LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO VII
Della sospensione, interruzione ed estinzione del processo
SEZIONE III
Dell'estinzione del processo

Art. 307

Estinzione del processo per inattività delle parti
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se dopo la notificazione della citazione nessuna delle parti siasi costituita entro il termine stabilito dall'articolo 166, ovvero, se, dopo la costituzione delle stesse, il giudice, nei casi previsti dalla legge, abbia ordinata la cancellazione della causa dal ruolo, il processo, salvo il disposto [del secondo comma] (1) dell'articolo 181 e dell'articolo 290, deve essere riassunto davanti allo stesso giudice nel termine perentorio di tre mesi, (2) che decorre rispettivamente dalla scadenza del termine per la costituzione del convenuto a norma dell'articolo 166, o dalla data del provvedimento di cancellazione; altrimenti il processo si estingue.

II. Il processo, una volta riassunto a norma del precedente comma, si estingue se nessuna delle parti siasi costituita, ovvero se nei casi previsti dalla legge il giudice ordini la cancellazione della causa dal ruolo.

III. Oltre che nei casi previsti dai commi precedenti, e salvo diverse disposizioni di legge, il processo si estingue altresì qualora le parti alle quali spetta di rinnovare la citazione, o di proseguire, riassumere o integrare il giudizio, non vi abbiano provveduto entro il termine perentorio stabilito dalla legge, o dal giudice che dalla legge sia autorizzato a fissarlo. Quando la legge autorizza il giudice a fissare il termine, questo non può essere inferiore ad un mese nè superiore a tre. (3)

IV. L’estinzione opera di diritto ed è dichiarata, anche d’ufficio, con ordinanza del giudice istruttore ovvero con sentenza del collegio. (4)



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(1) Le parole “del secondo comma» sono state soppresse dall’art. 46, comma 15, lett. a) della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(2) Le parole «tre mesi» hanno sostituito le parole «un anno» in base all’art. 46, comma 15, lett. a) della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(3) La parola «tre » ha sostituito la parola «sei» in base all’art. 46, comma 15, lett. b) della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(4) Comma sostituito dall’art. 46, comma 15, lett. c) della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Mancato rispetto della pari temporaneità nell’applicazione dell’anatocismo – Anatocismo – Commissioni di massimo scoperto – Interessi usurari – Variazione tassi di interesse – Indeterminatezza della causa petendi – Ordinanza di integrazione della citazione – Onere della prova – Non sufficiente precisione della memoria integrativa – Nullità della citazione – Estinzione del giudizio.
Qualora il difetto dell’onere di allegazione dell’attore, eccepito dal convenuto nella comparsa di costituzione e risposta, e rilevato dal G.I. con ordinanza dichiarativa della nullità della citazione, non venga sanato da parte attrice nel termine disposto dal Giudice ai sensi dell’art. 307, III comma c.p.c. per il rinnovo della citazione, il processo si estingue. (1) (Carlo Rossi Chauvenet) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 18 Giugno 2015.


Estinzione del processo - Provvedimento del giudice - Impugnazione  - Sentenza reiettiva di reclamo proposto contro declaratoria di estinzione del processo pronunciata dal giudice istruttore - Appello - Forma - Ricorso - Inosservanza - Appello proposto con citazione - Conversione dell'atto processuale nullo - Condizioni..
L'appello avverso la sentenza resa ex art. 308, secondo comma, cod. proc. civ., reiettiva del reclamo contro la declaratoria di estinzione del processo pronunciata dal giudice istruttore, promosso con citazione anziché con ricorso è suscettibile di sanatoria, in via di conversione ex art. 156 cod. proc. civ., a condizione che, nel termine previsto dalla legge, l'atto sia stato non solo notificato alla controparte, ma anche depositato nella cancelleria del giudice. (massima ufficiale)  Cassazione Sez. Un. Civili, 08 Ottobre 2013.


Procedimento civile - Estinzione del processo - Provvedimento del giudice - Impugnazione - Sentenza reiettiva di reclamo proposto contro declaratoria di estinzione del processo pronunciata dal giudice istruttore - Appello - Rito camerale - Applicabilità fin dal momento della sua proposizione..
Ai sensi dell'art. 130 disp. att. cod. proc. civ., il procedimento di appello avverso la sentenza resa ex art. 308, secondo comma, cod. proc. civ., reiettiva del reclamo contro la declaratoria di estinzione del processo pronunciata dal giudice istruttore, è retto dal rito camerale fin dal momento della proposizione della impugnazione, che va, quindi, introdotta con ricorso da depositarsi in cancelleria entro i termini perentori prescritti dagli artt. 325 e 327 cod. proc. civ.. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 08 Ottobre 2013.


Procedimento civile - Questione di legittimità costituzionale sollevata in altro giudizio - Sospensione - Riassunzione - Termine - Decorrenza..
Il termine per la riassunzione del giudizio sospeso in ragione della questione di legittimità costituzionale sollevata nell’ambito di un diverso giudizio decorre dalla pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale sulla Gazzetta Ufficiale e non dalla notificazione operata dalla parte interessata alle controparti. Cassazione civile, sez. I, 26 Marzo 2013, n. 7580.


Estinzione del processo - Eccezione - Rilevabilità  ad istanza di parte - Deduzione prima di ogni altra istanza o difesa nel medesimo grado di giudizio.

Procedimento civile - Riunione - Interruzione e prosecuzione di uno dei giudizi - Provvedimento implicito di separazione.

Anatocismo - Illegittimità - Approvazione tacita dell'estratto conto - Irrilevanza - Facoltà di impugnare la validità e la efficacia dei rapporti sottostanti - Sussistenza.

Processo civile - Produzione documentale - Tardività - Rilevabilità d'ufficio.

Processo civile - Produzioni documentali - Documentazione prodotta in sede di c.t.u. dopo la scadenza dei termini - Tardività - Inammissibilità.

Conto corrente bancario - Prova - Necessaria produzione degli estratti conto - Ricostruzione del saldo a zero per i periodi mancanti.
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L'eccezione di estinzione del processo nei casi previsti dall'articolo 307 c.p.c. non è rilevabile d'ufficio ma, come previsto dal comma 4 dello stesso articolo, costituisce oggetto di eccezione processuale in senso proprio e come tale non può essere dichiarata dal giudice ove non sia dedotta dalla parte interessata (al cui potere dispositivo appartiene la relativa opzione processuale) prima di ogni altra sua istanza o difesa nel medesimo grado di giudizio nel quale l'evento estintivo si colloca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Pone in essere una implicita separazione di giudizi in precedenza riuniti il provvedimento con il quale il giudice, dichiarata l'estinzione per fallimento della parte di uno di essi, dispone la prosecuzione dell'altro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La contestazione della illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi attiene alla intrinseca validità del rapporto e non può, pertanto, ritenersi preclusa dalla mancata tempestiva contestazione degli estratti di conto corrente ai sensi dell'articolo 1832 c.c., norma, questa, che prevede una approvazione tacita limitata agli accrediti ed agli addebiti considerati nella loro realtà fattuale e che non preclude la possibilità di impugnare la validità ed efficacia dei rapporti obbligatori da cui derivano le annotazioni contabili e quindi dei titoli contrattuali che ne costituiscono il fondamento, i quali rimangono regolati dalle norme generali sui contratti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La tardività della produzione documentale è rilevabile anche d'ufficio dal giudice in quanto nel procedimento civile di primo grado, dopo la riforma apportata dalla legge 353 del 1990 e successive modifiche ed integrazioni, sussiste un regime di preclusioni preordinato non solo alla tutela di interessi di parte, ma anche dell'interesse pubblico al corretto e celere andamento del processo, con la conseguenza della rilevabilità d'ufficio della tardività di domande, allegazioni, istanze e richieste. Va inoltre rilevato che i termini perentori previsti dall'articolo 184 c.p.c. per la formulazione delle istanze istruttorie si riferiscono anche alle produzioni documentali (prove precostituite), con la conseguenza che il giudice, in caso di produzioni documentali effettuate dopo la scadenza dei termini all'uopo fissati, deve pronunciare la tardività ed inutilizzabilità del documento ai fini decisori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La documentazione prodotta in sede di c.t.u. dopo la scadenza dei termini previsti dal processo per le produzioni documentali deve ritenersi inammissibile in quanto tardiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora, in ordine ad un rapporto di conto corrente, non siano stati prodotti gli estratti conto relativi ad un determinato periodo, il saldo creditorio della banca deve essere riportato a zero e rideterminato sulla base degli estratti conto ritualmente prodotti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 01 Dicembre 2010.


Estinzione del processo - Eccezione - Rilevabilità ad istanza di parte - Deduzione prima di ogni altra istanza o difesa nel medesimo grado di giudizio..
L'eccezione di estinzione del processo nei casi previsti dall'articolo 307 c.p.c. non è rilevabile d'ufficio ma, come previsto dal comma 4 dello stesso articolo, costituisce oggetto di eccezione processuale in senso proprio e come tale non può essere dichiarata dal giudice ove non sia dedotta dalla parte interessata (al cui potere dispositivo appartiene la relativa opzione processuale) prima di ogni altra sua istanza o difesa nel medesimo grado di giudizio nel quale l'evento estintivo si colloca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 01 Dicembre 2010.


Procedimento civile - Interruzione del processo - Perdita della capacità processuale di una delle parti - Costituzione in giudizio del fallimento - Chiusura della procedura concorsuale dopo la sentenza di primo grado - Notificazione dell'atto d'appello al procuratore costituito del fallimento - Validità - Interruzione del processo - Momento determinante.
Nel procedimento in cui sia parte il fallimento, in persona del curatore, la sopravvenuta chiusura della procedura concorsuale, implicando la cessazione dalla carica del curatore medesimo ed il conseguente venir meno della sua capacità processuale, configura evento interruttivo regolato dal disposto dell'art. 300 cod. proc. civ.. pertanto, quando il fallimento si sia costituito in primo grado per mezzo di procuratore, il verificarsi di detto evento, dopo la sentenza del primo giudice, non osta a che il processo d'appello venga validamente instaurato con atto notificato a quel procuratore e prosegua ritualmente nei confronti del fallimento, fino al momento in cui, secondo le Disposizioni del citato art. 300 cod. proc. civ., l'evento medesimo non sia certificato dall'ufficiale giudiziario, ovvero dichiarato o notificato dal procuratore (il quale resta a tal fine legittimato anche quando il fallimento rimanga contumace in Sede di gravame), tenendo conto che solo nel suddetto momento si determina l'interruzione del processo e l'inizio del decorso del termine per la sua riassunzione o prosecuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Giugno 1984, n. 3360.