LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO VII
Della società a responsabilità limitata
SEZIONE II
Dei conferimenti e delle quote

Art. 2467

Finanziamenti dei soci
TESTO A FRONTE

I. Il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della società è postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori e, se avvenuto nell'anno precedente la dichiarazione di fallimento della società, deve essere restituito.
II. Ai fini del precedente comma s'intendono finanziamenti dei soci a favore della società quelli, in qualsiasi forma effettuati, che sono stati concessi in un momento in cui, anche in considerazione del tipo di attività esercitata dalla società, risulta un eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto oppure in una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento.

GIURISPRUDENZA

Azioni che derivano dal fallimento – Azione ex art. 2467 c.c. per la restituzione del rimborso di un finanziamento sociale – Legittimazione del curatore fallimentare – Competenza del tribunale falimentare.
Nell'ambito della disciplina introdotta dall'art. 2467 cod. civ., comma 1, occorre distinguere tra la regola dettata dalla prima parte, che dispone la postergazione del rimborso dei finanziamenti effettuati dai soci, rispetto al soddisfacimento degli altri creditori, ed il rimedio previsto dalla seconda parte della medesima disposizione, che pone a carico dei soci l'obbligo di restituire i rimborsi ottenuti nell'anno precedente alla dichiarazione di fallimento della società.
L’obbligo di restituzione dei rimborsi dei finanziamenti di cui il socio ha beneficiato è destinato ad operare esclusivamente in caso di fallimento della società, e di conseguenza, la legittimazione all'esercizio dell'azione restitutoria è riconosciuta al curatore, in rappresentanza della massa dei creditori.
Non essendo la domanda proposta dal curatore ai sensi dell’art. 2467 c.c. annoverabile tra le azioni rinvenute nel patrimonio della società fallita, nel cui esercizio egli riveste la medesima posizione sostanziale e processuale, ma trattandosi di un'azione che trae origine dal fallimento, non può trovare applicazione la speciale competenza delle sezioni specializzate in materia d'impresa, prevista dal D.Lgs. n. 168 del 2003, art. 3, come modificato dal D.L. n. 1 del 2012, art. 2, comma 1, lett. d), restando la controversia devoluta alla competenza funzionale del tribunale che ha dichiarato il fallimento, ai sensi dell'art. 24 L. Fall. (Gianni Tognoni) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 24 Ottobre 2017, n. 25163.


Fallimento – Finanziamento soci ex art. 2467 c.c. – Rimborso – Restituzione – Competenza Tribunale Fallimentare – Regolamento di Competenza.
Nell’ambito della disciplina introdotta dell’art. 2467, co. 1, c.c. occorre distinguere tra la regola dettata dalla prima parte, che dispone la postergazione del rimborso dei finanziamenti effettuati dai soci, come qualificati dal secondo comma, rispetto al soddisfacimento degli altri creditori, ed il rimedio previsto dalla seconda parte della medesima disposizione, che pone a carico dei soci l’obbligo di restituire i rimborsi ottenuti nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento della società. Tale rimedio, pur costituendo applicazione della predetta regola, è destinato a operare esclusivamente in caso di fallimento della società, come reso evidente dal riferimento temporale adottato ai fini dell’individuazione dei rimborsi soggetti a restituzione, che, presupponendo l’intervenuta dichiarazione di fallimento, consente di riconoscere esclusivamente al curatore, in rappresentanza della massa dei creditori, la legittimazione all’esercizio dell’azione restitutoria.

L’azione di restituzione prevista dalla seconda parte dell’art. 2467, co. 1, c.c. trae origine dal fallimento. Pertanto, non può trovare applicazione la competenza speciale delle sezioni specializzate in materia di impresa, prevista dall’art. 3 del d.lgs. n. 168 del 2003, come modificato dall’art. 2, co. 1, lett. d), del d.l. n. 1 del 2012, restando la controversia devoluta alla competenza funzionale del tribunale che ha dichiarato il fallimento, ai sensi dell’art. 24 della legge fall. (Pietro Bianchi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 24 Ottobre 2017, n. 25163.


Fallimento – Dichiarazione – Legittimazione alla richiesta del socio titolare di crediti postergati – Sussistenza.
Il socio titolare di crediti postergati può agire per la dichiarazione di fallimento della società, in quanto, da un lato, agisce come terzo, e, dall’altro lato, vanta un credito che, sebbene postergato, gli conferisce comunque un diritto patrimoniale che lo legittima all’azione.

A tale conclusione è possibile pervenire sulla scorta delle norme che attribuiscono al socio determinati diritti nei confronti della società e della constatazione che l’art. 6 l.fall. non opera alcuna distinzione in ordine alle caratteristiche del credito, così che l’ordine di pagamento dei creditori nell’ambito di una procedura concorsuale individuale o collettiva non appare assumere sul punto alcuna valenza giuridica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Rovigo, 18 Agosto 2017.


Finanziamento del socio – Postergazione – Requisito soggettivo – Sussistenza tanto al momento dell'erogazione del finanziamento quanto al momento della restituzione – Prevalenza sul regolamento negoziale – Proroga ex lege della scadenza del finanziamento.
Il finanziamento del socio deve essere postergato quando, secondo un giudizio di prognosi postuma, nel momento in cui venne concesso era altamente probabile che la società, rimborsandolo, non sarebbe stata in grado di soddisfare regolarmente gli altri creditori.

L'operatività del regime della postergazione di cui all’art. 2467 c.c. richiede che il requisito oggettivo sopra indicato sussista tanto al momento dell'erogazione del finanziamento quanto al momento della restituzione di esso (potendo la società, superata la crisi finanziaria e tornata in equilibrio finanziario, procedere al rimborso dei finanziamenti eseguiti dai soci).

La postergazione legale, prevalendo sul regolamento negoziale, esige il rispetto della preferenza dei terzi, con la conseguenza che la soddisfazione degli altri creditori si pone come condizione sospensiva del diritto al rimborso, idonea, in particolare, a produrre l'effetto di prorogare ex lege la scadenza del finanziamento sino al momento di suo avveramento e ad impedire in tal modo l'esigibilità del credito del socio, la quale deve reputarsi sospesa sino alla soddisfazione degli altri creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 06 Febbraio 2017.


Aumento di capitale – Compensazione di credito per finanziamento soci – Postergazione – Conseguenze.
L'inesigibilità del credito derivante dalla postergazione legale impedisce l'operatività della compensazione con il debito del medesimo socio derivante dall'aumento di capitale, e va da sé che l'art. 2467 c.c. è ostativo all'operare tanto della compensazione legale, mancando il requisito dell'esigibilità di uno dei due crediti, quanto della compensazione volontaria, in quanto l'amministratore della società ha il dovere di opporre la postergazione del finanziamento del socio.

Il regime della postergazione opera anche al di fuori della fase di liquidazione o di una procedura concorsuale e, dunque, anche nella fase operativa della società (durante societate). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 06 Febbraio 2017.


Finanziamenti dei soci - Rimborso - Postergazione - Condizioni - Estensione della regola a finanziamenti erogati da soggetti in posizione di influenza o vicinanza.
Condizione sufficiente per l’estensione della regola della postergazione al finanziamento ai sensi dell’articolo 2467 c.c. è costituita dalla sussistenza di una posizione di influenza o di vicinanza dei soci di vertice alla gestione del soggetto che finanzia ed a quella del soggetto finanziato.

(Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che dovesse essere applicata la regola della postergazione al finanziamento erogato da una società terza che, benché non sia socia quella finanziata, appartiene al medesimo gruppo, con identità di interessi economici perseguiti e coordinamento dei processi decisionali relativi ad entrambe.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara, 22 Settembre 2016.


Finanziamenti dei soci – Rimborso – Postergazione – Dovere dell’amministratore di eccepire la condizione di inesigibilità del credito derivante dalla postergazione.
In presenza dei presupposti di postergazione di cui al comma 2 dell'art. 2467 c.c., gli amministratori sono tenuti ad eccepire al socio richiedente il rimborso del finanziamento la condizione di inesigibilità del credito derivante dalla postergazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 01 Giugno 2016.


Finanziamenti dei soci – Rimborso – Postergazione – Dovere dell’amministratore di eccepire la condizione di inesigibilità del credito derivante dalla postergazione – Responsabilità dell’amministratore.
L'amministratore di una società di capitale risponde della restituzione di un finanziamento e, dunque, del pagamento relativo ad un debito della società nel caso in cui egli abbia proceduto al rimborso di un credito da egli stesso vantato nei confronti della società (e sempre che non si tratti di un credito relativo al compenso "congruo" dell'amministratore medesimo), oltre che nel caso in cui egli abbia proceduto alla restituzione di un finanziamento del socio, anche nei casi in cui sarebbe stato suo onere eccepire la postergazione ai sensi dell'art. 2467. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 01 Giugno 2016.


Concordato preventivo - Creditori aventi diritto di voto - Creditori postergati - Condizioni - Limiti.
Ai creditori postergati non può essere riconosciuto il diritto di voto nel concordato preventivo se non nelle limitate ipotesi in cui sia loro riservata una qualche soddisfazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 12 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Credito vantato dalla società controllante - Postergazione.
Il fatto che il principale credito chirografario sia vantato dalla società che controlla quella ammessa alla procedura di concordato impone di considerare il credito della prima come credito da finanziamento suscettibile di postergazione a norma dell'articolo 2467 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 03 Novembre 2015.


Concordato preventivo - Formazione delle classi - Crediti postergati - Distinzione dei creditori chirografari - Necessità.
Comporta la violazione delle regole di formazione delle classi dei creditori la proposta di concordato che collochi nell'unica classe di creditori chirografari anche il credito da finanziamento soci postergato ai sensi dell'articolo 2467 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 03 Novembre 2015.


Finanziamento dei soci ex art 2467 c.c. - Concordato preventivo - Forniture di merci da parte del socio - Scioglimento società - Postergazione - Sussistenza.
La natura postergata di un credito deve affermarsi ex art. 2467 c.c. (anche) ogniqualvolta il credito sia sorto in favore del socio a fronte di prestazioni di beni o servizi in un periodo in cui la società versava in situazione di squilibrio finanziario, tanto che sarebbe stato ragionevole un conferimento, ovvero in una situazione di eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto.

Le forniture eseguite dal socio in prossimità dell'accertamento della perdita del capitale sociale della società beneficiaria assurgono a finanziamenti indiretti effettuati dai soci e, quindi, i relativi crediti sono da considerarsi postergati ex art. 2467 c.c.. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 28 Ottobre 2015.


Postergazione - Crediti derivanti da forniture effettuate dal socio in periodo di squilibrio - Natura postergata - Sussistenza - Fattispecie.
Ha natura postergata ex articolo 2467 c.c. il credito derivante da prestazioni di beni o di servizi effettuate dal socio in un periodo in cui la società versava in situazione di squilibrio finanziario, tanto che sarebbe stato ragionevole un conferimento, ovvero in una situazione di eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto.
(Nel caso di specie, i) le forniture che hanno dato origine al credito - che il tribunale ha ritenuto costituisse un finanziamento indiretto effettuato dai soci - erano state effettuate in un periodo in cui i soci avevano deliberato la messa in liquidazione della società, dando atto della perdita del capitale al di sotto del minimo di legge nonché di precedenti confronti informali sulla questione, ed avevano, inoltre, affittato d'azienda ad un terzo; oltre al fatto che le forniture erano quantitativamente di gran lunga superiori rispetto a quelle dell'anno precedente; ii) il piano prevedeva l'ipotesi alternativa dell'apporto di finanza esterna per l'ipotesi in cui al credito in questione fosse stata riconosciuta la natura postergata). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 23 Ottobre 2015.


Società - Responsabilità limitata - Illegittimi prelievi dalle casse sociali - Chiamata in causa del professionista - Fattispecie - Infondatezza.
I prelievi dalle casse sociali illegittimamente effettuati dagli amministratori vengono normalmente a conoscenza del professionista che assiste la società solo dopo che gli stessi sono stati effettuati, per cui appare improbabile che lo stesso professionista possa essere ritenuto responsabile per non averli impediti, in quanto detti comportamenti costituiscono veri e propri atti di gestione posti in essere dagli amministratori o dai soci della società dei quali gli autori sono direttamente responsabili nei confronti della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 03 Agosto 2015.


Postergazione - Disciplina di cui all'articolo 2467 c.c. dettata per le società a responsabilità limitata - Applicazione alle società per azioni - Ammissibilità - Presupposti.
La disciplina di cui all'art. 2467 c.c., oltre a soddisfare esigenze di tutela dei creditori che possono in concreto ricorrere non solo nell'ambito di società a responsabilità limitata ma anche nell'ambito di società per azioni c.d. chiuse (come posto in luce da Cass. n. 14056/2015), non è di per sé una disciplina singolare o isolata nel complessivo disegno del diritto societario, ma appare invece del tutto coerente con le linee fondanti di tale disegno, prevedenti, per lo svolgimento di attività di impresa in forma societaria, l'immissione da parte dei soci di capitale di rischio e il rinnovo di tale immissione nel caso di perdita del capitale originario, sicché, in tale contesto di norme (relativo in particolare alla disciplina dei conferimenti e agli obblighi di ricapitalizzazione), la valenza anti-elusiva della postergazione dei finanziamenti dei soci ex art. 2467 c.c. appare espressione di un principio generale, volto ad evitare uno spostamento del rischio di impresa sui creditori; si tratta, quindi, di un principio generale esplicitato dal legislatore solo per le società a responsabilità limitata, quali società tendenzialmente e ontologicamente più esposte al rischio di sottocapitalizzazione in danno dei creditori, ma non per questo inapplicabile anche a società costituite in forma di società per azioni, laddove le stesse presentino, in concreto, situazioni organizzative che riecheggino quelle tipiche delle prime e, in particolare siano connotate da una base azionaria familiare o comunque ristretta; dalla coincidenza tra le figure dei soci e quelle degli amministratori; dalla connessa possibilità per il socio di apprezzare compiutamente (analogamente al socio di S.r.l. tipicamente dotato di poteri di controllo ex art. 2476, comma 2, c.c.) la situazione di adeguata capitalizzazione della società. Questa conclusione è del resto avvalorata dalla disciplina di cui all'art. 2497-quinquies c.c. in tema di postergazione dei finanziamenti infra-gruppo, la quale prescinde dal dato formale della forma societaria per collegare la postergazione ad altra situazione ove il socio finanziatore, quale esercente attività di direzione e coordinamento rispetto alla società finanziata, è "tipicamente" in grado di valutare compiutamente la situazione di capitalizzazione della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 28 Luglio 2015.


Finanziamenti dei soci - Postergazione - Eccessivo squilibrio dell'indebitamento - Situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento - Indagine - Criteri - Patrimonio netto rettificato.
E nel patrimonio netto rettificato e rivalutato, più che nei meri dati di bilancio, che va ricercato il senso delle nozioni di eccessivo squilibrio usata dal legislatore, posto che è in tali poste rettificate che risiede la garanzia per i creditori terzi di vedere soddisfatte le proprie ragioni in sede di liquidazione, tenuto conto che trattasi di una stima della reale consistenza patrimoniale nota a qualsiasi intermediario finanziario impegnato in una valutazione della solidità patrimoniale della società in sede di istruttoria del fido; con la precisazione che la stima non può limitarsi ad una disamina statica, ma deve porsi anche in un'ottica liquidatoria futura (essendo la norma rivolta alla tutela dei creditori terzi rispetto ai creditori soci), dovendosi quindi valutare anche, su un ragionevole orizzonte temporale, se l'impresa possa prospetticamente operare in condizioni di equilibrio economico finanziario, venendo meno le quali anche l'attuale equilibrio potrebbe apparire del tutto effimero ed apparente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 13 Luglio 2015.


Finanziamenti dei soci - Postergazione - Predisposizione del piano concordatario - Differenziazione rispetto ai creditori chirografari - Creazione di apposita classe - Necessità.
Il creditore postergato non può essere inserito nel piano di concordato di cui facciano parte anche altri creditori chirografari in posizione indifferenziata rispetto ad essi, ossia senza che il postergato venga inserito in apposita classe che ne preveda e rispetti il trattamento disomogeneo rispetto agli altri creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 13 Luglio 2015.


Concordato preventivo - Creditori postergati - Trattamento - Divieto di alterazione delle cause legittime di prelazione.
È illegittima una proposta di concordato che destini parte delle risorse dell'attivo concordatario al pagamento dei creditori postergati in danno dei chirografari, senza che un'eventuale approvazione maggioritaria della stessa, con o senza classi, possa valere a sanare il vulnus all'articolo 2467 c.c., traducendosi una tale proposta in una violazione del disposto dell'articolo 160, comma 2, legge fall, a mente del quale in nessun caso il trattamento stabilito per ciascuna classe può avere l'effetto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione, disposizione nella quale ben può farsi rientrare l'articolo 2467 c.c., inteso come una forma di privilegio in negativo o anti-privilegio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 13 Luglio 2015.


Finanziamenti dei soci - Postergazione - Garanzia ipotecaria del credito postergato - Effetti - Irrilevanza rispetto ai creditori chirografari.
Sulla natura postergata del credito ed il conseguente trattamento previsto dall'articolo 2467 c.c. non incide la circostanza che il credito postergato sia assistito da garanzia ipotecaria, potendo detta garanzia farsi valere esclusivamente nell'ambito della graduazione tra più creditori postergati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 13 Luglio 2015.


Finanziamenti dei soci - Postergazione - Ratio dell'istituto - Applicazione alle società per azioni - Verifica in concreto dell'assetto dei rapporti sociali.
La ratio ispiratrice dell'articolo 2467 c.c. (relativo alla postergazione dei finanziamenti dei soci) è quella di regolare i fenomeni di sottocapitalizzazione nominale in società "chiuse", fenomeni determinati dalla convenienza dei soci a ridurre l'esposizione al rischio d'impresa, ponendo i capitali a disposizione della società nella forma del finanziamento anziché in quella del conferimento, come accade anche nelle imprese di modeste dimensioni, con compagini sociali familiari o comunque ristrette, le quali possono essere comunque esercitate nella forma della società per azioni. Il "tipo" di società non può, pertanto, essere di per sé ostativo all'applicazione dell'articolo 2467 c.c., dovendo l'interprete verificare in concreto se una determinata società esprima un assetto dei rapporti sociali idoneo a giustificarne l'applicazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Luglio 2015, n. 14056.


Società - Di capitali - Società a responsabilità limitata - Capitale sociale - Conferimenti - In genere - Finanziamenti dei soci - Crediti di rimborso - Artt. 2467 e 2497 quinques cod.civ. - Presupposti - Collocazione del credito di restituzione al passivo fallimentare -  Postergazione

Società - Di capitali - Società a responsabilità limitata - Capitale sociale - Conferimenti - In genere - Finanziamenti dei soci - Crediti di rimborso - Artt. 2467 e 2497 quinques cod.civ. - Crediti derivanti da forniture - Qualificazione come finanziamenti - Collocazione del credito di restituzione al passivo fallimentare - Postergazione
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Le espressioni contenute nell’articolo 2467, secondo comma, del codice civile (“eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto” e “situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento”), pur potendo consistere in situazioni diverse e più variegate, identificano, in primo luogo, una situazione di insolvenza o di crisi della società finanziata, nel senso previsto dall’articolo 160, ultimo comma, del regio decreto 16 marzo 1942 n. 267.
Tale interpretazione è coerente col tenore dell’articolo 182-quater dello stesso regio decreto, dal quale si desume - “a contrario” - che ai finanziamenti effettuati dai soci al di fuori di un piano concordatario, quando la società è in condizioni economiche o finanziarie identificabili con l’insolvenza o la crisi, si applica il disposto dell’articolo 2467 codice civile.
Vanno pertanto collocati al passivo in via chirografaria e con postergazione i crediti derivanti da finanziamenti dei soci effettuati quando la società finanziata e poi fallita era in stato di insolvenza. (Luciano Varotti) (riproduzione riservata)

I finanziamenti ai sensi dell’articolo 2467 del codice civile non sono solo quelli derivanti da meri trasferimenti di danaro infragruppo, ma anche da rapporti diversi, quali ad es. quelli di fornitura di merci e di servizi, qualora si accerti in concreto che le forniture di beni, di servizi, o l’erogazione di altre utilità, abbiano assolto – sotto il profilo finanziario – alla stessa funzione della dazione di danaro.
Vanno pertanto collocati al passivo in via chirografaria e con postergazione i crediti derivanti da forniture di merci e servizi effettuate dai soci quando la società finanziata e poi fallita era in stato di insolvenza. (Luciano Varotti) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 10 Giugno 2015.


Finanziamento soci - Legittimazione ad agire del creditore - Azione revocatoria - Restituzione o postergazione ex articolo 2467 c.c. - Irrilevanza.
La possibilità che il finanziamento effettuato dal socio possa o meno rientrare nella previsione normativa dell'articolo 2467 c.c., e che sia quindi soggetto all'obbligo di restituzione o alla postergazione, non incide sulla legittimazione attiva del creditore che agisce in revocatoria, poiché la degradazione di tale credito non può pregiudicare le azioni a poste a tutela dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 25 Febbraio 2015.


Finanziamento soci - Azione revocatoria - Postergazione ex articolo 2467 c.c. - Irrilevanza.
La questione della postergazione di un credito da finanziamento soci non è questione che riguarda il giudice dell'azione revocatoria, chiamato non già ad emettere una statuizione di condanna al pagamento, ma un accertamento di natura costitutiva circa l'inefficacia relativa dell'atto dispositivo che rechi pregiudizio alle ragioni del creditore. L'esperimento dell'azione revocatoria costituisce, infatti, un mezzo di tutela giudiziale rimesso alla scelta di ciascun creditore, con la conseguenza che, laddove il creditore di grado anteriore non ritenga di avvalersene, non per questo potrà essere pregiudicato il diritto dei creditori di grado posteriore di tutelare il proprio diritto, così come riconosciuto dall'art. 24 della Costituzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 25 Febbraio 2015.


Finanziamento soci - Produzione di interessi - Prevalenza della causa del prestito - Applicazione dell'articolo 2467 c.c. - Esclusione.
La circostanza che dal bilancio risulti che il credito per il finanziamento effettuato dai soci maturi interessi effettivamente riconosciuti ed appostati, può portare a ritenere prevalente la causa del prestito e ad escludere che la fattispecie rientri nella previsione di cui all'articolo 2467 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 25 Febbraio 2015.


Rimborso di mutuo concesso da società a socio - Competenza del tribunale delle imprese - Esclusione - Eccezione del convenuto - Irrilevanza.
Non è di competenza del tribunale delle imprese la controversia avente ad oggetto la richiesta di pagamento di una somma concessa a mutuo dalla società al socio e ciò anche nell'ipotesi in cui il convenuto abbia eccepito l'applicazione di un rapporto societario di cui all'articolo 2467 c.c. (finanziamento dei soci alla società), posto che sulla determinazione della competenza non influiscono le eccezioni del convenuto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 16 Febbraio 2015.


Società - Rimborso dei finanziamenti dei soci - Postergazione - Applicazione al finanziamento effettuato dalla società al socio - Esclusione.
L'articolo 2467 c.c., relativo alla postergazione del rimborso dei finanziamenti effettuati dai soci a favore della società, non è applicabile all'ipotesi inversa relativa al rimborso del finanziamento effettuato dalla società a favore del socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 16 Febbraio 2015.


Società - Rimborso dei finanziamenti - Attività di direzione e coordinamento - Applicazione ai finanziamenti effettuati dalla capogruppo o da altre società sottoposte a favore di società del gruppo - Applicazione a soggetti terzi con partecipazione indiretta - Esclusione.
L'articolo 2497-quinquies c.c., in tema di postergazione ex articolo 2467 c.c. del rimborso dei finanziamenti effettuati a favore della società da chi esercita attività di direzione e coordinamento, si riferisce all'ipotesi dei finanziamenti effettuati dalla capogruppo o dalle società ad essa sottoposte (le cosiddette società "sorelle"), a favore di società del gruppo e non è applicabile al rimborso dei finanziamenti effettuati a favore di soggetti che siano soci indiretti e non sia individuabile un rapporto diretto di direzione e coordinamento tra le parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 16 Febbraio 2015.


Società - Direzione e coordinamento - Requisiti.
L’attività di direzione e coordinamento ai sensi degli articoli 2497 e 2497-quinquies c.c., è rinvenibile solo in presenza di un accentramento nella capogruppo delle funzioni gestorie fondamentali, inerenti alla società controllata, in grado di imporre l’unità dell’indirizzo amministrativo-gestionale attraverso l’esercizio di un’influenza dominante. Si tratta, in sostanza, dell'esercizio di una pluralità sistematica e costante di atti di indirizzo idonei ad incidere sulle decisioni gestorie dell’impresa, sulle scelte strategiche ed operative di carattere finanziario, industriale, commerciale che attengono  alla conduzione degli affari  sociali. Si ha, inoltre, controllo (e si presume, di conseguenza, l’attività di direzione e coordinamento) ai sensi degli artt. 2497 sexies e 2359 c.c., quando una società è in condizioni di esercitare un’influenza dominante su un’altra società, per effetto del possesso della quota maggioritaria di partecipazione nella stessa o per la sussistenza delle altre condizioni di cui all’art. 2359 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 16 Febbraio 2015.


Postergazione - Presupposti di cui all'articolo 2467 c.c. - Eccessivo squilibrio dell'indebitamento - Situazione finanziaria e conferimento - Interpretazione estensiva - Nozione unitaria di crisi - Rischio di insolvenza - Concorso potenziale tra tutti i creditori della società - Erogazione del finanziamento in una situazione di crisi.
La disciplina dei presupposti di cui all'articolo 2467 cc in tema di postergazione – l'eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio e la situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento – deve essere interpretato in modo estensivo, in quanto il legislatore ha voluto individuare una nozione unitaria di crisi, che finisce per coincidere con il rischio di insolvenza, idoneo a fondare una sorta di “concorso potenziale” tra tutti i creditori della società. Da tale rilievo discende che la condizione di inesigibilità del credito ai sensi dell'articolo 2467 c.c. va eccepita al socio fondatore solo laddove il finanziamento sia stato erogato, e il rimborso richiesto, in presenza di una situazione di specifica crisi della società, la quale impone che il finanziatore (socio) resti assoggettato alla inesigibilità prescritta dalla norma, destinata ad evitare che il rischio di impresa sia trasferito in capo agli altri creditori e che l'attività sociale prosegua in danno di questi ultimi. Detta interpretazione assicura carattere oggettivo ai presupposti indicati dalla norma in commento, posto che l'eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio risulterebbe altrimenti di opinabile lettura e che in tal modo viene adeguatamente chiarito il riferimento a situazioni nelle quali sarebbe stato ragionevole un conferimento, locuzione, questa, che evoca un comportamento ragionevole (e dunque socialmente tipico) del socio finanziatore, il quale, appunto in presenza di una crisi dell'impresa, non sarebbe normalmente disposto a finanziarla. Questa lettura interpretativa appare del resto conforme ai principi dettati dalla giurisprudenza di legittimità, secondo la quale con l'articolo 2467 c.c. "è stato introdotto, per le imprese che non siano entrate o stiano per entrare in una situazione di crisi, un principio di corretto finanziamento la cui violazione comporta una riqualificazione imperativa del prestito in prestito postergato rispetto alla soddisfazione dei creditori (Cass. 16393/2007). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04 Febbraio 2015.


Finanziamento dei soci - Società cooperativa - Postergazione - Verifica in concreto della reale esigenza di tutela dei creditori rispetto ai soci finanziatori - Necessità .
Se da un lato può essere condiviso l'orientamento della giurisprudenza di merito secondo il quale la regola della postergazione di cui all'articolo 2467 c.c. costituisce espressione di un principio generale applicabile non soltanto alle società a responsabilità limitata ma anche alle società per azioni o ad altri tipi di società, occorre, tuttavia, verificare in concreto se il particolare tipo sociale costituito dalla società cooperativa ponga la medesima esigenza di tutela dei creditori rispetto ai soci finanziatori. In realtà, la struttura della società cooperativa è tale da far ritenere che il ruolo del capitale all'interno di essa sia parzialmente diverso rispetto alle società lucrative, finalizzato com'è ad una gestione mutualistica, e che non sia completamente assimilabile il prestito sociale cooperativo al finanziamento di cui all'articolo 2467 c.c. Infatti, a differenza dei soci finanziatori delle società lucrative, la disciplina normativa del prestito sociale cooperativo è orientata alla tutela del socio prestatore, così come si può ricavare dai limiti di prestito, legati al rapporto con il patrimonio sociale o dalla previsione di schemi di garanzia che assicurino il rimborso dei soci almeno di una determinata percentuale; inoltre, il prestito sociale cooperativo può riguardare una grande quantità di soggetti i quali non hanno poteri tali da incidere sulla gestione sociale; va considerato, infine, che le finalità perseguite dal socio cooperativo con il prestito rispondono a proprie esigenze di risparmio o di investimento, a differenza del socio finanziatore di società a responsabilità limitata che interviene mettendo a disposizione della società nuovi mezzi finanziari in forza dell'interesse che ha nella società stessa. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ammesso al passivo il credito del socio di società cooperativa in via chirografaria, senza postergazione alcuna). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 19 Gennaio 2015.


Finanziamento dei soci - Crediti postergati - Applicazione dell’articolo 2467 c.c. ai rapporti in corso alla data del 1 gennaio 2004.
L’articolo 2467 c.c. è applicabile in via analogica anche ai finanziamenti effettuati dai soci, effettuati alle condizioni previste dalla norma, in epoca precedente la riforma del diritto societario e quindi a tutti i finanziamenti che alla data del 1 gennaio 2004 erano ancora in corso e da rimborsare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 20 Maggio 2014.


Finanziamento dei soci - Postergazione - Credito con natura eventuale - Diritto agli accantonamenti a riserva - Esclusione.
La postergazione ex artt. 2467 e 2497 quinquies c.c. è finalizzata alla tutela dei creditori terzi e ciò vale a maggior ragione quando i finanziamenti siano erogati dai soci di società sottocapitalizzate e con compagini ristrette. L’apporto di capitale di rischio, ancorché sub specie mutui, non attribuisce, infatti, ai soci finanziatori di una società in crisi il diritto di concorrere in pari grado con gli altri creditori sociali, poiché, diversamente opinando, il rischio d’impresa verrebbe trasferito di fatto su costoro, il che dimostra, ulteriormente, come il credito del socio finanziatore sia, all’interno di una procedura fallimentare, non già e non tanto un credito semplicemente condizionato, quanto un credito del tutto eventuale, al più ammissibile al passivo con postergazione e senza alcun diritto agli accantonamenti a riserva, come invece disposto per i creditori effettivamente condizionali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 20 Maggio 2014.


Postergazione ai sensi dell'articolo 2467 c.c. - Indice di liquidità di poco inferiore a 1 - Requisito della eccessiva sproporzione tra indebitamento e patrimonio netto - Insussistenza.

Concordato preventivo - Revoca - Pagamento preferenziale di un creditore mediante compensazione con il prezzo ricavato dalla vendita di un immobile - Fattispecie - Atti fraudolenti in danno dei creditori - Esclusione.
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Non ricorre il requisito della eccessiva sproporzione nel rapporto tra indebitamento e patrimonio netto di cui all'articolo 2467 c.c. qualora l'indice di liquidità dell'impresa (e cioè il raffronto della posizione di liquidità a breve termine dell'azienda con l'ammontare delle passività correnti) sia di poco inferiore, uguale o superiore a 1. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Non costituisce elemento idoneo a provocare la revoca del concordato ai sensi dell'articolo 173 L.F. il pagamento preferenziale di un creditore attuato mediante compensazione con il prezzo ricavato dalla vendita di un immobile qualora l'operazione sia stata resa palese ai creditori e nella proposta sia stato evidenziato che la vendita avrebbe consentito solamente l'incasso della differenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 18 Aprile 2014.


Finanziamenti dei soci - Postergazione ai sensi dell'articolo 2467 c.c. - Credito assistito da prelazione ipotecaria..
Il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della società è postergato, in presenza dei requisiti di cui all'articolo 2467 c.c., anche qualora lo stesso sia assistito da prelazione ipotecaria, la quale potrà avere rilievo solo nell'ambito del concorso tra più creditori postergati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 22 Novembre 2013.


Concordato preventivo - Formazione delle classi - Costituzione di autonoma classe composta dai crediti dei soci per finanziamenti postergati ex art. 2467 c.c...
Nel concordato preventivo, nella formazione delle classi, è corretta la costituzione di autonoma classe composta dai crediti dei soci per il rimborso dei finanziamenti effettuati a favore della società, postergati, ai sensi dell'art. 2467 c.c., rispetto al soddisfacimento degli altri creditori, essendo diversa la loro posizione giuridica, differente sia dai privilegiati che dai chirografari, posto che la citata norma ne prevede il rimborso solo dopo il soddisfacimento degli altri creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 11 Aprile 2013.


Concordato preventivo - Formazione delle classi - Classe composta dai crediti dei soci per rimborso di finanziamenti postergati ai sensi dell'articolo 2467 c.c. - Diritto al voto - Sussistenza..
Nel concordato preventivo con classi, i creditori che appartengono alla classe composta dai crediti di rimborso dei soci per finanziamenti a favore della società postergati ai sensi dell'art. 2467 c.c. devono essere ammessi al voto, atteso che i crediti di cui sono titolari sono anteriori alla pubblicazione nel registro delle imprese del ricorso per concordato, ed esigibili, non trovando applicazione nella specie l'esclusione di voto prevista dall'art. 177, comma 4, L.F., che è norma eccezionale, soggetta ad interpretazione restrittiva, non suscettibile di interpretazione analogica. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 11 Aprile 2013.


Concordato preventivo – Proposta concordataria – Suddivisione dei creditori in classi – Soci finanziatori – Postergazione ex lege – Diritto di voto – Esclusione..
In base al principio generale dettato dall'art. 177 l.f., secondo il quale il diritto di voto non compete a coloro le cui sorti non sono incise dai concreti assetti concordatari, per cui non sono legittimati ad esprimersi sull'approvazione di una proposta che vede esclusivamente come destinatari terzi soggetti, è coerente con suddetto principio escludere dal voto i soci postergati (non destinatari, nel caso di specie, di alcun pagamento, neppure derivato dalla finanza esterna) la cui posizione non è influenzata dall'esito, qualunque esso sia, del concordato. D'altra parte, l'esclusione dal voto è coerente anche con la previsione della postergazione ex art. 2467 c.c. che risponde all'esigenza di “sanzionare”, in un certo qual modo, i soci di quelle società a ristretta base sociale quali storicamente sono le s.r.l. - normalmente dotati degli strumenti per cogliere prima di tutti gli altri creditori i sintomi del rischio di insolvenza - per avere concesso credito alla società allorché essa versava in condizioni economico-finanziarie tali da richiedere invece un apporto di capitale. Per cui non sarebbe ragionevole, in sede di concordato preventivo, attribuire a chi ha, in un certo senso, “violato le regole del gioco” - scegliendo la più comoda strada del finanziamento anziché del conferimento, ed evitando così di farsi carico della funzione partecipativa del rischio di impresa - un trattamento “premiale” , nel senso di concedere a tali soci la possibilità di pronunciarsi e di incidere, magari in maniera determinante, sulla posizione dei creditori terzi. (Raffaella Falini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 16 Luglio 2012.


Dichiarazione di fallimento - Crediti dei soci finanziatori - Crediti postergati ex articolo 2467 c.c. - Richiesta di fallimento - Legittimazione..
I soci in cui il credito sia postergato ai sensi dell'articolo 2467 c.c. rientrano tra i creditori che, ai sensi dell'articolo 6, legge fallimentare, sono legittimati a richiedere il fallimento della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 06 Giugno 2012.


Società – Società di capitali – Erogazione del socio alla società – Natura giuridica – Distinzione tra versamenti in conto capitale e finanziamento dei soci – Diritto alla restituzione – Condizioni – Interpretazione della volontà negoziale – Criteri – Fattispecie..
L'erogazione di somme, che a vario titolo i soci effettuano alle società da loro partecipate, può avvenire a titolo di mutuo, con il conseguente obbligo per la società di restituire la somma ricevuta ad una determinata scadenza, oppure di versamento destinato ad essere iscritto non tra i debiti, ma a confluire in apposita riserva "in conto capitale", o altre simili denominazioni, il quale dunque non dà luogo ad un credito esigibile, se non per effetto dello scioglimento della società e nei limiti dell'eventuale attivo del bilancio di liquidazione. La qualificazione, nell'uno o nell'altro senso, dipende dall'esame della volontà negoziale delle parti, dovendo trarsi la relativa prova, di cui è onerato il socio attore in restituzione, non tanto dalla denominazione dell'erogazione contenuta nelle scritture contabili della società, quanto dal modo in cui il rapporto è stato attuato in concreto, dalle finalità pratiche cui esso appare essere diretto e dagli interessi che vi sono sottesi. (Nella specie, la C.S. ha cassato la sentenza impugnata, la quale, dopo avere riferito la circostanza secondo cui l'accordo di finanziamento, intervenuto fra i soci, prevedeva il rimborso solo dopo il ripianamento dei debiti e la messa in liquidazione della società, aveva poi qualificato i versamenti come erogazione di capitale di credito, anziché di rischio). (Nicola Tacente) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Febbraio 2012.


Concordato preventivo – Crediti per finanziamento soci – Postergazione – Finalità – Tutela dei creditori terzi – Finanziamenti erogati in forma indiretta da parti correlate ai soci – Riconducibilità ai soci e applicazione degli artt. 2467 e 2497 quinquies c.c. – Mancata previsione di una classe ad hoc – Inammissibilità del concordato..
La postergazione ex artt. 2467 e 2497 quinquies c.c. è finalizzata alla tutela dei creditori terzi; ciò vale a maggior ragione quando i finanziamenti siano erogati dai soci di società sottocapitalizzate e con compagini ristrette. L’apporto di capitale di rischio, ancorchè sub specie mutui, non attribuisce, infatti, ai soci finanziatori di una società in crisi il diritto di concorrere in pari grado con gli altri creditori sociali; diversamente opinando, il rischio d’impresa verrebbe trasferito di fatto su costoro. (Stefano De' Micheli) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 16 Maggio 2011.


Concordato preventivo – Crediti per finanziamento soci – Postergazione – Finalità – Tutela dei creditori terzi – Finanziamenti erogati in forma indiretta da parti correlate ai soci – Riconducibilità ai soci e applicazione degli artt. 2467 e 2497 quinquies c.c. – Mancata previsione di una classe ad hoc – Inammissibilità del concordato..
Ricorrono i presupposti oggettivi e soggettivi della disciplina della postergazione ex artt. 2467 e 2497 quinquies c.c. anche nel caso di finanziamenti erogati in forma soggettivamente indiretta, poiché la ratio legis prescinde dalla necessaria identità formale del socio e del finanziatore; ciò si verifica sia nei casi di interposizione fittizia o reale, sia quando si tratti di finanziamenti erogati da parti correlate o comunque riconducibili ai soci. Secondo l’art. 2427 n. 22 bis c.c. e l’art. 98 Tuir, la correlazione sussiste quando vi sia identità degli interessi economici perseguiti e coordinamento dei relativi processi decisionali, cosicchè le operazioni di riferimento sono imputabili ai soci ancorchè eseguite da soggetti diversi. (Nella fattispecie è stato ritenuto operante il principio di correlazione ai soci, trattandosi di finanziamento effettuato da una srl partecipata in via esclusiva da altra srl controllata e amministrata dai soci della prima. (Stefano De' Micheli) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 16 Maggio 2011.


Concordato preventivo – Crediti per finanziamento soci – Postergazione – Finalità – Tutela dei creditori terzi – Finanziamenti erogati in forma indiretta da parti correlate ai soci – Riconducibilità ai soci e applicazione degli artt. 2467 e 2497 quinquies c.c. – Mancata previsione di una classe ad hoc – Inammissibilità del concordato..
In presenza di crediti rivenienti da finanziamento soci e postergati ex artt. 2467 e 2497 quinquies c.c., è inammissibile la proposta di concordato preventivo che non preveda la formazione di una classe ad hoc per i titolari dei crediti anzidetti. (Stefano De' Micheli) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 16 Maggio 2011.


Liquidazione coatta amministrativa - Responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali - Insufficienza patrimonio sociale - Prescrizione - Decorrenza..
L'eventuale insufficienza del patrimonio sociale al soddisfacimento delle ragioni dei creditori (che è cosa diversa dall'insolvenza, essendo rappresentato dall'eccedenza delle passività sulle attività del patrimonio netto dell'impresa o insufficienza dell'attivo sociale a soddisfare i debiti della società) può emergere anche in un momento successivo alla dichiarazione di fallimento (o di sottoposizione alla procedura coattiva), finanche nella fase liquidativa e comunque nel corso della procedura può risultare anche una ulteriore diminuzione dell'attivo che comporti un aggravamento delle sbilanciamento in senso sfavorevole alle aspettative dei creditori e pertanto un aggravamento del dissesto, con la conseguenza che il termine di prescrizione dell'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della società inizia a decorrere da tale momento. (Andrea Galimberti) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 16 Aprile 2011.


Liquidazione coatta amministrativa - Responsabilità degli amministratori verso creditori sociali - Insufficienza patrimonio sociale - Esteriorizzazione..
L'esteriorizzazione dell'insufficienza del patrimonio - che non coincide con I'insolvenza - può avvenire, come fatto oggettivo conoscibile dai creditori, sia prima della dichiarazione di insolvenza, sia nel contesto della dichiarazione di fallimento, ove la decisione rilevi lo sbilanciamento patrimoniale negativo, sia infine nel corso della procedura, qualora lo sbilanciamento, o il suo aggravamento, emerga in sede di valutazione dell'attivo o durante le operazioni di liquidazione. (Andrea Galimberti) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 16 Aprile 2011.


Finanziamenti dei soci - Postergazione - Squilibrio tra indebitamento e patrimonio netto - Leverage - Analisi della struttura del debito - Necessità - Componente di debito a medio-lungo termine e utilizzo di finanziamenti per il pagamento dei debiti di imminente scadenza - Sottocapitalizzazione..
Al fine di valutare l'eventuale eccessivo squilibrio tra indebitamento e capitale netto (art. 2467 cod. civ.), il leverage, pari al rapporto tra il totale delle fonti di finanziamento e i mezzi propri, costituisce sicuramente un indicatore significativo, il quale deve però essere confortato e valutato unitamente ad ulteriori elementi, tra i quali riveste particolare importanza la struttura del debito. In quest'ottica, se è vero che una componente di debito a medio-lungo termine incide sullo squilibrio tra indebitamento e patrimonio netto in misura inferiore di una componente di debito a breve termine, è anche vero che la necessità di utilizzare i finanziamenti erogati da terzi per il pagamento dei debiti di imminente scadenza costituisce un indice di sottocapitalizzazione della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 14 Aprile 2011.


Società – Società di capitali – Soci finanziatori – Postergazione ex art. 2467 c.c. – Ratio legis..
La regola della postergazione prevista dall’art. 2467 c.c. è stata introdotta al fine di porre rimedio a situazioni che possono in concreto presentarsi in tutte le società di capitali, ovvero che il prestito del socio a favore della  società in precario equilibrio finanziario abbia una finalità  sostitutiva del capitale di rischio ed è stata introdotta a tutela dei terzi creditori. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 10 Febbraio 2011.


Società – Regola della postergazione ex art. 2467 c.c. – Applicabilità generalizzata a tutte le società di capitali – Conferme normative..
La circostanza per la quale la regola della postergazione sia stata inserita nelle norme sulla s.r.l., tipo societario nel quale è più frequente il pericolo di sottocapitalizzazione nominale, non tradisce l’intento del legislatore in quanto l’art. 2467 c.c. non costituisce una norma eccezionale bensì è espressione di un principio di natura generale, applicabile anche nelle s.p.a.. Ciò trova conferma nel disposto dell’art. 2411 cod. civ. secondo cui il diritto degli obbligazionisti alla restituzione del capitale ed agli interessi può essere in tutto o in parte subordinato alla soddisfazione dei diritti di altri creditori della società. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 10 Febbraio 2011.


Concordato preventivo – Crediti da finanziamento soci ex art. 2467 cod. civ. – Diritto al voto – Esclusione. (04/05/2010).
I titolari dei crediti di cui all’art. 2467 codice civile (finanziamenti dei soci) non hanno diritto di voto nel concordato in quanto la loro posizione, seppur astrattamente definibile come creditoria, è in realtà caratterizzata dalla partecipazione al capitale di rischio, alla stregua dei titolari dei conferimenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 26 Aprile 2010.


Concordato preventivo – Revocatoria fallimentare – Pagamenti effettuati in esecuzione di un concordato  – Soci finanziatori – Obbligo di restituzione. (03/08/2010).
Se é indubbio che, nel fallimento, il pagamento fatto al socio creditore è revocabile (quando ricorrono le condizioni dell’art. 2467), lo stesso deve affermarsi per i pagamenti effettuati in esecuzione di un concordato preventivo sfociato in fallimento, in deroga a quanto previsto dall’art. 67, comma 2, lett. e). Dal che si deduce che i soci finanziatori non possono ricevere alcunché nel concordato, posto che diritto al concorso e obbligo di restituzione sono tra loro incompatibili. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 26 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo –  Destinatari della proposta – Effetti – Soci finanziatori – Esclusione. (03/08/2010).
I soci finanziatori, postergati ex lege, non sono destinatari della proposta concordatari e, quindi, non risentono in nessuna maniera degli effetti del concordato (se non come soci). Ne deriva che nel concordato i postergati legali sono sostanzialmente estranei alla procedura, che si pone, rispetto ad essi, come res inter alios acta e destinata ad avere effetti sulla loro posizione solo dopo la chiusura della stessa, esattamente come avviene per i soci in quanto tali. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 26 Aprile 2010, n. 0.


Concordato preventivo –  Destinatari della proposta – Effetti – Soci finanziatori – Esclusione. (03/08/2010).
I soci finanziatori, postergati ex lege, non sono destinatari della proposta concordatari e, quindi, non risentono in nessuna maniera degli effetti del concordato (se non come soci). Ne deriva che nel concordato i postergati legali sono sostanzialmente estranei alla procedura, che si pone, rispetto ad essi, come res inter alios acta e destinata ad avere effetti sulla loro posizione solo dopo la chiusura della stessa, esattamente come avviene per i soci in quanto tali. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 26 Aprile 2010, n. 0.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ammissione - Condizioni - Crediti di rimborso dei soci per finanziamento a favore della società - Postergazione rispetto agli altri creditori - Condizioni - Presupposti di cui all'art. 2467 cod. civ. - Conseguenze in materia di suddivisione dei creditori in classi - Collocazione dei soci finanziatori in autonoma classe di creditori chirografari - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Derogabilità del principio - Condizioni. .
In tema di suddivisione dei creditori in classi nell'ambito della domanda di ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo, i crediti di rimborso dei soci per finanziamenti a favore della società - in quanto postergati rispetto al soddisfacimento degli altri creditori, se i finanziamenti sono stati effettuati verso una società in eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto o in una situazione che avrebbe giustificato un conferimento di capitale, e da restituire, se percepiti nell'anno anteriore all'eventuale fallimento, ai sensi dell'art. 2467, primo comma, cod. civ. - non possono essere inseriti in un piano di cui facciano parte anche altri creditori chirografari, violando tale collocazione la necessaria omogeneità degli interessi economici alla cui stregua, ex art. 160, primo comma, lett. c), legge fall., vanno formate le classi. Tuttavia, trattandosi pur sempre di creditori, da soddisfare dopo l'estinzione degli altri crediti, è ammessa la deroga al principio della postergazione, se risulta il consenso della maggioranza di ciascuna classe e non già il solo consenso della maggioranza assoluta del totale dei crediti chirografari. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Febbraio 2009, n. 2706.