LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO II
Della società semplice
SEZIONE V
Dello scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio

Art. 2284

Morte del socio
TESTO A FRONTE

I. Salvo contraria disposizione del contratto sociale, in caso di morte di uno dei soci, gli altri devono liquidare la quota agli eredi, a meno che preferiscano sciogliere la società ovvero continuarla con gli eredi stessi e questi vi acconsentano.

GIURISPRUDENZA

Società di persone - Pluralità dei soci - Mancanza - Decesso dell’unico socio - Liquidazione della società - Necessità.
Nel caso in cui sia venuta a mancare la pluralità dei soci nella società personale e non sia stata ricostituita entro sei mesi la pluralità dei soci, allorquando sopravvenga il decesso dell'unico socio, che non abbia provveduto a mettere in liquidazione la società, gli eredi del socio defunto devono mettere in liquidazione la società, per potere realizzare il proprio diritto alla quota di liquidazione e provvederà a regolare la posizione degli altri soci. (Redazione Il.CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 25 Giugno 2014, n. 14449.


Società in nome collettivo - Recesso del socio per giusta causa - Comunicazione al registro imprese - Presupposti - Adozione di delibera dei soci - Non necessità..
Le modificazioni dell'atto costitutivo di società in nome collettivo derivanti dallo scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio per morte, recesso, o esclusione non devono necessariamente risultare da una delibera dei soci; l'amministratore della società ha, quindi, l'obbligo di richiedere l'iscrizione nel registro delle imprese della modificazione che sia conseguenza del recesso per giusta causa del socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 03 Ottobre 2011.


Società in nome collettivo - Recesso del socio - Mancata comunicazione al registro imprese - Permanenza della responsabilità illimitata del socio - Richiesta di provvedimento cautelare nei confronti dell'amministratore della società - Periculum in mora - Sussistenza..
Poiché la mancata pubblicità del recesso del socio di società di persone comporta il permanere del regime di responsabilità illimitata del socio stesso, sussiste il requisito del periculum in mora perché in via cautelare si ordini all'amministratore di società di persone che non vi abbia provveduto di comunicare al registro delle imprese il recesso per giusta causa del socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 03 Ottobre 2011.


Società di persone - Morte del socio - Facoltà degli eredi di ottenere la liquidazione della quota o di subentrare nella qualità di socio - Dichiarazione di subentro effettuata nei sei mesi dalla morte ex art. 2272, n. 4, c.c...
Nell'ipotesi in cui i patti sociali di una società di persone prevedano che, in caso di morte di uno dei soci, gli eredi avranno facoltà di ottenere la liquidazione della quota di partecipazione del defunto o di subentrare nella società in luogo di lui, ciò che cade in successione è alternativamente il diritto alla liquidazione della quota o il subentro in società in luogo del de cuius. Qualora, pertanto, in seguito al decesso di un socio venga meno la pluralità dei soci, la dichiarazione degli eredi di voler aderire al contratto sociale effettuata nei sei mesi dalla morte del socio è più che idonea ad impedire lo scioglimento della società ai sensi dell'articolo 2272, n. 4, codice civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Gennaio 2011.


Successioni - Accettazione dell'eredità - Retroattività al momento dell'apertura della successione - Rinvenimento del testamento in data successiva alla dichiarazione degli eredi di volere subentrare nella posizione del socio defunto - Effetti..
In base al principio sancito dall'articolo 459, codice civile, secondo il quale l'effetto dell’accettazione dell'eredità risale al momento dell'apertura della successione, si deve ritenere che il riconoscimento della qualità di erede contenuto in una scheda testamentaria rinvenuta a distanza di vari anni dalla morte del socio di società di persone sia idoneo ad attribuire validità ed efficacia, con effetto retroattivo, alla dichiarazione di voler aderire al contratto sociale effettuata dagli eredi poco tempo dopo la morte del socio nel termine di cui all'art. 2272 n. 4 c.c.. (Andrea Gibelli) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Gennaio 2011.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - In genere - Liquidazione della quota in favore degli eredi del socio defunto - Responsabilità illimitata e solidale dei soci superstiti - Insussistenza - Limitazione della condanna alla quota interna di responsabilità di ciascun socio - Fondamento - Presunzione di uguaglianza delle quote - Applicabilità..
Nelle società di persone (nella specie, società in nome collettivo), la responsabilità illimitata e solidale tra i soci è stabilita a favore dei terzi che vantino crediti nei confronti della società e non è applicabile alle obbligazioni della società nei confronti dei soci medesimi, conformemente alla regola generale secondo cui, nei rapporti interni, l'obbligazione in solido si divide tra i diversi debitori, salvo che sia stata contratta nell'interesse esclusivo di alcuno di essi: pertanto, nel giudizio intrapreso dagli eredi del socio per la liquidazione della quota spettante al "de cuius", la condanna dei soci superstiti va limitata alla loro quota interna di responsabilità, che può essere determinata dal giudice ai sensi dell'art. 2263 cod. civ., secondo il quale, salvo prova contraria, le quote si presumono uguali. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 16 Gennaio 2009, n. 1036.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Società e consorzi - Società con soci a responsabilità illimitata - Fallimento della società e dei soci - Società in nome collettivo - Scioglimento per il venir meno della pluralità dei soci - Qualità di socio del superstite - Persistenza sino all'estinzione della società - Conseguenze - Assoggettabilità a fallimento. .
In tema di estensione del fallimento sociale al socio illimitatamente responsabile, lo scioglimento non comporta anche l'estinzione della società (nella specie in nome collettivo), che è determinata, invece, soltanto dalla effettiva liquidazione dei rapporti giuridici pendenti e dalla definizione di tutte le controversie giudiziarie in corso con i terzi per ragioni di dare e avere; ne consegue che, verificatosi lo scioglimento della predetta società per il venir meno, a causa della morte di uno dei due soci, della pluralità (non ricostituita) degli stessi, il socio superstite conserva tale qualità ed è, pertanto, assoggettabile a fallimento unitamente alla società. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Luglio 2008, n. 18600.


Società - Di persone fisiche - Società in accomandita semplice - Soci accomandatari - In genere - Morte del socio accomandatario - Trasmissibilità "mortis causa" della quota - Esclusione - Conseguenze - Diritto degli eredi alla liquidazione della quota - Accordo per la continuazione della società - Acquisto automatico della qualifica di accomandatari - Esclusione. .
Nella società in accomandita semplice, soltanto la quota di partecipazione del socio accomandante è trasmissibile per causa di morte, ai sensi dell'art. 2322 cod. civ., mentre in caso di morte del socio accomandatario trova applicazione l'art. 2284 cod. civ., in virtù del quale gli eredi non subentrano nella posizione del defunto nell'ambito della società, e non assumono quindi la qualità di soci accomandatari a titolo di successione "mortis causa", ma hanno diritto soltanto alla liquidazione della quota del loro dante causa, salvo diverso accordo con gli altri soci in ordine alla continuazione della società, e fermo restando che in tal caso l'acquisto della qualifica di socio accomandatario non deriva dalla posizione di erede del socio accomandatario defunto, ma dal contenuto del predetto accordo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Ottobre 2006, n. 21803.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamete a un socio - In genere - Liquidazione della quota in favore del socio uscente o degli eredi del socio defunto - Legittimazione passiva nel giudizio - Spettanza esclusiva alla società - Citazione dei soli soci - Sufficienza - Limiti. .
La domanda di liquidazione della quota di una società di persone (o di fatto) da parte del socio receduto o escluso, ovvero degli eredi del socio defunto, fa valere un'obbligazione non degli altri soci, ma della società medesima quale unico soggetto passivamente legittimato. Il contraddittorio nei confronti della società può ritenersi regolarmente instaurato anche nel caso in cui non sia convenuta la società, ma siano citati in giudizio tutti i suoi soci, solo se risulti accertato, attraverso l'interpretazione della domanda e con apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito, che l'attore abbia proposto l'azione nei confronti della società per far valere il proprio credito nei suoi confronti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Maggio 2006, n. 12125.


Tributi erariali diretti - Accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - Accertamenti e controlli - Rettifica delle dichiarazioni - Liquidazione della quota del socio di società di persone acquisita dagli eredi ai sensi degli artt. 2284 e 2289 cod. civ. - Tassabilità con reddito diverso, ex art. 80 del d.P.R. n. 597 del 1973 - Limiti - Condizioni - Fattispecie. .
In tema di accertamento delle imposte dirette e nella ipotesi di liquidazione della quota del socio di società di persone acquisita dagli eredi ai sensi degli artt. 2284 e 2289 cod. civ., il valore del diritto alla liquidazione della quota del defunto può essere sottoposto ad imposta diretta solo se risulti maggiore del valore effettivo della quota sociale conferita dal "de cuius" e nella sola misura del relativo incremento, in quanto esclusivamente tale eccedenza costituisce reddito riconducibile nella categoria residuale di cui all'art. 80 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 597 (applicabile "ratione temporis"), secondo cui "alla formazione del reddito complessivo per il periodo d'imposta e nella misura in cui è stato percepito, concorre ogni altro reddito diverso da quelli espressamente considerati dalle disposizioni del presente decreto". (Nella specie, risultando accertato che il valore indicato nella denuncia di successione corrispondeva al valore capitale della partecipazione alla società già del "de cuius" ed era coincidente con il valore della liquidazione della quota del defunto acquisito dagli eredi ai sensi degli artt. 2284 e 2289 cod. civ., la S.C. ha ritenuto che non si fosse verificato alcun incremento tra il valore effettivo della quota di partecipazione del "de cuius" e quello risultante dalla liquidazione della relativa quota a seguito dello scioglimento del rapporto sociale e dichiarata in sede di successione ed ha quindi confermato la sentenza impugnata, che aveva escluso la riconducibilità di tale ultimo valore, sia pure nei limiti della differenza tra valore della quota conferita al socio e valore liquidato agli eredi, nella categoria dei redditi diversi di cui all'art. 80 del d.P.R. n. 597 del 1973). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 20 Marzo 2006, n. 6196.


Famiglia - Matrimonio - Rapporti patrimoniali tra coniugi - Impresa familiare - In genere - (costituzione - natura - oggetto) - Impresa individuale - Morte del titolare - Conseguenza - Diritti dei compartecipi - Individuazione. .
A differenza della impresa collettiva esercitata per mezzo di società semplice, la quale appartiene per quote, eguali o diverse, a più persone (artt. 2251 e segg. cod. civ.), l'impresa familiare di cui all'art. 230 bis cod. civ. appartiene solo al suo titolare, mentre i familiari partecipanti hanno solo diritto ad una quota degli utili; ne consegue che, in caso di morte del titolare, non è applicabile la disciplina dettata dall'art. 2284 cod. civ., che regola lo scioglimento del rapporto societario limitatamente ad un socio, e quindi la liquidazione della quota del socio uscente di società di persone, ma l'impresa familiare cessa ed i beni di cui è composta passano per intero nell'asse ereditario del de cuius, rispetto a tali beni i componenti dell'impresa familiare possono vantare solo un diritto di credito commisurato ad una quota dei beni o degli utili e degli incrementi e un diritto di prelazione sull'azienda. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 15 Aprile 2004, n. 7223.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - In genere - Domanda di liquidazione della quota promossa dall'ex socio - Legittimazione passiva della società - Sussistenza. .
Il principio secondo il quale le azioni per la liquidazione della quota del socio uscente vanno proposte nei confronti della società, anche se di persone (attesane la indiscutibile qualità di soggetto di diritto, quantunque sfornito di personalità giuridica) si applica anche al caso (come quello di specie) di azione promossa dall'ex socio per conseguire la quota di partecipazione ad utili inerenti ad operazioni in corso alla data di cessazione del singolo rapporto sociale, o che siano stati accertati dopo quella data, ma siano riferibili ad operazioni precedenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Aprile 2004, n. 6376.


Società - Di persone fisiche - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Quota di partecipazione del socio - Previsione dell'atto costitutivo concernente la libera trasferibilità della quota, salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci - Conseguenze - Possibilità del creditore particolare del socio di sottoporre detta quota a sequestro conservativo e a espropriazione - Anche prima dello scioglimento della società - Sussistenza.

Responsabilità patrimoniale - Conservazione della garanzia patrimoniale - Sequestro conservativo - In genere - Oggetto - Quota di società di persone - Per previsione dell'atto costitutivo liberamente trasferibile, salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci - Conseguenze - Possibilità del creditore particolare del socio di sottoporre detta quota a sequestro conservativo e a espropriazione - Anche prima dello scioglimento della società - Sussistenza.
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Le quote di partecipazione di una società di persone che per disposizione dell'atto costitutivo siano trasferibili con il (solo) consenso del cedente e del cessionario, salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci, possono essere sottoposte a sequestro conservativo ed essere espropriate a beneficio dei creditori particolari del socio anche prima dello scioglimento della società. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Novembre 2002, n. 15605.


Società - Di persone fisiche - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Quota di partecipazione del socio - Previsione dell'atto costitutivo concernente la libera trasferibilità della quota, salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci - Conseguenze - Possibilità del creditore particolare del socio di sottoporre detta quota a sequestro conservativo e a espropriazione - Anche prima dello scioglimento della società - Sussistenza.

Responsabilità patrimoniale - Conservazione della garanzia patrimoniale - Sequestro conservativo - In genere - Oggetto - Quota di società di persone - Per previsione dell'atto costitutivo liberamente trasferibile, salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci - Conseguenze - Possibilità del creditore particolare del socio di sottoporre detta quota a sequestro conservativo e a espropriazione - Anche prima dello scioglimento della società - Sussistenza.
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Le quote di partecipazione di una società di persone che per disposizione dell'atto costitutivo siano trasferibili con il (solo) consenso del cedente e del cessionario ma che facciano salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci, possono essere sottoposte a sequestro conservativo ed essere espropriate a beneficio dei creditori particolari del socio anche prima dello scioglimento della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Novembre 2002, n. 15605.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Cause - In genere - Morte di un socio - Eredi - Assunzione della qualità di socio - Esclusione - Potere di rappresentare la società in capo all'erede del socio defunto - Esclusione. .
È inammissibile il ricorso per cassazione proposto dagli eredi del defunto liquidatore della società, i quali, stante la intrasmissibilità "iure hereditario" di una situazione personale (quale è, nel caso di specie, la qualifica del defunto di liquidatore di una società semplice) non subentrano nella posizione di socio del defunto e rimangono persone del tutto estranee al rapporto sociale, alle quali non può competere quindi la rappresentanza, ne' sostanziale ne' processuale, della società stessa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 22 Agosto 2002, n. 12361.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - Morte del socio - Società costituita da due soli soci - Eredi del socio defunto - Diritti - Portata - Limiti. .
Anche nella società di persone composta da due soli soci, ove la morte di un socio determini il venir meno della pluralità dei soci, non può riconoscersi un diritto degli eredi del socio defunto a partecipare alla liquidazione della società ed a pretendere una quota di liquidazione, anziché il controvalore in denaro della quota di partecipazione, in quanto lo scioglimento della società costituisce un momento successivo ed eventuale rispetto allo scioglimento del rapporto sociale limitatamente al socio e trova causa non tanto nel venir meno della pluralità dei soci, quanto nel persistere per oltre sei mesi della mancanza della pluralità medesima. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Giugno 2000, n. 8670.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - In genere - Domanda di liquidazione della quota - Legittimazione passiva - Della società - Sussistenza. .
La domanda di liquidazione della quota di una società di persone, da parte del socio receduto o escluso, ovvero degli eredi del socio defunto, fa valere un'obbligazione non degli altri soci, ma della società, e, pertanto, ai sensi dell'art 2266 cod.civ., va proposta nei confronti della società medesima, quale soggetto passivamente legittimato, senza che vi sia necessità di evocare in giudizio anche detti altri soci. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 26 Aprile 2000, n. 291.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Cause - In genere - Società costituita da due soli soci - Morte di uno dei soci - Conseguenze. .
La morte del socio di una società di persone non determina necessariamente lo scioglimento generale della società, ne' la formale liquidazione della stessa, ancorché la società sia costituita da due soli soci, in quanto anche in tale ipotesi è applicabile la disciplina dello scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio (art. 2284 cod. civ.), dovendo il socio superstite procedere anzitutto alla liquidazione della quota spettante agli eredi dell'altro socio (salvo le eccezioni previste dallo stesso art. 2884), mentre lo scioglimento della società conseguirà solo se, in termini di cui all'art. 2272, n. 4 cod. civ., la pluralità dei soci non viene ricostituita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Aprile 1995, n. 4169.