TITOLO V - Della liquidazione coatta amministrativa

Art. 203

Effetti dell'accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Accertato giudizialmente lo stato d'insolvenza a norma degli artt. 195 o 202, sono applicabili con effetto dalla data del provvedimento che ordina la liquidazione le disposizioni del titolo II, capo III, sezione III, anche nei riguardi dei soci a responsabilità illimitata.

II. L'esercizio delle azioni di revoca degli atti compiuti in frode dei creditori compete al commissario liquidatore.

III. Il commissario liquidatore presenta al procuratore della Repubblica una relazione in conformità di quanto è disposto dall'art. 33, primo comma.


GIURISPRUDENZA

Liquidazione coatta amministrativa - Stato d'insolvenza - Accertamento - Effetti - Revocatoria fallimentare - Decorrenza del periodo sospetto nella liquidazione coatta amministrativa - Computo a ritroso dalla data del provvedimento amministrativo se anteriore all'accertamento giudiziale dello stato di insolvenza.
Nella liquidazione coatta amministrativa, allorché la sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza sia successiva al provvedimento amministrativo che dispone la liquidazione coatta, il "periodo sospetto" ai fini dell'esercizio dell'azione revocatoria fallimentare decorre (a ritroso) necessariamente dalla data del provvedimento amministrativo, perché è in relazione a tale momento che viene accertato - ancorché con sentenza successiva - lo stato di insolvenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Luglio 2018, n. 18728.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Azione revocatoria fallimentare - Decorrenza del periodo sospetto - Data della dichiarazione dello stato di insolvenza - Idoneità - Sussistenza - Fondamento. .
In tema di azione revocatoria fallimentare esercitata nell'ambito dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, quale disciplinata dal d.l. 30 gennaio 1979, n. 26, convertito in legge 3 marzo 1979, n. 95, la decorrenza del periodo sospetto coincide con la data della sentenza dichiarativa dello stato di insolvenza e non con quella, successiva, del d.m. che apre la procedura, in quanto il principio stabilito dall'art. 203 legge fall. per la liquidazione coatta amministrativa e richiamato dall'art. 1 della predetta legge n. 95 del 1995 - secondo cui si deve avere riguardo alla data del provvedimento che ordina la liquidazione - non innova sul punto della decorrenza del periodo sospetto, la cui individuazione si deve perciò connettere al momento significativo posto dalla legge fallimentare a base dell'azione, cioè alla dichiarazione di insolvenza; il principio di decorrenza a ritroso del periodo sospetto, collocandosi nel solco del medesimo indirizzo interpretativo dell'art. 203 legge fall., ha altresì trovato conferma nell'art. 49 del d.lgs. n. 270 del 1999, con riguardo alla novellata amministrazione straordinaria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Aprile 2008, n. 9177.


Liquidazione coatta amministrativa – Azione revocatoria – Prescrizione — Termine – Decorrenza.
Nella liquidazione coatta amministrativa, il termine di prescrizione, ai fini dell'esercizio delle azioni recuperatorie soggette a prescrizione, decorre dal secondo dei due provvedimenti (amministrativo o giurisdizionale), cioè soltanto a partire dal momento in cui il diritto (di azione) è in concreto esercitabile: infatti, prima del decreto non c’é ancora un Commissario, e, quindi, il diritto non può essere esercitato, mentre prima della dichiarazione di insolvenza l’azione non è ancora sorta. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Giugno 2000.


Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Commissario dell'amministrazione straordinaria - Azione revocatoria ex art. 67 legge fall.re - Esercizio - Preventivo consenso della autorità di vigilanza - Necessità - Esclusione.
Il commissario dell'amministrazione straordinaria, in quanto munito degli stessi poteri del commissario della liquidazione coatta amministrativa, in forza del rinvio di cui all'art. 1 del D.L. 30 gennaio 1979 n. 26 (convertito in legge 3 aprile 1979 n. 95), è direttamente abilitato all'esercizio dell'azione revocatoria, ai sensi dell'art. 67 della legge fallimentare, senza necessità di preventivo consenso dell'autorità di vigilanza (artt. 203 e 206 della citata legge fallimentare). (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 29 Aprile 1994, n. 4167.


Enti pubblici - Soppressione ed estinzione - Liquidazione - Domande di riconoscimento e pagamento di debiti - Proponibilità.
Con riguardo alla liquidazione degli enti di diritto pubblico soppressi, secondo la disciplina della legge 4 dicembre 1956 n. 1404, le Disposizioni degli artt. 8 e 9 della legge medesima, contemplanti la formazione in via amministrativa di un elenco delle posizioni debitorie, previa istanza dei creditori interessati, non interferiscono sulla proponibilità e proseguibilità in Sede giudiziaria delle domande con le quali i creditori stessi chiedano il riconoscimento ed il pagamento delle loro spettanze, atteso che gli indicati adempimenti si inseriscono in una procedura amministrativa, tendenzialmente rivolta al sollecito ed integrale soddisfacimento delle pendenze dell'ente soppresso, cui non sono estensibili i principi che regolano il fallimento e le altre procedure concorsuali, ivi compreso il divieto di azioni individuali dei creditori, salva restando l'operatività di questi principi, quando, in presenza di situazioni deficitarie di quegli enti, si apra la liquidazione coatta amministrativa. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 30 Maggio 1989, n. 2627.


Enti pubblici - Soppressione ed estinzione - Liquidazione degli enti soppressi ex legge n. 1404 del 1956 - Formazione in via amministrativa di un elenco delle posizioni debitorie - Proponibilità e proseguibilità delle domande giudiziali dei creditori - Persistenza - Principi relativi al fallimento ed alle procedure concorsuali - Applicabilità - Esclusione - Limiti.
Con riguardo alla liquidazione degli enti di diritto pubblico soppressi , secondo la disciplina della legge 4 dicembre 1956 n. 1404, le Disposizioni degli artt. 8 e 9 della legge medesima, (contemplanti la formazione in via amministrativa di un elenco delle posizioni debitorie, previa istanza dei creditori interessati) non interferiscono sulla proponibilità e proseguibilità in Sede giudiziaria delle domande con le quali i creditori stessi chiedano il riconoscimento ed il pagamento delle loro spettanze, atteso che gli indicati adempimenti si inseriscono in una procedura amministrativa, tendenzialmente rivolta al sollecito ed integrale soddisfacimento delle pendenze dell'ente soppresso, cui non sono estensibili i principi che regolano il fallimento e le altre procedure concorsuali, ivi compreso il divieto di azioni individuali dei creditori, salva restando l'operatività di questi principi, quando, in presenza di situazioni deficitarie di quegli enti, si apra la liquidazione coatta amministrativa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 30 Gennaio 1989, n. 561.


Enti pubblici - Soppressione ed estinzione - Liquidazione degli enti mutualistici soppressi ex legge N. 833 del 1978 - Proposizione dell'azione da parte del creditore di uno di detti enti - Previa presentazione della domanda amministrativa - Necessità - Esclusione.
Con riguardo alla liquidazione degli enti di diritto pubblico soppressi affidata, dal terzo comma dell'art. 77 della legge 23 dicembre 1978 n. 833 (concernente l'istituzione del servizio sanitario nazionale) allo speciale ufficio liquidazioni presso il ministero del tesoro di cui alla legge 4 dicembre 1956 n. 1404, le Disposizioni degli artt. 8 e 9 di tale legge, contemplanti la formazione in via amministrativa di un elenco delle posizioni debitorie, previa istanza dei creditori interessati, non interferiscono sulla proponibilità e proseguibilità in Sede giudiziaria delle domande con le quali i creditori stessi chiedano il riconoscimento ed il pagamento delle loro spettanze, atteso che gli indicati adempimenti S'inseriscono in una procedura amministrativa, tendenzialmente rivolta al sollecito ed integrale soddisfacimento delle pendenze dell'ente soppresso, cui non sono estensibili i principi che regolano il fallimento e le altre procedure concorsuali. Pertanto, chi si afferma creditore di uno degli enti mutualistici predetti può proporre Azione senza che questa sia condizionata dall'Onere di presentazione della domanda amministrativa di cui all'art. 8 della citata legge n. 1404 del 1956, considerato anche che il riferimento allo speciale ufficio liquidazioni presso il ministero del tesoro, operato dall'art. 77, comma terzo, della citata legge n. 833 del 1978, ha l'intento non di richiamare l'intero corpo normativo della legge del 1956 ma solo d'indicare l'ufficio incaricato di procedere alla liquidazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 16 Giugno 1986, n. 4025.


Enti pubblici - Soppressione ed estinzione - Liquidazione degli enti soppressi ex legge N. 1404 del 1956 - Formazione in via amministrativa di un elenco delle posizioni debitorie - Proponibilità e proseguibilità delle domande giudiziali dei creditori - Persistenza - Principi relativi al fallimento ed alle procedure concorsuali - Applicabilità - Esclusione - Limiti.
In tema di liquidazione dei soppressi enti di diritto pubblico (nella specie, INAM), secondo la disciplina della legge 4 dicembre 1956 n. 1404, gli adempimenti contemplati dagli artt. 8 e 9 di tale legge, per la formazione in via amministrativa di un elenco delle posizioni debitorie, sono rivolti al sollecito ed integrale soddisfacimento delle pendenze, senza implicare l'applicazione dei principi che regolano il fallimento e le altre procedure concorsuali (salvo che si apra la liquidazione coatta amministrativa degli enti medesimi), e, pertanto, non determinano l'improponibilità od improseguibilità della domanda diretta a far valere il credito in via giudiziaria. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 16 Giugno 1986, n. 4010.