TITOLO V - Della liquidazione coatta amministrativa

Art. 202

Accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se l'impresa al tempo in cui è stata ordinata la liquidazione, si trovava in stato d'insolvenza e questa non è stata preventivamente dichiarata a norma dell'art. 195, il tribunale del luogo dove l'impresa ha la sede principale, su ricorso del commissario liquidatore o su istanza del pubblico ministero, accerta tale stato con sentenza in camera di consiglio, anche se la liquidazione è stata disposta per insufficienza di attivo.

II. Si applicano le norme dell'art. 195, commi secondo, terzo, quarto, quinto e sesto.


GIURISPRUDENZA

Liquidazione coatta amministrativa – Liquidazione coatta bancaria – Dichiarazione dello stato di insolvenza – Iniziativa del tribunale d’ufficio – Esclusione.
L’art. 82 TUB, laddove attribuisce al tribunale il potere di dichiarare d’ufficio lo stato di insolvenza della banca è incompatibile con la riforma delle procedure concorsuali di cui al d.lgs. n. 5 del 2006, il quale ha determinato la scomparsa dell’iniziativa d’ufficio per la dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 28 Luglio 2017.


Liquidazione coatta amministrativa - Dichiarazione di insolvenza di istituto bancario - Instaurazione del contraddittorio - Obbligo di sentire i cessati legali rappresentanti - Convocazione dei commissari straordinari e del commissario della risoluzione.
Ai fini della dichiarazione di insolvenza della banca e dell’avvio della procedura di liquidazione coatta amministrativa, deve ritenersi validamente instaurato il contraddittorio e soddisfatto l’obbligo di sentire i cessati legali rappresentanti qualora del procedimento vengano informati i commissari straordinari nonché il commissario rispettivamente dell’amministrazione straordinaria e della procedura di risoluzione che abbiano preceduto la liquidazione coatta, dovendo in tali soggetti identificarsi i cessati rappresentanti legali della banca di cui al primo comma dell’articolo 82 TUB. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 19 Maggio 2016.


Liquidazione coatta amministrativa - Dichiarazione stato di insolvenza - Assistenza di un difensore - Esclusione.
In assenza di specifica disposizione normativa, il commissario liquidatore di un’impresa posta in liquidazione coatta amministrativa che chieda la dichiarazione dello stato di insolvenza dell’impresa non ha bisogno del ministero di un difensore. (Monica Poggioli) (riproduzione riservata) Appello Roma, 10 Dicembre 2014.


Compagnia di assicurazione - Valutazione dello stato di insolvenza - Elementi rilevanti - Marcato sbilanciamento tra attivo del passivo - Inadeguatezza delle riserve accantonate.

Compagnia di assicurazione - Valutazione dello stato di insolvenza - Valore di avviamento dell'azienda - Irrilevanza - Valutazione dell'insolvenza con riferimento alla situazione esistente prima del decreto che ne ha disposto la liquidazione coatta.
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Nella valutazione dell'insolvenza di una compagnia assicurativa, assumono rilievo determinante elementi quali: i) un marcato sbilanciamento tra attivo e passivo, nonostante si tratti di condizione che potrebbe essere superata da circostanze obiettive che giustificano la prospettiva di un futuro andamento favorevole; ii) il fatto che l'impresa, a casa dell'inadeguatezza delle riserve accantonate, si trovi costretta a pagare gli indennizzi utilizzando la liquidità rinveniente dai premi raccolti, la quale deve, invece, essere destinata a coprire rischi non ancora maturati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Ai fini della valutazione dell'esistenza dello stato di insolvenza di un'impresa assicurativa, è irrilevante l'eventuale cospicuo valore di avviamento dell'azienda, in quanto trattasi di valore realizzabile esclusivamente con la alienazione dell'azienda, la quale presuppone la sua messa in liquidazione. Con riferimento a questo specifico aspetto, pertanto, la valutazione di insolvenza della compagnia deve essere effettuata con riferimento alla situazione esistente nel periodo anteriore al decreto che ne ha disposto la liquidazione coatta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 27 Gennaio 2014, n. 1645.


Liquidazione coatta amministrativa - Insolvenza - Valutazione con riferimento al momento dell'ammissione alla procedura - Fatti sopravvenuti - Irrilevanza..
La valutazione della sussistenza del requisito dell'insolvenza deve essere effettuata con riferimento al momento della emanazione del decreto di ammissione alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, così che devono a tal fine ritenersi ininfluenti eventuali fatti sopravvenuti, quali la stipula di un atto di transazione od altre iniziative che abbiano determinato la capienza del patrimonio dell'impresa al fine del soddisfacimento dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 01 Febbraio 2012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Stato d'insolvenza - Accertamento giudiziario - In genere - Procedimento - Istanza del commissario liquidatore - Legittimati al contraddittorio ex artt. 195 e 15 legge fallim. - Soggetti investiti della legale rappresentanza alla data dell'insolvenza - Poteri processuali del commissario governativo - Configurabilità - Conseguenze - Fattispecie..
Nel procedimento per la dichiarazione dello stato di insolvenza di una società, su richiesta, ai sensi dell'art. 202 legge fallim., del commissario liquidatore della liquidazione coatta amministrativa, il contraddittorio, per l'esercizio del diritto di difesa, deve essere instaurato, ex artt.195 e 15 legge fallim., nei confronti dell'organo che aveva la rappresentanza legale dell'ente stesso alla data cui si fa risalire detta insolvenza, nella specie dichiarata avendo riguardo al momento della messa in liquidazione della società; ne consegue che, in caso di previo commissariamento governativo, legittimato al contraddittorio è solo il commissario governativo alla predetta epoca investito della carica, la quale comprende, di regola, tra i poteri di gestione ordinaria, le medesime prerogative degli amministratori, ivi inclusa la piena rappresentanza processuale. (Affermando detto principio, la S.C. ha escluso la necessità di convocazione altresì dell'ultimo legale rappresentante della società prima del suo commissariamento, nonchè del commissario governativo che aveva preceduto, nella carica, quello in essere all'epoca della riferita insolvenza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Dicembre 2010, n. 24547.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Stato d'insolvenza - Accertamento giudiziario - In genere - Procedimento - Istanza del commissario liquidatore - Legittimati al contraddittorio ex artt. 195 e 15 legge fallim. - Soggetti investiti della legale rappresentanza alla data dell'insolvenza - Poteri processuali del commissario governativo - Configurabilità - Conseguenze - Fattispecie. .
Nel procedimento per la dichiarazione dello stato di insolvenza di una società, su richiesta, ai sensi dell'art. 202 legge fallim., del commissario liquidatore della liquidazione coatta amministrativa, il contraddittorio, per l'esercizio del diritto di difesa, deve essere instaurato, ex artt. 195 e 15 legge fallim., nei confronti dell'organo che aveva la rappresentanza legale dell'ente stesso alla data cui si fa risalire detta insolvenza, nella specie dichiarata avendo riguardo al momento della messa in liquidazione della società; ne consegue che, in caso di previo commissariamento governativo, legittimato al contraddittorio è solo il commissario governativo alla predetta epoca investito della carica, la quale comprende, di regola, tra i poteri di gestione ordinaria, le medesime prerogative degli amministratori, ivi inclusa la piena rappresentanza processuale. (Affermando detto principio, la S.C. ha escluso la necessità di convocazione altresì dell'ultimo legale rappresentante della società prima del suo commissariamento, nonchè del commissario governativo che aveva preceduto, nella carica, quello in essere all'epoca della riferita insolvenza). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Dicembre 2010, n. 22547.


Liquidazione coatta amministrativa - Stato d'insolvenza - In genere - Banca sottoposta a liquidazione coatta amministrativa - Stato di insolvenza - Accertamento giudiziario - Momento rilevante - Nozione - Venir meno delle condizioni di liquidità e di credito - "Deficit" patrimoniale - Rilevanza preminente - Sussistenza.
Lo stato di insolvenza di una banca sottoposta a liquidazione coatta amministrativa - la cui sussistenza, ai sensi dell'art. 82, comma secondo, del d.lgs. 1 settembre 1993, n. 385, deve essere riscontrata con riferimento al momento dell'emanazione del provvedimento di liquidazione - si traduce, sulla base della generale previsione dell'art. 5 legge fall., applicabile in assenza di autonoma definizione, nel venir meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie per l'espletamento della specifica attività imprenditoriale. La peculiarità dell'attività bancaria - la quale implica che l'impresa che la esercita disponga di molteplici canali di accesso al reperimento di liquidità per impedire la suggestione della corsa ai prelievi - fa peraltro sì che assuma particolare rilevanza indiziaria, circa il grado di irreversibilità della crisi, il "deficit" patrimoniale, che si connota come dato centrale rispetto sia agli inadempimenti che all'eventuale illiquidità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Aprile 2006, n. 9408.


Liquidazione coatta amministrativa – Azione revocatoria – Prescrizione — Termine – Decorrenza.
Nella liquidazione coatta amministrativa, il termine di prescrizione, ai fini dell'esercizio delle azioni recuperatorie soggette a prescrizione, decorre dal secondo dei due provvedimenti (amministrativo o giurisdizionale), cioè soltanto a partire dal momento in cui il diritto (di azione) è in concreto esercitabile: infatti, prima del decreto non c’é ancora un Commissario, e, quindi, il diritto non può essere esercitato, mentre prima della dichiarazione di insolvenza l’azione non è ancora sorta. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Giugno 2000.