LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE VI Bis
Dell'amministrazione e del controllo
PARAGRAFO 2
Degli amministratori

Art. 2385

Cessazione degli amministratori
TESTO A FRONTE

I. L'amministratore che rinunzia all'ufficio deve darne comunicazione scritta al consiglio d'amministrazione e al presidente del collegio sindacale. La rinunzia ha effetto immediato, se rimane in carica la maggioranza del consiglio di amministrazione, o, in caso contrario, dal momento in cui la maggioranza del consiglio si è ricostituita in seguito all'accettazione dei nuovi amministratori.
II. La cessazione degli amministratori per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il consiglio di amministrazione è stato ricostituito.
III. La cessazione degli amministratori dall'ufficio per qualsiasi causa deve essere iscritta entro trenta giorni nel registro delle imprese a cura del collegio sindacale.

GIURISPRUDENZA

Società di capitali - Assemblea dei soci - Convocazione - Continuità tra la prima e la seconda sessione - Presupposti - Fattispecie

Società di capitali - Sindaci - Dimissioni - Effetti - Prorogatio - Limiti - Impugnazione di delibera annullabile da parte del sindaco dimissionario
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Si può riconoscere una linea di continuità tra due fasi di un'unica assemblea - non totalitaria - svolgentesi in giorni diversi, con conseguente esonero dell'organo amministrativo dall'obbligo di una nuova convocazione, nelle forme prescritte dalla legge e dallo statuto, in quanto dal verbale della prima adunanza risultino, senza ombra di dubbio, il giorno, l'ora e il luogo del rinvio alla successiva riunione assembleare, finalizzata ad esaurire la trattazione degli argomenti posti all'ordine del giorno nel primo ed unico atto di convocazione; in caso contrario, ovverosia quando dal verbale della prima sessione assembleare non si evinca con assoluta certezza dove e quando si svolgerà la seconda, sorge l'obbligo dell'organo amministrativo di effettuare un secondo avviso di convocazione della nuova assemblea, per consentire a tutti i soci, compresi quelli assenti alla prima riunione, di intervenire, ove lo ritengano opportuno o necessario in relazione anche alle deliberazioni ancora da assumere, all'adunanza di rinvio.

Nella specie le condizioni per un valido rinvio della prima riunione assembleare non si sono verificate; anzi, l'effettiva possibilità di una compiuta conoscenza, da parte di tutti i soci (non solo di quelli presenti alla prima adunanza), della data e dell'ora del rinvio, è stata frustrata dalla alterazione del verbale della prima sessione nel quale sono stati successivamenti inseriti, in modo arbitrario, l'ora della successiva riunione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

I sindaci dimissionari sono privi di legittimazione attiva ad impugnare una deliberazione assembleare ritenuta annullabile.

Infatti, nel caso di rinuncia all'incarico da parte dell'organo di controllo, non opera l'istituto della prorogatio previsto dall'art. 2385 cod. civ. con riferimento alla figura dell'amministratore, non essendo questa disposizione applicabile in via analogica alla fattispecie in questione.

L'unica ipotesi di prorogatio della carica dei sindaci è, infatti, quella di cui art. 2400, comma 1, c.c., secondo il quale "La cessazione dei sindaci per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il collegio è stato ricostituito.", norma, questa, che non è applicabile ad altre ipotesi nelle quali l'effetto della cessazione dalla carica deve dunque reputarsi immediato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Firenze, 08 Febbraio 2017.


Società a responsabilità limitata - Organo di controllo - Collegio sindacale - Cessazione dall'incarico per rinunzia - Prorogatio - Esclusione..
L'istituto della prorogatio non è applicabile all'ipotesi in cui il sindaco sia cessato dalla carica in seguito a rinunzia alla stessa e non per scadenza del termine. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 02 Febbraio 2013.


Nomina degli amministratori di S.r.l. - Natura della accettazione - Atto negoziale distinto dalla nomina - Necessità di accettazione - Sussistenza..
L’accettazione della carica di amministratore di società è un atto negoziale distinto dalla nomina, ma necessario, in quanto ne perfeziona l’efficacia permettendole di divenire operativa. Essa, peraltro, non è un atto formale potendosi realizzare mediante qualsiasi comportamento idoneo a manifestare la volontà di assumere la carica, ovvero può desumersi da atti positivi incompatibili con la volontà di rifiutare la nomina stessa. (Raffaella Argenzio) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 14 Settembre 2011.