LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO VI
Delle società cooperative e delle mutue assicuratrici
CAPO I
Delle società cooperative
SEZIONE III
Delle quote e delle azioni

Art. 2527

Requisiti dei soci
TESTO A FRONTE

I. L'atto costitutivo stabilisce i requisiti per l'ammissione dei nuovi soci e la relativa procedura, secondo criteri non discriminatori coerenti con lo scopo mutualistico e l'attività economica svolta.
II. Non possono in ogni caso divenire soci quanti esercitano in proprio imprese in concorrenza con quella della cooperativa.
III. L'atto costitutivo può prevedere, determinandone i diritti e gli obblighi, l'ammissione del nuovo socio cooperatore in una categoria speciale in ragione dell'interesse alla sua formazione ovvero del suo inserimento nell'impresa. I soci ammessi alla categoria speciale non possono in ogni caso superare un terzo del numero totale dei soci cooperatori. Al termine di un periodo comunque non superiore a cinque anni il nuovo socio è ammesso a godere i diritti che spettano agli altri soci cooperatori.

GIURISPRUDENZA

Responsabilità civile - In genere - Società di capitali - Rapporto organico - Responsabilità della società verso i terzi per fatto degli amministratori - Condizioni - Concorso con la responsabilità diretta ex art. 2395 cod. civ. - Sussistenza - Fattispecie

Società - Di capitali - Società per azioni - Organi sociali - Amministratori - Responsabilità - Azione del socio e del terzo danneggiato - Concorso con la responsabilità diretta della società in virtù del rapporto di immedesimazione organica - Condizioni - Fattispecie
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La società, per il principio dell'immedesimazione organica, risponde civilmente degli illeciti commessi dall'organo amministrativo nell'esercizio delle sue funzioni, ancorché l'atto dannoso sia stato compiuto dall'organo medesimo con dolo o con abuso di potere, ovvero esso non rientri nella competenza degli amministratori, ma dell'assemblea, richiedendosi unicamente che l'atto stesso sia, o si manifesti, come esplicazione dell'attività della società, in quanto tenda al conseguimento dei fini istituzionali di questa, e tali responsabilità si aggiunge, ove ne ricorrano i presupposti, a quella degli amministratori, prevista dall'art. 2395 cod. civ.. (Nella specie, si è ravvisata la responsabilità di una banca popolare con riguardo ad una delibera del consiglio di amministrazione, che aveva disposto il trasferimento a terzi delle azioni appartenenti ad alcuni soci, nel contempo disponendone l'illegittima esclusione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Dicembre 2011, n. 25946.


Società cooperativa – Rapporto con il socio – Oggetto – Risultato economico – Eccezione di inadempimento – Applicabilità..
A fronte della diversa tipologia che le cooperative possono assumere, la posizione del socio cooperatore resta distinta da quella del socio di una società di capitali: se quest’ultimo persegue un fine puramente speculativo, il primo vuole di regola un vantaggio diverso dal lucro, anche se anch’egli mira a realizzare un risultato economico ed un proprio vantaggio patrimoniale, attraverso lo svolgimento di attività d’impresa; tale risultato non è, almeno prevalentemente, la più elevata remunerazione possibile del capitale investito, piuttosto la soddisfazione di un comune preesistente bisogno economico - di lavoro, di casa, di generi di consumo, di credito - attraverso un risparmio di spesa per i beni o i servizi acquistati o realizzati dalla società o una maggiore remunerazione per i propri beni o servizi alla stessa ceduti, come nelle cooperative di produzione. Se in ciò consiste l’essenza del vantaggio mutualistico, è proprio tale vantaggio che - a ben vedere - non deriva direttamente dal rapporto di società, ma è conseguito attraverso un distinto rapporto economico con la cooperativa, che è appunto un rapporto di scambio, connotato dalla corrispettività delle prestazioni, cui ben può applicarsi l’art. 1460, codice civile. D’altra parte negare tale rimedio - come tutti quelli applicabili ai rapporti di scambio - significherebbe negare tutela proprio al vantaggio mutualistico che il socio cooperatore si ripromette di trarre dalla sua partecipazione alla società, il che - ad avviso del Collegio - non può essere, essendo quella la ragione del vincolo sociale. Viceversa affermare l’applicabilità di tale eccezione non significa vanificare l’obbligo statutario dei soci di conferire il latte prodotto, ma solo accordare loro la facoltà di sospendere tale conferimento a fronte dell’accertato, e grave, inadempimento della cooperativa di pagare loro il relativo prezzo, restando fermi, in ogni caso, gli altri obblighi derivanti dal rapporto sociale ed i rimedi endosocietari alla crisi finanziaria delle cooperativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Gennaio 2010.