LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO II
Della società semplice
SEZIONE IV
Dello scioglimento della società

Art. 2280

Pagamento dei debiti sociali
TESTO A FRONTE

I. I liquidatori non possono ripartire tra i soci, neppure parzialmente, i beni sociali, finché non siano pagati i creditori della società o non siano accantonate le somme necessarie per pagarli.
II. Se i fondi disponibili risultano insufficienti per il pagamento dei debiti sociali, i liquidatori possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti sulle rispettive quote e, se occorre, le somme necessarie, nei limiti della rispettiva responsabilità e in proporzione della parte di ciascuno nelle perdite. Nella stessa proporzione si ripartisce tra i soci il debito del socio insolvente.

GIURISPRUDENZA

Società - Di capitali - Società per azioni - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Poteri - In genere - Ripartizione dei beni tra i soci - Divieto imposto ai liquidatori ex art. 2280 cod. civ. - Inderogabilità - Conseguenze. .
Nella società per azioni il divieto per i liquidatori di ripartire fra i soci, anche solo parzialmente, i beni sociali (art. 2280 cod. civ., richiamato dall'art. 2452 cod. civ.) finché non siano stati pagati i creditori sociali o non siano state accantonate le somme necessarie per il pagamento dei debiti non ancora scaduti, penalmente sanzionato (art. 2625 cod. civ.), è stabilito a tutela dei creditori con carattere di inderogabilità, e, quindi, la violazione del divieto non è esclusa dalla circostanza che la garanzia generica offerta dal capitale sociale sia astrattamente idonea a garantire i creditori, ovvero nel caso in cui, all'esito della liquidazione, si accerti che i creditori sono stati comunque soddisfatti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 Agosto 2005, n. 17585.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Liquidazione - In genere - Modalità - Libertà di determinazione dei soci - Sussistenza - Fondamento..
Il combinato disposto degli artt. 2252 e 2275 c.c. autorizza, in conformità con i principi generali in materia di società di persone, i soci di tali enti a determinare liberamente le modalità di liquidazione della società, sia in via preventiva (nell'ambito delle pattuizioni costituenti l'oggetto del contratto sociale), sia in via successiva (mediante accordo tra i soci), atteso che le valutazioni in merito alle procedure di estinzione dei rapporti societari pendenti competono, innanzitutto, a coloro che si rendano interpreti degli interessi dell'ente, evitando, se del caso (ed ove possibile), di imporre l'osservanza di un procedimento formalizzato, eventualmente incongruo rispetto alle esigenze ed alle dimensioni della società a base personale (nelle quali le ragioni dei creditori sono già garantite dal regime di responsabilità illimitata dei soci). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 23 Dicembre 2000, n. 16175.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - Recesso del socio - Pendenza del procedimento di liquidazione della società - Liquidazione della quota - Improcedibilità - Esclusione - Improponibilità - Sussistenza.

Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Liquidazione - In genere - Recesso del socio - Pendenza del procedimento di liquidazione della società - Liquidazione della quota - Improcedibilità - Esclusione - Improponibilità - Sussistenza.
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La pendenza del procedimento di liquidazione di una società di persone non determina l'improcedibilità della domanda di liquidazione della quota del socio che abbia esercitato il recesso bensì l'improponibilità della medesima desumibile dagli articoli 2275 e segg. cod. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Dicembre 1999, n. 13875.