LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO X
Della trasformazione, della fusione e della scissione
SEZIONE II
Della fusione delle società

Art. 2504-bis

Effetti della fusione
TESTO A FRONTE

I. La società che risulta dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione.
II. La fusione ha effetto quando è stata eseguita l'ultima delle iscrizioni prescritte dall'articolo 2504. Nella fusione mediante incorporazione può tuttavia essere stabilita una data successiva.
III. Per gli effetti ai quali si riferisce il primo comma dell'articolo 2501-ter, numeri 5) e 6), possono essere stabilite date anche anteriori.
IV. Nel primo bilancio successivo alla fusione le attività e le passività sono iscritte ai valori risultanti dalle scritture contabili alla data di efficacia della fusione medesima; se dalla fusione emerge un disavanzo, esso deve essere imputato, ove possibile, agli elementi dell'attivo e del passivo delle società partecipanti alla fusione e, per la differenza e nel rispetto delle condizioni previste dal numero 6 dell'articolo 2426, ad avviamento. Quando si tratta di società che fa ricorso al mercato del capitale di rischio, devono altresì essere allegati alla nota integrativa prospetti contabili indicanti i valori attribuiti alle attività e passività delle società che hanno partecipato alla fusione e la relazione di cui all'articolo 2501-sexies. Se dalla fusione emerge un avanzo, esso è iscritto ad apposita voce del patrimonio netto, ovvero, quando sia dovuto a previsione di risultati economici sfavorevoli, in una voce dei fondi per rischi ed oneri.
V. La fusione attuata mediante costituzione di una nuova società di capitali ovvero mediante incorporazione in una società di capitali non libera i soci a responsabilità illimitata dalla responsabilità per le obbligazioni delle rispettive società partecipanti alla fusione anteriori all'ultima delle iscrizioni prescritte dall'articolo 2504, se non risulta che i creditori hanno dato il loro consenso.

GIURISPRUDENZA

Fallimento - Dichiarazione - Fusione per incorporazione - Requisiti - Valutazione con riferimento alla società incorporante - Effetti della fusione - Confusione tra i patrimoni.
I requisiti di fallibilità nei confronti di società incorporata nell’ambito di un’operazione di fusione vanno accertati con riferimento alla società incorporante, la quale assume i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione.

Operata e divenuta opponibile la fusione, la confusione tra i patrimoni delle società partecipanti diviene definitiva ed irreversibile, per cui la dichiarazione di fallimento non potrebbe avere come scopo la separazione della massa dell’incorporata, non potendosi ripristinare ex post lo status quo ante la fusione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 06 Dicembre 2016.


Fallimento - Dichiarazione - Fusione per incorporazione - Instaurazione del contraddittorio - Notifica del ricorso in data anteriore alla pubblicazione del progetto di fusione.
Nell’ipotesi di domanda di fallimento nei confronti di società incorporata nell’ambito di un’operazione di fusione, il contraddittorio può ritenersi validamente instaurato nei confronti della società incorporata qualora il ricorso e decreto di fissazione dell’udienza siano stati notificati prima della pubblicazione del progetto di fusione, posto che la modificazione del soggetto giuridico, in quanto avvenuta in corso di procedimento, comporta la prosecuzione dello stesso nei confronti del soggetto che ne prosegue rapporti sostanziali e processuali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06 Dicembre 2016.


Fallimento - Dichiarazione - Fusione per incorporazione - Requisiti - Stato d’insolvenza - Valutazione con riferimento alla società incorporante.
Ai fini della dichiarazione di fallimento di società incorporata nell’ambito di un’operazione di fusione, lo stato di insolvenza deve essere valutato con riferimento alla solvibilità della società incorporante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06 Dicembre 2016.


Fallimento - Dichiarazione - Procedimento - Convocazione del debitore - Instaurazione del contraddittorio - Fusione societaria - Notifica del ricorso e del decreto di convocazione alla incorporante.
Ai fini della corretta instaurazione del contraddittorio ex art. 15 legge fall., il ricorso per la dichiarazione di fallimento ed il decreto di convocazione vanno notificati alla società incorporante, che ai sensi dell'art. 2504-bis c.c. assume i diritti e gli obblighi della società partecipante alla fusione, proseguendo in tutti i rapporti della stessa, anche processuali, anteriori alla fusione, pur conservando la propria identità la società incorporata ai fini della eventuale dichiarazione di fallimento". Cassazione civile, sez. I, 11 Agosto 2016, n. 17050.


Concordato preventivo con riserva – Fusione – Ammissibilità.
Può essere autorizzata nella fase prenotativa la stipulazione dell’atto di fusione di società in concordato preventivo, quand’anche avente l’efficacia immediata di cui all’art. 2504-bis c.c. e dunque non condizionata alla definitività del provvedimento di omologazione, quando la fusione risulti conveniente ai fini della proposta concordataria, non consti l’opposizione ex art. 2503 c.c. di creditori e sussista il requisito dell’urgenza. (Pier Giorgio Cecchini) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 22 Luglio 2016.


Registro imprese - Cancellazione della società - Efficacia costitutiva - Estintiva - Cessazione dell'attività - Vicende evolutive e modificative - Fusione - Esclusione.
L’efficacia costitutiva - estintiva della società attribuita dall’art. 2495 c.c. alla cancellazione dal registro delle imprese si riferisce esclusivamente alle ipotesi di cancellazione conseguenti alla cessazione dell’attività e non già a quelle conseguenti a vicende evolutive - modificative dello stesso soggetto come la fusione (Cass., sez. un., 12 marzo 2013, n. 6070). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30 Marzo 2016.


Società di capitali - Fusione - Creazione di nuovo soggetto - Esclusione - Vicenda evolutiva-modificativa dello stesso soggetto.
Alla luce della nuova formulazione dell’art. 2504-bis c.c., la fusione tra società non determina l’estinzione delle società che vi partecipano, né crea un nuovo soggetto di diritto, ma costituisce una vicenda meramente evolutiva-modificativa dello stesso soggetto (ex plurimis, Cass., sez. un., 8 febbraio 2006, n. 2637). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30 Marzo 2016.


Procedimento civile - Interruzione del processo - Perdita della capacità processuale di una delle parti - Art. 2504 bis c.c. - Natura interpretativa della modifica introdotta dal d.lgs. n. 6 del 2003 - Esclusione - Natura innovativa - Fondamento - Conseguenze - Fusioni anteriori al 1 gennaio 2004 - Fenomeno successorio - Configurabilità - Interruzione del processo - Inapplicabilità - Fondamento.
In tema di fusione, l'art. 2504 bis c.c., introdotto dalla riforma del diritto societario (d.lgs. n. 6 del 2003), ha natura innovativa e non interpretativa e, pertanto, il principio, da esso desumibile, per cui la fusione tra società si risolve in una vicenda meramente evolutivo-modificativa dello stesso soggetto giuridico, che conserva la propria identità, pur in un nuovo assetto organizzativo, non vale per le fusioni (per unione od incorporazione) anteriori all'entrata in vigore della nuova disciplina (1 gennaio 2004), le quali, pur dando luogo ad un fenomeno successorio, si diversificano, tuttavia, dalla successione "mortis causa" perché la modificazione dell'organizzazione societaria dipende esclusivamente dalla volontà delle società partecipanti, sicché quella che viene meno non è pregiudicata dalla continuazione di un processo del quale era perfettamente a conoscenza, né alcun pregiudizio subisce la incorporante (o la società risultante dalla fusione), che può intervenire nel processo ed impugnare la decisione sfavorevole, neppure applicandosi, a dette fusioni, la disciplina dell'interruzione di cui agli artt. 299 e segg. c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Gennaio 2016.


Società – Fusione – Nuova formulazione dell’art. 2540 bis cod. civ. – Espunzione di ogni riferimento alle società estinte – Vicenda modificativa ed evolutiva del medesimo soggetto – Applicazione degli art. 10 e 11 legge fall. – Esclusione. (29/06/2010).
La nuova formulazione dell’art. 2504 bis, comma 1, codice civile non contiene più alcun riferimento alle società estinte, così che la fusione deve ora essere intesa come vicenda modificativa dei contratti sociali delle entità coinvolte senza che si abbia la produzione di alcun effetto successorio od estintivo; per tale motivo, in assenza della vicenda estintiva della società incorporante, non potranno trovare applicazione gli art. 10 e 11 della legge fallimentare e l’eventuale dichiarazione di fallimento potrà riguardare la sola società incorporante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia, 18 Giugno 2010, n. 0.


Impugnazioni civili - Impugnazioni in generale - Notificazione - Dell'atto di impugnazione - In genere - Società di capitali - Disciplina anteriore al d.lgs. n. 6 del 2003 - Fusione per incorporazione - Estinzione della società incorporata - Conseguenze processuali - Interruzione del giudizio - Legittimazione della società incorporante in sede di impugnazione - Giudizi pendenti al 30 aprile 1995 - Errata individuazione del destinatario dell'impugnazione - Conseguenze - Inammissibilità dell'impugnazione - Condizioni - Conoscibilità della fusione secondo criteri di normale diligenza - Necessità.

Società - Fusione - Effetti - Società di capitali - Disciplina anteriore al d.lgs. n. 6 del 2003 - Fusione per incorporazione - Estinzione della società incorporata - Conseguenze processuali - Interruzione del giudizio - Legittimazione della società incorporante in sede di impugnazione - Giudizi pendenti al 30 aprile 1995 - Errata individuazione del destinatario dell'impugnazione - Conseguenze - Inammissibilità dell'impugnazione - Condizioni - Conoscibilità della fusione secondo criteri di normale diligenza - Necessità.
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Nella disciplina dettata dalle norme del codice civile in materia di società di capitali, nel testo anteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, la fusione per incorporazione, provocando l'estinzione della società incorporata, costituisce un evento idoneo a determinare l'interruzione del processo, se anteriore alla discussione della causa, mentre, nel caso in cui abbia luogo successivamente, incide sulla legittimazione a compiere ed a ricevere gli atti del giudizio d'impugnazione, che spetta alla società incorporante; peraltro, nei giudizi pendenti alla data del 30 aprile 1995, non essendo previsto uno strumento per sanare con efficacia "ex tunc" il vizio derivante dall'errata individuazione del destinatario dell'impugnazione, l'esigenza di tutelare la controparte incolpevolmente ignara della fusione comporta che il dovere di indirizzare l'impugnazione nei confronti del nuovo soggetto effettivamente legittimato resta subordinato alla conoscibilità dell'evento, secondo criteri di normale diligenza, senza che assuma alcun rilievo l'iscrizione della fusione nel registro delle imprese, non operando in campo processuale la presunzione di conoscenza che la legge ricollega all'effettuazione di tale adempimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 07 Luglio 2008, n. 18615.


Società - Fusione - Effetti - Nuova definizione della fusione prevista dall'art. 2504 bis cod. civ. - Conseguenza sul piano processuale - Partecipazione al processo di società coinvolte nella fusione - Estinzione del processo - Esclusione - Fattispecie in tema di ammissibilità del ricorso per cassazione nei confronti di società incorporata per fusione. .
A seguito della nuova formulazione dell'art. 2504 bis cod. civ., introdotta per effetto del d. lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2004), in base al cui primo comma la società che risulta dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali anteriori alla fusione, la fusione configura una vicenda meramente evolutivo-modificativa del medesimo soggetto giuridico (allo stesso modo di quanto avviene con la trasformazione), senza la produzione di alcun effetto successorio ed estintivo, con la conseguenza che essa, implicando ora anche la continuità nei rapporti processuali, non comporta più, a norma degli artt. 110, 299 e 300 cod. proc. civ., interruzione del processo in cui sia parte una società partecipante, per l'appunto, ad una fusione. (Nella specie, la S.C., alla stregua del principio enunciato, ha rigettato l'eccezione della società assicuratrice resistente che aveva eccepito l'inammissibilità del ricorso per cassazione per essere stato lo stesso notificato, nella vigenza del nuovo art. 2504 bis cod. civ., alla società assicuratrice convenuta nel grado di merito quando ormai era estinta perché incorporata successivamente per fusione da altra società). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 23 Giugno 2006, n. 14526.