LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO II
Della società semplice
SEZIONE V
Dello scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio

Art. 2285

Recesso del socio
TESTO A FRONTE

I. Ogni socio può recedere dalla società quando questa è contratta a tempo indeterminato o per tutta la vita di uno dei soci.
II. Può inoltre recedere nei casi previsti nel contratto sociale ovvero quando sussiste una giusta causa.
III. Nei casi previsti nel primo comma il recesso deve essere comunicato agli altri soci con un preavviso di almeno tre mesi.

GIURISPRUDENZA

Società – Diritto di recesso dal contratto di società per giusta causa ex art. 2285, comma 2°, c.c. – Società per azioni – Ipotesi tipiche di cui all’art. 2437 c.c. che costituiscono in capo al socio il diritto di recesso – Estensione del diritto di recesso del socio ai patti parasociali che accedono al contratto di società – Affermazione.
Il principio per cui in presenza di giusta causa il socio può recedere dalla società, fissato dall’art. 2285, comma 2°, c.c., vale anche per la dimensione parasociale; di conseguenza, in presenza di giusta causa – ovvero, per le società per azioni, nell’ipotesi tipiche in cui tale nozione di giusta causa si declina, individuate dall’art. 2437 c.c. – il socio può recedere dal patto parasociale. (Benedetta Bonfanti) (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Luglio 2018.


Fallimento - Imprese soggette - Società - Società di persone con due soli soci - Recesso di un socio - Mancata ricostituzione della pluralità dei soci - Estinzione della società - Esclusione - Scioglimento della società - Conseguenze - Fallibilità - Termine di cui all'art. 10 l.fall. - Decorrenza.
Il recesso del socio da una società di persone composta da due soli soci (nella specie, una società in nome collettivo) e la mancata ricostituzione della pluralità della compagine sociale da parte del socio superstite determinano lo scioglimento della società, ex art. 2272, n. 4, c.c., non già la sua estinzione, con conseguente possibilità della stessa di essere sottoposta a fallimento entro l'anno dall'intervenuta cancellazione dal registro delle imprese ai sensi dell'art. 10 l.fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Gennaio 2016, n. 501.


Società di persone - Società in accomandita semplice - Recesso del socio - Giusta causa di recesso - Comportamento rilevante degli altri soci - Violazione dell'obbligo di rendiconto - Denunzia di dati fiscali non veritieri.
La giusta causa di recesso del socio individuata nell'articolo 2285 c.c. si sostanzia nel comportamento degli altri soci che sia tale da costituire violazione degli obblighi derivanti dal contratto sociale ovvero dei doveri di fedeltà, lealtà, diligenza o correttezza inerenti alla natura fiduciaria del sottostante rapporto sociale, tale da far ragionevolmente venir meno nelle socio recedente la fiducia riposta negli altri soci. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto idonei a configurare una giusta causa di recesso la dichiarazione del socio recedente il quale ha dedotto l'inadempimento del socio accomandate ai propri obblighi per ripetuta violazione dell'obbligo di rendiconto nonché un comportamento scorretto anche da parte dell'altro socio accomandante che ha determinato la denunzia di dati fiscali non veritieri). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24 Aprile 2015.


Società di persone - Recesso del socio - Giusta causa - Accertamento da parte del giudice del registro - Presupposti - Mancata contestazione da parte degli altri soci.
Solo la descrizione dei fatti specifici astrattamente riconducibili alla giusta causa di recesso così come configurata dall'articolo 2285 c.c. e la cui esistenza non sia in alcun modo contestata dagli altri soci consente al giudice del registro di accertare l'esistenza in concreto dei presupposti per il recesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Dicembre 2012.


Società di persone - Società in accomandita semplice - Recesso del socio - Giusta causa di recesso - Comportamento rilevante degli altri soci.
La giusta causa di recesso del socio individuata nell'articolo 2285 c.c. si sostanzia nel comportamento degli altri soci che sia tale da costituire violazione degli obblighi derivanti dal contratto sociale ovvero dei doveri di fedeltà, lealtà, diligenza o correttezza inerenti alla natura fiduciaria del sottostante rapporto sociale, tale da far ragionevolmente venir meno nelle socio recedente la fiducia riposta negli altri soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14 Dicembre 2012.


Società in nome collettivo - Recesso del socio per giusta causa - Comunicazione al registro imprese - Presupposti - Adozione di delibera dei soci - Non necessità..
Le modificazioni dell'atto costitutivo di società in nome collettivo derivanti dallo scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio per morte, recesso, o esclusione non devono necessariamente risultare da una delibera dei soci; l'amministratore della società ha, quindi, l'obbligo di richiedere l'iscrizione nel registro delle imprese della modificazione che sia conseguenza del recesso per giusta causa del socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 03 Ottobre 2011.


Società in nome collettivo - Recesso del socio - Mancata comunicazione al registro imprese - Permanenza della responsabilità illimitata del socio - Richiesta di provvedimento cautelare nei confronti dell'amministratore della società - Periculum in mora - Sussistenza..
Poiché la mancata pubblicità del recesso del socio di società di persone comporta il permanere del regime di responsabilità illimitata del socio stesso, sussiste il requisito del periculum in mora perché in via cautelare si ordini all'amministratore di società di persone che non vi abbia provveduto di comunicare al registro delle imprese il recesso per giusta causa del socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 03 Ottobre 2011.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - Recesso del socio - Società di persone a tempo indeterminato - Recesso del socio - Negozio unilaterale ricettizio - Revoca - Ammissibilità - Condizioni. .
Nelle società di persone a tempo indeterminato, la dichiarazione di recesso del socio è un negozio giuridico unilaterale recettizio, che produce i suoi effetti nel momento in cui viene portato a conoscenza della società, a differenza del caso in cui la società abbia una scadenza prefissata, ove l'uscita di uno dei soci dalla compagine sociale determina una modifica del contratto sociale che necessita del consenso di tutti i soci. Nella prima ipotesi non è esclusa, peraltro, la facoltà di revoca del recesso da parte del socio, in quanto la prevalenza del rapporto volontaristico-collaborativo fra i soci comporta che una diversa comune volontà possa essere espressa, almeno fino a che non si sia proceduto alla liquidazione della quota del socio uscente mediante la revoca della precedente volontà di scioglimento del singolo rapporto sociale, sempre che sussista la concorde volontà di tutti i soci in tal senso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Settembre 2009, n. 20544.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamete a un socio - In genere - Liquidazione della quota in favore del socio uscente o degli eredi del socio defunto - Legittimazione passiva nel giudizio - Spettanza esclusiva alla società - Citazione dei soli soci - Sufficienza - Limiti. .
La domanda di liquidazione della quota di una società di persone (o di fatto) da parte del socio receduto o escluso, ovvero degli eredi del socio defunto, fa valere un'obbligazione non degli altri soci, ma della società medesima quale unico soggetto passivamente legittimato. Il contraddittorio nei confronti della società può ritenersi regolarmente instaurato anche nel caso in cui non sia convenuta la società, ma siano citati in giudizio tutti i suoi soci, solo se risulti accertato, attraverso l'interpretazione della domanda e con apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito, che l'attore abbia proposto l'azione nei confronti della società per far valere il proprio credito nei suoi confronti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Maggio 2006, n. 12125.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - In genere - Recesso o esclusione del socio - Controversie relative - Legittimazione passiva - Spettanza a tutti gli altri soci. .
Nelle società di persone lo scioglimento del vincolo sociale limitatamente ad un socio opera una modificazione della struttura del rapporto sociale nella quale viene in primo piano la persona del socio, con la conseguenza che, nelle controversie relative, sia nel caso di esclusione del socio sia in quello di recesso, la legittimazione passiva spetta a tutti gli altri soci, ai quali lo scioglimento del rapporto rispetto ai soci recedenti impone direttamente il pagamento del valore della quota loro spettante. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Novembre 1995, n. 12172.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - Morte del socio - Recesso del socio - Scioglimento - Liquidazione della quota - Attribuzione di beni sociali - Relativa convenzione - Liceità - Forma.

Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - Morte del socio - Recesso del socio - Scioglimento - Liquidazione della quota - Liquidazione pecuniaria - Obbligatorietà - Mancanza della pluralità dei soci - Scioglimento della società - Irrilevanza.
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Nella società di persone, è lecita la convenzione con la quale si stabilisca che il diritto al controvalore in denaro della quota, spettante al socio receduto od agli eredi del socio defunto, venga regolato in natura, con l'attribuzione di beni sociali a soddisfacimento del relativo credito (cosiddetto datio in solutum). Un tale accordo, peraltro, comportando il trasferimento al creditore dei beni assegnati, è soggetto ai requisiti di Forma di cui all'art 1350 cod civ, ove riguardi immobili. (massima ufficiale)

Nella società di persone, il socio receduto e gli eredi del socio defunto hanno diritto solo ad una somma di denaro, che rappresenti il valore della quota. Tale principio trova applicazione anche nel caso in cui lo scioglimento del rapporto sociale, limitatamente ad un socio, determini il venir meno della pluralità dei soci (ovvero, nella società in accomandita semplice, il venir meno dei soci accomandanti o dei soci accomandatari), e, quindi, lo scioglimento della societa medesima ove, nel termine di sei mesi, non sia ricostituita detta pluralità. Invero, anche in tale ipotesi, non può riconoscersi un diritto del socio receduto, o degli eredi del socio defunto, a partecipare alla liquidazione della società ed a pretendere una quota di liquidazione, anzichè il controvalore in denaro della quota di partecipazione, in quanto lo scioglimento della società costituisce un momento successivo ed eventuale, rispetto allo scioglimento del rapporto sociale limitatamente al socio, e trova causa non tanto nel venir meno della pluralità dei soci, quanto nel persistere per oltre sei mesi della Mancanza della pluralità medesima. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 16 Luglio 1976, n. 2812.