Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 51 ∙ (Divieto di azioni esecutive e cautelari individuali)


Creditore fondiario, privilegio processuale, par condicio e regole del concorso
Tutte le MassimeCassazione
In generale
Natura
Decorrenza del divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelariDivieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari e conoscenza del fallimento da parte del giudice dell'esecuzioneEstensione (e deroghe) del divieto di azioni esecutive ai creditori estranei al fallimentoAzioni esecutive individuali per crediti da collocarsi in prededuzioneOpposizione all'esecuzioneDivieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari, acquisizione del bene alla massaDivieto di iniziare o proseguire azioni esecutive individuali ed eccezioni previste da legge anteriori alla legge fallimentareImprocedibilità dell'azione esecutivaImprocedibilità, questione di competenzaNatura del provvedimento che dichiara l'improcedibilità dell'esecuzioneEffetti della improcedibilità dell'esecuzioneEffetti anche sostanziali degli atti già compiutiEstinzione ipso jure del processo esecutivoProcedure esecutive che possono proseguire e facoltà di scelta del curatoreDiscrezionalità dell'ufficio fallimentare, convenienza di proseguire l'esecuzione davanti agli organi fallimentariSostituzione del curatore al creditore istanteAbbandono dell'esecuzione individuale da parte del curatoreVenir meno del titolo che aveva legittimato la sostituzione del curatore, legittimazione dei singoli creditoriAzioni di consegna o rilascioFallimento del debitore successivo alla aggiudicazione dell'immobile pignoratoAccoglimento della opposizione alla esecuzione promossa dal debitore prima del fallimentoProgramma di liquidazioneDiritti del terzo proprietario di beni in possesso del debitoreDichiarazione di improcedibilità della domanda e regolamento di competenzaAggiudicazione del bene staggito avvenuto dopo la dichiarazione di fallimentoFallimento successivo alla vendita dei beni assoggettati ad esecuzioneRevoca del fallimentoQuestioni di legittimità costituzionaleRicorso per cassazione

Espropriazione presso terzi
Improcedibilità del processo esecutivo e del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo
Espropriazione presso terzi, intervento del curatore successivo all'assegnazione della sommaPagamento in esecuzione di ordinanza di attribuzione del giudice dell'esecuzioneEspropriazione presso terzi ed eccezione di compensazioneEspropriazione presso terzi e pagamento eseguito dal debitor debitorisAccertamento dell'obbligo del terzo di cui all'articolo 549 c.p.c.

Credito fondiario
Creditore fondiario che non si avvalga delle facoltà di iniziare o proseguire l'azione esecutiva individuale sui beni ipotecati
Concorso e prevalenza di esecuzione individuale promossa e proseguita dal ceditore fondiarioLiquidazione delle spese di giustizia del creditore fondiarioEsecuzione del creditore fondiario e legittimazione passiva del curatore e del debitoreCreditore fondiario, privilegio processuale, par condicio e regole del concorsoCreditore fondiario, obbligo di insinuarsi al passivo del fallimentoEsecuzione del creditore fondiario e sospensione dell'esecuzioneCreditore fondiario, questioni di rito e di competenzaAzione esecutiva individuale del creditore fondiario, custodia ed amministrazione dei beniDiritto del creditore fondiario al versamento delle rendite dell'immobile ipotecato e del prezzo di aggiudicazioneAssegnazione al curatore del ricavato per soddisfare crediti con collocazione preferenziale rispetto al creditore fondiarioCreditore fondiario e compenso del curatoreCredito fondiario, estensione agli interessi del diritto di prelazioneProsecuzione dell'esecuzione del creditore fondiario e concordato preventivoEsecuzione individuale promossa dal creditore fondiario, obbligo di notifica degli atti al debitoreOpposizione all'esecuzione iniziata dal creditore fondiarioCessione del credito fondiarioProsecuzione dell'esecuzione su impulso del creditore fondiario e prededuzioni dell'originario creditore procedenteImmobile ipotecato a garanzia di mutuo fondiario venduto a un terzo e revocatoria fallimentare

Azioni cautelari e possessorie
Azioni cautelari, divieto
Procedimento possessoriSequestro conservativoImproseguibilità del giudizio di merito instaurato a seguito della misura cautelareSequestro giudiziario concesso prima dell'apertura del fallimentoRicorso cautelare ante causam notificato dopo l'apertura del fallimentoImprocedibilità del giudizio di convalida del sequestro e liberazione dalla fideiussioneSequestro amministrativo ex art. 3, comma 3 r.d.l. 12 maggio 1938 n. 794

Esecuzione esattoriale
Azione esecutiva esattoriale
Procedura esecutiva esattoriale, distinzione fra le varie fasiIntervento del curatore del fallimento nell'esecuzione esattorialeSostituzione del curatore all'esattoreObbligo dell'esattore di insinuare il credito al passivo del fallimentoNotifica della cartella esattoriale al curatoreCoordinamento fra procedura concorsuale ed esecuzione esattorialeSpese d'insinuazione al passivo sostenute dall'agente della riscossioneDistribuzione del prezzoOpposizione all'esecuzione esattorialeEmissione del ruolo straordinario con obbligo di pagamento dell'impostaSospensione del rimborso del credito iva maturato ante fallimento e compensazione con crediti dell'amministrazione finanziaria ammessi al passivoFermo amministrativo ex art. 69 del r.d. 18 novembre 1923, n. 2440 nei confronti di soggetti fallitiFallimento della società concessionaria del servizio di riscossione

Liquidazione coatta amministrativa
Liquidazione coatta amministrativa, improcedibilità
Liquidazione coatta amministrativa, crediti prededucibiliLiquidazione coatta amministrativa, azioni cautelari, sequestro e giudizio di convalidaLiquidazione coatta amministrativa, questioni di competenzaLiquidazione coatta amministrativa, condanna a nei confronti del commissario liquidatoreLiquidazione coatta amministrativa, credito fondiarioLiquidazione coatta amministrativa di azienda di creditoLiquidazione coatta amministrativa della società assicuratrice e azione risarcitoria del danneggiato

Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi
Amministrazione straordinaria, divieto di azioni esecutive
Amministrazione straordinaria, divieto di azioni cautelariAmministrazione straordinaria, tutela dei crediti prededucibiliAmministrazione straordinaria, esecuzione esattorialeAmministrazione straordinaria, pena pecuniaria per violazione di norme finanziarieAmministrazione straordinaria, giudizio di opposizione alla esecuzioneAmministrazione straordinaria, divieto di azioni esecutive e questione di costituzionalità

Altri casi
Improcedibilità delle azioni, interruzione della prescrizione
Prescrizione dell'azione cambiariaInvalidità od inefficacia di pagamenti di crediti verso il fallito ottenuti in esito a procedure esecutive su beni siti in stato esteroPegnoAzione esecutiva contro terzo datore di ipotecaLegittimazione a far valere la simulazione degli atti del debitoreNotifica di decreto ingiuntivo da parte di un creditore estraneo alla massaOpposizione all'esecuzione proposta da terzo rivendicante la proprietà dei beni pignoratiPignoramento nei confronti di persona dichiarata fallita e giudizio di opposizione di terzo rivendicanteCrediti risarcitori derivanti da fatto colposo del curatoreEsecuzione in forma specifica dell'impegno a contrattareEsecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere il contratto preliminare ex art. 2932 c.cImmobile di proprietà del fallito, ipotecato a garanzia di un mutuo fondiario e azione revocatoria fallimentare Equa riparazione del danno derivante dal ritardo dei procedimentiEspropriazione forzata di quote di società a responsabilità limitataRevocatoria ordinariaDurc (documento unico di regolarità contributiva)Posizione dell'acquirente di bene immobile che abbia trascritto domanda ex art. 2901 c.c.Revocatoria ordinaria trascritta anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell'acquirenteAtti di alienazione di beni sottoposti a pignoramentoVendita con riserva della proprietà non ancora eseguita, da entrambe le parti, al momento della dichiarazione di insolvenza del compratoreCompenso del professionista delegato alle operazioni di vendita della procedura esecutivaSanzioni amministrative e ordinanza-ingiunzione nei confronti del fallimentoConfisca obbligatoria del veicolo e fallimento del proprietarioEspropriazione del diritto del concessionario della minieraConcordato fallimentareConcordato preventivoEnti di diritto pubblico soppressi


Creditore fondiario, privilegio processuale, par condicio e regole del concorso

Espropriazione iniziata o proseguita dal creditore fondiario dopo il fallimento dell'esecutato - Distribuzione del ricavato dalla vendita forzata - Provvisoria attribuzione al creditore fondiario - Importi eccedenti il credito riconosciuto nel riparto fallimentare - Legittimazione del curatore ad agire in ripetizione - Sussistenza
In tema di espropriazione immobiliare iniziata o proseguita da un istituto di credito fondiario dopo la dichiarazione di fallimento dell'esecutato, la distribuzione delle somme ricavate dalla vendita forzata da parte del giudice dell'esecuzione ha carattere provvisorio e può divenire definitiva soltanto in esito al riparto in sede fallimentare, sicché il curatore è legittimato ad agire per ottenere la restituzione degli importi percepiti in eccedenza dal creditore fondiario a titolo di anticipazione in sede esecutiva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Settembre 2018, n. 23482.


Espropriazione iniziata o proseguita dal creditore fondiario dopo il fallimento dell'esecutato - Provvisoria distribuzione del ricavato dalla vendita forzata - Provvedimenti di accertamento, determinazione e graduazione del credito fondiario emessi in sede fallimentare - Rilevanza - Conseguenze
In tema di espropriazione immobiliare iniziata o proseguita da un istituto di credito fondiario dopo la dichiarazione di fallimento dell'esecutato, la provvisoria distribuzione delle somme ricavate dalla vendita forzata deve essere eseguita in base ai provvedimenti (anche non definitivi) di accertamento, determinazione e graduazione del credito fondiario emessi in sede fallimentare, sicchè il creditore fondiario, per ottenere la provvisoria assegnazione del ricavato, è in ogni caso onerato di dimostrare la propria ammissione al passivo del fallimento; il curatore fallimentare, qualora richieda l'attribuzione di somme relative ad eventuali crediti di massa maturati in sede fallimentare, preferiti al credito fondiario, e la conseguente decurtazione dell'importo da assegnare all'istituto procedente, è tenuto a costituirsi nel processo esecutivo e a provare l'emissione di formali provvedimenti (idonei a divenire stabili ai sensi dell'art. 26 l.fall.) che - direttamente o indirettamente, ma inequivocabilmente - dispongano la suddetta graduazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Settembre 2018, n. 23482.


Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Mancata produzione titolo in originale nella fase sommaria – Condizione ammissibilità nell’opposizione

Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Spese di procedura espropriativa immobiliare intrapresa dal creditore non fondiario – Insinuazione al passivo – Privilegio ex art. 2770 cod. civ. – Sussistenza

La produzione del titolo in originale nell’opposizione ex art. 98 e 99 l.f. è ammissibile purchè sia documentalmente giustificabile il mancato deposito nella fase sommaria di verifica dello stato passivo. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

L’art. 52, ultimo comma, l.f. esige che tutti i creditori, anche fondiari, che godono dell’esenzione dal divieto dell’art. 51, siano tenuti ad insinuarsi al passivo fallimentare. In sede di esecuzione individuale possono essere provvisoriamente riconosciuti i crediti, eventualmente anche per spese, del solo creditore fondiario, mentre ogni questione attinente al creditore non fondiario deve essere definitivamente affrontata e risolta in sede di stato passivo e di riparto nel fallimento, ivi compreso il rimborso delle spese esecutive sostenute dal creditore procedente non fondiario, al quale va riconosciuto il privilegio ex art. 2770 cod. civ. perché, con il pignoramento, e le spese conseguenti, egli ha conservato alla massa attiva fallimentare quel bene, che senza la sua attività avrebbe potuto esserle distolto. (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 16 Novembre 2016.


Fallimento - Credito fondiario - Privilegio processuale - Onere dell'insinuazione al passivo
L'articolo 41 TUB deroga soltanto il divieto di azioni esecutive individuali previsto dall'articolo 51 L.F., ma non alla norma imperativa di cui all'articolo 52 L.F., secondo la quale ogni credito, anche se munito di diritto di prelazione, deve essere accertato secondo le norme della legge fallimentare, salvo diverse disposizioni della legge. Ne consegue che l'insinuazione al passivo fallimentare deve essere vista come onere per la banca mutuante al fine dell'esercizio del diritto di trattenere definitivamente quanto percepito, così che i privilegi processuali mantenuti per i crediti fondiari si risolvono in una mera anticipazione di valuta in favore delle banche erogatrici dei finanziamenti fondiari, nel senso, cioè, di consentire alle stesse di disporre di quanto loro spettante ma non di importi superiori in via anticipata rispetto al momento nel quale si determina, con la conclusione dell'attività di liquidazione e con l'esecuzione del piano di riparto, il quantum spettante a ciascun creditore concorrente. Questa lettura della normativa, offerta dalla giurisprudenza di legittimità, è stata ora codificata dalla riforma della legge fallimentare, con la espressa previsione, nel nuovo articolo 52, ultimo comma, L.F., dell'onere di insinuazione anche per i creditori esentati dal divieto di cui all'articolo 51 L.F. e dalla previsione, nel progetto delle somme da ripartire nel fallimento, anche dei crediti per i quali non si applica il divieto di azioni esecutive di cui alla medesima norma. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30 Marzo 2015, n. 6377.


Espropriazione forzata immobiliare - Successiva dichiarazione di fallimento - Privilegio del creditore fondiario - Natura processuale provvisoria - Accertamento del credito in sede fallimentare - Necessità - Revoca dell'ordinanza di fissazione dell'udienza per l'esame del progetto di riparto.
Volta che sia stato dichiarato il fallimento, il diritto del creditore fondiario di proseguire l'espropriazione e di ottenere l'assegnazione del ricavato ha natura esclusivamente processuale e provvisoria, dovendo il credito essere comunque definitivamente accertato e graduato nell'ambito della procedura fallimentare. Deve, pertanto, essere revocata l'ordinanza che, in seno alla procedura esecutiva, fissa l'udienza per l'esame del progetto di riparto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 21 Marzo 2014.


Fallimento - Effetti per i creditori - Divieto di esecuzioni individuali - Limiti - Azione esecutiva del creditore fondiario - Prosecuzione in costanza di fallimento del debitore ai sensi dell'art. 41 del d.lgs. n. 385 del 1993 - Ammissione del creditore fondiario al passivo in via chirografaria - Collocazione del credito in via ipotecaria nel progetto di riparto predisposto dal giudice dell'esecuzione - Esclusione - Fondamento
L'accertamento del diritto di credito conseguente al decreto di esecutività dello stato passivo, pur non avendo valore di giudicato al di fuori del fallimento, ma solo effetto preclusivo durante la procedura, impedisce che, nel corso della stessa, possano essere proposte da parte del creditore, ad un giudice diverso da quello fallimentare, le questioni relative all'esistenza e alla collocazione del credito ammesso, nonché alla validità ed opponibilità del titolo da cui lo stesso deriva. Ne consegue che la collocazione del credito fondiario in via chirografaria nello stato passivo del fallimento del debitore, espropriato all'esito di esecuzione immobiliare proseguita in costanza di fallimento in virtù del privilegio processuale previsto dall'art. 41 del d.lgs. 1 settembre 1993, n. 385, preclude la collocazione in via ipotecaria del medesimo credito nel progetto di distribuzione del ricavato predisposto dal giudice dell'esecuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Marzo 2014, n. 6738.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari - Ambito di applicazione dell’art. 168 L.F. ed azioni escluse dal divieto - Esperibilità procedimento ex art. 610 c.p.c. - Fallimento società ammessa al concordato ed applicazione dell’art. 51 L.F..
Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore che consegue alla presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva opera esclusivamente sulle azioni esecutive individuali, non rientrando nel citato divieto le azioni di consegna o rilascio, di rivendicazione e separazione dei beni non appartenenti al debitore. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta, 20 Febbraio 2014.


Azione esecutiva individuale - Inizio o prosecuzione da parte di istituto di credito fondiario ex R.D. n. 646 del 1905 - Privilegio di carattere processuale - Configurabilità - Conseguenze - Assegnazione delle somme ricavate dalla procedura esecutiva individuale - Carattere provvisorio - Sussistenza - Intervento del curatore fallimentare nella procedura individuale - Necessità - Esclusione - Raccordo tra procedura individuale e procedura concorsuale - Insinuazione del credito dell'istituto nel passivo fallimentare - Necessità - Conseguente trasformazione dell'assegnazione provvisoria in assegnazione definitiva, nei limiti della capienza del credito - Configurabilità - Onere del curatore fallimentare di provare l'approvazione del passivo e l'incapienza del credito dell'istituto procedente - Sussistenza
L'art. 42 del R.D. 16 luglio 1905, n. 646 (applicabile "ratione temporis", pur essendo stato abrogato dal testo unico 1 settembre 1993, n. 385, a far data dal 1 gennaio 1994), la cui applicazione è fatta salva dall'art. 51 della legge fallimentare, nel consentire all'istituto di credito fondiario di iniziare o proseguire l'azione esecutiva nei confronti del debitore dichiarato fallito, configura un privilegio di carattere meramente processuale , che si sostanzia nella possibilità non solo di iniziare o proseguire la procedura esecutiva individuale, ma anche di conseguire l'assegnazione della somma ricavata dalla vendita forzata dei beni del debitore nei limiti del proprio credito, senza che l'assegnazione e il conseguente pagamento si debbano ritenere indebiti e senza che sia configurabile l'obbligo dell'istituto procedente di rimettere immediatamente e incondizionatamente la somma ricevuta al curatore. Peraltro, poichè si deve escludere che le disposizioni eccezionali sul credito fondiario - concernenti solo la fase di liquidazione dei beni del debitore fallito e non anche quella dell'accertamento del passivo - apportino una deroga al principio di esclusività della verifica fallimentare posto dall'art. 52 della legge fallimentare, e non potendosi ritenere che il rispetto di tali regole sia assicurato nell'ambito della procedura individuale dall'intervento del curatore fallimentare, all'assegnazione della somma disposta nell'ambito della procedura individuale deve riconoscersi carattere provvisorio, essendo onere dell'istituto di credito fondiario, per rendere definitiva la provvisoria assegnazione, di insinuarsi al passivo del fallimento, in modo tale da consentire la graduazione dei crediti, cui è finalizzata la procedura concorsuale, e, ove l'insinuazione sia avvenuta, il curatore che pretenda in tutto o in parte la restituzione di quanto l'istituto di credito fondiario ha ricavato dalla procedura esecutiva individuale ha l'onere di dimostrare che la graduazione ha avuto luogo e che il credito dell'istituto è risultato, in tutto o in parte, incapiente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Dicembre 2004, n. 23572.


Azione esecutiva individuale - Inizio o prosecuzione da parte di istituto di credito fondiario - "Privilegi processuali" stabiliti dalle norme del R.D. n. 646 del 1905 - Natura - Norme eccezionali - Conseguenze - Spettanza in favore del cessionario del credito - Esclusione - Facoltà di compensazione del credito con il prezzo di aggiudicazione ex art. 582, cod. proc. civ. - Presupposti - Annotazione della surrogazione nell'ipoteca - Necessità
In materia di esecuzione immobiliare, le disposizioni in tema di credito fondiario di cui al R.D. n. 646 del 1905 - ancora vigenti alla data di entrata in vigore della legge n.175 del 1991, abrogata solo a far data dal 1 gennaio 1994 dal T.U. di cui al d.P.R. n. 385 del 1993 - le quali prevedono che, per i prestiti concessi in base a detta legge, l'azione esecutiva individuale possa essere iniziata o proseguita dall'istituto di credito fondiario anche durante il fallimento del debitore, con la distribuzione del ricavato secondo le regole proprie di detta esecuzione, hanno natura di norme eccezionali, in quanto attribuiscono alcuni cc.dd. privilegi processuali a favore degli istituti di credito fondiario, in considerazione della natura del credito e del creditore, allo scopo di tutelare il sistema di formazione e di funzionamento del credito fondiario. Pertanto, siffatti privilegi processuali non spettano al cessionario del credito vantato dall'istituto di credito fondiario, il quale, nel caso in cui, essendosi reso altresì aggiudicatario del bene, intenda esercitare la facolta di compensare il proprio credito con il prezzo di aggiudicazione ex art. 585, secondo comma, cod. proc.civ., ciò può fare esclusivamente qualora abbia provveduto a far previamente annotare la cessione del credito e l'ipoteca, in quanto l'annotazione ha efficacia costitutiva e, conseguentemente, il trasferimento dell'ipoteca a favore del creditore che abbia soddisfatto il creditore munito di prelazione è inefficace nei confronti dei creditori concorrenti, in mancanza dell'annotazione della surrogazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 Luglio 2004, n. 14003.


Accertamento del passivo - Crediti prededucibili - Tutela in sede di accertamento del passivo - Necessità - Fondamento
Dichiarato il fallimento, ogni diritto di credito, ivi compresi i crediti prededucibili, è tutelabile nelle sole forme di cui agli artt. 92 ss. legge fall.; la previsione di un'unica sede concorsuale per l'accertamento del passivo comporta la necessaria concentrazione presso un unico organo giudiziario delle azioni dirette all'accertamento dei crediti e l'inderogabile osservanza di un rito funzionale alla realizzazione del concorso dei creditori, il che determina l'improponibilità della domanda proposta nelle forme ordinarie. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Gennaio 2002, n. 1065.


Credito fondiario - Fallimento del mutuatario - Prevalenza del fallimento sull'esecuzione immobiliare iniziata dall'istituto di credito - Esclusione - Insinuazione, peraltro, dell'istituto creditore al passivo fallimentare - Necessità
L'art. 42 del R.D. n. 646 del 1905 (la quale dichiara sempre applicabili le leggi ed i regolamenti sul credito fondiario, anche in caso di fallimento del debitore, per i beni ipotecati dagli istituti di credito) va interpretata nel senso che il richiamo in essa operato è comprensivo della disciplina dell'esecuzione immobiliare, sicché il fallimento del mutuatario non travolge l'esecuzione individuale che l'istituto mutuante abbia intrapreso sul bene immobile e non fa venir meno il diritto dell'istituto medesimo di chiederla. Quest'ultimo costituisce un mero privilegio processuale che non incide sulle regole della "par condicio" e sulle regole del concorso, con la conseguenza che anche il suddetto creditore deve insinuarsi al passivo del fallimento allo scopo di conseguire, se il credito risulta ammesso ed utilmente collocabile, il risultato dell'esecuzione privilegiata, restituendo, invece, alla massa fallimentare l'eventuale somma ricavata in più dall'esecuzione, per la quale non fosse ammesso o risultasse incapiente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Gennaio 1998, n. 314.