LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO V
Delle società
CAPO V
Della società per azioni
SEZIONE XIII
Delle società con partecipazione dello Stato o di enti pubblici

Art. 2450

[Amministratori e sindaci nominati dallo Stato o da enti pubblici]
TESTO A FRONTE

Articolo abrogato

GIURISPRUDENZA

Società di capitali - Amministratori - Responsabilità - Amministratori e sindaci - Liquidazione equitativa del danno - Determinazione degli interessi - Insindacabilità in cassazione - Fattispecie..
In tema di responsabilità degli organi sociali, l'esercizio in concreto del potere discrezionale del giudice di liquidare il danno in via equitativa, nonché l'accertamento del relativo presupposto, costituito dall'impossibilità o dalla rilevante difficoltà di precisare il danno nel suo esatto ammontare, sono il frutto un giudizio di fatto, non sindacabile in sede di legittimità se correttamente motivato. (Nell'enunciare tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che una volta ritenuto certo ed esistente il danno, individuato negli ulteriori interessi maturati sull'esposizione debitoria della società in conseguenza del ritardo con il quale il fallimento era stato dichiarato, ha provveduto alla liquidazione equitativa, dando rilievo alla notevole difficoltà dei conteggi, da operarsi sulle singole voci di credito ammesse al passivo, depurate dagli esiti delle contestazioni insorte e plausibilmente possibili con precisione solo al momento della chiusura del fallimento, anche in considerazione della difficoltà di reperimento della documentazione necessaria per ciascuna ragione di credito, applicando un tasso del venti per cento annuo sulla detta esposizione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Ottobre 2013, n. 23233.


Società di capitali – Partecipazione in tutto o in parte pubblica – Natura pubblica o privata – Norme di settore.

Società di capitali – Società con partecipazione pubblica – Natura di soggetto di diritto privato – Ente pubblico – Istituzione o riconoscimento per legge.

Società di capitali – Società con partecipazione pubblica – Natura di soggetto di diritto privato – Norme speciali – Tutela dell’affidamento.

Società – Società per azioni – Partecipazione in tutto o in parte pubblica – Natura pubblica o privata – Causa lucrativa.

Società – Società per azioni – Partecipazione in tutto o in parte pubblica – Natura soggetto – Natura attività – Assoggettabilità a fallimento.

Società di capitali – Società con partecipazione pubblica – Assoggettabilità a fallimento – Principio di uguaglianza – Tutela della concorrenza.
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Una società non muta la sua natura di soggetto privato solo perché un ente pubblico ne possiede, in tutto o in parte, il capitale. Proprio dall'esistenza di specifiche normative di settore che, negli ambiti da esse delimitati, attraggono nella sfera del diritto pubblico anche soggetti di diritto privato, può ricavarsi a contrario, che, ad ogni altro effetto, tali soggetti continuano a soggiacere alla disciplina privatistica. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

L'art. 4 della legge n. 70/75, nel prevedere che nessun nuovo ente pubblico può essere istituito o riconosciuto se non per legge, evidentemente richiede che la qualità di ente pubblico, se non attribuita da una espressa disposizione di legge, debba quantomeno potersi desumere da un quadro normativo di riferimento chiaro ed inequivoco. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Eventuali norme speciali che siano volte a regolare la costituzione della società, la partecipazione pubblica al suo capitale e la designazione dei suoi organi, non incidono sul modo in cui essa opera nel mercato né possono comportare il venir meno delle ragioni di tutela dell'affidamento dei terzi contraenti contemplate dalla disciplina privatistica. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

L'eventuale divergenza causale rispetto allo scopo lucrativo non appare sufficiente ad escludere che, laddove sia stato adottato il modello societario, la natura giuridica e le regole di organizzazione della partecipata restino quelle proprie di una società di capitali disciplinata in via generale dal codice civile. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Ciò che rileva nel nostro ordinamento ai fini dell'applicazione dello statuto dell'imprenditore commerciale non è il tipo dell'attività esercitata, ma la natura del soggetto. Se così non fosse  si dovrebbe giungere alla conclusione che anche le società a capitale interamente privato cui sia affidata in concessione la gestione di un servizio pubblico ritenuto essenziale sarebbero esentate dal fallimento. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

La scelta del legislatore di consentire l'esercizio di determinate attività a società di capitali e dunque di perseguire l'interesse pubblico attraverso lo strumento privatistico comporta anche che queste assumano i rischi connessi alla loro insolvenza, pena la violazione principi di uguaglianza e di affidamento dei soggetti che con esse entrano in rapporto ed attesa la necessità del rispetto delle regole della concorrenza. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 27 Settembre 2013, n. 22209.


Società di persone – Contrasto tra i soci – Causa di scioglimento della società – Nomina di un liquidatore giudiziale – Ammissibilità..
Qualora, nelle società di persone, il dissidio tra i soci sia tale da rendere impossibile il conseguimento dell’oggetto sociale, il tribunale, ritenuta sussistente la causa di scioglimento della società ex art. 2272, n. 2, codice civile, può provvedere alla nomina di un liquidatore giudiziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sala Consilina, 22 Dicembre 2009.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria fallimentare - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - In genere - Pagamento effettuato da una società di capitali dichiarata fallita - Estinzione della società a seguito della chiusura del fallimento - Revoca del pagamento conseguente all'esercizio dell'azione revocatoria da parte del curatore - Effetti..
La chiusura del fallimento di una società di capitali, con la liquidazione di tutte le attività, determina l'Estinzione dell'ente, e, quindi, il venir meno dei poteri, anche rappresentativi, dei suoi organi, mentre non rileva al riguardo la circostanza che un pagamento eseguito dalla società medesima sia stato revocato, in esito ad Azione promossa dal curatore a norma dell'art. 67 secondo comma della legge fallimentare, dato che tale revocatoria implica inefficacia del pagamento nei confronti della massa, non costituisce ragioni creditorie in favore della fallita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Aprile 1990, n. 2851.