LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO VII
Della società a responsabilità limitata
SEZIONE II
Dei conferimenti e delle quote

Art. 2468

Quote di partecipazione
TESTO A FRONTE

I. Le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni né costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari.
II. Salvo quanto disposto dal terzo comma del presente articolo, i diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla partecipazione da ciascuno posseduta. Se l'atto costitutivo non prevede diversamente, le partecipazioni dei soci sono determinate in misura proporzionale al conferimento.
III. Resta salva la possibilità che l'atto costitutivo preveda l'attribuzione a singoli soci di particolari diritti riguardanti l'amministrazione della società o la distribuzione degli utili.
IV. Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo e salvo in ogni caso quanto previsto dal primo comma dell'articolo 2473, i diritti previsti dal precedente comma possono essere modificati solo con il consenso di tutti i soci.
V. Nel caso di comproprietà di una partecipazione, i diritti dei comproprietari devono essere esercitati da un rappresentante comune nominato secondo le modalità previste dagli articoli 1105 e 1106.
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GIURISPRUDENZA

Società di capitali – Accordi tra soci in occasione di finanziamento partecipativo – Attribuzione al nuovo socio del diritto di vendere e agli altri soci dell’obbligo di acquistare la partecipazione – Termine e prezzo prefissati – Finalità di manleva dalle eventuali conseguenze negative del conferimento – Liceità e meritevolezza di tutela – Fondamento.
È lecito e meritevole di tutela l'accordo concluso tra soci di società per azioni, con il quale, in occasione del finanziamento partecipativo di uno di essi, gli altri si obblighino a manlevare il nuovo socio dalle eventuali conseguenze negative del conferimento, mediante attribuzione a quest’ultimo del diritto di vendere (c.d. put), entro un determinato termine, e agli altri dell’obbligo di acquistare la partecipazione a un prezzo prefissato - pari a quello iniziale, con l'aggiunta di interessi sull'importo dovuto e del rimborso dei versamenti operati nelle more in favore della società - ponendosi il meccanismo sul piano della circolazione delle azioni, piuttosto che su quello della ripartizione degli utili e delle perdite, la cui meritevolezza è insita nell’operazione strategica di potenziamento ed incremento del valore societario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Luglio 2018, n. 17500.


Diritto di informazione e consultazione ex art. 2476 c.c. – Comproprietario della quota – Legittimazione attiva – Sussiste.
Ai fini dell’ammissibilità del ricorso cautelare, occorre valutare (d’ufficio) se sussiste il presupposto processuale della legittimazione attiva, intesa come legitimatio ad causam.

Al riguardo l’art. 2476, 2° comma, c.c. richiede esclusivamente il possesso della qualifica di socio non amministratore, a nulla rilevando la consistenza della quota di capitale sociale di cui si è titolari. Tale requisito appare soddisfatto anche qualora i ricorrenti siano contitolari di una partecipazione sociale e, per l’effetto, soci della società.

In presenza di una situazione di comproprietà della partecipazione sociale, l’art. 2468, u.c., c.c. prevede che i diritti dei comproprietari debbano essere esercitati da un rappresentante comune, nominato secondo le modalità di cui agli artt. 1105 e 1106 c.c.

Ebbene, nonostante la lettera della norma induca a ritenere che per tutti i diritti connessi alla partecipazione sociale, compreso quello alla consultazione della documentazione, vi sia la legittimazione attiva esclusiva del rappresentante comune, deve essere condiviso l’orientamento accolto da parte della giurisprudenza di merito, secondo la quale “il diritto di controllo del socio non amministratore si risolve in un diritto potestativo a tutela sia di diritti individuali che societari ad una corretta amministrazione ed attiene ad un diritto che inerisce alla stesso status socii” (Trib. Milano, sez. specializzata impresa, ord. 26/09/2016). Ne consegue che l’esercizio del diritto di accesso, essendo manifestazione di un potere di controllo individuale e inerente alla qualifica di socio, non compete esclusivamente al rappresentante comune, ma può essere riconosciuto anche al singolo comproprietario. (Francesco Fontana) (Sonia Lancerin) (riproduzione riservata)
Tribunale Venezia, 20 Giugno 2018.


Società in house - Natura - Forma esteriore di diritto privato - Soggetti giuridici esterni ed autonomi alla pubblica amministrazione - Esclusione.

Società in house - Caratteristiche - Natura pubblica dei soci - Esercizio dell'attività in prevalenza a favore dei soci - Sottoposizione a controllo pubblico.

Società in house - Azione di responsabilità esercitata dalla procura della Repubblica diretta a far valere la responsabilità degli organi sociali - Giurisdizione della Corte dei conti - Sussistenza.
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Le società in house hanno della società solo la forma esteriore in quanto in realtà costituiscono delle articolazioni della pubblica amministrazione da cui promanano e non dei soggetti giuridici ad essa esterni e da essa autonomi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

E' possibile considerare ormai ben delineati nell'ordinamento i connotati qualificanti della società in house, costituita per finalità di gestione di pubblici servizi e definita dai tre requisiti già più volte ricordati: la natura esclusivamente pubblica dei soci, l'esercizio dell'attività in prevalenza a favore dei soci stessi e la sottoposizione ad un controllo corrispondente a quello esercitato dagli enti pubblici sui propri uffici, con la precisazione che, per poter parlare di società in house, è necessario che detti requisiti sussistano tutti contemporaneamente e che tutti trovino il loro fondamento in precise e non derogabili disposizioni dello statuto sociale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La Corte dei conti ha giurisdizione sull'azione di responsabilità esercitata dalla Procura della Repubblica presso detta corte quando l’azione sia diretta a far valere la responsabilità degli organi sociali per danni da essi cagionati al patrimonio di una società in house, per tale dovendosi intendere quella costituita da uno o più enti pubblici per l'esercizio di pubblici servizi, di cui esclusivamente tali enti possano esser soci, che statutariamente esplichi la propria attività prevalente in favore degli enti partecipanti e la cui gestione sia per statuto assoggettata a forme di controllo analoghe a quello esercitato dagli enti pubblici sui propri uffici. (massima ufficiale)
Cassazione Sez. Un. Civili, 25 Novembre 2013, n. 26283.


Sequestro conservativo avente ad oggetto partecipazioni detenute da società lussemburghesi – Giurisdizione italiana – Sussistenza – criteri di collegamento..
Sussiste, ai sensi dell’articolo 10 legge 218/95, la giurisdizione italiana in relazione al ricorso per sequestro conservativo di partecipazioni societarie detenute da società lussemburghesi in società italiane, trattandosi di provvedimento cautelare che deve essere eseguito in Italia. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 15 Novembre 2012.


Società a responsabilità limitata - Controversia in ordine alla proprietà delle quote - Tutela cautelare - Richiesta di restituzione della società - Inammissibilità - Sequestro giudiziario..
Qualora vi sia controversia in ordine alla proprietà di quote di società a responsabilità limitata, il mezzo idoneo alla tutela dell'avviamento e degli altri valori aziendali relativi all'attività esercitata dalla società è il sequestro giudiziario di cui all'articolo 670 c.p.c. e non il ricorso ex articolo 700 c.p.c. con il quale si chieda l'immediata restituzione della società o eventualmente l'affidamento della stessa a custode che provveda alla sua gestione temporanea, ciò anche in considerazione del fatto che la titolarità delle quote non già di per sé diritto alla gestione della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 21 Maggio 2012.


Costituzione in trust di partecipazioni in società di capitali - Rispetto delle norme societarie che regolano la legittimazione all'esercizio dei diritti sociali - Necessità - Inscindibilità del voto dalla quota sociale.

Segregazione di quota sociale in trust - Iscrizione nel registro delle imprese - Necessità.
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La costituzione in trust di partecipazioni in società di capitali deve avvenire nel rispetto delle norme societarie che regolano la legittimazione all'esercizio dei diritti sociali e non può, pertanto, violare la regola, desumibile dagli articoli 2468, commi 2 e 3, 2476, comma 7, 2479, 2479 bis del codice civile, della inscindibilità del voto dalla quota sociale, in base alla quale il diritto di voto spetta soltanto al socio, il quale può delegarne il mero esercizio alle condizioni previste dall'articolo 2479 bis, comma 2, c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Anche ammettendo che l'atto di segregazione della quota sociale in trust possa essere sussunto nel concetto di trasferimento della quota sociale (articolo 2469 c.c.), certo sarebbe che esso, per essere efficace, dovrebbe comunque essere iscritto nel registro delle imprese (articolo 2470 c.c.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Lucca, 24 Aprile 2012.


Società di capitali – Intestazione fiduciaria delle quote – Rilevanza del rapporto fiduciario nei confronti della società – Eslcusione – Revocazione di credito del fiduciario ammesso al passivo – Esclusione – Fattispecie..
Nell’ipotesi di intestazione fiduciaria di quote sociali, la società, che è soggetto terzo rispetto ai soci, è tenuta a considerare la sola situazione risultante dall’interposizione, ossia a considerare socio il fiduciario e ciò indipendentemente dalla sorte e dell’adempimento o meno del pactum fiduciae, tanto che il diritto di recesso può essere esercitato dal solo fiduciario e neppure la revoca del mandato da parte del fiduciante può avere effetti verso la società se non quando sia seguito della effettiva intestazione delle quote in capo al fiduciante. (Nel caso di specie, il Tribunale ha quindi rigettato la domanda di revocazione della ammissione al passivo del credito del fiduciario ritenendo irrilevante l’esito del giudizio volto ad ottenere il riconoscimento della qualità di socio in capo al fiduciante). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 25 Maggio 2011.


Società - Facta concludentia - Partecipazione in società di persone da parte di società di capitali - Ammissibilità. .
Risulta costituzionalmente ingiustificato consentire la partecipazione in società di persone per fatti concludenti da parte di società di persone ed escluderla nell’ipotesi di società di capitali che abbiano posto in essere i medesimi comportamenti concludenti soltanto per il fatto che questi ultimi non siano stati preventivamente autorizzati dall’assemblea. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 13 Novembre 2010.