LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO II
Del lavoro nell'impresa
CAPO III
Delle imprese commerciali e delle altre imprese soggette a registrazione
SEZIONE I
Del registro delle imprese

Art. 2191

Cancellazione d'ufficio
TESTO A FRONTE

I. Se un'iscrizione è avvenuta senza che esistano le condizioni richieste dalla legge, il giudice del registro, sentito l'interessato, ne ordina con decreto la cancellazione.

GIURISPRUDENZA

Società di capitali – Trasformazione eterogenea – Tipicità delle ipotesi – Trasformazione di società di capitali in liquidazione in trust liquidatorio – Esclusione.
Le ipotesi di trasformazione eterogenea previste e disciplinate dal legislatore costituiscono un numero chiuso, per cui non è predicabile la trasformazione di una società di capitali in liquidazione in trust liquidatorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Luglio 2017.


Società di capitali – Trasformazione eterogenea – Trasformazione di società di capitali in liquidazione in trust liquidatorio – Cancellazione dell’iscrizione dell’atto di trasformazione – Preclusione ex art. 2500 bis c.c. – Esclusione.
Non essendo l’operazione di trasformazione da ente societario in liquidazione in trust liquidatorio riconoscibile per l’ordinamento, la cancellazione dell’iscrizione dell’atto di trasformazione non può dirsi preclusa dalla disposizione di cui all’art. 2500 bis c.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Luglio 2017.


Registro delle imprese – Iscrivibilità delle domande giudiziali – Esclusione.
Per le domande giudiziali, vige la regola generale della non iscrivibilità nel registro delle imprese.
Il principio di tipicità degli atti soggetti ad iscrizione del registro delle imprese si ricava dagli artt.2188 c.c., 7, comma 2, e 11, comma 6, lett. C), DPR 581/1995. L’art.8, comma 6, L.580/1993 in alcun modo consente di ritenere che il detto sistema di pubblicità possa considerarsi atipico.
In applicazione del disposto di cui all’art.14 disp. prel. c.c., l’interprete non può applicare analogicamente le norme che stabiliscono ipotesi tipiche di iscrizione degli atti per affermare l’iscrivibilità di atti non considerati dal legislatore.
L’analogia è uno strumento per l’interpretazione del sistema, ma non può trovare applicazione allorquando è lo stesso sistema a definirsi completo, stabilendo le singole ed esclusive ipotesi in cui un atto risulta suscettibile di iscrizione.
Secondo il sistema legislativo vigente, il sistema di informazione proprio del registro delle imprese è completo non perché essenzialmente tale, ma nella misura in cui tutti e solo gli atti per cui la legge prevede l’iscrizione risultino effettivamente iscritti. Il principio di completezza rappresenta la ratio legis a cui si uniforma la disciplina degli atti suscettibili di iscrizione nel registro delle imprese, ma nulla dice in ordine a quali condizioni le informazioni contenute nel registro delle imprese dovrebbero ritenersi in astratto complete. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 06 Luglio 2017.


Registro Imprese – Cancellazione di cancellazione di società di capitali – Presupposti – Prova effettiva della prosecuzione dell’attività gestoria – Conferimento di mandato ad un avvocato in epoca successiva alla cancellazione – Irrilevanza – Compimento di atti riconducibili all’oggetto sociale – Necessità.
Può essere disposta la cancellazione dell’iscrizione della cancellazione dal Registro delle Imprese di una società di capitali qualora l’iscrizione relativa alla cancellazione della società sia avvenuta in difetto delle condizioni di legge, non risultando di fatto cessata l’attività d’impresa. A tale scopo, rileva il compimento di atti, successivi alla cancellazione, riconducibili all’attuazione dell’oggetto sociale, essendo peraltro irrilevante il mero conferimento di un mandato ad litem, di per sé neutro, che perciò, esso solo, non può in nessun caso costituire prova della prosecuzione dell’attività d’impresa. Invero, l’attività processuale svolta nel corso del giudizio dal difensore della società, anche dopo la cancellazione, rientra nell’attività svolta dal difensore quale dominus litis e, comunque (tenuto conto del contenuto tecnico-processuale dell’attività), non è indice univoco di prosecuzione dell’attività di impresa da parte di società cancellata. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 10 Maggio 2017.


Dichiarazione di fallimento - Giudizi pendenti - Cancellazione società dal registro imprese - Necessità - Esclusione - Cancellazione della cancellazione.
Nel caso di chiusura di fallimento in pendenza di giudizi ai sensi dell’art. 118, comma 2, l.f., il curatore non deve provvedere al cancellare la società dal registro delle imprese. (Laura Giraldi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 23 Novembre 2016.


Società - Costituzione di società semplici di mero godimento - Ammissibilità.
È legittima la costituzione di società semplici di mero godimento, le quali debbono, pertanto, essere iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08 Novembre 2016.


Registro Imprese - Cancellazione - Mancata conclusione della liquidazione della società.
Deve essere disposta la cancellazione della l’iscrizione nel Registro imprese della cessazione della società che abbia avuto luogo in difetto dei requisiti di legge. (Nel caso di specie, nel bilancio finale di liquidazione risultava l’esistenza di disponibilità liquide e di crediti, non svalutati ne riscossi, e dunque la mancata conclusione dell’iter liquidatorio) (Franco Benassi - Riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30 Settembre 2016.


Registro imprese – Cancellazione d’ufficio dell’indirizzo PEC cessato – Esclusione – Iscrizione della cessazione.
Nell’ipotesi in cui l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato dall’impresa al registro imprese non risulti più attivo, non potrà disporsi la cancellazione d’ufficio di detto indirizzo ai sensi dell’art. 2191 c.c. (la quale presuppone che l’iscrizione sia ab origine illegittima), ma potrà farsi luogo d’ufficio alla iscrizione della cessazione di detto indirizzo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Luglio 2016.


Società - Cancellazione dal registro delle imprese - Rapporti giuridici ancora esistenti dopo la cancellazione - Prosecuzione in capo agli ex soci - Potere del Conservatore di verifica delle condizioni per l'iscrizione della cancellazione - Cancellazione della iscrizione in mancanza delle condizioni di legge.
Come evidenziato anche da altri giudici del registro (Giudice registro Milano, 22 novembre 2013; Trib. Bologna, 21 luglio 2014), pur ricostruendo la cancellazione di società dal Registro delle imprese in termini di efficacia estintiva e disegnando quindi il regime dei rapporti giuridici (ancora) sussistenti dopo la cancellazione dell'ente dal Registro delle imprese come un fenomeno latu sensu successorio coinvolgente gli (ex) soci e, così, venendo ad escludere la necessità di cancellazione di iscrizione di cancellazione nel caso di mancato compimento della liquidazione in riferimento a taluni rapporti giuridici facenti capo all'ente estinto, rapporti appunto destinati a proseguire in capo agli ex soci - la nuova disciplina non sottrae del tutto la iscrizione della cancellazione di società al regime generale ex art. 2189 c.c. e a quello, conseguente, della cancellazione d'ufficio ex art. 2191 c.c., anche per la iscrizione della cancellazione di società dal Registro, dovendo quindi tuttora ritenersi sussistente il potere del Conservatore ex art. 2189 secondo comma c.c. di verifica "delle condizioni richieste dalla legge per l'iscrizione" e, correlativamente, la competenza del Giudice del registro ex art. 2191 c.c. ad ordinare la cancellazione della iscrizione "avvenuta senza che esistano le condizioni richieste dalla legge". (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19 Aprile 2016.


Registro imprese - Cancellazione della società - Svolgimento della fase liquidatoria - Necessità - Cancellazione quale risultato di una fattispecie a formazione progressiva.
Tra i presupposti della cancellazione dal Registro va annoverato lo svolgimento della fase liquidatoria disegnata dal codice civile, nel cui sistema, in particolare per le società di capitali, la cancellazione dell'ente (e la connessa estinzione) non consegue immediatamente al verificarsi di una causa di scioglimento, ma è il risultato di una fattispecie a formazione progressiva, articolata nell'accertamento ad opera degli amministratori della causa di scioglimento (art. 2484 c.c.), nella nomina assembleare del liquidatore (art. 2487 c.c.), nella attività di liquidazione in senso proprio, culminante nella redazione del bilancio finale di liquidazione (art. 2492 c.c.) recante l'indicazione della "parte spettante a ciascun socio o azione nella divisione dell'attivo", bilancio solo all'approvazione del quale può poi far seguito la richiesta di cancellazione della società dal Registro delle imprese.
Dalla indefettibilità della fase liquidatoria nelle sue varie articolazioni discende la non rispondenza alle previsioni normative di situazioni che si risolvono nella completa pretermissione del procedimento endosocietario, come nel caso in cui la liquidazione dell'intero patrimonio sociale sia in concreto affidata - per un tempo futuro rispetto alla data di redazione del bilancio finale ed alla stessa cancellazione della società - ad un soggetto diverso dal liquidatore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 19 Aprile 2016.


Registro imprese - Cancellazione della società - Bilancio finale di liquidazione - Esistenza di poste debitorie e creditorie o di beni non liquidati - Mancanza della conclusione dell'iter liquidatorio - Verifica da parte del registro delle imprese.
Quando il bilancio finale documenta la contemporanea esistenza di poste debitorie e creditorie oppure di beni mobili o immobili non liquidati (e non utilizzati quali forma ‘diretta’ di pagamento dei creditori sociali), il bilancio presentato non attesta la conclusione dell’iter liquidatorio; questa situazione può essere oggetto di verifica da parte dell'ufficio del registro delle imprese (e, quindi, del giudice del registro), la verifica che ha ad oggetto la qualificazione dell’atto stesso per come depositato dal liquidatore in termini di bilancio finale di liquidazione sulla base di una constatazione del tutto estrinseca, e dunque non di merito, in relazione alla contemporanea sussistenza di voci attive e passive. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19 Aprile 2016.


Giudice del Registro – Cancellazione d’ufficio dal registro delle imprese – Natura ed estensione dei poteri .
In virtù dell’art. 2188 c.c., il Giudice del Registro ha essenzialmente la funzione di vigilare sull’operato dell’ufficio del registro.

In tema di cancellazione d’ufficio d’iscrizioni camerali, tenuto conto che l’art. 2191 c.c. fa riferimento alle “condizioni richieste dalla legge”, va affermato che prima il Conservatore e poi il Giudice del Registro esercitano un controllo di natura formale, limitato alla verifica delle condizioni formali prescritte dalla legge per quell’atto, con esclusione d’indagine sulla relativa legittimità sostanziale. Ciò salve le ipotesi in cui la radicale illiceità contenutista dell’atto finisca addirittura per metterne in discussione la riconducibilità al “tipo” giuridico di atto iscrivibile. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 21 Ottobre 2015.


Revoca della cancellazione dal registro delle imprese – Scioglimento senza liquidazione – Società in accomandita semplice – Estinzione dell'ente .
Per le società di persone sussiste la possibilità della cancellazione prescindendo dalle formalità prescritte dagli artt. 2252, 2275 e 2308 c.c., particolarmente  nei casi in cui ciò sia previsto nell’atto costitutivo della compagine ovvero nell’ambito di un’apposita decisione assunta dai soci al pervenire delle condizioni dello scioglimento dell’ente.

Nelle società di persone il procedimento di liquidazione non è quindi posto dalla legge in modo assoluto, costituendo fase facoltativa soprattutto nell'interesse dei soci, i quali possono evitarla pervenendo all'estinzione dell'ente sia attraverso una divisione concordata ovvero chiedendo al giudice la definizione dei reciproci rapporti di dare e avere, anche secondo le modalità proprie per lo scioglimento della comunione ordinaria.
    
Nell’ipotesi di apposita delibera adottata da tutti soci della società di persone, che preveda di omettere la relativa procedura di liquidazione, giacché non è possibile al Conservatore ed al Giudice del Registro sindacare il merito della decisione, deve ritenersi che la cancellazione dal registro delle imprese dell’ente, richiesta dal suo amministratore in esecuzione del deliberato, contenga le condizioni dettate dalla legge. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 21 Ottobre 2015.


Iscrizione della cancellazione dal registro delle imprese di società di persona – Natura – Revoca dell’iscrizione – Presupposti.
L’iscrizione nel registro delle imprese dell’atto che cancella una società di persone si differenzia da quella riguardante una delle società di capitali, presentando valore di pubblicità meramente dichiarativa superabile con prova contraria.

La prova contraria all’estinzione dell’ente non può fondare sul solo dato statico della pendenza di rapporti non ancora definiti facenti capo alla società. Occorre, invece, la prova di un fatto dinamico: cioè che la società abbia continuato in realtà ad operare - e dunque ad esistere - pur dopo l'avvenuta cancellazione dal registro.
Va escluso che l'esistenza di residui attivi o sopravvenienze sia da sola sufficiente a giustificare la revoca della cancellazione della società dal registro, o che valga altrimenti ad impedire l'estinzione dell'ente collettivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 21 Ottobre 2015.


Cancellazione d’ufficio di atto notarile iscritto immediatamente dal Conservatore del Registro Imprese ai sensi dell’art. 20, comma 7 bis, del D.L. 24 giugno 2014 n.91 - Ammissibilità in ipotesi di assenza di tipicità dell’atto iscritto.
Può essere disposta la cancellazione d’ufficio ex art. 2191 c.c. di un atto pubblico – quale la determinazione ai sensi dell’art. 152 l.fall. dei soci di società in nome collettivo per l’ammissione al concordato preventivo o in alternativa alla presentazione di accordo di ristrutturazione – qualora il Conservatore del Registro Imprese, ai sensi dell’art. 20, comma 7 bis, del D.L. 24 giugno 2014 n. 91, convertito con modifiche dalla Legge 11 agosto 2014 n. 116, abbia proceduto all’iscrizione immediata dell’atto, non trattandosi di atto tipico per il quale è prevista l’iscrizione nel registro. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Luglio 2015.


Iscrizione immediata del Conservatore del Registro Imprese ai sensi dell’art. 20, comma 7 bis, del D.L. 24 giugno 2014 n.91 quando l’iscrizione è richiesta sulla base di un atto pubblico o di una scrittura privata autenticata - Vaglio del Conservatore di competenza territoriale e autenticità della sottoscrizione - Possibilità di richiedere la cancellazione d’ufficio per difetto di tipicità dell’atto.
Il Conservatore del Registro Imprese, ai sensi dell’art. 20, comma 7 bis, del D.L. 24 giugno 2014 n. 91, convertito con modifiche dalla Legge 11 agosto 2014 n. 116, procede all’iscrizione immediata dell’atto notarile, dopo avere vagliato unicamente la competenza territoriale della Camera e l’autenticità della sottoscrizione della domanda, ma può chiedere al Giudice del registro la cancellazione d’ufficio ex art. 2191 c.c. dell’iscrizione effettuata ove non si tratti di atto tipico per il quale è prevista l’iscrizione. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Luglio 2015.


Cancellazione della cancellazione di una società dal Registro Imprese – Ammissibilità in difetto delle condizioni di legge per la cancellazione.
Con decreto ex art. 2191 c.c. può essere disposta la cancellazione dell’iscrizione relativa alla cancellazione dal registro di una società qualora l’iscrizione relativa alla cancellazione dal Registro delle imprese della società sia avvenuta in difetto delle condizioni di legge,  non risultando di fatto cessata l’attività d’impresa. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Luglio 2015.


Cancellazione della cancellazione di una società dal Registro Imprese – Prova della prosecuzione dell’attività gestoria – Conferimento di mandato ad un avvocato in epoca successiva alla cancellazione.
Al fine della pronuncia del decreto di cancellazione dell’iscrizione relativa alla cancellazione dal registro imprese di una società costituisce prova della prosecuzione dell’attività d’impresa il conferimento di mandato ad un avvocato in epoca successiva alla cancellazione e la conseguente  la costituzione in un giudizio contenzioso civile. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 19 Luglio 2015.


Società - Trasferimento della sede - Trasferimento presso casella postale - Illegittimità.
È illegittimo trasferimento della sede sociale della società presso una casella postale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 02 Aprile 2015.


Registro imprese - Cancellazione di società costituita in Italia per trasferimento in altro stato - Condizioni - Continuità - Iscrizione della delibera assembleare che dispone il trasferimento - Cancellazione dal registro imprese italiano - Prova documentale del trasferimento presso lo Stato indicato nella delibera - Sparizione della società.
Con riferimento specifico alla cancellazione della società costituita in Italia dal registro delle imprese per effetto del trasferimento della relativa sede sociale in altro Stato, lo stesso può ritenersi legittimo (e quindi efficace) secondo la legge italiana, solo se secondo la legge dello Stato di destinazione si ammetta, come l’ordinamento italiano ammette (per le società per azioni: artt. 2369, quinto comma 2437, primo comma, lett. c), c.c., rispettivamente in tema di seconda convocazione di assemblea straordinaria e di diritto di recesso del socio; per le società a responsabilità limitata: art. 2473, primo comma, c.c., in tema di diritto di recesso del socio), la continuità (senza quindi alcun effetto dissolutivo ovvero estintivo dell’ente, come nel caso di cancellazione dal registro delle imprese successiva all’approvazione del bilancio finale di liquidazione: art. 2495 c.c.) di una società commerciale costituita in Italia che abbia nello stesso Stato di destinazione trasferito la propria sede; pertanto, fermo restando l’obbligo di iscrizione nel registro delle imprese di deliberazione assembleare di società di capitali costituita in Italia con la quale venga disposto il trasferimento della sede sociale nel territorio di altro Stato, in tanto può legittimamente procedersi alla cancellazione della stessa società dal registro delle imprese italiano ove tale deliberazione è iscritta, costituente atto destinato a dare efficacia anche per i terzi al disposto trasferimento, in quanto vi sia prova documentale dell’effettivo trasferimento della persona giuridica presso lo Stato indicato nella medesima delibera; potendosi altrimenti pervenire ad una vera e propria “sparizione” della società medesima, costituente frattura irreparabile della vicenda evolutiva che il sistema di iscrizione intende rendere pubblico ai terzi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 17 Febbraio 2015.


Società di persone - Cancellazione dal registro delle imprese - Presunzione di estinzione - Prova contraria - Compimento di operazioni economiche e commerciali - Necessità - Svolgimento di attività meramente processuale - Esclusione.
Allo scopo di superare la presunzione di estinzione della società di persone conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, non è sufficiente il dato statico della pendenza di rapporti non ancora definiti, occorre la prova di un fatto dinamico e cioè che la società abbia continuato in realtà ad operare attraverso il compimento di operazioni economiche o commerciali sostanzialmente simili a quelle normalmente poste in essere durante l'esercizio dell'attività di impresa, non essendo a tal fine sufficiente lo svolgimento di mera attività processuale relativa giudizi ancora pendenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21 Luglio 2014.


Cancellazione della società dal Registro Imprese a seguito di deposito di bilancio finale di liquidazione - Richiesta di cancellazione depositata prima del decorso del termine per il reclamo - Mancata approvazione espressa o tacita del bilancio finale di liquidazione da parte dei soci

Approvazione a maggioranza del bilancio di liquidazione -  Improduttività degli effetti dell’approvazione tacita prima del decorso dei 90 giorni stabiliti per il reclamo - Ammissibilità della cancellazione della iscrizione della cancellazione della società dal Registro delle Imprese

Cancellazione della società dal Registro Imprese a seguito di deposito di bilancio finale di liquidazione - Richiesta di cancellazione depositata prima del decorso del termine per il reclamo - Ammissibilità della cancellazione della iscrizione della cancellazione della società dal Registro delle Imprese
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Se all'atto della richiesta di cancellazione della società dal Registro delle Imprese non è decorso il termine di 90 giorni dal deposito del bilancio finale di liquidazione entro il quale i soci hanno facoltà di presentare reclamo avverso lo stesso bilancio, il bilancio finale di liquidazione  non può essere ritenuto approvato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

L’approvazione del bilancio a maggioranza in sede assembleare è inidonea a determinare gli effetti  di cui all’art. 2495 cc. dovendo attendersi il decorso dei 90 giorni fissato per il reclamo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

E’ ammissibile la cancellazione della iscrizione della cancellazione della società dal Registro delle Imprese se all'atto della richiesta di cancellazione della società dal Registro delle Imprese non è decorso il termine di 90 giorni dal deposito del bilancio finale di liquidazione entro il quale i soci hanno facoltà di presentare reclamo avverso lo stesso bilancio. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 19 Maggio 2014.


Registro imprese - Cancellazione della società - Teoria della estinzione sostanziale - Inapplicabilità - Irrilevanza della persistenza di rapporti debitori o creditori.

Registro imprese - Cancellazione della società - Società di persone - Effetti - Prova del fatto dinamico della prosecuzione dell'attività - Critica.
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In tema di cancellazione delle società dal registro delle imprese e dei relativi effetti, non può più trovare applicazione la teoria dell'estinzione sostanziale (in base alla quale l'effetto estintivo della società veniva subordinato alla definizione di tutti i rapporti patrimoniali in essere), dovendosi prendere atto del regime di estinzione formale conclamato dal nuovo articolo 2495 c.c., in forza del quale ai fini della valida cancellazione della società non ha rilievo la persistenza di rapporti debitori o creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Suscita perplessità l'affermazione contenuta nella sentenza delle Sezioni unite della Corte di cassazione n. 6070 del 2013, secondo la quale la prova del "fatto dinamico" costituito dalla prosecuzione dell'attività dopo la cancellazione dal registro delle imprese consentirebbe, nelle società di persone, di superare l'effetto estintivo previsto dall'articolo 2495 c.c. La tesi pare, infatti, contraria al dato legislativo contenuto nella citata norma ("ferma restando l'estinzione della società") e difficilmente conciliabile con la previsione dell'articolo 2490, comma 6, c.c., il quale, nel consentire la cancellazione d'ufficio della società sul mero presupposto formale del mancato deposito dei bilanci per tre anni consecutivi, nega logicamente qualsivoglia rilievo all'effettiva prosecuzione dell'attività d'impresa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 03 Maggio 2014.


Registro delle imprese - Tipicità degli atti soggetti all'iscrizione - Applicazione analogica - Esclusione - Controllo del giudice del registro sulla completezza del sistema - Fattispecie in tema di revocatoria di cessione di quote di società a responsabilità limitata.
Dagli articoli 2188 c.c., 7, comma 2, e 11, comma 6, lett c) del d.p.r. 58171995 si ricava il principio di tipicità e tassatività degli atti suscettibili ad iscrizione nel registro delle imprese, norme, queste, che non possono essere fatte oggetto di un'interpretazione analogica volta ad ampliare i casi previsti in nome del principio di completezza degli atti suscettibili di iscrizione in un sistema informato al principio di legalità; il sistema di informazione proprio del registro delle imprese deve, infatti, considerarsi completo, non perché essenzialmente tale, ma nella misura in cui tutti e solo gli atti per cui la legge prevede l'iscrizione risultano effettivamente iscritti grazie al controllo del giudice del registro, il quale si esplica non solo sugli atti che devono necessariamente essere iscritti (2190 c.c.) ma anche su quelli che, viceversa, ove iscritti, debbono essere cancellati (2191 c.c.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Dicembre 2013.


Registro imprese - Cancellazione di cancellazione - Bilancio finale di liquidazione carente del requisito di cui all'articolo 2492 c.c. - Conferimento del patrimonio in trust liquidatorio.

Registro imprese - Requisiti per la cancellazione della società - Fase liquidatoria secondo le norme del codice civile - Liquidazione quale fattispecie a formazione progressiva.

Registro imprese - Cancellazione della società - Liquidazione della società tramite trust - Omissione della fase liquidatoria.

Registro imprese - Cancellazione della società - Cancellazione contra legem - Effetto costitutivo ed estintivo della cancellazione - Esigenze di pubblicità legale delle vicende modificative dell'organizzazione societaria.

Cancellazione della società - Procedimento di cancellazione della cancellazione contra legem - Attivazione - Contraddittorio con tutti gli interessati.
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Può disporsi ex art. 2191 cc la cancellazione della iscrizione relativa alla cancellazione dal Registro delle imprese di una società sul presupposto che tale iscrizione sia avvenuta in difetto delle condizioni di legge, in particolare quando il bilancio finale di liquidazione non presenta il contenuto richiesto dall'art. 2492 cc. per essere pressoché contestualmente: stata deliberata la nomina del liquidatore; stato disposto il conferimento di tutto il patrimonio attivo e passivo dell'ente ad apposito trust liquidatorio costituito nella stessa giornata; stato sottoposto all'assemblea dei soci il bilancio finale di liquidazione, il quale non reca alcuna indicazione circa l'esito delle attività liquidatorie. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Tra i presupposti ex lege della cancellazione dal Registro delle Imprese va annoverato lo svolgimento della fase liquidatoria disegnata dal codice civile, nel cui sistema, in particolare per le società di capitali, la cancellazione dell'ente (e la connessa estinzione) non consegue immediatamente al verificarsi di una causa di scioglimento ma è il risultato di una fattispecie a formazione progressiva, articolata nell'accertamento ad opera degli amministratori della causa di scioglimento (art. 2484 cc), nella nomina assembleare del liquidatore (art. 2487 cc), nella attività di liquidazione in senso proprio, culminante nella redazione del bilancio finale di liquidazione (art. 2492 cc) recante l'indicazione della "parte spettante a ciascun socio o azione nella divisione dell'attivo", bilancio solo all'approvazione del quale può poi far seguito la richiesta di cancellazione della società dal Registro delle imprese. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Per poter richiedere la cancellazione della società dal registro delle Imprese è, ex lege, indefettibile che si sia realizzata la fase liquidatoria nelle sue varie articolazioni, per cui non rispondono alle previsioni normative situazioni che si risolvono nella completa pretermissione del procedimento endosocietario, per essere la liquidazione dell'intero patrimonio sociale in concreto affidata -per un tempo futuro rispetto alla data di redazione del bilancio finale-  ad un soggetto esterno all'ente, quale il trust. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Non può disporsi la cancellazione dell'ente dal registro delle Imprese in difetto di qualsiasi riscontro endosocietario circa l'attività di liquidazione, quando questa deve essere ancora compiuta da parte del trust al momento della richiesta di cancellazione. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

La cancellazione dal Registro delle Imprese delle iscrizioni avvenute contra legem, non è stato scalfito dall'intervenuta acquisizione dell'effetto costitutivo ed estintivo della cancellazione dal registro stesso delle società di capitali, assolvendo gli artt. 2188 e seguenti del c.c. ad esigenze di pubblicità legale delle vicende modificative dell'organizzazione societaria che convivono con la possibilità di un più compiuto accertamento del fatto pubblicato o pubblicando, ove ritenuto non iscrivibile o cancellato dal registro, in un giudizio a cognizione piena fra le parti ad esso specificamente interessate. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Il procedimento di cancellazione della cancellazione di una società di capitali dal Registro delle Imprese avvenuta contra legem può essere avviato d'ufficio alla sola condizione di un compiuto contraddittorio con tutti coloro che possano individuarsi quali portatori di interessi rilevanti al riguardo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 22 Novembre 2013.


Società di capitali - Registro imprese - Cancellazione dell’iscrizione della carica di amministrazione - Ricorso ex articolo 700 c.p.c. -  Inammissibilità.
È inammissibile il ricorso ex articolo 700 c.p.c. con il quale l’amministratore di società a responsabilità limitata chiede che venga ordinata al conservatore del registro delle imprese la cancellazione dell’iscrizione del proprio nominativo dalla carica di amministratore e ciò in ragione della possibilità di ottenere quanto richiesto mediante lo strumento tipico delle ricorso al giudice del registro ai sensi dell’articolo 2191 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 25 Luglio 2013.


Cancellazione d'ufficio della cancellazione - Richiesta dei soci a fronte di sopravvenienza data da credito risarcitorio - Esclusione..
Non ricorrono i presupposti per la cancellazione d'ufficio dell'iscrizione della cancellazione di una società dal Registro delle Imprese avvenuta su richiesta dei soci per consentire alla società di avvantaggiarsi della sopravvenienza di un credito risarcitorio, poiché ai sensi dell'art. 2191 c.c. la cancellazione d'ufficio può intervenire solo se viene riscontrato che non ricorrevano le condizioni richieste dalla legge per l'iscrizione. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 27 Giugno 2013.


Società di persone – Cancellazione dal Registro delle Imprese – Definitività – Sussistenza – Eccezioni – Presupposti..
La cancellazione dal Registro delle Imprese di una società di persone ha natura definitiva, al pari di quella disposta per le società di capitali, anche se vi sono ancora rapporti attivi o passivi da liquidare, salvo il caso in cui si dimostri che la società ha continuato ad operare anche dopo la cancellazione. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 24 Giugno 2013.


Società in liquidazione - Cancellazione dal registro delle imprese - Compimento della fase liquidatoria - Emenda dell'iscrizione della cancellazione - Mancata corrispondenza tra la dichiarazione di cessazione dell'attività e l'effettivo assetto gestionale della società..
Il procedimento di cui agli artt. 2191 ss. c.c. è diretto a ristabilire la corrispondenza tra realtà effettuale ed iscrizioni operate dagli organi societari presso il registro delle imprese, a fini di pubblicità legale, in modo da realizzare una piena affidabilità per i delle iscrizioni societarie. Perciò, poichè il presupposto di fatto per potersi legittimamente iscrivere la cancellazione di una società dal registro delle imprese è – come dice testualmente l’art. 2492 c.c. – che la fase liquidatoria sia “compiuta”, è possibile ravvisare un interesse all’emenda dell’iscrizione della cancellazione di una società dal registro delle imprese in capo a chi assuma non esservi corrispondenza tra la dichiarazione di cessazione dell’attività sociale, in cui si compendia la domanda di cancellazione, e l’effettivo assetto gestionale della società, per non avere l’impresa sociale realmente esaurito la procedura liquidatoria, sebbene tale compiutezza non sia esclusa dalla pendenza di isolati rapporti debitori o creditori. (Rolandino Guidotti) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 06 Giugno 2013.


Registro imprese - Cancellazione della cancellazione - Efficacia ex tunc - Natura dichiarativa della pubblicità - Opponibilità i terzi della cancellazione - Esclusione..
L'efficacia positiva della pubblicità dichiarativa consiste in una presunzione di conoscenza dei fatti iscritti e non già nell’opponibilità ai terzi di un fatto non vero solo perché iscritto. Deve quindi ritenersi che gli effetti dell’iscrizione nel registro delle imprese del decreto con cui il giudice del registro, ai sensi dell'articolo 2191 c.c., ordina la cancellazione della pregressa cancellazione della società già iscritta nello stesso registro siano di carattere retroattivo e facciano presumere fino a prova contraria la continuazione dell'attività di impresa (Cass. 8426/2010). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ascoli Piceno, 27 Settembre 2012.


Registro Imprese – Cancellazione di una società – Bilancio finale di liquidazione apparente – Iscrizione della cancellazione in difetto dei presupposti di legge – Cancellazione dell’iscrizione della cancellazione..
Può essere disposta la cancellazione dell’iscrizione della cancellazione di una società operativa a responsabilità limitata dal Registro delle Imprese, ex art. 2191 c.c., se il documento finale depositato dal liquidatore è formalmente inidoneo ad essere qualificato bilancio finale di liquidazione. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Se il bilancio finale di liquidazione di una società  è solo apparente l’iscrizione della cancellazione nel Registro delle imprese deve ritenersi eseguita in difetto dei presupposti di legge e come tale cancellabile dal Giudice del registro. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 01 Agosto 2012.


Registro Imprese – Cancellazione di società – Cancellazione dell’iscrizione della cancellazione – Istanza di terzi – Inammissibilità – Istanza della società medesima – Ammissibilità..
E’ possibile provvedere, ai sensi dell’art. 2191 c.c., alla cancellazione dal registro delle imprese della iscrizione della cancellazione della società nei casi in cui la cancellazione sia avvenuta in mancanza dei necessari presupposti, ma solo su istanza del liquidatore della medesima società. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

I terzi non possono richiedere al Giudice del Registro delle Imprese la cancellazione dell’iscrizione della cancellazione di una società avvenuta in mancanza dei presupposti necessari e questo in ragione dell’effetto costitutivo della cancellazione, mentre l’istanza ex art. 2191 c.c. può essere proposta dalla medesima società cancellata. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Palermo, 06 Aprile 2011.


Società a responsabilità limitata - Cancellazione dal registro delle imprese ex art. 2495, co. 1, c.c. - Effettività del compimento della liquidazione - Esistenza di beni residui da liquidare - Cancellazione della iscrizione di cancellazione ex art. 2191 c.c...
Presupposto della cancellazione della società dal Registro delle imprese è l’effettivo compimento della liquidazione (art. 2495, comma 1, c.c.). Qualora, pertanto, il soggetto a ciò legittimato (nella specie il liquidatore) dimostri che in realtà la liquidazione non è terminata, è possibile provvedere, ai sensi dell’art. 2191 c.c., alla cancellazione dal registro delle imprese della iscrizione della cancellazione della società, soluzione, questa, che non contrasta con l’interpretazione data all’art. 2495 (nuovo testo) c.c. dalla sentenza a Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 4062/10, dal momento che tale decisione, nell’affermare che l’iscrizione nel registro delle imprese della cancellazione della società comporta l’estinzione della stessa, non preclude l’applicabilità dell’art. 2191 c.c. per i casi in cui, come quello in esame, la cancellazione sia avvenuta in mancanza dei necessari presupposti. (Filippo Lo Presti) Tribunale Padova, 02 Marzo 2011.


Registro imprese - Cancellazione di società per omesso deposito del bilancio - Variazioni non richieste dalle parti interessate - Valutazioni d'ufficio - Giudice del registro - Competenza..
Compete al Giudice del Registro e non al Conservatore del Registro Imprese la cancellazione ex art. 2490 c.c. delle società di capitali in stato di liquidazione che non hanno depositato il bilancio di esercizio per tre anni consecutivi  e questo per  principio generale ricavabile dagli artt. 2190 e 2191 c.c. in tema di competenza del Giudice del Registro delle Imprese a disporre ogni variazione delle iscrizioni nel Registro non dipendenti da richiesta degli interessati ma da valutazioni “d’ufficio”. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Gennaio 2011.


Registro imprese - Società in liquidazione - Mancata presentazione del bilancio per un triennio - Cancellazione d'ufficio - Fattispecie..
La cancellazione d'ufficio prevista dall'art. 2490, comma 6, c.c. non è riconducibile alla cancellazione d’ufficio ex art. 2191 c.c. e 17 d.p.r. 581/1995 e neppure  all’iscrizione d’ufficio prevista dall’art. 2190 c.c. e 16 d.p.r. 581/1995. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 23 Novembre 2010.


Registro imprese - Società in liquidazione - Mancata presentazione del bilancio per un triennio - Conseguenze - Presunzione iuris tantum o di juris et de iure - Distinzione - Competenza - Giudice del registro..
Non spetta al Conservatore del registro imprese ma al  Giudice del registro, adito ex art. 2191 c.c., determinare se il mancato deposito del bilancio per un triennio rappresenti una presunzione iuris et de iure di inattività della società ovvero una presunzione iuris tantum di inattività e, prima ancora, se la cancellazione dal registro delle imprese sia il provvedimento consequenziale all’inattività della società e sia quindi conseguenza di un atto volontario, benché omissivo, del liquidatore, ovvero costituisca un fatto giuridico di per sé produttivo di quegli effetti estintivi previsti dalla legge. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 23 Novembre 2010.


Società per azioni – Delibera del consiglio di amministrazione – Trascrizione nel registro delle imprese – Questioni relative alla trascrivibilità – Competenza esclusiva del giudice del registro..
Le questioni attinenti la trascrivibilità nel registro delle imprese di delibere del consiglio di amministrazione sono riservate alla competenza del giudice del registro ai sensi dell’articolo 2191, codice civile. (Franco Benasi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04 Agosto 2010.


Società di capitali – Mancato deposito del bilancio per tre anni consecutivi – Cancellazione dal registro delle imprese – Computo del termine – Modalità. .
Il termine di cui all'articolo 2490, codice civile - mancato deposito del bilancio per oltre tre anni consecutivi - decorso il quale la società è cancellata d'ufficio dal registro delle imprese, deve ritenersi maturato quando sia superato di un giorno il termine per il deposito del terzo bilancio di liquidazione senza che siano stati depositati i due bilanci immediatamente precedenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 21 Luglio 2010.


Società a responsabilità limitata – Cancellazione dal registro delle imprese – Reclamo al giudice del registro – Legittimazione del socio – Sussistenza – L'intervento autonomo degli altri soci – Legittimazione – Sussistenza. (03/08/2010).
Il socio di società a responsabilità limitata è legittimato a proporre reclamo ai sensi dell'articolo 2192, codice civile avverso il provvedimento con il quale il giudice del registro delle imprese ha disposto la cancellazione della società; allo stesso modo, in detto procedimento, sono legittimati a spiegare intervento autonomo gli altri soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 21 Luglio 2010.


Società – Cancellazione dal registro delle imprese – Sopravvivenze o sopravvenienze attive – Cancellazione della iscrizione della cancellazione della società – Necessità – Legittimazione attiva dei soci ad esigere il pagamento delle sopravvenienze – Esclusione..
In caso di scioglimento della società, i beni sociali vengono trasferiti a titolo particolare ai soci per effetto del bilancio finale di liquidazione, ragion per cui la scoperta o l'insorgenza di sopravvivenze o sopravvenienze attive rende ineludibile la cancellazione (ai sensi dell'art. 2191 codice civile) dell'iscrizione nel registro delle imprese della cancellazione della società, onde consentire il completamento delle operazioni di liquidazione. Ne consegue che i soci di una società di persone non sono legittimati ad agire in via esecutiva in proprio e pro quota per il recupero di crediti sopravvenuti a favore della disciolta e cancellata società, in quanto la legittimazione spetta ancora alla società. (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) (1) Tribunale Napoli, 26 Maggio 2010.


Cancellazione di società a responsabilità limitata dal registro imprese - Sussistenza di un patrimonio da liquidare - Iscrizione della cancellazione avvenuta in violazione delle condizioni di legge - Cancellazione della cancellazione - Necessità..
Può essere disposta ex art. 2191 c.c. la cancellazione della cancellazione di una società a responsabilità limitata dal Registro Imprese qualora emerga che la liquidazione non è terminata sussistendo ancora un patrimonio da liquidare, non ostandovi il disposto dell’art. 2495 c.c., trattandosi di cancellazione della società  iscritta in assenza delle condizioni di legge. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26 Maggio 2010.


Società cd. di mero godimento – Nullità della società – Iscrizione nel Registro delle Imprese – Esclusione – Precisazioni..
Il mero godimento di beni di proprietà sociale  non può nel vigente sistema di diritto societario trovare spazio all’interno dello schema di alcun tipo sociale, non riconoscendosi in tale fenomeno quegli elementi essenziali richiesti dall’art. 2247 c.c. quali elementi costitutivi della società. Non sembra che tale conclusioni possa essere sovvertita dalla considerazione che il legislatore, in ripetuti interventi (a partire dall’art. 29, L. 27.12.1997, n. 449), abbia previsto agevolazioni fiscali in favore delle società di mero godimento di beni che si fossero trasformate in società semplici, con finalità di emersione di imponibile fiscale e di contrasto dell’uso elusivo dello schermo societario. Ciò per il carattere eccezionale delle norme in questione e per la loro conseguente inidoneità a scardinare il sistema delineato dagli artt. 2247 e 2248 c.c. Si ravvisa pertanto, nell’ipotesi di società avente quale oggetto sociale il mero godimento di beni, la nullità della società per illiceità dell’oggetto sociale, ai sensi dell’art. 1418 c.c., ravvisandosi un contrasto con una norma, seppure ricavata in via sistematica, di carattere imperativo concernente la stessa struttura della società.
Ma non può essere la nullità del contratto sociale e della società stessa ad impedire l’iscrizione di essa nel registro delle imprese, esulando dai compiti e poteri di controllo del conservatore di detto registro quello di rilevare profili di invalidità degli atti di cui si chiede l’iscrizione. Deve invece ritenersi che l’iscrizione, in presenza di una società costituita per il mero godimento di beni, vada negata in forza del controllo qualificatorio rimesso al conservatore dall’art. 11, 6° comma, lett. c), D.P.R. 7.12.1995, n. 581, in base al quale “prima di procedere all’iscrizione, l’ufficio accerta … la corrispondenza dell’atto o del fatto del quale si chiede l’iscrizione a quello previsto dalla legge”. Tale controllo qualificatorio, pur non consentendo un sindacato di validità dell’atto,  esige una verifica di conformità dell’atto costitutivo della società allo schema essenziale dell’art. 2247 c.c. al fine di accertarne la sussumibilità al modello legale per il quale è prevista l’iscrizione. Il particolare atteggiarsi dell’oggetto sociale, nel caso di specie, rivela pertanto la non sussumibilità della società allo schema di cui all’art. 2247 c.c., trattandosi di una fattispecie che il legislatore relega all’ambito dei rapporti di comunione. Dove la società sia stata comune iscritta, deve concludersi nel senso che non sussistevano le condizioni di legge necessarie per l’iscrizione della società nel registro delle imprese, dovendosi pertanto procedere alla cancellazione d’ufficio ai sensi dell’art. 2191 c.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Varese, 31 Marzo 2010.


Società di persone – Cancellazione dal registro delle imprese – Estinzione – Legittimazione della società dopo la cancellazione – Insussistenza..
In seguito all’intervento delle Sez. Unite della Corte di Cassazione (Sent. N. 4060/2010) è possibile affermare che la regola contenuta nell’art. 2495 codice civile, secondo la quale la cancellazione della società di capitali dal registro delle imprese, determina, in conseguenza della pubblicità legale ritualmente coltivata, l’estinzione della società, è applicabile anche alle società di persone. Le azioni dei creditori sociali, dopo la cancellazione della società di persone, vanno rivolte nei confronti dei soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 08 Marzo 2010.