LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO X
Della trasformazione, della fusione e della scissione
SEZIONE II
Della fusione delle società

Art. 2504

Atto di fusione
TESTO A FRONTE

I. La fusione deve risultare da atto pubblico.
II. L'atto di fusione deve essere depositato per l'iscrizione, a cura del notaio o dei soggetti cui compete l'amministrazione della società risultante dalla fusione o di quella incorporante, entro trenta giorni, nell'ufficio del registro delle imprese dei luoghi ove è posta la sede delle società partecipanti alla fusione, di quella che ne risulta o della società incorporante.
III. Il deposito relativo alla società risultante dalla fusione o di quella incorporante non può precedere quelli relativi alle altre società partecipanti alla fusione.

GIURISPRUDENZA

Società di capitali – Scissione – Natura giuridica – Azione di simulazione assoluta della scissione – Competenza ratione materiae del Tribunale delle imprese – Sussistenza.
L’istituto della scissione societaria s’inquadra nelle vicende modificative dell’atto costitutivo della società (arg. ex artt. 2502, co. 1, richiamato dall’art. 2506 ter, co. 5, e 2506 c.c.) ricomprendendo, al tempo stesso, anche gli effetti lato sensu traslativi che ne derivano. Il trasferimento dei beni nell’ambito della scissione, pertanto, non può essere considerato oggetto di autonomo e distinto negozio giuridico ma costituisce un effetto insito nella fattispecie procedimentale a formazione progressiva del negozio di scissione. Esso condensa in sé aspetti che incidono, modificandola, sulla struttura societaria ed effetti traslativi che incidono sul patrimonio della scissa, in una sintesi che ne costituisce l’elemento caratterizzante e ne fa, come autorevolmente sostenuto in dottrina, un istituto tipico non risolubile in altri. (Ilaria Guadagno) (Riproduzione riservata)

Ai fini dell’individuazione del giudice competente a decidere una controversia in tema di scissione non ha alcuna rilevanza se il petitum attenga alla scissione tout court, al solo atto pubblico o soltanto al trasferimento dei beni che ne deriva, atteso che l’effetto traslativo rientra nella più ampia e complessa vicenda modificativa della struttura societaria di cui alla scissione. Sussiste, pertanto, senza alcun dubbio, la competenza ratione materiae della Sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale (o Corte di Appello), trattandosi di causa strettamente incidente sul rapporto societario inteso nella sua struttura costitutiva (art. 3 D.Lgs. 168/2003 come riformato dall’art. 2 del D.L. 1/2012, conv. nella L. 27/2012). (Ilaria Guadagno) (Riproduzione riservata)

Non sposta la competenza dalla Sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale (o Corte di Appello) l’esercizio dell’azione di simulazione proposta avverso il trasferimento dei beni avvenuto nell’ambito della scissione, nonostante la natura di accertamento negoziale di tale azione, posto che l’eventuale esito vittorioso determinerebbe – diversamente dall’azione revocatoria, che in caso di accoglimento ne comporterebbe soltanto l’inefficacia – una profonda ed irreversibile modificazione degli assetti societari (per di più in spregio alle esigenze di certezza e stabilità cui tende il disposto dell’art. 2504 quater c.c., richiamato dall’art. 2506 ter c.c.), che integra esattamente quel fenomeno che il legislatore ha attribuito alla cognizione delle Sezioni specializzate in materia di impresa, prevedendone la competenza per tutte le controversie che comportano una modifica strutturale e radicale del rapporto societario. (Ilaria Guadagno) (Riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 25 Luglio 2016.


Società - Scissione c.d. negativa di società - Invalidità - Fondamento - Intervenuta iscrizione nel registro delle imprese della deliberazione di scissione - Mancanza di opposizioni dei creditori - Effetto sanante - Conseguenze in tema di valutazione dello stato di insolvenza e di imputazione delle obbligazioni.
Nel caso di scissione di società, qualora il valore reale del patrimonio attribuito alla società neo-costituita sia negativo, si realizza un'ipotesi di scissione cosiddetta negativa, da ritenersi non consentita, in quanto non potrebbe sussistere alcun valore di cambio e, conseguentemente, non potrebbe aversi una distribuzione di azioni, fermo restando che, l'invalidità della scissione non può essere pronunciata dopo il decorso, senza opposizione da parte dei creditori, del termine di sessanta giorni dall'iscrizione nel registro delle imprese della deliberazione di scissione e dopo l'iscrizione dell'ultimo atto della scissione nel medesimo registro. Ne consegue che, in tale evenienza, si producono gli effetti previsti dall'art. 2506 quater, terzo comma, cod. civ. e, pertanto, l'insolvenza della società scissa e della società beneficiaria deve essere valutata separatamente, avuto riguardo agli elementi attivi e passivi del patrimonio di ciascuna società e tenendo presenti i limiti di responsabilità in relazione rispettivamente alle obbligazioni transitate nel patrimonio della società beneficiaria e alle obbligazioni rimaste nel patrimonio della società scissa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Novembre 2013.


Società - Fusione - In genere - Fusione o incorporazione - Condizioni - Adempimento delle formalità pubblicitarie ex art. 2504, secondo e terzo comma, cod.civ. - Ricorso per cassazione proposto dalla società risultante dalla fusione di quella presente al giudizio di merito (o incorporante la stessa) - Ammissibilità - Prova del predetto adempimento - Necessità.

Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - Ammissibilità del ricorso - Proposto da società risultante da fusione di quella presente al giudizio di merito (o incorporante la stessa) - Condizione - Prova dell'adempimento delle formalità pubblicitarie di cui all'art.2504 cod.civ..
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La fusione (o incorporazione) di società non ha effetto prima che siano state adempiute le formalità pubblicitarie previste dall'art. 2504 cod.civ.. Ne consegue che, ai fini dell'ammissibilità del ricorso per cassazione proposto da una società che si assuma risultante dalla fusione di quella che ha partecipato al giudizio di merito (o incorporante la stessa), la ricorrente deve fornire la prova dell'avvenuto compimento delle predette formalità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 27 Agosto 1999, n. 9013.


Società - Fusione - Modalità - Atto di fusione - Soggezione all'iscrizione nel registro delle imprese - Deliberazioni di fusione - Soggezione all'omologazione..
Gli atti di fusione di società sono sottoposti alla pubblicità costitutiva dell'iscrizione sul registro delle imprese e non alla omologazione del Tribunale, che, ai sensi del combinato disposto degli artt. 2502 - 2411 cod. civ., è invece, prescritta per le deliberazioni di fusione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 23 Marzo 1995, n. 3380.