Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 18 ∙ (Reclamo)




Atri casi
Responsabilità del creditore istante
Tutte le MassimeCassazione
Procedimento
Procedimento
Natura camerale del procedimentoTermine per il reclamoDecorrenza del termine per il reclamoReclamo tardivoProroga del termine per la notifica dell'impugnazioneSospensione feriale dei terminiTermine per la costituzione della parteMancata comparizione della reclamanteLitisconsorzio necessarioAstensione obbligatoria del giudicePrincipio del contraddittorioRigetto del reclamo e statuizione sulle speseRigetto del reclamo e ricorso per cassazioneLiquidazione del compenso al legaleRinuncia o desistenza dalla richiesta di fallimentoSospensione della procedura fallimentareEffetti della revoca del fallimentoImmediata esecutività della revoca del fallimentoRegolamento di competenzaRiassunzioneRegime transitorio

Legittimazione
Litisconsorzio necessario
Litisconsorzio necessario del socio occultoLitisconsorzio con i creditori istantiIntervento nel giudizioRichiesta del PM di accoglimento del reclamoLegittimazione iure proprio dell'amministratore di società di capitaliLegittimazione del socio di società di capitaliLegittimazione del socio illimitatamente responsabileLegittimazione di soggetto interessato diverso dal debitoreLegittimazione del liquidatoreLegittimazione della società estintaRicorso per cassazione

Istruzione probatoria
Carattere officioso del giudizio
Poteri istruttori del giudicePotere del tribunale di assumere informazioni urgentiAcquisizione d'ufficio del fascicolo della proceduraPrincipio dispositivoDeduzione di mezzi di provaPreclusioni probatoriePreclusioni al reclamante che non ha partecipato al giudizio di primo gradoInterrogatorio libero del curatore contumace

Oggetto del giudizio
Effetto devolutivo del reclamo
Oggetto della valutazione del giudice del reclamoDeduzione di vizi attinenti il ritoNuovi elementi di valutazioneAccertamento dello stato di insolvenzaImpugnazione per vizi processualiContestazione di atti in frode in sede di reclamoFatti sopravvenutiDeduzione di nuovi motiviOnere di allegazioneDecadenza dalla facoltà di formulare le eccezioni

Concordato preventivo e accordo di ritstrutturazione dei debiti
Impugnazione del diniego di omologazione del concordato preventivo
Dichiarazione di fallimento e improcedibilità delle impugnazioni autonomamente proponibili contro il diniego di omologazione del concordato preventivoDiniego di omologazione di accordo di ristrutturazione dei debiti

Atri casi
Responsabilità del creditore istante
Sul regime delle spese di procedura in caso di revoca del fallimentoImposta di registroRevoca del fallimento e compenso del curatoreNotifica telematica di ricorso per dichiarazione di fallimento




Atri casi
Responsabilità del creditore istante

Fallimento - Revoca - Responsabilità - Responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. - Opposizione a fallimento - Inscindibilità tra le due domande - Conseguenze - Cognizione congiunta e competenza funzionale del giudice dell'opposizione - Configurabilità - Proposizione dell'azione risarcitoria in separato giudizio - Improponibilità
L'opposizione alla dichiarazione di fallimento e l'azione di responsabilità aggravata, introdotta ai sensi dell'art. 96 c.p.c., con riguardo all'iniziativa assunta con l'istanza di fallimento, sono legate da un nesso d'interdipendenza da cui consegue la competenza funzionale, esclusiva ed inderogabile del giudice della predetta opposizione su entrambe e l'improponibilità in separato giudizio dell'azione risarcitoria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Aprile 2016, n. 7592.


Revoca del fallimento per il difetto dei presupposti di diritto sostanziale o per violazione di norme processuali - Danno "in re ipsa" - Sussistenza - Liquidazione - Onere probatorio della parte - Portata - Fattispecie - Responsabilità aggravata ex art. 96 cod. proc. civ. - Condizioni. , Dichiarazione di fallimento - Revoca - Presupposti - Inesistenza dei requisiti sostanziali o inosservanza di norme processuali - Conseguenze - Danno da privazione della disponibilità dell'azienda - Sussistenza - Natura e contenuto - Esistenza in "re ipsa" - Configurabilità.
In tema di revoca della sentenza dichiarativa di fallimento, a seguito di opposizione accolta per difetto dei presupposti di diritto sostanziale ovvero, come nella specie, per violazione di norme processuali, il fallito può chiedere, in entrambe le ipotesi, anche nello stesso procedimento ed ai sensi dell'art. 96 cod. proc. civ., che sia pronunciata la responsabilità del creditore istante per i danni cagionati con dolo o colpa grave; l'esistenza di tale pregiudizio si configura "in re ipsa", come effetto della privazione della disponibilità dell'azienda, in analogia a quanto affermato con riguardo al bene occupato "sine titulo" da parte della P.A. (Principio affermato dalla S.C. che, cassando con rinvio la sentenza d'appello, ne ha rilevato l'erroneità per non aver accolto l'istanza dell'opponente fallito volta ad acquisire il fascicolo fallimentare da cui sarebbero potute emergere le valutazioni dei beni aziendali, con ciò assolvendo la parte all'onere di allegare gli elementi di fatto, desumibili dagli atti di causa,necessari ad identificare in concreto il danno, così permettendone al giudice la liquidazione, anche se equitativa). (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 29 Ottobre 2008, n. 25978.