LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO VIII
Scioglimento e liquidazione delle società di capitali

Art. 2487

Nomina e revoca dei liquidatori; criteri di svolgimento della liquidazione
TESTO A FRONTE

I. Salvo che nei casi previsti dai numeri 2), 4) e 6) del primo comma dell'articolo 2484 non abbia già provveduto l'assemblea e salvo che l'atto costitutivo o lo statuto non dispongano in materia, gli amministratori, contestualmente all'accertamento della causa di scioglimento, debbono convocare l'assemblea dei soci perché deliberi, con le maggioranze previste per le modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto, su:
a) il numero dei liquidatori e le regole di funzionamento del collegio in caso di pluralità di liquidatori;
b) la nomina dei liquidatori, con indicazione di quelli cui spetta la rappresentanza della società;
c) i criteri in base ai quali deve svolgersi la liquidazione; i poteri dei liquidatori, con particolare riguardo alla cessione dell'azienda sociale, di rami di essa, ovvero anche di singoli beni o diritti, o blocchi di essi; gli atti necessari per la conservazione del valore dell'impresa, ivi compreso il suo esercizio provvisorio, anche di singoli rami, in funzione del migliore realizzo.
II. Se gli amministratori omettono la convocazione di cui al comma precedente, il tribunale vi provvede su istanza di singoli soci o amministratori, ovvero dei sindaci, e, nel caso in cui l'assemblea non si costituisca o non deliberi, adotta con decreto le decisioni ivi previste.
III. L'assemblea può sempre modificare, con le maggioranze richieste per le modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto, le deliberazioni di cui al primo comma.
IV. I liquidatori possono essere revocati dall'assemblea o, quando sussiste una giusta causa, dal tribunale su istanza di soci, dei sindaci o del pubblico ministero.

GIURISPRUDENZA

Società di capitali – Nomina del liquidatore – Assemblea – Esito infruttuoso – Nomina giudiziale – Convocazione dell’assemblea – Non necessità.
Il tribunale, ai sensi dell’art. 2487, comma 2, c.c., può provvedere alla nomina dei liquidatori della società senza necessità di convocare l’assemblea qualora la stessa sia stata in precedenza tenuta e non sia stata in grado di deliberare sul punto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 31 Luglio 2017.


Responsabilità degli amministratori di società a responsabilità limitata – Legittimazione del curatore – Sussistenza.
In tema di responsabilità degli amministratori di società a responsabilità limitata, la riforma societaria di cui al D.Lgs. n. 6 del 2003, che pur non prevede più il richiamo, negli artt. 2476 e 2487 c.c., agli artt. 2392, 2393 e 2394 c.c., e cioè alle norme in materia di società per azioni, non spiega alcuna rilevanza abrogativa sulla legittimazione del curatore della società a responsabilità limitata che sia fallita, all'esercizio della predetta azione ai sensi dell’art. 146 legge fall., in quanto per tale disposizione, riformulata dal D.Lgs. n. 5 del 2006, art. 130, tale organo è abilitato all'esercizio di qualsiasi azione di responsabilità contro amministratori, organi di controllo, direttori generali e liquidatori di società, così confermandosi l'interpretazione per cui, anche nel testo originario, si riconosceva la legittimazione del curatore all'esercizio delle azioni comunque esercitabili dai soci o dai creditori nei confronti degli amministratori, indipendentemente dallo specifico riferimento agli artt. 2393 e 2394 c.c. Sicché, anche se si ritenesse che i creditori di società a responsabilità limitata non abbiano più l'azione ex art. 2393 c.c., nei confronti degli amministratori, rimarrebbe comunque esercitabile dal curatore fallimentare l'azione di responsabilità ex art. 2043 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 Agosto 2016, n. 17359.


Registro imprese - Cancellazione della società - Svolgimento della fase liquidatoria - Necessità - Cancellazione quale risultato di una fattispecie a formazione progressiva.
Tra i presupposti della cancellazione dal Registro va annoverato lo svolgimento della fase liquidatoria disegnata dal codice civile, nel cui sistema, in particolare per le società di capitali, la cancellazione dell'ente (e la connessa estinzione) non consegue immediatamente al verificarsi di una causa di scioglimento, ma è il risultato di una fattispecie a formazione progressiva, articolata nell'accertamento ad opera degli amministratori della causa di scioglimento (art. 2484 c.c.), nella nomina assembleare del liquidatore (art. 2487 c.c.), nella attività di liquidazione in senso proprio, culminante nella redazione del bilancio finale di liquidazione (art. 2492 c.c.) recante l'indicazione della "parte spettante a ciascun socio o azione nella divisione dell'attivo", bilancio solo all'approvazione del quale può poi far seguito la richiesta di cancellazione della società dal Registro delle imprese.
Dalla indefettibilità della fase liquidatoria nelle sue varie articolazioni discende la non rispondenza alle previsioni normative di situazioni che si risolvono nella completa pretermissione del procedimento endosocietario, come nel caso in cui la liquidazione dell'intero patrimonio sociale sia in concreto affidata - per un tempo futuro rispetto alla data di redazione del bilancio finale ed alla stessa cancellazione della società - ad un soggetto diverso dal liquidatore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 19 Aprile 2016.


Società a responsabilità limitata - Liquidazione - Costituzione di trust liquidatorio - Tutela del valore dell'impresa - Miglior realizzo a tutela degli interessi dei creditori dei soci - Nullità.
È nullo il trust istituito dal liquidatore della società in liquidazione nel quale venga conferito l'intero patrimonio societario attivo e passivo con lo scopo della conservazione del valore dell'impresa in funzione del miglior realizzo a tutela degli interessi dei creditori e dei soci. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 20 Febbraio 2015.


Liquidatore giudiziale – Dimissioni dalla carica – Sostituzione da parte del Tribunale – Esclusione.
E’ inammissibile il ricorso proposto dal liquidatore giudiziale dimissionario che, allegando l’impossibilità dell’assemblea di validamente deliberare in merito, chieda al tribunale la propria sostituzione con la nomina di un nuovo liquidatore, perché tale sostituzione da parte del tribunale non è prevista da alcuna norma, ed il potere surrogatorio dell’autorità giudiziaria rispetto all’organo assembleare si è esaurito con la nomina del liquidatore, potendo essere esercitato solo nei casi tassativamente previsti dalla legge, da interpretarsi restrittivamente. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 28 Novembre 2014.


Responsabilità degli amministratori - Causa di scioglimento della società - Automatica cessazione di qualsiasi attività - Esclusione - Prosecuzione di attività relative a contratti in essere - Natura eccezionale fino alla nomina dei liquidatori.
Il verificarsi di una causa di scioglimento della società non comporta di per sé automaticamente la cessazione di qualsiasi attività da parte della società, a maggior ragione se si tratta di attività in corso di esecuzione sulla base di contratti in essere; quindi, pur evidentemente non potendosi ritenere che gli amministratori possano continuare ad impegnare la società in nuove attività, preordinate in modo autonomo al conseguimento di utile sociale, si deve ritenere che, pur in presenza di una causa di scioglimento della società, gli amministratori possano, eccezionalmente e fino al passaggio di consegne con i liquidatori (art. 2487-bis c.c.), compiere quelle attività che siano strettamente e direttamente finalizzate alla conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio, rischiando in contrario, in caso di immediato e totale arresto dell’attività sociale, di esporre la società ad azioni risarcitorie da parte di committenti o in genere delle controparti di contratti in essere. Peraltro dal combinato disposto dagli artt. 2485, comma 1, e 2486, comma 1, c.c. è evidente che questa eccezionale prorogatio dei poteri gestori in capo agli amministratori non può essere di durata illimitata o rimessa all’iniziativa dell’amministratore, ma è ragionevolmente ipotizzabile solo in relazione al tempo strettamente necessario per provvedere alla nomina del liquidatore, previa convocazione senza indugio di apposita assemblea, così come imposto all’amministratore dall’art. 2487 c.c.: detto articolo prevede che la convocazione dell’assemblea debba avvenire contestualmente all’accertamento della causa di scioglimento, accertamento che appunto deve avvenire senza indugio al pari della iscrizione ex art. 2484, comma 3, c.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19 Novembre 2014.


Concordato preventivo - Continuità aziendale - Società in liquidazione - Revoca dello stato di liquidazione - Necessità.
L’ipotesi di concordato con continuità aziendale per una società in liquidazione, esorbita dai limiti stabiliti dall’art. 2487 c.c., pertanto richiede la revoca dello stato di liquidazione a mente dell’art. 2487 ter c.c.. (Dario Finardi) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 19 Giugno 2014.


Procedimento civile - Reclamo camerale ex articolo 739 c.p.c. - Provvedimento non avente contenuto sostanziale di sentenza - Onere di specificazione dei motivi di impugnazione - Esclusione..
La disciplina generale del cd. reclamo camerale di cui all'articolo 739 c.p.c. non impone al reclamante alcun onere di specificazione dei motivi di impugnazione, mettendo così in evidenza la natura pienamente sostitutiva ed automaticamente devolutiva del gravame mediante la cui composizione il giudice di secondo grado è automaticamente investito dell'esame della domanda giudiziale, senza essere in alcun modo vincolato dalla pronuncia impugnata e alle censure da questa rivolte dal reclamante. Ne deriva che il reclamo non deve essere specificamente motivato quando è rivolto contro un decreto che, sebbene volto a dirimere una controversia tra parti contrapposte, non ha, tuttavia, il contenuto sostanziale di una sentenza, non essendo idoneo a decidere con efficacia di giudicato sulla situazione giuridica sostanzialmente controversa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 17 Febbraio 2014.


Società di capitali - Procedimenti in ordine alla nomina ed ai poteri dei liquidatori - Competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa..
Rientra nella competenza per materia delle sezioni specializzate in materia di impresa il procedimento concernente la nomina ed i poteri dei liquidatori delle società di capitali e cooperative previsto dal primo comma dell'articolo 2487 c.c. nei casi di cui all' secondo comma del medesimo articolo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 17 Febbraio 2014.


Procedimento civile - Reclamo camerale ex articolo 789 c.p.c. - Provvedimenti che non abbiano carattere sostanzialmente decisorio - Rimessione delle parti avanti al giudice di primo grado - Esclusione..
La natura integralmente ed automaticamente sostitutiva della decisione impugnata che deve riconoscersi al cd. reclamo camerale di cui all'articolo 739 c.p.c., quando questo sia rivolto contro provvedimenti che non abbiano carattere sostanzialmente decisorio, impedisce al giudice di secondo grado di rimettere le parti innanzi a quello di primo grado e ciò anche nei casi previsti o analoghi a quelli di cui agli articoli 353 e 354 c.p.c. Pertanto, il giudice adito con un reclamo avverso un provvedimento camerale che non abbia la sostanza tipica di una sentenza non può rimettere le parti innanzi al giudice di primo grado, ma deve esaminare e riesaminare, nei limiti segnati dalle domande e non già dai motivi delle parti, la correttezza del merito della decisione gravata, a seconda dei casi, confermandola, revocandola o modificandola, senza neppure la necessità di dichiarare previamente l'eventuale nullità degli atti del procedimento di primo grado che non siano eventualmente necessari ai fini della decisione o all'eliminazione degli effetti medio tempore prodotti, ostandovi il principio generale di cui all'articolo 156, comma 3, c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 17 Febbraio 2014.


Società di capitali e cooperative - Provvedimento giudiziario di nomina del liquidatore - Mancata costituzione o mancata deliberazione dell'assemblea dei soci - Necessità..
L'articolo 2487, comma 2, c.c. subordina l'adozione - e non già l'istanza di adozione - del provvedimento giudiziario di nomina del liquidatore di una società di capitali o cooperativa alla mancata costituzione o alla mancata deliberazione dell'assemblea dei soci convocata per prendere le decisioni concernenti la nomina ed i poteri dei liquidatori ai sensi del primo comma dello stesso articolo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 17 Febbraio 2014.


Registro imprese - Cancellazione di cancellazione - Bilancio finale di liquidazione carente del requisito di cui all'articolo 2492 c.c. - Conferimento del patrimonio in trust liquidatorio.

Registro imprese - Requisiti per la cancellazione della società - Fase liquidatoria secondo le norme del codice civile - Liquidazione quale fattispecie a formazione progressiva.

Registro imprese - Cancellazione della società - Liquidazione della società tramite trust - Omissione della fase liquidatoria.

Registro imprese - Cancellazione della società - Cancellazione contra legem - Effetto costitutivo ed estintivo della cancellazione - Esigenze di pubblicità legale delle vicende modificative dell'organizzazione societaria.

Cancellazione della società - Procedimento di cancellazione della cancellazione contra legem - Attivazione - Contraddittorio con tutti gli interessati.
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Può disporsi ex art. 2191 cc la cancellazione della iscrizione relativa alla cancellazione dal Registro delle imprese di una società sul presupposto che tale iscrizione sia avvenuta in difetto delle condizioni di legge, in particolare quando il bilancio finale di liquidazione non presenta il contenuto richiesto dall'art. 2492 cc. per essere pressoché contestualmente: stata deliberata la nomina del liquidatore; stato disposto il conferimento di tutto il patrimonio attivo e passivo dell'ente ad apposito trust liquidatorio costituito nella stessa giornata; stato sottoposto all'assemblea dei soci il bilancio finale di liquidazione, il quale non reca alcuna indicazione circa l'esito delle attività liquidatorie. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Tra i presupposti ex lege della cancellazione dal Registro delle Imprese va annoverato lo svolgimento della fase liquidatoria disegnata dal codice civile, nel cui sistema, in particolare per le società di capitali, la cancellazione dell'ente (e la connessa estinzione) non consegue immediatamente al verificarsi di una causa di scioglimento ma è il risultato di una fattispecie a formazione progressiva, articolata nell'accertamento ad opera degli amministratori della causa di scioglimento (art. 2484 cc), nella nomina assembleare del liquidatore (art. 2487 cc), nella attività di liquidazione in senso proprio, culminante nella redazione del bilancio finale di liquidazione (art. 2492 cc) recante l'indicazione della "parte spettante a ciascun socio o azione nella divisione dell'attivo", bilancio solo all'approvazione del quale può poi far seguito la richiesta di cancellazione della società dal Registro delle imprese. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Per poter richiedere la cancellazione della società dal registro delle Imprese è, ex lege, indefettibile che si sia realizzata la fase liquidatoria nelle sue varie articolazioni, per cui non rispondono alle previsioni normative situazioni che si risolvono nella completa pretermissione del procedimento endosocietario, per essere la liquidazione dell'intero patrimonio sociale in concreto affidata -per un tempo futuro rispetto alla data di redazione del bilancio finale-  ad un soggetto esterno all'ente, quale il trust. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Non può disporsi la cancellazione dell'ente dal registro delle Imprese in difetto di qualsiasi riscontro endosocietario circa l'attività di liquidazione, quando questa deve essere ancora compiuta da parte del trust al momento della richiesta di cancellazione. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

La cancellazione dal Registro delle Imprese delle iscrizioni avvenute contra legem, non è stato scalfito dall'intervenuta acquisizione dell'effetto costitutivo ed estintivo della cancellazione dal registro stesso delle società di capitali, assolvendo gli artt. 2188 e seguenti del c.c. ad esigenze di pubblicità legale delle vicende modificative dell'organizzazione societaria che convivono con la possibilità di un più compiuto accertamento del fatto pubblicato o pubblicando, ove ritenuto non iscrivibile o cancellato dal registro, in un giudizio a cognizione piena fra le parti ad esso specificamente interessate. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Il procedimento di cancellazione della cancellazione di una società di capitali dal Registro delle Imprese avvenuta contra legem può essere avviato d'ufficio alla sola condizione di un compiuto contraddittorio con tutti coloro che possano individuarsi quali portatori di interessi rilevanti al riguardo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 22 Novembre 2013.


Procedimento ex art. 2409 c.c. – Natura – Oggetto di tutela – Ambito d’applicazione – Presupposti

Procedimento ex art. 2409 c.c. – Società liquidazione – Ammissibilità – Sussistenza

Difetto originario o sopravvenuto legittimazione attiva denunzianti – Conseguenze – Inammissibilità – Improcedibilità – Sussistenza

Denunzia collegio sindacale – Cessazione sindaci – Decorrenza effetti – Ipotesi prorogatio – Inammissibilità o improcedibilità ricorso – Sussistenza

Dichiarazione di fallimento – Iniziativa pubblico ministero – Segnalazione proveniente dal tribunale adito in un procedimento di volontaria giurisdizione – Ammissibilità

Società in liquidazione – Stato insolvenza – Configurabilità – Insufficienza elementi attivi del patrimonio sociale ad integrale soddisfacimento dei creditori – Sussistenza

Società in liquidazione inattiva – Stato insolvenza – Configurabilità – Incapacità impresa di adempiere regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni – Sussistenza
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Il procedimento ex art. 2409 c.c. si configura come un procedimento c.d. di volontaria giurisdizione, volto cioè non a definire un contrasto tra pretesi diritti soggettivi, quanto piuttosto a tutelare l’interesse generale della società mediante disposizioni ritenute opportune al fine del suo riassetto amministrativo e contabile ed hanno un contenuto amministrativo correlato all’interesse al normale e corretto funzionamento della società. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

La denunzia ex art. 2409 c.c. è stato modificata dalla riforma anzitutto sotto il profilo dell’ambito oggettivo d’applicazione. La novella ha stabilito, infatti, che le irregolarità denunziate debbano essere tali da poter arrecare un danno alla società o ad una o più società controllate, introducendo quindi come nuovo requisito la potenzialità di danno delle condotte denunziate. L’opzione ha posto fine al dibattito sotto il vigore della disciplina previgente, secondo cui la nozione di danno potenziale era già implicita nel vecchio testo. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Il procedimento ex art. 2409 c.c. novellato - finalizzato prima a perseguire la regolarità e la correttezza della gestione sociale – oggi è strumento volto a interrompere dei comportamenti di mala gestio dannosi o che almeno potrebbero essere tali se non interrotti, a tutela dell’interesse della società. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

La norma contenuta nell’art. 2409, pur facendo testuale ed esclusivo riferimento (come visto) alle irregolarità commesse dagli amministratori, trova senz’altro applicazione al caso queste siano direttamente dai liquidatori della società. Ed invero, l’art. 2488 c.c. estende alla fase della liquidazione le norme dettate in tema di amministrazione e controllo che, come quella in esame, sono compatibili con lo stato di scioglimento in cui versa la società che, al pari della gestione ordinaria, può ben presentare l’esigenza che, per irregolarità commesse dai liquidatori ovvero dagli amministratori, l’amministrazione sia rapidamente ricondotta alla legittimità. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

La questione della compatibilità tra denunzia al tribunale e fase liquidatoria – che potrebbe tuttavia porsi avendo riguardo al dettato dell’art. 2487 c.c. che, in ipotesi il liquidatore compie gravi irregolarità, prevede la possibilità della sua revoca da parte del tribunale per giusta causa, ad istanza, tra l’altro, dei soci o dei sindaci; inoltre, la nomina del liquidatore (giudiziario) da parte del tribunale, ad istanza, anche in tal caso, dei soci o dei sindaci, nell’ipotesi in cui l’assemblea non sia convocata o non si riunisca ovvero non deliberi la nomina del liquidatore - va risolata in senso positivo, stante la latitudine dell’art. 2409 più ampia di quella dell’altro istituto, giacché volta a regolarizzare la gestione sociale, del caso mediante la rimozione degli amministratori scelti dai soci e la loro sostituzione con un amministratore giudiziario, laddove l’altro rimedio suppone la sola esistenza delle irregolarità e non mira a detto fine. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

La natura degli interessi tutelati dal procedimento ex art. 2409 c.c. fa si che la mancanza originaria o sopravvenuta di legittimazione attiva dei ricorrenti (denunzianti), nel senso che il riscontro positivo di tale carenza non potrebbe che portare ad una decisione in rito sull’istanza, che precluda l’esame del merito relativo. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Tra i soggetti legittimati alla denunzia v’è il collegio sindacale. La rinunzia alla carica dei sindaci denuzianti va esaminata – ai fini dell’ammissibilità o procedibilità del ricorso – tenendo conto che l’art. 2401 c.c. prevede che essa produce un effetto diverso a seconda che vi sia, o meno, un sindaco supplente che possa completare il numero dei sindaci effettivi: se esiste un sindaco supplente, questi, in via automatica (ed in ordine di anzianità), succede al sindaco dimissionario, la cui rinuncia ha, quindi, effetto immediato (art. 2401, comma 1°, c.c.); se non esiste un sindaco supplente che succeda al sindaco dimissionario, la rinuncia alla carica di quest’ultimo ha un’efficacia differita (cd. prorogatio) fino al momento in cui l’assemblea, convocata ai sensi dell’art. 2401, comma 3°, c.c., provvede a nominare il successore (e quest’ultimo accetta la carica). (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

L'iniziativa del pubblico ministero ai fini della dichiarazione di fallimento può essere assunta anche in base ad una segnalazione proveniente dal tribunale adito in un procedimento di volontaria giurisdizione, giacché il termine "procedimento civile" utilizzato dall'art. 7, n. 2), R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare), ricomprende ogni tipo di procedimento non penale e, quindi, anche procedimenti di cognizione ordinaria, sommaria, cautelare, esecutiva, di volontaria giurisdizione e persino giudizi amministrativi e tributari. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Ai fini della valutazione dello stato d'insolvenza delle società in liquidazione, l'orientamento giurisprudenziale secondo cui rileva unicamente accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l'uguale ed integrale soddisfacimento dei creditori si applica in caso di liquidazione effettiva della società e non anche quando la compagine societaria sia rimasta inattiva di fatto, senza assumere alcuna iniziativa formale per uscire dal mercato, nel qual caso l'analisi deve avere riguardo invece alla sola capacità dell'impresa di adempiere regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 23 Ottobre 2013.


Società di capitali – Liquidazione volontaria – Criteri della liquidazione deliberati dall’assemblea di cui all’art. 2487 cod. civ. – Sussistenza.

Società di capitali – Liquidazione volontaria – Obblighi degli amministratori di rendiconto e di consegna ai liquidatori di cui all’art. 2487 bis cod. civ. – Sussistenza.

Società di capitali – Liquidazione volontaria – Obblighi di rendicontazione sulle attività di liquidazione e di redazione bilancio da parte dei liquidatori di cui all’art. 2490 cod. civ. – Sussistenza.
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Lo stato di liquidazione non determina di per sé la cessazione dell’attività di impresa, perché la liquidazione stessa è attività d’impresa sebbene svolta in modo funzionale alla liquidazione: l’assemblea dei soci, chiamata a deliberare sui criteri in base al quale deve svolgersi la liquidazione, decide anche sugli atti necessari per la conservazione del valore dell’impresa, ivi compreso il suo esercizio provvisorio, eventualmente anche di singoli rami in funzione del suo migliore realizzo (art. 2487 cod. civ.). Inoltre va ricordata la previsione, di cui all’art. 2487 bis, terzo comma, cod. civ., secondo cui gli amministratori che cessano dalla carica devono consegnare ai liquidatori i libri sociali, una situazione dei conti alla data di effetto dello scioglimento ed un rendiconto sulla loro gestione relativo al periodo successivo all’ultimo bilancio approvato, nonché quella di cui all’art. 2490 cod. civ. circa l’obbligo dei liquidatori di redigere il bilancio e di presentarlo, alle scadenze previste per il bilancio di esercizio della società, per l’approvazione dell’assemblea. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Catanzaro, 22 Luglio 2013.


Procedimento per Nomina Liquidatore di S.r.l. ex artt. 2487 c.c. - Volontaria Giurisdizione - Incompetenza Funzionale Sezione Specializzata Tribunale Imprese..
Il procedimento di cui all’art. 2487 c.c. ha carattere non contenzioso in quanto non decisorio sui diritti e rientra quindi nella volontaria giurisdizione. Tenuto conto che il riferimento nell’art. 3 d. lgs. n. 168/2003 ai rapporti societari, ivi compresi quelli concernenti l’estinzione del rapporto societario, per i quali sussiste la competenza funzionale di questa sezione specializzata, riguarda giudizi di carattere contenzioso, il ricorso in esame va pertanto dichiarato inammissibile perché esula dalla competenza funzionale di questa sezione specializzata. (Nel caso di specie era stato depositato un ricorso ex art. 2487 c.c. avanti Tribunale di Bari, sezione specializzata in materia di Imprese, nell’interesse di una società che aveva la propria sede legale a Taranto). (Riccardo Sgrò) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 21 Giugno 2013.


Società a responsabilità limitata - Accertamento di una causa di scioglimento ex articolo 2485 c.c. - Nomina dei liquidatori ex articolo 2487 c.c...
Il provvedimento con il quale il tribunale accerta il verificarsi di una causa di scioglimento della società ai sensi dell’art. 2485, comma 2, c.c., e il provvedimento con il quale il tribunale nomina i liquidatori, in caso di omissione dei competenti organi societari, ai sensi dell’art. 2487, comma 2, c.c., emessi a conclusione del procedimento camerale di cui agli artt. 737 e segg. c.p.c. (applicabile dopo l’abrogazione del c.d. rito societario), sono provvedimenti a carattere sommario, con i quali il giudice adito, dopo un'indagine sommaria e condotta incidenter tantum, può dichiarare l’intervenuto scioglimento della società e può nominare i liquidatori sul presupposto che la società sia sciolta; tuttavia, in tale sede, il tribunale non accerta in via definitiva né l’intervenuto scioglimento né le cause che lo avrebbero prodotto, tanto che ciascun interessato, purché legittimato all’azione, può promuovere un giudizio ordinario su dette questioni e, qualora resti provata l’insussistenza della causa di scioglimento, può ottenere la rimozione del decreto e dei suoi effetti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Salerno, 03 Maggio 2012.


Società a responsabilità limitata - Accertamento di una causa di scioglimento ex articolo 2485 c.c. - Nomina dei liquidatori ex articolo 2487 c.c. - Natura sommaria del procedimento - Rapporto con il giudizio ordinario..
Sussiste una sostanziale differenza di presupposti in ordine alla emanazione dei decreti di cui agli artt. 2485, comma 2, c.c., e 2487, comma c.c. 2, da una parte, e la sentenza che definisca l’eventuale giudizio ordinario avente ad oggetto l’accertamento della causa di scioglimento e le questioni concernenti l’instaurazione del procedimento di liquidazione, dall’altra; il decreto camerale, infatti, presuppone un accertamento di carattere sommario che prescinde senz’altro dal compiuto accertamento della sussistenza di una causa di scioglimento e dei presupposti per avviare il procedimento di liquidazione della società. In ragione di ciò, la pendenza del giudizio ordinario avente ad oggetto l'accertamento della causa di scioglimento non costituisce ostacolo alla instaurazione del procedimento camerale di cui agli artt. 737 e segg. c.p.c. al fine di ottenere i provvedimenti di cui agli artt. 2485, comma 2, c.c., e 2487, comma 2 c.c.. La sostanziale diversità dei presupposti per la instaurazione del procedimento camerale ai sensi degli artt. 737 e segg. c.p.c. e dell’eventuale giudizio ordinario avente analogo oggetto, peraltro, porta anche ad escludere qualsiasi interferenza fra le due tipologie di procedimento, nel senso che ben può essere instaurato il procedimento camerale sia prima sia durante il procedimento ordinario; soltanto la definitiva statuizione in quest’ultimo giudizio emessa può, infatti, precludere il ricorso allo strumento sommario di tutela costituito dal ricorso ex art. 737 c.p.c. finalizzato alla emissione dei decreti di cui agli artt. 2485, comma 2, c.c., e 2487, comma 2 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Salerno, 03 Maggio 2012.


Società a responsabilità limitata - Omesso accertamento di una causa di scioglimento della società - Accertamento da parte del tribunale su articolo 2485 c.c. - Adozione di provvedimenti conseguenti - Condizioni..
Ai sensi dell'art. 2485, comma 2, c.c., nell’ipotesi in cui gli amministratori omettano di accertare il verificarsi di una causa di scioglimento e di adottare immediatamente i provvedimenti consequenziali, il tribunale può essere adito da soci, amministratori e sindaci, esclusivamente per l’accertamento della presenza della causa di scioglimento, e può altresì essere adito qualora, successivamente alla declaratoria giudiziale della causa di scioglimento, gli amministratori non provvedano a convocare l’assemblea per l’adozione dei provvedimenti idonei a rimuovere detta causa o per la nomina dei liquidatori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Salerno, 03 Maggio 2012.


Società di capitali – Causa di scioglimento – Alienazione di beni e asset aziendali – Omesso pagamento dei creditori – Nullità..
Sono affetti da nullità gli atti con i quali una società di capitali, in presenza di una causa di scioglimento, provveda ad alienare gli asset aziendali ai soci o a terzi senza aver prima provveduto al pagamento dei creditori sociali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 27 Novembre 2009.