LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO II
Della società semplice
SEZIONE IV
Dello scioglimento della società

Art. 2279

Divieto di nuove operazioni
TESTO A FRONTE

I. I liquidatori non possono intraprendere nuove operazioni. Contravvenendo a tale divieto, essi rispondono personalmente e solidalmente per gli affari intrapresi.

GIURISPRUDENZA

Società - Di capitali - Società per azioni - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Poteri - In genere - Divieto di nuove operazioni - Sussistenza - Nuove operazioni - Nozione - Atti giustificantisi con lo scopo di liquidazione - Legittimazione in capo ai liquidatori - Sussistenza - Fattispecie relativa ad intimazione di licenziamento. .
La società per azioni, regolarmente sciolta, continua a sopravvivere come soggetto collettivo, all'unico scopo di liquidare i risultati della cessata attività sociale, sicché non è consentito ai liquidatori, in virtù del richiamo operato dall'art. 2452 cod. civ. alla disciplina dettata dagli artt. 2278 e 2279 cod. civ. con riguardo alle società semplici, intraprendere nuove operazioni, intendendosi per tali quelle che non si giustificano con lo scopo di liquidazione o definizione dei rapporti in corso, ma che costituiscono atti di gestione dell'impresa sociale, che, se compiuti, sono inefficaci per carenza di potere. (Fattispecie concernente la legittimazione dei liquidatori ad intimare il licenziamento, ritenuta dal giudice di merito e confermata dalla S.C.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 19 Gennaio 2004, n. 741.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Poteri - Divieto di nuove operazioni - Nuove operazione - Nozione - Domanda giudiziale proposta nell'ambito dell'attività volta alla liquidazione - Ammissibilità - Fattispecie. .
Il divieto, stabilito dall'art. 2279 cod. civ. a carico dei liquidatori, di nuove operazioni - intendendosi per tali quelle che non si giustificano con lo scopo di liquidazione o di definizione dei rapporti in corso - ha l'evidente ratio d'impedire ai medesimi la prosecuzione dell'attività sociale, consentendo invece solo gli atti necessari per liquidare i risultati della cessata attività sociale. Da ciò consegue che non può considerarsi nuova operazione la proposizione in giudizio di una domanda che, concernendo l'indennità per la perdita dell'avviamento, presuppone la cessazione del rapporto di locazione relativo al locale ove si svolgeva l'attività imprenditoriale della società, e si colloca quindi inequivocabilmente nell'ambito dell'attività volta alla liquidazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 22 Novembre 2000, n. 15080.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Poteri - Divieto di nuove operazioni - Nuove operazioni - Nozione - Attività processuale espletata con riferimento a rapporti sostanziali preesistenti alla liquidazione - Legittimità - Qualificazione in termini di "nuova operazione" - Esclusione - Fondamento. .
La società regolarmente sciolta continua a sopravvivere come soggetto collettivo, pur dopo la messa in liquidazione, all'unico scopo di liquidare i risultati della cessata attività sociale, sicché non è consentito ai liquidatori, a norma degli art. 2278 e 2279 cod. civ., intraprendere nuove operazioni, intendendosi per tali quelle che non si giustificano con lo scopo di liquidazione o di definizione dei rapporti in corso, e che costituiscano, viceversa, atti di gestione dell'impresa sociale, da ritenersi del tutto inefficaci per carenza di potere. Non può legittimamente ricomprendersi nel novero delle "nuove operazioni" la mera attività processuale (nella specie, di impugnazione) espletata dai liquidatori in relazione a rapporti sostanziali preesistenti alla messa in liquidazione della società, attesa la indiscutibile omogeneità di tale attività con lo scopo di liquidazione e di definizione dei rapporti in corso, e la non inquadrabilità (a prescindere dalla sua fondatezza) tra quelle di gestione dell'impresa sociale sottoposte al divieto "ex lege" di cui ai ricordati artt. 2278, 2279 cod. civ.. (massima ufficiale)  Cassazione civile, sez. I, 06 Febbraio 1999, n. 1037.


Società - Di capitali - Società per azioni - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Poteri - Divieto di nuove operazioni - Limiti..
Dopo la messa in liquidazione di una societa, la quale e diretta esclusivamente alla realizzazione delle attivita esistenti ed alla definizione dei rapporti pendenti, resta preclusa la possibilita di contrarre nuovi debiti, che non siano strettamente indispensabili alle operazioni liquidatorie, e si traducano in nuove iniziative imprenditoriali con assunzione di nuovi rischi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Ottobre 1979, n. 5190.


Società - In genere - Scioglimento - Liquidazione - Liquidatori - Responsabilità - Estensione.

Società - In genere - Scioglimento - Liquidazione - Nuove operazioni successive alla messa in liquidazione - Responsabilità personale dei soci liquidatori.
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La responsabilità attribuita al liquidatore della società ha natura funzionale ed egli risponde non solo per gli Atti personalmente intrapresi o compiuti, ma, altresì, per tutti quelli che abbia demandato a terzi o consentito o tollerato che altri compisse, omettendo di vigilare sulla loro esecuzione, ed accettandone gli effetti, come riferibili alla società. (massima ufficiale)

La società regolarmente sciolta continua a sopravvivere, come soggetto collettivo, pur dopo la messa in liquidazione, all'unico scopo di liquidare i risultati della cessata attività sociale; pertanto, allorchè i soci liquidatori, invece di eseguire attività di liquidazione, compiono nuove operazioni, queste fanno capo unicamente e personalmente ai soci liquidatori medesimi e non sono riferibili alla società. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. III, 08 Febbraio 1974, n. 365.