LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO VII
Della società a responsabilità limitata
SEZIONE IV
Delle decisioni dei soci

Art. 2479-bis

Assemblea dei soci
TESTO A FRONTE

I. L'atto costitutivo determina i modi di convocazione dell'assemblea dei soci, tali comunque da assicurare la tempestiva informazione sugli argomenti da trattare. In mancanza la convocazione è effettuata mediante lettera raccomandata spedita ai soci almeno otto giorni prima dell'adunanza nel domicilio risultante dal registro delle imprese .
II. Se l'atto costitutivo non dispone diversamente, il socio può farsi rappresentare in assemblea e la relativa documentazione è conservata secondo quanto prescritto dall'articolo 2478, primo comma, numero 2).
III. Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo l'assemblea si riunisce presso la sede sociale ed è regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale e delibera a maggioranza assoluta e, nei casi previsti dai numeri 4) e 5) del secondo comma dell'articolo 2479, con il voto favorevole dei soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale.
IV. L'assemblea è presieduta dalla persona indicata nell'atto costitutivo o, in mancanza, da quella designata dagli intervenuti. Il presidente dell'assemblea verifica la regolarità della costituzione, accerta l'identità e la legittimazione dei presenti, regola il suo svolgimento ed accerta i risultati delle votazioni; degli esiti di tali accertamenti deve essere dato conto nel verbale.
V. In ogni caso la deliberazione s'intende adottata quando ad essa partecipa l'intero capitale sociale e tutti gli amministratori e sindaci sono presenti o informati della riunione e nessuno si oppone alla trattazione dell'argomento.

GIURISPRUDENZA

Società a responsabilità limitata – Art. 2479 bis, I co., c.c. – Avviso convocazione assemblea – Formulazione ordine del giorno.
Nella formulazione dell’ordine del giorno da inserire nell’avviso di convocazione di assemblea, previsto dall’art. 2479 bis, I co., c.c., occorre contemperare l’esigenza di fornire informazioni puntuali circa gli argomenti da trattare, con la contrapposta esigenza di preservare l’elasticità e la flessibilità dei lavori assembleari. Un ordine del giorno eccessivamente dettagliato potrebbe condizionare la libertà di autodeterminazione dell’assemblea, sminuendo il rilievo che assume il dibattito e la discussione dei soci. (Luciano Ferlisi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 28 Novembre 2017.


Società per azioni - Organi sociali - Assemblea dei soci - Costituzione - Indicazione nominativa dei soci partecipanti all'assemblea - Necessità - Ragioni - Foglio allegato al verbale - Possibilità - Mancanza - Conseguenze - Annullabilità della delibera.
L’indicazione nominativa dei partecipanti e dei votanti ad un’assemblea di società per azioni consente di verificare se i voti siano stati validamente espressi dai soggetti a ciò legittimati ed è, quindi, necessaria per ricostruire la genesi del processo deliberativo ed accertare la validità delle determinazioni assunte. Ne consegue che, ove manchi la relativa documentazione (anche in foglio separato, purché “allegato” al verbale, in modo da farne parte integrante, e cioè richiamato ovvero allo stesso materialmente unito), la delibera è annullabile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Gennaio 2017, n. 603.


Società a responsabilità limitata – Potere del socio di convocazione dell’assemblea – Presupposti – Soci titolari di un terzo del capitale sociale – Limiti – Inerzia dell’organo gestorio.
L'attribuzione, di cui all’art. 2479 c.c., ai soci di società a responsabilità limitata, rappresentanti un terzo del capitale sociale, di sottoporre argomenti alla discussione dell'assemblea dei soci, comporta altresì, per via estensiva, il potere di convocazione diretta dell'assemblea su quegli stessi argomenti.
 
Il potere dei soci qualificati di convocare l’assemblea sussiste anche nel caso in cui lo statuto ne demanda la convocazione al solo organo gestorio, tenuto conto che la disposizione di cui all’art. 2479, comma 1, c.c. costituisce regola di garanzia inderogabile, e il rinvio ivi previsto all’atto costitutivo per la disciplina dei “modi di convocazione dell’assemblea” appare piuttosto riferibile alle sole modalità di convocazione in senso stretto, in quanto destinate ad assicurare la tempestiva comunicazione degli argomenti da trattare (mezzo di comunicazione, termini, ecc.), come denotato dalla disciplina contenuta nella seconda parte dello stesso primo comma, che regola appunto tali strette modalità per l’ipotesi di silenzio dell’atto costitutivo (Trib. Milano, 10 novembre 2014 che richiama, in termini, Trib. Milano 11 novembre 2013). D’altra parte, una volta esclusa la possibilità, per il socio di minoranza, di ricorrere al tribunale perché disponga la convocazione, ove lo statuto riservasse il potere di convocazione dell’assemblea all’organo gestorio, il socio di minoranza qualificata non avrebbe alcuno strumento di tutela a fronte dell’inerzia o dell’ostruzionismo dell’amministratore.

Il potere dei soci titolari di un terzo del capitale sociale di convocare l’assemblea trova tuttavia il proprio limite nell’inerzia dell’organo gestorio, sicchè la facoltà di procedere direttamente alla convocazione presuppone che il socio abbia sollecitato l’esercizio del relativo compito all’organo gestorio.

Deve pertanto escludersi che il socio possa avvalersi del potere in argomento in contrasto con la legittima attività dell’amministratore; per converso, però, una volta che il socio abbia convocato, a seguito del comportamento omissivo dell’organo gestorio, l’assemblea, gli amministratori non potranno procedere a revocare la convocazione medesima ovvero a convocare, in contrasto con quella convocata dal socio, una diversa assemblea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 22 Settembre 2016.


Società di capitali - Bilancio - Approvazione - Deposito del progetto di bilancio presso la sede sociale - Termine di otto giorni precedenti l'assemblea.
Dal combinato disposto degli artt. 2429, comma 3, 2478-bis, e 2479-bis, cod. civ., si evince che è sufficiente che il progetto di bilancio venga depositato presso la sede sociale negli otto giorni precedenti l’assemblea, dovendosi così ritenere sufficientemente garantito il diritto di informazione del socio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 18 Novembre 2015.


Società di capitali - Modalità di convocazione dell'assemblea - Mancata previsione dello statuto - Applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 2479 bis c.c..
Qualora lo statuto della società nulla preveda in ordine alle modalità di convocazione dell'assemblea, la stessa dovrà essere effettuata secondo le prescrizioni di cui all'articolo 2479 bis c.c. mediante lettera raccomandata spedita ai soci almeno otto giorni prima dell'adunanza nel domicilio risultante dal registro delle imprese. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31 Luglio 2015.


Società di capitali - Convocazione dell'assemblea - Equiparazione del messaggio di posta elettronica certificata alla missiva raccomandata.
Poiché le disposizioni contenute nel d.p.r. 11 febbraio 2005 n. 68 consentono l'equiparazione tra missiva raccomandata con ricevuta di ritorno e messaggio di posta elettronica certificata - equiparazione che deriva dalla circostanza che entrambi i mezzi garantiscono in modo certo che la comunicazione entri nella sfera di conoscibilità del destinatario - deve necessariamente concludersi che l'invio di un messaggio di posta elettronica certificata soddisfi i requisiti di forma richiesti dall'articolo 2479 bis c.c. per la convocazione dell'assemblea di una società di capitali e ciò indipendentemente dal fatto che l'indirizzo del socio non sia rinvenibile nel registro delle imprese. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31 Luglio 2015.


Società a responsabilità limitata - Clausola statutaria che preveda maggioranze rafforzate - Mancata previsione di meccanismo di salvaguardia - Modifica dello statuto con maggioranze previste dallo statuto e dalla legge - Ammissibilità.

Omologazione di delibera assembleare - Controllo di legittimità - Valutazione di merito - Esclusione.
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In presenza di una clausola statutaria che, nella società a responsabilità limitata, richieda l'unanimità per l'assunzione di una determinata delibera, è possibile procedere alla modifica dello statuto con le maggioranze previste nello stesso e dalla legge. È, infatti, facoltà dei soci modificare a maggioranza semplice una clausola che preveda maggioranze qualificate qualora la stessa non contenga alcun meccanismo di salvaguardia, ossia una regola che estenda la maggioranza qualificata anche alla deliberazione della sua modifica. La clausola che stabilisce maggioranze ultra qualificate è, infatti, norma eccezionale rispetto al principio delle maggioranze assembleari stabilito dalla legge e, in quanto tale, non è, in generale, suscettibile di interpretazione estensiva o analogica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nell'ambito del procedimento di omologazione di delibera assembleare, si attua un controllo con preminente funzione di verifica della corrispondenza dell'atto con il tipo legale corrispondente, controllo che opera su un piano di mera legittimità al quale deve restare estranea ogni valutazione di merito, riservata, invece, alla sede giurisdizionale contenziosa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Ascoli Piceno, 12 Aprile 2014.


Azione di responsabilità nei confronti dell’amministratore di SRL – Natura sociale dell’azione – Legittimazione sostitutiva del socio – Litisconsorzio necessario tra società e socio – Sussistenza.

Revoca cautelare dell’amministratore della SRL – Presupposti – Gravi irregolarità nella gestione della società – Danno effettivo o danno potenziale quale conseguenza di tali irregolarità – Natura conservativa o anticipatoria della misura cautelare – Strumentalità della misura rispetto all’azione di responsabilità o all’azione di revoca dell’amministratore.

Responsabilità dell’amministratore di SRL nei confronti del socio – Azione individuale – Danno diretto – Sussistenza – Danno riflesso – Esclusione.

Strumenti cautelari per il socio in caso di azione individuale di responsabilità nei confronti dell’amministratore di SRL – Revoca e/o decadenza dell’amministratore – Esclusione.
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L’attenuazione del nesso di strumentalità necessaria ed il venir meno della necessaria fase di merito - conseguenti alla inserzione dei nuovi commi 6 e 7 nell'art. 669-octies c.p.c., attuata dal D.L. n. 35/2005, convertito in L. n. 80/2005 - non elimina la possibilità che venga instaurato un processo di cognizione avente ad oggetto la domanda (di merito), con la conseguente necessità, per chi invoca la tutela cautelare, di indicare specificamente l'azione di merito cui il ricorso è strumentale ai sensi dell’art. 125 cpc. E’ sufficiente una prospettazione dei fatti costitutivi e delle richieste che faccia individuare implicitamente la tutela che s’intende azionare in sede di merito. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

La conseguenza dell’omessa indicazione dell’azione di merito va rinvenuta in una pronunzia di rito che rigetti l’istanza, non apparendo applicabile alla fattispecie il meccanismo della rinnovazione integrazione dell’atto introduttivo previsto dall’art. 164 cpc. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

L’art. 2476 c.c., comma 3 c.c., prevede la legittimazione sostitutiva del socio a promuovere l’azione di responsabilità nei confronti dell’amministratore di Srl. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

L’azione prevista da tale norma è azione di tipo sociale. Infatti l’amministratore risponde nei confronti della società, della correttezza e legittimità della sua attività di gestione; può dirsi, più precisamente, che la società sia creditrice dell’adempimento dell’obbligo gestorio nei riguardi di chi l’amministra e, quindi, di quello risarcitorio nei casi in cui l’attività non sia svolta nel rispetto della legge e dello statuto, provocando danni all’ente. Nei suddetti termini, un’interpretazione dell’art. 2476 che voglia essere conforme al dettato Costituzionale e, segnatamente, ai diritti contemplati dall’art. 24 della Carta, non può che imporre il riconoscimento alla società della legittimazione ad agire per tutela dei crediti appena evidenziati. D’altra parte, è prevista espressamente che l’azione di cui si discute sia oggetto di rinunzia o transazione da parte della società ( salva deroga statutaria); ciò costituisce conferma di un potere dispositivo, che altrimenti non può giustificarsi se non quale contraltare di una legittimazione sostanziale e processuale della società nei confronti del suo amministratore. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

L’art. 2476, comma 3°cit., ove prevede la possibilità di richiedere la revoca cautelare dell’amministratore di Srl, è tuttora oggetto di due lettura; una, per cui tale misura sarebbe strumentale all’azione sociale di responsabilità, tale per cui la richiesta potrebbe essere proposta solo in caso di gravi irregolarità di gestione che abbiano già provocato un danno al patrimonio sociale. Altra lettura è invece nel senso che l’azione (cautelare) di revoca (anticipata) dell’amministratore costituisca, in realtà, una misura tipica volta non a cautelare il proficuo esercizio dell’azione sociale di responsabilità. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Di fronte al medesimo fatto, doloso o colposo, costituente “inosservanza da parte degli amministratori ai doveri ad essi imposti dalla legge e dall’atto costitutivo per l’amministrazione della società” ex art. 2476, comma 1°, c.c. ovvero espressione o sintomo di “gravi irregolarità nella gestione”, il singolo socio, in nome proprio e nell’interesse esclusivo della società, potrebbe quindi promuovere (secondo una delle interpretazioni riportate) l’azione di responsabilità sociale, chiedendo, prima ovvero in corso di causa, le misure cautelari, tipiche (la revoca) o atipiche, che sono strumentali alla conservazione dello status quo o del credito azionato; viceversa (secondo l’altra impostazione) proporre l’azione di revoca dell’amministratore incolpato, per la sua rimozione anticipata dalla carica ricoperta, se del caso promuovendone la revoca cautelare (o provvisoria), quale misura tipicamente anticipatoria degli effetti della decisione di merito, e cioè la revoca definitiva, durante il giudizio di merito ma, a ben vedere, anche prima della sua proposizione. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

L'azione individuale del socio è da collegare all'avverbio "direttamente" contenuto sia nell’art. 2476, comma 6, che nell’art. 2395, delimitandosi l'ambito della sua esperibilità solo ai pregiudizi che si verifichino nel patrimonio del socio quale conseguenza immediata e diretta (non riflessa) del comportamento colposo o doloso dell’amministratore. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Il socio che intenda agire con l’azione risarcitoria diretta nei confronti dell’amministratore della società cui partecipa, deve poter chiedere una misura (atipica) volta a cautelare il suo credito, con funzione latu sensu conservativa. Più segnatamente, oltre al rimedio tipico diretto a cautelare la garanzia offerta dal patrimonio del suo debitore, rispetto ad eventuali atti di dispersione e/o distrazione (il sequestro conservativo), si può immaginare che questi possa invocare ed ottenere un provvedimento che lo sottragga dal rischio del perpetuarsi di condotte gestorie che gli arrechino danni diretti. Tuttavia detta misura non può consistere nella decadenza qui richiesta. Ad avviso del giudicante quest’ultima, così come la revoca cautelare, integra la natura di rimedio nella disponibilità della sola società, che ha un rapporto di mandato con l’amministratore. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

La revoca e la decadenza costituiscono misure che – pur in ipotesi con diversa natura (costitutiva o dichiarativa) – mirano a conseguire (o accertare) l’effetto della risoluzione (scioglimento) di detto rapporto, che appunto esiste solo tra la società e l’organo di gestione. Ciò in coerenza con il dettato normativo di cui all’art. 2475 c.c. (e, in questo caso, anche con quello statutario) secondo cui il potere di nomina e di revoca degli amministratori è rimesso ala decisione assunta da tutti i soci, secondo lo schema di cui agli artt. 2479 e 2479 bis. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

L’art. 2382 c.c. individua nell’interdizione (anche temporanea) dagli uffici direttivi di persone giuridiche una causa d’immediata ed automatica decadenza dell’amministratore. Pertanto, al verificarsi di una tale condizione di decadenza, i soci dovrebbero piuttosto adottare le decisioni di (presa d’atto e) sostituzione dell’organo decaduto, secondo gli schemi decisionali stabiliti dalla legge o dallo statuto. In ipotesi d’impossibilità di addivenire alla decisione, del caso per l’inerzia dell’organo gestionale nel provvedere alla convocazione, o procedere in nome proprio ma nell’interesse della società con gli strumenti cautelari previsti dall’art. 2476 c.c. ovvero a sollecitare l’accertamento giudiziale del verificarsi eventuale di una causa di scioglimento della società (per sua impossibilità di funzionamento). Ad ogni modo (l’accertamento del) la decadenza non può costituire oggetto di una domanda cautelare da parte del socio uti singulus, perché ciò vorrebbe significare il poter per questi di ottenere in via d’urgenza di più di quanto gli sarebbe possibile conseguire con l’azione di merito. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 07 Novembre 2013.


Società a responsabilità limitata - Organi sociali - Assemblea dei soci - Convocazione - Spedizione dell'avviso nel termine legale o statutario - Sufficienza - Limiti..
Salvo che l'atto costitutivo della società a responsabilità limitata non contenga una disciplina diversa, deve presumersi che l'assemblea dei soci sia validamente costituita ogni qual volta i relativi avvisi di convocazione siano stati spediti agli aventi diritto almeno otto giorni prima dell'adunanza (o nel diverso termine eventualmente in proposito indicato dall'atto costitutivo), ma tale presunzione può essere vinta nel caso in cui il destinatario dimostri che, per causa a lui non imputabile, egli non abbia affatto ricevuto l'avviso di convocazione o lo abbia ricevuto così tardi da non consentirgli di prendere parte all'adunanza, in base a circostanze di fatto il cui accertamento e la cui valutazione in concreto sono riservati alla cognizione del giudice di merito. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 14 Ottobre 2013, n. 23218.


Società a responsabilità limitata – Socio – Deliberazioni assembleari – Assemblea – Intervento – Morosità per conferimenti – Morosità per altre obbligazioni – Rilevanza.

Società a responsabilità limitata – Socio – Deliberazioni assembleari – Assemblea – Intervento – Voto – Morosità – Rilevanza.
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Nelle società a responsabilità limitata non trova applicazione la disposizione di cui all’art. 2466, comma 4, c.c., che vieta al socio “moroso” di partecipare alle decisioni dei soci, in quanto la norma de qua è applicabile nel caso in cui difetti l'esecuzione dei conferimenti di capitale di rischio, non anche di altre obbligazioni. (Nel caso di specie, è stato affermato che non trova applicazione nel caso di inadempimento di obbligazioni aventi per oggetto il versamento, da parte dei soci, di somme a titolo di finanziamento, ipotesi nella quale può parlarsi, al più, di mancata esecuzione di conferimenti di capitale di credito). (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

Alla società a responsabilità limitata è da ritenersi applicabile il novellato art. 2368, comma 2, c.c., sicché il socio moroso ha diritto di intervento in assemblea e deve essere computato per il calcolo del quorum costitutivo, ancorché la sua presenza non debba essere computata per il calcolo delle maggioranze e della quota di capitale richiesta per l’approvazione delle deliberazioni. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 15 Luglio 2013.


Delibera del consiglio di amministrazione aventi ad oggetto la convocazione della assemblea per la riduzione del capitale sociale per perdite - Invalidità della delibera del Cda - Ripercussione sulla delibera dell'assemblea - Esclusione..
La eventuale invalidità della delibera con la quale il consiglio di amministrazione convoca l'assemblea dei soci per deliberare la ricapitalizzazione della società in presenza di perdite non si riverbera sulla validità della assemblea dei soci che siano stati comunque raggiunti dalla notizia della convocazione e del suo oggetto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07 Febbraio 2013.


Società di capitali - Maggioranza assembleare - Determinazione - Società a responsabilità limitata - Metà +1 del valore delle quote..
Per la validità di una deliberazione assembleare di società a responsabilità limitata occorre che il numero delle quote a favore della deliberazione sia superiore a quello del valore delle quote votanti in senso contrario, con la conseguenza che per aversi effettiva maggioranza occorre la metà più uno del valore delle quote. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Salerno, 03 Maggio 2012.


Costituzione in trust di partecipazioni in società di capitali - Rispetto delle norme societarie che regolano la legittimazione all'esercizio dei diritti sociali - Necessità - Inscindibilità del voto dalla quota sociale.

Segregazione di quota sociale in trust - Iscrizione nel registro delle imprese - Necessità.
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La costituzione in trust di partecipazioni in società di capitali deve avvenire nel rispetto delle norme societarie che regolano la legittimazione all'esercizio dei diritti sociali e non può, pertanto, violare la regola, desumibile dagli articoli 2468, commi 2 e 3, 2476, comma 7, 2479, 2479 bis del codice civile, della inscindibilità del voto dalla quota sociale, in base alla quale il diritto di voto spetta soltanto al socio, il quale può delegarne il mero esercizio alle condizioni previste dall'articolo 2479 bis, comma 2, c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Anche ammettendo che l'atto di segregazione della quota sociale in trust possa essere sussunto nel concetto di trasferimento della quota sociale (articolo 2469 c.c.), certo sarebbe che esso, per essere efficace, dovrebbe comunque essere iscritto nel registro delle imprese (articolo 2470 c.c.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Lucca, 24 Aprile 2012.


Avviso di convocazione dell’assemblea dei soci - Necessità di rispettare il termine di otto giorni - Spedizione nel termine di otto giorni - Ricezione in tempo utile per consentire la materiale partecipazione all’assemblea e la preparazione per la partecipazione al dibattito - Sufficienza..
L'articolo 2479 bis c.c. prevede che la raccomandata contenente l'avviso di convocazione dell'assemblea debba essere spedita otto giorni prima la data fissata per l'adunanza e non anche che nello stesso termine debba essere ricevuta dal destinatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 14 Settembre 2011.