LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE VI Bis
Dell'amministrazione e del controllo
PARAGRAFO 2
Degli amministratori

Art. 2384

Poteri di rappresentanza
TESTO A FRONTE

I. Il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori dallo statuto o dalla deliberazione di nomina è generale.
II. Le limitazioni ai poteri degli amministratori che risultano dallo statuto o da una decisione degli organi competenti non sono opponibili ai terzi, anche se pubblicate, salvo che si provi che questi abbiano intenzionalmente agito a danno della società.

GIURISPRUDENZA

Società per azioni - Organi sociali - Amministratori - Rappresentanza della società - Atti di straordinaria amministrazione ed atti eccedenti i limiti dell'oggetto sociale - Atti rientranti nell'oggetto sociale - Criterio di individuazione - Strumentalità rispetto all'attività economica costituente l'oggetto sociale - Conseguenze - Insufficienza dei criteri dell'astratta previsione statutaria e della rispondenza all'interesse sociale.
Ai fini della valutazione della pertinenza di un atto degli amministratori di una società di capitali all'oggetto sociale, e della conseguente efficacia dello stesso ai sensi dell'art. 2384 c.c., il criterio da seguire è quello della strumentalità, diretta o indiretta, dell'atto rispetto all'oggetto sociale, inteso come la specifica attività economica (di produzione o scambio di beni o servizi) concordata dai soci nell'atto costitutivo in vista del perseguimento dello scopo di lucro proprio dell'ente. Non sono invece sufficienti, al predetto fine, né il criterio della astratta previsione, nello statuto, del tipo di atto posto in essere (la cui elencazione non potrebbe mai essere completa, data la serie infinita di atti, di vario tipo, funzionali all'esercizio di una determinata attività, né assicurando l'espressa previsione statutaria di un atto tipico che lo stesso sia, in concreto, rivolto allo svolgimento di quella attività), né il criterio della conformità dell'atto all'interesse della società (in quanto l'oggetto sociale costituisce, ai sensi dell'art. 2384 c.c., un limite al potere rappresentativo degli amministratori, i quali non possono perseguire l'interesse della società operando indifferentemente in qualsiasi settore economico, ma devono rispettare la scelta del settore in cui rischiare il capitale fatta dai soci nell'atto costitutivo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Settembre 2016, n. 17761.


Società di capitali - Società a responsabilità limitata - Partecipazione ad una società di persone - Rispetto dei requisiti di cui all'articolo 2361, comma 2, c.c. - Necessità - Esclusione - Atto gestorio dell'organo amministrativo - Delibera autorizzativa dei soci - Necessità - Esclusione.
La partecipazione di una società a responsabilità limitata in una società di persone, anche di fatto, non esige il rispetto dell'art. 2361, comma 2, c.c., dettato per la società per azioni, e costituisce un atto gestorio proprio dell'organo amministrativo, il quale non richiede - almeno allorché l'assunzione della partecipazione non comporti un significativo mutamento dell'oggetto sociale - la previa decisione autorizzativa dei soci, ai sensi dell'art. 2479, comma 2, n. 5, c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21 Gennaio 2016, n. 1095.


Società di capitali - Partecipazione a società a responsabilità illimitata - Previa delibera assembleare - Necessità - Partecipazione alla cd. supersocietà di fatto - Esclusione.
Perché la società di capitali possa assumere la qualità di socio in una società a responsabilità illimitata è necessaria l'adozione di una delibera dell'assemblea dei soci e ciò in osservanza della disposizione di cui all'articolo 2479, comma 2, n. 5 c.c. che riserva alla competenza dei soci le decisioni relative ad operazioni che comportino una sostanziale modificazione dell'oggetto sociale o una rilevante modificazione dei diritti dei soci, quale è certamente la partecipazione ad una società a responsabilità illimitata che determina una deviazione rispetto al normale e fisiologico esercizio dell'attività costituente l'oggetto sociale attraverso lo schema tipico delle società di capitali.

In senso conforme: Corte d’Appello di Torino, 30 luglio 2007, in Nuovo dir. soc., 07, 2219; Corte d’Appello di Bologna, 11 giugno 2008, in Fall., 08, 1293; Corte d’Appello di Napoli, 5 giugno 2009, in Nuovo dir. soc., 09, n. 16, 42; Corte d’appello Venezia, 10 dicembre 2011, in Il caso.it; Trib. Mantova, 30 aprile 2013, in Il caso.it, Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 15 gennaio 2015, in Il caso.it, 12037; Trib. Foggia, 3 marzo 2015, in Il fallimentarista. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Bergamo, 19 Marzo 2015.


Società a responsabilità limitata - Estensione del fallimento quale socio illimitatamente responsabile di società di fatto - Mancanza di delibera autorizzativa - Opponibilità.
La decisione di partecipare ad una società a responsabilità patrimoniale illimitata è sottratta agli amministratori delle società di capitali ed è soggetta alla preventiva delibera dell'assemblea. Pertanto, in mancanza di detta delibera, la condotta dell'amministratore che abbia ciò nonostante posto in essere una partecipazione della specie è del tutto inefficace, perché proveniente da un soggetto privo dei relativi poteri legali in una condizione nella quale non vigono i principi di cui agli articoli 2384, comma 2, e 2475 bis, comma 2, c.c..

In mancanza di preventiva delibera di autorizzazione all'assunzione di partecipazione da parte di società a responsabilità limitata in una società di fatto, non può essere dichiarata l'estensione del fallimento a causa della inefficacia della costituzione o comunque della partecipazione per facta concludentia di una società di fatto da parte degli amministratori di una società di capitali privi dei relativi poteri. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Foggia, 03 Marzo 2015.


Società - Amministratori - Limitazioni statutarie dei loro poteri - Opponibilità ai terzi - Applicazione ratione temporis della nuova disciplina contenuta nell'articolo 2384 c.c. - Riferimento alla concessione della garanzia e non alla erogazione del finanziamento..
La nuova normativa (d.lvo. n. 6/2003) contenuta nell'articolo 2384 c.c., secondo la quale le limitazioni ai poteri degli amministratori che risultano dallo statuto o da una decisione degli organi competenti non sono opponibili ai terzi, è applicabile ai contratti di garanzia stipulati successivamente alla sua entrata in vigore anche se l'oggetto della garanzia è costituito da un finanziamento stipulato in epoca precedente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29 Gennaio 2013.


Società - Assunzione di partecipazioni societarie - Competenza assembleare - Esclusione. .
L’assunzione di partecipazioni in altre società non rientra tra le competenze dell’assemblea, bensì costituisce tipico atto gestorio spettante per legge in via esclusiva agli amministratori, che sono titolari di un potere di rappresentanza generale (artt. 2384 c.c. e 2475 bis c.c.); pertanto, la delibera assembleare, deve essere configurata e diretta a rimuovere un limite, previsto dalle legge, all’esercizio di tale potere degli amministratori. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 13 Novembre 2010.


Società - Attività di competenza dell’organo amministrativo - Efficacia nei confronti dei terzi - Mancanza della delibera assembleare - Conseguenze. .
L’atto gestorio compiuto dall’organo amministrativo nell’ambito della competenza ad esso spettante, deve ritenersi idoneo ad obbligare la società nei confronti dei terzi, anche nell’ipotesi del mancato rispetto del limite legale costituito dalla delibera assembleare, con l’unica conseguenza della responsabilità dell’organo rappresentativo. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 13 Novembre 2010.