LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE VI Bis
Dell'amministrazione e del controllo
PARAGRAFO 2
Degli amministratori

Art. 2383

Nomina e revoca degli amministratori
TESTO A FRONTE

I. La nomina degli amministratori spetta all'assemblea, fatta eccezione per i primi amministratori, che sono nominati nell'atto costitutivo, e salvo il disposto degli articoli 2351, 2449 e 2450.
II. Gli amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a tre esercizi, e scadono alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica.
III. Gli amministratori sono rieleggibili, salvo diversa disposizione dello statuto, e sono revocabili dall'assemblea in qualunque tempo, anche se nominati nell'atto costitutivo, salvo il diritto dell'amministratore al risarcimento dei danni, se la revoca avviene senza giusta causa.
IV. Entro trenta giorni dalla notizia della loro nomina gli amministratori devono chiederne l'iscrizione nel registro delle imprese indicando per ciascuno di essi il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita, il domicilio e la cittadinanza, nonché a quali tra essi è attribuita la rappresentanza della società, precisando se disgiuntamente o congiuntamente.
V. Le cause di nullità o di annullabilità della nomina degli amministratori che hanno la rappresentanza della società non sono opponibili ai terzi dopo l'adempimento della pubblicità di cui al quarto comma, salvo che la società provi che i terzi ne erano a conoscenza.

GIURISPRUDENZA

Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Società per azioni interamente partecipata da enti locali - Deliberazione della giunta comunale di nomina di rappresentante del comune nel consiglio di amministrazione - Impugnazione - Giurisdizione ordinaria - Fondamento.
La controversia riguardante l'impugnazione della deliberazione della giunta comunale recante la nomina del rappresentante del comune nel consiglio di amministrazione di una società per azioni interamente partecipata da enti locali, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, stante la natura di diritto soggettivo della posizione coinvolta oggetto di contestazione e l'assenza di una specifica attribuzione al giudice amministrativo, per tale fattispecie, di una giurisdizione su diritti. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 03 Ottobre 2016, n. 19676.


Società di capitali - Società cooperative - Organi sociali - Amministratori - Rapporto tra società e amministratore - Natura - Individuazione - Contratto d'opera - Esclusione - Fondamento - Conseguenze in tema di determinazione del compenso non pattuito al momento della nomina.
I compiti che la società affida al suo amministratore riguardano la gestione stessa dell'impresa, costituita da un insieme variegato di atti materiali, negozi giuridici ed operazioni complesse, sicché, quand'anche taluni di questi atti ed operazioni possano compararsi all'attività di un prestatore d'opera, il rapporto che intercorre tra amministratore e società non può essere equiparato, in ragione del rapporto di immedesimazione organica tra essi esistente, a quello derivante dal contratto d'opera, intellettuale o non intellettuale. Ne consegue che, al fine della liquidazione del compenso all'amministratore non determinato dalle parti al momento della nomina, non è consentito alcun riferimento automatico alle tariffe dei dottori commercialisti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Ottobre 2014, n. 22046.


Società di capitali – Partecipazione pubblica – Revoca amministratori – Rapporto fiduciario – Giusta causa – Risarcimento danni.

Società di capitali – Partecipazione pubblica – Natura pubblica o privata – Revoca amministratori – Giusta causa.

Società di capitali – Partecipazione pubblica – Natura pubblica o privata – Obblighi amministratori – Fedeltà al socio – Interesse sociale – Pubblico interesse.

Società di capitali – Partecipazione pubblica – Accesso agli atti – Accesso Consiglieri comunali – Diritti sociali – Revoca amministratori – Giusta causa – Insussistenza.
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In una società di capitali a partecipazione pubblica, il venir meno del rapporto fiduciario tra socio Amministrazione comunale e amministratori è rilevante, ai fini di integrare una giusta causa di revoca del mandato, solo quando i fatti che hanno determinato il venir meno dell’affidamento siano oggettivamente valutabili come idonei a mettere in forse la correttezza e le attitudini gestionali dell’amministratore. Altrimenti lo scioglimento del rapporto fiduciario deriva da una valutazione soggettiva della maggioranza che legittima da un lato il recesso ad nutum ma legittima altresì l’amministratore revocato senza una giusta causa a richiedere il risarcimento del danno derivatogli dalla revoca del mandato. (massima ufficiale)

In una società di capitali partecipata in via maggioritaria da un ente pubblico territoriale e costituita per lo svolgimento di un servizio pubblico la giusta causa di revoca di un amministratore non diverge da quella di una società comune e non comprende il semplice logoramento dei rapporti tra soci e amministratori. (massima ufficiale)

Gli amministratori che agiscono in giudizio contro il socio amministrazione comunale perché siano rispettati i diritti della società derivanti dal contratto di servizio, tengono un comportamento sgradito a una componente dell’amministrazione comunale che non costituisce giusta causa di revoca. Imporre una fedeltà degli amministratori al socio pubblico snaturerebbe la natura privata della società in danno degli interessi sociali e della minoranza, oltre che, nel caso di società partecipata per motivi di pubblico interesse, anche dagli stakeholders a cui vantaggio la partecipazione pubblica è prevista. (massima ufficiale)

Non rappresenta giusta causa di revoca degli amministratori non aver consentito l’accesso diretto alla contabilità sociale da parte dei consiglieri comunali, in quanto si tratta di una pretesa giuridicamente illegittima e un comportamento collusivo degli amministratori comporterebbe una violazione delle norme che regolano i rapporti tra società e soci. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 15 Ottobre 2013, n. 23381.


Revoca degli amministratori di S.p.A. - Giusta causa - Comportamento in sede collegiale..
In tema di revoca dell'amministratore di società di capitali la giusta causa deve essere espressa in sede di delibera. (Alberto Leone) (riproduzione riservata)

La nozione di giusta causa di cui all’art. 2382 c.c. fa riferimento alla violazione di doveri imposti dalla legge o dall’atto costitutivo oppure a comportamenti che, sebbene non costituiscano inadempimento, facciano venire meno il rapporto di fiducia tra i soci e il consigliere revocato. (Alberto Leone) (riproduzione riservata)

La condotta di un organo sociale e le conseguenti inadempienze o omissioni devono essere valutate in base al comportamento formale tenuto quale organo collegiale nelle sedi appropriate; quindi appare assolutamente irrilevante che “a margine” di un’assemblea degli azionisti il singolo consigliere abbia espresso determinate affermazioni. (Alberto Leone) (riproduzione riservata)
Tribunale Cuneo, 06 Marzo 2013.


Società di Capitali - Revoca degli amministratori - Motivazioni - Socio ente pubblico - Giusta causa - Inesistenza..
E’ inammissibile nel nostro ordinamento la revoca di amministratori di società commerciali quotate in borsa per motivi latamente politici, anche qualora i soci siano enti pubblici espressione di una maggioranza di tipo politico, posto che ciò introdurrebbe un controllo di tipo politico su soggetti economici di diritto privato che operano nel mercato, in contrasto con il fondamentale principio costituzionale di libertà di iniziativa economica sancito dall’art. 41 della Costituzione; deve quindi escludersi che il cambio di maggioranza nel governo dell’ente pubblico socio possa, di per sé, giustificare la revoca di amministratori se non vengono indicati fatti o atti be precisi imputabili agli amministratori revocandi. (Matteo Ladogana) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 05 Dicembre 2012.


Nomina degli amministratori di S.r.l. - Natura della accettazione - Atto negoziale distinto dalla nomina - Necessità di accettazione - Sussistenza..
L’accettazione della carica di amministratore di società è un atto negoziale distinto dalla nomina, ma necessario, in quanto ne perfeziona l’efficacia permettendole di divenire operativa. Essa, peraltro, non è un atto formale potendosi realizzare mediante qualsiasi comportamento idoneo a manifestare la volontà di assumere la carica, ovvero può desumersi da atti positivi incompatibili con la volontà di rifiutare la nomina stessa. (Raffaella Argenzio) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 14 Settembre 2011.