LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO II
Della società semplice
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 2252

Modificazioni del contratto sociale
TESTO A FRONTE

I. Il contratto sociale può essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci, se non è convenuto diversamente.

GIURISPRUDENZA

Società in accomandita semplice – Modello legale – Modifica ex art. 2252 c.c. – Nomina amministratori – Voto unanime dei soci accomandatari – Sindacato del Giudice del Registro.
Il modello legale della s.a.s. prevede che il contratto sociale sia modificato ai sensi della previsione di cui all’art 2252 c.c. con il consenso di tutti i soci. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)

Per la nomina degli amministratori ex art 2319 c.c. è richiesto, in assenza di differente statuizione, il consenso di tutti i soci accomandatari e di tanti soci accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale sociale con la conseguenza che la nomina degli amministratori presuppone l’individuazione e il voto all’unanimità dei soci accomandatari. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)

Nella s.a.s. l’amministratore può essere nominato solo tra i soci accomandatari e mentre è possibile che, a seguito della revoca dalla carica di amministratore di un accomandatario, questi non esca dalla compagine sociale l’esclusione dalla società dell’accomandatario comporta automaticamente il venir meno della carica di amministratore. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)

Il sindacato del Giudice del Registro è di natura formale e sostanziale e, pertanto, deve verificare il rispetto del modello legale in virtù del quale non si può essere nominati amministratore se non si è prima accomandatari. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)

Non può essere iscritta la delibera con la quale i soci a maggioranza hanno nominato gli amministratori e, quindi, questi hanno nominato l’accomandatario. (Mario Coderoni) (riproduzione riservata)
Tribunale Piacenza, 18 Marzo 2014.


Società in nome collettivo - Recesso del socio per giusta causa - Comunicazione al registro imprese - Presupposti - Adozione di delibera dei soci - Non necessità..
Le modificazioni dell'atto costitutivo di società in nome collettivo derivanti dallo scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio per morte, recesso, o esclusione non devono necessariamente risultare da una delibera dei soci; l'amministratore della società ha, quindi, l'obbligo di richiedere l'iscrizione nel registro delle imprese della modificazione che sia conseguenza del recesso per giusta causa del socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 03 Ottobre 2011.


Società in nome collettivo - Recesso del socio - Mancata comunicazione al registro imprese - Permanenza della responsabilità illimitata del socio - Richiesta di provvedimento cautelare nei confronti dell'amministratore della società - Periculum in mora - Sussistenza..
Poiché la mancata pubblicità del recesso del socio di società di persone comporta il permanere del regime di responsabilità illimitata del socio stesso, sussiste il requisito del periculum in mora perché in via cautelare si ordini all'amministratore di società di persone che non vi abbia provveduto di comunicare al registro delle imprese il recesso per giusta causa del socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 03 Ottobre 2011.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio - Recesso del socio - Società di persone a tempo indeterminato - Recesso del socio - Negozio unilaterale ricettizio - Revoca - Ammissibilità - Condizioni. .
Nelle società di persone a tempo indeterminato, la dichiarazione di recesso del socio è un negozio giuridico unilaterale recettizio, che produce i suoi effetti nel momento in cui viene portato a conoscenza della società, a differenza del caso in cui la società abbia una scadenza prefissata, ove l'uscita di uno dei soci dalla compagine sociale determina una modifica del contratto sociale che necessita del consenso di tutti i soci. Nella prima ipotesi non è esclusa, peraltro, la facoltà di revoca del recesso da parte del socio, in quanto la prevalenza del rapporto volontaristico-collaborativo fra i soci comporta che una diversa comune volontà possa essere espressa, almeno fino a che non si sia proceduto alla liquidazione della quota del socio uscente mediante la revoca della precedente volontà di scioglimento del singolo rapporto sociale, sempre che sussista la concorde volontà di tutti i soci in tal senso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Settembre 2009, n. 20544.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Rapporti tra soci - Amministrazione - Controllo dei soci - Revoca dell'amministratore - Presupposti - Necessità del consenso del socio amministratore revocando - Esclusione..
Ai sensi del combinato disposto degli art. 2252 e 2259 cod. civ., la revoca dell'amministratore di società di persone, la cui nomina sia contenuta nell'atto costitutivo, postula l'esistenza congiunta dei presupposti dell'unanimità dei consensi e della giusta causa, mentre questi possono sussistere in via alternativa, ove la nomina sia avvenuta con atto separato. Peraltro, allorché l'amministratore sia socio, non è richiesto il consenso del medesimo al fine della sua revoca, avendo portata generale il principio del divieto di voto in conflitto di interessi con la società, ai sensi dell'art. 2373 cod. civ., del quale costituisce applicazione anche l'art. 2287 cod. civ., che impone di non considerare il socio da escludere nel computo della maggioranza necessaria per l'esclusione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Giugno 2009, n. 13761.


Società - Di persone fisiche - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Quota di partecipazione del socio - Previsione dell'atto costitutivo concernente la libera trasferibilità della quota, salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci - Conseguenze - Possibilità del creditore particolare del socio di sottoporre detta quota a sequestro conservativo e a espropriazione - Anche prima dello scioglimento della società - Sussistenza.

Responsabilità patrimoniale - Conservazione della garanzia patrimoniale - Sequestro conservativo - In genere - Oggetto - Quota di società di persone - Per previsione dell'atto costitutivo liberamente trasferibile, salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci - Conseguenze - Possibilità del creditore particolare del socio di sottoporre detta quota a sequestro conservativo e a espropriazione - Anche prima dello scioglimento della società - Sussistenza.
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Le quote di partecipazione di una società di persone che per disposizione dell'atto costitutivo siano trasferibili con il (solo) consenso del cedente e del cessionario ma che facciano salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci, possono essere sottoposte a sequestro conservativo ed essere espropriate a beneficio dei creditori particolari del socio anche prima dello scioglimento della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Novembre 2002, n. 15605.


Società - Di persone fisiche - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Organi assembleari - Mancata previsione normativa - Irrilevanza - Costituzione da parte dei soci - Legittimità - Conseguenze in tema di validità delle delibere. .
La mancata previsione normativa di un organo assembleare nelle società di persone non comporta che ne sia, per ciò solo, vietata la costituzione, e che sia preclusa ai soci - qualora questi siano chiamati ad esprimere il proprio "consenso" nelle materie di cui agli artt. 2252, 2275, 2301, 2257 comma secondo, 2258 comma secondo, 2322 comma secondo - la possibilità di riunirsi in assemblea per deliberare, appunto, ai sensi delle norma citate, all'unanimità ovvero a maggioranza. Ne consegue che l'adozione del metodo assembleare per le deliberazioni sociali - da ritenersi del tutto legittimo - comporta che, quanto alla disciplina della validità/invalidità di tali atti deliberativi, debba farsi applicazione dei principi generali sulle patologie degli atti negoziali plurisoggettivi (esclusa, per converso, l'applicabilità degli artt. 2377 e 2379, dettati con specifico riferimento alle sole delibere delle società per azioni), di talché, dalla eventuale violazione di norme imperative (quale quella di cui all'art. 2252 cod. civ., specificativa del principio generale di immodificabilità del contratto senza il consenso di tutti i contraenti), discende senz'altro la nullità della delibera societaria, ex art. 1418 cod. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Giugno 2002, n. 8276.


Arbitrato - Compromesso e clausola compromissoria - In genere - Controversie assoggettabili - In materia societaria - Configurabilità - Limiti - Fattispecie in tema di scioglimento della società. .
Le controversie in materia societaria possono formare oggetto di compromesso, con esclusione di quelle che hanno ad oggetto interessi della società o che concernono la violazione di norme poste a tutela dell'interesse collettivo dei soci o dei terzi; pertanto non sono compromettibili e devolvibili al giudizio di arbitri le controversie riguardanti lo scioglimento della società; tale principio si applica anche in ipotesi di società di persone, la quale costituisce, sia sul piano sostanziale che processuale, un centro autonomo di rapporti intersoggettivi diversi e distinti da quelli facenti capo ai singoli soci. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Settembre 2000, n. 12412.


Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti tra soci - In genere - Quote di partecipazione - Trasferimento di quote da parte di uno dei soci - Consenso da parte degli altri soci - Natura e funzione rispetto al negozio di cessione - Conseguenze - Impugnazione della cessione per simulazione - Da parte di un terzo creditore del socio alienante - Litisconsorzio necessario tra tutti i soci - Necessità - Esclusione.

Procedimento civile - Litisconsorzio - Necessario - In genere - Quote di partecipazione - Trasferimento di quote da parte di uno dei soci - Consenso da parte degli altri soci - Natura e funzione rispetto al negozio di cessione - Conseguenze - Impugnazione della cessione per simulazione - Da parte di un terzo creditore del socio alienante - Litisconsorzio necessario tra tutti i soci - Necessità - Esclusione.
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Rispetto al negozio di cessione delle quote societarie stipulato dal socio di una società in nome collettivo con un terzo, il consenso degli altri soci, pur necessario per l'efficacia dell'atto nei confronti della società, non incide su perfezionamento e sulla validità della cessione, operando, rispetto a questo, esclusivamente come "condicio iuris" ai fini dell'opponibilità del trasferimento alla compagine sociale. Ne consegue che i soci estranei alla cessione non assumono, in nessun momento, le vesti di "parti" del relativo negozio (tali essendo, in via esclusiva, il cedente ed il cessionario), e non possono, pertanto, rivestire la qualità di litisconsorti necessari in un giudizio instaurato dal creditore del socio alienante per l'accertamento della simulazione assoluta del negozio di cessione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Settembre 1997, n. 8784.


Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Rapporti tra i soci - In genere - Qualità di socio - Acquisto della quota sociale - Insufficienza..
Nelle società di persone l'acquisto della quota sociale non è sufficiente a far acquistare la qualità di socio ed insorgere la responsabilità dell'acquirente per le obbligazioni sociali nonché a determinare la connessa estensione del fallimento della società all'acquirente stesso, occorrendo invece che si realizzi il suo effettivo inserimento nell'organismo sociale mediante il patto con gli altri soci che comporta, attraverso l'assunzione della qualità di socio, i connessi diritti ed obblighi verso la società, gli altri soci e i terzi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Marzo 1990, n. 2539.


Società - Di persone fisiche - Società in accomandita semplice - Sede - Cambiamento - Deliberazione - Validità - Condizioni - Consenso di tutti i soci - Necessità - Conseguenze..
La deliberazione di cambiamento della Sede sociale, risolvendosi in una modificazione del contratto di società, richiede nelle società di persone (nella specie, società in accomandita semplice) il consenso di tutti i soci (V. Artt. 2252, 2293, 2315 cod. civ.), talché il trasferimento deliberato unilateralmente dallo amministratore, ove non risulti il consenso anche tacito dei soci assenti, deve ritenersi nullo e privo di effetti con la conseguenza che non può tenersene conto ai fini della Competenza per territorio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Ottobre 1987, n. 7753.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Contratto sociale - Modificazioni - Consenso di tutti i soci - Forma - Vincolata - Esclusione - Comportamento tacito - Configurabilità. .
Il consenso di tutti i soci, necessario per la modifica del contratto sociale nella società di persone (art. 2252 cod. civ.), non è soggetto a forme vincolate e può essere desunto anche da Atti o comportamenti che dimostrino inequivocamente la unanime volontà dei soci medesimi (nella specie, trattavasi della clausola che regolava l'ipotesi di morte di un socio, modificata nel senso di consentire la prosecuzione del rapporto sociale con tutti gli eredi, anziché con uno soltanto di essi). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Maggio 1984, n. 2860.