LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO IV
Della società in accomandita semplice

Art. 2319

Nomina e revoca degli amministratori
TESTO A FRONTE

I. Se l'atto costitutivo non dispone diversamente, per la nomina degli amministratori e per la loro revoca nel caso indicato nel secondo comma dell'articolo 2259 sono necessari il consenso dei soci accomandatari e l'approvazione di tanti soci accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale da essi sottoscritto.

GIURISPRUDENZA

Società - Di persone fisiche - Società in accomandita semplice - Soci accomandanti - Legittimazione dell'accomandante ad impugnare i contratti sociali - Esclusione - Fondamento.
Nelle società in accomandita semplice, il socio accomandante può far valere il suo interesse al potenziamento ed alla conservazione del patrimonio sociale esclusivamente con strumenti interni, quali l'azione di responsabilità contro il socio accomandatario, la richiesta di estromissione di quest'ultimo per gravi inadempienze, l'impugnativa del rendiconto, o la revoca per giusta causa dell'amministratore, mentre non è legittimato ad agire nei confronti dei terzi per far annullare o dichiarare nulli i negozi intercorsi fra questi ultimi e la società, non sussistendo un interesse proprio del socio accomandante, autonomo e distinto rispetto a quello della società. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 07 Settembre 2016, n. 17691.


Società in accomandita semplice – Modello legale – Modifica ex art. 2252 c.c. – Nomina amministratori – Voto unanime dei soci accomandatari – Sindacato del Giudice del Registro.
Il modello legale della s.a.s. prevede che il contratto sociale sia modificato ai sensi della previsione di cui all’art 2252 c.c. con il consenso di tutti i soci. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)

Per la nomina degli amministratori ex art 2319 c.c. è richiesto, in assenza di differente statuizione, il consenso di tutti i soci accomandatari e di tanti soci accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale sociale con la conseguenza che la nomina degli amministratori presuppone l’individuazione e il voto all’unanimità dei soci accomandatari. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)

Nella s.a.s. l’amministratore può essere nominato solo tra i soci accomandatari e mentre è possibile che, a seguito della revoca dalla carica di amministratore di un accomandatario, questi non esca dalla compagine sociale l’esclusione dalla società dell’accomandatario comporta automaticamente il venir meno della carica di amministratore. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)

Il sindacato del Giudice del Registro è di natura formale e sostanziale e, pertanto, deve verificare il rispetto del modello legale in virtù del quale non si può essere nominati amministratore se non si è prima accomandatari. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)

Non può essere iscritta la delibera con la quale i soci a maggioranza hanno nominato gli amministratori e, quindi, questi hanno nominato l’accomandatario. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)
Tribunale Piacenza, 18 Marzo 2014.


Società di persone - Revoca dell'amministratore - Giusta causa - Divieto di voto in conflitto di interessi - Consenso dell'amministratore revocando alla convocazione dell'assemblea - Irrilevanza..
Poiché la deliberazione di revoca dell'amministratore prescinde dal consenso del soggetto revocando in virtù del principio, avente portata generale, del divieto di voto in conflitto di interessi con la società (articoli 2373 e 2287 c.c.), allo stesso modo il consenso di tale soggetto non può in alcun modo vincolare la convocazione dell'assemblea che deve deliberare sulla questione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Marzo 2011.


Società - Di persone fisiche - Società in accomandita semplice - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Norme applicabili - In genere.

Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Esclusione - In genere - Esclusione del socio accomandatario - Applicabilità degli artt. 2286 e 2287 cod. civ. - Fondamento.

Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Esclusione - In genere - Opposizione del socio espulso - Legittimazione passiva - Società - Notificazione dell'azione a tutti i soci - Equipollenza - Condizioni.
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All'esclusione dell'accomandatario di società in accomandita semplice sono applicabili gli art. 2286 e 2287 cod. civ. disciplinanti le cause ed il procedimento di esclusione dei soci di società di persone, in virtù del rinvio contenuto negli artt. 2315 e 2293 cod. civ., non ravvisandosi incompatibilità né con l'art. 2318 cod. civ., che attribuisce solo agli accomandatari la facoltà di diventare amministratori della società, ma non esclude la nomina di terzi, né con il regime giuridico della nomina e della revoca degli amministratori medesimi, previsto dall'art. 2319 cod. civ., in quanto non incidente sul perdurare del rapporto sociale. (massima ufficiale)

Nel giudizio di opposizione avverso l'espulsione del socio di una società di persone, la legittimazione passiva compete esclusivamente alla società, in persona del legale rappresentante, anche se è consentita, come modalità equipollente d'instaurazione del contraddittorio, la citazione di tutti i soci, notificata nel termine di decadenza previsto dall'art. 2287 cod.civ. Ne consegue che la citazione tempestiva soltanto di alcuni dei soci non impedisce la decadenza dall'azione, non essendo ravvisabile un'ipotesi di litisconsorzio necessario. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 08 Aprile 2009, n. 8570.


Società - Di persone fisiche - Società in accomandita semplice - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Norme applicabili - Delibera di esclusione dalla società del socio accomandatario - Revoca dello stesso dall'amministrazione della società - Autonomia dei due atti - Configurabilità - Fondamento - Incidenza sullo stato di socio dell'amministratore - Sussistenza - Esclusione. .
In tema di amministrazione nella società in accomandita semplice, per effetto della regola per cui l'amministratore non può che essere un socio accomandatario, l'eventuale esclusione di questi dalla società, non diversamente da qualsiasi altra causa di scioglimento del rapporto sociale a lui facente capo, ne comporta "ipso jure" anche la cessazione dalla carica di amministratore, mentre non è predicabile il contrario, ben potendo sussistere, in tale compagine, anche soci accomandatari che non siano amministratori, come desumibile dall'art. 2318 cod. civ.; ne consegue che le questioni dell'esclusione del socio (nella specie, ritenuta dal giudice di merito di competenza degli arbitri, in forza di clausola compromissoria prevista nell'atto costitutivo) e della revoca dell'amministratore per giusta causa (nella specie, oggetto di contestazione promossa dall'interessato avanti al giudice e culminata in pronuncia di illegittimità dell'atto) restano distinte e non sovrapponibili, per disciplina legale e presupposti differenti, essendo l'eventuale revoca dalla carica di amministratore non incidente sulla qualità di socio dello stesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Marzo 2009, n. 5019.