LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO IX
Direzione e coordinamento di società

Art. 2497-bis

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TESTO A FRONTE

I. La società deve indicare la società o l'ente alla cui attività di direzione e coordinamento è soggetta negli atti e nella corrispondenza, nonché mediante iscrizione, a cura degli amministratori, presso la sezione del registro delle imprese di cui al comma successivo.
II. È istituita presso il registro delle imprese apposita sezione nella quale sono indicate le società o gli enti che esercitano attività di direzione e coordinamento e quelle che vi sono soggette.
III. Gli amministratori che omettono l'indicazione di cui al comma primo ovvero l'iscrizione di cui al comma secondo, o le mantengono quando la soggezione è cessata, sono responsabili dei danni che la mancata conoscenza di tali fatti abbia recato ai soci o ai terzi.
IV. La società deve esporre, in apposita sezione della nota integrativa, un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell'ultimo bilancio della società o dell'ente che esercita su di essa l'attività di direzione e coordinamento.
V. Parimenti, gli amministratori devono indicare nella relazione sulla gestione i rapporti intercorsi con chi esercita l'attività di direzione e coordinamento e con le altre società che vi sono soggette, nonché l'effetto che tale attività ha avuto sull'esercizio dell'impresa sociale e sui suoi risultati.

GIURISPRUDENZA

Attività di direzione e coordinamento - Amministrazione di fatto - Distinzione - Attività atipica in forma orale o scritta consistente nella espressione di volontà dell’ente dirigente in ordine ad atti gestori che dovranno essere compiuti dagli amministratori della società diretta a violazione dei principi di corretta gestione societaria - Punto di equilibrio tra l’interesse della holding e quello delle società controllate - Direzione e coordinamento quali attività di fatto - Direzione: esercizio di una pluralità sistematiche costante di atti di indirizzo idonei ad incidere sulle decisioni gestorie dell’impresa - Coordinamento: realizzazione di un sistema di sinergie tra diverse società del gruppo nel quadro di una politica strategica complessiva.
L’attività di direzione e coordinamento (che può essere esercitata anche da una persona fisica) è differente dall’amministrazione di fatto della società controllata: l’ente dirigente non agisce compiendo esso stesso atti di gestione della società eterodiretta rilevanti verso i terzi e/o spendendo il nome di lei, così generando un effetto di imputazione ad essa dei suoi atti; l’ente dirigente, invece, influenza o determina le scelte gestorie operate dagli amministratori della società diretta, che si tradurranno in atti gestori rilevanti verso i terzi compiuti, in esecuzione delle direttive, dagli amministratori della società diretta. L’ente dirigente, dunque, non esercita “i poteri tipici inerenti alla qualifica o alla funzione” di amministratore (art. 2639 c.c., da cui si ricava una definizione paradigmatica e generale della figura dell’amministratore di fatto). L’attività di direzione e coordinamento è, pertanto, un’attività atipica, che può assumere forma orale o scritta e le modalità più svariate avente come soggetto attivo/mittente l’ente dirigente e come destinatari gli amministratori della società diretta, consistente nella espressione di volontà dell’ente dirigente in ordine ad atti gestori che dovranno essere compiuti dagli amministratori della società diretta (e poi di conseguenza imputati ad essa).

Al riguardo la giurisprudenza ha puntualizzato che i principi di corretta gestione societaria ed imprenditoriale sono, nei gruppi di impresa, violati ogniqualvolta la holding, nel realizzare una determinata strategia od operazione, non abbia trovato il punto di equilibrio tra il proprio interesse e quello delle società controllate sicché la clausola generale contenuta nell’art. 2497, primo comma, c.c. varrebbe come formula che riassume in sé i criteri ai quali deve essere informata la direzione unitaria.

In questa prospettiva, risolvendosi la “direzione” ed il “coordinamento” in una attività di fatto, giova evidenziare che la direzione equivale all’esercizio di una pluralità sistematica e costante di atti di indirizzo idonei ad incidere sulle decisioni gestorie dell’impresa, cioé sulle scelte strategiche ed operative di carattere finanziario, industriale, commerciale che attengono alla conduzione degli affari sociali; il coordinamento mira, invece, a realizzare un sistema di sinergie tra diverse società del gruppo nel quadro di una politica strategica complessiva, estesa all’insieme di società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 07 Aprile 2015.


Direzione e coordinamento di società - Responsabilità - Pubblicità - Risultanze nei confronti dei terzi - Presunzione della attività di direzione e coordinamento ex art. 2359 c.c. - Assenza di attività di direzione e coordinamento - Rilevanza del fattore soggettivo della conoscenza della mancanza di tale requisito in capo ai soggetti danneggiati..
Nell’ipotesi in cui la stessa società controllante abbia tenuto un comportamento volto a confermare di fronte ai terzi le risultanze del sistema informativo predisposto dall’art. 2497 bis c.c. la prova contraria (di cui all’art. 2497 sexies c.c.) in ordine alla presunzione dell’attività di direzione e coordinamento nei confronti dei soggetti che esercitano il controllo di cui all’art. 2359 c.c. non può riguardare il solo fatto oggettivo dell’assenza di un’attività di direzione e coordinamento, ma anche il fatto soggettivo della conoscenza della mancanza di tale requisito in capo ai soggetti danneggiati ai sensi dell’art. 2497 c.c.. (Raffaella Brogi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 14 Settembre 2012.


Direzione e coordinamento di società - Responsabilità degli amministratori della società controllante - Responsabilità solidale - Responsabilità aquiliana - Requisito del dolo o della colpa - Necessità..
Gli amministratori della società controllante rispondono in solido con la stessa, in via aquiliana, per la lesione all’integrità del patrimonio della società controllata conseguente a condotte che costituiscono violazione dei principi di corretta gestione societaria ed imprenditoriale nell’esercizio dell’attività di direzione e coordinamento alle quali abbiano preso parte o - sempre in via extracontrattuale - per aver concorso con gli amministratori della società controllata al depauperamento del suo patrimonio sociale. In entrambi i casi, considerato che lo schema di riferimento è quello aquiliano, non si può comunque prescindere da un contributo materiale e soggettivo (quanto meno colposo), senza che gli amministratori della società controllante possano rispondere per il solo fatto di appartenere al consiglio d’amministrazione di quest’ultima. (Raffaella Brogi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 14 Settembre 2012.