Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi

Articolo conc-trust ∙ (Trust e concordato preventivo)


Tutte le MassimeCassazione
Interessi meritevoli di tutelaTrust liquidatorioValutazione di fattibilità giuridicaFinanza esternaCommissario giudizialeNomina a protector del commissario giudizialePartecipazioni societarieSostituzione del trusteeModifica dell'atto istitutivoAzione revocatoriaRegime fiscale



Concordato preventivo - Affitto di azienda - Regolamentazione degli effetti della retrocessione dell'azienda concessa in affitto - Indeterminatezza del piano
Costituisce elemento di indeterminatezza del piano di concordato la mancata regolamentazione degli effetti della retrocessione dell'azienda concessa in affitto (con particolare riferimento ai rapporti di lavoro dipendente, alla responsabilità per debiti dell'azienda ceduta ed ai contratti pendenti), tenuto conto del fatto che i benefici previsti dall'art. 104-bis l.fall. per la circolazione dell'azienda nel fallimento non sono invocabili nell'ambito del concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 18 Luglio 2017.


Concordato preventivo – Modifiche di cui al DL 83 del 2015 – Sindacato del tribunale – Fattibilità economica – Sussistenza
A seguito dell’introduzione, nel concordato liquidatorio, della percentuale minima di pagamento del venti per cento dell’ammontare complessivo dei creditori chirografari (art. 160, comma 4, legge fall.) e, con riferimento a tutti i tipi di concordato, dell’obbligo di assicurare un’utilità specifica ed economicamente valutabile (art. 161, comma 2, lett. e), la valutazione del giudice in ordine alla fattibilità del concordato preventivo  non è più limitata alla verifica della incompatibilità del piano con norme inderogabili (cd. fattibilità giuridica) od alla assoluta e manifesta inettitudine dello stesso a raggiungere gli obiettivi prefissati (cd. fattibilità economica); con le modifiche di cui al decreto legge n. 83 del 2015, sono stati, infatti, attribuiti al tribunale più penetranti poteri di indagine tra i quali, quello di verificare la fattibilità tout court del piano valutando tutti gli elementi a disposizione, senza alcun vincolo che non sia quello del canone del prudente apprezzamento di cui all’art. 116 c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 26 Aprile 2017.


Trust liquidatorio - Validità - Accertamento in astratto - Esclusione - Verifica dello scopo perseguito della singola fattispecie - Giudizio complessivo di liceità della causa concreta del programma negoziale e di meritevolezza degli interessi al medesimo sottesi
Il discrimen tra trust liquidatorio valido o invalido non può essere individuato nell'esistenza o non dell'insolvenza del disponente, al momento della sua costituzione.  Il fatto, quindi, che l'imprenditore sia già insolvente al momento dell'istituzione del trust, non può determinarne de plano l'abusività, poiché il ricorso a tale strumento - al pari delle altre soluzioni contemplate dalla legge fallimentare - sarebbe evidentemente finalizzato a evitare il fallimento, che bandirebbe il soggetto in grave stato di dissesto economico dal mercato. L'interprete, nell'analizzare il singolo negozio, al fine di poter valutare la liceità e meritevolezza della sua causa, deve, quindi, verificare se l'interesse concretamente perseguito corrisponda all'interesse tipizzato nello schema in astratto e tener conto di tutti gli interessi concreti che si vogliono obiettivamente realizzare, anche se estranei allo schema tipologico astrattamente prefigurato dalla norma.

L'analisi del trust, non può limitarsi alla mera verifica della: “validità in astratto”, dovendo piuttosto valutarsi l'impiego che le parti fanno di quello specifico trust nella singola fattispecie e accertare così se esso persegua finalità meritevoli di tutela, o se violi, invece, norme di applicazione necessaria, imperative o di ordine pubblico del nostro ordinamento - in particolare, le norme della legge fallimentare, preordinata a dettare una disciplina liquidatoria del patrimonio della società insolvente nel rispetto della par condicio creditorum - finendo per configurarsi come simulato (sham), in quanto previsto con fine elusivo della legge fallimentare, senza alcun reale vantaggio per i creditori.

Non è dunque sufficiente che lo scopo negoziale che le parti prima facie intendono perseguire - dichiarandolo nell'atto istitutivo - superi in prima battuta il vaglio di liceità, perché conforme ai principi generali dell'ordinamento. Né bisogna a priori ritenere l'istituto valido o invalido, sulla base di fattori quali lo stato d'insolvenza o meno della società disponente al momento della costituzione. Piuttosto, è necessario verificare se lo scopo effettivo perseguito dal disponente sia in contrasto con i suddetti principi.

L’indagine si dovrà spostare necessariamente da un piano dogmatico-teorico a un piano concreto, attraverso il giudizio complessivo di liceità della causa concreta del programma negoziale del trust e di meritevolezza degli interessi sottesi al medesimo, in ossequio ai principi generali che presidiano il giudizio di liceità di qualsiasi fattispecie negoziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 19 Luglio 2016.


Concordato preventivo - Trust - Compatibilità

Non si ravvisano particolari ragioni di incompatibilità del trust con il concordato preventivo ove detto Istituto abbia lo scopo di vincolare alla realizzazione del concordato i beni nello stesso conferiti a titolo di finanza esterna. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Livorno, 13 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Apporto di finanza esterna costituita da beni immobili da liquidare - Modalità - Trust autodichiarato istituito dal terzo
Nel concordato preventivo, l'apporto di finanza esterna costituito da beni immobili posti a disposizione dal terzo può essere realizzato mediante conferimento di detti beni in trust liquidatorio auto dichiarato, con designazione del terzo quale trustee, del Commissario giudiziale quale protector e della massa dei creditori del concordato quale beneficiario. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 20 Marzo 2015.


Trust - Vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Applicazione dell'imposta sulle successioni e donazioni - Distinzione - Fattispecie - Trust liquidatorio
Le sostanziali differenze tra il trust ed i vincoli di destinazione di cui all'articolo 2645 ter c.c. impediscono di estendere al primo la disciplina fiscale prevista per i vincoli di destinazione sulla base del solo effetto segregativo dei beni conferiti.

La norma che prevede la tassazione dei vincoli di destinazione si colloca all'interno della reintrodotta imposta sulle successioni e donazioni, la cui caratteristica è l'acquisizione in capo al beneficiario di un'utilità senza corrispettivo. Detta imposta non è quindi applicabile al trust liquidatorio diretto principalmente a soddisfare i creditori, in quanto carente di qualsiasi finalità liberale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Milano, 10 Febbraio 2015.


Costituzione di trust a garanzia dei creditori di società che presenti domanda di concordato preventivo - Clausola risolutiva con inefficacia ex tunc - Verificarsi della condizione - Applicazione delle imposte di donazione, ipotecaria e catastale - Esclusione
Non sono applicabili le imposte di donazione, ipotecaria e catastale alla costituzione in trust auto dichiarati di beni immobili allo scopo di garantire i creditori di società che presenti domanda di concordato preventivo, qualora l'atto preveda l'inefficacia ex tunc dei trust in presenza di determinate condizioni risolutive, tra le quali quella, verificatasi nel caso di specie, della mancata ammissione della società alla procedura di concordato e la conseguente dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Lucca, 06 Febbraio 2015.


Trust - Nozione - Distinzione tra disponente e trustee - Trasferimento dei beni - Non necessità
La nozione di trust contenuta nella convenzione dell'Aja, al primo paragrafo dell'articolo 2, non richiede la distinzione dalla figura del disponente da quella del trustee nè il trasferimento dei beni dal disponente al trustee, essendo sufficiente che i beni siano posti sotto il controllo di quest'ultimo, soggetto passivo di un'obbligazione della quale sono creditori i beneficiari del trust. Ne consegue che un trust avente tutte le caratteristiche di cui all'articolo 2 citato deve essere riconosciuto come esistente e produttivo di effetti ancorché autodichiarato e nonostante l'assenza formale di trasferimento dei beni da un soggetto all'altro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Febbraio 2015.


Trust - Valutazione di meritevolezza - Necessità di accertamento e valutazione della causa concreta
Ai fini del riconoscimento della validità del trust, è necessario valutare la meritevolezza, ai sensi dell'articolo 1322 c.c., della causa concreta, posto che il ricorso al trust si giustifica soltanto per il perseguimento di interessi meritevoli di tutela giuridica. Pertanto, per affermare l'efficacia del trust e la liceità dei connessi atti di destinazione non è sufficiente un "programma di segregazione" corrispondente allo schema astrattamente previsto dalla convenzione dell'Aja, ma è necessario accertare, di volta in volta, il programma concreto risultante dal singolo regolamento di interessi attuato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Febbraio 2015.


Trust - Trust liquidatorio - Segregazione dei beni del fideiussore a sostegno di concordato preventivo - Interesse meritevole di tutela
È meritevole di tutela il trust con il quale il fideiussore di società che intenda presentare una domanda di concordato preventivo appone sui propri beni un vincolo di destinazione a a favore dei creditori del concordato e, nel contempo, protegge i beni bellissimi dall'aggressione dei creditori allo scopo di evitare che questi possano acquisire diritti di supremazia o comunque posizioni di privilegio in grado di inficiare il soddisfacimento delle loro ragioni di credito secondo un criterio strettamente proporzionale tra l'entità dei crediti e quella del patrimonio facente parte del fondo costituito in trust e posto a garanzia dei loro diritti. Detto trust persegue, infatti, la finalità di rassicurare i creditori sulla non dispersione del patrimonio personale del fideiussore e sulla successiva liquidazione degli immobili conferiti e si pone in collegamento con la volontà di raggiungere la soluzione della crisi della società garantita tramite concordato. L'atto di segregazione non persegue, pertanto, il mero intento di distogliere dai creditori il patrimonio del disponente allo scopo di renderlo inattaccabile, ma quello di facilitare la procedura di concordato assicurando ai creditori una parità di trattamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Febbraio 2015.


Responsabilità patrimoniale - Natura inderogabile della disposizione di cui all'articolo 2740 c.c. - Esclusione
Alla disposizione di cui all'articolo 2740 c.c., in tema di responsabilità patrimoniale, non può riconoscersi natura di norma inderogabile e l'effetto segregativo tipico del trust non si pone in contrasto con la riserva di legge prevista in detta norma, in quanto la legge 9 ottobre 1989, n. 364 ha dato attuazione alla convenzione dell'Aja elevandola a normativa di rango primario, così che la non applicabilità dell'articolo 2740 emerge direttamente dagli articoli 2 e 11 della convenzione, i quali identificano in modo esclusivo la fonte della segregazione nella "proprietà qualificata" del trust e forniscono una nuova lettura del concetto di "patrimonio" (Trib. Bologna, 1 ottobre 2003). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 05 Febbraio 2015.


Trust - Clausola di proroga della giurisdizione - Effetti nei confronti dei terzi - Effetti nei confronti del creditore che agisce in revocatoria - Esclusione
In forza del principio per cui la clausola di proroga della giurisdizione inserita nell'atto costitutivo di un trust vincola, oltre al costituente, i gestori e i beneficiari del trust, anche se non firmatari della clausola, ove vengano in rilievo diritti e obblighi inerenti al trust, ma non vincola i soggetti che rispetto al trust sono in posizione di terzietà (Cass. Sez. Un. 14041/2014), si deve ritenere che detta clausola non operi nei confronti del creditore che agisca con azione revocatoria ordinaria ex articolo 2901 c.c. al fine di ottenere la revoca dell'atto istitutivo del trust. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 29 Gennaio 2015.


Trust - Trust liquidatorio - Finalità solutoria - Conservazione della garanzia generica sul patrimonio del debitore in favore dei creditori - Esclusione
Non può sostenersi che il trust, in considerazione delle finalità solutorie in esso enunciate, preservi la garanzia generica sul patrimonio del debitore in favore di tutti i creditori, dal momento che tali finalità sono irrilevanti per i terzi che non hanno la facoltà di esigerle o verificarne il rispetto nei confronti del trustee e che sono invece tutelati proprio dall'azione revocatoria ordinaria, preordinata alla tutela di tali stessi interessi a prescindere dalla prova piena delle ragioni di credito che sarebbe invece richiesta per far valere le proprie pretese nei confronti del trust. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 29 Gennaio 2015.


Trust - Fondo patrimoniale - Sottrazione della garanzia patrimoniale dei creditori - Natura gratuita - Azione revocatoria ex articolo 2901 c.c.
Il trust si presta, come il fondo patrimoniale, a sottrarre ai creditori le garanzie di cui all'articolo 2740 c.c. e può, pertanto, costituire oggetto di domanda di revocatoria ordinaria in quanto negozio gratuito finalizzato a trasferire i beni ad una gestione separata senza corrispettivo alcuno e con sottrazione di essi ai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 29 Gennaio 2015.


Trust - Azione revocatoria ordinaria - Consapevolezza in capo al trustee delle finalità elusive - Esclusione
In tema di azione revocatoria ordinaria ex articolo 2901 dell'atto istitutivo del trust, appare improprio qualificare il trustee come terzo acquirente in capo al quale dovrebbe richiedersi la consapevolezza delle finalità elusive, in quanto il trustee è semplicemente l'esecutore delle finalità del trust ed è del tutto indifferente ad esse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 29 Gennaio 2015.


Trust - Azione revocatoria ordinaria - Pregiudizio alle ragioni del creditore - Compimento di atti che rendono più incerto o difficile il soddisfacimento del credito
In tema di azione revocatoria ordinaria ex articolo 2901 dell'atto istitutivo del trust, il pregiudizio alle ragioni del creditore è ravvisabile anche in un trust con finalità liquidatorie in quanto, a fondamento dell'azione revocatoria ordinaria non è richiesta la totale compromissione della consistenza patrimoniale del debitore, ma soltanto il compimento di un atto che renda più incerto o difficile di soddisfacimento del credito, il quale può consistere non solo in una variazione quantitativa del patrimonio del debitore, ma anche in una modificazione qualitativa di esso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 29 Gennaio 2015.


Concordato preventivo - Esecuzione tramite trust - Inammissibilità
La proposta di concordato preventivo il cui adempimento debba avvenire tramite la costituzione di un trust è inammissibile per violazione dell'articolo 2740 c.c., in quanto l'atto di segregazione patrimoniale viene a collocarsi al di fuori del perimetro concordatario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Arezzo, 02 Dicembre 2014.


Concordato preventivo - Apporto di finanza esterna - Liquidazione di beni appartenenti a società terza - Conferimento in trust del ricavato - Nomina del commissario giudiziale quale protector del trust
L’apporto di finanza esterna al concordato preventivo può aver luogo facendo ricorso alla liquidazione di beni provenienti da società terza, conferendo il ricavato dalla liquidazione in un trust autodichiarato ove sia indicato quale trustee il legale rappresentante di detta società, quale protector il commissario giudiziale e beneficiario la massa dei creditori del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 29 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Trust - Vincolo dei beni di terzi al buon esito della procedura - Valutazione del rischio di revoca dell’atto di dotazione
Il trust costituisce strumento idoneo a vincolare i beni di terzi al buon esito della procedura concordataria, a condizione che l’elevato rischio di revoca dell’atto di dotazione da parte dei creditori del disponente non impedisca al trust di svolgere la sua funzione, cioè di garantire che l’apporto sia mantenuto alla finalità a cui il piano lo destina. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 21 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Trust - Attribuzione al disponente di potere illimitato di modifica dell’atto istitutivo del trust - Non riconoscibilità nell’ordinamento italiano
L’attribuzione al disponente di un illimitato potere di modificare l’atto istitutivo di trust determina l’irriconoscibilità del trust nell’ordinamento italiano, poiché l’art. 2 della Convenzione de L’Aja richiede che i beni siano posti sotto il controllo del trustee. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 21 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Trust - Indizi della mancanza della volontà di istituire il trust
La modificazione ad nutum dell’atto istitutivo di trust da parte del disponente (con variazione delle finalità originarie e rideterminazione dell’assetto dei beni in trust), la designazione a guardiano dei disponente (individuato anche come beneficiario), la compiacenza del trustee (legato da stretti vincoli di parentela col disponente e a sua volta beneficiario), la pretermissione degli interessi di alcuni beneficiari costituiscono indizi della mancanza della volontà di istituire un trust e della permanenza del controllo dei beni in capo al disponente, oltre che indici sintomatici di simulazione (sham). (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 21 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Cessione dei beni ai creditori - Liquidazione demandata ad una NewcCo assuntore - Conferimento in trust delle quote della NewcCo - Nomina a guardian del commissario giudiziale e di persona di fiducia a trustee
È meritevole di accoglimento la proposta di concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori ove l'attività di liquidazione dell'attivo sia demandata ad una NewcCo con funzione di assuntore del concordato, le cui quote siano costituite in un trust di scopo, nell'interesse dei creditori concordatari, con nomina del commissario giudiziale nel ruolo di guardiano del trust e di un soggetto dallo stesso indicato nel ruolo di trustee. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 14 Ottobre 2014.


Concordato preventivo - Vincolo di beni di terzi al buon esito della procedura - Trust - Idoneità - Condizioni - Rischio di revoca dell’atto di dotazione
Il trust costituisce strumento idoneo a vincolare i beni di terzi al buon esito della procedura concordataria, a condizione che l’elevato rischio di revoca dell’atto di dotazione da parte dei creditori del disponente non impedisca al trust di svolgere la sua funzione, cioè di garantire che l’apporto sia mantenuto alla finalità a cui il piano lo destina. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 12 Agosto 2014.


Concordato preventivo - Trust - Vincolo di beni di terzi al buon esito della procedura - Revocabilità - Possibile pregiudizio della fattibilità del concordato
Se è vero che il trust costituisce strumento idoneo allo scopo vincolare i beni di terzi al buon esito della procedura di concordato preventivo, impedendo che gli stessi possano essere distolti dal fine impresso e curando la loro proficua gestione a vantaggio del ceto creditorio, si deve tuttavia tenere presente che l'atto di dotazione del trust è suscettibile di revocatoria da parte dei creditori del disponente e che l'esercizio di una simile azione può pregiudicare la fattibilità del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 11 Agosto 2014.


Revocatoria ordinaria ex articolo 2901 c.c. - Alienazione di beni immobili da parte del fideiussore con lo scopo di utilizzare i proventi per estinguere l'obbligazione del debitore principale - Costituzione del trust - Revocabilità - Esclusione - Fattispecie in tema di concordato preventivo
Non è soggetto a revocatoria ex articolo 2901 c.c. l'atto con il quale i fideiussori hanno alienato a favore del debitore principale i propri beni immobili non allo scopo di distrarne i proventi ma per convogliare il corrispettivo ricavato in trusts istituiti al fine di estinguere le posizioni debitorie proprie e del debitore principale, realizzando così la fattispecie dell'adempimento di un debito scaduto di cui al terzo comma dell'articolo 2901 c.c. (Nel caso di specie, i trusts erano stati costituiti al dichiarato scopo di favorire l'omologazione di un concordato preventivo). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 28 Luglio 2014.


Concordato preventivo - Utilizzo del trust di scopo e del vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Destinazione della c.d. “finanza esterna” - Interessi meritevoli di tutela
Sia l’istituto del trust di scopo che il vincolo di destinazione ex art. 2645 ter c.c. possono concorrere positivamente a garantire i creditori concordatari circa l’effettiva destinazione della c.d. “finanza esterna” promessa da soggetti terzi al fine di consentire un soddisfacimento non irrisorio dei creditori chirografari e la fattibilità del concordato (caso nel quale il trust è stato istituito su partecipazioni societarie ed il vincolo di destinazione su alcuni beni immobili). (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 22 Maggio 2014.


Trust – Trust liquidatorio in presenza di uno stato preesistente di insolvenza del disponente – Riconoscibilità nell’ordinamento italiano – Esclusione.
Il c.d. trust liquidatorio anti-concorsuale, vale a dire finalizzato a sostituirsi alla procedura fallimentare e ad impedire lo spossessamento dell’imprenditore insolvente, non è riconoscibile e non produce alcun effetto nell’ordinamento italiano in virtù di quanto disposto dall’art. 15 lettera e) della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, ponendosi esso oggettivamente in contrasto con il principio di tutela del ceto creditorio e non consentendo il normale svolgimento della procedura a causa dell’effetto segregativo. (Francesco Dimundo - riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 2014.


Trust – Trust liquidatorio in presenza di uno stato preesistente di insolvenza del disponente – Non riconoscibilità nell’ordinamento italiano – Rilevanza del fine dichiarato di provvedere alla liquidazione nell’interesse dei creditori e della c.d. clausola di salvaguardia – Esclusione.
La non riconoscibilità nell’ordinamento italiano del c.d. trust liquidatorio anti-concorsuale non è esclusa né dal fine dichiarato di provvedere alla liquidazione armonica della società disponente nell’interesse esclusivo dei creditori, né dalla clausola che, in caso di procedura concorsuale sopravvenuta, preveda la consegna dei beni al curatore. (Francesco Dimundo - riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 2014.


Trust – Trust liquidatorio in presenza di uno stato preesistente di insolvenza del disponente – Non riconoscibilità nell’ordinamento italiano – Pronuncia incidenter tantum da parte del giudice che dichiara il fallimento del disponente – Ammissibilità.
Il giudice che pronuncia la sentenza dichiarativa di fallimento del disponente può provvedere incidenter tantum al disconoscimento del trust liquidatorio anti-concorsuale ai sensi dell’art. 15 lettera e) della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, posto che denegare il riconoscimento e dare corso alla procedura fallimentare costituisce, ai sensi dell’ultimo comma di tale disposizione, un modo di realizzare il fine liquidatorio compatibile con l’ordinamento italiano (Francesco Dimundo - riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 2014.


Trust – Trust liquidatorio non riconoscibile – Conseguente nullità per mancanza di causa del trasferimento dei beni o dell’azienda operato in favore del trustee – Sussistenza.
La non riconoscibilità nell’ordinamento italiano dell’atto istitutivo del c.d. trust liquidatorio anti-concorsuale determina, ai sensi dell’art. 1418 co. 2 prima parte c.c., la nullità del trasferimento dei beni o dell’azienda operato in favore del trustee. (Francesco Dimundo - riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 2014.


Trust interno autodichiarato liquidatorio – Costituzione in stato di insolvenza – Segregazione dei beni sociali – Elusione della disciplina fallimentare – Actio nullitatis avviata dal curatore fallimentare – Nullità del trust – Sussistenza.
Ai fini della validità dell’atto istituivo di trust, in applicazione della disciplina prevista dalla convenzione dell’Aja del 1 luglio 1985 (ratificata senza riserve dall’Italia con legge n. 364 del 1989) entrata in vigore dal 1 gennaio 1992, occorre accertarsi che l’istituzione dello stesso sia finalizzata ad un interesse meritevole di tutela per il nostro ordinamento giuridico (art. 1322 c.c.) non altrimenti perseguibile con gli ordinari strumenti del diritto civile. (Antonio Fico) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 03 Marzo 2014.


Trust - Trust liquidatorio costituito quando la società si trova in stato di dissesto - Nullità - Esclusione - Simulazione - Esclusione - Possibile vantaggio e tutela dei creditori - Impossibilità di raggiungimento dello scopo del trust - Previsione di scopi incompatibili con la eventuale successiva procedura concorsuale - Azione revocatoria dell'atto di conferimento dei beni.
Un trust liquidatorio costituito quando la società già si trovi in stato di dissesto non è automaticamente simulato e non è necessariamente volto a creare un ostacolo alle pretese creditorie e a dilazionare eventuali istanze di fallimento, se nel trust risultano conferiti anche beni personali di soci, perché in questo caso risulta effettivo, meritevole di tutela ed anzi vantaggioso per i creditori, che vedono incrementato il patrimonio destinato alla propria soddisfazione. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Cremona, 08 Ottobre 2013.


Concordato preventivo - Apporto di nuova finanza da parte del socio di società a responsabilità limitata - Fattispecie.
Il Tribunale di Chieti ha ritenuto legittima ed accolto la proposta di concordato preventivo con alterazione della par condicio mediante apporto di nuova finanza da parte del socio unico di s.r.l. in quanto svincolata dalla previsione del comma III, art. 182 quater L.F. ed irrilevante sia sull’attivo che sul passivo del debitore come prescritto dalla Corte di cassazione con sentenza 8 giugno 2012, n. 9373, in quanto il piano prevede l’apporto mediante istituzione di trust autodichiarato liquidatorio o, in subordine, il transito sui conti d’ordine del debitore. (Luca Cosentino) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 14 Maggio 2013.


Concordato preventivo - Trust - Compatibilità del modello contrattuale del trust con le norme imperative in materia concorsuale - Giudizio di fattibilità giuridica del tribunale.
L’intersezione fra il modello contrattuale del trust con le disposizioni imperative che l’ordinamento giuridico italiano detta in materia concorsuale impongono particolari cautele ed una valutazione di compatibilità che nell'ipotesi di concordato preventivo si traduce in una valutazione di fattibilità giuridica affidata al tribunale, valutazione, questa, che è espressamente prevista dall’art. 15 della Convenzione dell’Aja 1 luglio 1985, resa esecutiva con legge 16 ottobre 1989, n. 364, secondo cui “La Convenzione non ostacolerà l'applicazione delle disposizioni di legge previste dalle regole di conflitto del foro, allorchè non si possa derogare a dette disposizioni mediante una manifestazione della volontà, in particolare nelle seguenti materie: […] e) la protezione di creditori in casi di insolvibilità”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 04 Aprile 2013.


Concordato preventivo - Apporto di beni esterni al patrimonio del debitore - Utilizzo del trust - Ammissibilità.
Il trust può essere utilizzato nel concordato preventivo per consentire l'apporto di beni esterni al patrimonio del debitore allo scopo di rendere fattibile e di garantire i risultati prospettati ai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 04 Aprile 2013.


Concordato preventivo - Apporto di beni di terzi tramite trust - Creditori concordatari garantiti dai beni dei terzi - Nomina del commissario giudiziale in funzione di protector - Attribuzione al giudice delegato del compito di dirimere il contrasto fra protector e trustee.
Qualora il concordato preventivo preveda, tramite l'istituzione di un trust, l'apporto di beni di un terzo e alcuni creditori concordatari siano garantiti dal patrimonio del terzo, è opportuno che il nominando commissario giudiziale possa assumere la funzione di protector e che il trustee acquisisca il suo parere prima di procedere agli atti di alienazione dei beni; al giudice delegato potrà essere attribuito il compito di dirimere eventuali contrasti tra protector e trustee. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 04 Aprile 2013.


Trust - Sostituzione del trustee - Ricorso in via cautelare - Ammissibilità.
Poiché l'istituto del trust non prevede una disposizione analoga a quella dell'articolo 2476 c.c. per la revoca in via cautelare dell'amministratore di società a responsabilità limitata, per la sostituzione del trustee può farsi ricorso, ricorrendone le condizioni, allo strumento cautelare di cui all'articolo 700 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26 Gennaio 2013.


Trust - Trust di scopo per il soddisfacimento dei creditori - Istituzione del guardiano - Necessità.
Il trust liquidatorio può essere configurato, sia pur con soluzioni diverse, sia quale trust di scopo per il soddisfacimento dei creditori dell'impresa, sia quale trust per beneficiari nell'interesse dei medesimi creditori; non può, tuttavia, ritenersi conforme alla ratio dell'istituto una struttura in cui coincidano disponente, trustee ed ultimo beneficiario e non sia prevista la figura del guardiano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26 Gennaio 2013.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ammissione - Condizioni - Divieto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione - Apporto del terzo - Esenzione dal divieto - Condizioni - Neutralità patrimoniale - Necessità.
Ai fini dell'ammissibilità della proposta di concordato preventivo, l'art. 160, secondo comma, legge fall. (nel testo sostituito dall'art. 2 del d.l. n. 35 del 2005, conv. in legge n. 80 del 2005) deve essere interpretato nel senso che l'apporto del terzo si sottrae al divieto di alterazione della graduazione dei crediti privilegiati solo allorché risulti neutrale rispetto allo stato patrimoniale della società debitrice, non comportando né un incremento dell'attivo, sul quale i crediti privilegiati dovrebbero in ogni caso essere collocati secondo il loro grado, né un aggravio del passivo della medesima, con il riconoscimento di ragioni di credito a favore del terzo, indipendentemente dalla circostanza che tale credito sia stato o no postergato. Cassazione civile, sez. I, 08 Giugno 2012, n. 9373.


Impresa in stato di insolvenza - Trust liquidatorio - Scopo dichiarato di tutelare i creditori - Armonizzazione del trust con l'articolo 15 della convenzione dell'Aja 1 luglio 1985 - Previsione di clausole che dispongano la consegna dei beni agli organi della procedura concorsuale - Necessità.
Il trust cd. liquidatorio istituito quando l'impresa si trovi già in stato di insolvenza può armonizzarsi con l'articolo 15 della convenzione dell'Aja 1 luglio 1985, resa esecutiva dalla legge 16 ottobre 1989, n. 364, esclusivamente alla condizione che contenga clausole che ne limitino l'operatività in caso di insolvenza e che prevedano la restituzione agli organi della procedura concorsuale dei beni conferiti in trust. In difetto di tale previsione, l'atto istitutivo del trust deve ritenersi affetto da nullità in quanto diretto ad eludere le norme imperative che presiedono alla liquidazione concorsuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 18 Aprile 2011.


Trust con funzione liquidatoria dei beni dell’impresa – Destinazione del ricavato al pagamento dei creditori – Tutela dell’interesse dei creditori – Sussistenza.
La costituzione di un trust con funzione liquidatoria, nel quale siano stati conferiti tutti i beni dell’impresa ed indicati come beneficiari la massa dei suoi creditori, è idoneo a tutelare l’interesse dei creditori medesimi soprattutto ove lo scopo istitutivo del trust sia quello di “operare la liquidazione in modo più ordinato ed efficace, realizzando la conservazione del valore dell’impresa, in funzione del migliore realizzo nell’interesse dei creditori sociali e dei soci della disponente”. (Nel caso di specie, il Tribunale ha respinto il ricorso per sequestro conservativo dei beni costituiti in trust proposto da un creditore). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Legnano, 08 Gennaio 2009.


Liquidazione di società in stato di crisi – Costituzione di beni in trust a favore dei creditori – Accordo di ristrutturazione ex art. 182 l.f. – Ammissibilità – Esecuzione promossa dai creditori sui beni costituiti in trust – Sospensione della procedura esecutiva – Fumus boni iuris – Sussistenza.
E’ meritevole di tutela il trust con il quale il socio accomandatario di una società in accomandita semplice, al fine di favorire la liquidazione della società mediante un accordo di ristrutturazione ai sensi dell’art. 182 bis legge fall. e di prevenire quindi azioni giudiziarie e concorsuali, ha segregato i propri beni personali nominandosi trustee e gestendo e amministrando i beni nell’interesse dei creditori che hanno così assunto la qualità di beneficiari del trust. (Nel caso di specie, il giudice dell’esecuzione ha disposto la sospensione della procedura esecutiva promossa da un creditore della società nei confronti del trustee in quanto intestatario dei beni costituiti in trust). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 14 Maggio 2007.