LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO II
Della società semplice
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 2251

Contratto sociale
TESTO A FRONTE

I. Nella società semplice il contratto non è soggetto a forme speciali, salve quelle richieste dalla natura dei beni conferiti.

GIURISPRUDENZA

Società di persone - Contratto preliminare di società - Ricorso allo strumento di cui all'articolo 2932 c.c. per l'esecuzione specifica dell'obbligo di stipulare il contratto di società di persone - Esclusione - Risarcimento del danno.
Benché, in linea di principio, possa ammettersi la legittimità del contratto preliminare di società a condizione, che, al pari di ogni altro contratto preliminare, esso rechi l’indicazione degli elementi essenziali del futuro contratto di società, deve tuttavia escludersi la possibilità di ricorrere allo strumento offerto dall’art. 2932 c.c. per l’esecuzione specifica dell’obbligo di stipulare un contratto di società di persone. Infatti, come affermato da una parte della dottrina, al di fuori dei casi in cui ricorrono ragioni di ordine pubblico, l’ordinamento non conosce l’imposizione autoritaria di forme di sodalizio o di comunità, specie se si tratti di organismi che, come quelli sociali e, precisamente, di contratti con comunione di scopo in relazione all'attività da svolgere in comune, presuppongono spontanee predisposizioni psicologiche dei loro partecipanti. In questa prospettiva, nelle società di persone, la percorribilità del ricorso alla norma di cui all’art. 2932 c.c. deve essere necessariamente esclusa perché, presupponendo lo svolgimento dell’attività sociale la fattiva collaborazione della parte inadempiente, l’esecuzione dell’obbligo in forma specifica non offrirebbe alcuna garanzia in ordine al suo effettivo svolgimento e potrebbe determinare la paralisi della società prima che questa possa cominciare ad operare. In altre parole, il rimedio in argomento appare incompatibile con la struttura delle società di persone, caratterizzata dall’emersione dell’elemento personale. Al soggetto titolare del diritto alla costituzione del vincolo societario - parte di un contratto preliminare di società ovvero titolare del diritto di opzione sulla medesima costituzione - non resta, pertanto, altro rimedio che quello di richiedere il risarcimento del danno subito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Novembre 2015.


Fallimento – Società di fatto occulta tra S.r.l. unipersonale e impresa individuale – Volontà negoziale dei soci – Realizzazione dell’oggetto sociale – Partecipazione ai guadagni ed alle perdite – Necessità..
L’esistenza di un sistema di finanziamento di una società a responsabilità limitata unipersonale da parte dell’impresa individuale esercitata dal titolare della prima, unitamente al costante rapporto di collaborazione tra le due imprese, volto al conseguimento di risultati patrimoniali comuni, non sono elementi sufficienti a far ritenere l’esistenza di una società di fatto tra le suddette due imprese ove manchi la prova della volontà negoziale dei soci di costituire detta società, della realizzazione dell’oggetto sociale attraverso un fondo comune e della partecipazione ai guadagni ed alle perdite. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 23 Marzo 2010, n. 0.


Società - Di persone fisiche - Società irregolare e di fatto - Prova - Prova scritta - Mancanza - Irrilevanza - Possibilità di provare con ogni mezzo lo svolgimento in comune di un'attività economica - Sussistenza - Responsabilità solidale dei soci verso i terzi - Esteriorizzazione del vincolo sociale - Sufficienza - Accertamento del giudice di merito - Sindacabilità in sede di legittimità - Esclusione. .
La mancanza della prova scritta del contratto di costituzione di una società di fatto o irregolare (non richiesta dalla legge ai fini della sua validità) non impedisce al giudice del merito l'accertamento "aliunde", mediante ogni mezzo di prova previsto dall'ordinamento, ivi comprese le presunzioni semplici, dell'esistenza di una struttura societaria, all'esito di una rigorosa valutazione (quanto ai rapporti tra soci) del complesso delle circostanze idonee a rivelare l'esercizio in comune di una attività imprenditoriale, quali il fondo comune costituito dai conferimenti finalizzati all'esercizio congiunto di un'attività economica, l'alea comune dei guadagni e delle perdite e l'"affectio societatis", cioè il vincolo di collaborazione in vista di detta attività nei confronti dei terzi; peraltro, è sufficiente a far sorgere la responsabilità solidale dei soci, ai sensi dell'art. 2297 cod. civ., l'esteriorizzazione del vincolo sociale, ossia l'idoneità della condotta complessiva di taluno dei soci ad ingenerare all'esterno il ragionevole affidamento circa l'esistenza della società. Tali accertamenti, risolvendosi nell'apprezzamento di elementi di fatto, non sono censurabili in sede di legittimità, se sorrette da motivazioni adeguate ed immuni da vizi logici o giuridici. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Marzo 2010, n. 5961.


Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - Imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) - In genere - Società semplice esercente l'attività di gestione immobiliare relativa alla locazione di immobili di proprietà - Assoggettabilità alla disciplina in materia di IVA - Condizioni - Sistematicità ed abitualità di detta attività - Necessità - Conseguenze - Risarcimento dei danni - Liquidazione - Detrazione delle somme pagate a titolo di IVA - Necessità. .
Anche l'attività di gestione immobiliare esercitata da una società semplice consistente nella locazione di immobili di proprietà deve essere considerata esercizio di impresa ai sensi dell'art. 4 del d.P.R. n. 633 del 1972 (con conseguente assoggettabilità alla disciplina in materia di IVA), se rimane accertato che tale attività sia stata realizzata con i caratteri della sistematicità e dell'abitualità. Ne consegue che correttamente il giudice di merito, nel liquidare il danno patito da siffatta società e consistito nei compensi erogati a terzi per il restauro degli immobili, non tiene conto di quanto pagato dalla società danneggiata a titolo di IVA, trattandosi di importo che la stessa danneggiata può detrarre dal proprio debito d'imposta avente ad oggetto il versamento dell'IVA riscossa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 08 Gennaio 2010, n. 75.


Società - Di persone fisiche - In genere (Nozione, caratteri, distinzioni) - Contratto costitutivo - Forma libera - Ammissibilità - Limiti - Sussistenza di un rapporto sociale non formalizzato - Onere della prova..
Il contratto di una società semplice, tranne nel caso in cui venga conferito un bene il cui trasferimento richieda una forma speciale, è a forma libera e può pertanto essere validamente concluso anche "per facta concludentia"; l'onere di provare la sussistenza del rapporto sociale ove non formalizzato, incombe su chi allega tale rapporto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Dicembre 2008, n. 29885.


Comunione dei diritti reali - Condominio negli edifici - Amministratore - Nomina e revoca - Conferimento a persona giuridica - Ammissibilità - Fondamento..
L'incarico di amministratore del condominio può essere conferito, oltre che a una persona fisica, anche a una persona giuridica - nella specie, una società di capitali - tenuto conto che la persona giuridica non soffre di limitazioni di capacità, se non nei casi tassativamente previsti dalla legge, e che essa è in grado di offrire, quanto all'adempimento della relativa obbligazione ed all'imputazione della conseguente responsabilità, un grado di affidabilità pari a quello della persona fisica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 23 Gennaio 2007, n. 1406.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Contratto sociale - Forma - Conferimento di un immobile in società - Rispetto delle forme richieste dalla natura del bene - Necessità..
Il conferimento di un immobile in società deve avvenire con il rispetto delle forme richieste dalla natura del bene conferito, anche se la legge non richiede alcuna forma per la costituzione del rapporto sociale (nella specie, è stato escluso il conferimento in società di fatto di un suolo acquistato da parte dei soci "uti singuli"). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Febbraio 2000, n. 1613.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Contratto sociale - In genere - Senza determinazione di tempo, senza forma scritta e con conferimento del godimento di beni immobili - Nullità - Conseguenze - Equiparazione alle conseguenze dello scioglimento della società - Legittimità - Liquidazione della quota del socio - Criteri..
Il contratto verbale costitutivo di una società di fatto, senza determinazione di tempo, con il conferimento del godimento di beni immobili essenziali al raggiungimento dello scopo sociale, è affetto da nullità, ai sensi dell'art. 2251 cod. civ., in relazione all'art. 1350 n. 9 cod. civ. il quale contempla la forza scritta "ad substantiam" per detti conferimenti immobiliari ove siano ultranovennali od a tempo indeterminato. Detta nullità (per escludere la quale non è invocabile il principio della conservazione del negozio giuridico, onde circoscrivere il patto societario nei limiti del novennio - con conseguente non necessarietà di forma scritta -, in quanto ciò esulerebbe dalla mera interpretazione della volontà delle parti, traducendosi in un'arbitraria sostituzione del loro effettivo intento) è del tutto equiparabile, "quoad effectum", al fenomeno dello scioglimento della società, con conseguente necessità di procedere alla liquidazione della quota del singolo socio, avuto riferimento alla complessiva situazione patrimoniale dell'azienda alla data dello scioglimento, comprensiva di tutte le relative componenti, fra cui anche la quota relativa all'avviamento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Aprile 1999, n. 3166.


Società - Di persone fisiche - Società semplice - Scioglimento - Esclusione - Ad opera degli altri soci - Procedimento - Delibera di esclusione - Necessaria contestuale convocazione di tutti i soci - Esclusione - Raccolta delle singole manifestazioni di volontà dei soci idonei a formare la maggioranza richiesta ex art. 2287 cod. civ. - Sufficienza - Fondamento - Previsione dell'organo e del metodo assembleare nelle società di persone fisiche - Esclusione..
Nella disciplina legale delle società di persone manca la previsione dell'organo e del metodo assembleare, con la conseguenza che, dovendosi adottare la delibera di esclusione di un socio (per la quale è richiesta la maggioranza dei soci non computandosi tra questi quello da escludere), non è necessario che siano consultati tutti i soci, ne' che essi manifestino contestualmente la propria volontà attraverso una delibera unitaria, essendo sufficiente raccogliere le singole volontà idonee a formare la richiesta maggioranza e comunicare la delibera di esclusione al socio escluso, affinché egli sia posto in condizione di esercitare la facoltà di opposizione dinanzi al tribunale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Gennaio 1998, n. 153.


Società - Di persone fisiche - Società irregolare e di fatto - Prova - Scritta - Mancanza - Ininfluenza - Rapporti tra soci - Elementi di prova - Comportamenti tenuti dai soci nei confronti dei terzi - Rilevanza - Accertamento del giudice di merito - Sindacabilità - Esclusione..
La concreta mancanza della prova scritta di un contratto societario relativo ad una società di fatto o irregolare (non richiesta, peraltro, dalla legge ai fini della sua validità), non impedisce, al giudice del merito, l'accertamento, "aliunde", della esistenza di una struttura societaria, all'esito di una rigorosa valutazione (quanto ai rapporti tra soci) del complesso delle circostanze idonee a rivelare l'esercizio in comune di una attività imprenditoriale nonché l'esistenza di una "affectio societatis" ("id est" l'intenzione pattizia dei contraenti di vincolarsi e collaborare per tale esercizio), potendo legittimamente desumersi tale rapporto sociale dai comportamenti tenuti, anche nei confronti dei terzi, da ciascuno dei soci nell'esercizio collettivo dell'impresa. Tale indagine, risolvendosi nell'apprezzamento di elementi di fatto, non è censurabile in sede di legittimità, se sorretta da motivazione adeguata ed immune da vizi logici o giuridici. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Agosto 1997, n. 8187.


Lavoro - Lavoro subordinato - In genere (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - Qualificazione del rapporto - "Nomen iuris" usato dalle parti - Rilevanza - Limiti - Concreto svolgimento del rapporto - Considerazione - Necessità - Rapporto societario - Sussistenza - Condizioni..
Ai fini della qualificazione di un rapporto quale lavoro subordinato o come società non è sufficiente il "nomen iuris" ad esso dato dalle parti, dovendo aversi riguardo al concreto svolgimento del rapporto stesso, sicché una volta accertata l'effettuazione di prestazioni lavorative di una delle parti in favore dell'altra la configurabilità di un rapporto societario fra le stesse presuppone la prova (da fornirsi da colui che assume l'esistenza di tale rapporto) che le parti si siano comportate come soci, redigendo ad. es. i bilanci annuali e ripartendo in base agli stessi gli utili o le perdite. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 26 Settembre 1996, n. 8508.


Società - Di persone fisiche - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Contratto costitutivo - Forma - Conclusione verbale - Ammissibilità - Limiti - Documento scritto - Funzione. .
Il contratto costitutivo di una società di persone che non abbia ad oggetto beni immobili può essere concluso anche verbalmente, essendo il documento scritto richiesto solo in funzione dell'eventuale iscrizione della società nel registro delle imprese (cod. civ. 2296). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Aprile 1996, n. 3275.


Contratti in genere - Requisiti (elementi del contratto) - Forma - Scritta - "Ad substantiam" - In genere - Costituzione di società - Contestuale conferimento di bene immobile essenziale per il raggiungimento dello scopo sociale - Conferimento effettuato con scrittura privata recante il crocesegno della parte anziché la sua sottoscrizione - Nullità assoluta dell'atto - Estensione della nullità al contratto di società. .
È affetto da nullità assoluta, per mancanza della necessaria forma scritta, il conferimento di un bene immobile a favore di una società costituita contestualmente, ove effettuato con una scrittura privata recante il crocesegno anziché la sottoscrizione della parte, che ne costituisce il requisito essenziale. Tale nullità, ove l'immobile risulti essenziale per il raggiungimento dello scopo sociale, si estende all'intero contratto di società, si estende all'intero contratto di società, pur trattandosi di società semplice per la quale non è necessaria alcuna formalità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 12 Marzo 1994, n. 2389.


Società - Di persone fisiche - Società irregolare e di fatto - Costituzione - Contratto costitutivo - Conferimento di beni immobili - Mancanza - Forma scritta - Necessità - Esclusione. .
Il contratto costitutivo di società in nome collettivo, che non abbia per oggetto il conferimento di beni immobili, può essere concluso anche oralmente, essendo il documento scritto richiesto solo in funzione dell'eventuale iscrizione della società nel registro delle imprese (art. 2296 cod. civ.). Tale documento è, pertanto, superfluo per le società irregolari, alle quali si applica, in forza del rinvio di cui all'art. 2293 cod. civ., la disposizione del precedente art. 2251, secondo il quale il contratto di società (personali) non è soggetto a forme speciali, salvo quelle richieste dalla natura dei beni conferiti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Aprile 1992, n. 4569.