando la persistenza delle stesse condizioni di ammissibilità della procedura e l'assenza di fatti di revoca ex art. 173 legge fall., deve limitarsi a prendere atto. (Nella specie il commissario giudiziale, costituendosi senza però svolgere rituale opposizione, aveva evidenziato, nel suo parere motivato, il "deficit" del fabbisogno concordatario ed il tribunale, su tale rilievo, aveva respinto la proposta). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Settembre 2011.


Concordato preventivo - Convenienza della proposta e fattibilità del piano - Distinzione - Potere del tribunale di valutare la fattibilità del piano - Sussistenza.
In sede di omologazione, il tribunale può e deve verificare la persistenza delle condizioni di ammissibilità del concordato preventivo e quindi dell'attuabilità del piano. Premesso che i requisiti della convenienza e della fattibilità debbono essere tenuti distinti, si osserva, infatti, che mentre il legislatore ha "privatizzato" il requisito della convenienza, la cui valutazione è rimessa al solo ceto creditorio, giacché ha previsto espressamente che possa essere valutata dal tribunale solo a seguito di ricorso di un creditore appartenente ad una classe dissenziente, ha, invece, rimesso al tribunale, come ribadito dall'articolo 173, legge fallimentare, la valutazione dei requisiti di ammissibilità e quindi anche della fattibilità del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 05 Luglio 2011.


Concordato preventivo - Ammissione - Condizioni - Ricorso depositato nella vigenza del d.lgs. n. 169 del 2007 - Relazione sulla veridicità dei dati contabili e la fattibilità del piano - Controllo del giudice - Oggetto - Completezza e regolarità della documentazione - Sufficienza - Adeguatezza nel merito - Esclusione - Fondamento - Prevalente natura privatistica del concordato - Conseguenze - Decreto di "rigetto" del ricorso - Ricorribilità in cassazione ex art. 111 Cost. - Ammissibilità.
In tema di concordato preventivo, nel regime conseguente all'entrata in vigore del d.lgs. n.169 del 2007 che è caratterizzato da una prevalente natura contrattuale, e dal decisivo rilievo della volontà dei creditori e del loro consenso informato, il controllo del tribunale nella fase di ammissibilità della proposta, ai sensi degli artt. 162 e 163 legge fall., ha per oggetto solo la completezza e la regolarità della documentazione allegata alla domanda, senza che possa essere svolta una valutazione relativa all'adeguatezza sotto il profilo del merito; ne consegue che, quanto all'attestazione del professionista circa la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano, il giudice si deve limitare al riscontro di quegli elementi necessari a far sì che detta relazione - inquadrabile nel tipo effettivo richiesto dal legislatore, dunque aggiornata e con la motivazione delle verifiche effettuate, della metodologia e dei criteri seguiti - possa corrispondere alla funzione, che le è propria, di fornire elementi di valutazione per i creditori, dovendo il giudice astenersi da un'indagine di merito, in quanto riservata, da un lato, alla fase successiva ed ai compiti del commissario giudiziale e, dall'altro, ai poteri di cui è investito lo stesso tribunale, nella fase dell'omologazione, in presenza di un'opposizione, alle condizioni di cui all'art. 180 legge fall. (Principio affermato dalla S.C. in sede di cassazione, con rinvio, del decreto con cui il tribunale aveva "rigettato" la domanda di ammissione alla procedura di concordato, in realtà pronunciandone l'inammissibilità, con valutazioni sul merito della fattibilità del piano concordatario e con modalità decisorie, dalle quali è conseguita l'ammissibilità del ricorso ex art. 111 Cost.). (conf. Cass. 21860/2010) (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Giugno 2011.


Concordato preventivo - Procedimento di revoca del concordato ai sensi dell'articolo 173, legge fallimentare - Potere del giudice di valutare la fattibilità del piano - Esclusione valutazione del commissario giudiziale - Rilevanza per i creditori al fine di esprimere un giudizio di convenienza sulla proposta.
Il principio secondo il quale, nell'ambito del concordato preventivo, il giudice, nel valutare la relazione del professionista che attesta la fattibilità del piano, si deve astenere da un'indagine di merito, salvo il caso in cui siano proposte opposizioni e con i limiti di cui all'art. 180 legge fallimentare, è applicabile anche in sede di riesame della proposta ex art. 173 legge fallimentare e ciò anche se, in questo caso, il tribunale dispone del conforto dell'apporto conoscitivo e valutativo del commissario giudiziale. Tale apporto, infatti, non è destinato al giudice ma alla platea dei creditori che possono così comparare la proposta e le valutazioni dell'esperto attestatore con la relazione di un organo investito di una pubblica funzione. Resta, infatti, insuperabile il rilievo secondo cui il tribunale è privo del potere di valutare d'ufficio il merito della proposta, in quanto tale potere appartiene solo ai creditori così che solo in caso di dissidio tra i medesimi in ordine alla fattibilità, denunciabile attraverso l'opposizione alla omologazione, il tribunale, preposto per sua natura alla soluzione dei conflitti, può intervenire risolvendo il contrasto con una valutazione di merito in esito ad un giudizio, quale è quello di omologazione, in cui le parti contrapposte possono esercitare appieno il loro diritto di difesa del tutto inattuabile, invece e per quanto concerne i creditori, nell'ambito del procedimento di cui all'art. 173, legge fallimentare di cui si discute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Giugno 2011.


Concordato preventivo - Giudizio del tribunale sulla fattibilità del piano - Esclusione.
Non compete al Tribunale un giudizio di fattibilità del piano concordatario, né in sede di ammissione né in sede di omologazione, riguardando la praticabilità del piano e l’attuazione della proposta formulata dall’imprenditore un giudizio riservato esclusivamente ai creditori, come si evince dalla previsione dell’art. 186, legge fallimentare che attribuisce esclusivamente ai creditori il diritto di chiedere la risoluzione del concordato per inadempimento. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 17 Febbraio 2011.


Accordi di ristrutturazione dei debiti – Oggetto del giudizio del tribunale – Certificazione della fattibilità dell’accordo e del piano – Esclusione. (15/06/2010)
Qualora non vi siano opposizioni alla omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis, legge fallimentare, il tribunale non valuterà la bontà del giudizio espresso dal professionista, bensì la coerenza e completezza dell’iter procedimentale ed argomentativo del professionista attestatore, con la conseguenza che l’omologazione dell’accordo non potrà mai essere ritenuta una certificazione giudiziale della sua fattibilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Maggio 2010, n. 0.


Concordato preventivo – Controllo del tribunale in sede di omologazione – Fattibilità del piano – Possibile scostamento dalle percentuali promesse – Alea accettata dai creditori.
In sede di omologazione del concordato preventivo, il tribunale ha il compito di verificare la fattibilità del piano attraverso un controllo formale e sostanziale di coerenza tra le premesse e le conclusioni della specifica proposta alla luce delle risultanze successive alla ammissione. Escluso il controllo sulla convenienza della proposta, in ordine alla quale si sono già espressi i creditori con il loro voto, il tribunale verificherà se l’attivo indicato dalla ricorrente sia esistente ed astrattamente capiente rispetto al fabbisogno concordatario, tenendo presente che lo scostamento dalle percentuali promesse, laddove opportunamente evidenziato dal commissario giudiziale nella relazione ex art. 172 legge fallimentare, costituisce alea consapevolmente accettata dai creditori stessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Fermo, 24 Novembre 2009.