LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO II
Della società semplice
SEZIONE IV
Dello scioglimento della società

Art. 2274

Poteri degli amministratori dopo lo scioglimento
TESTO A FRONTE

I. Avvenuto lo scioglimento della società, i soci amministratori conservano il potere di amministrare, limitatamente agli affari urgenti, fino a che siano presi i provvedimenti necessari per la liquidazione.

GIURISPRUDENZA

Società di persone - Società semplice - Scioglimento - Esclusione - Ad opera degli altri soci - In genere - Esclusione del socio gravemente inadempiente - Durante la fase di liquidazione della società - Ammissibilità - Fondamento - Impossibilità di liquidazione della quota ex art. 2270, secondo comma, cod. civ. - Irrilevanza..
La messa in liquidazione della società di persone non osta all'applicazione dell'art. 2286 cod. civ., atteso che lo scioglimento della società determina soltanto il passaggio ad una nuova fase, nella quale la società permane come gruppo organizzato e i soci continuano ad essere titolari di diritti e obblighi, sicché i comportamenti di un socio in danno degli altri o della società nel suo complesso non possono restare, neppure in questa fase, privi di effetti giuridici, ai sensi e per gli effetti della citata disposizione codicistica. Ne consegue che il socio, colpevole di gravi inadempienze delle obbligazioni derivanti dalla legge o dal contratto sociale, può, anche durante lo stato di liquidazione, essere escluso dalla compagine, non rilevando, in senso contrario, la disposizione dell'art. 2270, secondo comma, cod. civ., che unicamente sancisce l'impossibilità per il creditore particolare del socio di ottenere la liquidazione della quota del suo debitore una volta deliberato lo scioglimento della società. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Giugno 2012, n. 8860.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Cessazione - Chiusura del fallimento - Effetti - Fallimento di una società e dei suoi amministratori - Permanenza in carica dei medesimi - Conseguenze - Chiusura del fallimento - Recupero del potere di rappresentanza degli organi sociali - Sussistenza..
Il fallimento di una società e dei suoi amministratori non determina il venir meno di questi ultimi, perché la società rimane in vita ed essi restano in carica, salva la loro sostituzione; ne consegue che, ove detta società ritorni "in bonis" a seguito della chiusura del fallimento, essa riacquista la propria ordinaria capacità, con tutti i conseguenti poteri di rappresentanza degli organi sociali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 30 Settembre 2009, n. 20947.


Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Scioglimento - Liquidazione - In genere - Poteri dei liquidatori - Rappresentanza giudiziale - Appello - Legittimazione esclusiva dei liquidatori. .
Poiché la cancellazione dal registro delle imprese non produce l'estinzione della società fino a quando non siano liquidati tutti i rapporti derivati dall'attività sociale ad essa connessi, la legittimazione ad impugnare con l'appello la sentenza emessa nei confronti della società in liquidazione, compete ai liquidatori ai quali spetta la rappresentanza, anche in giudizio, dell'ente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 02 Agosto 2001, n. 10555.


Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Scioglimento - Liquidazione - In genere - Avvenuto scioglimento della società - Rappresentanza della stessa prima della nomina dei liquidatori - Amministratori in carica - Conservazione della rappresentanza - Fondamento. .
Quando una società di persone sia stata sciolta, anche senza una dichiarazione formale, continuano a rappresentarla coloro che erano a ciò designati anteriormente allo scioglimento, come previsto, in via generale, dall'art. 2274 cod. civ.. Per quanto attiene, più in particolare, alle società in nome collettivo, gli amministratori che abbiano avuto conferita la rappresentanza della società, conservano tale rappresentanza, fino all'eventuale nomina dei liquidatori, poiché la società - sia essa di persone o di capitali - non rappresenta, dopo il suo scioglimento, nella fase di liquidazione, un ente diverso da quello originario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Ottobre 1997, n. 10027.